parte 173
Lunedì 14 Luglio 2003


Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
Hai domande da porre, storie da raccontare, emozioni da condividere,  sul grande Bob o inerenti la sua  musica e la sua vita? 
Scrivi a spettral@tin.it e le tue mail saranno pubblicate in queste pagine ogni lunedì.
Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags

1906) Ciao da Roberto la lucertola.
1.Caro Napoleon, ti stupisci di "Blood on the tracks" come disco peggiore di Bob nella mia classifica: in effetti non lo ritengo il peggiore ma forse il più noioso. Sentite in versioni live molte delle canzoni prendono vita, assente secondo me nel disco.

2.Il pio desiderio dell'aquila in merito alle sue poesie cantate da Dylan mi ha suggerito un' idea: io scrivo canzoni ma la musica viene più velocemente delle parole, per cui ho bisogno di testi. Altre persone magari hanno il problema opposto: perché non venirsi incontro? Si potrebbe organizzare una sezione apposta.
Per ora, chi vuole può mandarmi delle poesie per valutare collaborazioni a robyanubi@libero.it

Ciao dalla lucertola

Ciao Roberto
bene, chi si fa avanti?... L'aquila in questione a quanto mi risulta è prolifico autore di poesie anche premiate (vero Sal?) e QUI ce n'è una molto bella che ho avuto il piacere di mettere su MF ai tempi dell'ultima disgraziata guerra... Dunque perchè non provare?...
Fatemi sapere...
Per quanto riguarda Blood on the tracks continuo a non essere d'accordo anche se ora capisco il tuo punto di vista. Io addirittura preferisco le versioni del disco ufficiale piuttosto che quelle dal vivo e quelle delle sessions newyorkesi... Fatta eccezione magari per la Idiot Wind e la Shelter From The Storm di Hard Rain. Che ne pensano gli altri?...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1907) Ciao Michele,

l'usignolo venerdì è volato a S. Siro per sentire Vasco...troppo troppo
bello...un'emozione diversa da quella provata al concerto del Boss ma
comunque altrettanto splendida...sarà che ascolto Vasco da quando ho 15
anni (ormai sono 8 anni)...sarà che in Italia è il miglior rocker in
circolazione da più di 20 anni...sarà che conosco tutte le canzoni...fatto
sta che quando l'ho visto salire sul palco mi sono sentito felice come un
bambino che ha appena ricevuto in regalo un sacchetto di
caramelle....FANTASTICO!!!!!!!!!
Stavo scorrendo la posta quando mi sono soffermato sulla mail di
Roberto...volevo sapere, come te del resto, per quale motivo abbia messo
BLOOD ON THE TRACKS tra i tre album peggiori di Bob...per carità...non che
debba piacere a tutti, comunque non capisco come faccia a non piacere un
album con canzoni del calibro di IDIOT WIND,TANGLED UP IN BLUE,SHELTER FROM
THE STORM...per quanto mi riguarda metto agli ultimi tre posti BOB
DYLAN, SHOT OF LOVE e DOWN IN THE GROOVE...
Dato che ci sono ti scrivo anche le mie 10 canzoni preferite:
-LIKE A ROLLING STONE (la più bella canzone mai scritta in assoluto nella storia)
-MASTERS OF WAR
-POSITIVELY 4th STREET
-THE TIMES THEY ARE A-CHANGIN'
-FOREVER YOUNG
-BALLAD OF A THIN MAN
-QUEEN JANE APPROXIMATELY
-IDIOT WIND
-STUCK INSIDE OF MOBILE WITH THE MEMPHIS BLUES AGAIN
-BLOWIN' IN THE WIND

Ora vado...alla prossima

"Nightingale" Zimmy80

Ciao "Nightingale",
sulla questione Blood on the tracks Roberto ha risposto qui sopra. Ok per la classifica e per Vasco che piace anche a me (anche se non al tuo livello) ma di cui paradossalmente preferisco su tutte la sua versione di "Generale", un brano non suo dunque... Mi piacciono molto comunque anche Sally (moltissimo anche nella versione della Mannoia), C'è chi dice no, Albachiara, Una canzone per te, Vita spericolata (e qui, altro paradosso, nella versione di Francesco De Gregori!!), Ogni volta e qualche altra...
A proposito per caso hai la versione che Vasco ha fatto spesso dal vivo (almeno a quanto mi risulta) di "Supermarket", quel piccolo capolavoro di Lucio Battisti (e Mogol)?... Se ce l'hai mi piacerebbe averla, se puoi...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1908) Ciao Michele, volevo segnalarti questo link: www.metrodora.net/nemo/ditd.zip
Cosa sarà mai questo file zippato? Attenzione, meraviglia delle meraviglie,
nientepòpòdimeno che: Bob che canta dancing in the dark del boss! Ovviamente
alla sua maniera, con tutti gli stravolgimenti del caso. Comunque
eccezionale. Provare per credere.
Un caro saluto a te e a tutta la fattoria
Sandro

