parte 124
Lunedì 5 Agosto 2002


Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
Hai domande da porre, storie da raccontare, emozioni da condividere,  sul grande Bob o inerenti la sua  musica e la sua vita? 
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Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags


1232) Giampiero mi invia dal "Corriere della Sera":

Trionfale esibizione del 61enne artista che ha scelto un repertorio quasi interamente acustico imperniato sui suoi primi successi

Bob Dylan ipnotizza Newport, 37 anni dopo

In chiave country il ritorno al Festival dove nel '65 scandalizzò il pubblico con la sua svolta «elettrica»





DAL NOSTRO INVIATO
NEWPORT (Rhode Island) - Un concerto country in piena regola, con i suoni,
i tempi e le atmosfere di una bella festa popolare americana. Questo ha
offerto sabato al Folk Festival di Newport Bob Dylan. Era esattamente quel
che si aspettavano da lui l'ultima volta che suonò da queste parti: era
il 25 luglio del 1965. Quella volta, infatti, le cose andarono in modo diverso:
lui sparò il suo repertorio di suoni elettrici laceranti, un bello sberleffo
al modello acustico e via. Il menestrello lasciò tutti a bocca aperta, cominciando
così quella serie di «tradimenti» stilistici che fanno di ogni suo disco
e di ogni suo concerto, bello o brutto che sia, un evento a sorpresa unico
e irripetibile.
 

QUEI FISCHI - Allora fu fischiato clamorosamente: Dylan si presentò con
una chitarra elettrica Fender e accompagnato da un vero gruppo rock, la
Paul Butterfield Blues Band. Ribaltò rabbiosamente, con suoni durissimi,
le proprie canzoni, cominciando da «Maggie's Farm». Sarà un concerto «storico»
anche questa volta, hanno ipotizzato i media negli ultimi giorni. Speravano
in un altro exploit, ma non è andata così.
 

CANZONI D?AMORE - A Bruce Springsteen, che riparte dalle proprie origini
di Asbury Park per avviare, con «The Rising» profonde riflessioni sul senso
della vita dopo l'11 settembre, Bob Dylan risponde con 90 minuti di ottima
musica, spettacolare, tradizionale, centrata su canzoni d'amore accattivanti
e sussurrate come «Girl of the North Country», rutilanti giochi strumentali
che in brani come «Summer Days» fanno ballare i fan. Il concerto si è svolto
in una cornice incredibile. Diecimila spettatori accampati sulla punta di
Fort Adams, metà parco nazionale, metà base della marina militare, un enorme
pratone che si affaccia sul golfo.
Coppie attempate con sdraio e picnic arrivate fin dal mattino, tantissimi
teenager e anche nomi famosi come Al Gore e Richard Gere. Il palco contro
il muro del forte, tutt'intorno, sugli altri tre lati, il golfo di Newport:
centinaia di barche a vela nello specchio d'acqua che è la culla della American
Cup e centinaia di natanti di ogni tipo ancorati davanti al luogo del concerto
per poter rubare qualche scampolo sonoro e visivo di Bob Dylan. Alle 17,
ora prevista per l'esibizione, c'era perfino un transatlantico da crociera,
con gli spettatori affacciati alla murata di dritta; ma l'artista non gradiva
e così la polizia l'ha fatto sloggiare.
 

COWBOY - E alle 17.30 Dylan è arrivato sul palco. Pantaloni di velluto con
piccola banda laterale, gilet nero su camicia bianca e cappello da cowboy,
ha aperto con una vera e propria icona country «Rambling, Gambling Willie»
(1962) ribattezzata dai fans «Roving Gambler». Subito dopo «The Times They
Are A-Changin'», poco cantata e molto recitata, assolutamente stravolta,
ma mai come «Mr Tambourine Man», eseguita come undicesima e diventata nel
finale una sorta di valzer viennese. Sempre country e acustico il clima
per «Desolation Row», seguita da «Mama, You Been on My Mind» con ampio uso
di armonica a bocca.
Parentesi elettrica con «Down in the Flood» e poi «Positively 4th Street».
E' stato insomma l'omaggio agli anni '60 l'elemento tematico dominante del
concerto, continuato con «Subterranean Homesick Blues » e con un altro successo
dei tempi della Band «You Ain't Goin' Nowhere». Anche per il rock trascinante
Dylan si è affidato al passato remoto: da «The Wicked Messenger» fino a
«Leopard-Skin Pill-Box Hat» con la quale ha chiuso lo show e sulla quale
ha «cantato» i nomi della band (Tony Garnier al basso, Charlie Sexton e
Larry Campbell chitarre, George Ricelli batteria). Unica eccezione al revival
una canzone dal recente «Love and Theft», l'allegra «Summer Days». Poi,
per i bis, si è fatto pregare a lungo. Alla fine, dopo quasi dieci minuti
di richieste, ecco «Long ago far away», «Like a Rolling Stone», «Blowin'
in the Wind» e «All along the Watchtower».

