parte 141
Lunedì 2 Dicembre 2002


Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
Hai domande da porre, storie da raccontare, emozioni da condividere,  sul grande Bob o inerenti la sua  musica e la sua vita? 
Scrivi a spettral@tin.it e le tue mail saranno pubblicate in queste pagine ogni lunedì.
Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags

1428) E' uscito e' uscito e' uscito!
Signori e Signore il Grande CD di Mr. Dylan e' negli
scaffali e in vetrina nei negozi.
Puntuale come un orologio svizzero. La Sony Italiana
aveva annunciato il 29 Nov. l'uscita e cosi e' stato.
Io puntuale peggio di un orologio svizzero il 29 Nov.
nel pomeriggio ero dentro il negozio.
Vado dritto nelle novita' BAM! Gli occhi vacillano,
tutto quello che sta attorno al cd di Dylan non lo
vedo (altre novita' di altri artisti), non vedo chi mi
sta attorno, con uno scatto felino agguanto il cd
formato pacchetto, do una rapida occhiata per vedere se e' la
confezione con DVD. Nulla!
Il buio attorno a me si fa' ancora piu'
accentuato, passo allo scaffale di sotto, altro
pacchetto questa volta con il DVD.
L'agguanto, mi dirigo verso la cassa, non do neanche
l'occhiata al prezzo, pago e esco, il gioiello e' tra le
mie mani!
Mi avvio all'auto. Dico: lo apro con comodo a casa, aspetto.
Aspetto? E chi ci riesce!
Via! Si apre. Con cura meticolosa si estrae tutto cio'
che contiene la confezione.
Pieno di foto di dietro, davanti la
confezione, all'interno della custodia del cd,
all'esterno di questa, nella confezione che contiene il
dvd.
Il libretto e' zeppo di foto mai viste, forse una o
due! Il resto e' tutta novita' (certo che la Sony deve
avere centinaia e centinaia di foto!).
Il tempo di arrivare a vedere il DVD al televisore e
zac! Altre foto mai viste!
L'unico neo per me sono le gia' viste song da Renaldo
e Clara. Potevano metterci, che so, Hurricane!
Si comincia l'ascolto al cd.
Il suono e' fantastico, le song anche se sentite in
altre occasioni sono messe a nuovo, brillano!
Hattie Carroll, Romance in Durango, Tambourine Man sono
superlative.
Ma arriva il colpo al cuore, l'attacco di Blowin' in the
Wind in duetto con Joan Baez e' stravolgente, non so
usare un superlativo diverso da questo!
Si va avanti in un crescendo sempre maggiore, la
Rolling Thunder Revue e' fenomenale con attacchi
strabilianti e DYLAN che mette grinta e passione in
ogni song!
Il finale e' da infarto! E' un Hurricane!!!
Grande song e ritmo, sentita tantissime volte e' un
capolavoro.
Ma si arriva alle due gemme: One More Cup Of Coffee, e
Sara.
Tutte e due da brivido, con violino, armonica, batteria
Dylan raggiunge l'apice!
Che altro dire? Dico: ecco l'effetto che fa' Dylan. Come
dicevo in un altro intervento e' sempre come se fosse
la prima volta, sentire le song di Dylan non stanca
mai.
Alla prossima uscira', gia' scritto nelle note del
libretto, un altro Bootleg Series, uscita 2003.
(nota di Napoleon: il concerto alla Philarmonic Hall del 1964).
Comunque credo che questa volta la Sony ha fatto un
grande lavoro in ogni aspetto, dalla cura del
cofanetto, alle song con l'annesso DVD, un bel regalo!
Chi devo ringraziare, la Sony o Mr.Dylan? Tutti e due,
la Sony e Dylan che ha permesso di fare uscire questo
materiale.
Certo che sarebbe bello se uscisse qualche buon
concerto completo in video magari in DVD zeppo di
new's!

Stefano.

Ciao Stefano
ti ho rubato il termine "gioiello" quando ho annunciato l'uscita del cd un paio di giorni fa su MF, anche a me non veniva in mente nessun altro termine se non quello.
Concordo su tutto, la confezione è strabiliante, veramente roba per palati fini... Il contenuto dei cd... beh su quello non c'erano dubbi...
Non ho potuto condividere le tue sensazioni all'entrata nel negozio di dischi perchè a differenza di Roma (dove suppongo tu abbia acquistato il cd) qui da me ad Aosta i negozi non solo non hanno esposto il cd ma nemmeno lo hanno fatto arrivare, se non su prenotazione (almeno i negozi che ho visto io, e non è che poi qui ad Aosta ce ne siano così tanti)... Io infatti ho dovuto prenotare la mia copia con dvd allegato e quando l'ho ritirata nel negozio non c'era un cd che fosse uno, nè in versione normale nè con dvd... Solo la mia copia nascosta accuratamente sotto il banco e credo un'altra già prenotata...
Possibile che un capolavoro simile tiri così poco se pur in una città piccola come Aosta? Confortatemi voi delle grandi città... Ditemi che i negozi presso cui avete acquistato l'album ne erano strapieni e ne facevano bella mostra in vetrina (anzi scattate qualche fotografia e mandatemela così almeno mi rifaccio gli occhi).
Ciao Stefano e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


1429) Ciao, sono Fausto
ho letto su Kataweb, in una recensione al live '75, della session di
registrazione di Sara eseguita davanti alla moglie, definita
emozionante e toccante. Ne sai qualcosa?
Fausto

