parte 182
Lunedì 29 Settembre 2003
Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
Hai domande da porre, storie da raccontare, emozioni da condividere,  sul grande Bob o inerenti la sua  musica e la sua vita? Scrivi a spettral@tin.it e le tue mail saranno pubblicate in queste pagine ogni lunedì.
Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags

2031) Mi è tornata la voglia di provare a fare qualche Italian Version cantabile dopo tutte quelle che mi avete mandato voi... Fatemi sapere che ve ne pare (secondo me è meglio anche di quelle di FDG e FDA ;o) ).
La canzone naturalmente è Shelter form the storm...
Michele "Napoleon in rags"

RIPARO DALLA TEMPESTA

Fu in un'altra vita, di sangue e di sudore
nero era una virtù e non solo un colore
venivo dal deserto, senza un dove nè un perchè
"Entra" - lei mi disse - "Sarai in salvo qui con me"

Ma se tornassi indietro, tu puoi stare sicuro
per lei farei il mio meglio, e questo te lo giuro
in un mondo di morte dove pace non ce n'è
"Entra" - lei mi disse - "Sarai in salvo qui con me"

Ci guardammo dentro gli occhi e non dicemmo molto
a quel tempo tutto quanto era ancora irrisolto
Prova a immaginare un posto dove freddo non ce n'è
"Entra" - lei mi disse - "Sarai in salvo qui con me"

Bruciavo sotto il sole e nella grandinata
avvelenato in mezzo ai rovi, stremato sulla strada,
come una preda in fuga per cui scampo non ce n'è
"Entra" - lei mi disse - "Sarai in salvo qui con me"

Di colpo mi voltai, vidi i suoi fianchi snelli
Aveva braccialetti ai polsi e fiori nei capelli
Con grazia la corona di spine mi levò
"Entra" - lei mi disse - "Riparo ti darò"

Qualcosa è andato perso, ora tra di noi c'è un muro
tutto si è complicato, ho dato troppo per sicuro
Se penso a quel mattino quando tutto incominciò
"Entra" - lei mi disse - "Riparo ti darò"

Su freddi e duri chiodi cammina il deputato
e in un futile corno il becchino ha già soffiato
sarà soltanto il fato che deciderà per te
"Entra" - lei mi disse - "Sarai in salvo qui con me"

Ho visto bimbi piangere con voce di colomba
e vecchi con i denti rotti a un passo dalla tomba
Che vita è questa, chiedi, se speranza non ce n'è
"Entra" - lei mi disse - "Sarai in salvo qui con me"

In cima alla collina in un gioco sleale
ho perso i miei vestiti e vinto una dose letale
E per la mia innocenza è solo scherno quel che avrò
"Entra" - lei mi disse - "Riparo ti darò"

Vivo in terra straniera ma passerò il confine
inseguo la bellezza in una corsa senza fine
Potessi ritornare al tempo in cui Dio la creò
"Entra" - lei mi disse - "Riparo ti darò"


2032) Hola Miguel!
Lasciatelo dire, tu sei pazzo! Tutto scemo! Completamente suonato!
Non offenderti, intendo in senso buono... è che ho visto il tuo sito e sono
qui ancora adesso con gli occhi sbarrati, ti devo fare veramente i
complimenti e non aggiungo altro xchè oltre agli occhi sbarrati sono anche
senza parole. Bravo davvero!
Ma scusa, tempo x mangiare e dormire te ne rimane un po', vero?!?
Ho fatto il tuo test ed ho collezionato la miseria di 6 punti su 50!!!
Devo proprio ammettere che il tuo sito mi tornerà molto utile x
migliorare...
Ora comunque mi butterò a capofitto sullo studio approfondito dei testi
delle canzoni che è la cosa secondo me + interessante.
Ho notato volentieri che sei un "girovago" quindi ti aspetto anche a Brescia
se passi da queste parti, mi raccomando, xchè se un giorno supererò gli
esami di dylanologia vorrò anch'io una foto sul sito insieme al "capo" della
fattoria.
Per ora resto "il dylaniano nell'ombra"!
Finisco chiedendoti un favore: nella classifica dei 100 chitarristi di
sabato 30/8 c'è scritto Qeen anzichè Queen. Si può correggere? Guarda che
controllo!!!

