parte 164
Lunedì 12 Maggio 2003


Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
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Napoleon in rags

Iniziamo con Paul invece che con Bob una volta tanto... visto che mi arriva questa misteriosa mail firmata in arabo da qualcuno che suppongo sia stato presente al concerto di McCartney (il primo, quello ad inviti)... Chiunque tu sia grazie per il reportage.
Michele "Napoleon in rags"

1797) Oh, the hours I've spent inside the Coliseum, listening Paul sing...

L'evento era attesissimo perchè la particolarità del luogo lo rende davvero
unico: Paul McCartney si esibisce in una serata speciale del suo tour
all'interno del Colosseo. Un concerto speciale per soli 300 spettatori in
una serata di beneficenza. I concerti di Paul McCartney a Roma sono due veri
e propri «eventi unici» per la città ma anche per la carriera dell'ex
Beatle. Per realizzarli sono stati utilizzati 10 km di cavi, 3000 transenne,
12 schermi video, 16 ponti sonori. Ci saranno anche 8 autobotti per
dissetare e «innaffiare» il pubblico, 100 bagni chimici, 4 punti di soccorso
sanitario. Per quanto riguarda i biglietti della serata benefica, sono state
1400 le persone che hanno partecipato all'asta online cercando di acquistare
uno dei 400 biglietti. Paul è sempre Paul e davvero è valso spendere una
fortuna per seguire questo magico concerto. Con uno stile immutato da 40
anni, la sua ironia e il suo talento, Paul McCartney ha come per magia
riportato indietro nel tempo i 300 fortunati presenti. Giacca rossa e jeans,
il cantante inglese ha iniziato lo spettacolo con tre quarti d'ora di
ritardo. Prima di salire sul palco ha percorso la passerella che attraversa
l'ovale dell'arena accompagnato da sei figuranti in costume. «Benvenuto al
Colosseo», ha detto in un italiano stentato. «Scusate, non so parlare bene
l'italiano», ha subito aggiunto. «È una grande emozione cantare qui, è la
prima volta che una band suona qui dai tempi degli antichi cristiani», ha
detto scherzando dopo aver cantato "I've just seen a face", che ha aperto il
concerto. E' cominciata così un'ora e trenta di musica, 24 i pezzi eseguiti
tratti dal repertorio dei Beatles, da quello del periodo Wings e da altri
ancora della sua straordinaria carriera solista. Paul McCartney, che è
apparso in grande forma, ha più volte risposto ai saluti del pubblico in
platea. «Ho scritto questa canzone dopo la morte del mio amico John», ha
detto prima di intonare, da solo sul palco, "Here today". Poi un altro
tributo a George Harrison, "Something", eseguito con l'ukulele, tanto amato
dal beatle scomparso. Poi, «Black bird» dei Beatles seguito da un suo
pezzo,'Every night'. «Ma voi avete la vista migliore - ha detto a un certo
punto Sir Paul - dovrei girarmi dall'altra parte!». 'Macca', in grande forma
nonostante i suoi 60 anni, ha ripetutamente interloquito e scherzato con il
pubblico prima di intonare l'hit beatlesiano 'We can work it out'. «Grazie
mille!», ha esclamato rivolto al pubblico entusiasta, per poi ripartire con
'Carry that weight'. Ma ecco ancora dal repertorio dei Fab Four, 'Fool on
the hill'. Abbandonando il romanticismo, Paul è stato quindi protagonista di
un momento di intimità con il pubblico, facendo uscire dalla scena la sua
band. Il baronetto inglese passa infatti al pianoforte e in italiano
annuncia: «Vorrei dedicare questa canzone alla mia bella moglie Heather»,
riferendosi alla 35enne neo sposa che era seduta in platea, alla quale ha
detto: «It's for you». E tra le antiche pietre del Colosseo sono risuonate
le note di 'Your loving flame'. Con 'Eleanor Rigby' è avvenuta una cosa
curiosa: il mitico Beatle ha ricominciato il brano dopo poche note,
scusandosi con il pubblico divertito. E ancora un suo brano, 'Calico Skies'
e l'indimenticabile 'Michelle'. Dopo 'Two of us', ha fermato tutto dicendo in
italiano: «E adesso una canzone speciale per Roma».
Prima del gran finale, la sopresa che tutti si aspettavano, Macca ha cantato
"Volare", partendo nella lingua originale e passando poi all'inglese, che è
stata applaudita anche dalle decine di persone che hanno seguito il concerto
dall'esterno del Colosseo. Da questo punto in poi il concerto è decisamente
decollato. L'ultima dedica l'ha riservata alla prima moglie Linda,
scomparsa alcuni anni fa, "My love". Poi la chiusura, dove l'atmosfera un pò
seria della prima parte ha ceduto il posto a quella dei tradizionali
concerti rock, con Can't buy me love, Let it be, Hey Jude Paul che invitava
il pubblico a cantare, prima tutti insieme, poi solo gli uomini e poi le
donne. L'acme dell'emozione è giunto con 'Yesterday'. Due i bis concessi da
McCartney, Lady Madonna' e la scatenata 'I saw her standing there', questi
ultimi due brani fuori scaletta, che hanno fatto andare in delirio il
pubblico.
«Arrivederci Roma», ha concluso McCartney, che prima di andarsene ha
abbracciato la moglie sulla passerella. Per una notte, insomma, il Colosseo
si è risvegliato.