Ciao Fausto
immagino che tu ti riferisca alle session di Desire e dunque ci viene in soccorso Paolo Vites che ha scritto quanto segue nel suo indispensabile "Bob Dylan 1962-2002":
La sera del 31 luglio 1975 Dylan è accompagnato in studio dalla moglie Sara. Emmylou Harris invece non c'è più. E' la sera altamente emozionante (e per certi versi anche drammatica) in cui Dylan incide, in una sola take, Sara, con la moglie che lo osserva dall'altra parte del vetro della sala di registrazione. Per i musicisti presenti è quasi una violazione dell'intimità, mentre Dylan, voltatosi verso Sara, le dice al microfono: "Questa è per te" e attacca il brano che nessuno ha mai ascoltato prima. Rob Stoner, la Rivera e Howie Wyeth seguono però prontamente Dylan che lascia uscire dal suo cuore un disperato messaggio di riconciliazione verso la donna che così tanto ha significato per lui. È abbastanza impressionante pensare che questo momento così privato è stato immortalato per l'eternità, ed è ascoltabile da chiunque: ogni volta che Desire gira nel vostro cd player, o sul giradischi, quel momento con Dylan e Sara in studio si ripeterà un'altra volta, e un'altra ancora, per sempre...
La performance di Sara (così come la sua melodia) è uno dei momenti più alti di un disco che ha nelle intensissime performance vocali di Dylan il suo punto più alto.
(tratto da "Bob Dylan 1962-2002, 40 anni di canzoni", di Paolo Vites, Editori Riuniti)

In effetti quando ho letto questo pezzo mi sono venuti i brividi a pensare a Sara che si sente cantare una canzone del genere davanti a tanta gente, tutti ignari della cosa (e soprattutto lei, ignara!).
Ciao Fausto e alla prossima,
Michele "Napoleon in rags"


1430) ...
aspetto commenti sugli occhi blu del bonus dvd ... del bootleg series vol. 5...
ma quanto bello è?

Chiara

Ciao Chiara
io l'avevo scritto nella scorsa Talkin' che quest'uomo sarebbe capace di far innamorare anche i maschi eterosessuali !!! :-)
Anzi facciamo un sondaggio tra le mfarmiane: qual è la foto più sexy di Bob? Inviatemi la vostra preferita e poi facciamo una classifica...
Michele "Napoleon in rags"


1431) Ciao Michè
ho comprato venerdì il Boot 5, mi sto svenando in questo periodo con tutti
questi dischi in uscita! E' fantastico non ho mai sentito qualcosa di più
bello. Forse è più toccante del 4 in cui i tratti storici arrivavano a
prevaricare l'essenza musicale. In questo Boot 5 c'è tutto quello che si può
chiedere ad un disco, forza, poesia, arte, spettacolo, e poi basta vedere i
video (Bellissimi, ma potevano arricchirlo un po' di più il bonus dvd!!!!).
Beh questo è il mio commento a caldo (Recensione coming soon, perchè la
scriverò per Black Diamond Bay e Casertamusica). Michela mi ha regalato il
bellissimo cd di De Gregori e Giovanna Marini, è un lavoro splendido può
essere tranquillamente paragonato ai due dischi acustici di Bob, in più
forse ha la marcia in più degli arrangiamenti più freschi e nuovi. Siamo su alti
livelli, è fantastico come il doppio live con Pino Daniele, Fiorella Mannoia
e Ron, certo al posto della seconda versione di Oh che sarà potevano
inserire I Shall Be Released in italiano!! Ah Principe, Principe giochi a
fare il Dylan e forse non hai tutti i torti, perchè in fondo siete voi i
padroni della vostra arte e noi solo umili ascoltatori bramosi di continui
lampi che ci abbaglino, per distrarci dalle routine che affliggono le nostre
vite unidimensionali. Beh It's time to go now.

Un abbraccio fraterno a tutti.
BOB BLESS YOU
Salvatore "Eagle"

PS. al sito www.danajhanson.com ci sono disponibili per breve periodo alcuni
video di media qualità amatoriale molto carini (Gates Of Eden, Waiting For
The Ligth To Shine e Idiot Wind). Have a fun!!

Ciao Sal
del disco del Principe e della Marini parlo più sotto e convengo con te...
Allora aspetto la recensione del Bootleg series 5... Personalmente lo preferisco al Boot 4 anche se è una bella lotta in effetti... Una curiosità: cos'è Black Diamond Bay?
Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 


