parte 151
Lunedì 10 Febbraio 2003


Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
Hai domande da porre, storie da raccontare, emozioni da condividere,  sul grande Bob o inerenti la sua  musica e la sua vita? 
Scrivi a spettral@tin.it e le tue mail saranno pubblicate in queste pagine ogni lunedì.
Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags

1573) Ciao Michele e tutti i maggiesfarmiani,
mi chiamo Gianluca - sceglierei per me questo animale, per la fattoria del sito: il cuculo ("The Coo Coo
is a pretty bird, she warbles as she flies").

Comincio adesso ad ascoltare i miei primi bootleg di Dylan, in particolare i Genuine Basement tapes:
conoscere finalmente I’m not there mi spinge a mettere insieme un po’ di considerazioni e a
condividerle nella posta della fattoria.

Negli ultimi 6-8 mesi credo che i miei ascolti musicali siano stati molto influenzati dalla lettura di
Alessandro Carrera (La voce di Bob Dylan) e di Greil Marcus (La repubblica invisibile), fino a riuscire
ad entrare in possesso dell’Anthology of American Folk Music di Harry Smith (da cui la citazione del
cuculo di cui sopra!).

In tutto questo tempo il mio orecchio ha seguito sempre più distintamente un sound, un certo modo di far
suonare una canzone e la sua esecuzione, che non saprei denominare altrimenti che "musica
americana". Forse le origini più primitive di questa musica, di cui cercherò di scrivere le mie impressioni,
sono nel vecchio continente (i padri pellegrini che colonizzarono l’America e le loro ballate), ma penso
che i caratteri distintivi dell’attuale (e passata) musica britannica abbiano seguito altre strade, altre
esigenze espressive.

Cominciamo da qui: I’m not there mette direttamente dentro un’atmosfera di distaccato rimpianto, di
cronaca e racconto di una storia cui il protagonista appartiene e contemporaneamente sembra non
esserne più o del tutto attore: ci si perde in un sentimento di ineluttabilità, un senso di fatalità trasforma
una storia personale in un’esperienza che sembra avvicinarsi al mito. Qualcosa di analogo percorre i
brani dell’Anthology di Harry Smith (personaggi e storie bizzarri e misteriosi, atmosfere allusive ed
eventi mitici immodificabili), ma questo stile musicale si rinviene soprattutto nelle voci, nel modo di
cantare di quei "cronisti" degli anni venti e trenta: autori distaccati e presenti nelle loro canzoni, che sono
cariche di rimandi a tradizioni di epoche trascorse che non possono più essere conosciute direttamente.

Penso addirittura che ascoltare l’Anthology di Harry Smith possa cambiare l’orecchio di qualsiasi
dylaniano, un po’ come se fosse possibile avvicinarsi maggiormente al suono che Dylan potrebbe a volte
avere in mente quanto scrive e canta la sua musica. Infatti, i riferimenti diretti nell’opera di Dylan a
queste fonti tradizionali (See that my grave is kept clean e altre canzoni all’inizio della carriera, le
canzoni riprese nei Basement tapes e l’atmosfera costante in tutte le session con la Band nella cantina
e nella stanza di Big Pink nel 1967, i rifacimenti e lo stile espressivo in Good as I been to you e in World
gone wrong, e le cover dal vivo soprattutto negli anni del Never ending tour) non sono tutto: penso che
questa lezione americana di comunicare con distaccata partecipazione le origini più profonde e mitiche,
si potrebbe dire simboliche, dell’immaginario individuale e collettivo, si ripresenti, obliquamente e
nascosta, in molti passaggi di album come Oh mercy e Time out of mind, per poi ritornare apertamente
e senza maschere in "Love and theft".

Ma non è tutto: la frequentazione di Dylan con la Band mi sembra abbia portato entrambi a sviluppare
uno stile personale di "rifare il passato" (come scrive G. Marcus): più ancora che in Music from Big
Pink o in altri album successivi, mi piace pensare che le versioni definitive (che, secondo me, si trovano
in The last waltz) di brani come Up on creeple creek, The shape I'm in, The weight, Stagefright, Rag
mama rag, The night they drove old dixie down e altri, siano la trascrizione rock&roll (rythm&blues?) di
quelle fondamenta originarie della musica americana che si possono rinvenire innanzitutto
nell’Anthology: un sound caldo e avvolgente, come lo scorrere di un fiume scuro di note di chitarra,
piano e organo, con una voce antica a narrare di storie perdute che si riverberano nelle vicende
presenti, con atmosfere che non appartengono a nessuna epoca poiché qui (come nei Basement tapes e
altrove in Dylan) il senso del tempo è sospeso.

Ineluttabilità e sospensione del sentimento del tempo, queste mi sembrano le coordinate di fondo di
questo filone della "musica americana" che ormai mi sembra di avere in mente e di ricercare nei miei
ascolti.

Ma, in fondo, in questa lunga e-mail vi sto proponendo le mie suggestioni e impressioni, certo influenzato
dalle letture che ho fatto e dai miei gusti musicali, dalle mie scelte personali... quindi spero di aprire qui
un piccolo spazio di confronto con tutti quelli di voi che vorranno aggiungere la loro opinioni in merito e
rispondermi.

Con piacere di entrare a far parte attiva della fattoria, un saluto a tutti!

Gianluca - Coo Coo Bird

PS: Ringrazio Paolo Vites (che ho incontrato ad una presentazione del suo bellissimo libro sui dischi di
Dylan, "Bob Dylan 1962/2002 - 40 anni di canzoni"), per avermi indicato questo sito e Michele per approfondire la mia conoscenza di Dylan!

Ciao Gianluca,
ok, ti ho inserito nella Fattoria come Cuculo (Coo Coo Bird).
La tua bella lettera mi sembra molto interessante. Mi piacerebbe contribuire al dibattito ma ahimè non ho mai ascoltato la Anthology of American Folk Music (la conosco indirettamente solo grazie a Dylan). Spero che altri possano intervenire con più competenza del sottoscritto sull'argomento che mi sembra estremamente interessante.
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


1574) BEH, DEVO DIRE CHE IL SITO E' FANTASTICO, UNA VERA MINIERA PER DYLANIANI.

HO 2 COSE DA SOTTOPORRE ALLA VOSTRA ESPERIENZA: LA PRIMA RIGUARDA "SAD EYED LADY OF THE LOWLANDS", CHE GENERALMENTE SU DIVERSE PUBBLICAZIONI (CREDO ANCHE LA BIOGRAFIA DI ANTONY SCADUTO) VIENE INDICATO COME BRANO "DALLA DURATA DI 17 MINUTI", CHE NELLA VERSIONE SU VINILE "OCCUPAVA UN'INTERA FACCIATA" DEL DOPPIO ALBUM BLONDE ON BLONDE. MA IL BRANO IN MIO POSSESSO, SU CD, DURA QUASI 11 MINUTI, DURATA NOTEVOLMENTE DIFFERENTE DA QUELLA GENERALMENTE ACCREDITATA.
COME MAI? NE SAPETE QUALCOSA? DOV'E' LA "STRANEZZA"?
IL SECONDO DUBBIO RIGUARDA INVECE IL TESTO DI TALKIN' NEW YORK, CHE IN UN
PASSAGGIO DESCRIVE PERSONE CHE NON HANNO NULLA IN TAVOLA MA CHE "HANNO FORCHETTE E COLTELLI, E DEVONO PURE TAGLIARE QUALCOSA". RICORDO DI AVERE LETTO DA QUALCHE PARTE CHE IL PASSAGGIO VORREBBE SOTTINTENDERE DA PARTE DI QUELLE PERSONE IL VOLER FARE A PEZZI I PROPRI AMICI PER MANGIARSELI ALLEGRAMENTE, UNA SPECIE DI CRUDA IRONIA, QUINDI. NON CHE DYLAN NON SIA EFFETTIVAMENTE CAPACE DI USCITE DEL GENERE, MA A ME NON SEMBRA IN REALTA' CHE LA COSA SIA COSI' EVIDENTEMENTE SOTTINTESA. LA DEDUZIONE MI SEMBRA PIUTTOSTO MACCHINOSA, MA FORSE SBAGLIO. VOI COSA NE PENSATE? GUALTIERO

