parte 156
Lunedì 17 Marzo 2003


Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
Hai domande da porre, storie da raccontare, emozioni da condividere,  sul grande Bob o inerenti la sua  musica e la sua vita? 
Scrivi a spettral@tin.it e le tue mail saranno pubblicate in queste pagine ogni lunedì.
Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags

1675) Ciao Michele
non so se sono in tempo per la pagina della posta, ma credo che una cosa del
genere vada messa proprio fra le news (a meno che non sia gia' stata resa
nota e io mi sono perso qualcosa, nel qual caso me ne scuso... scusate il
bisticcio). Io l'ho trovata su un newsgroup, ora sto cercando di reperire la
fonte originaria... cmq ecco:
Annunciato in uscita (non chiedetemi quando perchè non lo so).
Dylan versione menestrello, solo voce, chitarra acustica e armonica, in
concerto alla Philarmonic Orchestra di New York il 31-10-1964.
Intanto eccovi i brani contenuti:

The Times They Are a-Changin'
Spanish Harlem Incident
Talking John Birch Paranoid Blues
To Ramona
Who Killed Davey Moore?
Gates of Eden
If You Gotta Go, Go Now
It's Alright Ma (I'm Only Bleeding)
I Don't Believe You
Mr. Tambourine Man
A Hard Rain's Gonna Fall
Talking World War III Blues
Don't Think Twice, It's Alright
The Lonesome Death of Hattie Carroll
Mama You've Meen on My Mind
With God on Our Side
It Ain't Me Babe
All I Really Want to Do

come si può notare, una scaletta eccezionale. Ce n'è abbastanza per non
vedere l'ora che esca... Buone cose, a presto

Pierpaolo MrMouse Pucciarelli

Ciao Pierpaolo
l'avevamo data tempo fa (quando uscì il boot 5) ma siccome è bene ripetere le notizie (soprattutto buone) ecco che la tua mail è comunque utile anche da inserire nella vetrina di MF.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1676) Ciao Napoleon,
nella scorsa talkin' mi chiedevi perché, secondo me, in "Cross the green mountain" il comandante viene
fatto fuori dai propri uomini: visto il resto della canzone, credo che siano reminiscenze del periodo
religioso. Forse un riferimento a Gesù e, più in generale, al fatto che gli uomini sarebbero dei peccatori
disposti a eliminare chiunque, pur essendo la loro via di salvezza, non assecondi i loro interessi. Io al
posto di Gesù ci metto Marx ed i soldati li identifico con quell' ampia fascia di proletariato che si sente
"classe media". A questo proposito ho scritto una canzone e mi piacerebbe avere una tua opinione sul
testo (magari senza pubblicarlo, anche se è protetto da copyright: vedi tu).

DIVIDE et IMPERA

Cinque banditi, cinque lupi affamati
Verso il villaggio cavalcavano armati
Cento paesani a organizzare una difesa
Ognuno soltanto per la sua casa
E invece che cinque contro venti ciascuno
Per cento volte fu cinque contro uno.

Saggio Catone, censore di Roma
Solo una macchia (pesa) sulla tua fama:
Mai fra gli schiavi nei tuoi molti poderi
Portaron concordia i tuoi modi austeri
Disse Catone: "La discordia fra loro
Fu senza dubbio il mio capolavoro"

Nella savana la vita e la morte
Sono sentenze della legge del più forte
Non riesce a capire il branco che fugge
Che da solo il leone soccombe alla legge
E nella savana regna ancora colui
Che mangia da sempre sulla cecità altrui

Ciao dalla lucertola

PS: ho un filmato in cui Dylan canta a stoccolma Tweedlee dee..., l' ho scaricato da kazaa: interessa?