Ciao Sandro, ok.
Grazie per la segnalazione.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1909) caro Michele,

    intervengo nel tuo (vostro, nostro, di tutti i viandanti) immenso sito, che personalmente spero sempre più babelico e "fuori tema". Premetto che mi sono sempre sembrati piuttosto assurdi coloro che si presentano come esperti e che vogliono dare l´interpretazione "esatta" di un verso o , peggio di una strofa o composizione poetica, visto che la bellezza della poesia secondo me sta proprio nella polivalenza e nella risonanza di significati che li formano (ma anche di associazioni di sensazioni,di ricordi,di pensieri che nutrono quei significati stessi) e che una parola od una frase suscita nello stesso lettore o in lettori diversi allo stesso tempo. Per fortuna esiste la poesia, dove ognuno può ancora pensare/sentire quello che vuole (a differenza dell´informazione, dell´educazione, dei consumi,del pensiero unico,ecc.ecc.!!!). Sono sicuro che molte interpretazioni dei critici, l´autore stesso (vedi in questo caso Dylan) non se le sognava nemmeno.....ma ciò non vuol dire che anch´esse non abbiano una loro validità,anche per lettori che per es. parlano un´altra lingua madre come noi(credo che beneficiamo di un senso "esotico" in più nell´ascolto di quei suoni , che gli ascoltatori americani non hanno, anche se per essi la comprensione delle parole è ovviamente più immediata e indisturbata). Talvolta mi sembra che Dylan non faccia altro che genialmente trasporre materiali onirici (chiamiamolo pure del subconscio), lavorandoci sopra col proprio ingegno,sentimenti,sensazioni, valori e pensieri, ma senza fare un discorso di tipo strettamente logico, secondo il quale ad ogni immagine, o peggio ad ogni parola, corrisponde uno ed un solo concetto. Anzi, personalmente trovo che ci sono spesso parti di testo con pure descrizioni ,che hanno una loro poeticità (come alcuni suoi disegni) senza per questo dovere essere monumentali come delle massime morali. Queste descrizioni possono avere una tale leggerezza perché esse girano attorno ad un centro che sta altrove o sono di supporto ad azioni principali o secondarie dei vari personaggi. In Cohen per esempio mi pare che le immagini siano più limate, ma anche più statiche,come delle sequenze di icone fisse impregnate ciascuna di una particolare situazione interiore e cariche simbolicamente quasi fino alla ultima sillaba. Personalmente preferisco Dylan che descrive delle azioni (anche se un suo singolare concetto di "tempo") perché Cohen mi sembra di una densità monolitica (tranne poche eccezioni, su un registro solo che è quello grave, mentre la grandezza di Dylan,da sempre, sta nel mischiare nello stesso testo diversi registri , classici , popolari, regionali ed altro, sortendo risultati di risonanza e ricchezza poetica altissimi), anche se devo riconoscere che la statura di Leonard Cohen scrittore e poeta sia veramente enorme. Forse sembrerà provocatorio, ma vorrei portare al limite il concetto della polivalenza dei significati di un testo (intendendo qui per significato non tanto quello letterale scritto o tradotto-che deve essere il punto di partenza da rispettare alla virgola- ma il coacervo di associazioni che,avvenendo in ciascuno di noi, ne modificano, spesso ampliandolo , il significato di partenza) . Per assurdo vorrei dire (sopportatemi ancora un po´,vi prego!) che una parte costituente la poesia è formata da ciò che il lettore, leggendola od ascoltandola, sente ed immagina. Più una poesia è grande, e più le persone la sentiranno a modo proprio e in modo sempre diverso l´una dall´altra . Sempre partendo però da una corretta comprensione formale del testo (sintassi e