1432) Ciao a tutti!
Volevo intervenire sulle considerazioni che sono state fatte in queste ultime talkin' sui recenti concerti
di Bob Dylan.
Premetto che seguo Dylan da diversi hanni ed ho un discreto numero di bootlegs. Secondo me il motivo
della monotonia che da un po' di tempo presentano i suoi concerti non è tanto da ricercare nei
componenti della band che sono tutti di ottimo livello. Infatti dal punto di vista degli arrangiamenti hanno
qualche pecca solo le canzoni acustiche che scorrono via un po' tutte uguali, caratterizzate da una
scarsa presenza della batteria e da interminabili assoli che le dilatano oltre misura (mi sento di
escludere dalla lista tangled up in blue e lonesome death of hc). A questo proposito per cambiare il tipo
di sound credo che si debba sostituire Larry Campbell che a mio avviso insiste troppo sugli arpeggi. Io
preferirei decisamente un chitarrista più simile al quello che c'era nel periodo '94-'96 che secondo me
dava maggiore vivacità alle canzoni. Comunque il problema centrale rimane la voce di Bob. Non si può
far finta di niente, non è più quello che era fino al '97. Fino ad allora aveva una voce gracchiante ma che all'occorrenza sapeva essere estremamente pulita e potente, oggi in tutte le canzoni che richiedono
tonalità basse non c'e una vocale pronunciata in modo corretto. Questo è positivo quando Bob suona
canzoni blues (ad es. lonesome day blues) oppure veloci (ad es S.Homesick blues), diventa un dramma
quando canta gli altri pezzi. Si pensi ad esempio a canzoni quali the times they are a changing come ne
escono rovinate. Il cantato della strofa è secondo me molto brutto per poi tornare a ottimi livelli nel
ritornello quando la voce sale di tonalità.
Il problema secondo me nasce qui: oggi Dylan è costretto per essere intonato o a urlare usando a fondo
la voce (è quello che accade in pezzi quali tangled up in blue o in alcune recenti cover) oppure a cantare in falsetto come accade in un  numero troppo elevato di canzoni. Per chiarire meglio quanto ho detto rimando all'ascolto ad es di hard rain is gonna fall suonata in occasione della great music experience e a quella cantata in qualsiasi recente concerto anche se potrei allungare la lista con molti altri confronti.Non è quindi la svogliatezza di suonare a causare un netto abbassamento della qualità delle esibizioni live ma una caratteristica oggettiva della sua voce : non potendo cantare per due ore usando  tonalità alte si mette spessissimo per evitare di stonare, a cantare in falsetto nei momenti in cui ci sono note più basse.
E' per questo motivo che non sono molto ottimista per quanto riguarda la continuazione del never ending
tour nel 2003. Se non si fa operare alle corde vocali (penso sia tecnicamente possibile) o quantomeno non smette di fumare le cose continueranno così e i suoi concerti regaleranno solo a sprazzi grandi capolavori.
Davide

Ciao Davide,
mi sembra di capire dunque che la "svogliatezza" di cui parlavamo tu la attribuisci non tanto ad un fatto di "mente" quanto di capacità vocali... Cioè, se Bob avesse la voce di un tempo gli tornerebbe anche la voglia di cantare... Io credo che sicuramente questa influisca, la voce intendo, però tutto sommato in passato secondo me Bob ha avuto periodi anche peggiori da quel punto di vista... Non sono sicuro (non ne capisco nulla della materia) sul fatto che tecnicamente basterebbe un'operazione alle corde vocali... Qualche esperto in materia può darci qualche dritta?...
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


1433) Ciao Michele! Come va?
Qui sotto trovi la recensione del dvd di Jones... (...)
Credo che mi permetterò di mandarti altre cose di questo tipo per il sito,
in futuro... (a proposito, sto prendendo accordi con Eleonora per R&C! Fra
poco si parte!).
Fammi sapere che pensi di questo piccolo pezzo, nel frattempo
Salutissimi,
Beni "Hamster"

Dunque, la recensione del dvd di Jones è superba e se qualcuno non l'avesse letta deve farlo subito andando qui

Mmm... dunque l'idea che avevo lanciato qualche Talkin' fa di una joint-venture mfarmiana per la traduzione di tutti i dialoghi del film Renaldo and Clara sta per diventare realtà (un'opera immane ne convengo, per la quale sarete decorate sul campo e come minimo vi si dedicherà un monumento equestre). Aspetto con ansia il vostro lavoro...
Poi magari se qualcun altro avrà voglia si potrebbe fare lo stesso per Eat the document (outtakes compresi) :-)
Ciao Beni e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


A proposito di traduzioni avevo inserito qualche giorno fa quella di "Bob Dylan's New Orleans Rag" versione alternativa (la trovate qui). In effetti mancava un pezzo ed ancora Alessandro Carrera mi salva con la seguente mail esplicativa (in cui ci spiega anche un particolare sul sindacato citato da Woody Guthrie in "Talkin' Merchant Marine Blues", altro testo anch'esso tradotto su MF di recente - vedi qui)

1434) Caro Michele,
il sindacato AFL-CIO non era unito ai tempi di Woody Guthrie, lo e' diventato dopo. Se non erro, il CIO a quei tempi era decisamente piu' a sinistra.
Per quanto riguarda il verso di "Bob Dylan's New Orleans Rag" (versione alternativa)

Well somebody else with his hell of a miss
Fell out of the window an' he fell the test
Well he slid an' he slunk in broken french
An' he looked like he'd been thru a monkey wrench.

siamo di fronte a problemi di traslitterazione e ad un inglese quasi "jive" (gergo dei neri). Sono abbastanza sicuro che "fell" stia per "failed". Suppongo che il tutto voglia dire:

E poi qualcun altro con la sua mira infallibile [in senso ironico, ovviamente]
e' caduto dalla finestra e ha mancato il bersaglio [in senso traslato, perche' vorrebbe dire che 'e' stato
bocciato']

Ciao e a presto
Alessandro Carrera

Benissimo. Dunque anche questo mistero è risolto. Il verso (che ho provveduto ad aggiungere qui) suona dunque così:

Beh, e poi qualcun altro con la sua mira infallibile
è caduto fuori dalla finestra e ha mancato il bersaglio
Beh, scivolava e sgattaiolava parlando in francese scorretto
e sembrava fosse appena passato in un tritacarne

Michele "Napoleon in rags"


E per restare sempre in tema di traduzioni ecco Francesco "Tiger"

1435) Ciao Michele,
potresti tradurre anche Tell me, momma da The bootleg series volume 4? E potresti tradurre anche le strofe diverse da quelle già pubblicate di Baby, let me follow you down da The bootleg series volume 4 e di Tangled up in blue, Simple twist of fate e The water is wide da The bootleg series volume 5 ?
Ciao.
Francesco "Tiger"
Ti riporto la traduzione di I shall be released che De Gregori sta proponendo negli ultimi concerti:

Nel mondo qua di fuori non c’è traccia
E dicono che è meglio che è così
Ma non dimentico la faccia
Di chi mi ha preso e mi ha sbattuto qui

E ho una luce intorno
Quell’innocenza è verità
Ogni giorno come il giorno
Che uscirò da qua

Dicono che un uomo può sbagliare
Che certi errori costano parecchio
Ma quando il sole passa lungo il muro
Io mi ci vedo come in uno specchio

E ha una luce intorno
Quell’innocenza è verità
Ogni giorno come il giorno
Che uscirò da qua

Un uomo accanto a me
Seduto fra la gente
Ripassa la sua vita e non ci sta
E parla e grida e giura
Che non ha fatto niente
Che non dovrebbe essere qua

Ed ha una luce intorno
Quell’innocenza è verità
Ogni giorno come il giorno
Che uscirò da qua

A presto.
Francesco tiger

Ciao Francesco
per le versioni alternative delle canzoni che citi avrei bisogno dei testi in inglese... Li cerco... Se qualcuno li ha e me li manda mi facilita il lavoro...
Per Tell me momma ok, la inserisco quanto prima...
Grazie per il testo di Francesco De Gregori (a proposito, hai visto la sua partecipazione al programma di Raiuno sabato sera dove ha fatto pace con Morandi cantando proprio "Buonanotte Fiorellino" che era stata all'origine della loro lite?)
Ciao
Michele "Napoleon in rags" 


1436) Ciao Michele,
come va? Sono Massimo dalla provincia di Salerno. Tempo fa inviai un paio di mails alla posta di
Maggie's Farm (non so se ricordi)...
La scoperta del tuo sito é stata per me una tappa fondamentale nella conoscenza approfondita di Dylan,
che musicalmente merita un discorso a parte rispetto ai miei pur stratosferici idoli. Dylan é... :-)
Non ho partecipato al Dylan Tree perchè prima vorrei conoscere per bene tutta la produzione ufficiale.
E poi Dylan è un universo e non vorrei correre il rischio di smarrirmi. Le registrazioni dei suoi concerti
sono innumerevoli ed io non sono ancora un super-esperto. Per adesso mi godo il piacere della lenta
scoperta!
Comunque l'anno scorso a Napoli l'ho visto in concerto per la prima ed unica (finora) volta. E' stata una
delle serate più belle della mia vita.
Resto in attesa di tue nuove, ringraziandoti comunque anticipatamente per la cortesia e per il lavoro
svolto nella Fattoria.

Ciao Michele.
Massimo "The Monkey" Guglielmelli.

P.S.
1) Vorrei rettificare il giudizio che espressi su De Gregori in una di quelle mail. Ho ascoltato una decina
di Album del Principe e lo trovo GRANDIOSO!

2) A quando il 2° volume del magnifico libro di Elaine Moryson "La storia dietro ogni canzone di Bob
Dylan?"

Ciao Massimo per i punti che ho tagliato della tua mail devi rivolgerti ai gestori del Porcile di Maggie's Farm, Anna "Duck" e Carlo "Pig" (puoi contattare quest'ultimo a: ilmio.divista@infinito.it - ti do il suo indirizzo perchè già troppi maschietti scrivono alla Papera ed io ho già troppa concorrenza :-) ). Tra l'altro la tua idea non è da scartare dunque potresti lanciargliela. Per quanto riguarda i due ps finali che ho tagliato fammi sapere.
Sono contento che tu ti sia innamorato di De Gregori e ne approfitto per ricordare a quei pochi che ancora non lo sapessero che è uscito il nuovo bellissimo e coraggioso album di Francesco cantato insieme a Giovanna Marini, "Il fischio del vapore". Si tratta di 12 vecchissime canzoni tradizionali italiane più "L'abbigliamento di un fuochista", capolavoro di De Gregori dall'album "Titanic".

Sento il fischio del vapore
O Venezia che sei la più bella
L'attentato a Togliatti
I treni per Reggio Calabria
Nina ti te ricordi
Sacco e Vanzetti
Donna lombarda di Gualtieri
Il tragico naufragio della nave Sirio
Il feroce monarchico Bava
Lamento per la morte di Pasolini
L'abbigliamento di un fuochista
Saluteremo il signor padrone
Bella ciao
O Venezia che sei la più bella
(Coro e Banda)

Francesco De Gregori e Giovanna Marini

A questo indirizzo sono parzialmente ascoltabili
http://www.sonymusic.it/degregori/discografia/index_disco.html

