parte 142
Lunedì 9 Dicembre 2002


Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
Hai domande da porre, storie da raccontare, emozioni da condividere,  sul grande Bob o inerenti la sua  musica e la sua vita? 
Scrivi a spettral@tin.it e le tue mail saranno pubblicate in queste pagine ogni lunedì.
Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags

1439) Caro Michele,
vorrei replicare molto alla mail di Davide che mi pare metta in dubbio le
possibilita' canore di Dylan (nota di Napoleon: vedi lettera numero 1432 nella Talkin' 141).
A mio parere basta ascoltare "Love And Tefth" per capire che Dylan,
se vuole, sa e puo' cantare come nessun'altro. Per me "Love And Theft" rappresenta il
picco piu' alto delle capacita' canore di Dylan, dal punto di vista tecnico
e interpretativo.
Sappiamo inoltre che Dylan in studio registra praticamente dal vivo, con
pochissime manomissioni.

Il fatto che Dylan dal vivo interpreti male le sue canzoni e' secondo me un
suo proprio vezzo. Una specie di posizione di principio le cui ragioni
devono aver a che fare con la complessa psicologia del personaggio (intendo
proprio del personaggio, non della persona) e del modo in cui esso intende
trattare il proprio pubblico, cioe' senza alcuna condiscendenza.

Negli anni mi sono fatto l'idea che per lui sia un problema di
sopravvivenza. Se avesse infatti esercitato ogni sera il massimo della sua
"potenza espressiva" avrebbe fatto anche lui la fine di John Lennon, ucciso
da qualche mitomane che lo crede Dio.

Bruno "Jackass"

Ciao Bruno
questo è un aspetto che finora non era stato trattato nel nostro dibattito delle ultime Talkin'...
Tu dici in pratica che Bob deliberatamente "butta via" i versi senza impegnarsi più di tanto a fornire una perfetta o quanto meno ottima performance vocale perchè quello fa parte del suo atteggiamento nei confronti del pubblico cui non vuole "regalare" nulla, o come dici tu, verso cui non vuol essere condiscendente, almeno nell'accezione che molti artisti danno al termine e per cui si impegnano a soddisfare i propri spettatori dando loro quello che si presume essi vogliano (cioè una perfezione tecnica o accademica nel cantato così come nel suono)... Questa cosa mi ha fatto venire in mente qualcosa che disse tempo fa Alessandro Carrera in un suo articolo (non mi ricordo al momento dove, magari Alessandro se legge queste righe può precisare) in cui diceva che questo aspetto è anche molto tipico del genere di canzoni di Bob per cui, diceva Carrera, è un pò come se Dylan dicesse che quel tipo di musica non deve essere suonata nè cantata troppo bene, deve cioè essere volutamente un pò "sporca" un pò "imperfetta"... Come se Dylan dicesse. "Vedete? Questo pezzo deve essere fatto così, un pò male, un pò impreciso..:". Vado a memoria ma mi sembra proprio di ricordare che Alessandro dicesse questo... E dunque i due discorsi potrebbero essere in effetti connessi, cioè da un lato l'artista che ha questo atteggiamento introverso e da "bastiancontrario" nei confronti del pubblico che tu sottolinei e dall'altro la musica e quel tipo di canzoni che si prestano ad un'interpretazione "approssimativa", per così dire...
E, forzando o interpretando quello che tu dici a proposito di Love and Theft, si potrebbe aggiungere che la indiscutibile qualità delle performance di Love and Theft sia più legato ad un fatto commerciale, al fatto cioè che per ragioni di mercato un disco vuole un certo tipo di interpretazioni "vendibili", appunto...
Chi è d'accordo?... La discussione è sempre aperta...
Michele "Napoleon in rags" 


Ed ora una bellissima lunga mail di Paolo Vites che ci racconta molte cose interessanti...

