parte 146
Lunedì 6 Gennaio 2003


Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
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Napoleon in rags

1491) Ciao Michele,
ho appena terminato di leggere "I Me Mine" di George Harrison, che mi hanno regalato a Natale. Non è che il donatore volesse distogliermi dalla mia passione dylaniana, il fatto è che tutti sanno che i libri di/su Bob me li procuro da me, e quindi mi regalano altro :-)
Il libro è molto bello, ed è concepito un po' come il booklet di Biograph. La prima parte consiste in un breve racconto autobiografico in forma di conversazione tra George e il giornalista Derek Taylor: la sua infanzia a Liverpool, i Beatles, l'India, la passione per l'automobilismo..., segue la raccolta completa di tutti i testi integrali delle canzoni (sono più di ottanta) accompagnate dai suoi commenti ironici e intelligenti, e spesso dal manoscritto originale. Il volume è completato da una cinquantina di belle foto in bianco e nero. Leggendo il libro ci si rende conto di quanto George Harrison fosse "speciale". Era una persona dolce e schiva, semplice e onesta, ... non una rock star e neppure un genio alla Dylan, ma un artista profondo e pieno di spiritualità. Mi piace pensare che sia stato molto amico di Bob.
A pag 205 ho trovato una canzone che Harrison ha scritto e dedicato a Dylan dopo il concerto all'Isola di Wight. Non la conoscevo e mi ha colpito: credo che sia una tra le più belle poesie sull'amicizia che mi sia capitato di leggere.

Behind that locked door

Why are you still crying?
Your pain is now through
Please forget those teardrops,
Let me take them from you
The love you are blessed with
This world's waiting for
So let out your heart please, please
From behind that locked door

It's time we start smiling,
What else should we do?
With only this short time,
I'm gonna be here with you,
and the tales you have taught me,
From the things that you saw,
Makes me want out your heart, please, please
From behind that locked door

And if ever my love goes
If I'm rich or I'm poor,
Come and let out my heart, please, please
From behind that locked door

A me piace moltissimo. George riesce ad esprimere in modo semplice ma straordinariamente intenso i suoi sentimenti di profonda amicizia per Bob, il suo voler bene all'amico, il suo volergli stare vicino. E da amico riesce a mettere a fuoco la caratteristica più vera e più bella di Dylan, concentrandola in un paio di versi: "The love you are blessed with/This world's waiting for" (L'amore dal quale tu sei benedetto/il mondo lo sta aspettando)
Ed è molto divertente il racconto di come nacque I'd Have You Any Time. George era andato a trovare Dylan a Woodstock ed era ospite a casa sua, nel periodo successivo all'incidente di moto. Secondo quanto racconta George, Bob sembrava nervoso e a disagio... Un giorno si misero a suonare insieme e George gli disse "scrivi qualche testo per me". Si aspettava qualcosa di surreale, tipo Subterranean Homesick Blues... Bob gli disse "fammi vedere qualche accordo, come fai a scrivere queste melodie?" George allora cominciò a suonare qualche accordo e le prime parole che gli vennero in mente furono: "Let me in here/I know I've been here/Let me into your heart..." E allora Bob proseguì scrivendo il bridge: "All I have is yours/All you see is mine/And I'm glade to hold you in my arms/I'd have you anytime"  George conclude il suo commento: "Meraviglioso! E questo è tutto. La calligrafia di Bob è riprodotta in questa pagina per sua gentile concessione". E infatti il libro riporta il manoscritto "pasticciato" di Dylan, accanto a quello più ordinato e preciso di Harrison.

Michele, il libro è da leggere, te lo consiglio...
Un salutone affettuoso
Anna

Ciao Anna
grazie di tutto, penso proprio che dopo la tua recensione correrò a comprarmi il libro (che comunque già avevo intenzione di comprare).
Per quanto riguarda "I'd have you anytime" chi non l'ha visto trova qui il manoscritto originale (in fondo alla nostra consueta paginona sui Beatles) che mi era stato inviato da Salvatore "Eagle".