Ciao Massimo e alla prossima

ps: vista la tua firma ti ho inserito nella Fattoria come "Monkey"
ps2: per il momento non credo sia prevista la seconda parte del libro di Elaine Moryson, a breve termine almeno. Naturalmente su MF pubblicizzeremo una eventuale prosecuzione dell'opera
ps3: concerto a Napoli? Se vuoi puoi raccontare tutto per la nostra sezione "Racconti dal Neverending Tour" 


e a proposito della "duck", eccola qui:

1437) Ciao Michele,
ho scaricato dalla rete un po' di rassegna stampa per il nuovo disco di Bob che ti mando in allegato. Magari ti può servire per MF.
Ciao
Anna "Duck"

Ciao Papera,
grazie infinite
 

Nel circo beat di Bob Dylan
Girando l’America con Joan Baez, Allen Ginsberg, Roger McGuinn al tempo di "Hurricane"

di GIÒ ALAJMO (Il Gazzettino)
«Non ho mai visto Dylan cantare con tanta grinta prima d'ora. Sembra proprio un imperatore del suono» disse Allen Ginsberg dei concerto della Rolling Thunder Revue. Rimaste finora affidate quasi esclusivamente alla memoria di registrazioni pirata, le incisioni di quel famoso tour del 1975 tornano ora alla luce grazie all'uscita di un doppio album ufficiale Columbia per la collana "Bootleg series, vol.5") che cerca di fare un po' di ordine nella sterminata produzione dal vivo del menestrello Duluth.

Gli anni Settanta sono stati fondamentali per il "Verbo" del decennio precedente. Dopo essere diventato suo malgrado la "voce" del Movimento giovanile con le sue canzoni poesie, i suoi inni profetici, Dylan si era ritirato in silenzio approfittando di un incidente di moto nel 1966. Lontano dai riflettori aveva registrato nuovo materiale con la band nella cantina della sua casa di Woodstock, quindi aveva fatto uscire tre dischi controversi come "John Wesley Harding", l'omaggio country di "Nashville Skyline" e l'ironico "Self Portrait" autoritratto in cui interpretava prevalentemente ballate pop e brani di altri. Tornato in pubblico nel 1969 al festival di Wight e un album minore "New Morning" si era richiuso a gestiore i prorpi problemi familiari finchè George Harrison non l'aveva convinto a riprendere il suo posto sul palco, apparendo a sorpresa al concerto per il Bangla Desh, prima apparizione americana dopo oltre un lustro. La colonna sonora del film di Peckinpah "Pat Garrett e Billy the Kid" e la decisione di parteciparvi come attore di contorno fecero tornare a Dylan la voglia di girare con la chitarra a tracolla. Lo fece per un lungo tour con gli amici della Band, e quindi, dopo un periodo di crisi discografica che aveva prodotto il debole "Planet Waves" e l'ottimo "Blood on the tracks", nato contemporaneamente alla fine del suo rapporto con la moglie-musa Sara, Dylan decise che era venuto il momento di ripartire. Lo fece allestendo nel 1975 una specie di circo musicale, la "Rolling Thunder Revue" (La rivista del tuono rotolante) in cui raccolse una allegra combriccola di amici, Joan Baez, il poeta Allen Gisberg, il chitarrista di David Bowie Mick Ronson, la mente dei Byrds Roger McGuinn, una violinista Scarlet Rivera e vari ospiti a partire da Joni Mitchell che lo raggiungevano di tappa in tappa lungo gli Stati Uniti. Questa tournée sicuramente unica nella storia della musica gli diede l'ispirazione per l'album "Desire" per un film semiautobiografico "Renaldo e Clara" e segnò una svcolta decisa nella sua carriera e nella sua produzione.
 

2.

BOOTLEG SERIES VOL.5
«Stanotte resterò qui con voi e busserò alle porte del Cielo»
(Il Gazzettino)
 

(g. al.) "Bob Dylan Live 1975 - The Rolling Thunder Revue" è un doppio cd con una confezione speciale comprendende un booklet di 52 pagine e un dvd con due canzoni tratte in esclusiva dal film "Renaldo e Clara" ("Tangled Up in Blue" e "Isis" remixate in formato audio 5.1) e altro materiale filmato. Per i collezionisti è una vera chicca, e per i fan e studiosi di Dylan è il ritrovamento di un vero e proprio tassello mancante alla storia del più importante cantautore del XX secolo.
Concepito assemblando il materiale registrato in cinque concerti simili tra il 19 novembre e il 4 dicembre 1975, l'album riporta di fatto la scaletta base dello spettacolo a partire da "Tonight I'll Be Staying Here With You" ("stasera resterò qui con te/voi") fino a "Knocking on Heaven's Door". la band composta da Bobby Neuwirth (chitarra voce), Scarlett Rivera (violino), T-Bone Burnett e Mick Ronson (chitarre), Steve Soles chitarra e voce, David Mansfield (strumenti country), Rob Stoner (basso), Howie Wyeth (piano batteria), Luther Rix (batteria), Ronee Blakely (cori), vede anche gli interventi di Joan Baez alla voce in quatro rani a duetto, e di Roger McGuinn per il brano conclusivo.

La carriera di Dylan fino a quel momento è ben disegnata da un concerto con una band di grande impatto che sa scivolare dal rock al country, dalle ballate al blues. Ci sono i classici come "It ain't me, babe" (non sono io, bimba) che Dylan usava come difesa da chi lo vedeva come un profeta, un mito, un leader, l'antinucleare "A Hard Rain's a-Gonna Fall", "Mr Tambourine Man", e , in duetto con Joan Baez, l'inno pacifista "Blowin' in the wind" e quello fatto proprio dai movimenti per l'emancipazione e di diritti civili "I Shall Be Released".