Ciao Gualtiero
benvenuto sulle pagine di MF e grazie per i complimenti al sito.
Mmm... Non posseggo la versione su vinile di Blonde on blonde. Leggevo che la versione originale di "Sad eyed lady" durava 14 minuti circa (non 17) ridotti a 11 minuti e 15 secondi nella versione su cd... Ho provato a cercare in giro per la Rete ma in genere si parla di 11 minuti circa rispetto ai circa 14 originari. Chi ne sa di più mi scriva, grazie.
Concordo sul verso di Talkin' New York che anche secondo me difficilmente nasconde un sottinteso simile anche se in effetti a ben pensarci è un verso alquanto ambiguo al cui significato non ho mai pensato in maniera particolare più di tanto (per me è uno dei tipici giochini verbali, a volte al limite del non-sense, di molti testi del primo Dylan, tipo anche quelli delle varie "I shall be free" & co., però potrei sbagliare...). Qualcuno può corroborare la tesi cannibalistica?... In effetti Bob in quella canzone non tratta benissimo i newyorkesi come anche in Hard times in New York town (La vecchia New York è una vecchia ed amichevole città/Da Washington Heights fino ad Harlem/C'è un mucchio di persone che brulica tutto intorno/ti danno un calcio se stai bene ed un cazzotto se stai male/Sono tempi duri in città se vivi a New York).
Ciao e alla prossima
Michele


Ed ora Paolo Vites risponde sulla questione Phil Ochs (sollevata dalla lettera di Corrado nella scorsa pagina della posta) e di seguito Alessandro Cavazzuti risponde ad alcuni quesiti proposti sempre da Corrado e sempre nella scorsa pagina della posta (la prima domanda è relativa ai "Guardiani della mente" e la seconda a "Series of dreams" (per i dettagli vedi lettera n. 1560 di Talkin' 150). E subito dopo interviene sull'argomento anche Salvatore "Eagle". Si parte:

1575) Ciao Michele
ovviamente bob dylan non c'entra nulla con il
suicidio di phil ochs; ai tempi phil ochs era alcolizzato
perso, e non certo per colpa di dylan: aveva visto
fallire le grandi utopie per cui aveva lottato negli
anni 60 (pacifismo, diritti civili ma soprattutto un
tragico viaggio in sudamerica in alcuni paesi dominati
da dittature militari, in cui era stato anche pestato
a sangue dalla polizia, lo aveva prostrato dal punto di
vista intellettuale) ma soprattutto era fallita la sua
carriera musicale, ma per colpa sua, però. si era
abbandonato all'alcol e dylan, che sarebbe stato
felicissimo di averlo nella Rolling Thunder Revue, aveva dovuto
lasciarlo a casa perché ochs non era in grado di
reggere una performance. Ochs, ormai paranoico per via
dell'alcol, aveva interpretato il gesto come una
mancanza di amicizia nei suoi confronti, ma si sa che
il music business è una cosa dura, dove c'è poco
spazio per i sentimenti.

tutto ciò lo portò al suicidio. credo che dylan
pensasse a lui quando, nel 78, scrisse Where are you
tonight?, nel verso in cui dice: "Non posso crederci,
non posso crederci: sono vivo". In Street Legal
infatti ci sono diversi celati riferimenti agli anni
60 (specialmente nell'attacco di Changin of the guards
quando dice "Sixteen years", che sono i sedici anni
che separano il suo esordio discografico al 1978).
Phil Ochs, che aveva cominciato più o meno con lui,
non era sopravvissuto, Dylan sì.

l'unica cosa che mi dispiace è che negli anni dylan
non abbia mai cantato canzoni di phil ochs (nè
partecipato al bel disco tributo uscito qualche anno
fa) mentre invece si mette cantare merde come The End
Of The Innocence di don henley.
Paolo Vites

Grazie a Paolo per il suo contributo ed ora Alessandro sulla questione "Guardians of the minds" e "Series of dreams" 


1576) Ciao Michele,
la domanda di Corrado sui "guardians of the minds"
mi coglie a dir poco di sorpresa. I guardiani della mente
non mi fanno venire in mente niente se non 'the guardians and protectors of
the mind' di Chimes of freedom. La frase può forse alludere allo stuolo di
'cortigiani' che Dylan si portava appresso nel periodo 64-66 ma non so
quanta attinenza abbia...può darsi che ci sia qualche riferimento in qualche
biografia ma onestamente non ricordo..

Quanto a Series of dreams, è stata eseguita dal vivo in tutto 10 volte (9
nel 94 e 1 nel 93). Per trovare versioni ispirate dovrei riascoltarle anche
se temo sia difficile, la canzone non ha mai funzionato molto bene dal vivo.
Non ho idea se e dove si possano scaricare.

ciao,
Alessandro Cavazzuti

Ciao Alessandro
grazie per il tuo contributo.
In effetti anche io a memoria non mi ricordo una versione di Series of Dreams memorabile tra quelle live. Credo che la migliore resti ancora quella in studio.
E' dello stesso parere anche Salvatore "Eagle": 


1577) Ciao Michele,
Mi permetto di rispondere ad alcune domande poste da Corrado nella predente
Talkin', vado per ordine
-  Per quanto riguarda le versioni live di Series Of Dreams, dalle mie modeste
conoscenze so che per adesso (speriamo in una riproposizione di questo brano
a breve visto che ha ripescato Saving Grace non si sa mai) è stata suonata
solo nel 1993 e nel 1994. Si tratta di versioni inferiori alla resa in
studio, infatti se come si può notare è stata suonata pochissime volte è
proprio perché il sound generale di quella canzone è difficilmente
riproducibile dal vivo. Sempre ottimo in tutte le versioni che ho ascoltato
(tre in tutto, compresa quella video) il lavoro di Winston Watson alla
batteria. La prima versione che conosco è del 1993 credo sia tratta dal
concerto di Vienna dell' 8 settembre 1993, ma il sound è un po' grezzo, molto
buone invece sono quelle del 1994 tratte dalle serie di concerti in Giappone
di febbraio fu suonata spesso come decima canzone, anche nell'aprile dello
stesso anno fu eseguita un paio di volte credo ma poi penso che si siano
presto perse le tracce di questo bellissimo brano, per i motivi che ho
spiegato prima. Su dove scaricarla o comprarla non ho idee, si dovrebbe
vedere tra i bootleg dei concerti in giappne del 1994 o far riferimento al
concerto di Vienna 1993, per scaricarla si può richiedere tramite il Dylan
Pool (vedi Expecting Rain) che è un forum bellissimo ed interessantissimo dove vengono postate
decine di canzoni e video al giorno anche di altri artisti correlati a Bob.
Io consiglio l'utilizzo di WinMx che è pieno zeppo di Dylaniani, pronti a
diffondere il verbo.

-  La seconda risposta è in riferimento alla domanda sui guardiani della
mente. Stando alla mia esperienza i guardiani della mente sono presenti in Chimes Of Freedom,
e secondo me indicano tutte quelle cose che bloccano le espressioni della
propria personalità a pieno. Qualcuno le ha chiamate sovrastrutture che
impedivano la piena realizzazione dell'essere. Tuttavia non mi sento di
escludere che i guardiani della mente possano essere i vari componenti dell'entourage
di Bob di quel periodo, ricordiamo infatti il folto gruppo di
amici che lo seguiva ovunque. Ricordiamo soprattutto che in quel periodo
Bob, cambiò genere di scrittura, e proprio Chimes Of Freedom risente di
questo nuovo cambiamento volto alla ricerca dell'ispirazione, la genesi di
questa canzone avvenne durante il famoso viaggio che fu intrapreso proprio
per avere nuovi stimoli. Ecco quindi nascere un nuovo modello di canzone
dilaniana fatta per immagini, quasi dei flash velocissimi, che si susseguono
nel corso dei versi, da questo cambiamento sono nati capolavori come Maggie's
Farm, Like a Rolling Stone, Mr.Tambourine Man. Il fatto quindi che si fosse
circondato da alcuni "guardiani della mente", penso sia una sorta di
leggenda pervenuta attraverso le svariate biografie contenenti le
dichiarazioni di coloro che circondavano Bob in quel periodo. Il problema
nasce dal fatto che molti nel periodo della svolta elettrica, ma anche dell'uso
forte di droghe, cercavano di avere un contatto con Bob, considerandolo
una sorta di guru, un profeta o qualcosa di simile, tutti pensavano che
parlandogli avrebbero scoperto il significato che si nascondeva dietro i
testi criptici delle sue canzoni di quel periodo. E' importante per questo
vedere alcune interviste (quelle contenute in Don't Look Back sono
estremamente eloquenti) in cui lo stesso Bob, e quindi non già i guardiani
della mente metteva in atto un sistema di autoprotezione nei confronti di
questi ultimi. Un caso particolarissimo è poi quello incorso a Joan Baez che
sempre in Don't Look Back, viene presa in giro pesantemente da Bob Neuwirth.
Neuwirth era forse uno dei guardiani della mente? non è impossibile, ma
ripeto è comunque una sorta di leggenda, nata dal fatto che Bob cercava, ma
in fondo lo ha sempre fatto, non di difendere la propria mente, che è stata
sempre molto machiavellica ma anche molto forte, ma la sua privacy
interiore, e quindi la libertà di esprimersi in qualsiasi modo volesse nelle
sue canzoni (vedi anche le critiche dopo l'abbandono della scena del
Village).

