TALKIN' BOB DYLAN BLUES
la posta di Maggie's Farm

Diciottesima parte


155) Ciao Michele,
stavo leggendo le recensioni dei concerti italiani pubblicate su
Maggie's farm, e credo di poterti aiutare riguardo alla frase detta
da Dylan durante la presentazione della band a Milano. Era
effettivamente rivolta a Kemper e suonava più o meno così:
'On the drums, David Kemper....David is one of the few drummers
who's better than no drummer at all ! '. Poi, presentando Garnier,
ha detto 'on the bass guitar, Tony Garnier, as usual...'
Ciao
Alessandro

Ciao Alessandro e grazie per la segnalazione che si aggiunge e conferma quella di... Andrea se non ricordo male. Mi fa sorridere quel "as usual" riferito a Tony... come se gli altri invece fossero nuovi...


156) Ti prego Michele mi serve un favore,mi potresti tradurre il prima
possibile EVERY GRAND OF THE SAND. Ti prego Michele è importante. Accontentami
Michele ti prego la traduzione mi serve il prima possibile.Confido nella tua
bontà e magnaminità.
Ciao Michele
Arcangelo
P.S.
Il prima possibile ti faccio una dettagliata recensione sul concerto,nel
quale ho conosciuto il SIMPATICISSIMO Leonardo.Poi ti mando un e-mail per il
bootleg

Ok Arcangelo tutto fatto. Già spedita la traduzione, che riporto qui sotto anche per gli altri (traduzione di Leonardo)... Ciao e aspetto la tua "dettagliata recensione" di Firenze...
Napoleon

OGNI GRANELLO DI SABBIA
parole e musica Bob Dylan

Nel momento della mia confessione, nel momento del mio più profondo
bisogno
Quando la pozza di lacrime sotto i miei piedi irriga ogni nuovo seme
C'è una voce in agonia dentro di me che cerca qualcosa da qualche parte,
lavorando duramente nel pericolo e nella morale della disperazione.

Non ho l'inclinazione a guardare indietro ad ogni sbaglio,
come Caino, adesso scorgo questa catena di eventi che devo spezzare.
Nella furia del momento, riesco a vedere la mano del Signore
In ogni foglia che trema, in ogni granello di sabbia.

Oh, i fiori dell'indulgenza e l'erbaccia degli anni passati,
come criminali, hanno soffocato il respiro della coscienza e del buon
conforto.
Il sole batte sui passi del tempo per illuminare la via
Per affievolire il dolore dell'ozio e la memoria del declino.

Fisso attraverso l'entrata di affamate fiamme tentatrici
Ed ogni volta che passo da questa parte sento sempre il mio nome.
Poi avanti nel mio viaggio riesco a capire
Che ogni capello è numerato così come ogni granello di sabbia.

Sono passato dagli stracci alla ricchezza nel dolore della notte
Nella violenza di un sogno estivo, nel brivido di una luce invernale,
nell'amara danza della solitudine che svanisce nello spazio,
nello specchio rotto dell'innocenza su ogni viso dimenticato.

Sento gli antichi passi come il movimento del mare
A volte mi giro, e c'è qualcuno lì, altre volte sono solo io.
Sono sospeso in equilibrio sulla realtà dell'uomo
Come ogni passero che muore, come ogni granello di sabbia.