C'è il Dylan acustico e solitario di "It's all over now, Baby blue", che riporta al momento della delusione dei fan folk aper la sua svoolta elettrica al festival di newport '65, e ci sono anche canzoni "minori" come "Mama, You Been On My Mind", la tradizionale inedita "The water is wide" o altre più personali o in forma di racconto che Dylan amava, come "The Lonesome Death of Hattie Carroll", "Love Minus Zero/No Limit", "It Takes A Train To Laugh, It Takes A Train To Cry". Alla rilettura di canzoni importanti come "Simple Twist Of Fate", "Tangled Up In Blue", "Sara" e "Just Like A Woman" Bob Dylan agiunge la riproposta praticamente dell'intero album "Desire" con i suoi sapori polverosi e western, da "Romance in Durango" che spirò anche Fabrizio De André, a "One More Cup Of Coffee" e naturalmente "Hurricane" la lunga ballata di denuncia dedicata al pugile Rubin "Hurricane" Carter condannato ingiustamente per omicidio, che pprima di diventare recentemente un film, segno il ritorno per Dylan alle campagne d'impegno civile e politico dei primi anni.

Le canzoni di "Desire", scritte assieme al regista dello show e del musical "Oh Calcutta!" Jacques Levy furono presentate per la prima volta in anteprima dal vivo e affinate lungo il tour prima di finire su disco.

Ma anche del materiale precedente Dylan scelse di fare delle rivisitazioni musicali continuando come d'abitudine a creare nuove versioni, cambiando ritmi tempi e arrangiamenti. Così "It ain't me baby" assume colori country-reggae, "Hard Rain" prende sapori country rock, ma in assoluto tutto l'album è cantato in maniera straordinaria e suonato in maniera eccellente, con una "Hurricane" che fila come un treno.

Molto interessante anche quanto il biografo Larry Ratso sloman scrive del tour nel booklet e nel libro "On the Road with Bob Dylan ", un capitolo del quale, con interessanti commenti critici di Allen Ginsberg sulla poesia e la canzone di Dylan è scaricabile gratis su internet dal sito ufficiele www. bobdylan .com..
 

3.

Un carrozzone per il menestrello in Commedia dell'Arte

Con i due cd «Rolling Thunder Revue» del '75 in uscita in questi giorni, Bob Dylan e l'etichetta Columbia della Sony proseguono nel patto di sangue che avevano stretto nel 1991, dopo che gli avvocati delle parti avevano speso mesi a far conti. Mp3 non era ancora nato (Dylan ha una causa in corso con il sito ormai scomparso) e a quei tempi i guai venivano piuttosto dalle registrazioni pirata del Vate di Duluth, un canale economico parallelo di rilevanza enorme, con montagne di royalties sottratte ai legittimi proprietari: tanto valeva iniziare a pubblicare i documenti cruciali con la dovuta qualità sonora. E cominciò questa «Bootleg Series» che già annuncia per l'anno prossimo la sesta puntata, un live registrato il 31 ottobre '64 alla Philharmonic Hall di New York, noto come «Il concerto di Halloween». I cultori di Dylan hanno alcuni punti cardinali nell'ascolto. La «Rolling Thunder Revue» è uno di questi ed è dunque stata fra le più sfruttate nei bootleg: per l'aspetto avventuroso e fantasioso del concepimento del progetto, per la sua originalità rispetto alle formule già allora abusate del musicbusiness, perché mostrava il nostro già enigmatico eroe al centro di un progetto creativo più ampio, multimediale come si direbbe ora, visto che il materiale del tour diventò oggetto del leggendario quanto contestatissimo Renaldo & Clara. Grazie allo studio mobile utilizzato per i concerti di Worcester, Boston, Cambridge e Montreal, da cui sono tratti i brani, il disco in uscita sfodera una qualità sonora notevole che ripulisce la patina di quasi 30 anni di storia musicale. Bob era così motivato nel suo lavorìo cinematografico da aver già girato alcune scene durante le prove dei concerti a New York; però solo al debutto di Falmouth cominciò a fare sul serio, con tutta la troupe (e la confusione, narrano le cronache) che aveva messo su. L'Uomo coltivava da tempo un sogno. Robbie Robertson confessò che gli aveva parlato già nei '60 di «una situazione tipo carrozzone di zingari che si spostasse per il paese, sul quale potessero salire persone differenti a fare cose differenti»; l'idea era espressamente ispirata alla libertà della Commedia dell'Arte italiana: «Hai mai visto gli attori del teatro tradizionale italiano? La commedia dell'arte? Ecco, questa è un'estensione musicale di tutto ciò», disse in una rara intervista; da lì, pare, la maschera bianca sul volto con la quale appare sul palco nel film del tour. Il piano prevedeva di affittare piccole sale sotto falso nome, e far circolare volantini nei college una settimana prima dello show, vendendo i biglietti con il passaparola. Dylan è sempre stato arcistufo della zavorra del mito che si portava dietro, ma da quella volta lì si sarà rassegnato per sempre, perché la nutrita compagnia di giro - con Joan Baez in sempre più aperta competizione con l'ex boyfriend sul palco - finì per atterrare in grandi spazi fra nugoli di cronisti e di fans, facendo venir meno le ragioni profonde del progetto. Nel disco, con la riconosciuta bellezza della musica e l'accuratezza tonda, letterale degli arrangiamenti, con un Dylan scoppiettante di vitalità anche vocale, sfilano secondo la scaletta originale proprio i brani che ancora oggi l'indomito Vate va ripetendo sui palchi di tutto il mondo: It Ain't Me, Babe, Tambourine Man, Blowin? in The Wind, I Shall Be Released, It's All Over Now, Baby Blue, Tangled Up in Blue, Knockin' On Heaven's Door. Ma c'è per esempio un abisso fra la Just Like A Woman che compare nell'album e quella strascicata, strapazzata da una voce gutturale che abbiamo ascoltato appena lo scorso 19 aprile al PalaDeAndré di Ravenna. Sconvolge chi abbia seguito Dylan un po' dovunque in questi ultimi vent'anni, la pronuncia dei testi nei due cd: chiara, non proprio alla Sinatra ma quasi. Il menestrello della maturità ha smesso da tempo di pronunciare le parole; le strascica, le morde e le mangia, mentre ogni volta reinventa la musica. Pare essersi arreso all'inevitabilità delle celebrazioni, ma la sua è una sorta di resistenza passiva che si ferma all'aspetto formale dei concerti: perché poi visibilmente, orgogliosamente, non cede sulla passione per la parte fisica del suo lavoro. E sempre più rinsecchito, sempre più chino sullo strumento, con il cappello sempre più ampio sul volto, si confronta con la band sul palco come un capo meccanico nell'officina: per riscriversi ogni volta, forse per trovare nuove ragioni al suo incomprensibile Neverending Tour.