Ho provato a fare una veloce traduzione in italiano della canzone di George che mi hai inviato. Eccola (ho un dubbio su quel "fan sì che io voglia che il tuo cuore esca"):

Dietro quella porta chiusa

Perchè piangi ancora?
La tua pena ora è finita
Ti prego dimentica quelle lacrime
Lascia che io le asciughi
L'amore con cui sei stato benedetto
Questo mondo lo sta aspettando
Perciò fa uscire il tuo cuore
da dietro quella porta chiusa, ti prego

E' ora che noi iniziamo a sorridere
Che altro dovremmo fare?
Con così poco tempo a disposizione
Starò qui con te
ed i racconti che mi hai insegnato,
dalle cose che hai veduto,
fan sì che io voglia che il tuo cuore esca
da dietro quella porta chiusa, ti prego

E se mai il mio amore se ne andrà
Se sarò ricco o povero
vieni e fa uscire il mio cuore
da dietro quella porta chiusa, ti prego

Ciao Anna e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


Nella scorsa pagina della posta mi chiedevo cosa fossero i "semis" dal testo alternativo di "Tonight I'll be staying here with you". Ecco due pronte risposte:

1492) Caro Michele,
I "semis" di "Tonight I'll be staying here with you" (versione alternativa) sono facili. Un "semi" e' un "semi-articulated truck", cioe' un camion con un semi-rimorchio (collegato con un perno al corpo della motrice). Direi di tradurre semplicemente con camion o camion a rimorchio.

A presto!

Alessandro Carrera


1493) Sulla posta della settimana scorsa Michele si poneva una domanda sul testo di "Tonight I'll be staying here with you": ti mando la risoluzione

I can hear that lonesome whistle blowin'
I hear them semis rolling too
If there's a driver on the road
let him have my load
cause tonight I'll be staying here with you

Posso sentire quel malinconico fischio di sirena
sento anche il rullio (sulla strada de) i camion a rimorchio
se c'è un guidatore in viaggio
che si pigli il mio carico
perchè stanotte resterò qui con te.

Annamaria

Grazie ad Alessandro ed Annamaria per il pronto soccorso! Ho provveduto ad integrare la traduzione.
Michele "Napoleon in rags"


1494) Un salutone a tutta la fantastica fattoria:
Scrivo per rispondere alla lettera di Andrea Baroni (Talkin' 145, lettera n.1484) con cui, ovviamente, sono in completo disaccordo.
Innanzitutto premetto che il mio intervento NON SARA' ASSOLUTAMENTE IMPARZIALE E OGGETTIVO ma farò del mio meglio per renderlo almeno ragionevole sfidando la piaga della dylanite che mi affligge :-))
Il Bootleg Series Vol. 5 è, secondo me, un capolavoro assoluto, un vero e proprio distillato di arte della storia della musica moderna che fotografa in maniera assolutamente lucida e frizzante uno dei più grandi tour della storia. Mai come in quella occasione (secondo me nemmeno a Woodstock) la musica ha saputo riassumere gli umori, la filosofia, l'arte e l'estro di una generazione in maniera così vera e quasi casuale
e mai come allora un "branco" di stelle di quel genere (Joan Baez, Ramblin'Jack Elliott, Arlo Guthrie,
Ronee Blakely, Bobby Neuwirth, Allen Ginsberg...e tanti altri che sicuramente ho dimenticato) si è unito intorno ad un folle menestrello con il cappello di fiori e si è lasciato trascinare lungo l'america come una vecchia famiglia gitana.
Per quanto mi riguarda il BS5 è stato l'oggetto del desiderio da quando ho saputo della sua possibile uscita e da subito ho saputo che non sarei rimasta delusa, ancora una volta però Bob è andato oltre ad ogni più rosea aspettativa tanto che alcune canzoni celeberrime (che anch'io possedevo già in non sei ma almeno sedici versioni!!!) mi hanno emozionata fino alle lacrime. E non parlo solamente di Love minus o della MERAVIGLIOSA E INSUPERABILE versione di It ain't me, babe ma di pezzi che ormai teoricamente dovrebbero portarti alla nausea e invece ti portano alle lacrime: parlo di Blowin'the wind o Mama, You've been on my mind (cantate con una superlativa e frizzante Joan che....vabbè raga... cosa si può pretendere di più dalla vita ?!?! Nulla, proprio nulla) o di Isis, di A Hard rain's a-gonna fall che sputano rabbia e forza da ogni nota e da ogni sibilo....sì, ho detto sibilo, urlo straziante a volte... eppure continuo a credere che lì come mai prima e come mai poi (almeno fin ora ma... nonostante Bob sia Forever Young e sempre e comunque assolutamente meraviglioso dubito che in futuro arriverà a tanto!!!) Bob abbia raggiunto il massimo come voce, come interpretazione e come coinvolgimento... è vero che It's all over now baby blue del '66 è fantastica ma... neanche da mettere con la straripante Lonesome death of Hattie Carroll o con la meravigliosa It'ain't me babe della RTR... cavolo sembrava che sanguinassero gli occhi mentre le cantava e anche senza vedere le immagini la passione si avverte tutta anche solo nell'audio.
Per quanto riguarda Desire non spenderò molte parole... dico solo che assieme a Blood on the tracks e Freewheelin' è il mio preferito e che Romance in durango è strepitosa!
Ultima cosa... è vero che le canzoni c'erano in molti bootleg già in circolazione ma... diciamo che la qualità audio è stata LEGGERMENTE migliorata... sembra registrato ieri!!!!!!!!!!!!!!!!!
Vabbè .... come avrete capito mi sono lasciata un po' prendere dalla dylanite.... come al solito!
Ma questo è quello che penso e lo penso perchè Bob mi ha dato ancora una volta meravigliose emozioni ....GRAZIE signor Tamburino...
grazie di continuare a prenderci il cuore e portarci per mano verso quel mattino tintinnante magico come la tua musica, magico come te......
Ciao a tutti
Eleomagpie
e...............buon 2003!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ciao Eleonora
direi che sei riuscita ad essere assolutamente al di sopra delle parti. Credo che se tu arbitrassi un incontro di tennis tra Bob e Andrè Agassi finirebbe 6-0, 6-0, 6-0 per il primo :-)))
Ciao
Michele "Napoleon in rags"
ps: ... e - per la cronaca - io a Bob riuscirei a far vincere ai punti anche un match di pugilato con Evander Holyfield e Chris Byrd in coppia