 
 


1798) salve,

mi sono imbattuto nella vs. pagina cercando informazioni su
"You belong to me" (è sul bootleg di Dylan "Hard to find");
volevo sapere se tutto il bootleg vale quanto la canzone
e se è il caso di cercarlo o se è solo una gemma isolata...

grazie, mauro

Ciao Mauro
allora secondo me quel boot è da prendere se lo trovi perchè contiene alcune cose molto molto belle e poco trovabili perchè apparse a spizzichi e bocconi su questo o quel disco celebrativo, su questo o quell'album di altri autori, ed averle tutte insieme su un solo cd è una goduria totale. Ti segnalerei in particolare Sign Language (con Eric Clapton), Nobody's Child (con i Traveling Wilburys), This old man (da un disco benefico della Disney) Rita May e George Jackson. Oltre alla bellissima versione di A hard rain's a-gonna fall (Great Music Experience). Ma anche degli "sfizi" deliziosi come Boogie Woogie Country Girl o un pezzo trascinante come Band of the hand.

Eccoti comunque la scaletta completa.
1) Playboys And Playgirls (con Pete Seeger)
2) House Of The Rising Sun
3) Boogie Woogie Country Girl
4) Pretty Boy Floyd
5) Ballad Of Hollis Brown (con Pete Seeger)
6) Heartland (con Willie Nelson)
7) Sign Language (con Eric Clapton)
8) The Usual
9) Night After Night
10) Hard Rain
11) Song To Woody
12) Nobody's Child
13) Band Of The Hand
14) Caribbean Wind
15) This Old Man
16) People Get Ready
17) You Belong To Me
18) Rita May
19) Baby Let Me Follow You Down
20) George Jackson (acustica)
21) Little Sussi Shallow Throat

Una curiosità: nel boot è inserita anche una canzone che si chiama Little Sussi Shallow Troat ma è uno scherzo di chi ha fatto il boot, perchè non è un pezzo di Dylan (visto il titolo inequivocabile credo sia una parodia porno, o no?).

Ed ecco i dettagli per ogni canzone:
1) dall'album Newport Broadside, 28 Luglio 1963
2) dal cd rom Highway 61 Interactive
3) da 'Til The Night Is Done (album tributo a Doc Pomus)
4) da A Vision Shared (album tributo a Woody Guthrie e Leadbelly)
5) da Third Annual Farewell Reunion di Mike Seeger
6) da Heartland, disco di Willie Nelson
7) da No Reason No Cry, disco di Eric Clapton
8) dall'album con la colonna sonora del film Hearts Of Fire
10) dal concerto Great Music Experience di Nara (Giappone) del 1994
11) dal tributo a Bob Dylan per il 30mo anniversario al Madison Square Garden di New York il 16 ottobre 1992
12) dal singolo omonimo dei Traveling Wilburys
13) dall'album con la colonna sonora del film Band Of The Hand
14) dalle sessions di Shot Of Love
15) dal disco benefico Disney "For Our Children"
16) dalla colonna sonora del film "Flashback"
17) dalla colonna sonora del film "Natural Born Killers"
18) dalla raccolta "Masterpieces"
19) dall'album di The Band "The Last Waltz"
20) dal singolo omonimo
21) canzone non di Dylan (di D.A.Coe)

Ciao Mauro e alla prossima.
Michele "Napoleon in rags"


Roberto mi segnala questi links ad mp3 di Bob. Diamond Joe da Masked and Anonymous ed Everything is broken.