Ciao Lizard
ho pubblicato il testo perchè mi sembra molto bello (l'hai pubblicato?).
Non sono sicuro di aver capito a pieno. Intendi una roba tipo: qualcuno (politici, imprenditori, banchieri,
industriali delle armi etc.) fomenta l'odio tra Sud e Nord e fa scoppiare la Guerra di Secessione per il
proprio tornaconto?... Dividendo l'America in due fazioni per meglio poter "imperare", appunto?...
Ma la frase di Dylan anche così non si spiegherebbe al cento per cento secondo me... Fammi sapere cosa intendevi esattamente...
Su riferimenti a Gesù in " 'Cross the green mountain " anche io sarei propenso a crederci... Tutta la
canzone mi sembra avere reminiscenze del periodo religioso... Salvatore "Eagle" nel suo breve saggio
pubblicato su MF osserva: " (...) la domanda diventa un macigno sulla coscienza dell'uomo: è questa la
fine? E' una visione che giace su un sostrato di assoluta verità, l'uomo come sosteneva Hobbes, ma
ancora prima, molto prima Plauto, è lupo con gli altri uomini... Homo Homini Lupus".
"Il suono delle campane della sera condanna la blasfemia di coloro che hanno professato la religione
con le armi, intanto tutti devono riconoscere coloro che hanno versato il proprio sangue perché hanno
camminato nella bella luce della natura che è generata dalla lealtà e dall'umanità che spesso è
mancata a questo mondo che presto finirà. Al nono verso, ci sembra di ascoltare il Bob Dylan degli anni
'80, con l'invito a servire il Signore, a guardare verso l' alto e oltre le tenebre delle maschere, le
meraviglie delle albe. Sarà l' alba, l'alba di un nuovo mondo a salvarci, a condizione di mantenere fede al
patto che abbiamo stretto con il nostro Dio".
Tornando alla frase "incriminata" fammi sapere se era quello che intendevi... Se qualcuno ha altre idee sul significato si faccia vivo... Mi piacerebbe ad esempio sentire l'opinione di Sal visto che ha scritto quel pezzo.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1677) Ciao Michele sono Emanuele"Louse" da Venezia.
La copertina più bella per me è quella di THE BASEMENT TAPES!!
CIAO A PRESTO.
Emanuele

Ciao Emanuele
ok, classifica aggiornata. Entrano in graduatoria anche i BT.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1678) Ciao Michele
non trovo più quell'intervista che avevo letto tempo fa, quella a Carrera sui rapporti di coppia... Te la ricordi per caso?... Nel caso puoi chiedergliela?... Mi servirebbe...
Ciao
Bruno

Ciao Bruno
non c'è stato bisogno di chiedere perchè la mia memoria titanica (!) mi ha fatto ricordare dove l'avevo messa. La riporto qui sotto (anzi l'ho inserita anche nella nostra sezione "Stories in the press"). E' molto interessante secondo me. Chi non l'ha letta illo tempore lo faccia ora.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: un'avvertenza... quando l'intervistatore parla di "libro" si riferisce a "La Voce Di Bob Dylan", libro di Carrera uscito per Feltrinelli.

Bob Dylan, indagatore delle relazioni di coppia

Di Duepiu.net

    Nel libro hai fatto un'analisi accuratissima, al microscopio della lingua
    dylaniana tanto da poter osservare sottili differenze linguistiche che
    testimoniano di altrettanti differenti stati d'animo. Come
    riassumeresti la condizione interiore di Bob Dylan rispetto all'amore?
    Avverti delle contraddizioni o il suo percorso è stato lineare?

    È vero che Dylan ha scritto anche canzoni di amore felice, soprattutto nei
    primi anni di vita familiare, ma le più originali sono le prime e quelle che ha
    scritto negli anni settanta, quando il matrimonio cominciava a entrare in crisi.
    Tutto l'album Blood on the Tracks, uscito nel gennaio del 1975, è una
    dissezione impietosissima e insieme commovente di una situazione
    insostenibile, dove una ricerca d'amore assolutamente ossessiva, degna di un
    trovatore medievale o di un poeta del dolce stil novo si scontra con la
    radicale impossibilità di mantenere un rapporto nel tempo. Anche molte
    canzoni di Desire, sempre del 1975, e quasi tutto Street-Legal del 1978,
    non fanno altro che chiedersi cosa c'è che non va e che non può andare
    nell'amore, e perché la stessa libertà - che ci siamo conquistati - di cercare
    l'amore al di là delle convenzioni sociali non ci serve a niente nel momento in
    cui lo troviamo. Ultimamente Dylan è approdato a un territorio più
    tradizionale, perché a sessant'anni magari uno pensa più alle occasioni
    mancate che a mettersi ancora una volta il sacco in spalla. Le canzoni di
    Time Out Of Mind, del 1997, sono in gran parte di amore perduto e di
    rimpianto per la giovinezza, ma lo fanno anche in modo più impersonale, piu
    "classico".
    C'è però una cosa da dire. Dylan ha affermato in un'intervista del 1991 che
    lui non scrive "canzoni d'amore".