Ciao, a presto.
Un saluto a Benedicta.

Marco

Ciao Marco
correzione eseguita, criceta Benedicta salutata, grazie per i complimenti (soprattutto i primi tre!!!). Anche io credo che la sezione dei testi di Dylan tradotti sia una delle più interessanti di MF. Sono felice di sentire che il nostro sito ti sarà utile per approfondire la tua conoscenza dylaniana e chissà che un giorno non diventi anche tu un fan di quelli hard core... Se passo da Brescia ci si vede.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


2033)caro Michele,
lo sai che hai fatto male, malissimo a pubblicare quel pezzo di Vites sul
lost album di Bobby? malissimo perché adesso ti tempesteranno di mail, fax,
telefonate, missive scritte con la penna a inchiostro, piccioni viaggiatori
per avere notizie su come mettere le mani su quelle registrazioni. E tu
perderai il sonno! Eccoti la mia: come fare per avere quelle canzoni? Non è
che Vites è stato manolesta e se le è portate con sé dopo l'ascolto? dacci
una risposta affermativa, è un ordine!

Un abbraccio
Corrado The Elephant

ps: sai se Bob sta preparando un nuovo disco?

Ciao Corrado
spero che Paolo voglia confezionare un cd per MF con tutte le canzoni di quel disco (non solo le quattro che dice di aver sentito... sicuramente le avrà tutte, vero?). Fatti vivo Paolo!!!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: nessun disco nuovo all'orizzonte almeno a quanto sembra... Qualcuno ha fatto notare che tra World gone wrong e Time out of mind son passati 4 anni. Tra Time out of mind e "Love and Theft" son passati altri quattro anni. Dunque in teoria tra "Love and Theft" ed il prossimo potrebbero passare altri quattro anni, il che significherebbe nel 2005. Io ci spero.


2034) Ciao Michele
sto leggendo con molto interesse il saggio su Vanilla Sky... è molto
intrigante. Avevo visto il film tempo fa ma non credevo si potessero
trovare tante cose come quelle osservate... Io naturalmente avevo solo
notato la canzone di Bob, Fourth time around, e la copertina del disco
di Freewheeling... Me lo riguarderò con calma quando sarà finito il
saggio e lo avrò letto tutto... L'autore è lo stesso Salimbeni che viene
citato nel lavoro teatrale in cima alla pagina di Maggie's Farm (a
proposito a che punto è)?
Ciao
Giovanni

Ciao Giovanni
naturalmente sì. Ed oltre ad esserne il regista è anche uno degli autori del lavoro teatrale in questione insieme al sottoscritto, ad Alessandro Carrera e a Benedicta "Hamster". Prossimamente aggiorneremo quella pagina con le ultime novità. Il lavoro è quasi completato. Resta in linea per gli aggiornamenti.
Su Vanilla Sky concordo con te e tra l'altro anche io sono stato spinto dal lavoro di Michele a guardarmi e riguardarmi attentamente il film e devo dire che effettivamente va studiato con calma per scoprire tutti i riferimenti nascosti... Ad esempio non so se qualcuno ha fatto caso che la scelta della canzone di Bob, Fourth time around, non è casuale... Infatti nella sequenza drammatica in cui Cameron Diaz fa schiantare l'auto su cui si trova in compagnia di Cruise facendola precipitare dal ponte, un po' prima del tragico epilogo, la donna continuava a dire a Cruise che avevano fatto l'amore quattro volte la notte prima. E poi diceva: "La prima volta va bene... la seconda... la terza... ma la quarta volta?"... E Cruise rispondeva qualcosa come: "La quarta volta cosa?"... Quarta volta=Fourth time, da cui Fourth time around.
E l'inside joke relativo alla "quarta volta" ritorna anche in seguito nel film quando Cruise sogna di trovare nel proprio letto la Diaz al posto della Cruz e la lega e mentre lo fa esclama: "Ti legherò quattro
volte"... Bisognerebbe poi capire il perchè di questa fissa di Cameron Crowe per "la quarta volta"... magari per lui significherà qualcosa...
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"

E a proposito di Michele Salimbeni ecco una sua mail...