1440) Ciao Michele ecco alcuni retroscena che mi
ha riferito Bob Neuwirth con il quale mi sono
incontrato di recente...
Avevo conosciuto Bob Neuwirth nei primi anni '90,
quando, con una certa regolarità, veniva a fare
concerti in Italia. Più che altro si trattava di
piccole vacanze presso il promoter Carlo Carlini,
(www.onlyahobo.it), visto quello che Bob ha sempre
detto di sé: "Non sono un musicista professionista,
sono un pittore". Nonostante questo, Neuwirth ha
pubblicato alcuni splendidi album, tra cui 99 Monkeys,
Look Up (con ospiti quali Patti Smith, Charlie Sexton
e Elliott Murphy) e il recente, bellissimo Havan
Midnight. E ha prodotto tanti grandi artisti.
Neuwirth è un personaggio di un fascino unico, se non
altro per la sua incredibile storia (vedi intervista
su JAM 88) e chiedergli di parlare di Bob Dylan è come
chiedergli di strapparsi un dente con le mani nude.
Neuwirth ha sempre rfiutato interviste a riviste o
autori di biografie di Dylan, un codice d'onore di
ferro ammirabile. Anni fa lo accompagnai insieme a
Eric Andersen (che flashback di anni '60!!) a fare un
concerto in Svizzera e fu un'esperienza incredibile,
ma a parte pettegolezzi (cattivi...) su Joan Baez,
anche all'amico Andersen si rifiutò di parlare di
Dylan ("Hey sei un agente del KGB?", sbottò a un certo
punto). Ma una sera, al ristorante, lo sentii
confidare a Eric questa suggestiva frase: "Non mi
sento a mio agio con qualcuno che non è a suo agio con
se stesso", a proposito di Dylan e dei loro scarsi
rapporti dopo più di 25 anni (cioè dai tempi della
Rolling Thunder Revue).
Lo scorso 3 dicembre Neuwirth si è esibito a Milano in
un piccolo club dei Navigli: forma fisica perfetta
(nonostante i 60 anni), da anni non beve e non fuma
(ha lavorato per un certo periodo di tempo in una
clinica per alcolizzati "famosi" di Los Angeles, in
cui ha aiutato a disntossicarsi gente come Johnny Cash
e il suo passatempo è andare a fare pesca subacquea
nei Caraibi), sempre sarcastico e cinico (riferendosi
ai vari Warren Zevon e George Harrison: "Ehi, la nuova
moda è morire, tutti muoiono, dovrei farlo anch'io"),
ha fatto uno show delizioso, cantando alcune delle sue
più belle ballate.
Prima del concerto abbiamo scambiato alcune battute:
quando lo intervistai per JAM, a registratore acceso,
fu molto stringato su Dylan; a registratore spento si
è lanciato in alcune bellissime battute.
"Bob Dylan è Picasso, è Michelangelo. Quando ero
ragazzo mi regalarono un libro con disegni di Leonardo
da Vinci. C'erano capolavori come il progetto di un
sottomarino e subito dopo donne con le tette di fuori.
Bob Dylan è così: capolavori e canzoni banalissime.
Lui è un artista, vero. Nessuno capisce il lavoro che
c'è dietro a quanto fa Bob Dylan. Lui è sempre stato
un lavoratore durissimo e lo è ancora oggi. La gente
va a vederlo per vedere "il mito", non capisce che lì
sul palco c'è uno che sta faticando e lavorando per
darvi il meglio che può, per cui a volte viene fuori
anche la serata storta, è ovvio.
Mi fanno pena quei cantanti che ancora oggi copiano
quello che lui faceva trent'anni fa: oggi i dischi di
Bob Dylan di quei tempi sembrano ovvi, normali, ma
allora era la novità assoluta. Nessuno aveva mai fatto
quello che faceva lui, era come i Beatles, nessuno
aveva mai fatto quello che avevano fatto loro. Per
questo copiare Dylan oggi è ridicolo.
Poca gente ha capito Love and Theft, un disco pieno di
segreti e di canzoni "viziose", che parlano di quanto
la gente sia stupida e non si accorga di come il mondo
in cui noi siamo cresciuti e vissuti stia finendo.
Dylan dice che sta iniziando un mondo nuovo, non dice
se sarà meglio o peggio, ma il mondo che conosciamo
noi sta finendo".
A proposito del BS5 mi ha detto che secondo lui "non
hanno scelto il materiale migliore, c'erano
performance molto migliori di quelle che hanno
incluso".
E infine, sorridendo, ha detto: "La mia relazione
professionale con Bob Dylan è finita nel 1975. Stop.
Ho preso parte al commento dell'edizione su DVD di
Don't look Back perché avevo delle cose da dire su
quel film che non erano ancora state dette, ma il
passato è passato, è andato. E la gente continua a
chiedermi di parlare di lui...".
Ma da come parla di Dylan, sono sicuro che Neuwirth
morirebbe della voglia di incidere un disco con lui. E
sarebbe un capolavoro...
Paolo Vites