    Che cosa vuol dire, visto che ne ha scritte a centinaia?

    Dylan spiega che l'amore è un frutto dell'Albero della Conoscenza del Bene e
    del Male. Ma lui, che è ebreo (anche se a suo modo crede a Gesù Cristo),
    preferisce rifarsi alla nozione ebraica di Albero della Vita. Sull'Albero della
    Vita l'amore (hesed in ebraico, ma non corrisponde alla filìa greca o all'amor
    latino) è una forza cosmica, è l'amore di Dio per il mondo, non è l'amore di
    coppia. A suo parere, l'amore di cui parlano le canzoni popolari (che sono
    sempre il suo punto di riferimento) è assoluto e impersonale, è l'amore
    dell'Albero della Vita, non quello dell'Albero della Conoscenza. Certamente
    non è l'amore di cui parlano le canzoni della musica leggera, con la quale
    Dylan non vuole essere confuso.

    Secondo te su quale generazione ha avuto maggiore influenza e in che
    modo da un punto di vista psicologico?

    Su più di una generazione, e credo proprio che il suo approccio così radicale
    alle questioni di coppia, alla morale e alla religione abbia lasciato il segno.
    Certo, Dylan è un artista estremo, che per anni ha cercato di spingere se
    stesso al limite di quello che poteva fare e che poteva pensare. Ma
    certamente, chiunque abbia vissuto o viva un processo di separazione
    dolorosa e ascolti le canzoni di Blood on the Tracks (soprattutto quella
    durissima, allucinata requisitoria che è Idiot Wind, che termina con le parole:
    "Siamo degli idioti, amore mio, non so neanche come facciamo a respirare"),
    trova una dose di amara medicina, qualcosa che gli toglie per sempre, se mai
    l'avesse, ogni illusione new age.

    La canzone italiana è nota soprattutto per il suo sentimentalismo; tra
    gli ultimi cantautori in Italia c'è qualcuno a tuo parere che riesce a
    scrivere canzoni di non amore?

    Ci sono stati soprattutto negli anni sessanta e settanta, quando l'influenza di
    Dylan era più forte. Basta citarle: Uno di questi giorni ti sposerò di Luigi
    Tenco, Vedi cara, Eskimo e Canzone quasi d'amore di Francesco Guccini,
    Giugno '73 di Fabrizio De Andrè, Dio mio no e Pensieri e parole di
    Battisti e Mogol, a suo modo anche Non c'è niente da capire di Francesco
    De Gregori; sono tutte canzoni di non amore. Ultimamente credo che questa
    tematica si sia affievolita, perché non c'è più la stessa urgenza di stabilire quel
    tipo di barriere nel rapporto di coppia (o la coppia è più tradizionale, o le dà
    maggiormente per scontate). Il problema è che nessuno, mi sembra, riesce a
    scrivere delle canzoni che siano veramente d'amore, che vengano da
    qualcuno e parlino a qualcuno, dove si possa percepire una storia, una
    verità, e non semplicemente l'eco di un genere letterario/musicale.

    Quella di lavorare in America è stata da parte tua una scelta molto
    ponderata. Che cosa ti ha spinto a questa scelta che si rinnova
    nonostante tu sia profondamente legato all'Italia?