parole). Tuttavia non credo che valga l´equazione che più una canzone è famosa od apprezzata, più è grande come poesia (forse lo è come inno), perché spesso in questi casi l´interpretazione delle moltitudini è univoca e piatta ( e magari,chissà, pure non centrata rispetto alle intenzioni dell´autore). Vedi Mr. Tambourine, che è diventata famosa come l´icona della droga in una certa generazione, e non per i suoi contenuti di solitudine , emarginazione, preghiera-esortazione disperata (ma di esempi ce ne sarebbero tanti altri). Quando entrano in gioco i meccanismi di fruizione di massa, delle mode , dello star-sistem, della comunicazione superficiale, della autoaffermazione nel travestimento e nei consumi (compresi quelli "alternativi" o "d´elite"), il rischio è che il successo di un testo poetico si appiattisca su un solo senso, o addirittura sull´immagine di un cantante (non per niente viene chiamato "idolo"). Ciò che mi piace , scorrendo questo sito, è la varietà di interventi, che non sono solo opinioni (diverse) , ma anche creatività , scambio, generosità, curiosità. Sono felice che ci siate tutti quanti voi, anche quelli che leggono solo senza intervenire!
Tutto questo polpettone era una premessa necessaria per bilanciare due o tre suggerimenti che vorrei fare per eventualmente migliorare le traduzioni. Mentre infatti una poesia si può leggere con la massima libertà, essa va scritta (e tradotta) cercando di essere il più precisi possibile. Dopo ognuno fa quel che vuole.
1- Wallflower : come già sai "wallflower" è, in gergo, la ragazza seduta alle festicciole che non se la vuole nessuno e che finisce per fare da tappezzeria (non esiste il termine maschile, ma ti giuro , per esperienza diretta del sottoscritto, che il soggettone esiste...). Perché allora non tradurre il titolo di wallflower con "ragazza che fa da tappezzeria", anziché "tappezzeria"punto e basta, che , benchè più breve, risulta inutilmente criptico? Caso diverso per il "wallflower freeze" in
2- Visions of Johanna dove mantiene il suo significato apparente,visto il contesto artistico.
3- Joey : la frase "hit the roof" equivale al nostro : "esplose di rabbia". "Saltò al soffitto" è un po´ acrobatico.
4- Highlands: qui hai tradotto giustamente "rat race" con "corsa (scalata) al successo": Farei lo stesso in It´s All Right Ma , City Of Gold e Clean-Cut Kid dove è ancora rimasta come "corsa dei topi".
5- Bob Dylan´s Dream : "at the drop of a hat" non significa:" al cadere del cappello", bensì "senza nessuna ragione" (ciò sia detto con tutto il rispetto, anche col cappello in testa).
6- Idiot Wind : "to be double-crossed" sarebbe per la precisione " essere ingannato col doppio gioco": Fai tu.
7- Up to Me : "to bite more than you can chew" è l´espressione equivalente al nostro "fare il passo più lungo della gamba".
8- Time Out Of Mind : si usa col significato "sin dalla notte dei tempi".
9- ? : non c´è un "fits like a glove" da qualche parte? Dovrebbe voler dire "va a pennello". Controllare.
10- Abandoned Love : in questo caso sono d´accordo col primo significato di "abandoned" che è stato tradotto "abbandonato". Faccio notare però che c´è una bella risonanza con l´altro significato di "dissoluto" con cui si usa spesso "abandoned". Certo è arduo trovare una parola in italiano che renda entrambi i significati...
11- One More Cup Of Coffee For The Road : trattasi del "bicchiere (di caffè) della staffa"ovvero l´ultimo che si beve prima di partire, più che di "un´altra tazza di caffè".
12- Sitting On A Barbed Wire Fence : si potrebbe forse fare un richiamo al fatto che "to sit on a fence" significa "avere il piede in due staffe"....c´entrerà qualcosa? Boh, prendila così come te la dico.