Ciao Paolo e grazie per il bel resoconto...
A proposito ricordo che sul sito di Jam è possibile leggere un'intervista di Paolo a Bob Neuwirth oltre al resto del corposo dossier dylaniano dell'ultimo numero della rivista.
http://www.jamonline.it/


1441) Ciao!! HELP!
Devo fare per natale un regalo a mio zio patito di Elvis, vorrei comporre un cd con tutte le canzoni di
Elvis che Bob ha cantato, sapreste darmi un elenco?
Gracias e complimenti ancora!!
The Dolphin

Ciao Diego
non sono ferratissimo su Elvis. Io mi ricordo "Can't help falling in love" (anche conosciuta come "Can't help falling in love with you"), "Tomorrow night", "A fool such as I", "Let it be me", "Yesterday", "Blue Moon of Kentucky", "Early morning rain", "That's all right mama", "You don't know me" (credo sia la stessa), "Blue Moon", "Froggie went a-courtin'".
Chi ne conosce altre ce le comunica? Grazie.
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


Nella Talkin' numero 140 avevamo parlato di Diamonds and Rust ed ecco una lettera di Carlo al proposito:

1442) Ciao Michele.
Hai notato che nel bootleg "Hold The Fort For What Is Worth" c'è una "Going Going Gone" in cui prima del ritornello Bob dice "...Before everything is diamonds and rust"?
Carlo "Pig"

Ciao Carlo
non conoscevo quella versione che citi. Dunque potrebbe essere un riferimento alla canzone di Joan Baez "Diamonds and rust", dedicata da Joan a Bob (per chi non lo sapesse in quel brano Joan racconta la loro storia d'amore). Molto probabile visto che il pezzo di Joan e del 1975 e la versione di Bob è del '76 (Fort Worth, Texas). Se qualcuno ha trascritto interamente quel testo me lo manda?
Io ho solo trovato questo testo alternativo di Going, going, gone che non è quello a cui si riferisce Carlo bensì la versione del Budokan.

ANDANDO, ANDANDO, ANDATO
parole e musica Bob Dylan

1 Marzo 1978
da "BOB DYLAN AT BUDOKAN"

Ho appena raggiunto un posto dove non riesco a rimanere sveglio
Devo lasciarti, bimba, prima che il mio cuore si spezzi
Sto andando, sto andando, sono andato

Vieni qui bimba, perchè devo dirti questo
Devi credermi, devi darmi ancora un bacio
Sto andando, sto andando, sono andato

Preparami un altro drink bimba ed abbracciami ancora una volta
Ma non cercare di farmi cambiare idea
Sto andando, sto andando, sono andato

Ora, mia mamma mi ha sempre detto: "Un giorno, davvero, dovrai seguire il tuo cuore"
"Sarai mia alla fine della pista, non è tutt'oro quel che luccica"
"Non mettere il carro davanti ai buoi"

Ora, da Boston a Birmingham sono due giorni di viaggio
Ma io devo andarmene ora perchè sono così insoddisfatto
Sto andando, sto andando, sono andato

GOING, GOING, GONE
words and music Bob Dylan

Well, I've just reached a place where I can't stay awake
I got to leave you baby before my heart will break
I'm going, i'm going, i'm gone.

Come over here babe, cause I'm telling you this
You got to believe me, you got to give me one more kiss
I'm going, i'm going, i'm gone.

Fix me one more drink baby and hold me one more time
But don't get to close to make me change my mind
I'm going, i'm going, i'm gone.

Now, my mama always said "Someday, too, you got to follow your heart"
"You'll be mine at the end of the line, all that's gold wasn't meant to shine"
"Just don't put your horse in front of your car"

Now, from Boston to Birmingham is a two day ride
But I got to be going now cause I'm so dissatisfied
I'm going, i'm going, i'm gone.

Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


1443) Ciao Michele
grazie per la traduzione che hai messo sul sito delle note di Sloman dal nuovo disco di Bob. Mi ha colpito una frase relativa alle "mamme ebree dai capelli azzurri" tra il pubblico per le quali Bob e Joan avevano cantato durante una pausa della RTR. Di chi si tratta?...Perchè i capelli azzurri?
Luca

Ciao Luca
io ho tradotto letteralmente quella frase ma in effetti non saprei perchè Sloman ha usato quell'espressione. Allora ho provato a chiedere ad Alessandro Carrera che scrive quanto segue: 


1444) Caro Michele,
se non ricordo male quella tappa della RTR si svolgeva in un posto che poteva essere anche la sede di
un'associazione ebraica, il che spiegherebbe le "Jewish mommas". Perche' avessero i capelli blu non lo
so, ma e'un'espressione che ho gia' sentito e che potrebbe essere l'equivalente di "capelli grigi".
Alessandro Carrera

Se qualcuno ne sa di più ci faccia sapere. Grazie.
Michele "Napoleon in rags" 


1445) Ciao Michele! come va?
Spero tutto ok.
Ti allego la recensione del disco di George, spero che ti piaccia. Mi
ci è voluto un po'perché in questi giorni ho lavorato parecchio e quindi ho
potuto scriverla solo nei momenti liberi; in più ho voluto riascoltare il
disco tante volte prima di esprimermi al riguardo, in modo da essere ben
documentata.
Nel frattempo, salutoni e a prestissimo!
Beni Hamster

Grande recensione, Beni. Grazie infinite.
Recensione che invito tutti a leggere (se non lo avete già fatto) andando qui


1446) Ciao Michele,
Ho comprato il boot5. E' piacevolissimo risentirsi finalmente tutti quei brani ben registrati... La parte più
bella però è il booklet con le foto.
Se decidi di fare il sondaggio con la foto più sexy di Dylan... be' in questo momento voterei per quella
un po' sgranata con un primo piano di Bob imbaccuccato e con i fiocchi di neve che gli svolazzano
intorno. Non l'avevo mai vista... Bob ha uno sguardo terribilmente intrigante...
Bacioni.
Anna "Duck"

Ciao Anna
nella scorsa Talkin' il sondaggio è stato "ufficialmente" lanciato con la mail di Chiara (a proposito Chiara aspetto la tua votazione)...
Dunque un primo voto va a questa foto qui sotto che in effetti non è mica male... Dylaniane di MF segnalate le vostre e alla fine facciamo una pagina intitolata "Le foto più sexy di Bob"...


1447) Ciao Michele,
innanzitutto mi ero dimenticato di farti i complimenti per il dominio autonomo www.maggiesfarm.it. Adesso, senza più pubblicità, il sito è veramente perfetto.
Poi ho molto apprezzato la traduzione delle note a The bootleg series volume 5 di Larry Sloman che
sono molto interessanti.  A questo punto ci sarebbero quelle di The bootleg series volume 4...
Hai notato l'errore di stampa sul retro copertina? La traccia 7 registrata a Worcester, che sarebbe
Hurricane, è stata inserita nella didascalia con riferimento al disco 1 invece che al 2.
Un'altra segnalazione: sull'articolo di Salvatore su Pat Garrett & Billy the Kid si parla di Peckinpah
come il regista di Gangster story. Penso sia un refuso per Il mucchio selvaggio che è considerato il suo
film-simbolo.
Un saluto a te a tutta la fattoria.
Francesco Tiger

Ciao Francesco
sì mi ero accorto dell'errore della Columbia nella stampa del booklet, infatti avevo corretto il loro errore quando ho riportato i dati su MF. E' l'unico errorino che ho trovato in quel disco altrimenti perfetto. Mi sento di dire che la casa di Bob stavolta ha fatto davvero un bel lavoro.
Per quanto riguarda la traduzione delle note del Bootleg Series 4 in effetti prima o poi la inserirò in MF.
Su Peckinpah non sono ferrato quindi chiedo l'intervento di Salvatore... Ha ragione Francesco?
Grazie per i complimenti e alla prossima
Michele "Napoleon in rags" 


Ed ora in un clamoroso eccesso di autoindulgenza pubblico una serie di mail che con un pò di vergogna metto in conclusione di questa puntata visto che mi fanno i complimenti per un pezzo che ho scritto su Jam 88, sì naturalmente si tratta di quello che ironicamente definivo nel "Cosa c'è di nuovo" di MF come il miglior articolo mai scritto su Renaldo and Clara (quello che faceva impallidire Greil Marcus..).

