parte 130
Lunedì 16 Settembre 2002


Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
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Napoleon in rags


1299) Ciao Michele,

provo a rispondere alla richiesta di Diego circa i migliori bootleg di
materiale acustico degli ultimi 10 anni. Innanzitutto, non mi risulta siano
molti, visto che non ci sono state (tranne rarissisme eccezioni) performance
esclusivamente acustiche di Dylan nel periodo considerato.
Di conseguenza, i bootleg con tali caratteristiche non possono essere altro
che compilation.

1) ACOUSTIC AUSTRALIA 1992
Compilation di brani acustici tratti dal tour australiano di marzo/aprile 92
(2 cd).

2) ACOUSTIC COMPILATION -- 1997 (3 cd)
Compilation contenente una versione di ogni singolo brano acustico eseguito
nel corso del 97 (3cd)

3) ACOUSTIC COMPILATION 1999 (4 cd)
Contiene una versione di ogni brano acustico eseguito nel 1999 (4 cd)

4) ACOUSTIC COMPILATION 2000 (4cd)
Contiene una versione di ogni brano acustico eseguito nel 2000 (4 cd)

5) ACOUSTIC 2000 REDUX (4cd)
In parte alternativa e in parte complementare alla precedente. Contiene
infatti versioni diverse per alcune canzoni, e le stesse versioni per altre.

Al di là delle compilation, le uniche performance interamente acustiche
degli ultimi dieci anni sono ovviamente quelle di Unplugged, del '94.
Esistono numerosi bootleg a testimonianza di quelle registrazioni, di cui il
migliore è senz'altro COMPLETELY UNPLUGGED, contenente le versioni complete
dei due concerti (del 17 e 18 novembre 1994) di cui il Cd ufficiale
'Unplugged' è un estratto.
Esistono poi alcuni bootleg contenenti i brani eseguiti durante le prove del
16 novembre 94. Il più completo è senz'altro 'REHEARSALS FOR MTV UNPLUGGED'

Quanto ai concerti, gli unici (quasi) totalmente acustici rimangono quello
di Atlantic City 19/11/99 (primo concerto, tutto acustico eccetto l'ultima
canzone), riportato da numerosi bootleg (RAMBLIN' GAMBLIN' CASINO MAN,
ATLANTIC CITY, COOLEST PLACE IN TOWN, ABCD) , e quello di Horsens, 21/5/2000
(in realtà in buona parte anche elettrico, ma con un contenuto di canzoni
acustiche leggermente superiore alla media del periodo, HORSEN THEATRE).
Di bootleg acustici non me ne vengono in mente altri, per il periodo
considerato, ma ovviamente potrei averne tralasciato qualcuno.
In ogni caso, per ulteriori dettagli sulle tracklist dei suddetti bootleg
(così come di ogni altro bootleg di Dylan in circolazione), consiglio la
consultazione del sito:
http://www.angelfire.com/wa/monicasdude/
Quanto alla reperibilità, le versioni originali di tali bootleg sono
piuttosto difficili da reperire, almeno in Italia. Se ci si accontenta di
una copia, consiglio di visitare i seguenti forum di scambi di materiale di
Dylan:
http://www.dylantree.com/phorum/list.php?f=3 (è necessario registrarsi
fornendo un indirizzo email)
http://pool.dylantree.com/phorum/list.php?f=7
praticamente uguale al precedente, ma non richiede alcuna registrazione. Il
primo sito ha comunque molti più contatti.

ciao,
Alessandro Cavazzuti

Ciao Alessandro e grazie di tutto
Michele "Napoleon in rags"