O.K. ho fatto il pedante abbastanza a lungo.Ora getto la maschera e passo alle cose serie.....:
APPELLO: qualcuno sa darmi suggerimenti su come mi posso procurare(anche pagando) il Concerto per il Bangladesh e Hard Rain in VHS ? Nel caso, io sto a Roma e il telefono è 06/5895774 (c´è un sacco di bbbeps-beeps alla romana-...parlate dopo quello lungo).
ciao e a presto,
redivivo
Stefano , the Porcupine

Ciao Stefano,
ben ritrovato!
Grazie per la bella lettera che offre diversi spunti di riflessione. Ho inserito nelle canzoni da te elencate le tue note e le tue correzioni che mi sembrano assolutamente pertinenti.
Qualcuno si ricorda dov'è "fits like a glove"?...
Per i video che citi ti consiglio di contattare il Porcile di Maggie's Farm (http://porcile.tk) nella persona di Carlo "Pig" che è a Roma come te.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


...e a proposito di Carlo...

1910) Ciao Michele,
può darsi che si tratti di una cosa arcinota, ma io me ne sono accorto solo
adesso: la celebre performance di Only A Pawn In Their Game cantata da Dylan
durante il Civil Rights Rally del 1963 (di cui esiste anche un documento
video) fu cantata in località McGee's Farm; ora, sapendo di come Dylan
proceda per assonanze nel ricavare nomi propri di fantasia, ma soprattutto
considerando il significato dell'evento, a me sembra evidente che McGee sia
diventato Maggie nella famosa canzone di due anni dopo. Giusto?
Carlo

Ciao Carlo
direi proprio che non fa una piega. Non ci avevo mai fatto caso. Qualcuno può confermarci?...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1911) Ciao Michele,
ti ho già scritto ieri ma ho letto un articolo sul corriere della
sera (sicuramente ne sei a conoscenza) su Bob Dylan e sulla sua copiatura di
alcune parti di un libro di un tizio giapponese... Te lo mando cosicchè tutti
coloro che non ne sono a conoscenza lo possano leggere.
Salutissimi
"Nithingale" zimmy80

Bob Dylan «copia» uno scrittore giapponese

Sconcertanti analogie tra la storia scritta da Junichi Saga e l' ultimo cd
del grande menestrello L' autore del testo nipponico: «Mi piacerebbe che
riconoscesse di aver apprezzato ciò che ho scritto» Una dozzina i passaggi
che sembrano fotocopiati da «Confessioni di uno Yazuka» Il «Wall Street
Journal» scopre che alcune canzoni di «Love and Theft» hanno passaggi uguali
a un romanzo

WASHINGTON - Era l' 11 settembre 2001, e New York bruciava, quando il
signor Zimmermann fece sentire al mondo le prime note di «Love and Theft»,
«Amore e furto»: 12 sogni, 12 graffi da stregone del pentagramma, 12 colpi
al cuore e al cervello di chi ascoltava. La data era stata decisa molto
tempo prima, dai mercanti discografici, e nessuno di loro aveva potuto
prevedere una così nera coincidenza. Ma il quarantatreesimo album musicale
di Zimmermann, alias Bob Dylan, alias «His Bobness», alias «Big D», è stato
ugualmente uno strepitoso successo. E ha trasformato Dylan, come hanno
scritto i recensori del britannico Guardian, nello Shakespeare della nostra
epoca. Solo che questo Shakespeare userebbe anche un pizzico di farina
altrui: per i testi di qualche sua canzone si sarebbe ispirato al libro di
un oscuro medico giapponese, pubblicato 10 anni fa. Insomma «Amore e furto»
davvero, ma un po' furto letterario: questo, almeno, insinua - con annesso
punto interrogativo - il Wall Street Journal sulla sua prima pagina. Una
dozzina sarebbero i passaggi «rubati». E tanto basterà, forse, per mettere a
rumore qualche decina di milioni di innamorati del principe menestrello, da
una parte all' altra del mondo. Ma per ora ci sono soltanto indizi, non
prove. Il medico-scrittore giapponese si chiama Junichi Saga, ha più o meno
62 anni proprio come Dylan. Dice di non sapere nulla, o quasi, di lui: «E'
un famosissimo cantante americano, vero?», ha chiesto al giornalista del
Wall Street che l' ha intervistato nel suo piccolo ambulatorio a Tshichiura,
134mila abitanti, città a Nord di Tokyo. Se davvero Dylan ha «annusato» fra
le righe del suo unico libro, «Confessioni di uno Yakuza» (un mafioso
giapponese, che un giorno si ritrovò fra i pazienti del medico, ndr) oggi il
mite dottore dice di non essere arrabbiato: «Anzi, salutatemelo tanto, Bob,
e ditegli che sono contento. Solo mi piacerebbe che, ecco, riconoscesse di
essersi ispirato un poco a quello che ho scritto io». Ed ecco due degli
esempi sospetti. Scrive Saga, citando le parole del mafioso ammalato, a
pagina 57 del suo libro: «Mia madre era una stupida. Era la figlia di un
agricoltore benestante, ma aveva avuto un figlio illegittimo, e questo ero
io: poi se n' era andata ed era morto quando io avevo 11 anni. Lei aveva
solo 29 anni. Ho sentito che mio padre era un piazzista ambulante che ogni
tanto telefonava a casa, ma io non l' ho mai incontrato». Canta Dylan, nella
sua «PO' Boy» che è la decima canzone del suo CD: «Mia madre era la figlia
di un agricoltore benestante. Mio padre era un piazzista ambulante, non l'
ho mai incontrato». Ancora una frase del malinconico «Yakuza»: «Io non sono
così tosto né così facile al perdono come posso essere apparso». E Dylan,
nella sua canzone «Floater» (letteralmente: «Galleggiante»): «Io non sono
così tosto né così facile al perdono come sembro». «Big D» è stato diverse
volte in Giappone, e secondo i suoi critici più sospettosi in uno dei suoi
pellegrinaggi potrebbe aver trovato per caso il libro, e poi avervi
«pescato» dentro qualcosa. Solo 25mila copie delle «Confessioni», nella loro
versione inglese, risultano vendute finora, e ancor meno in quella
giapponese. Ma è assai probabile che il loro autore, beneficato da «appena»
8500 euro, abbia qualche piacevole sorpresa commerciale dopo questa
polemica; per esempio, che venga subito stampata una nuova edizione a
beneficio dei più curiosi. Quanto a Dylan, altre volte nel passato avrebbe
tratto ispirazioni da autori diversi, come quelli della Bibbia, ma sempre
plasmandoli con il tocco della sua arte. E anche in «Love and Theft» -(il
cd, che viene venduto senza i testi scritti, contiene titoli come «Honest
with me» (Onesto con me) appare una citazione letteraria dal «Grande
Gastby». «Dylan è come una spugna molto immaginosa», ha spiegato al Wall
Street Journal Christopher Ricks, docente umanistico della Boston University
e studioso dei testi del cantautore. Ma se anche avesse ragione, quella
spugna ha sempre trasudato poesia.