(Marinella Venegoni - La Stampa)
 

4.

Bob Dylan, tuoni r'n'r dal lontano '75

Esce il quinto episodio della Bootleg Series, The Rolling Thunder Revue che da un decennio mostra il lato più oscuro del cantautore e poeta americano. Immortalata su CD una storica tournée con grandi canzoni e ospiti d'eccezione

di Giorgio Casari

Riapre lo scrigno delle rarità e delle registrazioni inedite dedicate a una delle icone musicali della storia contemporanea. Esce domani Bob Dylan Live 1975 - The Rolling Thunder Revue, quinto episodio delle The Bootleg Series che da un decennio mostrano il lato più oscuro del cantautore e poeta americano, sottraendolo ai fortunati (e/o maniaci) possessori di dischi pirata storici quali The White Wonder o The Genuine Basement Tapes.

Come era stato per il quarto volume della collana, il cosiddetto Live At Royal Albert Hall, The Rolling Thunder Revue si occupa di un momento dal vivo importantissimo per il Nostro, fotografandolo nel corso delle sue avventure più esaltanti e senza rete: una band girovaga per gli States (e il Canada), "un gruppo di zingari su un bus che va alla scoperta dell'America" di cui fanno parte fra gli altri nomi come Roger McGuinn, Joni Mitchell, Ronee Blakey e parecchi altri, di volta in volta.

L'album si rivela subito, come era stato per la pubblicazione del concerto alla "Royal Albert Hall" (che in realtà si svolse a Manchester), decisamente all'altezza delle aspettative. Rinverdisce la tradizione delle registrazioni pirata e come minimo le affianca nel disegnare la forza dal vivo che Dylan, a tratti, sa possedere e che non è quasi mai stata documentata a dovere nei live ufficiali.

Vengono così eternati un pugno di show della RTR, tra novembre e l'inizio di dicembre del 1975, a cavallo dell'ultimazione di Desire in studio e della sua pubblicazione, un anno dopo: le canzoni sono quelle che hanno fatto grande il Nostro, da Blowin' In The Wind a Just Like A Woman, da It Ain't Me Babe a Mr Tambourine Man (ad arricchire il tutto c'è anche la tradizionale The Water Is Wide), suonate con una fluidità chicana che a Dylan non toccherà mai più di raggiungere, se non nella ripresa, giusto un anno più tardi, di questo show itinerante.

Le versioni di pezzi celebri e quasi minimali - su tutte, la resa variopinta di The Lonesome Death Of Hattie Carroll o quella quasi strozzata di It's All Over Now, Baby Blue, la toccante e spoglia Romance In Durango - che diventano invece fastosi momenti di suono di confine fra l'America rurale e quella assolata della frontiera messicana, così come la presenza di brani tratti dagli ultimi due dischi di Mr. Zimmerman, danno a queste registrazioni un valore musicale ed estetico assoluto. In primo piano ci sono violini e chitarre in chiave roots, la melodia è portata avanti più che felicemente e resta comunque un senso di happening, di felice fracasso, che rende le tracce memorabili e spontanee come poche altre cose, non solo sue.

E' anche il momento di un ripensamento, di una riflessione profonda sulla vita di chi scrive pezzi come Sara (registrato davanti alla moglie, in una session drammatica e emozionante, negli stessi mesi di queste esibizioni), oppure prende posizione sulla vicenda del pugile Rubin Carter, condannato per un duplice omicidio di cui se è sempre dichiarato innocente, con Hurricane, si affida alla lettura per immagini e psicanalitica in quello che è uno dei suoi capolavori, Blood On The Tracks (uscito proprio nel 1975), qui rappresentato da titoli quali Tangled Up In Blue e Simple Twist Of Fate: una fase creativa di cui The Bootleg Series Volume 5 è testimonianza e arricchimento, filologico e non.