1300) Ciao Michele,
spero di non essere arrivato in ritardo per la pubblicazione sul Talkin' ma
in questi giorni ho lavorato parecchio e studiato ancor di più.
Riguardo all'ingresso o meno di Dave Alvin nella band di Dylan, da fonti
certe ho saputo che molto probabilmente nel prossimo tour ci sarà la
sostituzione. Tuttavia Alvin non abbandonerà i Blasters, con i quali
proseguirà la promozione del nuovo disco e di un tour. Il mio parere a
riguardo è che Sexton è eccellente ma Alvin, è grandissimo, hai mai sentito
qualcosa dei Blaster?? Beh sono superlativi.
Riascoltando più volte Legionnaire's Disease in questi giorni ho provato a
trovare un'interpretazione a questo testo, in effetti la malattia del
legionario esiste davvero, ed è nota come legionella, di solito si contrae
attraverso gli impianti di aria condizionata dove il bacillo si annida e si
espande nell'aria grazie ai flussi della ventola. Passando alla canzone da
alcune ricerche ho trovato che è stata eseguita nel Soundcheck di Detroit,
MI, il 13/10/1978, mai suonata dal vivo, nè si conoscono versioni in studio.
E' disponibile nella sola versione della Billy Cross' Delta Cross Band e
contenuta nell' album "Up Front" e sulla B-side del loro singolo BACK ON THE
ROAD AGAIN. Il testo ad un primo impatto potrebbe risultare molto criptico e
di difficile interpretazione in effetti il tema centrale è appunto la
malattia del legionario, che Dylan vede come una sorta di rivolta della
natura nei confronti dell'uomo. L'inizio è nel più classico stilema
dylaniano, il say enunciativo ripetuto nel contesto dell'anafora, che Bob
pone all'inizio di ogni verso (" C'è chi dice che furono le radiazioni, chi
parla di acido sul microfono, chi parla di una combinazione che trasformò i
loro cuori in pietra ma qualunque cosa fosse li mise in ginocchio"), imprime
un senso di incertezza latente su cosa stia succedendo al mondo, che sembra
sotto la sferza di una natura vendicativa o forse di una divinità
vendicativa (Nella Bibbia si parla anche di un Dio vendicativo vd. Sodoma e
Gomorra in Jokerman), e in questo senso tale testo potrebbe rientrare in un
discorso di preparazione al periodo religioso. L'immagine più forte e
criptica della prima strofa è senza dubbio quella dell'acido sul microfono,
il testo inglese non ci aiuta più di tanto, e quindi anche in una traduzione
italiana libera va tradotto nel modo più letterale possibile, tuttavia si
potrebbe riferire tale immagine ad una fine immaginara per le rockstar, dal
cui microfono potrebbe uscire dell'acido letale. Il refrain a fine verso
anche qui molto in linea con la tradizione testuale dylaniana va a
richiamare il titolo. La seconda strofa, cambia visuale narrativa e ora è
lui a dire la sua, parla di un numero imprecisati di morti di quell'anno,
usando un espressione che sa molto di film western (Vorrei aver guadagnato
un dollaro per tutti quelli che quell'anno furono presi per il collo), delle
vecchiette che piangevano, del suo cuore stretto come in una morsa, è tutto
questo a delineare uno scenario di distruzione e di morte che pervade tutto
il testo, creando un atmosfera di latente sofferenza anche nell'ascoltatore.
Il terzo ed ultimo verso, è un accavallarsi di eventi temporali distanti nel
tempo ma che Bob pone in un ambito temporale ristretto, il nonno che
combatte durante la rivoluzione, il padre nella guerra del 1812 e lo zio in
Vietnam e una guerra tutta da solo, sembra quasi una sorta di maledizione
caduta sul mondo, nello specifico sulla sua famiglia, una maledizione che
viene dagli alberi, quindi dalla natura. Questa maledizione è una malattia che
uccide, una sorta di virus letale, che la natura usa come mezzo di
ribellione nei confronti dell'uomo, della sua vita sociale e politica,
sempre più diretta alla distruzione di essa.

Ho una domanda per te. Cosa ne sai della Billy Cross' Delta Cross Band??
Ricordi qualche tempo fa ti dissi dell'esistenza di una Tweedle Dee Tweedle
Dum precedente alla composizione di Bob, questa fu una hits del 1970-1971
dei Middle Of The Road ho reperito il 45 giri, beh a parte il titolo è una
canzonetta che non ha nulla a che vedere con il brio del pezzo dylaniano.

Ho anche qualche nuova cover!! (Tu dirai ancora!)

Robyn Hitchcock Baby Let Me Follow You Down
Brenda Lee We Three (My Echo, My Shadow, And Me)
Sentile, sono eccellenti entrambe.

Un caro saluto
Salvatore "The Eagle"

Ciao Eagle
non conosco la Delta Cross Band. Ho solo la loro versione di Legionnaire's Disease.
Grazie per le tue note che mi sembrano plausibili. In effetti l'ipotesi dell'utilizzo della malattia del legionario come metafora potrebbe reggere.
Credo che di Tweedle Dee & Tweedle Dum ce ne siano diverse ma che non hanno ovviamente nulla a che vedere con quella di "Love and Theft". Credo ci sia anche una TD&TD di Elvis.
Ciao
Michele "Napoleon in rags"


In riferimento al discorso "Changing of the guards" ed "Isis" recentemente trattati su "Talkin'" ecco due mail di Andrea ed Albert:

1301) Ciao Napoleon,
mi sembra che il centro della poetica di Dylan sia la Bibbia. Per chi conosce il Vangelo, Dylan è una delizia. Credo che Bob sia un Cristiano ebreo e che sia concentrato da sempre per indole e credo per educazione ebraica sulla fine dei tempi: bene e male, i cieli tempestosi della fine, il cielo rosso, le stelle cadenti. Personalmente se dovessi spiegare Dylan a qualcuno comincerei da Shooting star. L'ultima tentazione, l'ultimo avviso, il treno (già visto in passato questo treno...). Di Dylan mi piace il suo rapporto con le donne e le canzoni che ne sono scaturite e il tema della fine. Ti rimando se vuoi al Vangelo di Luca laddove si parla della fine dei tempi. Uno sconvolgimento di acqua e di fuoco, un lampo da Oriente ad Occidente. Ogni epoca porta con sè i segni della fine e allo stesso tempo della rinascita. Per riflettere poi se diluvi (hard rain), terremoti e siccità, tensioni politiche, sangue e morti di questi ultimi anni non siano segno che manca poco ormai...

Ciao, Andrea


1302) Ciao Michele
Scrivo ancora su Isis, in particolare sui versi della canzone, ancora da chiarire, che hai indicato la scorsa volta.
Quanto alla frase "C'è un corpo che devo trovare, se lo tiro fuori frutterà un buon guadagno", pronunciata dall'uomo compagno di viaggio di Dylan, è la frase che apre finalmente gli occhi a Bob. E' qui che il nostro comprende finalmente che l'uomo, il quale gli aveva promesso la libertà (ovvero, di ritornare indietro fino al quattro di maggio), in realtà persegue ben altro scopo: quello di far soldi dissotterrando un corpo (magari di un faraone in una piramide piena di gioielli e pietre preziose?).
"Quando morì sperai che non fosse qualcosa di contagioso": è stato lo stesso Dylan ad aver ucciso l'uomo! Mi spiego meglio: Dylan si è finalmente reso conto dell'inganno celato dietro le lusinghe dell'uomo, che rappresenta per Dylan l'illusione-tentazione di poter liberarsi dal legame con Isis tornando indietro nel tempo e cancellando il suo matrimonio con lei. In questo senso dico che Bob ha ucciso l'uomo, perché ha ucciso dentro di sé quella illusione-tentazione. Per questo motivo Dylan non sente nessun sentimento di pietà o di compassione per la morte dell'uomo-illusione-tentazione e spera solo di essersene definitivamente liberato o, come dice Bob, di non esserne rimasto contagiato irrimediabilmente.
Quanto al verso in cui Dylan maledice Isis ritornando da lei, sono perfettamente d'accordo con la tua interpretazione: penso anch'io che maledica Isis perché rappresenta il legame, la catena dalla quale sente che non potrà (mai?) riuscire a fuggire. Odio/Amore, proprio come dicevi tu.

Mi dispiace deluderti, ma con "Changing of the guards" e "Legionnaire's Disease" non saprei proprio da che parte cominciare! Tra l'altro, di "Legionnaire's Disease" non ne conoscevo nemmeno l'esistenza: che tu sappia, esiste una versione della canzone cantata da Dylan?

Alla prossima

Albert "Milkwood"

Ciao Albert e grazie per le ulteriori note. Quanto a "Legionnaire's disease" non esistono versioni di Dylan in studio.
I Delta Cross Band l'hanno incisa e si trova sul loro album Up Front (1981) e si trova anche come B-side sul singolo "Back On The Road Again" come detto sopra anche da Salvatore.
Così come appunto sembra che il 13 ottobre del 1978 sia stata eseguita a Detroit da Dylan durante un soundcheck e Billy Cross, membro dell'epoca della band di Dylan oltre che membro dei Delta Cross Band abbia dichiarato di possederne una copia. Non risulta essere in circolazione.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


1303) Ciao Michele,
ho molto apprezzato la bella analisi di Albert “Milkwood” di Isis nella scorsa talkin'. Sempre in quest'ultima Dolphin diceva di aver letto un' esegesi di Jokerman. Se ce l'hai, potresti pubblicarla sul sito? Tra l'altro Alessandro Carrera nel suo bellissimo libro "La voce di Bob Dylan" accenna proprio a Jokerman, ed anche a Senor, ma non approfondisce il discorso, mi sembra di capire, per limiti di lunghezza del libro...
Ciao.
Francesco Tiger

P.S. Vorrei ringraziare particolarmente Carlo ed Anna per il bellissimo dylantree6 che hanno allestito. Veramente eccezionale!