    Ci sono stati tanti motivi: il desiderio di cambiare orizzonti, una sorda e anche
    un po' inspiegabile sensazione di mancanza di radici. Inspiegabile anche a me
    stesso, perché in realtà, come tu dici, sono legatissimo all'Italia, a Milano e
    alla Bassa Padana da dove provengo. Forse è perché sono cresciuto in una
    periferia dove tutto sembrava precario e costruito solo per essere sostituito
    da qualcosa di più definitivo che però non veniva mai. Il risultato è che ho
    passato lunghi periodi in Germania e infine mi sono trasferito negli Stati Uniti.
    L'Italia, è chiaro, mi manca, anche perché scrivo soprattutto in italiano e
    soprattutto per un pubblico italiano, però il fatto di stare in America mi dà
    una doppia prospettiva anche sulle cose italiane un po' come la sensazione di
    appartenere a due tribù e di poter parlare all'una dell'altra e viceversa un
    ibridismo culturale ed esistenziale che trovo molto fecondo e al quale non
    saprei più rinunciare.

    C'è continuità in questi tuoi interessi così diversi? Al di là delle
    spiegazioni razionali, credi ci sia qualche altro motivo?

    È vero, mi sono occupato di cose molto diverse tra loro. Ho corso e corro il
    rischio di essere dispersivo, però, anche se scrivo racconti o poesie, saggi di
    filosofia, di letteratura, di musica classica o di musica popolare, cerco di fare
    tutto nello stesso modo, cioè con lo stesso tipo di impegno, prendendo tutto
    molto sul serio (la scommessa nello scrivere un saggio su Dylan consisteva
    proprio in questo: nel prenderlo assolutamente sul serio come artista e figura
    della cultura contemporanea, cosa che raramente si fa e si può fare con le
    rock star ma Dylan è molto più di una rock star). Forse alla base della
    molteplicità del mio lavoro sta una mancanza irrimediabile: la mancanza della
    "musica", con tutto quello che di simbolico e reale la musica può significare.
    Potrei spiegarmi meglio con il racconto di un sogno. All'età di otto anni, più o
    meno in coincidenza con la nascita di mia sorella, ho sognato che a scuola era
    arrivata una bambina che mi portava via il posto di primo della classe perché
    lei sapeva cantare e io no. Allora, nel sogno, pensavo che dovevo trovare
    qualcosa che io sapevo fare e lei no. Così, sempre nel sogno, immaginavo
    una poesia. Quando mi sono svegliato l'avevo ancora tutta in mente, e l'ho
    scritta. L'argomento della poesia, però, era il suono delle campane. Una
    musica, dunque, che avevo cercato di trasferire in parole. Ma non si può
    trasferire una musica in parole. Questo è il problema. 


1679) Tempo fa mi era stato chiesto come mai alcune canzoni che avevo inserito nella nostra Discografia erano prive di alcuni dati. Semplice, perchè non li avevo. Allora ho chiesto aiuto ad Alessandro Cavazzuti che mi viene in soccorso nella mail qui sotto con i dati mancanti. Naturalmente provvederò appena ho un attimo anche ad inserirli nella pagina relativa.
A proposito, ne mancano ancora alcuni. Tempo fa quando aggiornai la paginona chiesi il piacere a chi voleva di aiutarmi a completare i dati mancanti. Nessuno si è fatto vivo. Rinnovo l'invito. Non sono molti i dati mancanti (talvolta l'autore della canzone, talvolta l'anno, più spesso il bootleg su cui la canzone è apparsa). Chi ha voglia si scorra la paginona e mi invii i dati mancanti se ne ha (o addirittura mi segnali eventuali canzoni mancanti del tutto, se ce ne sono).
Michele "Napoleon in rags" 


1680) Ciao Michele,
ecco le informazioni che cercavi.
ciao,
Alessandro Cavazzuti

-DUNCAN & BRADY
debutto live: 17-11-99, Durham.
tutti i concerti con Duncan & Brady sono disponibili su cd, compreso quello
del debutto live. un titolo tra i tanti: WEMBLEY ARENA, FIRST EVENING,
5-10-2000