157) Ciao Michele.
Qualche considerazione "a freddo" riguardo al concerto di Milano.
1. La forma di Dylan.
A 59 anni il nostro si permette un concerto di 2 ore, inserito in un interminabile tour e non si risparmia assolutamente, anzi emana energia dal primo all'ultimo momento.
2. La scaletta.
Certo anch'io non mi entusiasmo quando per l'ennesima volta sento dal vivo TANGLED UP IN BLUE o ALL ALONG THE WATCHTOWER, ma quanti concerti avete visto o avete sentito con in scaletta due pezzi consecutivi tratti da NASHVILLE SKYLINE e nessuno dei due è LAY LADY LAY? Mi spiace moltissimo che non abbia suona THINGS HAVE CHANGED, (anche se parlando con altri dylaniati ho scoperto che non tutti l'amano).
Evidentemente il suo senso degli affari lo ha spinto a non indugiare sulle cose vecchie ed a promuovere il nuovo e poco conosciuto album HIGHWAY 61 RIVISITED (4 canzoni!). Dubito comunque che sia Garnier a decidere cosa eseguire. Ogni volta che finisce una canzone è lui che guarda Dylan e non viceversa.
3. Gli arrangiamenti.
Qualcuno curato qualcuno un po' meno, che non è certo un difetto in un concerto di Dylan. Sempre più è marcata la differrenza tra pezzi country-folk (ROVING GAMBLER ad esempio, o TO RAMONA) e quelli rock (COLD IRONS BOUND ad esempio), ma anche qui non mancano le sorprese: NOT FADE AWAY supera ogni versione dei Rolling Stones.
Buona la voce, ma perchè l'armonica è rimasta appoggiata sulla cassa, senza mai essere stata presa in considerazione?
4. La band.
L'ingresso di Charlie Sexton ha modificato gli equilibri. Quando l'ho visto arrivare sul palco, mi sono chiesto in quale telefilm americano Dylan lo avesse scovato e vedendolo suonare i pezzi acustici in modo diligente, ma senza fantasia e con poca originalità, sono rimasto un po' deluso. Ho dovuto immediatamente ricredermi quando ha imbracciato l'elettrica per COUNTRY PIE! Sono giunto alla conclusione che la sua presenza, o meglio il suo accompagnamento, consenta a Dylan di avere più spazio come solista e per le sue improvvisazioni.
Io non so se Dylan sia diventato un "guitar hero", ma certo si è assunto più responsabilità come chitarrista, non solo in questi concerti: a mio avviso tutto è cominciato nel tour dell'87 con gli Heartbreakers.
Non voglio creare polemiche, ma l'abilità di Dylan con la chitarra acustica è fuori discussione, mentre negli assoli con l'elettrica non è sempre brillante; pare che lui non sia di questo parere, soprattutto quando insiste nel ripetere a lungo un giro di note, che magari non si sposa bene con la melodia della canzone.
5. L'ambiente.
Parterre allegro, facce conosciute, amici che si rivedono. Ma perchè devo pagare 66.000 lire un biglietto per una poltrona, se poi ognuno va dove vuole? Io ero in piedi su una poltrona di seconda fila (avevo una camicia blu e un paio di jeans, qualcuno si ricorda di me? Magari quella coppia che mi ha fatto scattare delle fotografie?), poichè la mia bassa statura non creava problemi a chi c'era dietro di me, ma la cosa mi sembra piuttosto paradossale. Quando vedremo un concerto comodamente seduti su una poltrona di un teatro?
Aurelio

Ciao Aurelio, è vero... Due pezzi da Nashville skyline e nessuno dei due era Lay lady lay... Credo sia una cosa irripetibile...
Mmm... dylaniani che non amano Things have changed?... Può essere (del resto c'è anche chi sostiene che Maradona non sia stato il più grande calciatore di tutti i tempi...).
A parte scherzi... "de gustibus non disputandum est" anche se, secondo me, è difficile non amare un pezzo come THC. C'è qualcuno in ascolto al quale non piace?... Personalmente ho pregato di ascoltarlo dal vivo nelle date italiane ma si sa che Bob è notoriamente dispettoso.
Grande la tua battuta sulla "promozione" di una novità come Highway 61 revisited... A meno che Bob non lo faccia perchè è in programma una ristampa rimasterizzata...
Sono d'accordo con te... anche secondo me è Garnier che ascolta quello che dice Bob e non viceversa al termine di ogni brano... Però non ci si può mettere la mano sul fuoco e in diversi sostengono il contrario, che sia cioè Tony a proporre e Bob ad eseguire...
Il tuo discorso finale sul prezzo del biglietto conferma quello che sostenevo io nel mio pezzo da Milano. Perchè pagare di più quando poi il posto riservato non esiste?... Ed al coro a favore del biglietto unico si aggiunge anche Anna nella lettera che segue e che conferma ulteriormente quanto detto prima.
Ciao e alla prossima, Michele


