parte 126
Lunedì 19 Agosto 2002


Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
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Napoleon in rags


1256) Ciao Michele,
E' un bel po' che non mi faccio più sentire sul Talkin' ma non ho mai smesso
di seguire le discussioni per altro sempre vive e le continue evoluzioni di
quella mente strana che è Bob.
Non ho più scritto perché sono stato impegnato nella mia seconda attività
principale , quella di giornalista, infatti qui a Caserta anche quest'anno
abbiamo avuto il piacere di avere concerti di grandi della musica nell'
ambito della rassegna Leuciane Festival, e io ho seguito tutti i concerti
nella veste di cronista per il sito di casertamusica.com. Non ti farei un
resoconto completo di tutto se non fosse perché in tutti i concerti che ho
visto c'era qualcosa di Dilaniano. Vengo al dunque. Ho assistito a tre
splendidi concerti, il primo Bill Wyman & The Rythm Kings, dove davanti ad
una platea ristrettissima questa big band composta da Wyman (Ex Bassista
degli Stones), Albert Lee, Martyn Taylor, Gary Brooker, Henry Spinetti (Ha
suonato con Bob sia su disco che in studio se non erro), Michael Sanchez e
George Fame, la brava vocalist dei Pink Floyd Beverly Skate, più i due
sassofonisti di Paul McCartney, si è lanciata in un repertorio che
comprendeva pezzi blues (Mistery Train su tutti), soul (chiave in cui hanno
rivisitato il classico I Put Spell On You, ma anche A Satisfied Mind e poi I'll
Be Satisfied), jazz, e per finire country rock. A fine concerto ho
intervistato Wyman (Solo 3 domande, chi vuole leggerla per curiosità può
andare su www.casertamusica.com) e fatto due chiacchiere con Henry
Spinetti, che appena ho aperto l'argomento Dylan, ha glissato con una frase
tipo - E' passato molto tempo, erano cose che dovevo fare. Il secondo
concerto in programma ha visto Joe Cocker calcare il palco dell'happening
casertano, e anche lui ha numerosi precendenti dilaniani (Cover splendide
come Just Like A Woman, I Shall Be Released, Catfish, Seven Days, Dignity,
Girl From North Country in duetto con Leon Russell), da lui mi sarei
aspettato qualche cover di Bob ma anche di Cohen, invece nulla, è andato sul
commerciale, e forse non ha sbagliato visto il successo che ha riscosso. La
cosa bella della serata è stata che mi ero appostato nel backstage per
intervistarlo, non solo non si è concesso ma è uscito quasi in mutande dal
camerino (Non è stato un bello spettacolo!) e dopo essersi ricomposto è
andato via circondato una piccola folla. Nella band di Cocker c'era Kenny
Aronoff, anche lui batterista per Dylan, a cui ho stretto solo la mano e ho
fatto i miei complimenti alla fine del concerto. Elvis Costello è stata la
degna chiusura di un mese di concerti e spettacoli teatrali, anche da lui mi
aspettavo qualcosa di Bob, ricordavo con entusiasmo la splendida I Shall Be
Released duetto che è sul Boot At Tramps, invece è andato su tutto il suo
repertorio punk-rock, all'intervista non ci ho nemmeno pensato visto che è
scappato via subito dopo il concerto.
Dopo questa settimana di concerti sono partito per una meritata settimana
di mare in compagnia della mia fidanzata Michela Lady Hawk, a cui hanno
fatto seguito 3 giorni di montagna. I giorni trascorsi al mare sono passati
tra ascolti e letture Dilaniane, ci siamo gustati al caldo sole della Puglia
Before The Flood, Il libro di Vites, e Tarantola.
In montagna invece abbiamo visto insieme Don't Look Back e Hearts Of Fire.
La mia dolce metà nelle sue letture estive ha inoltre scovato un certo
capitano Zimmerman nel libro Il deserto dei Tartari di Buzzati, da una
nostra prima analisi abbiamo desunto che Buzzati nel suo bellissimo libro ha
annunciato la venuta del nostro messia!!!, dato che il libro è antecedente a
Dylan!. Inoltre sempre la mia dolce metà, mi ha fatto notare che nel cartone
animato Kiss Me Licia, in un negozio c'è la scritta enorme BOB DYLAN!! E
ha sentenziato in perfetto inglese quasi a ricalcare l'affermazione di Tom
Petty :- Dylan is Everywhere!!. Beh dopo queste piccolezze veniamo ad alcune
cose più serie.