1495) Ciao Michele,
innanzitutto grazie a te e a Beni per il lavoro di traduzione delle liner notes di Glover. Grazie anche ad Alessandro Cavazzuti per il testo di Tonight I'll Be Stayin' Here With You.
Poi riguardo al testo di Simple twist of fate di The Bootleg series volume 5 dove tu hai riportato i punti interrogativi a me sembra che dica spot, e che quindi la traduzione sarebbe "forse lui la scoverà ancora per una volta". Comunque, vista la mia molto approssimativa conoscenza dell'inglese, riascolta bene il punto e poi semmai mi fai sapere.
Ciao
Francesco "Tiger"

Ciao Francesco
in effetti ho riascoltato il brano e potrebbe dire davvero "spot", mi sa che ci hai azzeccato. Per il momento dunque ho aggiornato la pagina relativa con questa parola (l'ho resa con "la rintraccerà"). Se qualcuno ha altre idee mi faccia sapere.
Michele "Napoleon in rags"
ps: per la parte "privata" della tua mail che ho tagliato contatta Carlo "Pig" che ti sarà di aiuto


1496) Caro Michele,
sono molto addolorato dalla morte di Giorgio Gaber, che per me è stato veramente
un Maestro. Con il nostro Bob (come pure con Fabrizio De Andrè) condivideva
l'assoluta fedeltà a se stesso, e la pervicacia nel seguire la propria strada,
incurante del "successo" e a costo di alienarsi le simpatie del suo pubblico.
Sapevi che nella canzone-monologo "C'è solo la strada" (che concludeva lo
spettacolo "Anche per oggi non si vola" del 1974) Gaber aveva inserito un
frammento di "Blowin' in the wind" come simbolo del periodo storico della
prima contestazione giovanile?
Vorrei citare proprio una strofa di quella canzone per ricordare Giorgio:
oggi più che mai bisognerebbe riflettere su queste parole.

C'è solo la strada
Su cui puoi contare:
La strada
E' l'unica salvezza.
C'è solo la voglia,
Il bisogno di uscire,
Di esporsi
Nella strada nella piazza.
Perché il Giudizio Universale
Non passa per le case,
Le case dove noi ci nascondiamo:
Bisogna ritornare nella strada,
Nella strada per conoscere chi siamo.