158) Ciao Michele, allora, al Palavobis io ero tra quelli che col biglietto da 60.000 hanno visto il concerto in piedi pigiati come sardine. L'alternativa era non vedere assolutamente nulla ! Per me non è stato poi così tragico, perchè mi aspettavo l'assalto al palco e così mi sono alzata subito dal mio posto e sono andata avanti, ma c'era gente molto molto arrabbiata ! La stessa cosa è capitata al concerto di Ferrara nel 96: avevano diviso la piazza con delle transenne, davanti i posti numerati e dietro la gente in piedi, veramente assurdo ! Noi avevamo i biglietti numerati perchè un nostro amico aveva all'epoca grossi problemi di schiena; la conclusione è che ha dovuto comunque stare in piedi tutto il concerto per vedere qualcosa. Non so perchè organizzano le cose in modo così assurdo, non credo che sia questione di incassi perchè con un unico biglietto da 50.000 o tre diversi
da 40, 50 e 60 il risultato sarebbe identico. Secondo me fanno questo ragionamento perverso: ai concerti vanno anche "vecchi cinquantenni" e allora gli organizziamo lo spettacolo come se fosse una piece teatrale o un'opera lirica alla Scala: niente di più sciocco perchè ad un concerto rock ci sarà sempre gente, indipendentemente dall'età', che preferisce stare sotto il palco e non mi sembra giusto impedirglielo: la cosa più semplice secondo me è il biglietto unico, lasciando naturalmente la zona davanti al palco senza posti a sedere. Sono stata altre volte al Palavobis e fino a qualche anno fa era così: biglietto unico e poi ognuno era libero di agitarsi davanti al palco o starsene tranquillamente seduto sulle gradinate, magari con un binocolo incollato agli occhi e l'illusione che Bob stia cantando solo per te.
Tornando al concerto di Milano (uno dei più belli che ho visto, forse il primo della lista!!), a proposito di Desolation Row, hai perfettamente ragione tu Michele, Dylan ha come al solito saltato alcune strofe, ma la mia era solo una prova per vedere se eri stato attento ! Naturalmente sto scherzando, il fatto è che ero talmente "ipnotizzata" da quella canzone che mi era sembrato di ascoltarla "tutta intera" ! E poi quella sera non ero proprio lucidissima (forse si capisce dal mio racconto) e ho scritto il pezzo di getto senza pensarci troppo su. Chiedo
scusa. Ciao e a presto. Anna

Ciao Anna anche io credo che Milano sia stato un grandissimo concerto e probabilmente lo metto anche io in cima alla lista di quelli che ho visto nella mia vita (intendo visti dal vivo perchè se dovessi contare quelli che ho visto in video allora il discorso è diverso...). Quanto alle strofe saltate di Desolation row l'altra volta mi facevo questa domanda: Partendo dal presupposto che Bob ne salta alcune per via dell'eccessiva lunghezza della canzone, perchè sempre quelle? Non gli piacciono? Le rinnega? O è solo un caso... Chissà... Personalmente io avrei invece tolto la strofa su Ophelia e lasciato quella della macchina dell'infarto che mi è sempre piaciuta un sacco, anzi due sacchi (facciamo tre sacchi... aggiudicato!).
Napoleon in rags



 

159) Caro Michele,
conservo un bellissimo ricordo del concerto a Firenze ... certo che se fossi stato a Cagliari ... Come avrai letto nel mio racconto, a Firenze mi ero staccato dalla folla vicino al palco per vedere Dylan andare via, quindi probabilmente avrei fatto la stessa cosa a Cagliari ... ed è molto probabile che sarei stato tra quei fortunati che si sono trovati a pochi metri da Dylan !!!
Sempre per le note dolenti volevo comunicarti che dopo una piccola ricerca ho scovato che Dylan non ha MAI cantato in pubblico capolavori come :
Sad-Eyed Lady Of The Lowlands
Dirge
Black Diamond Bay
No Time To Think
oltre a molte altre non citate. Cavolo, però !
Ti saluto e ci risentiamo.
Leonardo.