I fan di vecchia data di Dylan troveranno finalmente una versione degnamente audibile e non sbiadita del "carrozzone" di cui si diceva e potranno concordare su quanto scriveva Allen Ginsberg, un momento di "poesia e musica come fu sognata negli anni Cinquanta e Sessanta", divulgata di città in città con l'idea dei vecchi pionieri e dei medicine show dello scorso secolo.

(Kataweb - Musica)
 

5.

Bob Dylan LIVE 1975 - THE ROLLING THUNDER REVUE

Parlando di pubblicazioni storiche inedite come questo quinto volume delle "Bootleg Series" di Bob Dylan (i primi tre erano quelli del Box del 1991, il quarto il famigerato tour elettrico del 1966 pubblicato nel 1998), ci sono tre ordini considerazioni da fare: il piano documentaristico, il lavoro di rimasterizzazione e confezionamento da parte della casa discografica e, infine, la piacevolezza e attualità delle registrazioni.
Partiamo dal punto primo: lasciamo ai dylanologi più incalliti il compito di dissezionare il momento storico in cui Dylan ideò la Rolling Thunder Revue, e che questo doppio CD testimonia. Alcuni semplici dati per contestualizzare il momento: nel 1975 Dylan era a metà tra la pubblicazione di due capolavori assoluti. Il primo, “Blood on the tracks”, era uscito da poco; il secondo, “Desire”, sarebbe uscito nel gennaio del 1976. Così Larry ‘Ratso’ Sloman racconta nelle note di copertina del CD la decisione di mettere insieme questo varietà (“Revue”) itinerante chiamato “Rolling thunder”, “un carrozzone sonoro d’altri tempi, una sorta di estensione musicale della commedia dell’arte all’italiana” condiviso con amici come Joan Baez, Roger McGuinn, Ramblin’ Jack Elliott, Bob Nuewirth: “veniva affittata una sala da concerti piuttosto piccola sotto falso nome. Una settimana prima del concerto i campus dei college locali venivano visitati dai promoter che facevano circolare volantini e prevendite per lo spettacolo; i biglietti venivano venduti così soprattutto con il passaparola. La sera prima del concerto i bus sarebbero arrivati in città per ripartirsene subito finito lo show diretti alla località successiva. Tutto quello che doveva fare Dylan, da buon capocomico, era assegnare le parti”. In altre parole, questo CD racconta uno dei tanti momenti di grazia di Dylan, comunque uno dei più vividi, creativi e lucidi.
Per quanto riguarda il secondo punto, il lavoro della Columbia Legacy nel recuperare e rendere pubbliche le registrazioni di quel periodo è stato pressoché impeccabile: le 22 canzoni provengono dagli unici 5 concerti del tour registrati su un 24 tracce. Il lavoro sui master è stato notevole, e il suono è pulito, la voce perfettamente in evidenza. Unica minima scelta discutibile, l’assemblaggio: le canzoni sono state messe in sequenza a formare un’unica ideale scaletta della Rolling Thunder Revue, pur provenendo da fonti diverse. Ottima la confezione, corredata di bel un libretto fotografico di 56 pagine.
Ed eccoci al terzo punto, che ci pare sia stato spesso tralasciato nelle varie presentazioni dell’album, insistendo –comprensibilmente- sul suo valore documentariale. Questo punto potrebbe essere tradotto così: vale la pena procurarsi questo doppio CD, se non siete dei dylanologi completisti ed incalliti? La risposta è si, assolutamente. Perché al di là della testimonianza storica, bisogna dire che questo album è soprattutto attuale e bello a quasi trent’anni dalla sua registrazione. Dylan è impregnato del suono folk rock di “Desire”, il violino di Scarlet Rivera è spesso presente, ma non dimentica le sue radici acustiche nei diversi numeri per sola chitarra. Soprattutto è in un punto di equilibrio tra interpretazione originale e snaturamento: rilegge e rivisita le canzoni, ma le canta in modo naturale, senza volutamente storpiarle, come spesso farà in seguito nei suoi concerti. Le versioni di classici come “Just like a woman” o “I shall be released” sono ancora da brivido oggi. Ma forse il caso più evidente è “Knockin' on heaven's door”, le cui parole vengono cambiate, rivoltate, ma la cui linea melodica è meravigliosamente intatta.
In definitiva, questo “Live 1975” è uno delle migliori incisioni live ufficiali di Dylan, assolutamente consigliato anche a chi ha voglia di ascoltare il Menestrello al massimo dello splendore.

(Gianni Sibilla)
(Rock Online Italia)


1438) Giovedì 5 Dicembre 2002 ore 21.30

 "Vicolo De' Musici - Folkosteria", nell'ambito del ciclo "Anime salve -Canzone d'autore" (tutti i giovedì del mese) presenta:

Roberto Petruccio Marcello Canzoniere Simone Ginnetti
(Voce e tastiere) (Voce e chitarre) (Voce, piano e chitarra)

in:

"Lettere da sopra la pioggia"

Cover di Ivano Fossati, Fabrizio De André e brani inediti

"Vicolo De' Musici - Folkosteria" Via della Madonna dei Monti, 28 (Roma) Tel. 066786188 Internet: www.vicolodemusici.it Ingresso libero
 
 
 

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