Nota di Michele: Ed in questo contesto si può inserire secondo me il verso di Joan Baez tratto da "Oh Brother" (dedicata a Dylan in risposta alla sua "Oh Sister")

I know you are surrounded
By parasites and sychophants

(So che sei circondato
da parassiti e sicofanti)

-  Quanto a Phil Ochs sposo la tesi di Michele anche se mi sento di affermare
che Phil ha subìto sempre la schiacciante presenza di Bob Dylan, lui era
molto legato allo stilema folk della canzone quasi giornalistica, ascoltare
i suoi dischi è come leggere un quotidiano d'epoca, tuttavia è secondo me
stato uno dei cantautori folk più sottovalutati del periodo. Credo quindi
che la concorrenza con Bob esistesse ma non era certo manifesta era presente
nell'animo di Phil che cercava in tutti i modi di eguagliare il vecchio
amico, ma ormai la sua musica era in ritardo di qualche anno, e quella che
era la musica folk si era tramutata nel folk-rock e successivamente si era
contaminata con il country. La rivalità con Dylan non è stata determinante
per il suo suicidio ma credo sia stata una delle concause o meglio una delle
molle che ha fatto scattare nel suo animo il desiderio di farla finita. Il
suicidarsi è stato per lui una resa assoluta non solo nei confronti della
musica ma anche della vita, sappiamo che era un alcolizzato, e questo era
senza dubbio un sintomo della sua insofferenza rispetto al mondo. Chi trova
sfogo sul fondo di una bottiglia credo viva una vita di repressione esterna
o di autorepressione.

Voglio infine fare una riflessione sulla riproposizione dei brani del
periodo cristiano, secondo me Bob sta attraversando un altro periodo di
riavvicinamento alla religione cristiana, e non potrebbe essere diversamente
visto che già da tempo eseguiva In The Garden, poi si è aggiunta Solid Rock
(la solida roccia è Cristo) ora Saving Grace. La cosa che mi fa
assolutamente pensare a riguardo è che in 'Cross The Green Mountain ci sono
numerosissimi riferimenti religiosi, credo quindi che questo tema sarà un po'
il leit-motiv dei concerti a venire.
Michele, voglio segnalarti, per dovere di completezza che la canzone Sun
City, è stata scritta da Steven Van Zant, ovvero Little Steven della E-Steet
Band, che è autore anche di Strange Fruit che in italiano è diventata
Prendilo tu questo frutto amaro di Antonello Venditti.

Un carissimo saluto a tutti
Salvatore "Eagle"

Ciao Sal e grazie di tutto
Michele "Napoleon in rags"


1578) Caro Michele mi chiamo Luca, ho 24 anni e ti scrivo dalla provincia di Bergamo. Come prima cosa volevo farti i complimenti per MF, per la ricchezza di contenuti e di informazioni veramente
STRAORDINARIA sul mitico Bob! Vi conosco da poco più di un mese e già vi visito regolarmente;
ogni giorno scopro qualcosa di nuovo! Volevo porti un paio di domande e fare considerazioni varie:
L'altro giorno alla radio ho sentito un brano di Bon Jovi di cui non conosco il titolo ma che la mia
ragazza m'ha detto essere dall'album "These days" credo del '95.Ebbene, la base musicale era
assolutamente simile a quella di "I shall be released"! E' un tributo o cosa?! Ne sapete nulla?

Ho letto l'intervista a De Gregori di settimana scorsa (vedi Talkin' 150) e devo ammettere di condividere in pieno il suo giudizio su "Under the red sky" (molto molto meno su oh mercy!!!!!)! E' un album veramente forte e deciso! Forse ci sono affezionato perchè è l'album che mi ha fatto conoscere Bob, prestatomi da un amico a 16 anni (anche se devo ammettere che già alle elementari avevo imparato una versione italiana di "Blowing in the wind").
Insomma, allora ballavo sulle note di 10000 men e God knows oltre ai Led Zeppelin e Rolling
Stones (l'altra mia folle passione!). A proposito di Stones, hai mai visto la copertina di "beggars
banquet" del 68? E'ritratta una latrina (?!) con la scritta Bob Dylan's dream con una freccia diretta verso lo sciacquone, e sul retro la scritta Stawberry Bob for president. Altri tempi! Come sono stati i rapporti fra di loro nel corso degli anni? So che hanno suonato assieme negli anni novanta.

Si sa quando esce M&A e la colonna sonora in Italia?

Dylan ha mai collaborato con artisti e musicisti italiani?

Conosci dylaniati o tributi a Dylan dalle mie parti? Settimana scorsa ho visto i Mr Tambourine Men, tribute band di Dr. Faust, FORTISSIMI!

Ti ringrazio e ti saluto con le mie classifiche. A proposito, non ho mai visto Dylan in concerto (per vari
motivi mi sono perso Brescia e Milano), spero di rimediare al più presto, per ora mi godo il Guccio che si fa un giro dalle mie parti settimana prossima!

Album 's top ten

Blonde on blonde
Highway 61 revisited
Blood on the tracks
"Love and theft"
Bringing it all back home
Time out of mind
Slow train coming
Oh mercy
Desire
Under the red sky

Songs'top ten

Like a rolling stone
Simple twist of fate
Just like a woman
Desolation row
Hurricane
Don't think twice, it's all right
Knockin' on heaven's door
I shall be released
Things have changed
Ballad of a thin man

Luca

Ciao Luca
grazie per i complimenti al sito, innanzitutto.
Per quanto riguarda la canzone di Bon Jovi che citi non la conosco ma non è improbabile che sia un omaggio a Dylan. Mi rivolgo al nostro indagatore Salvatore "Eagle"... Ne sai qualcosa Sal? Facci sapere...
Per quanto riguarda Dylan e i Rolling Stones direi che i loro rapporti sono stati sempre "d'amore"... Ci sarebbero innumerevoli episodi da citare che li legano. Keith Richards e Ron Wood hanno suonato insieme a Bob nel famoso (famigerato?) finale del Live Aid (Blowin' in the wind, When the ship comes in, Ballad of Hollis Brown). Ron Wood ha partecipato al film "Hearts of fire" con Bob. Dylan ha partecipato ad un concerto degli Stones a Rio cantando con loro "Like a Rolling Stone". Ancora Keith Richards ha suonato con Bob il 17 novembre 1992 al Guitar Greats Festival di Siviglia (Expo 92), ed il 29 giugno 1996 ad Hyde Park a Londra. Ron Wood ha suonato la chitarra in più di una occasione nei concerti di Bob. Gli Stones hanno fatto una stupenda versione di Like a rolling stone ed un bellissimo video relativo. Dana Gillespie raccontò che i Rolling Stones (insieme ai Beatles) si sedevano in adorazione nella suite del Savoy Hotel a Londra ad ascoltare Bob. Conosco la copertina che citi con la scritta Bob Dylan's Dream, quella di Beggar's Banquet... C'è un'altra citazione dylaniana su un altro disco degli Stones "Get Yer Ya Ya's Out!" dove si vede disegnato un asino con appeso al collo gioielli ed un binocolo (la citazione è dal verso di "Visions of Johanna" che recita "Jewels and binoculars hang by the head of the mule").

Non si sa ancora quando uscirà la soundtrack di Masked and Anonymous. Naturalmente segui MF dove ne daremo notizia.

Collaborazioni tra Dylan e artisti italiani non ci sono mai state, che io sappia.