2035) Caro Michele,
ti scrivo queste piccole informazioni:
1. Il romanzo di Stephen King "L'ombra dello scorpione" contiene
alcuni omaggi e citazioni Dylaniane.
Viene anche citato esplicitamente il testo di Shelter from the storm.
2. L'album "Shleep" di Robert Wyatt (ex Soft Machine) contiene il pezzo
Blues in Bob Minor ovviamente dedicato a Dylan.
Riporto fedelmente la dichiarazione rilasciata dall'artista sull'ultimo
inserto de La Repubblica "Musica" del 25 settembre 2003: "A quell'epoca stavo
cercando di capire perchè trovassi Bob Dylan di gran lunga più interessante
degli altri suoi colleghi cantautori. Poi ho capito: dice un sacco di parole
facendo strani rumori con la bocca. Forte di questa intuizione e con l'aiuto
di un po' di Brandy il pezzo è venuto fuori in dieci minuti.
3. Nell'ultimo album di Neil Young dovrebbe essere citato in una canzone
il nome di Dylan ma non ne sono sicuro.

A presto
Michele Salimbeni

Ciao Michele
grazie per le informazioni. Chi ci può confermare la cosa di Neil Young (Eagle?)...
E così mi tocca comprare L'ombra dello scorpione di cui avevo visto solo il film... ;o)
Incuriosito dalle tue note ho cercato in giro ed ho trovato questo scritto di Stefano Marzorati:
"Il rock'n'roll é qui per rimanere" recitava il ritornello di un pezzo da classifica del 1959, ma l'autore, Danny Rapp,si sparò un colpo di pistola, ventiquattro anni più tardi, nello squallore di una stanza di motel, solo e senza più soldi, amici, e fama. Di lui e di tanti altri che se ne sono andati rimangono le canzoni, pervase da un alone di nostalgia che, qua e là, sembra contaminarsi con ben più sinistre premonizioni. Il Mietitore, sembra dirci Stephen King, é salito sul palco, non invitato, e da questo momento in poi, lo spettacolo non sarà più lo stesso. Se i favolosi anni Cinquanta sono protagonisti di Christine, in L'ombra dello scorpione la lancetta del tempo si é spostata in avanti, intorno ai primi anni '70. Randall Flagg è il diavolo, uscito direttamente dallo spartito di Sympathy for the Devil dei Rolling Stones. Quegli stessi che celebrarono, in modo metaforico, la fine della generazione e del sogno di Woodstock con il festival di Altamont, nel 1969, e con la tragedia dello spettatore assassinato dal servizio d'ordine degli Hell's Angels californiani . Il sogno già incrinato ora si trasforma in un vero e proprio incubo incarnato nella figura di Flagg, che vaga per le strade d'America a portare il seme dell'apocalisse, usando le armi dell'inganno e dell'artifizio, della seduzione e della menzogna. Ed é proprio in L'ombra dello scorpione che uno dei personaggi protagonisti dà voce all'autore quando esclama: "Sicuro, gli anni '60, quelli sì che erano bei tempi: i figli dei fiori, 'facciamo pulizia con Eugene McCarthy'. Ridatemi gli anni Sessanta e gli Ottanta ficcateveli dove dico io".
Per King ora il discorso si fa ancora più legato alle proprie vicende personali, quelle di un King ormai adulto, impegnato al campus universitario, entrato nella fase della maturità della vita adulta. Sono gli stessi anni in cui prendono corpo i sogni di cambiamento favoleggiati dalla nazione di Woodstock e dai suoi reduci, gli anni dell'innocenza, dell'impegno politico e personale per cambiare il mondo e "allargare l'area della coscienza". Ma sono anche anni in cui si fa strada (complici fatti luttuosi come la strage di Bel Air a opera della Famiglia di Charles Manson) la piena consapevolezza dell'innocenza infranta, che non potrà più essere recuperata se non attraverso il ricordo, che diventa magico proprio perché inteso come unico talismano per proteggersi dai tempi moderni, crudeli e ingiusti. Lo spirito del flower power, della rivoluzione pacifica si reincarna, in L'ombra dello scorpione, nei personaggi positivi della vicenda, quei sopravvissuti alla catastrofe che si battono per ricostruire il mondo a partire dal proprio, e che rimangono i soli a opporsi alle arti nere del malvagio Flagg e dei suoi accoliti. In "L'ombra dello scorpione' (ma anche in un romanzo firmato con il celebre pseudonimo di Richard Bachman, L'occhio del male") King utilizza anche uno dei cardini della cultura rock degli anni '70: il viaggio inteso come fonte di esperienza, di arricchimento interiore, spirituale. Come se volesse rendere ancora più chiari i suoi intenti, King infila nel corpo del romanzo citazioni in abbondanza, che coprono un arco di tempo che va dalla fine degli anni Cinquanta agli inizi degli anni '80. Il romanzo inizia con la citazione di un verso di Don't Fear the Reaper dei Blue Oyster Cult, che bene introduce il lettore all'apocalisse imminente che lo attende nelle pagine successive. Ma nel romanzo vengono citate anche canzoni di Bruce Springsteen, Bob Dylan, Buddy Holly, Chuck Berry, Simon & Garfunkel, i Drifters, i Creedence Clearwater Revival. L'attaccamento emotivo di King alla materia é forse troppo forte perché Flagg abbia il sopravvento e così, alla fine, dopo dolore, miseria, separazioni e altro, in qualche modo i buoni la spuntano, in un finale niente affatto consolatorio. Il buon rock'n'roll vince sempre, alla fine. E King sembra attaccarsi disperatamente a questa fede.