-FEVER
debutto live: 22-11-80, San Francisco
bootleg: A MUSICAL RETROSPECTIVE (compilation del tour con il debutto live
della canzone)

-HALLELUJAH, I'M READY TO GO
debutto live: 11-06-99, Vancouver
tutti i concerti con la canzone sono disponibili su cd compreso quello del
debutto live. un titolo: HARD TO FIND VOL. 7

-I'M NOT SUPPOSED TO CARE
debutto live: 13-05-98, Vancouver
tutti i concerti con la canzone sono disponibili, compreso quello del
debutto. Consiglio il bootleg 'CALIFORNIA OR BUST!!' con la versione del
23-5-98

-IN THE SUMMERTIME
mai eseguita dal vivo. eseguita durante le sessions di Empire Burlesque,
novembre 84.
bootleg: IMPORTANT WORDS

-I WANT IT NOW
non mi risulta sia mai stata eseguita dal vivo. unica registrazione che mi
risulti è dal Minnesota party tape del maggio 61.
bootleg: EARLY YEARS VOL. 1

-JOHN HARDY
mai eseguita dal vivo. eseguita durante le sessions coi Grateful Dead,
aprile 87.
Bootleg: THE FRENCH GIRL

-LONG BLACK VEIL
debutto live: 28-04-97, Wheeling
esiste la registrazione del concerto di Wheeling.
bootleg: BATHED IN A STREAM OF PURE HEAT (compilation con il live debut
della canzone)

-MYSTERY TRAIN
mai eseguita dal vivo. eseguita durante le sessions di Nashville Skyline,
febbraio 69 e di Shot Of Love, aprile 81.
bootleg: BETWEEN SAVED AND SHOT OF LOVE

-SEARCHING FOR A SOLDIER'S GRAVE
debutto live: 15-06-2000, Portland
tutti i concerti con la canzone circolano su cd, compreso il live debut
un titolo: UNDER THE RED SKY ON THE PACIFIC NORTH WEST (bootleg del concerto
del debutto live)

Ciao Alessandro
grazie infinite. Sei stato esauriente e preciso come sempre. Se trovi altro fammi sapere.
A proposito di Alessandro, come avrete notato si sta accollando praticamente da solo la gestione di Maggie's Basement inviando le schede dei boot. Tranne Leonardo "Lion" e qualcosina di qualche altro come Sal o Carlo (raramente) non ci sono altri. Dunque perchè non collaborate? Su, ragazzi! Un pò di collaborazione. Mandatemi i vostri contributi (e ricordatevi che oltre che schede di boot non presenti in MB si possono anche mandare schede e commenti di boot già presenti... che verranno aggiunte eventualmente alla prima).
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


1681) Ciao Napoleon, la scorsa settimana mi avevi corretto riguardo alla mia citazione di una canzone cantata da Bob con la Baez!!!!
Sono andato a rivedere la copertina e in effetti e' presente la mia versione (travelin' i don't know why) e non come  avevi detto tu troubled and i don't know why. Inchinandomi di fronte alla tua conoscenza in materia penso a questo punto che ci sia stato un errore a livello di stampa (cosa probabile visto che non si trattava di un album ufficiale ma solo di un inserto di una rivista). Sperando di far luce su questo giallo ti saluto e ti mando la mia classifica degli album!!!!!!!!
Nicola

Miglior album

Blonde on blonde
blood on the tracks
love and theft
time out of mind
the times they are a changin
street legal
Before the flood
desire
john wesley hardin'
bringing it all back home

Ciao Nicola,
grazie per la classifica.
Per quanto riguarda la canzone Baez/Dylan è un errore di stampa, come supponi. Non è infrequente in dischi non ufficiali. La canzone si intitola proprio "Troubled and I don't know why". L'errore di chi ha preparato quella copertina credo sia avvenuto così: essendo la canzone poco nota chi ha dovuto scriverne il titolo (non trovandolo altrove) ha provato a trascriverlo "ad orecchio" ed ha confuso "troubled" con "travelin'" (il suono è simile).
Ecco qui sotto il testo di Bob seguito da una mia traduzione:

TROUBLED AND I DON'T KNOW WHY
words and music Bob Dylan

I'm troubled and I don't know why
I'm troubled and I don't know why
the trouble on my mind is driving me blind
I'm troubled and I don't know why

Oh, what did the morning say?
Oh, what did the morning say?
Well it rolled from the night with a dark dreary light
Sayin' another old weary day

What did the newspaper tell?
What did the newspaper tell?
Well, it rolled in the door and it layed on the floor
Sayin' things ain't goin' so well

What did the television squall?
What did the television squall?
Well, it roared and it boomed and it bounced around the room
and it never said nothing at all

What did the moviescreen lecture?
What did the moviescreen lecture?
Well, it heated and it froze and it took off all its colothes
and I left in the middle of the picture

PREOCCUPATO E NON SO PERCHE'
parole e musica Bob Dylan

come eseguita al Forest Hills Tennis Stadium, NYC, il 17 agosto 1963

Sono preoccupato e non so perchè
Sono preoccupato e non so perchè
le preoccupazioni che ho nella testa mi stanno facendo diventar matto
Sono preoccupato e non so perchè

Oh, che ha annunciato il mattino?
Oh, che ha annunciato il mattino?
Beh, è rotolato dalla notte con una luce scura e triste
annunciando un'altra noiosa giornata

Che racconta il giornale?
Che racconta il giornale?
Beh, è rotolato dalla porta ed è rimasto sul pavimento
dicendo che le cose non vanno tanto bene

Cosa ha schiamazzato la televisione?
Cosa ha schiamazzato la televisione?
Beh, ha urlato e rimbombato e rimbalzato per tutta la stanza
e non ha detto proprio niente

Cosa ha ammonito lo schermo del cinema?
Cosa ha ammonito lo schermo del cinema?
Beh, s'è infiammato e si è gelato e si è tolto tutti i vestiti
ed io me ne sono andato a metà del film
traduzione di Michele Murino

Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"



 

1682) Ciao Napoleon, ti invio il mio voto per la classifica delle migliori copertine dei dischi di Dylan. Dopo un'attenta riflessione, ho deciso che la mia preferita è la copertina di OH MERCY. Vorrei però
segnalare anche il recente BOOTLEG SERIES vol. 5 e NASHVILLE SKYLINE (in quest'ultimo caso
la copertina è la cosa migliore di un disco che, per usare un eufemismo, mi convince poco).

Già che ci sono, butto lì anche un paio di nominations per la copertina più brutta (ebbene sì,
ammettiamolo, qualche volta, molto ma molto di rado, anche Bob prende qualche cantonata): direi che
Saved e Empire Burlesque possono tranquillamente concorrere per questa categoria.

Saluti, e continua così: MF è ormai un sito imprescindibile,

Jacopo

Ciao Jacopo
ok, ho aggiornato la classifica. Anche Oh Mercy entra in lista con un voto. Con i voti di questa puntata di Talkin' la situazione vede in testa ancora Desire. Continuate a votare!!!
Per la copertina più brutta io avrei votato Down in the groove, invece.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


1683) Ciao Michele
Due spot in preparazione....:-)))))
Elio "Rooster"


 

Ciao Elio
molto divertenti, grazie. Soprattutto il secondo. Se ne scovi altri mandameli.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


1684) Ciao Michele,
breve nota per dirti che non sono d'accordo sulla traduzione della frase "...on my lap" con "...sul petto"

Lap è il grembo.