Nota di Napoleon: naturalmente "Rambling Gambling Willie" è un refuso. Roving Gambler è giusto.
Così come quel "Long ago far away" è in realtà "Not fade away"...


1233) Ciao Michele,
ti mando il testo di Tangled up in Blue nella versione di 'Real Live'.
Spero ti sia utile.
Ciao,
Alessandro Cavazzuti

Grazie infinite Alessandro. Il testo con relativa traduzione serviva a qualcuno la volta scorsa, dunque l'ho tradotto ed eccolo qui.
Michele "Napoleon in rags"

Tangled Up In Blue
words and music Bob Dylan

Versione da "Real Live"

Early one mornin' the sun was shinin',
He was layin' in bed
Wond'rin' if she'd changed at all
If her hair was still red.
Her folks they said their lives together
Sure was gonna be rough
They never did like Mama's homemade dress
Papa's bankbook wasn't big enough.
And he was standin' on the side of the road
Rain fallin' on his shoes
Heading out for the lone East Coast
radio blasting the news
straight on through
Tangled up in blue.

She was married when they first met,
to a man 4 times her age.
He left her penniless, in a state of regret,
it was time to break (or bust) out of the cage.
They drove that car as far as they could,
abandoned it out west.
splitting up on a dark, sad night,
both agreeing that it was best.
And she turned around to look at him
as he was walking away.
She said I wish I could tell you all the things
that I never learned how to say.
He said thats alright babe I love you too,
but we were tangled up in blue.

He had a steady job and a pretty face,
and everything seemed to fit.
One day he could just feel the waste,
he put it all down and split.
And he headed down to New Orleans,
where they treated him like a boy.
He nearly went mad in Baton Rouge,
he nearly drowned in Delacroix.
And all the time he was alone,
the past was close behind.
he had one too many lovers then,
and none of them were too refined,
all except for you,
but you were tangled up in blue.

She was working in the blinding light,
and I stopped in for a drink.
I just kept looking at her face so white,
I didn't know what to think.
Later on as the crowd thinned out,
I was getting ready to leave.
She was standing there, beside my chair,
saying "Whats that you got up your sleeve?"
I said "nothing baby, and thats for sure"
She leaned down into my face.
I could feel the heat and the pulse of her
as she bent down to tie the laces
of my shoe,
Tangled up in blue.

I lived with him on Montague street
in a basement down the stairs.
There was snow all winter and no heat,
revolution was in the air.
Then one day all his slaves ran free,
something inside of him died.
The only thing I could do was be me,
and get on that train and ride.
And it all came crashing down,
I was already south.
I didn't know whether the world was flat or round,
I had the worst taste in my mouth,
that I ever knew,
Tangled up in blue.

Now I'm going back again,
maybe tomorrow, maybe next year.
I've got to find someone among the women and men
whose destiny is unclear.
Some are masters of illusion,
some are ministers of the trade.
All under strong delusion,
all of their beds are unmade.
Me I'm heading toward the sun,
trying to stay out of the joint.
We always did love the very same one.
We just saw her from a different point
of view,
Tangled up in blue.

Aggrovigliato nella tristezza

Un mattino presto con il sole che splendeva
lui era disteso a letto
e si chiedeva se lei fosse cambiata
o se i suoi capelli fossero ancora rossi
I suoi familiari dicevano che per loro vivere insieme
certamente sarebbe stato difficile
Non avevano mai amato il vestito di mamma fatto in casa
ed il conto in banca di papà non era grosso abbastanza
Lui se ne stava sul bordo della strada
mentre la pioggia gli cadeva sulle scarpe
diretto verso l'isolata East Coast
mentre la radio urlava le ultime notizie
Aggrovigliato nella tristezza