Per quanto riguarda la canzone di Wyatt che citi anche qui ho cercato in giro e l'ho trovata. E' ispirata a Subterranean Homesick Blues e naturalmente va cantata su quella musica immagino. Credo che anche il titolo sia un'altra citazione di Bob... secondo me si rifà a Ballad in plain d.

Blues In Bob Minor (Wyatt)

Roger's in the archive looking up casement
Martha's in the government digging up the basement
Rebel into representative for the voter
Shadow backhencher couldn't get a word in
Turned up anyway ... issues burning
All consuming ... drinks in the cabinet
Spent a lot of time just examining the building
drinks on the house? you must be joking
Corridors of power cuts toy telephone bills
Long time no see underneath the floorboard
Looking for the roots of the family treetops
Toe's in the water but you've only got ten.

Fingers in the eel pie poke around tip top
Tunnelling a wormhole Eartha Kitty catfish
Meadow brown peacock ... pupa-larva-caterpillar
Hibernate in winter of our discotheque no
End in sight .. more like a spiral ... coil
Or curler ... just unwinding ... very slowly
Revealing endless disappearing pipelines
Genuflecting ... bowing deeply ... it
Don't take a weathergirl to see where
The wind is blowing ... what the wind is bending

Isobars are opening ... sex to midnight
Cabinet shuffling homeward bound ... taking
A detour ... rendezvous do ... chapel in the valley
Of the blown up doll ... that's not Martha
Shunting in a siding ... she got homework
Up to here
Roger's in the footnotes up to his elbones
Verse and chapter disinterred
Borrowing a bookcase don't come easy
The weight of the evidence in parenthesis
Beggars tightly furled belief

Heads on blockabeater repetition on the line
Shell shock supertroopers ... whirl banking oil palm
Intercontinental drift ... over the rainbow
Over the sea to ska rocker skintone
hirsuit missed a link and that's not all
That he got missing inna thousand years of
Orthotoxic waste disposal ... god proposal
Jealous sky ... whatever is a girl to do
To break the service in its tried and tested
And found wanting state of oh! boy network
Stewardship?