1799) http://www.charlotte.redmond.btinternet.co.uk/diamondjoe.mp3

Linked by Jim Johnson, great guy.

Also available on my server
 

http://www.charlotte.redmond.btinternet.co.uk/everythingisbroken.mp3

Roberto


1800) Ciao Michele
Sono Cristian ed è la prima volta che ti scrivo. Anche
se può sembrar retorico, prima di tutto ti faccio i
complimenti per il bellissimo sito che hai creato.
Si può dire che sono un neo-dylaniato dal momento che
è da poco più di un anno che è nata in me una forte
passione per la musica e più in generale per tutta la
poetica di Dylan.
Il percorso musicale da me intrapreso è stato anche
abbastanza tortuoso perché prima di arrivare a lui
(che considero ora a questo punto della mia vita come
l'apice della musica da me ascoltata ed amata), ho
ascoltato musica piuttosto differente... solo negli
ultimi anni Nick Cave prima e De Andrè poi mi hanno
spinto alla conoscenza di Bob Dylan (è noto infatti
che Dylan rappresenta ed ha rappresentato per entrambi
un punto di riferimento molto importante per il loro
percorso artistico, ed allora mi son chiesto, se due
artisti di quel calibro hanno una tale considerazione
di lui, che mai avrà fatto questo signore di
sessant'anni che si veste come un cowboy?)
Ed allora eccomi qua, dilaniato e dylanista più che
mai. Finalmente!
Il motivo per cui ti scrivo è questo: un po' di giorni
fa mi sono imbattuto in un sito (www.narab.com ) nel
quale Cesare Bassani (penso sia un giornalista)
critica l'approccio troppo intellettuale di taluni
critici alle canzoni e ai testi di Bob.
E a questo proposito descrive un suo incontro con Joan
Baez. Ne riporto di seguito un breve stralcio:

Ho conosciuto Joan Baez, una delle poche persone che
forse un po' lo conosce davvero. E lei, nel corso di
una lunga e bellissima conversazione in cui si è
parlato di tutto, mi ha raccontato una cosa così
semplice e disarmante che me lo ha fatto amare (si
riferisce a Bob, n.d.r.) ancora di più. "Chissà per
quanto tempo ancora - le confessò Dylan una volta -
continueranno a chiedermi il significato di questo
verso, di questa canzone. A che cosa volevo riferirmi
in realtà. Ma io non lo so. Non c'è stato alcun
significato o alcun senso recondito al di là delle
parole che, ora, spesso neppure ricordo"

Sinceramente queste poche righe mi hanno un po'
turbato. Premetto che ho letto (sarebbe meglio dire
"divorato") con molto interesse il bellissimo libro di
Carrera nel quale diverse canzoni (penso ad esempio a
"All Along the Wachtower") vengono analizzate molto a
fondo, verso per verso, nei diversi possibili livelli
di significato, con citazioni di poeti a cui Bob si
sarebbe ispirato, ed io sono molto affascinato da
questo tipo di approccio.
Ora però mi chiedo: se è vero quel che Cesare Bassani
riporta, Bob Dylan avrebbe scritto i suoi testi senza
particolare ricercatezza letteraria, in una sorta di
flusso di coscienza, non badando neanche troppo a
quello che scriveva. Ma allora Bob Dylan ci ha preso e
ci prende un po' tutti in giro, noi che ci affanniamo
tanto alla comprensione della sua arte?
E se il Jokerman della canzone non fosse altri che lui
stesso?
Ti lascio queste mie domande amletiche (magari
potrebbe rispondere anche il prof. Carrera), convinto
del fatto che Dylan, in ogni caso, in qualunque modo
abbia scritto e composto la sua musica, anzi forse a
maggior ragione, è il Poeta della Canzone.
A presto.
Cristian