Ho una donna " seduta in grembo" o "sulle ginocchia" ma non "sul petto".
Suona male.
Ciao
Andrea Orlandi

Ciao Andrea
naturalmente hai ragione, è grembo e non petto. Comunque nell'esempio che facevo la volta scorsa nella Talkin' resta tutto immutato nel senso che a suo tempo alcuni sostennero che la frase della "donna dalla pelle bianca e gli occhi d'assassino" poteva essere un riferimento alla Morte che aveva sfiorato Bob a causa dell'infezione al cuore, anche se - come dici - appunto era sul grembo e non sul petto. Grazie per la
correzione. Ho provveduto a rettificare.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1685) Ciao Napoleon,
grazie per avere inserito il mio voto sulla più bella copertina.Bringing it all back home per conto mio è quasi tutto Dylan,anche se Blood on the tracks,come ti scrissi,ritengo sia il miglior disco di Dylan.
Ti scrivo per chiederti se anche tu concordi sul fatto che il miglior arrangiamento del cosiddetto
"Neverending tour" sia quello di Country Pie.Francamente quando l'ho ascoltata a Milano sono venuto
giù dalla sedia ed ho provato un'enorme gioia.Non avrei mai creduto che Bob mettesse in lista nel tour
una canzone di Nashville Skyline,e tanto meno che fosse possibile un arrangiamento così
coinvolgente,ben riuscito,sentimentale,leggendario oserei dire.
Nashville skyline è un disco che ho sempre ascoltato con piacere:estroso,bizzarro,divertente,ben
cantato,ben suonato,leggero e pieno di gioia oltrechè,io credo,di una certa ironia.Bisognava essere Bob
Dylan e solo Bob Dylan per presentarsi al pubblico in un'epoca in cui il "menestrello di Duluth" era una
sorta di icona tirato per la giacchetta da tutta quella rattamaglia di figure retoriche che circolavano negli
States all'epoca,roba fritta e rifritta che va ancora in parte in voga da noi,con uno dei più bei compendi
di musica popolare americana.Ho letto che da Nashville è partito quel discorso che è arrivato fino a
"Love and theft".
Ciao,seguo sempre il tuo sito con molto piacere.

Andrea.

Ciao Andrea
sembra fatto apposta è invece è una casualità: nella stessa pagina di Talkin' due mail una a favore ed una contro Nashville Skyline. A testimonianza che tra i dylaniani i gusti non sono affatto gli stessi (chiedere ad esempio alla nostra imperscrutabile e dionisiaca Anna Duck che ritiene Rainy Day Women # 12 & 35 una canzone brutta).
Quanto all'arrangiamento più bello del Neverending Tour... mmm... l'è dura sceglierne uno... In effetti Country pie non mi dispiace affatto anche se forse la mia preferenza potrebbe andare all'arrangiamento con violino di My back pages (esempio "esemplare" nella versione di Bathed in a stream of pure heat) o forse a quello jazzato di Tryin' to get to heaven e If dogs run free... Il fatto è che il campo è talmente vasto... Come si fa?... Di sicuro tra gli arrangiamenti "nuovi" che non mi piacciono affatto metterei Blowin' in the wind (versione un pò pallosa sentita negli ultimissimi anni, quella con le voci dei chitarristi nel ritornello) e The Times they are a-changin' (versione alquanto noiosa anche questa recente). Ecco, dovendo citare un altro arrangiamento bello del NET direi anche Cold Irons Bound (quello con le pause, i silenzi, le improvvise "ripartenze" etc.) di gran lunga superiore al disco secondo me... O la riscrittura estemporanea incredibile di Mr. Tambourine Man di Towson...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1686) Guarda che bel video da www.northcountryblues.com...

Dylan spiega a Lou Reed quanto Arthur Baker sia stato in gamba a fare un buon lavoro su Empire Burlesque (!!). I due sono nel backstage del Farm Aid (1985).
Paolo Vites

Ciao Paolo,
grazie per la segnalazione.
L'ho scaricato ed è davvero molto bello. Dylan con Lou Reed non l'avevo mai visto così. Ho fatto alcuni still che metto qui sotto.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


Ed ora una mail che mi gira Anna Duck avendola ricevuta lei al Porcile di Maggie's Farm.

1687) Mi interessa iscrivermi al "parco zoo" della Fattoria e mi piacerebbe
essere individuato come "la volpe" (mi pare che al momento manchi ???).
Appena i miei pressanti ed invadenti impegni di lavoro me lo consentiranno
Ti / Vi manderò una mia foto corredata da una esauriente presentazione !!!!