Little Johnny Aardvark never hurt
Nobody ... Martha friend and Roger too
Tone down a little ... sotto voce ... some tall order
Given that four minutes seems eternity time
In the bushed up world of waspish Vsigns
A-sides sui-C-side salads of the bad young B-sides
What's the point of digging deeper just to lay
The ghost of Sala Hal-Din Yusuf ibn Ayyub?

"Don't give up" the dead man cried
"There's more of us than there of you
Soon you'll all be on our side ... forever more or
Lester Young died ... 'Fat Girl' also ... blowing all the blues
Away side ... dust ain't just dust ... trust us like we
Live forever ... broken loose from greystone tether
Keep on tiptoe through the archive ... we are dead
But you are alive ... Martha yes and Roger too
Until you let the gringos grind you down"

Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2036) Ho letto il Vs. messaggio concernente la notizia che The rolling thunder revue Live 1975 di Bob Dylan e' stato pubblicato anche in vinile dalla etichetta Sundazed.
Sono andato nel sito della stessa senza pero' trovare nulla in merito.
Chi puo' darmi notizie per evere questo disco in vinile ?
Grazie. Enrico Fontana Padova

Io non saprei dove si può reperire... Chi può aiutarci?
Michele "Napoleon in rags"


2037) Caro Michele,
vorrei chiederti se conosci indirizzi internet dove posso trovare la copertina del documentario "Don't look back" con Dylan, copertina per cassetta vhs.
Grazie ancora, spero in una tua risposta.
lettera non firmata

Mmmm... purtroppo idem come sopra... Se qualcuno lo sa ci faccia sapere...
Michele "Napoleon in rags"


2038) Caro Michele,

allego il bellissimo articolo commemorativo di Bob per il grande Johnny Cash.

Ciao,

antoniog

from the new Rolling Stone:

http://www.rollingstone.com/features/coverstory/featuregen.asp?pid=1967

Ciao Antonio
grazie. Ho pensato bene di tradurre il pezzo che mi hai inviato. Eccolo qui (e a seguire l'originale di Bob che mi hai allegato).
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"

Mi è stato chiesto di pronunciare un discorso per la scomparsa di Johnny ed ho pensato di scrivere invece un pezzo intitolato "Cash E' Il Re", perchè questo è quello che in realtà io sento. In parole povere, Johnny era ed è la Stella Polare; potete guidare la vostra nave grazie a lui -- il più grande tra i grandi di ieri e di oggi. L'ho incontrato per la prima volta nel '62 o '63 e l'ho visto un sacco di volte in questi anni. Non moltissimo di recente ma in un certo senso egli è stato insieme a me più delle persone che vedo ogni giorno.

Non c'erano molti mezzi di diffusione della musica nei primi anni sessanta, e Sing Out! era la rivista che si occupava di musica folk. I redattori avevano pubblicato una lettera redarguendomi per la direzione nella quale la mia musica stava andando. Johnny scrisse alla rivista una lettera aperta invitando i redattori a tacere ed a lasciarmi cantare, dal momento che io sapevo quel che facevo. Questo è avvenuto prima che io lo avessi mai incontrato, e la lettera significò tutto per me. Ho conservato quella rivista fino ad oggi.

Naturalmente seppi di lui prima che egli avesse mai sentito parlare di me. Nel '55 o '56, "I walk the line" venne suonata dalle radio per tutta l'estate ed era qualcosa di diverso da ogni altra cosa che mai si fosse ascoltata. Il disco sembrava come una voce proveniente dal centro della terra. Era così potente e commovente. Era profonda, e così era il suo tono, ogni singolo verso; profondo e ricco, pauroso e misterioso allo stesso tempo.
"I walk the line" aveva una presenza monumentale ed un certo tipo di maestà che era umiliante. Persino una semplice frase come "I find it very, very easy to be true" può darti la tua misura. Possiamo ricordare ciò e vedere quanto ne siamo lontani.