Ciao Leonardo, non rigirare il coltello nella piaga... ti prego... Come ho potuto NON andare a Cagliari a vedere Bob (e pensare che ho anche un amico lì che avrei incontrato con piacere...)? Ho (abbiamo) perso forse l'occasione della nostra vita... L'amico Stefano mi diceva che secondo lui l'incredibile disponibilità di Dylan in quell'occasione è dovuta al fatto che con il passare del tempo il suo carattere tende ad addolcirsi (Stefano dice anche che, chi è stato ad un passo dalla morte, come Bob qualche tempo fa per l'infezione al cuore, poi vede la vita sotto un altro aspetto...). Speriamo sia così... Potrebbe voler dire che ad uno dei prossimi concerti potremmo essere così fortunati da rivedere Bob camminare tranquillamente tra di noi scattando foto...
Per quanto riguarda il discorso sulle canzoni mai eseguite da Bob dal vivo... pensa che stavo per scrivere che ti sbagliavi su Sad-eyed lady of the lowlands perchè mi sembrava di ricordare che in realtà l'aveva eseguita dal momento che mi ricordavo perfettamente la dedica a Sara, sua moglie prima dell'esecuzione del brano... Poi mi sono ricordato che... era tutto giusto, il discorso della dedica etc. solo che non era Dylan ad eseguire la canzone ma Joan Baez che appunto la cantò dedicandola all'amica Sara durante il periodo della Rolling Thunder Revue...
Ciao Leonardo e a risentirci, Michele


160) CIAO MICHELE
Sono Antonio da Napoli. Allora, ho acquistato Live 1966. Qualcuno dirà:"E tu!!, adesso, ci sei arrivato!!!".
Vagliu'!! O' budget è chille che e' (trad. Ragazzi!! Il budget è quello che è) Qua! Fra relazioni personali, spese di lavoro, hobby e vizi vari, non è mica facile. Tra l'altro per trovarlo, qui a Napoli, ho dovuto girare un quattro-cinque negozi (i famosi "nei migliori negozi di dischi"), finchè non l'ho trovato in un piccolo negozio in via S. Sebastiano. Beh! che dire! E' semplicemente Straordinario, Storico, Stoned.
Personalmente ho apprezzato, in particolare, la versione acustica di Visions of Johanna, una della canzoni (la versione di Blonde on Blonde più raffinate che Dylan abbia mai inciso. Il lato elettrico poi, .....mmmmm... ECCCCEZZZIONALE..... Per quanto riguarda l'insulto (si commenta da solo per il suo contenuto razziale e conseguentemente da idiota), quello che mi ha impressionato, per la volgarità, sono state più le risate e gli applausi successivi. Comunque è storia vecchia.
Forse hai già trattato in precedenza l'argomento, ma io ho l'impressione che in Desolation Row cambi la frase "qualcuno dice, amico mio sei nel posto sbagliato" me lo puoi confermare?
Adesso butto una cosa lì!!!.
MAA??? ..... Non è che c'è qualcuno di buona volonta, che traduca il libricino, allegato ai CD, per quelli come me che sono una frana in inglese? ...... EEEEHHHH ...Scherzavo .... E quanto siete suscettibili!!!! .......
Un ringraziamento personale, ed è il motivo principale per cui spedisco questa e-mail, a tutti coloro che hanno raccontato le loro esperienze ai concerti del Nostro. Siete stati molto coinvolgenti. Davvero!!!
GRAZIE
ANTONIO
NAPOLI 09 GIUGNO 2000

P.s. per Michele: Mi è sovvenuto il motivo per il quale ricordavo Bertoncelli. Lessi un intervista su Rockol nel quale presentava il libro "Paesaggi Immaginari". Mi ero promesso di acquistarlo poi non se ne fece più nulla, ma adesso ho un motivo in più per farlo. Non sapevo l'episodio legato a Guccini anche perchè non rientra tra i miei gusti musicali o meglio non ho mai approfondito la conoscenza verso questo Artista, ed in genere con il cantautorato del nord. E' una mia pecca! Lo so! L'unico legame forte, e profonda conoscenza, che ho con la musica italiana è con F. De Gregori. E' stato grazie all'esibizione di questo Artista a DOC (un ottimo programma musicale RAI, risalente ad una quindicina d'anni fa) che ho sentito parlare di Bob Dylan. Grazie Principe.
 