Di dylaniani orobici conosco anche io il mitico Dr. Faust ed i Tambourine Men (che hanno anche una sezione su MF in "Tutti Figli Di Zimmerman", corri a guardarla se non la conosci) ed ho assistito ad un bel pò di suoi tributi dylaniani che sono di una qualità stratosferica secondo me (anzi salutamelo quando lo vedi). Hai avuto modo di ascoltare la sua versione di "It's all right ma"? E' da paura (ispirata alla versione di "Budokan"). Un altro bravissimo dylaniano che conosco (di Brescia però) e che si è esibito spesso con Faust, è Ricky Maffoni, se ti capita vai a sentirlo che è eccezionale.
Altri amici dylaniani di quella zona non ne conosco. Invece ho sentito parlare di una certa Anna di Milano (non è molto lontana da te in ogni caso) che è una sorta di angelo per noi dylaniani, la quale cogestisce tra l'altro una sezione di MF (vai qui). Il mio consiglio è di contattarla se cerchi materiale relativo a Bob. Ha un solo difetto questa adorabile ragazza, quello che se uno qualsiasi (per fare un esempio qualsiasi un webmaster di siti dylaniani, nella fattispecie il sottoscritto) le chiede (sempre per fare un esempio qualsiasi) di sposarla, lei si rifiuta adducendo scuse puerili tipo "Sono già sposata...", "Ho 24 figli..." e cose del genere (come se questo ostasse qualcosa). Vabbè per il resto come dicevo è un angelo.

Se vai a vedere Guccini e ti va di fare una recensione del suo concerto per MF mandamela pure (come ho detto spesso il nostro sito è intitolato a Dylan ma idealmente è dedicato anche ai cantautori italiani come De Andrè, De Gregori e appunto Guccini).
Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


1579) Ciao Michele
Volevo chiederti un consiglio, del dylan tree dei concerti dell'estate
scorsa in Italia ho perso quasi tutto Anzio e Napoli sai come posso fare
per rimediarli di nuovo? Gli altri li ho registrati tutti. Grazie e ciao.
Giampiero

Ciao Giampiero rivolgiti come sempre al Porcile di Maggie's Farm


Piccolo intermezzo pubblicitario

E' in uscita per Editori Riuniti il nuovo libro di Paolo Vites dedicato a Patti Smith
Michele "Napoleon in rags"


1580) ciao Michele

ho letto della riunione di MF del 23 febbraio e spero di esserci ... comunque
avviserò in anticipo

è la 2a volta che scrivo alla posta della fattoria e non posso non cominciare
con dei complimenti perchè il sito è sempre più bello

grazie a Roberto ho avuto il concerto di Napoli tramite B & P

per quanto riguarda M & A sono ovviamente curioso, anche se a me sembra
che la prova più fortunata del Nostro finora sia stata quella di Pat Garrett & Billy The Kid
semplicemente perchè il personaggio di "alias" sembrava tagliato su misura
per l'interpretazione che ne poteva fare bob (e conoscendo l'opera di Sam
Peckinpah. penso che questo sia avvenuto oltretutto per caso)
il Nostro è un "misterioso" mentre il cinema corrente (e soprattutto quello
americano) fa un uso del medium dove praticamente tutto viene spiegato
- chissà se riesco a farmi capire, ma mi pare che per dylan il cinema non
sia un mezzo espressivo adeguato a quanto lui voglia (ma spesso NON voglia)
veicolare

non sono stato inoperoso: per quel che valgono ho tradotto 2 interviste
registrate (praticamente le più vecchie che si abbiano di bob), peraltro
già apparse a spezzoni in vari libri ed anche nelle rubriche della fattoria
- come vedrai hanno un andamento piuttosto "sghembo", in parte giustificato
dal fatto che sono state trascritte da nastri - se lo ritieni mettile da
qualche parte

ti saluto

alexan "wolf"

Ciao Alexan
grazie per le interviste che riporto qui sotto e che ho già inserito anche nella sezione delle Interviste a Bob.
Su M&A io spero possa essere un bel film (nella lettera qui sotto Tommaso però mi sa che potrebbe averci azzeccato nella sua previsione... anche se spero di no, ovviamente). Concordo con te sulla particolare visione che Dylan sembra avere del cinema e dei personaggi da interpretare in una pellicola cinematografica, una visione basata su una sorta di recitazione e caratterizzazione ellittica direi; basta guardare Renaldo and Clara ed anche il Pat Garrett che citi dove capire chi sia questo Alias in realtà è una specie di rebus. Personaggi caratterizzati non "da quello che dicono" ma "da quello che non dicono". E parzialmente ciò è vero anche per il Billy Parker di "Hearts of fire".
Grazie per i complimenti e spero di rivederti alla reunion di Maggie's Farm del 23 febbraio a Chiasso.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"

ed ora le interviste...


La BILLY JAMES (CBS) INTERVIEW - autunno 1961

(What was it you wanted? #24)

Dylan: Yeah, beh, ero in questo carnevale già da quando avevo circa 13 anni – tutti i tipi di spettacoli.
James: Dove andavi?
Dylan: In giro per il mid-west, uh, Gallup, New Mexico, Aptos, Texas, e poi ... ci ho vissuto, a Gallup, nel New Mexico e ...
James: Quanti anni avevi?
Dylan: Uh, circa 7-8, qualcosa così.
<--- interruzione --->
Dylan: Quando sono sul palco, il mio idolo – direi persino il mio più grande idolo, quando sono sul palco – quello che mi ronza in testa tutto il tempo, è Charlie Chaplin. E, uh, ci … , bene, ci vuole un po’ per spiegarlo, ma direi che lui è uno deGLI uomini.
James: Quando hai visto Chaplin per la prima volta?
Dylan: Ah, ho visto alcuni dei suoi film – in qualche modo sapevo chi era e conoscevo quel tipo di roba. Vaudeville, quel tipo di cose. Will Rogers. … In realtà non ho mai incontrato nulla … Non ho mai conosciuto niente d’importante finchè non sono venuto a vivere a New York. Non penso che questa città abbia preso il meglio di me. Almeno so che non ha preso la parte migliore di me.
James: Ti ha impressionato?
Dylan: Può avermi un po’ impressionato. In effetti mi HA un po’ impressionato, ma non avevo mai vissuto in una città che avesse più di 15.000 abitanti. Ed è spaventosamente difficile qui.
<--- interruzione --->
Dylan: … ero molto stupido a quel tempo, ero con un mio amico, e suonai. Il pubblico gridava booo, ed io immaginai ...
James: Dove?
Dylan: Al Cafe Wha? E non sapevo niente, e non mi hanno mai pagato, e quel tipo di roba. E non volevo neanche soldi per suonare. … mi guardò e disse, "Ti darò un dollaro". Così mi diede un dollaro e disse, "Suona con calma, uomo". E poi arrivò ad un dollaro e mezzo e suonai lì e loro mi incoraggiarono. Lo fecero veramente. E pensai che se gli ero piaciuto così tanto, mi avrebbero dato un posto dove stare la notte – un posto migliore. Così chiesi dal palco, e circa quattro mani si alzarono. Così il mio amico ed io, in qualche modo, andammo per verificare la cosa. Era con una ragazza. Il mio amico mi disse "Non sembri così caldo" e io ... disse "Sembri piuttosto allegro". [ James ride ]. E io dissi – non sapevo proprio niente, sai. Comunque ... il tipo stava con una ragazza. E la ragazza scese nella 34a Strada e noi nella 42a. [ Dylan ride ]. Beh, prima di trovare il posto dove stare andammo in un bar. E lì incontrammo la sua amica Dora. Dora era l’amica che stava con lui. Andammo tutti ad una festa. E quella fu la mia prima notte a New York.
<--- interruzione --->
Dylan: Ho la sensazione che al pubblico io piaccia - forse non così tanto la musica, ma forse … – sento che se mi vedessero in strada, o a suonare in qualche posto, sento che non sarebbero così amichevoli.
<--- interruzione --->
Dylan: Mi piace la terra, la gente che all’ovest è strana. Alcuni mi piacciono, altri non mi piacciono. Dura, gente dura. E giù al sud è ancora più dura. Non posso dire molto del sud. Odio … Non sopporto … - dappertutto credono ...
<--- interruzione --->
Dylan: Non sono un folk-singer. E’ solo che canto in un certo modo e questo è tutto. E ...
James: Woody era un folk-singer?
Dylan: Woody era un folk-singer, Woody era un folk-singer.
James: Perchè dici di non esserlo tu?
Dylan: Ah, Woody era un folk-singer fino al midollo. Woody era un cantante glorificato. Woody era un uomo che era tornato alle registrazioni ...
James: No, uomo, no ...
Dylan: Beh, vedi, Woody era un uomo che aveva potuto soffermarsi su un semplice disco perché destava attenzione ...
<--- interruzione --->
Dylan: suono il pianoforte. Ero abituato a suonarlo. Ero solito suonare il piano alla grande, proprio alla grande. Ero abituato a suonare roba di Little Richard, solo un ottava più alta. E tutto riusciva – Lui fece un grosso sbaglio – I suoi dischi erano grandi dischi - ma non potevano essere più grandi. Il suo grande sbaglio era che suonava basso. Se avesse suonato alto, sarebbero stati più semplici. Tu ascolti Little Richard?
James: No.
Dylan: Beh, Little Richard è qualcos’altro. E’ un predicatore, uomo. Ma in qualche modo suonavo il pianoforte nel suo stile. E suonavo tutto alto e lo amplificavo.