1448) Ciao Michele
Proprio stamattina ho preso Jam in edicola e ho letto il tuo articolo
su "Renaldo and Clara". Avevo pensato di telefonarti
per i complimenti, poi mi è sfuggito....bravissimo, bella soddisfazione
proprio! In un periodo di gran belle novità su Bob, questa ci sta alla
grandissima!
Continua così, Michele!
Una piccola soddisfazione me la sono tolta pure io, però: sono riuscito a
ritrovare la foto che feci con Bob tanti anni fa, e te la allego. Come
eravamo giovani......trovale il posto giusto (potrebbe essere anche nella
bacheca degli animali della fattoria alla mia postazione, non credi?) (Ok! Già messa!).......
Di bootleg series 5, ovviamente, che te lo dico a fare......magnifiche le
traduzioni del booklet che stai facendo, e voglio sottolineare l'aspetto
fotografico, veramente sublime.....anche quello delle foto di Bob è un pozzo
senza fine, quando ti sembra di averle viste tutte arrivano quelle che non
ti aspetti.....queste sono veramente troppo troppo belle.......
Ciao, complimenti ancora e a presto
Elio "Rooster"

Ecco Elio "Rooster" (a destra) insieme a Bob in una foto di qualche anno fa...

1449) Ciao Michele! Ho comprato Jam...  il tuo articolo è fantastico, mi è piaciuto moltissimo... e al di là di questo, è emozionante vedere il nome di un amico stampato in fondo ad un articolo di una prestigiosa
rivista... fa un bellissimo effetto. E poi sono contenta perchè immagino la tua felicità, poter scrivere
ufficialmente di Bob su un giornale!!!
Bravo pulcino!!! sono fiera di te!! e molto felice!!
Bacioni
Anna "Duck"


1450) Ciao Michele,
ti invio come promesso la recensione del BOOT V
(già messa, lo trovate qui) e colgo l'occasione per farti
i complimenti per il bellissimo articolo che hai scritto per JAM, peccato
che non ci fosse anche il mio su TOM PETTY nella parte riservata ai lettori,
sarebbe stato un numero storico per Maggie's Farm! Sto leggendo durante i
pochissimi momenti liberi la biografia di Sounes e l'autobiografia di
Harrison, sono davvero interessanti come letture, quella di Sounes mi sembra
come hanno notato in molti, un tantino stile novella duemila (Bob era un
Trobadeur o un Trombadeur??). In quella di Harrison, c'è un testo autografo
di I'd Have You Any Time, con la scrittura di Bob e un aneddoto sulla
scrittura. Che dici scannerizzo tutto e te lo invio (Cerrrrrtoo!!!!)??
Sto ultimando i miei lavori sul tree delle cover, ma temo che per completare
tutto anche con gli articoli ci sia bisogno di un po' di tempo ancora, spero
di farlo come regalo di Natale a tutta la fattoria!!!

Un abbraccio a tutti
Salvatore "The Eagle"

PS
Black Diamond Bay è un sito di musica interessantissimo a cui collaboro
stabilmente da qualche tempo. (OK!)

Allora rispondo cumulativamente ad Elio, Anna, Salvatore e Beni (di cui non ho messo la mail perchè l'ho perduta ma che mi faceva anche lei i complimenti dicendo che il pezzo che ho scritto andava bene sia per i dylaniani superesperti che per i neofiti). Grazie grazie grazie per i complimenti che mi fanno piacere ma il grazie principale naturalmente va a Paolo per il bel lavoro su Jam.
Michele "Napoleon in rags"
ps: grandissima quella del "trombadour"... Secondo me era semplicemente un "trobadour trombadour"


1451) Ciao Michele
De Gregori ha messo a punto la sua versione in italiano di "I Shall Be Released" che al momento
conserva il titolo in lingua inglese. Ciccio De Gregori non l'ha pubblicata in nessun album e la canta
soltanto ai concerti, purtroppo. E' davvero una bomba di canzone, sia nella versione degregoriana che in
quella dylaniata. De Gregori la fa un po' più rockeggiante e movimentata, forse.

Ciao,
Simone.

Ciao Simone,
anche se mi sa che in questo caso preferisco quella di Bob...
Rinnovo l'invito a chi l'avesse registrata di farmelo sapere...
Michele "Napoleon in rags" 


1452) Ciao Michele
penso che Dylan canti meglio le canzoni nuove ed è vero che forse si annoia
a cantare sempre le stesse da più di 30 anni, però l'ultima versione di
visions of johanna su bobdylan.de non è male? Non trovi
Ciao Giampiero.