Ciao Antonio, il bootleg series vol. IV è una delle cose più belle che abbia mai ascoltato...
Dylan è SUPERBO in quel concerto!
E' vero il discorso che fai sull'insulto... Anche io credo che più che il "Judas" urlato dallo spettatore di Manchester possano dare fastidio i successivi applausi e le risa del pubblico... Greil Marcus scrive che oggi come oggi però nessuno ammetterebbe mai di essere stato tra quelli che fischiavano a Manchester... Dove saranno finiti tutti?... Forse sono andati a nascondersi dopo essersi resi conto che il "traditore" aveva ragione ad andare per la propria strada?...
Hai ragione sulla frase di Desolation row... Bob l'ha cambiata spesso ed ancora oggi credo non la canti come nell'originale...
Anche io sono molto contento di tutti i racconti che mi avete mandato dal Neverending tour e devo dire che ritengo quella parte di "Maggie's Farm" attualmente la più interessante. Il leggere i racconti di altri di una cosa alla quale ho assistito mi dà un senso di "comunanza" di "partecipazione" veramente bella... Ed ancora il leggere racconti di eventi ai quali purtroppo non si è potuti essere presenti (vedi ad esempio Cagliari) ci dà almeno l'impressione di esserci stati idealmente anche noi... E' una sensazione molto piacevole ed unica che fa sentire tutti noi dylaniani un'unica famiglia... Mi associo ai ringraziamenti di Antonio.
Per quanto riguarda "Masterpieces", è un disco non inserito tra quelli ufficiali di bobdylan.com e che neanche io ho inserito perchè è un'edizione particolare uscita solo in Giappone e in Australia.
Contiene rarità come la versione big band di "George Jackson" e "Rita May".
"Masterpieces" è stato originariamente pubblicato come set composto da tre album nel Marzo del 1978 in Giappone e successivamente in Australia e Nuova Zelanda in concomitanza con il Tour in Estremo Oriente di Dylan del 1978. Nel 1987 venne pubblicata una versione di due cd in Australia che ometteva le seguenti quattro canzoni: "I want you", "Idiot wind", "Song to Woody" e "Love minus zero/No limit). Nel 1991 è stata poi pubblicata un ulteriore versione in tre cd dalla Sony Music Australia, stavolta completa. Ecco di seguito le canzoni di "Masterpieces":

Disc 1

1. Knockin' On Heavens's Door
2. Mr.Tambourine Man
3. Just Like A Woman
4. I Shall Be Released
5. Tears Of Rage
6. All Along The Watchtower
7. One More Cup Of Coffee (Valley below)
8. Like A Rolling Stone
9. Quinn The Eskimo (The Mighty Quinn)
10. Tomorrow Is A Long Time
11. Lay, Lady, Lay
12. Idiot Wind

Disc 2

1. Mixed-Up Confusion
2. Positively 4th Street
3. Can You Please Crawl Out Your Window?
4. Just Like Tom Thumb's Blues
5. Spanish Is The Loving Tongue
6. George Jackson (Big Band Version)
7. Rita May
8. Blowin' In The Wind
9. Hard Rain's A-Gonna Fall
10. The Times They Are A-Changin
11. Masters of War
12. Hurricane

Disc 3

1. Maggie's Farm
2. Subterranean Homesick Blues
3. Ballad Of A Thin Man
4. Mozambique
5. This Wheel's On Fire
6. I Want You
7. Rainy Day Women No. 12 & 35
8. Don't Think Twice, It's All Right
9. Song To Woody
10. It Ain't Me Babe
11. Love Minus Zero/No Limit
12. I'll Be Your Baby Tonight
13. If Not For You
14. If You See Her, Say Hello
15. Sara

Bob Dylan - Masterpieces - 1978 - 3 LP set CBS/Sony 57 AP 875-7
2 CD set: Sony Music Australia 462448 2 (1987)
3 CD set: Sony Music Australia 462448 9 (1991)

Ciao Antonio e alla prossima. N. in rags.

ps: Mi associo al tuo ringraziamento al Principe (a proposito... non sarebbe ora di un nuovo album?...)


161) Ciao.
Veramente grazie. Non hai lasciato il mio grido volare nel vento, dilaniato. Finalmente mi posso sfogare e trasmettere energie positive (era un obbrobrio cantare inventando i testi).
Di nuovo grazie e ti ringrazierebbe anche Dylan che, se mi sentisse cantare, direbbe: "Mmhh... Almeno adesso sono meno storpiate, ma fann' schif' ù stess!", sai nel dialetto suo americano del Minnesota, che poi sta a nord... Che c'azzecca? Boh! Perciò ti sono debitore e ancora una volta grazie, grazie veramente.
Da omonimo a omonimo

Di niente, caro omonimo (che si riferiva ai testi di She belongs to me, Tangled up in blue e Shelter from the storm che gli ho inviato consentendogli finalmente di cantarle con i testi giusti). Alla prossima. Michele.