Ciao Francesco
sto traducendo quella pagina relativa a Jokerman. La metto su MF tra qualche giorno.
Piano con questi complimenti a Carlo ed Anna che se no si montano la testa e mi chiedono l'aumento!
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


1304) Ciao Michele,

Durante la festa "The neverending birthday" che si è tenuta l'anno scorso in quel di Alba per festeggiare i 60 di Bob, tra le varie proiezioni ho visto una versione di Like a Rolling Stone a dir poco travolgente!! (forse inizio anni 90').

Provo a descriverla così magari qualcuno mi sa dire di che esibizione si tratta e se posso trovarla!:

Bob in nero con alle spalle addirittura un fantastico coro Gospel!!..... una pianista bionda (che scalpitava sullo sgabello ad ogni ritornello), molti fiati ed un organo Hammond da brivido!!!
non ricordo altro se non che è stata un'apoteosi di suoni!!!

Qualcuno mi faccia sapere!!
Grazie a presto!!!
TINO

Qualcuno ha qualche idea?...


1305) Ciao Napoleon in rags :)) Grazie per le spiegazioni su Changing of the guard, ero all'oscuro di molte cose riguardanti la canzone. Siete stati veramentre molto esaurienti GRAZIEEEEEE!!!!!!!!
Chissà se qualcuno del sito sa dirmi qualcosa "sul fantasma (morte) che si ririterà fra il re e la regina di spade". Una volta una cartomante mi aveva detto che nei tarocchi il re e la regina di spade hanno a che fare con l'origine e la fine del "progetto" universale quindi come conclusione dell'evoluzione dell'universo. Qualche esperto di spiritualità orientale sarebbe utile per questi versi e non solo visto l'interesse crescente (anche mio) che ha Bob per la spiritualità orientaleggiante (ricordo un intervento del mitico Paolo Vites riguardo i testi di L&T) e poi bastava essere a Milano quest'anno per essere affumicati dall'incenso , veri e propri tizzoni ardenti, li ho visti benissimo perchè ero in 1a fila :))

Faccio nuovamente appello se qualcuno conosce qualcuno di Trieste o del Friuli a cui piaccia Bob e/o che lo suoni (non di botte poverino....)!!!!

Qualcuno ha il video di Milano 2002???
 

PS 1 : La spiegazione del Delfino (il mio animale nella fattoria) sta in una mia fantasia riguardante il fatto che mi dicevi che il delfino non ci sta bene in una fattoria, ma io per legarlo a Bob immagino come delfino di nuotare in una pozzanghera di acqua stagnante dove ci si riflette (sono i versi di License to kill). In più aggiungevo che all'Ed Sullivan show (mi sembra si chiami così) quando Bob promosse Infidels cantò License to kill, ma si sente benissimo dalla registrazione che lui la pronuncia LIFE IS A KILL, e ti pareva che non dovesse cambiare qualcosa o nel titolo o nel testo...vecchio volpone!!!!! :))

PS 2: La mia amica Meggie di Trieste pure lei (mi sa unici fan Triestini del Maestro...) accetta di essere battezzata come she-Albatros. Vi saluta tutti quanti e vi fa mille complimenti per questo sito una vera opera ciclopica!!!! (mi associo con molto piacere ed ammirazione BRAVISSIMO NAPOLEON E COLLABORATORI!!!!)

PS 3: In allegato le 2 gif da allegare a me e a Meggie.

Una salutone MITICI!!!!!!!

Ciao Dolphin
ho perso il tuo indirizzo email. Me lo rimandi? Era per contattarti per quell'indirizzo email che mi hai chiesto... Fammi sapere.
Ok, ho aggiunto i due gif nella Fattoria.
Michele "Napoleon in rags"


1306) Ciao Michele,
questa la sapevi? (da searchingforagem.com):

15 Aug 2002: Thanks to Tim Dunn for the information that Ronnie Wood's album
on Steamhammer/SPV Records, Not For Beginners, featuring Bob guesting on
Interfere and King Of Kings, is now released in the USA - see 2001.

(15 Agosto 2002: Grazie a Tim Dunn per averci informati che è in vendita l'album di Ronnie Wood "Not For Beginners" (Steamhammer/SPV Records) che vede la partecipazione speciale di Bob Dylan nei brani "Interfere" e "King Of Kings")

Carlo "Pig"

Grazie Pig.