Intanto rinnovo i miei più entusiastici ringraziamenti per il FAVOLOSO sito
(che non ho ancora visitato completamente) e augurando a Tutti buon lavoro,
Ti saluto molto cordialmente.

Stefano Bettega

Ciao Stefano
ok sei inserito nella Fattoria.
Mandami la foto.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1688) Caro maggiesfarm,

mi piacciono molto le traduzioni mantenendo la metrica. voglio provare a contribuire con la mia canzone preferita, Senor.

Andrea Baroni

SENOR (Storie di potere yankee)

Senor, senor, dimmi dove stiamo andando
Per la strada o alla fine del mondo
Mi sembra di esser già passato per di qua
In questo c’è un po’ di verità?

Senor, senor, dimmi dove si sta nascondendo
Per quanto ancora andremo correndo
Per quanto fisserò la porta della città
Senor, ci sarà un po’ di comodità?

C’è un vento perfido che soffia ancora sul ponte
C’è una croce di ferro fissata alla sua fronte
C’è la banda che suona ancora in quel vuoto locale
Dove mi teneva stretto e diceva “non mi mollare”

Senor, senor, il vagone dipinto lo vedo
Sento la coda del dragone nero
Questa tensione presto mi ucciderà
Senor, a chi posso chiedere pietà?

L’ultima cosa che ricordo prima che stessi per cadere
Era un treno pieno d’idioti bloccato in un podere
Una zingara vanitosa strappava una bandiera
E diceva “questo non è un sogno, è una storia vera”

Senor, senor, i loro cuori sono duri come il muro
Tra poco mi riprendo di sicuro
Mi basta solo tirarmi su
Sono pronto quando sei pronto tu

Senor, senor, rovesciamo questi banchetti
E stacchiamo tutti i cavetti
Questo posto non ha più senso per me
Puoi dirmi cosa aspetti te?

Ciao Andrea
complimenti e grazie. Ho già inserito il testo nella pagina delle
ITALIAN VERSION
che diventa sempre più ricco...
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1689) Ciao Michele,
confermo il mio voto per la migliore copertina ("The Bootleg Series Vol. 1/3, terzo disco) e aggiungo quello espresso da Annamaria: Hard Rain, "perchè meglio rappresenta l' immagine ambigua di Dylan".
Carlo "Pig"

Ciao Carlo, ok valgono anche i voti per procura :o)
Allora altri due voti per la Cover Images Top Ten... Perchè poi Dylan sarebbe ambiguo? A me non sembra :o)


1690) Sei stato citato nel message board del dylan pool:

" MAGGIE'S FARM / Mind-boggling index - wish I spoke Italian..."

Paolo Vites

Ciao Paolo,
grazie per la segnalazione. E grazie a chi ha inviato quel post per i complimenti. Per i non conoscitori dell'inglese praticamente dice che: "L'indice incredibile di Maggie's Farm" gli fa "desiderare di saper parlare l'italiano".
A questo proposito se qualcuno ha voglia e tempo traduca tutte le pagine di MF in inglese ed io le aggiungo a fianco alla versione in italiano. Ok anche non tutte. Anche solo le principali. Impossibile? Perchè? MF ha solo 2128 pagine (per il momento). Selezionandone mille e trovando una ventina di bravi traduttori con cinquanta pagine a testa è fatta! Dai... Come dice Morandi: "Ce la possiamo fare!!!".


1691) Giovedì 20 Marzo 2003 ore 21.30

"Vicolo De' Musici - Folkosteria", nell'ambito del ciclo "Anime salve -Canzone d'autore" (tutti i giovedì del mese) presenta:

Roberto Petruccio e Marcello Canzoniere
(Voce e tastiere) (Voce e chitarre)

in:

"Anime salve"

Tributo a Fabrizio De André

"Vicolo De' Musici - Folkosteria" Via della Madonna dei Monti, 28 (Roma) Tel. 066786188
Internet: www.vicolodemusici.it
Ingresso libero
 



 
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