Saluti da
Sandro Naglia

Ciao Sandro
grazie per la mail. No, non conoscevo quel riferimento a Dylan fatto da Gaber in quel brano. Adoravo Gaber pur non avendo mai collezionato in maniera sistematica i suoi dischi. Mi piacciono molte sue canzoni (anche nelle versioni di Jannacci) anche se non mi ricordo mai i titoli... e me ne ricordo una in particolare che mi piaceva... forse mi saprai dire il titolo... quella del tipo che continuava a sentire un cattivo odore e a dire "mi son fatto da me" e quando si accorgeva che l'odore ce l'aveva addosso lui stesso, finiva con qualcosa tipo "mi son fatto di merda!".
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


1497) Volevo fare a tutti i miei complimenti per il sito. E' bellissimo, completo, facile da usare (se così si può dire). Insomma, non sembra un sito italiano!
Grazie per questo splendido lavoro. Cercavo il testo di Highway 61 Revisited e l'ho trovato!
Diana

Ciao Diana
e benvenuta sulle pagine di Talkin' Bob Dylan Blues.
Grazie per i complimenti. Per quanto riguarda i testi di Bob pian piano li stiamo traducendo tutti come forse avrai visto. Ricordo che sono divisi o IN ORDINE ALFABETICO  oppure raggruppati PER ALBUM
Ciao e scrivi se vuoi,
Michele "Napoleon in rags"


1498) Salve.
Mi presento come un ex chitarrista di una vecchia orchestra degli anni 1965 e seguenti (ho 51 anni) anche se adesso faccio tutt'altro mestiere.
Ai miei tempi ho suonato anche Bob Dylan e per curiosità ho visitato il Vs. sito, incuriosito dal fatto che potevo ritrovare e ho ritrovato qualche vecchia canzone da me suonata in passato.
Vi faccio molti complimenti perchè il sito è molto ricco di particolari e preciso, segno che siete dei veri amatori.
Come suggerimento, molto educatamente, posso dire solo che ho notato che alcune traduzioni non rispecchiano fedelmente lo slang e l'immediatezza del testo inglese: 1 es. per tutti: "Don't think twice it's all right" starebbe per: "Ma lasciamo perdere, va bene così" (Non ci pensiamo due volte, nel senso "non esitiamo","lasciamo perdere", non si può fare una traduzione troppo fedele).
A parte questo suggerimento il sito è molto bello.
Distinti saluti e tanti auguri.
Ing.C.Gallarati

Ciao (diamoci del tu, giusto?),
grazie per la tua nota che ho aggiunto nelle pagine relative; in effetti quell'espressione l'ho trovata tradotta in molti modi diversi nel corso degli anni. Ad esempio Tito Schipa, Jr. nei tre volumi della Arcana dal titolo "Mr. Tambourine Man" optava per un "Non pensarci, ormai...", per quanto quelle sue traduzioni fossero molto libere. Stefano Rizzo optava per un contestatissimo "Non credere che vada bene"... Da un'altra parte avevo letto qualcosa come: "Non stare a pensarci, va tutto bene"... o ancora "Non pensarci più, è tutto a posto" (trovata in Internet).
Grazie per i complimenti al sito e scrivimi pure se trovi altre traduzioni perfettibili.
Michele "Napoleon in rags"


1499) Ciao Michele
una domanda particolare. Io ho sempre pensato (e la visione di Renaldo and Clara me lo ho confermato) che tra Bob, Sara e Joan Baez ci fosse qualcosa di morboso, cioè che il loro rapporto potesse essere un triangolo nel vero senso della parola, anche sessualmente voglio dire. Tra l'altro mi risulta che la Baez sia bisessuale dunque tu che ne pensi?
Giovanni

Ciao Giovanni
che la Baez abbia avuto anche esperienze lesbiche lo ha raccontato lei stessa nella sua biografia "And a voice to sing with", quindi su questo non ci piove. Se le abbia avute anche con Sara Dylan chi può dirlo? Vero e proprio triangolo amoroso, non solo fittizio dunque? Naturalmente non ne ho idea però in effetti leggendo questo passo scritto da Joan a proposito della Rolling Thunder Revue, e volendo vederci risvolti freudiani la cosa lascia molto da pensare (anche pensando alla dolcezza con cui Joan parla di Sara, al suo sentirsi "protettiva" nei confronti della donna, al modo in cui ne descrive le caratteristiche fisiche, e alle allusioni ad una sorta di travestitismo di Joan, prima da uomo con i panni di Bob e poi da donna con i panni di Sara... tanto che ad un certo punto Joan dice di credere che per Sara lei rappresentasse "una figura maschile").