Ho scovato nuove cover (Mi propongo come aquila cercatrice di cover.)

BAP Wat Ess - Cover in tedesco di Ballad Of Thin Man, non credo sia una traduzione

Brian Ferry - It Ain't Me Babe

Ester & Abi Ofa - Don't Think Twice It's All Right

Uncle Tupelo - Knockin' On Heaven's Door

Giant Sand:
Every Grain Of Sand da Swerve 1990
All Along The Watchtower da Ballad Of Thin Line Man 1986

(Entrambi sono gruppi fantastici composti da Howe Gelb, grandissimo
cantautore di Tucson Arizona, hanno inciso nel 1986 il bellissimo Ballad Of
Thin Line Man che cita appunto il loro idolo Dylan)

Waterboys - Death Is Not The End - License To Kill

Yo La Tengo - I Threw It All Away

Robert Plant - One More Cup Of Coffee da Dream Land 2002 (Rilettura da brividi)

White Stripes - One More Cup Of Coffee - Love Sick

Tim O' Brien:
Man Give Name To All The Animals
Subterranean Homesick Blues
Maggie's Farm
Everthing Is Broken
Oxford Town
Forever Young
Farewell Angelina
Senor
When I Paint My Masterpiece
The Wicked Messenger
Tombstone Blues
Lay Down Your Weary Tune

Tutte tratte dall'album Red On Blonde, che rilegge in chiave Bluegrass queste
canzoni di Dylan

Southside Johnny - It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry

PJ Harvey:
Highway 61
Shot Of Love (Mi sembra non siano in lista)

Luka Bloom - Make You Feel My Love

Gunter Gabriel - Wanted Man (In Tedesco)

Nel rivedere Hearts Of Fire, sia io sia Michela abbiamo notato una frase di
Dylan davvero emblematica: "Io non sono uno di quei cantanti che vincono i
premi Nobel - è forte risentirla nel contesto odierno in cui Dylan sembra sia
sempre in procinto di vincerlo. Voglio aggiungere un'altra cosa, questo film
sia secondo me sia secondo Michela è davvero un bel film, certo non un
capolavoro assoluto, è classificabile sicuramente tra le americanate, ma
tuttavia non merita certo di essere considerato spazzatura come lo hanno
definito anche i grandi fan di Bob. Hearts Of Fire è un buon film e non ci
prendete per amanti dell'orrido dilaniano, ma di sicuro ci sono cose da
salvare assolutamente come la bella rilettura di The Usual di Johnny Hiatt ma
anche I Had Dream About You Babe e A Couple More Years, poi trovo simpatica
Fiona, forse un po' troppo grande per fare la diciottenne ma recita
degnamente al fianco di Bob. La morte del personaggio interpretato da
Everett sembra fuori dal contesto e troppo prevedibile come imprevisto. Il
finale invece è il classico finale da film americani, ultimo bacio d'addio e
partenza della donna. Tuttavia, è un film piacevole da vedere sicuramente,
abbiamo notato come minimo 20 espressioni diverse del viso di Bob, che nello
sguardo però sembra spesso spaesato come a dire: Che cosa ci faccio io qua?!-
La cosa più bella in assoluto viene dalla comparsa di Ron Wood durante il
concerto in cui mentre suona la chitarra in Had a Dream About You Babe, si fa
saltare la sigaretta direttamente in bocca! Splendido davvero questo atto di
abilità.

Quanto al libro di Vites, è eccellente, un ottima guida nella grande
discografia dilaniana, notevole anche la parte di Cavazzuti riguardo i
concerti e poi la scelta delle cover migliori non poteva essere fatta
meglio. Tuttavia, riguardo New Morning, non sono per niente d'accordo, ho
sempre pensato che tutti dischi di Bob hanno un senso nel loro contesto
specifico, astrarli da quel contesto significa sminuirli e annullare il
processo produttivo dell'artista. New Morning nasce come un tentativo di
ripetere il lavoro degli ultimi anni dei '60, tuttavia le iniziali intenzioni
perdono sicuramente quota nel processo di creazione, tuttavia, chi ha
ascoltato il disco converrà che ci sono almeno 3-4 capolavori: If Not For
You, Day Of The Locusts, New Morning, Father Of Night e aggiungerei Went To
See The Gipsy. Mi trovo d'accordo senza dubbio per Winterlude, che è un po' un
riempitivo e che nella versione italiana di De Gregori è più completa e meno
banale. Con questo non voglio contraddire il parere di Vites che stimo e
apprezzo sia come giornalista sia come dilaniano, tuttavia il mio parere
è diverso perché ho imparato ad apprezzare tutto almeno di Dylan, forse è
autocondizionamento, forse è follia, comunque cerco sempre di giustificarne
ogni scelta artistica, e di contestualizzarla nell'ambito del momento che
Dylan ha vissuto, lo stesso ho fatto con New Moring, così come con Empire
Burlesque e Dylan & Dead (che ritengo a livello dei migliori live
ufficiali).