1912) Ciao Michele,

...e siamo a tre... tre mail in due giorni... scusa se ti stresso così tanto
ma girando per il sito ho visto che è possibile ordinare dal sito
www.1966tourhomemovies.com il dvd girato nel 1966 dal batterista di Bob...ho
letto che è compatibile con ogni tipo di lettore...confermi? Vale la pena
comprarlo?
Grazie
Nightingale Zimmy80

Ciao "Zimmy"
direi che non è per niente indispensabile. C'è poco di Bob. Può servire come testimonianza storica relativa a quel tour ma c'è veramente poco... Tempo fa me lo sono guardato con la mitica Benedicta "Hamster" a casa sua ed anche lei conveniva che non c'era poi moltissimo di interessante da un punto di vista strettamente dylaniano. Io lo metterei in coda ad una lista di acquisti dylaniani, appunto...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1913) Ciao Michele e "Dylan fans della Fattoria" compresi

Ho un dubbio che da un po' di tempo a questa parte mi sta assillando e ho
assoluto bisogno del vostro aiuto.
Vengo a la drammatica questione:

È Meglio Sugar Baby o è Meglio Song To Woody? È meglio la poesia evanescente
di Wigwam o quella di Nashville Skyline Rag?

Scusate se mi sfogo un po' ma da qualche tempo escluso alcune belle
eccezioni trovo che gran parte delle lettere che arrivano nelle " Talkin' "
riguardano più o meno le classifiche o come preferite le vostre preferenze
riguardo al miglior album di Bob, alla migliore canzone, alla migliore
copertina e non so quale altra diavoleria prima o poi apparirà sotto forma
di sondaggio.
Scusatemi nuovamente ma non vi sembra un po' riduttivo relegare le vostre
opinioni, le sensazioni rispetto a un artista che si è impegnato per più di
quarant'anni e grazie al cielo tuttora continua a farlo con il suo intuito
d'artista a smascherare quel mondo meschino che tende tutto a semplificare,
classificare, crocefissare, relegare, ingabbiare, strumentalizzare, e cosi
facendo a distorcere e ingannare la realtà, a confondere le nostre
aspirazioni, i nostri bisogni, i nostri desideri e ridurre la nostra
identità a una serie di dati numerici.
Lo so gran parte di voi si risentiranno, potranno pensare "ma in fondo cosa
c'è di male a esprimere queste preferenze", ma quanto veramente credete
contino questi "falsi" (in senso di relativi) umori del momento?
Riscrivete le vostre classifiche a distanza di qualche giorno o settimana e
vedrete che non combacieranno mai con la prima, per cui una preghiera da
dylaniato esprimete pure le vostre opinioni quanto volete e come volete ma
non riducete nelle " Talkin' " l'arte di Dylan a dei risultati degni di
festival alla San Remo o ad una impersonale indagine di mercato o peggio a
Dylan Auditel.
Lo so che chiedo troppo ma troverei piú interessante sapere perché una
canzone vi è rimasta nel cuore o in quale momento della vostra vita vi ha
folgorato o perchè un'altra non vi convince o vi lascia indifferenti.
Credo che una lista di canzoni o cover non dica nulla o troppo poco di voi
di quali storie uniche si celino dietro quelle poche righe.

La storia siamo noi nessuno si senta escluso Francesco ha cantato una grande
verità e in un 'altra canzone ci ricorda che nel nostro futuro saranno
macchine o fili d'erba o saranno barche da ridipingere o numeri da ricordare
beh io preferirei che il nostro futuro non finisca così.

Lo so, stiamo vivendo dei tempi tanto bui, la luce creativa esplosa mezzo
secolo fa, si sta affievolendo rapidamente, i miei "idoli" e non solo i
miei, muoiono uno dopo l'altro.