Lei era sposata, quando si incontrarono per la prima volta,
con un uomo molto più grande di lei
Lui la lasciò senza un centesimo, in uno stato di rimpianto
Era tempo di rompere la gabbia
Guidarono quell'auto quanto più lontano fu possibile
e l'abbandonarono ad Ovest
separandosi in una buia e triste notte
entrambi d'accordo che fosse la cosa migliore
Lei si voltò per guardarlo
mentre lui se ne stava andando via
Gli disse "Vorrei poterti dire tutto quello
che non ho mai imparato a dirti"
Lui le rispose "Va tutto bene bimba anche io ti amo
ma noi eravamo aggrovigliati nella tristezza"

Lui aveva un lavoro fisso ed una bella faccia
e tutto sembrava andasse bene
Un giorno sentì che stava sprecando il suo tempo,
mollò tutto e se ne andò
E si diresse a sud verso New Orleans
dove lo trattarono come un ragazzo
Quasi impazzì a Baton Rouge
e quasi annegò a Delacroix
Ma per tutto il tempo era sempre solo,
il passato alle sue spalle
Ebbe troppe amanti
e nessuna di loro troppo raffinata,
tutte tranne te
Ma tu eri aggrovigliata nella tristezza

Lei lavorava nella luce abbagliante del riflettore
ed io mi fermai per una bevuta
Fissai il suo volto così bianco
Non sapevo cosa pensare
Più tardi, quando la folla si era quasi diradata,
ed anch'io ero sul punto di andarmene,
lei era lì, in piedi, di fianco alla mia sedia
Mi chiese "Cos'hai sulla manica?"
Risposi "Niente, bimba, sicuro"
Si chinò verso il mio viso
Potevo sentire il suo calore ed il suo battito
mentre si abbassava per allacciare
le stringhe della mia scarpa
Aggrovigliato nella tristezza

Vivevo con lui in Montague Street
in un seminterrato sotto le scale
C'era neve tutto l'inverno e di caldo nemmeno l'ombra
C'era aria di rivoluzione
Poi un giorno tutti i suoi schiavi si liberarono
e qualcosa dentro di lui morì
La sola cosa che potevo fare era essere me stesso
e saltare su quel treno e andare
E mentre tutto cadeva giù
ero gia a Sud
Non sapevo se il mondo fosse piatto o rotondo
Avevo il peggior sapore in bocca
che mai avessi provato
Aggrovigliato nella tristezza

Ora sto per tornare di nuovo indietro
forse domani, forse il prossimo anno
Devo trovare qualcuno, donne o uomini
il cui destino non è chiaro
Alcuni sono signori dell'illusione
altri sono ministri del commercio
Tutti sotto forti delusioni,
i loro letti sono sfatti
Io sono diretto verso il sole
cercando di stare lontano dai locali
Abbiamo sempre amato la stessa donna
Solo l'abbiamo guardata da un diverso punto di vista
Aggrovigliati nella tristezza

traduzione di Michele Murino


1234) Ciao professore,
  aggiungo qualcosa alla questione delle versioni di Blonde On Blonde, con
  informazioni tratte dall' interessante sito Electric Dylan raggiungibile
  all' indirizzo:
  http://www.rdf.pwp.blueyonder.co.uk/index.htm
  In questo sito Roger Ford ricostruisce la storia ed i particolari di tutte
  le versioni di Blonde on Blonde ed Highway 61 Revisited uscite su cd e
  vinile.
  La versione di Blonde on Blonde uscita su gold-cd è la stessa che è stata
  successivamente ristampata nel 95 come 20-bit-limited-edition (in Giappone)
  e poi nel 99 come Millennium-edition. Esiste però in cantiere un nuovo mix
  ancora migliore che è stato utilizzato per l' uscita sul poco diffuso sacd
  (super audio cd); infatti chi si occupò di quella rimasterizzazione ne
  preparò una per lo standard del sacd ed una per lo standard cd-audio;
  secondo Roger Ford l' enorme miglioramento di Blonde on Blonde nella
  versione sacd è da imputarsi in gran parte al lavoro di rimissaggio
  piuttosto che ai benefici della tecnologia legata a questo formato... quindi
  se uscirà quel cd, quando uscirà....
  Esiste anche una questione relativa ad Highway 61 Revisited: essì, perchè c'
  è una versione gold-cd anche di quest' album ed i cui miglioramenti sembrano
  essere enormi. La DCC ne ebbe in appalto la rimasterizzazione e la
  pubblicazione dalla Sony per 6 anni dal '92; questa versione è quindi fuori
  catalogo da un pezzo ma sembra che sia di gran lunga superiore alle
  successive rimasterizzazioni della Sony per una versione giapponese 20-bit e
  per le tracce comparse su Essential e su Best of Vol.2.
  Voglio fare un appello a chi avesse una copia di Highway 61 su gold-disc
  della DCC, perchè la condivida con chi non ha che il cd standard.
  Carlo Pig