Giampiero mi invia:

1307) INCONTRI: Il guru della Beat Generation, in Italia alla riscoperta delle sue radici, traccia il bilancio di una vita da sognatore

Ferlinghetti: la poesia ci salverà

di FERNANDA PIVANO

Ha 83 anni Lawrence Ferlinghetti, che nei giorni scorsi ha incantato la
folla di Bergamo e Brescia coi suoi ricordi. Non li dimostra quegli anni,
e soprattutto non gliene importa granché: a importargli sono gli avvenimenti,
gli amici, le storie che gli hanno riempito la vita. Aveva appena fondato
la libreria City Lights, chiedendo il permesso a Charlie Chaplin di usare
il titolo del suo film famoso, quando Allen Ginsberg aveva letto il suo
Howl al reading prorompente della Six Gallery di San Francisco, e Ferlinghetti
gli aveva mandato il telegramma ricalcato su quello di Emerson a Whitman,
quando era uscito Foglie di erba a spese dell'autore: «Ti saluto all'inizio
di una lunga carriera».
Ma Ferlinghetti aveva concluso il telegramma invitando Ginsberg a mandargli
il testo della poesia per pubblicarlo nelle edizioni appena cominciate con
lo stesso nome della libreria; e infatti lo aveva pubblicato. Aveva subito
un processo per oscenità mentre Ginsberg era in Europa, con autostop e sacco
a pelo, a riversare su ascoltatori non ancora abituati i suoi sogni di libertà
e di non violenza.
Questi sogni Ferlinghetti li ha divulgati accogliendo nello scantinato della
sua libreria i giornali ciclostilati della contestazione beat, presto accompagnandoli
coi suoni della rivoluzione di Fidel Castro; ma sulla porta della sua ormai
famosa City Lights aveva un grande cesto pieno delle spille di Bertrand
Russell distribuite ad Aldermaston durante la marcia antiatomica del 1958.

Una di quelle spille l'avevo addosso e Ferlinghetti si è un po' intenerito
rivedendola, con gli amici quasi tutti morti, il loro ricordo incalzante
nella nostra nostalgia, e il pubblico dolcissimo di Bergamo, sotto i portici
della piazza famosa, intenerito con noi, con la tragedia di New York come
uno spettro sui nostri falliti sogni di pace, con le domande terribili cui
non abbiamo saputo rispondere altro che con altri sogni di pace, con l'enigmatico,
ambiguo impero economico americano che si era impadronito del pianeta travolgendo
i nostri ingenui sogni di pace.
Eppure quei sogni a Bergamo e a Brescia Ferlinghetti li ha confermati: ha
insinuato che il terrorismo ha permesso al presidente dell'impero economico
illimitato d'America di inghiottire qualsiasi opposizione politica in nome
dell'autodifesa; ha confermato di non aver mai pensato alla sua attività
di editore come a un business, di aver pubblicato i primi «tascabili», introdotti
da lui sul mercato con lo scopo politico di contestazione anticonsumistica,
di non aver mai smesso di considerare la poesia di strada come un mezzo
per accostare gli animi liberi al dramma economico contemporaneo.
Ma Bergamo e Brescia hanno avuto anche un significato più intimo per questa
icona del sogno beat. Ferlinghetti è stato avvicinato da Renato Ferlinghetti,
nato a Brescia e cittadino di Bergamo, discendente come il poeta da una
famiglia che vive a Brescia dal 1763: cinque o sei generazioni di Ferlinghetti
bresciani e ora il poeta dice di cercare le sue origini lì, a Brescia, a
Proveglio, a Chiari, città di cui non ricorda il nome ma che va a visitare
con rispetto pensando al padre che non ha mai conosciuto.
Anche questa rivelazione ha regalato Ferlinghetti alle nostre nostalgie,
mentre gli amici di Bergamo assistevano alle Notti di luce 2002 organizzate
da Claudio Angeleri per la Camera di Commercio, mentre il ricordo della
serata magica alla Albert Hall di Londra echeggiava il sogno di pace delle
sue settemila persone gremite in sala l'11 settembre 1965, 36 anni prima
che l'11 settembre 2001 ricominciasse la terza guerra mondiale contro il
Terzo mondo, terribile, imprevisto, inafferrabile nemico.
Solo la poesia, dice Ferlinghetti, dicono molti di noi, può offrirci un
bandolo in questa tragedia: può offrirci la forza, nell'anima e nella mente,
di affrontarla, se non di risolverla; può offrirci ancora una volta il sogno
che la pace illumini le menti ottenebrate dalla corruzione della violenza.



 
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