Johnny scrisse migliaia di versi come quello. Davvero egli rappresenta la terra ed il paese, ne è il cuore e l'anima personificata e rappresenta quel che significa essere qui; ed ha raccontato tutto ciò con un linguaggio semplice. Credo che possiamo avere ricordi di lui, ma non siamo in grado di definirlo, non più di quanto possiamo definire una fontana di verità, di luce e di bellezza. Se vogliamo capire cosa significa essere mortali, non dobbiamo guardare altro che l'Uomo in Nero (1). Benedetto da una profonda immaginazione, egli ha usato questo dono per esprimere tutte le varie cause perdute dell'animo umano. Questa è una cosa miracolosa ed umiliante. Ascoltatelo e vi ricondurrà sempre ai vostri sensi. Egli si eleva sopra tutto, e non morirà mai nè mai sarà dimenticato, persino da coloro che non sono ancora nati -- soprattutto da loro -- e questo sarà per sempre.
Bob Dylan

(1) Così era soprannominato Johnny Cash: the man in black

I was asked to give a statement on Johnny's passing and thought about
writing a piece instead called "Cash Is King," because that is the way I
really feel. In plain terms, Johnny was and is the North Star; you could
guide your ship by him -- the greatest of the greats then and now. I first
met him in '62 or '63 and saw him a lot in those years. Not so much
recently, but in some kind of way he was with me more than people I see
every day.

There wasn't much music media in the early Sixties, and Sing Out! was the
magazine covering all things folk in character. The editors had published a
letter chastising me for the direction my music was going. Johnny wrote the
magazine back an open letter telling the editors to shut up and let me sing,
that I knew what I was doing. This was before I had ever met him, and the
letter meant the world to me. I've kept the magazine to this day.

Of course, I knew of him before he ever heard of me. In '55 or '56, "I Walk
the Line" played all summer on the radio, and it was different than anything
else you had ever heard. The record sounded like a voice from the middle of
the earth. It was so powerful and movin'. It was profound, and so was the
tone of it, every line; deep and rich, awesome and mysterious all at once.
"I Walk the Line" had a monumental presence and a certain type of majesty
that was humbling. Even a simple line like "I find it very, very easy to be
true" can take your measure. We can remember that and see how far we fall
short of it.

Johnny wrote thousands of lines like that. Truly he is what the land and
country is all about, the heart and soul of it personified and what it means
to be here; and he said it all in plain English. I think we can have
recollections of him, but we can't define him any more than we can define a
fountain of truth, light and beauty. If we want to know what it means to be
mortal, we need look no further than the Man in Black. Blessed with a
profound imagination, he used the gift to express all the various lost
causes of the human soul. This is a miraculous and humbling thing. Listen to
him, and he always brings you to your senses. He rises high above all, and
he'll never die or be forgotten, even by persons not born yet -- especially
those persons -- and that is forever.
Bob Dylan


2039) dopo tante foto di dylan(lucca,ravenna,pisa,roma,modena,ferrara e genova)ve ne mando 1mia,vagamente dylaniato.Ciao a tutti .ci vediamo a BOZEN.speriamo di fare un po di foto. .......E una di Peter Rowan che non guasta e spero non irriti i fans di Maggie's farm. P.R. è a genova nel.......97?
mitzy

Ciao Mitzy
thanx... Scegliti un animale da Fattoria così posso inserire la tua foto nella suddetta...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