Ciao Giampiero,
vado a scaricarmela. Grazie per la segnalazione.
Michele "Napoleon in rags"
 

Prossimamente in fumetteria un numero eccezionale di

... una rapina a casa del Benefattore per le ore ventiquattro
del venticinque dicembre... 

(con in più... Zimmy...

Con i disegni di Luigi Corteggi, Bruno Bozzetto, Osvaldo Cavandoli, Danilo Loizedda, Davide Ceccon, Maui & Neri. 

E qui sotto un'anteprima di Zimmy visto dall'umorista Roberto Mangosi... 


 
...ed inoltre vi segnalo che è uscito il numero 3 (qui sotto la copertina)

...che contiene interviste a Guido Crepax e Luigi Corteggi, un Cartoon dossier con interviste a Bruno Bozzetto, Bill Plympton, Ralph Bakshi, Danny Antonucci e strip e fumetti di Osvaldo Cavandoli, Ivan Manuppelli, Maui e Neri, Fernando Caretta, Fulicardo, Igor, Danilo Loizedda, Emanuele Fossati, Giorgio Scaffazzillo e tanto altro ancora... Tra cui una strip inedita di Zimmy con protagonisti Bob e Leonard Cohen (qui sotto due vignette tratte dalla strip in questione)...


...ed inoltre un articolo su Bob che stavolta fa impallidire Paul Williams...
(lo trovate nella tabella qui sotto)