È triste ma questa è la vita ma spero che un giorno quando si scriverà del
"nostro", qualcuno non lo ricordi per quanto "era bravo a costruire
impugnature per armoniche" oppure lo trascuri perché le statistiche di
dischi più venduti non lo vedevano tra i primi 10 posti della classifica di
Bilboard.

Con affetto Peter "Black Crow"

P.S.

Ho assistito qualche giorno fa al concerto di Bruce Springsteen nello stadio
del Prater di Vienna.
Ho comprato due ore prima dell'evento il biglietto a quarantotto euro, dieci
meno del prezzo originario, da un ragazzo che lo svendeva fuori dei
cancelli, ho saputo più tardi, c'è stato chi, vuoi più furbo o paziente di
me è riuscito ad averlo per soli 10 euro più uno addirrittura gratis.
Per me questo strano fenomeno dei "bagarini" rimane un mistero.
Ma torniamo al concerto del "Boss" (Capo) termine che sinceramente non ho
mai gradito ma questa è un'altra storia.
Devo premettere che non sono mai stato un suo grande ammiratore, anche se
alcune sue canzoni come The River o Hungry Heart mi sono sempre piaciute.
Sinceramente dopo aver visto più di una cinquantina di concerti di Dylan, in
poco più di vent'anni questa era la mia prima volta per Bruce ma mi ha deluso
molto, l'ho trovato patetico, e il richiamare la E STREET qualche tempo fa mi
aveva fatto già dubitare su una possibile trovata commerciale, ma più di
ogni altra cosa e stato soprattutto il suo volere accattivarsi il pubblico
con uno show scontato, tutto ammiccamenti e sorrisi, privi di spontaneità e
umiltà, a parte qualche suo bell'assolo di armonica e chitarra elettrica e
una movimentata "Roll Over Beethoven" sul finale, il resto è stato un gran
susseguirsi di canzoni urlate, di corse e scivoloni sulle ginocchia, salti
acrobatici o l'arrampicarsi con le gambe all'aria sullo "stander" del
microfono come se fosse una pertica da spogliarellista per dimostrare che ha
ancora la forza di qualche decennio fa.
Forse io sono stato abituato troppo bene da Bob che non ha mai ingannato
nessuno cercando di mostrarci quello che non è lasciando che lo show lo
facessero le sue canzoni nude se mai rivestite soltanto della variabiltà
della sua voce e del suo umore al momento di cantarle.
Le uniche concessioni al rock come energia fisica sono i suoi brevi scatti
sulle ginocchia e l'arruffarsi nervosamente i capelli, eppure tra le tante
cose che Dylan è e rappresenta ed è viva più che in Bruce è la vera anima
"rock" che scaturisce da uno stato che prima di tutto è mentale, ansia e
insofferenza e il desiderio di ribellione.
Solo attraverso i suoni inconfondibili che Bob conosce bene in ogni sua
sbavatura, questo stato di profonda coscenza viene sublimato con la magia
della musica.
Alla fine dopo i prime due bis me ne sono andato, quello che ho riportato a
casa del concerto non era altro che il sibilio delle mie povere orecchie
dovuto a quel caos di suoni, o alla cattiva acustica dello stadio o forse
dovuto alle scelte di un'autore che sta cercando d'inseguire una giovinezza
che da tempo lo ha lasciato ed è incapace di accettare che ... "Things Have
Changed".
L'accostamento tra Bob & Bruce non è casuale perchè volevo richiamare
l'attenzione su un tema che da tanti anni sin dall'esordio di Springsteen
alcune persone insistono a trattare paragonandolo a Dylan; primi fra tutti
lo furono i media che sono sempre stati alla ricerca di un erede, una
fotocopia.
Io preferisco tenermi l'originale finchè le mie orecchie e annessi e connessi
me lo permetteranno.
La differenza c'è ed è abissale, questo mi pare evidente.

Un'ultima cosa per chi lo desidera sul mio sito:
http://members.aon.at/dylan/index.htm ultimamente grammaticalmente
ricorretto almeno spero, si può scaricare "Po' Boy" (nella sezione Mp3) la
Cover è quella dei "Who Cares?.

Non volevo essere troppo polemico ma qualche voce fuori del coro certe volte
credo possa fare bene, o no?

Ah dimenticavo la foto inserita risale al concerto dell'estate 1984 a
Vienna, il fatto che abbia scelto questa foto di Bob che mostra la
linguaccia è puramente casuale lo giuro o forse inconsciamente . . .