<--- interruzione--->

Questa è la trascrizione (sfortunatamente incompleta) della prima intervista registrata di Bob Dylan che si conosca, così come pubblicata nel Stephen Pickering's Praxis: One. Una trascrizione completa (?) fu pubblicata nel New Musical Express del 24 aprile 1976.

pretty gay / piuttosto allegro
glorified / glorificato


da “THE IZZY YOUNG JOURNALS”

20 e 23 ottobre 1961 - Folklore Center di New York
(le parti riportate appaiono anche nella biografia di Anthony Scaduto)

(What was it you wanted? #23)

"Non conoscevo il termine 'folk music' fino a quando non sono arrivato a New York. 'Folk music' è solo un nome. Canto un sacco di vecchie canzoni jazz, di canzoni sentimentali western e anche roba da hit parade. La gente deve dare nomi alle cose e così c’è anche la folk music. Adesso sono veramente in pochi a cantare in quel modo. E non c’è nessuno in giro che arrivi a poter registrare come potevano fare i vecchi, Leadbelly, Houston e Guthrie. Ci sono giovani che cantano così, ma non hanno spazio per via dei cantanti più commerciali. Chi decide le programmazioni radiofoniche non trasmette quelli che cantano così. La gente che si spaccia per musicista folk in realtà non la fa nel modo giusto. Va bene lo stesso, ma chiamarla musica folk ..."

"Non mi interessa fare un pacco di soldi, mi interessa arrivare oltre. Più gente raggiungo, più ho la possibilità di cantare il mio tipo di musica, ... ma la gente dev’essere pronta, deve vedermi almeno una volta. Spesso la prima volta che mi sente la gente dice che questa non è musica folk. Le mie canzoni non sono facili da ascoltare. “

"Il concerto non sarà un concerto prefissato. Farò canzoni che dicano qualcosa dell’America. Nessuna canzone straniera. Le canzoni della terra che non vengono trasmesse dalla TV o dalla radio, ma solo da pochissimi dischi. Offrirò una possibilità di ascoltarle."

"Non voglio unirmi ad un gruppo. E’ facile stare in un gruppo. Io ho sempre imparato per la via più dura. E lo farò anche adesso. Quando si fallisce in un gruppo ci si biasima l'un l'altro. Quando fallisci da solo, sei tu che fallisci."

"Gioco molto a carte. Credo nella ‘mano del morto', i 2 assi e 2 otto. E’ tempo di incassare e lasciare il gioco quando esce la mano del morto. Suona illogico? Le altre cose nelle quali credo sono logiche. Come la lunghezza dei miei capelli. Più capelli hai in testa e meno nei hai dentro. Tagliateli a spazzola e li avrai tutti dentro ad ingombrarti il cervello. Mi lascio crescere i capelli per essere saggio e libero nel mio modo di pensare ... O la religione. Non ho alcuna religione. Ho provato un mucchio di religioni diverse. Le chiese sono divise. Non riescono a mettersi d’accordo tra loro e non ci riesco neanch’io. Non ho mai visto un dio; non posso dire nulla finchè non ne vedo uno."

"Sono stato con Jack Elliot ... Jack non m’ha insegnato alcuna canzone. Jack non ne conosce poi tante. Ha avuto le sue brave occasioni."


1581) Uhm, Caro Michele,
l'annuncio della nuova reunion di MF, mi ha improvvisamente reso cosciente
del normale scorrere del tempo e che, da parte mia, dovrebbe esistere una
cosa comunemente chiamata educazione. Tre mesi per rispondere ad una domanda
sono un po' troppi, ti prego di scusarmi.
Il fatto è che contavo di risponderti spedendoti un nuovo disegno (ispirato
a Blood On the tracks), ma alcune faccende personali e professionali,
sommate alla mia gran pigrizia hanno fatto arenare un po' le cose; così
senza rendermene conto ho fatto passare tre mesi senza rispondere.
Comunque finalmente rispondo, svelando in sovrapprezzo la mia oscura
identità: mi chiamo Tommaso Sega, ho 28 anni e abito a Rovereto in provincia
di Trento.
Naturalmente mi piacerebbe moltissimo partecipare ad una delle reunion di
MF; ah! poter parlare con qualcuno di Dylan senza vedere il viso del mio
interlocutore storcersi in un espressione implorante, del tipo : "No Dylan
no, ti prego Dio: fai che non mi parli di Dylan anche questa volta!".
Ma purtroppo, per il momento, alcuni impegni affettivi e una non
brillantissima situazione economica (come disse Hollis Brown prima di
spararsi) mi sconsigliano di andarmene a zonzo per l'Italia per assecondare
la mie manie dylaniane (che negli ultimi mesi, tra Rolling Thunder Revue e
altri live, hanno già fatto urlare di dolore il mio conto in banca). Quindi
mi dispiace veramente molto ma sono costretto a rispondere: sarà per un
altra volta.

Saltando di palo in frasca devo assolutamente dire la mia sulla nuova
canzone di Dylan "'Cross the green mountain": è un capolavoro!
Le liriche mi ricordano molto l'atmosfera di "Blind Willie McTell" e la
musica mi sembra un perfetto connubio tra le sonorità "vecchia America" di
"Love and Theft" e quelle più cupe di Time out of Mind. Mi verrebbe da sperare
in un nuovo ipotetico album con contenuti simili. Ma so che sarebbe il modo
migliore per essere completamente spiazzato alla prossima (speriamo non
lontanissima) uscita del Gran Imprevedibile.
Ma a proposito di canzoni per colonne sonore, di quella "Waitin' for you"
della colonna di "Divine Secrets of the Ya-Ya Sisterhood" che mi dici?
Io non sono ancora riuscito a scaricarmela, e, se non mi sono perso
qualcosa, mi sembra che anche su MF se ne sia parlato poco.
E' una canzone insignificante o solo difficilmente reperibile?

Per quanto riguarda "Masked and Anonymous" la mia frustrante esperienza di
cinefilo mi rende piuttosto pessimista sulle possibilità di una
distribuzione e un doppiaggio minimamente decenti del film in Italia.
Ammesso che arrivi in Italia (il grosso cast non è per nulla una garanzia
che ciò accada veramente) temo si tratterà di un classico film fantasma, che
resterà in programmazione per qualche giorno in qualche sala secondaria
nelle grandi città per poi scomparire, ricomparendo un paio di anni dopo
alle due o tre di notte su ItaliaUno o Rai Due. Spero di sbagliarmi!

Spero anche di spedirti al più presto il nuovo disegno. Sto tentando di
discostarmi dallo stile ironico dei primi due; il che mi sta costando
parecchia fatica (più mentale che fisica). Conto però di non far passare
altri tre mesi.
Ciao, Tommaso.

Ciao Tommaso,
come dicevo sopra spero che Masked & Anonymous possa smentire le previsioni non proprio entusiasmanti che le critiche americane hanno fatto al riguardo. Comunque visto il cast direi che almeno nelle sale italiane dovrebbe arrivarci (come sarà accolto poi è un altro paio di maniche).
Waitin' for you secondo me è una gradevole canzone a tempo di valzer. Io l'ho scaricata dalla Rete a suo tempo. Non è indispensabile ma non potrei dire che non mi piace.
Aspetto i nuovi disegni. Per chi non ha visto i bellissimi precedenti sfondi desktop realizzati da Tommaso per MF vada qui.
Sono assolutamente imperdibili.
Per la riunione di MF sarà per la prossima, allora.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1582) Caro Michele,
una breve richiesta e un'idea (che magari hai già avuto ma nonsissammai...)
1) puoi indicarmi il titolo di un libro (anche due, tre...) in italiano che
parli delle radici della musica americana?
2) perchè non raccogli i più interessanti interventi di MF (saggi,
interpretazioni di canzoni,...) in un libro? Questo sì che sarebbe un nuovo
libro su Bobby e non un altro libro su Dylan.
ciao
Corrado Ori Tanzi - Milano

Ciao Corrado,
come sempre devo fare ammenda per la mia ignoranza.  Chiedo anche stavolta ai nostri esperti e ti rispondo nella prossima Talkin' con un elenco dettagliato dei volumi consigliati. Ad ogni modo chi vuole contribuire sua sponte mi mandi le segnalazioni che ritiene opportune.
Io posso segnalarti, ma probabilmente li conosci già, i due libri dylaniani in italiano che trattano diffusamente delle fonti letterarie, poetiche e musicali "antiche" di Bob, che sono ovviamente "La voce di Bob Dylan" di Alessandro Carrera (Feltrinelli) e "La repubblica invisibile " di Greil Marcus (Arcana).
Sul punto due della tua mail, magari!!! Se c'è qualche editore disposto a stampare in volume il materiale di Maggie's Farm io sono disponibilissimo (gratis naturalmente, non voglio mica soldi).
Ciao e alla prossima per le risposte,
Michele "Napoleon in rags"


...e a proposito di Roberto citato prima da Alexan

1583) Ciao a tutti

Bob Dylan alla Festa dell'Unità, Luglio 1992, Correggio (Reggio Emilia) !!