 
Masked and anonymous
di Michele Murino 
(da "The Artist" n. 3)
Dylan torna al cinema da protagonista nei panni di Jack Fate 
A tutt'oggi le credenziali cinematografiche di Bob Dylan sono alquanto deficitarie nè la
cosa dovrebbe stupire o sorprendere più di tanto essendo egli un cantautore, un
musicista, un performer. 
E tuttavia da un punto di vista artistico la sua strada si è spesso incrociata col mondo
della celluloide con esiti che vanno dal disastroso al dignitoso all'incompreso. 
La sua partecipazione al "Pat Garrett and Billy the Kid" di Sam Peckinpah resta una
delle sue poche prove convincenti in veste di attore. Nel western crepuscolare del
maestro Peckinpah egli interpretava la parte di un non meglio identificato Alias, membro
della banda di Billy the Kid, veloce di coltello ed immortalato in una sequenza cult
mentre legge a voce alta le etichette delle scatole di piselli e fagioli in un emporio mentre
James Coburn regola i suoi conti a suon di pallottole. 
Il film però resta naturalmente maggiormente ricordato in quanto, per la colonna sonora
del suddetto lungometraggio, Dylan compose la celeberrima Knockin' on heaven's door. 
Con Hearts of fire - pseudo ritratto di un artista rock emergente e di uno sul viale del
tramonto, rispettivamente Rupert Everett e Bob Dylan - più d'un critico gridò al
sacrilegio tanto il film risultò inguardabile e tanto l'immagine di Dylan ne ebbe un danno
(non economico però visto che fu pagato con un bel pò di dollari sonanti). 
Il tentativo cinematografico più velleitario ed incompreso di Dylan resta però il Renaldo
and Clara del 1978, lunghissimo esempio di film cubista in cui egli mescolava la vita reale
(e dunque la sua musica, le sue performance sul palco) con una storia simbolista e
surreale non priva di un certo interesse ma commercialmente improponibile (ed infatti il
film fu uno dei pochi flop clamorosi della sua ultraquarantennale carriera). Film di cui egli
era attore protagonista e regista (e se vogliamo anche soggettista e sceneggiatore, posto
che quel film avesse un soggetto ed una sceneggiatura, ed a cui partecipò in teoria anche
il grande Sam Shepard con il suo apporto creativo). 
Ma le cose cambiano, per usare le parole dello stesso Dylan, ed è di qualche mese fa la
notizia che finalmente Dylan sarà protagonista di un film degno del suo nome. "Masked
and anonymous", questo il titolo originale del film, sarà diretto da Larry Charles e scritto
da Rene Fontaine e Sergy Petrov sulla base di un breve racconto inedito dal titolo "Los
Vientos del Destino" opera dello scrittore Enrique Morales. Le riprese sono state
effettuate tra Giugno e Luglio 2002 a Los Angeles.La data di uscita prevista è l' Estate
2003 (il film sarà forse presentato al Festival di Sundance e/o Cannes). 
Il protagonista sarà come detto Bob Dylan che interpreta la parte di un cantante blues
(inutile dirlo) di nome Jack Fate. Un vecchio bluesman vagabondo finito in galera che
viene fatto scarcerare dal suo ex manager (John Goodman) per un ultimo concerto. 
Di prim'ordine il cast dei comprimari, da Penelope Cruz (Pagan Lace, una sensuale
prostituta, fidanzata di Jack Fate) a Jessica Lange (che interpreta il ruolo di una
organizzatrice di concerti). Da Jeff Bridges (un giornalista) a John Goodman (l'agente di
Jack Fate). E poi Mickey Rourke, Val Kilmer, Angela Bassett ed Ed Harris, tra gli altri. 
Addirittura Jessica Lange, Penelope Cruz, Jeff Bridges, Christian Slater, John Goodman,
Val Kilmer e Mickey Rourke hanno accettato il minimo sindacale pur di fare un film con
il loro idolo Dylan. 
Variety ha dato molto spazio alla notizia: per le riprese del film c'è stato anche un
concerto speciale di Dylan accompagnato dai membri della sua band regolare Larry
Campbell, Tony Garnier, George Receli and Charlie Sexton. 
Il "concerto" è stato filmato sullo Stage 6 dei Ray-Art Studios di Canoga Park e sarà la
scena finale del film. Tra le canzoni che Dylan ha suonato e registrato per il film c'è il
traditional "Dixie". Ma Dylan ha anche suonato "If You See Her, Say Hello", "I'll
Remember You", "Dirt Road Blues" ed alcune canzoni nuove mai registrate, sia acustiche
che elettriche. 
Il film è stato girato con camere digitali da Larry Charles che ha alle spalle dozzine di
successi televisivi (inclusi due Emmy per "Seinfeld"). Charles ha dichiarato che le riprese
sono state favolose. Gran parte degli attori che fanno parte del cast del film, sebbene non
si lavorasse giovedì, sono ritornati sul set per assistere alle riprese del concerto di Dylan.
Tra questi Ed Harris, Val Kilmer, Steven Bauer and Jessica Lange. 
Nella storia del film, ambientato in un futuro prossimo, John Goodman interpreta il ruolo
di Uncle Sweetheart, manager del personaggio interpretato da Dylan, Jack Fate.
Goodman ha descritto il suo personaggio del manager come una "combinazione tra Don
King ed il Colonello Tom Parker (il manager di Elvis Presley)".  Oltre al concerto della
scena finale, Dylan e la sua musica saranno ascoltati in sottofondo anche nel resto del film. 
Bob Dylan interpreterà alcuni dei suoi classici. The times they are a-changin' è compresa
tra questi classici e sarà interpretata da un ragazzo. Sembra inoltre che Dylan scriverà
per il film almeno una canzone nuova. 
Il fascino di Hollywood evidentemente sta tentando sempre più Dylan (recente vincitore
di un Oscar per Things have changed dalla colonna sonora di Wonder Boys) visto che è
tornato a comporre musica anche per un altro film, il drammatico "Gods and Generals",
ambientato durante i primi due anni della Guerra Civile Americana. Il brano si intitola
"Crossing over the green mountain". Una ballata delle più classiche - riporta Variety -
descritta come "intensa e commovente, che ricorda molto le ballate del primo Dylan,
resa più bella dall'esperienza di tutta una vita e della maturità". 
E dal momento che Dylan sembra "tirare" anche come attore si è sparsa la voce che
potrebbe interpretare un ruolo nel prossimo film di Francis Ford Coppola ispirato al
celebre romanzo di Jack Kerouac "On the road" (Sulla strada). Il film, prodotto dal
regista di Apocalypse Now, sarà diretto da Joel Schumacher (Un giorno di ordinaria
follia, Batman Forever e Il cliente). I protagonisti saranno Billy Crudup (Saranno famosi)
probabilmente nei panni di Kerouac, e Brad Pitt, nelle vesti di Dean Moriarty.
Il ruolo ispirato a William S. Burroughs, potrebbe essere appunto interpretato da Bob Dylan. 
Insomma, a sessantuno anni suonati Dylan rischia di intraprendere una nuova carriera. Il
fascino di Hollywood riuscirà a prevalere su quello del palco e della vita da tour, sempre
in giro di città in città a proporre una musica di epoche passate? Restando fedele alla
propria natura di camaleonte Dylan potrebbe stupirci ancora una volta.
E non sarebbe l'ultima. 
Michele Murino

 
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