A presto
Peter

Ciao Peter,
sulla questione classifiche concordo con te. O meglio, secondo me ci vorrebbero sia le mail di analisi, di commento, di racconti emozionali relativi alle canzoni o ai concerti di Bob che tu auspichi, sia quelle con le classifiche che tutto sommato - pur con i limiti che tu sottolinei - hanno pur sempre un loro valore statistico. La risposta ai lettori di MF (o meglio agli "scrittori")...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1914) Di nuovo dalla lucertola: sul sito degli amanti della Telecaster (http://www.tdpri.com/viewtopic.php?t=5458) si discute del  "plagio giapponese" di Bob: in genere sembra emergere l' opinione che comunque è nella tradizione dei folksinger di pescare qua e là. Nel mio intervento ho scritto che la cultura non ha copyright e se oggi perfino il DNA è coperto da brevetto è solo per ragioni commerciali non artistiche. Purtroppo viviamo in un enorme supermercato. Se Shakespeare ha espresso un concetto meglio di quanto io possa fare, perché usare una mia brutta strofa anziché la sua?
Leggendo gli interventi altrui, sembra creare più fastidio il fatto che Bob conceda canzoni per pubblicità che vanno da banche a biancheria intima (in effetti non credo che abbia bisogno di far cassa: potrebbe anche evitare)
Roberto Lizard

Concordo! Anche perchè poi bisogna saper copiare! Se bastasse prendere e rifare tale e quale son bravi tutti! Il genio sta nell'utilizzare cose del passato ma farne dei capolavori. Come fa Dylan. Se no vogliamo dire che tutte le canzoni dei suoi primi due album sono plagi? Tecnicamente (e musicalmente) lo sono, ma guardate che capolavori ne ha tirato fuori!
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1915) Ciao Michele, avendone ricevuto due richieste di duplicazione, sono tornato ad ascoltare, nei giorni scorsi, un album straordinario che da troppo tempo non ascoltavo, Letter to Laredo di Joe Ely. Chi non conosce "Gallo del cielo", canzone di Tom Russell interpretata da Ely nell'album, è invitato ad ascoltare il brano con urgenza. Forse c'entra poco con Dylan (forse, perchè in certi album di Bob ci sarebbe stata perfettamente, penso a Pat Garrett e Desire ....)  ma sarebbe ideale per Bob per farne un giorno una cover. Ely poi pare sia discreto amico oltre che grande fan di Bob, i due parteciparono alla edizione del 96 del Pistoia blues festival, cui ebbi la fortuna di assistere, con Dylan in una incredibile performance (di sicuro è la volta che gli ho visto fare le cose più incredibili con l'armonica) e lo stesso Joe Ely in un bellissimo set.

Sono andato a ripescare la bellissima trama di "Gallo del cielo" così come la riportava Buscadero nel novembre del 1995, la riporto integralmente.

La vicenda si svolge nel Texas e negli stati limitrofi in un'epoca imprecisata.
Il protagonista, Carlos, alla ricerca di fama e di moneta sonante ma in realtà deciso nel dimostrare agli altri il suo valore, abbandona il piccolo villaggio che lo ha visto crescere e va in cerca di fortuna nelle grandi città.
Il suo bagaglio è costituito soltanto dal ritratto di sua sorella in una bellissima cornice dorata e da un gallo da combattimento, il miglior gallo da combattimento mai apparso in quelle zone.
Nel becco e negli artigli del gallo è confinata la rivincita di Carlos nei confronti della vita.
Ai primi scontri il gallo miete con facilità le prime vittime e Carlos può scrivere alla sorella che presto tornerà a riprendersi le terre che appartenevano alla sua famiglia e il dialogo (immaginario) tra il protagonistra e il ritratto con cornice dorata riproducente la sorella è senz'altro toccante e ricco di sentimento.
Ma purtroppo la fortuna, come era prevedibile, non arride al giovane Carlos: una notte il suo famoso gallo incontra Zorro, un figlio del diavolo, e tra i due animali la lotta è forsennata.
Secondo i critici lo stile bellicoso del gallo di Carlos è senz'altro migliore del confusionario Zorro ma la potenza di quest'ultimo ha la meglio e il gallo campione deve cedere le armi perdendo anche la vita.
Carlos sotterrerà con cerimonia cristiana il suo unico amico, sotterrando con lui tutte le speranze di rivalsa. Invita la sorella a dimenticarlo perchè lui non potrà più tornare a casa, il gallo lo aveva rubato ed era convinto che il povero animale fosse invincibile ma non aveva fatto i conti con il terribile Zorro.
Anche il ritratto della sorella in cornice dorata non gli appartiene più: lo ha dovuto vendere per continuare a vivere.
Nel suo ultimo messaggio a Teresa, la sorella amatissima, Carlos la invita ad avvertire la famiglia che lui ad El Sueco, il suo piccolo villaggio, non potrà più tornare perchè la vergogna è troppo grande. E se i genitori potranno perdonarlo è lui stesso che non trova pace per la sconfitta.