Ciao Cristian
non saprei che dirti. Le tesi sono tante. Sicuramente in certi periodi Bob ha scritto i versi mettendo la prima cosa che gli passava per la testa o addirittura ha scritto in trance. Lo stesso Bob lo ha affermato quando ha dichiarato che molte canzoni non sa nemmeno lui come le ha scritte. Faceva l'esempio di canzoni da Highway 61 o da Blonde on blonde e diceva che non sarebbe più in grado di scriverle nè di essere consapevole di come potè scriverle allora o del significato che avevano. Di recente addirittura ha invitato chi fosse a conoscenza dei dettagli di dirgli perchè ha scritto quella o quell'altra canzone perchè non se lo ricorda più. Spesso ha giocato con le parole mettendo quella che meglio ci stava, a livello di rima o di assonanza o metricamente parlando. Una scena sintomatica è in Don't look back quando Joan Baez in auto prende chiaramente in giro Bob canticchiando "It's all over now baby blue" e mutando il verso "Yonder stands your orphan with his gun, crying like a fire in the sun" in "like a banana in the sun", come a dire: "Tanto si può mettere una parola qualsiasi, per quello che significa...". Fermo restando che poi magari inconsciamente Bob ha scritto dei versi apparentemente senza logica che poi in realtà una logica ce l'avevano eccome, magari solo per lui, per il suo linguaggio particolare, da iniziati (soprattutto negli anni sessanta quando con la sua coorte "di tendenza" usavano un linguaggio tutto loro, per pochi adepti).
E' altresì vero (o almeno io la penso così) che però in moltissimi casi l'apparente mancanza di chiarezza o di logica e l'uso e l'abbinamento di parole senza senso è stato deliberatamente adottato da Bob per dire qualcosa di preciso, e dunque un significato i versi in questione ce l'hanno e come. Tutto sta a trovarlo. E chiuderei con un verso ad hoc: "Oh, i fattori e gli uomini d'affari, hanno deciso tutti di mostrarti gli angeli morti che erano soliti nascondere/Ma perchè ti hanno scelta per stare dalla loro parte? Come hanno potuto scambiarti con un'altra?" (da Sad Eyed Lady of the Lowlands).
Chi vuole rispondere a Cristian si faccia vivo.
Michele "Napoleon in rags"


1801) Ciao Michele segnala appena puoi...questo nuovo mp3 di ieri sera!!!
http://www.bobdylanhomepage.com/Real_audio.html

Summer Days
da Solomons, MD 05/11/03

Salvatore "Eagle"

Ciao Sal
ok, fatto (l'ho riportato anche nella apposita pagina da poco inaugurata "What's going on in your show...".



 

1802) Salve Michele mi chiamo Fausto, ed è inutile dire che il tuo sito è qualcosa di davvero monumentale!
Conosco da sempre Bob come si conoscono da sempre i grandi miti: Elvis, Beatles... ma soltanto da
poco mi sono avvicinato alla sua musica.  Dando un' occhiata alla sterminata discografia del Nostro, c'è
da rimanere davvero sbigottiti! Mi sono presto domandato: "Da dove iniziare? Tutti i Suoi dischi sono
indispensabili"? A parte i "soliti capolavori"  (Blowin' in the wind, Mr. Tambourine man, Knockin' on
heaven's door ecc.. notissime anche ai non dylaniani), che ho reperito in due raccolte THE BEST OF
BOB DYLAN vol. 1 e  2 , quali sono i dischi fondamentali? e quelli non proprio necessari? ed infine
quelli da non ascoltare nemmeno? (ovviamente da non comprare dato che per farsi l'intera discografia ci
vuole una cifra!) Ehm, scherzo naturalmente!
Concludo augurandoti tante belle cose, e inviandoti anche un mio disegno, che spero pubblicherai in
Maggie's Farm!!
CIAO!!!!!!!

Fausto

Ciao Fausto
il tuo bel disegno è qui sotto e l'ho inserito già nella nostra sezione "Draw a picture of me".
Grazie per i complimenti ed auguri e quanto ai dischi di Bob è presto detto. Secondo me bisogna averli tutti perchè ogni album anche il più brutto è un tassello che serve a far capire il quadro generale. Però se proprio si deve fare una cernita ecco qua sotto una mia lista.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

Da avere assolutamente (anche rubandoli):

The Freewheelin' Bob Dylan
The times they are a-changin'
Bringing it all back home (Subterranean Homesick Blues)
Highway 61 Revisited
Blonde on blonde
Blood on the tracks
Slow train coming
Bootleg Series vol. 1/3
Bootleg Series vol. 4
Bootleg Series vol. 5
Biograph

Da avere comunque in qualche modo se le finanze lo permettono in aggiunta a quelli sopra citati:

Another side of Bob Dylan
Basement Tapes
John Wesley Harding
Pat Garrett and Billy The Kid
Desire
Oh Mercy
Time out of mind
"Love and Theft"

Non indispensabili ma comunque ottimi dischi:

Planet waves
Street legal
Saved
Shot of love
Infidels
Under the red sky
Good as I been to you
World gone wrong

Evitabili o comunque non indispensabili:

Bob Dylan
Nashville Skyline
Self Portrait
New Morning
Dylan (A fool such as I)
Empire Burlesque
Knocked out loaded
Down in the groove
I greatest hits
I Best Of e le compilation varie


1803) Ciao Michele,
dal collega di un amico, tornato ieri da New Orleans, ho ricevuto questo giornale. Purtroppo non c'è
recensione del concerto... Sono proprio strani i giornali americani!
Non so se ti può servire per il tuo magnifico sito. In tal caso spero che formato e dimensioni vadano
bene, altrimenti fammi sapere.
Aurelio

Ciao Aurelio
grazie, articolo già inserito. Chi non lo ha visto vada qui.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1804) Ciao Michele e a tutti della Maggie's Farm.

Volevo dirvi che e' appena uscito il singolo di
Edoardo Bennato "Stop America" contenenti oltre la
citata song anche "A Cosa Serve la Guerra".
E' su questa song che vorrei soffernmarmi.

Io oltre al grande Dylan che seguo dall'eta' di 17
anni, seguo anche Edo da quando avevo 11 anni! mi
ricordo benissimo quando usci'l'album "Burattino
senza fili" come fosse ieri nel lontano 77.

Ho seguito tutti e due andando ai concerti sia di
Dylan che di Edo, ovviamente piu' visti quelli di
Dylan.

Premetto che Dylan sta sopra di tutti non si discute
bellissima difatti e da Oscar secondo il mio avviso
la song tratta dalla colonna sonora "Gods and
Generals".

Ritornando alla canzone di Edo "A che cosa serve la
Guerra" devo dire che e' una bella song.

Perche'?

L'attacco iniziale con armonica e chitarra e'
tipicamente Dylaniana, sembra di sentire per un momento
Dylan, via via il testo si snoda a formare una ballata
non solo Dylaniana ma sembra che echeggi qua e la' un
altro grande italiano, De Andre'.

In poche parole a mio avviso non si capisce dove inizi
Bennato o Dylan o dove comincia De Andre'.

Grande Bennato!

Ma per sempre Grande BOB DYLAN

Se qualcuno l'ascolta chissa' se notera' queste mie
osservazioni,soprattuto il testo della canzone e'
veramente incisivo.

Stefano

Ciao Stefano
non ho ancora ascoltato il brano. Lo farò visto che mi hai incuriosito. Bennato mi piaceva molto all'inizio, in album come "Io che non sono l'imperatore", "La torre di Babele", "I buoni e i cattivi", "Non farti cadere le braccia" fino ad "Uffà Uffà" e "Sono solo canzonette". Meno mi è piaciuto dopo.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1805) Ciao Michele

è un pò che non scrivo!
ma volevo inviarti questa piccola testimonianza su Bob 1979. Raccolta da Pick Withers batterista storico dei Dire Straits nonchè batterista nell'album "Slow Train Coming" che ho avuto il piacere di conoscere giovedì scorso!!

è una modesta testimonianza!!
prendila come tale.

Ciao a presto Tino

Ciao Tino,
grazie. Già messo tutto qui.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1806) Ciao mi chiamo Davide.

qualcuno di voi sa, per favore, le ragioni dell'annullamento del tour europeo (e giapponese) di Dylan?

Grazie

Ciao Davide
non credo che sia stato spiegato ufficialmente il motivo dell'annullamento del tour. All'inizio da qualche parte si era parlato della guerra in Iraq. Qualcuno poi ha ipotizzato un rischio SARS ma in realtà l'annullamento potrebbe essere stato dettato da tutt'altri motivi che però non credo siano stati resi noti.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1807) Ciao Michele
ti invio un francobollo celebrativo di Bob. UNA CHICCA!
Salvatore "Eagle"

Ciao Sal,
grazie.
Eccolo qui sopra. Gambia???


1808) Giovedì 15 Maggio 2003 ore 21.30

"Vicolo De' Musici - Folkosteria", nell'ambito del ciclo "Anime salve -
Canzone d'autore" (tutti i giovedì del mese) presenta:

Festa dedicata a Francesco Guccini e Francesco De Gregori.

Jam session con Roberto Petruccio e Marcello Canzoniere.
Sarà messa a disposizione la strumentazione (tastiera, chitarre amplificazione) a chiunque voglia cantare e suonare.

"Vicolo De' Musici - Folkosteria"
Via della Madonna dei Monti, 28 (Roma) Tel. 066786188
Internet: www.vicolodemusici.it
Ingresso libero



 
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