2040) Ciao a tutti i dylaniati, sono jerry.
Per me gli album più belli di Bob sono i primi tre elettrici (1965-66), sia come musica che come testi, ma il capolavoro poetico di dylan rimane Desolation Row in cui emerge tutta l'assurdità e il non senso dell'esistenza.Una sensazione che anche il poeta di Duluth deve aver provato più volte, ma mi piacciono molto anche Ballad of a thin Man, con quel suo ritmo sospeso e una grande ironia.Ogni volta che ascolto Mr. Tambourine Man, sogno di camminare(già perchè dimenticavo di dirvi che non lo posso fare, essendo tetraplegico dalla nascita) e di fare lunghi viaggi in moto.Mi piace molto anche il funky mistico di Slow Train Coming (insuperabile Gotta Serve Somebody) che ai critici perbene fa cagare perchè parla di Dio.
Io non sono religioso, ma Bob mi piace anche perchè è uno che ricerca e si mette sempre in discussione, un po' come tutti noi.
Blood on the Tracks, sarà pure un capolavoro ma è troppo lacrimevole.
Una domanda, quali erano i rapporti tra Bob e il grande Jimi Hendrix?
L'unica cover che riesco ad ascoltare è All Along the watchtover, di Hendrix ovviamente, pur restando rapito di fronte al ritmo e all'intreccio letterario della versione originale. Di "Desire" mi piacciono "Hurricane", "Romance in Durango" ma soprattutto "Isis", con quel ritmo pieno di mistero. Di "Knockin' on heaven's door " si son già dette troppe cose che si possono riassumere in un aggettivo: sublime. Anche il tema che chiude il film è meraviglioso ed evoca in me un universo di sensazioni. Questa è la mia avventura di Dylaniato da 10 anni (ne ho 26). Scrivo queste mie riflessioni a voi sperando che, un giorno, anche Bob possa raccoglierle.
Di quest'ultima cosa non sono molto sicuro, ma ho una certezza, nessuno potrà mai scrivere delle canzoni così.
Un saluto.
Jerry

Ciao Jerry,
benvenuto su queste pagine e grazie per la tua bella lettera...
Per quanto riguarda i rapporti tra Bob e Jimi Hendrix, i due non erano amici stretti pur conoscendosi e frequentandosi talvolta. Jimi era un grande fan di Dylan ed eseguì diverse canzoni di Bob, da "All along the watchtower" a "Drifter's Escape, da "Can you please crawl out your window?" a "Like a rolling stone" (celebre quest'ultima epica versione da "Live at Monterey").
Jimi era particolarmente affascinato dal metodo di scrittura di Dylan di cui dichiarò di apprezzare l'uso di un linguaggio colto e poetico. Il metodo di scrittura di Bob influenzò molto materiale originale di Jimi. Canzoni come "Angel", "The Wind Cries Mary" e "Little Wing" hanno tutte uno stile molto dylaniano.
Anche Hendrix influenzò in parte Dylan, soprattutto naturalmente nella resa live di "All along the watchtower" che in concerto Bob esegue tenendo ben presente la versione hendrixiana.
Senza tenere conto naturalmente della versione tratta da "Before the flood", album live di Bob del 1974, quando la chitarra di Robbie Robertson e la tastiera di Garth Hudson ripresero palesemente gli assoli di chitarra di Jimi.
Jimi dichiarò a Rolling Stone nel 1969: "Amo Bob Dylan. L'ho incontrato una volta circa tre anni fa al Kettle of Fish in MacDougal Street. Fu prima che andassi in Inghilterra. Credo che entrambi eravamo molto ubriachi quella volta perciò probabilmente Bob non si ricorda nemmeno di avermi incontrato".
E ancora: "A volte canto una canzone di Dylan ed essa mi si adatta talmente che mi sembra di averla scritta io. Come cantante non faceva per me, il primo Dylan, poi ho iniziato ad ascoltare le parole e sono rimasto conquistato" (da Beat Instrumental magazine, 1969).
"All Along the Watchtower" nella versione di Jimi Hendrix entrò nella Top 20 nell'autunno del 1968 e nel 1974 fu uno degli hit radiofonici.

Ciao Jerry e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"

 
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