Ho ancora un consiglio per tutti, andate a riascoltare le cover dilaniane di
Joe Cocker, sono tutte bellissime, vi consiglio Seven Days, Dignity e Dear
Landlord.

Beh ora riparto per un'altra piccola vacanza, prima di riprendere a studiare!!

Un mega saluto a tutti
Salvatore "The Eagle"
Con l'appoggio spirituale e materiale di
Michela "Lady Hawk"

Ciao Sal
e grazie per la lunga lettera.
Un dubbio: Everett muore in Hearts of fire? Sai che non mi sembrava?... Però magari mi ricordo male... Andrò a controllare... Quanto al film mi ricordo recenti discussioni esilaranti con Anna Duck e Beni Hamster mentre io cercavo di convincerle della bontà della recitazione di Bob in quella pellicola mentre loro si rotolavano sul pavimento in presa agli spasmi... Sono contento di vedere che almeno tu lo abbia apprezzato. E poi vogliamo mettere la scena in cui Bob colpisce Everett col pugno? Vale da sola il prezzo del biglietto!
Anche su New Morning sono d'accordo con te.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"
ps Grazie per le segnalazioni di covers. Aggiornerò la listona.


1257) Ciao Michele,
volevo segnalarti che nell'elenco degli animali della fattoria c'è stato un errore nella pubblicazione del mio nick che sarebbe non Jack the hearts, ma The Jack Of Hearts, come nella canzone di BOTT. Un altro piccolo errorino è nel testo di Highlands dove manca la traduzione di questo verso: "You can say I was on anything but a roll"
Ciao e a presto.
Francesco Tiger

P.S. un ringraziamento particolare ad Alessandro Carrera per il suo interessantissimo articolo.

Ciao Francesco,
ho corretto la pagina degli animali. Quanto ad Highlands in effetti hai ragione. Quel verso non saprei proprio come renderlo. Comunque la colpa non è mia ma di Leonardo Lion traduttore di quei testi... Fatti sentire Leo...
Ecco la strofa completa, se qualcuno vuole aiutarci (il verso mancante è il secondo)...
Insanity is smashing up against my soul
You can say I was on anything but a roll
If I had a conscience, well I just might blow my top
What would I do with it anyway
Maybe take it to the pawn shop


1258) Hi Michele,
Su http://www.expectingrain.com/ trovi "A Voice From On High" 2.4 MB
Bill Monroe mp3
Interessante! Il nostro Bob continua a stupire.
Stai Bene
Papa Mario

Ciao Papa e grazie per la segnalazione, corro a scaricarla...
Michele "Napoleon in rags"


1259) Ciao Napoleon
ho letto con enorme interesse il pezzo di Carrera sulla pittura. Però a questo punto mi incuriosirebbe conoscere il testo del pezzo che lui ha riscritto (quello su Van Gogh)... Non puoi pubblicarlo su MF?
Ciao,
Luca

Ciao Luca,
ok la domanda è girata ad Alessandro... Se vuole inviarmelo lo pubblicherò sul sito...
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


1260) Ciao Michele
non so se hai informazioni al riguardo ma mi ha sempre incuriosito il testo di Clothesline saga dai Basement Tapes... Sai di cosa parla la canzone...? Mi sembra di capire che nasconda qualche riferimento ad episodi reali ma non ho idea di cosa parli...
Giovanni