162) Ciao Michele, finalmente ho avuto un po' di tempo per leggermi i racconti da Cagliari. Incredibile! Vuoi vedere che Bob Dylan non è lo scorbutico paranoico che tutti hanno sempre creduto o che LUI ci ha fatto credere ed è invece una personcina affabile, cordiale ed estroversa ? Mistero ! Forse a Cagliari si è verificato davvero un miracolo o più semplicemente - parafrasando Bob - everything passes, everything changes/just do what you think you should you/ and someday maybe/who knows baby/I'll come and be ...photographing(?!)...you!
E dopo aver dissacrato una canzone mitica passo ad un argomento più "serioso": mi ha intrigato parecchio quel cartello che hanno fatto leggere a Dylan, soprattutto mi ha colpito l'accenno a "Il gabbiano" di Cechov: mi ha ricordato che un paio di anni fa avevo comprato la raccolta completa dei Racconti di Cechov e mentre li leggevo avevo la sensazione che ci fossero delle analogie con le canzoni di Dylan. Sono quasi tutti racconti molto brevi (molto belli, piacevolissimi da leggere) e descrivono una moltitudine di piccoli personaggi, gente comune con i loro difetti, le loro meschinità, cattiverie, vizi e virtù, amori infelici, drammi quotidiani e l'incapacità
di comunicare tra loro; sono una galleria di "antieroi" come si trovano spesso anche nei pezzi dylaniani, insomma una specie di Desolation Row dilatata in due volumi, meno ermetica e meno surreale di quella di Dylan, ma in entrambe ci trovavo la stessa capacità di affrontare l'infelicità e le tragedie umane con compassione, rassegnazione (it's the life, and the life only.. direbbe Dylan) e soprattutto di diluire la tristezza con l'ironia.
Riporto qualche frase della nota che si trova sull'ultima pagina di copertina dell'edizione BUR: "...Cechov diventa un medico dell'anima non nel senso che voglia dare o possa dare delle cure... ma nel senso di una specie di ricognizione totale dell'uomo comune di sempre ...
Cechov, che non "profetizza" niente, che è laico non in un senso arido e astratto, ma in un altro senso, più profondo e forse più malinconico, non pensa che in un tempo ragionevole le sorti dell'uomo muteranno: ci presenta gli uomini così come sono, senza illusioni ... (E.Bazzarelli)
Mi sembra che queste frasi possano riferirsi in qualche modo anche ad alcuni brani di Dylan, soprattutto quelli del periodo tra The Times... e JWH e che per entrambi sia molto appropriata quella definizione dell'artista data da Henry Miller che Dylan cita in una intervista a Playboy del 78: "Il ruolo dell'artista è quello di trasmettere al mondo la sua disillusione".
Mi piacerebbe proprio sentire il parere di qualche Dylaniano che ha letto quei racconti, perchè quando ho accennato queste mie idee ad un non-Dylaniano quello è inorridito !
Un saluto da Anna

Bene... fatevi sentire ragazzi (io a questo punto vado in biblioteca a cercarmi il libro di Cechov che Anna ha citato. Napoleon.


163) Ciao Michele,
ti mando il file di Milano.
Lo sai dove ha dormito Dylan alla fine del concerto di Cagliari?
A Varese!!!
In attesa di imbarcarsi all'aeroporto di Malpensa.
Mi hanno detto che su un giornale locale è apparsa una pagina intera
dedicata all'"evento", con tanto di intervista al fortunato portiere. Domani
dovrebbero darmi questa pagina. Se ti interessa per il sito, fammi avere un
indirizzo a cui spedirla.
Paolo.

Ciao Paolo, grazie per il racconto di Milano (andate a leggerlo nella solita sezione insieme con quello di Modena).
Certo! Mandami tutto quello che vuoi riguardo Dylan. O via e-mail al solito o all'indirizzo: Maggie's Farm
via Carrel 39
11100 Aosta


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