Chi se le fosse dimenticato puo' rinfrescarsi la memoria: c'è la
registrazione integrale del concerto:
http://digilander.libero.it/appleberry/dylaninitaly.htm

Saluti
Roberto


Ed ora una interessante mail di Anna Maria sul possibile significato di una strofa di "Visions of Johanna".

1584) Ciao Michele,
ti invio una mia interpretazione del discusso verso "The ghost of 'lectricity howls in the bones of her face".
Abbiamo due possibilità , il minimo contemplato da questo signore del linguaggio......
Traduzione classica  (la prendo dall'inizio del verso e poi - nel secondo esempio -  considererò solo la frase interessata):

"nel tratto di terreno disabitato dove le signore giocano
a moscacieca con la catenella delle chiavi
e le ragazze della notte [nello slang americano all night girlies e all night girls sono le prostitute]
sussurrano di pasticci,
là fuori sulla linea d della metropolitana
si può sentire il guardiano notturno
mentre accende la sua pila con un suono secco
chiediglielo un po' se è lui o sono loro
quelle insensate
Luise è una a posto (mi) è proprio vicino
è fragile come uno specchio
ma lo dice troppo chiaro e tondo
che Johanna non è qui
lo spettro della tensione
ulula nelle spoglie del suo viso [bones usato così al plurale sta spesso ad indicare i resti mortali: mi pare che ben si accordi al tono di questo passo]
dove ora queste visioni di Johanna
hanno preso il mio posto"

Non è malaccio, tuttavia io propendo per la seconda versione perchè ho notato che Dylan ha una forma mentis estremamente pratica: prende piccole cose della vita quotidiana e le riveste con la magia dell'ambiguità della parola, poi tocca all'ascoltatore andare a disseppellire il tesoro per scoprire, magari con delusione, che la ricchezza stava tutta nella ricerca e nell'apprezzamento del gioco in sè.
Allora, uno dei sensi di ghost è tecnico: riflesso, immagine sdoppiata della televisione (e qui ci si dovrebbe accendere un lumicino 'nta 'a capa,  visto che poco sopra usa il termine mirror che pure si può tranquillamente intendere come riflesso, e comunque anche noi usiamo la parola specchio per le superfici riflettenti in genere. Ho verificato che Dylan assai spesso fa questo giochetto, vale a dire quello dei sinonimi, dell'eco semantica).
Anche howl ha un suo corrispondente sinonimo di tipo tecnico: un suono indesiderato, di timbro assai acuto, prodotto da un sistema sonoro come risultato di un feedback.
Se consideriamo poi che usa il termine electricity l'intera frase può diventare così:

[Luise, per quel che ne sappiamo, potrebbe essere una presentatrice o una conduttrice o un attrice: comunque sia è un personaggio televisivo, qualcuna che lui sta guardando alla tele; mentre, contemporaneamente, vede anche la sua propria immagine riflessa sulla superficie dello schermo]

Luise è una a posto, è proprio a portata di mano
è piena di tatto ed è come lo specchio
ma rende troppo sbrigativo e chiaro
il fatto che Johanna non è qui
l'elettrica immagine sdoppiata
stride acuta nelle ossa del suo viso
dove al mio posto
subentrano questi spettacoli di Johanna [vison: immagine, spettacolo tramesso su di uno schermo]

Come si nota nella seconda versione ho cambiato alcuni termini: un dizionario di lingua inglese è quasi tre volte più ridotto rispetto ad uno di lingua italiana. Qui sta la maggiore dificoltà: una medesima parola ha più significati ed è necessario studiarseli con gran cura se si vuole arrivare a dare l'atmosfera giusta per una specifica traduzione.
Si può provare a giocarci, cambiare i termini tra i due brani e creare quello che ci pare meglio.
Per tradurre Bob Dylan serve un dizionario monolingua inglese completo e un dizionario inglese completo dei sinonimi e dei contrari.
E' un bel po' di lavoro, eh?
Così tante apparenti incongruenze dei testi cadono e tutto si può vedere con una luce più limpida e meno barocca.
Anna Maria

Ciao Anna Maria
grazie per la tua interessante spiegazione che ho inserito di corsa come nota a margine nella pagina relativa di Visions of Johanna. Aspetto altri tuoi contributi visto che di "apparenti incongruenze" Dylan è zeppo.
Anzi approfitto della tua eventuale disponibiltà e lancio la domanda su questi che per me sono da sempre tra i più incomprensibili di Dylan:

Well, the sword swallower, he comes up to you
And then he kneels
He crosses himself
And then he clicks his high heels
And without further notice
He asks you how it feels
And he says, "Here is your throat back
Thanks for the loan"

Now you see this one-eyed midget
Shouting the word "NOW"
And you say, "For what reason?"
And he says, "How?"
And you say, "What does this mean?"
And he screams back, "You're a cow
Give me some milk
Or else go home"

Well, you walk into the room
Like a camel and then you frown
You put your eyes in your pocket
And your nose on the ground
There ought to be a law
Against you comin' around
You should be made
To wear earphones

(da "Ballad of a thin man)

Ciao e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


1585) Della serie "piccole soddisfazioni crescono":
su Buscadero di febbraio, pool lettori sui 5 dischi del 2002. A pag. 60, il parere del sottoscritto: The
rising di Bruce Springsteen, MTV Unplugged di Lauryn Hill, The Ragpicker's Dream di Mark Knopfler,
Daybreaker di Beth Orton e, al primo posto, staccatissimo, ovviamente, naturalmente, indiscutibilmente,
logicamente, strameritatissimamente....... che ve lo dico a fare, accattatevi o' giurnale :-))))))))))).
Elio "Rooster"

Ciao Elio,
qual era il primo?... Ah aspetta forse ho capito... Quel disco con in copertina quel tizio con la faccia imbronciata, in testa un cappello fiorito ed al collo una sciarpa improponibile?...
Michele "Napoleon in rags"


1586) Credo che hai già saputo ma COME DICI TU REPETITA JUVENTUS

Dopo 5 anni torna la Baez con un disco

Joan Baez, la storica cantautrice della stagione della protesta americana,
pubblicherà il suo nuovo album nel corso del prossimo mese di giugno. Per
Joan Chandoz Baez, classe Quarantuno, ex compagna di Bob Dylan, si tratta
del primo disco di studio dopo cinque anni. Il titolo del CD non è ancora
noto. Alcune settimane fa la Baez è apparsa ad una marcia pacifista a San
Francisco. Il suo nuovo tour inizierà il prossimo 26 febbraio a Redwood
City, California, attraverserà tutto il mese di marzo e si concluderà il 6
aprile in Canada. I primi concerti della cantautrice si svolsero al Club 47
di Cambridge, Massachusetts, nel '59. L'incontro con Dylan risale all'aprile
'61. Il suo brano più conosciuto rimane We shall overcome

Salvatore "Eagle"

Ciao Sal
grazie della segnalazione.
Peccato che dopo 40 anni Joan venga ancora presentata come "ex compagna di Bob Dylan"... Ci credo poi che Joan fece quella faccia quando l'ho incontrata... (vedi talkin' 150


1587) Vendo il poster Positively, originale d'epoca, con firma autentica di Eric Von Schmidt.

info@onlyahobo.it


1588) Sul numero de Il venerdì de La Repubblica di oggi è apparso uno stralcio di una lezione tenuta da Nick Cave sulla "Canzone d'amore" e che farà parte dell'introduzione del libro contenente le sue liriche.