Bellissima. Ripeto, forse con Dylan c'entra poco, ma è tra le cinque canzoni non di Dylan che preferisco. E, da rooster della farm, mi permetto di segnalarla a tutto il resto della fattoria.

Elio Rooster (del Cielo?).

Ciao Elio
grazie per il bel racconto. Non conoscevo la canzone in questione.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1916) Caro Michele
queste sono le due classifiche rivedute e corrette (erroneamente avevo stilato anziché una <top ten> una <top five>) dei 10 album di Dylan che ascolto di più e delle mie copertine preferite (queste ultime, non risentendo del "mood" del momento, sono, per quanto mi riguarda, tendenzialmente definitive).
1) Bringing It All Back Home 2) Blonde On Blonde 3) Highway 61 Revisited 4) Freewheelin' 5) Time Out Of Mind 6) Desire 7) Oh Mercy 8) Planet Waves 9) Blood On The Tracks 10) "Love & Theft".
1) Bringing It All Back Home 2) Basement Tapes 3) Freewheelin' 4) Blonde On Blonde 5) Street Legal 6) Highway 61 Revisited 7) Times They Are A-Changin' 8) Oh Mercy 9) Time Out Of Mind 10) Nashville Skyline.
Ti volevo poi segnalare 3 nuove covers di Bob e gli estremi esatti (relativamente all'anno di pubblicazione e agli album di provenienza) di alcune covers inserite nell'apposita sezione.
1) Alarm / Knockin' On Heaven's Door (from "Spirit of ' 76", EP live pubblicato nel 1986) 2) Television / Knockin' On Heaven's door (from "Blow Up", live pubblicato nel 1982) 3) Mick Ronson / Like A Rolling Stone (from "Heaven and Hull", disco postumo uscito nel 1994; canta David Bowie).
1) Eric Clapton / Born In Time (from "Pilgrim" - 1998) 2) Cassandra Wilson / Shelter from The Storm (from "Belly Of The Sun" - 2002) 3) White Stripes / One More Cup Of Coffee (from "The White Stripes", disco omonimo del 1999) 4) Roger Taylor / Masters Of War (from "Strange Frontiers" - 1984 5) Bruce Springsteen / I Want You (from "Live at Main Point", febbraio 1975, non ufficiale).
Infine la ristampa integrale di "Live at Siné" di Jeff Buckley dovrebbe contenere alcune covers di Dylan.
Sempre a proposito di covers, volevo sapere se è possibile inserire nella FARM una sezione ad hoc dedicata alle 10 (?) migliori covers di tutti i tempi (anche se la cosa è, me ne rendo conto, piuttosto ardua oltre che piuttosto soggettiva).
Ah dimenticavo! Ma questa cover di <My Back Pages> dei Ramones dove si trova?

Greetings to everybody!!!

Stefano

PS > per quanto riguarda il concerto cagliaritano di Bob, purtroppo, non ho avuto il privilegio né di avere un autografo (sì hai letto bene...Bob ha firmato - incredibile ma vero - qualche autografo prima di essere "portato via" dalle sue guardie del corpo) né di essere immortalato dal "Nostro" con la sua micro camera fotografica...e ti dirò di più; pare (ma questa non sono in grado di dartela al 100%) che lo "ZIO" si sia addirittura concesso ad alcune esponenti del gentil sesso, dispensando qualche bacetto sulle guance delle suddette. Ma qui, ripeto, non sono in grado di confermare.
In effetti mi ero accorto che stava succedendo qualcosa, ma non pensavo assolutamente - conoscendo il carattere "riservato" di Bob - che potesse mai accadere una cosa del genere. Anzi, a dire il vero, io avevo pensato da subito che si trattasse di qualcuno che tentava di raggiungere il <backstage> a caccia di autografi e così, constatata di persona l'impossibilità di accedere nel retropalco, ho tirato avanti verso i cancelli. Ma qualcuno evidentemente è riuscito a forzare il varco...ok. per ora mi fermo qui...poi magari ti racconterò meglio i fatti in una prossima mail.

Ciao, e a presto!!!

Ciao Stefano
la cover dei Ramones di My back pages io l'ho scaricata da winmx. La trovi facilmente lì... Su Bob a Cagliari che dispensa baci alle fans io ci giurerei :o)
Grazie per tutte le segnalazioni sulle covers... Le inserirò quanto prima nella nostra sezione deputata.
Sulla classifica ipotetica delle migliori covers credo che il materiale sia sterminato e la scelta difficile comunque vedremo...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1917) Ed ora una strip di Zimmy con ospiti d'onore nientemeno che Totò e Franco Califano (!!!!) opera di Lucio Esposito, fratellino dell'Aquila (grazie Lucio, te l'ho già inserita come "Zimmy 185")...
Napoleon in rags







 
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