Ciao Giovanni,
io non ne ho assolutamente idea. Come non ho praticamente idea su praticamente quasi tutte le canzoni dei Basement, che per me sono assolutamente oscure. Però se può aiutarti ti riporto in parte quello che ha scritto Greil Marcus al proposito su La repubblica invisibile. Personalmente dopo aver letto Marcus ci ho capito ancora meno di quella canzone perchè sarà anche un grande scrittore ma mi sembra che parli un linguaggio per iniziati... Se qualcuno ci ha capito qualcosa di quella canzone mi scriva...
Clothesline Sana ha inizio in quel prato antistante la casa in cui Bruce Conner
trascorse la sua infanzia. La famiglia del ragazzo esce dalla casa, prende i panni stesi
ad asciugare sul filo e li riporta in casa. Il padre fa una domanda; "Cosa t'importa"
gli viene risposto. "Be' , tanto per" dice il padre, ma la vergogna nella voce, il suo
imbarazzo per aver violato la noia che tutti accumulano, rende chiaro che non dirà
nient'altro. La famiglia riporta fuori i panni e li riappende sul filo. Ogni cosa nella
musica è circolare: Robbie Robertson suona lentamente una chitarra talmente
pigra che solo l'organo di Garth Hudson, inseguendo il narratore come se il suo
racconto potesse un domani divenire davvero interessante, evita alla canzone una
brusca interruzione. "lt was january the thirtieth and everybody was feeling fine" ("Era
il trenta gennaio e tutti si sentivano bene") dice il cantante guardandosi alle spalle.
Improvvisamente la sensazione è come se ciò fosse moltissimo tempo fa e poco
dopo è come se si stesse parlando di ieri; nella voce del cantante è riscontrabile un
senso di ricordo lontano, ma nella canzone non c' è il senso del tempo. Tutti si
sentono bene perchè nella città così rapidamente citata dalla canzone vige la
certezza morale che non può accadere assolutamente nulla. Questa certezza,
questa profezia, questo piacere, è l'oggetto della canzone, ciò che in essa viene
descritto nello stesso modo in cui le canzoni normali descrivono degli eventi; è la
stessa certezza che la canzone ha sui fatti del ponte di Tallahatchie. Se qui nulla può
accadere, per quale ragione il cantante dovrebbe ricordarsene la data?
Il giorno successivo tutti i membri della famiglia si alzano per vedere se i panni
sono asciutti; questa sarà sicuramente l'avventura del giorno, ma arriva il vicino
di casa del padre di Bruce Conner. La madre del cantante lo saluta. "Hai sentito la
novità?" chiede il vicino ghignando, con una punta di soddisfazione nella voce,
nonostante in questa storia l'idea di 'novità' è così strana da far sembrare questa
parola come appartenente a un'altra lingua. "Il vicepresidente è diventato pazzo."
Per una frazione di secondo all'interno di questa musica stanca (una musica in
cui gli attori si muovono e parlano come gente che ha assorbito così tanto alcol che
non hanno più bisogno di berne altro; ormai sono le loro stesse cellule a produrlo )
la città della canzone è Washington D. C. , nella quale, nel 1967 , Hubert Humphrey
svolge la mansione di vicepresidente degli Stati Uniti. È un riconoscimento che gli
fu conferito nel 1964 per il suo lavoro alla convention per la nomina del candidato
presidenziale durante la quale mise da parte le regole del suo partito in materia di
giustizia razziale (regole che egli stesso contribuì a formulare) rifiutando le
richieste costituzionali dei bianchi e neri del Freedom Democratic Party del
Mississippi che, minacciati dai membri del White Democracy (gelosi del loro
diritto di mantenere esclusi dal voto la popolazione nera del sud) avrebbero potuto
lasciare l'aula. Adesso Humphrey sosteneva la crociata in Vietnam di Lyndon
Johnson. In una successiva frazione di secondo la città è la Minneapolis del 1948 .
Qui Hubert Humphrey è a capo della crociata per le riforme come fondatore del
Democratic-Farmer-Labor Party , il partito che combatte il Ku Klux Klan e il suo
modo in cui dettava legge sugli iscritti del Partito Democratico. Nello stesso anno
il partito di Humphrey portò, per la prima volta nella storia del Partito Democra-
tico, la questione dei diritti civili come punto programmatico della convention
difendendola anche quando il governatore del South Carolina Strom Thurmond
guidò tutti i rappresentanti del Sud prima fuori dall'aula e in seguito, nello stesso
anno, fuori dalla delegazione democratica del Collegio Elettorale. In un'altra
frazione di secondo, questo 31 gennaio di un anno ignoto, si svolge semplicemente
a Kill Devil Hills. Il vicepresidente si è buttato dal ponte di Tallahatchie , come dice
il vicino di casa; la buona cortesia che regna qui richiederebbe un botta e risposta
sul tipo "Pensi che pioverà?" "Può darsi."
"Dove?" chiede la madre.
"In centro" dice il vicino.
"Quando?" chiede la madre.
"La notte scorsa" dice il vicino assumendo un tono che sembra esser pronto a
cambiare angolatura sperando che la conversazione possa svilupparsi in una
qualunque direzione. "Mmm, ah, terribile" dice la madre; il narratore gli mette in
bocca delle parole talmente piatte che non si capisce se è divertita o morta. "Be' ,
non possiamo farci niente" dice il vicino come se vedesse avvicinarsi della nuvole.
"È solo una cosa che dobbiamo dimenticare." "Sì, credo anch'io" risponde la
madre, come se lei l'avesse già fatto; poi chiede al cantante se i vestiti sono ancora
umidi. Con un'urgenza maggiore di quella mostrata nel raccontare la storia dello
scomparso vicepresidente (che non è propriamente 'urgenza') il vicino si volta
verso il ragazzo, che nel frattempo era rimasto in ascolto accanto allo stenditoio:
"Sono tuoi quei vestiti?" Il ragazzo sa come ci si aspetta che lui risponda, sa come
parlare del tempo, sa come far diventare il giorno del Giudizio una questione di
clima (tutti ne parlano, ma nessuno ne sa nulla). "Alcuni sì, non tutti" dice.
Crescendo impercettibilmente l' organo di Hudson adesso libera la canzone dai
suoi ormeggi facendola ruotare e dandole quello stesso movimento che si ottiene
facendo ruotare un dito attorno alla tempia per descrivere una determinata
persona a una terza che la sta fissando; la persona che l' organo sta fissando sei tu,
il segreto della canzone è pubblico, quel vicepresidente è simultaneamente nella
sua poltrona della Costituzionale e sul fondo del fiume Tallahatchie. Ascoltando
il narratore, la musica dice che ciò che le sue parole descrivono è un mondo
sottosopra (il cuculo). Il vicino, stando lì nel prato non se ne accorge: "Dai sempre
una mano nei lavori?" domanda. "A volte, non sempre" risponde il ragazzo.
Poi il vicino si soffia il naso; mentre il ragazzo racconta l' evento (il modo in cui
la voce del cantante prima esita sulle parole e poi le lascia fluire stranamente) apre
a fatica una porta invisibile all'interno della canzone. Il senso di vaghezza della
canzone diventa sinistro a tal punto che per un istante il vicino non pare nemmeno
umano. Ma poi il padre lo chiama dicendogli di riportare dentro i vestiti e lui lo
fa. "E poi chiusi tutte le porte" dice il ragazzo.