"Io credo che la Canzone d'Amore debba essere una canzone triste. E' il rumore del dolore stesso.Tutti
noi abbiamo provato dentro di noi quella che i portoghesi chiamano saudade, che si traduce in un inspiegabile desiderio, in un'anomalia ed enigmatica brama dell'anima ed è quel sentimento che vive nei regni dell'immaginazione e dell'ispirazione ed è il terreno fertile per la canzone triste, la Canzone d'Amore.
Saudade è il desiderio di essere trasportati dall'oscurità fino alla luce , dell'essere toccati dalla mano di
chi non è di questo mondo (...)
Nella sua brillante lezione intitolata "La teoria e funzione del duende" Ferdinando Gracia Lorca tenta di
fare un pò di luce su quella strana e inesplicabile tristezza che vive nel cuore di certe opere d'arte. "Tutto quello che ha suoni oscuri ha duende ", dice , "questa forza misteriosa che ciascuno sente ma nessun filosofo può spiegare".
Nel rock contemporaneo , l'area in cui opero, la musica sembra essere meno incline ad avere nella propria anima , irrequieta e fremente , la tristezza di cui parlava Lorca. Eccitazione , spesso; collera , a volte ma la vera tristezza , raramente. Bob Dylan ce l'ha sempre. Leonard Cohen non si occupa d'altro. Essa perseguita Van Morrison come un cane nero e , per quanto lui ci provi , non può sfuggirle.Tom Waits e Neil Young possono chiamarla a raccolta (...)"
Nick Cave

Mi ha fatto subito pensare alla bella pagina del libro di Carrera sul duende e Dylan.

Grazie

Pasquale Grimaldi

Ciao Pasquale
benvenuto sulle pagine di MF. Grazie per la segnalazione. Alla prossima.
Michele "Napoleon in rags"


1589) Ciao Michele,
volevo risponderti e lo farò su Battiato ma anche su quello che hai scritto
su De Andrè, molto completo e stimolante. Ti scriverò di come l'ho
incontrato una volta, di cosa penso della sua musica e dei compagni di
strada di cui si è avvalso.
Su Dylan, sono giorni che mastico i suoi boot americani ed europei del
1999-2000, quelli oggetto del tree di anna molto tempo fa. Impazzisco per
visions of johanna live. Secondo te, del materiale che possiedi, qual è la
sua migliore interpretazione vocale e strumentale? io al momento sono
ipnotizzato dalla versione di Firenze 2000 e di Atlantic City del 99, quella
che inizia quando lui è già al "fantasma dell'elettricità".
Ti ringrazio ancora dell'invito, e ti saluto.
Mino "Mosquito"

Ciao Mino
aspetto le tue considerazioni su Battiato e De Andrè.
Una risposta drastica alla domanda finale, non ho dubbi:
Live 66 "Royal Albert Hall" (sono un nostalgico).
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


1590) >> La seconda è che Bob ha suonato per la prima volta dal 1980!... SAVING
GRACE

Oh mio signore! Che notizia!
Ho sempre amato alla follia quella canzone, in particolare l'inizio che e' maestoso e bellissimo come peraltro quello di "Pressing On".
A mio parere Saved e' uno dei dischi piu' ingiustamente bistrattati di Dylan.

Ciao
Bruno Jackass

Ciao Bruno
concordo. Normalmente dicono che sia il disco debole della trilogia cristiana che invece io considero in blocco anche se concordo con Paolo Vites quando scrive che sarebbe stato meglio se la Columbia avesse dato retta al progetto originale di Dylan di fare un album dal vivo di soli brani inediti (vedi show di Toronto). A questo punto dopo In the garden, Solid rock e Saving Grace io mi aspetto che Bob rilanci la stupenda Covenant woman.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


1591) Caro Michele
all'indirizzo www.sydbarrett.net/welcome.htm si può leggere il testo di
un inedito recentemente pubblicato del fondatore dei Pink Floyd,
intitolato "Bob Dylan Blues".
Ciao
Mirko

Ciao Mirko,
l'ho trovato e lo riporto qui sotto (mi sembra molto ironico, o no?), grazie.

Bob Dylan Blues - (Barrett)

Got the Bob Dylan blues
And the Bob Dylan Shoes
And my clothes and my hair’s in a mess
But you know I just couldn’t care less

Goin’ to write me a song
Bout’ what’s right and what’s wrong
Bout’ god and my god and all that
Quiet while I make like a cat

Chorus:
Cause I’m a poet
Don’t ya know it
And the wind, you can blow it
Cause I’m Mr. Dylan, the king
And I’m free as a bird on the wing

Roam from town to town
Guess I get people down
But I don’t care too much about that
Cause my gut and my wallet are fat

Make a whole lotta dough
But I deserve it though
I’ve got soul and a good heart of gold
So I’ll sing about war in the cold

Chorus (see above):

Well I sing about dreams
And I rhymes it with seems
Cause it seems that my dream always means
That I can prophesy all kinds of things

Well the guy that digs me
Should try hard to see
That he buys all my discs and a hat
And when I’m in town go see that

Chorus (see above):


1592) Ciao Michele!!!
Cavolo...ho visto la talking 150....sappi che mi hai illuminato una giornata!!!! Quelle foto sono meravigliose e la nostra Joanie lo è ancora di più (...no,no,naturalmente non mi sto dimenticando che c'eri anche tu nelle foto, da malato quanto me  puoi scusarmi e capire come la mia attenzione si sia concentrata su quella affascinante sessantenne che,dio solo sa come, riesce ad ipnotizzarmi ogni volta!!) la sequenza è fantastica e tu sei proprio un fortunello assurdo!!!! Cavolo! Non so cosa darei per incontrarla anche solo per un minuto, solo per dirle "Joanie, grazie di tutto!!"....vabbè mi accontenterò dei tuoi racconti quando ci vedremo!
A proposito di Joan, sto cercando disperatamente spartiti delle sue canzoni ( ho il SONGSBOOK con tutte le ballate, quello storico con il suo profilo in copertina!) ma ne cercavo di altre....magari se puoi lancia un appello sulla prossima talking, aiuteresti di molto le mie ricerche immagino!
Un abbraccio a te e a tutta la fattoria
Eleonora la Gazza

Sentito ragazzi?
Chi può aiutare Eleonora?... Fatevi vivi.
Ciao Eleo
e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


1593) Ciao Michele,
ti invio delle foto che ho trovato su M&A.
Bye e buon lavoro.
Anna Maria

Ciao Anna Maria
grazie. Le trovate qui.


1594) Ciao a tutti voi di Maggie's Farm,
sapreste dirmi dove si possono trovare in rete pezzi di dylan poco noti (outtakes o canzoni poco eseguite) scaricabili?
Filippo Sanza

Ciao Filippo
Ti segnalo un paio di indirizzi in cui puoi trovare un pò di brani poco consueti:

Il primo è

http://www.geocities.com/SoHo/Coffeehouse/2909/realaudio.html

in cui si trovano

All I Have To Do Is Dream
Session con George Harrison del 1970

A Couple More Years
Hearts of Fire-soundtrack, 1986

Dignity
out take da Oh Mercy 1989

(I Heard That) Lonesome Whistle
out take da The Freewheelin' Bob Dylan, 1962

I Wanna Be Your Partner
Columbia Studios, New York City, 20 Ottobre 1965

Magic
out take da Shot Of Love, 1981

My Blue Eyed Jane
versione inedita con Emmylou Harris, 1994

Ring Of Fire
con Johnny Cash, 1969

Tomorrow Is A Long Time
out take da New Morning, 1970

Tupelo Honey
con Van Morrison, Belfast, 1991

Farewell To The Gold
Youngstown, OH, 2 Novembre, 1992

Forever Young
Concerto per la Rock & Roll Hall of Fame con Bruce Springsteen, 1995

A Hazy Shade Of Winter
Belfort, Francia, 2 Luglio, 1992

If Not For You
Bruxelles, Belgio, 23 Marzo 1995

Let's Begin
Avignone, Francia, 25 Luglio 1981

Little Moses
San José, 9 Maggio 1992

Make Me A Pallet On Your Floor
Billy Faier Show, WBAI, NY, Ottobre '62

Playboys And Playgirls
con Pete Seeger, Newport Folk Festival 1963

Thank God
Chabad Telethon, 1986

Il secondo indirizzo è:

http://www.bobdylanhomepage.com/Real_audio.html

dove puoi trovare:

Don'tcha tell Henry
con The Band, 1967

I'm Your Teenage Prayer
Early Basement Tape, 1967

See You Later Allen Ginsberg
Genuine Basement Tape, 1967

It Take A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry
concerto per Hurricane Carter, 1975

Hazel
out take da The Last Walz, 1978

Country pie
Firenze, 05/30/00

Standing in the doorway
Japan, 03/06/01

Changing Of The Guards
Charlotte 12/10/78

Qualcuno ne conosce altri? Mandatemi gli indirizzi, grazie.

Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


Se a qualcuno sono sfuggite negli aggiornamenti quotidiani di MF ecco alcune mail di segnalazioni varie da parte di Massimouse (una bio di Billy Burnette, il nuovo chitarrista della band di Dylan) ed Antonio G.

1595) Biography Billy Burnette
Written by Michele Mategrano.

Billy Burnette {full name: William Beau Burnette, III}
was born in Memphis, Tennessee to Dorsey & Alberta
Burnette on May 8, 1953. Having been born into a
musical family, it seemed only natural that young
Billy Beau would also go into the "family business".
His father, Dorsey Burnette, was part of what became
the Rock'n Roll Trio, which included himself, his
brother Johnny Burnette, and Paul Burlison in the
1950's. All three would later have successful solo
careers as well. It is written that Billy also
performed occasionally with the Trio when he was three
and a half years old. Johnny's son Rocky Burnette also
became a musician. The term "Rock-A-Billy" comes from
the combination of the two cousins' names, Rocky and
Billy, and describes the musical style of both men.
Billy officially started in the music business at the
tender age of 7, when he made his record debut for Dot
records as Billy Beau with the song "Hey Daddy (I'm
Gonna Tell Santa On You)". According to FreeFalls
Entertainment, (and also confirmed by Billy himself)
Billy had recorded his very first album for A& M
Records when he was only 11 years old. He went on to
tour with Brenda Lee at age 13, and spent the rest of
his adolescent years teaching himself how to play the
guitar. As with other guitar geniuses, Billy learned
by listening to other guitarists rather than taking
lessons, and quickly mastered both the acoustic and
rhythm guitars. In the early 1970's, Billy would
expand his talent to include songwriting. Over the
years he has written many songs which became hits for
some very famous people: Loretta Lynn, Conway Twitty,
The Everly Brothers, Roy Orbison, Rod Stewart, Cher,
Jerry Lee Lewis, Greg Allman, and Ray Charles, just to
name a few. Billy has made a name for himself as a
singer/songwriter/guitarist, and has even taken the
role of producer. In fact, one will notice on all of
Billy's albums that most of the songs are written by
Billy himself and the occasional co-writer(s).
In 1972, Billy signed with Entrance Records and
released his first solo album, which was self-titled.
In 1976 Billy became the father of a son, named Billy,
Jr., who also shows signs of carrying the musical
torch for a third generation. Billy remained a single
father and continued on with his promising solo
career. In 1979 Billy signed with Polydor and released
two new albums that year. This first, (self-titled),
and the second Between Friends. The title track,
"What's a Little Love Between Friends?" peaked at #76
on the Billboard US Country Top 100 Singles and spent
5 weeks on the charts. In 1980, Billy signed with
Columbia and released his fourth album (also
self-titled) and made the Billboard US Hot 100 Singles
with "Don't Say No", which peaked at #68 and also
spent 5 weeks on the charts. In 1981, Billy released
his fifth solo album, Gimme You. Billy next signed
with Curb Records and released his 6th album, Try Me
in 1985. The title track peaked at #68 on the
Billboard US Country Top 100 Singles and remained on
the charts for 9 weeks. Another track from the album,
"Ain't It Just Like Love" also made the Billboard US
Country Top 100 Singles to peak at #51 and spent 8
weeks on the charts. In 1986, Billy released his 7th
album, Soldier of Love and made the Billboard US
Country Top 100 Singles charts again with the title
track, which peaked at #54 and remained on the charts
for 7 weeks. This was also the same year Billy was
nominated for Best New Male Vocalist by the Academy of
Country Music. Unfortunately, Billy lost to Randy
Travis.
Billy soon after put his solo career on hold and
accepted Mick Fleetwood's invitation to join Fleetwood
Mac after the recent departure of
Fleetwood Mac, 1987.
long-time lead guitarist, Lindsey Buckingham. Billy,
along with his long-time friend and fellow guitarist
Rick Vito (who would leave the band in 1990), went on
to create a new era of Fleetwood Mac. Both proved
successful at filling the large void left by
Buckingham, and gave the band a real jump-start. Billy
would later describe the experience: "It was an
incredible experience. The audience never stopped
screaming - never sat down hit after hit - it was
amazing!" [quote source: FreeFalls Entertainment]
After his first two projects with Fleetwood Mac,
Greatest Hits (1988) and Behind the Mask (1990), Billy
took a break from the band and in 1992 signed with
Capricorn records to release his 8th solo album Coming
Home. Although the song never made it to the album,
Billy made the Billboard US Country Top 100 Singles
again that year with "Nothin' To Do (And All Night To
Do It)," which peaked at #64 and spent 6 weeks on the
charts. Coming Home would later become part of the
soundtrack (although an official soundtrack was never
released) to Billy's 1994 movie debut in "Saturday
Night Special" co-starring B-Movie Queen, Maria Ford.
In 1995, Billy would contribute to his final project
with the Mac called Time with long-time friend, Bekka
Bramlett {daughter of Delaney & Bonnie Bramlett}, with
whom he was reunited in 1992 after being recruited by
Mick Fleetwood to join the Mac after the departure of
Stevie Nicks. (Bekka and Billy were also one-time
members of Mick's other band The Zoo.)
By 1996, Fleetwood Mac had pretty much disbanded and
Billy decided to move back to Nashville and "get back
to what my life was all about". Bekka Bramlett soon
followed, and in 1997, both signed with Almo Sounds
and released their one and only duet album, simply
titled, Bekka & Billy. {The duo split in 1998.}
Between 1995 and 1998, Billy also found time to appear
in four additional films: "Not Like Us", "Carnosaur
3", "The Addams Family Reunion" and "Richie Rich's
Christmas Wish" . FreeFalls Entertainment also has
stated that Billy is working on his first screenplay,
which should be finished in the near future. In 1999
Billy signed with Grand Avenue Records and released
his 9th solo album All Night Long (which can be
purchased exclusively here at The Penguin Album
Corner). Billy Burnette, Jr., is listed among the
musicians on the album, and word is that he too will
be embarking on a solo career of his own in the near
future. To date, Billy has most recently signed with
FreeFalls Entertainment, a new record company based in
Cleveland, Ohio, and will be releasing his 10th solo
album "Are You With Me, Baby?" in May 2000. FreeFalls
Entertainment had the following quote from Billy about
his upcoming album: "I wanted to do a quick
spontaneous album without a lot of overdubbing or
vocal comping?This is my strongest work to date.
FreeFalls has allowed me this freedom to record with
no boundaries. I'm really proud of it. We want to
record like the old days with more rawness and
emotion. I'm lucky to have the opportunity to make the
record I want to make and enjoy creative license. I'm
fortunate to still be doing it."
Billy also offered this comment on his career: "I guess
I can't imagine doing anything else but music. There
was never any question. I love playing live - it's my
favorite thing." 


1596) Two big surprises at the tour opener today in Canberra -- first, Charlie Sexton is out of the band and has been replaced by former Fleetwood Mac guitarist Billy Burnette. Second, Bob played Saving Grace for the first time since 1980!
Saluti,
Antonio G.

Due grandi sorprese all'apertura del tour a Canberra. La prima è che Charlie Sexton è stato rimpiazzato dall'ex chitarrista dei Fleetwood Mac Billy Burnette. La seconda è che Bob ha suonato per la prima volta dal 1980 SAVING GRACE


1597) Ciao michele,
è un febbraio ricco di impegni quello di FRANCESCO DE GREGORI.
Riparte infatti da Jesi il prossimo 13 febbraio il suo nuovo tour, in parte dedicato alle canzoni popolari del
fortunato album Il fischio del vapore, realizzato insieme a Giovanna Marini, ospite speciale in diverse
tappe del tour.
Vuoi vedere in anteprima il video di De Gregori e Marini, sullo stesso palco mentre eseguono
Saluteremo il Signor Padrone? Clicca qui!
http://www.sonymusic.it/degregori/video/index.html

Ciao e alla prossima! 


1598) Giovedì 13 Febbraio 2003 ore 21.30

"Vicolo De' Musici - Folkosteria", nell'ambito del ciclo "Anime salve -Canzone
d'autore" (tutti i giovedì del mese) presenta:

"Sior Capitano, mi stia a sentire..."

Festa dedicata a Francesco De Gregori

Jam session con Roberto Petruccio e Marcello Canzoniere.
Sarà messa a disposizione la strumentazione (chitarre, tastiera e amplificazione)
a chiunque voglia cantare e suonare.

"Vicolo De' Musici - Folkosteria" - Via della Madonna dei Monti, 28 (Roma) - Tel. 066786188
Internet: www.vicolodemusici.it - Ingresso libero



 
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