In treno, Sara si sedeva sulle ginocchia di Bob. I bambini erano sparpagliati un po' qua un po' là: i quattro Dylan, Gabe e Iggy, l'amico di Gabe. Non ero gelosa di Sara, come avrei creduto di essere. Anzi, mi sentivo molto protettiva nei suoi confronti. Pareva troppo fragile per essere una mamma. Aveva la pelle bianca e trasparente e due enormi occhi neri. Tutto nel suo viso pareva fragile: i cerchi scuri sotto gli occhi, i piccoli segni sulla fronte, che andavano su e giù, a seconda del mutare del suo umore, i capelli sottili e soffici, come i capelli d'un angelo nero, le labbra imbronciate e il nasino perfetto e le sopracciglia ben arcuate. D'inverno Sara aveva sempre freddo. Pareva non avesse sufficiente energia. Ci sorridevamo e un giorno arrivammo perfino a parlarci di tutto, cioè di Bob, naturalmente.
Sara era molto cauta. Era leale, Ma avevo come la sensazione che avessimo fatto un patto, un'alleanza di sopravvivenza contro suo marito.
Bob e Sara non erano in grado di affrontare i problemi pratici della vita di tutti i giorni. Stavo in continuazione a porgere loro fazzoletti, a portar loro tazze di caffè e bicchieri d' acqua, ad accendere loro le sigarette, a badare ai loro bambini e a cercare di farli sedere allo stesso tavolo, a cena. Non so che cosa significassi io per loro. A volte avevo come l'impressione di rappresentare la figura maschile o di essere la custode di due cose fluttuanti, venute da un altro spazio e da un altro tempo, due esseri strani, che si muovevano lentamente, pallidi come i lupi d'inverno, che gli dei avevano gettato insieme perchè provvedessero a se stessi.
Sara aveva paura di stare su un ponte al di sopra dell'acqua. Quando me lo disse pensai che in fondo la sua era una fobia assai più poetica della mia, che invece avevo sempre paura di vomitare, e scrissi
per lei una canzone intitolata "StilI Waters at Night".
Un giorno mi vestii come Bob, fin nei minimi particolari, con cappello, fiori e sciarpa, gilet e camicia, sigaretta in bocca, barba dipinta e stivaletti da cowboy. Entrai nella stanza dove Bob stava girando il suo film, mi avvicinai a una guardia di sicurezza e imitando la voce di Bob dissi: «Dammi una tazza di caffè». Il caffè comparve in un millesimo di secondo. "Dammi una sigaretta". E subito una sigaretta si materializzò davanti a me, a rispettosa distanza.
"Ti è piaciuto?" chiesi alla guardia con la mia voce, sorridendogli.
"Cristo, ma allora eri tu, Joan?"
"Ùhuh. Non ero uno schianto?»
Perfino Bob rimase impressionato. Così facemmo una buffa scena, che finiva con me, che cantavo come Bob Dylan la canzone che avevo scritto per Sara. Bob faceva la parte di un cantante sconosciuto, che cercava di imitare Bob Dylan e io facevo la parte di Bob Dylan e mi comportavo villanamente con il cantante sconosciuto. Sara entrò per caso nella stanza, piegò la testa da un lato e si mise a ridere, poi si sedette a guardarci con quel suo strano sguardo velato. Finii la mia canzone, feci qualche secca osservazione alla Dylan e la scena finì.
"Okay», sentenziò Bob. «Ci siamo.»
"Bisogna rifarla", dissi con la sua voce. Bob era furioso.
"Ehi, andiamo. Stronzate, era bellissima, magnifica."
"Ehi, andiamo. Stronzate, che scena del cazzo è questa? Non andava bene per niente, bisogna rifarla".
Buttai un po' di cenere di sigaretta per terra, diedi uno strattone alla parrucca e presi un' aria antipatica. Rifacemmo la scena. Tutta soddisfatta, tornai nella mia stanza, ml misi un turbante bianco e imitai Sara.
(dal capitolo "Renaldo e chi?", tratto dalla biografia di Joan Baez)



1500) Ciao Michele, mi faresti un favore?
Hai voglia di inserire da qualche parte su Maggie's Farm un link al mio
www.chihapauradellamatematica.org ?
... perchè il motore di ricerca Google, nel "Ranking" delle pagine, fa riferimento al numero (e all'importanza) dei siti che "linkano" verso la pagina stessa... e un link che parta dal quotatissimo tuo Maggie's Farm potrebbe dare una "marcia in più anche al mio sito matematico.
Fà come credi, e in ogni caso ci si risente più avanti.
Ri-ciao
Giancarlo
 

Ciao Giancarlo
ho linkato il tuo sito in fondo ai links di MF. Fammi sapere se va bene. Un consiglio: visto l'argomento del tuo sito e visto che in fondo alla tua home page hai messo anche dei file audio... non ti resta che aggiungerne uno di Bob, quale? ... Ma "2x2" naturalmente!!!
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"
 
 

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