LA SAGA DELLA CORDA DEI PANNI
parole e musica Bob Dylan

Dopo un pò ritirammo gli abiti
Nessuno disse molto
Solo qualche vecchia camicia ed un paio di pantaloni
che nessuno voleva davvero toccare
La mamma entrò e prese un libro
e Papà le chiese qual era
Qualcun altro disse: "Perchè vuoi saperlo?"
Papà rispose "Perchè sì"
Poi cominciarono a riprendersi i loro abiti
e ad appenderli sulla corda
Era il trenta di Gennaio
e tutti si sentivano bene

Il giorno dopo tutti si alzarono
per vedere se gli abiti erano asciutti
I cani abbaiavano, passò un vicino,
Mamma naturalmente disse "Salve!"
"Avete sentito le ultime?" disse sorridendo
"Il Vice Presidente è impazzito!"
"Dove?" "Downtown" "Quando" "L'altra notte"
"Hmmm, peccato!"
"Beh non c'è niente che noi si possa fare" disse il vicino
"E' solo qualcosa da dimenticare"
"Già, suppongo di sì" disse mamma,
poi mi chiese se gli abiti erano ancora umidi

Allungai il braccio e toccai la mia camicia
e il vicino disse "Quegli abiti sono i tuoi?"
Io risposi "Alcuni sì, ma non tutti"
Lui disse: "Dai sempre una mano con le faccende domestiche?"
Risposi: "A volte, non sempre"
Poi il mio vicino si soffiò il naso
mentre papà gridava di fuori
"Mamma vuole che ritorni in casa e
porti quegli abiti"
Beh, io faccio sempre quello che mi dicono di fare,
così naturalmente obbedii
Tornai in casa e mamma mi venne incontro
e poi chiusi tutte le porte



 
 
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