Un grazie a Carlo ed ora alcune considerazioni di Leonardo Lion estrapolate da uno scambio privato e che propongo perchè contengono un paio di inviti (a frequentare De Andrè e De Gregori) cui mi associo...


1235) Salve a tutti ragazzi,
A proposito di musica ci sono 2 note particolarmente positive. La prima è che sono venuto in possesso di tutti i CD di Fabrizio De Andrè che trovo assolutamente STRAORDINARI con un occhio di riguardo per "Storia Di Un Impiegato", "Non Al Denaro Non All'Amore Nè Al Cielo", "La Buona Novella" e "Anime Salve" (cito questi perchè non li conoscevo, ma non parliamo di "Rimini", "Vol. 8" e quello dell'indiano).
Seconda nota: ho visto il concerto a Napoli di De Gregori-Pino Daniele-Fiorella Mannoia-Ron. Consiglio a tutti voi di andare a vederlo, se ne avete la possibilità, dato chè è davvero magnifico. Incominciano tutti e quattro con "Una città per cantare", "I Treni a vapore", "Alice" e "Quando, quando" per poi continuare da soli con continue comparse degli altri. I momenti indimenticabili sono stati sicuramente quando Pino Daniele e Francesco De Gregori hanno cantato insieme "Napule è" (De Gregori voce e armonica) e "Generale", Francesco e Fiorella insieme per "La Storia", il set di Francesco, naturalmente, con "Cercando un altro Egitto", "I Muscoli del capitano", "Sangue Su Sangue", "Buonanotte fiorellino" e "La donna cannone". Vi segnalo ancora una straordinaria versione (se mai uscirà un live di questo tour sarà il top, secondo me) di "Bufalo Bill" cantata da tutti e quattro con uno straordinario Pino Daniele alla chitarra solista, ed ancora "Piazza Grande" e "Viva L'Italia" sempre in quattro. Tre ore di concerto magnifiche!!!
Ciao a tutti
Leonardo "Lion"



 

1236) Ciao Michele,
se ti riferisci al forum del sito ufficiale è stato chiuso, sembra, per volontà dello stesso De Gregori e visto che ormai è passato un anno penso che non riaprirà più. Ed è un peccato perchè erano venute fuori diverse cose interessanti. Ad ogni modo, oltre a quello del mio sito ci sono altri due forum: uno è quello del sito Rimmelclub http://pub46.bravenet.com/forum/show.php?usernum=3946187098&cpv=1" e l'altro, sempre all'interno di un sito su De Gregori, si trova a questo indirizzo:
http://membres.lycos.fr/genny77/forum.php?c=forum2.php
L'interpretazione delle Highlands come metafora della musica tradizionale comunque non è mia, bensì di
Alessandro Carrera, sempre che non abbia travisato il senso delle sue parole: (dalla guida al museo
dylaniano, parte seconda).

sta cercando di tornare alle Highlands, gli altipiani della Scozia (ma potrebbero essere le colline del Mississippi) da dove tutto è cominciato, le antiche ballate o il blues.

Per le traduzioni, per il momento avrei bisogno solo di Wichita.
Ciao.
Francesco Tiger

Ciao Francesco
e grazie per le segnalazioni sui forum degregoriani.
Se intendevi la "Wichita" di Big Joe Williams non ne ho il testo (chi me lo procura?). Se invece intendevi il "Wichita Blues" di Robert Johnson eccolo, in due versioni:
 

WICHITA BLUES
parole e musica Robert Johnson

da THE FREEWHEELIN' BOB DYLAN OUTTAKES

Oh quando son partito per Wichita
il caldo mi stava uccidendo
E quando ho lasciato Wichita
il caldo mi stava uccidendo
Beh, il mio babbo mi disse: "Figlio,
stai attento, potresti beccarti quella vecchia TB (1)"

Quando sono arrivato a Memphis Ovest
di certo non avevo un nichelino
Quando sono arrivato a Memphis Ovest
di certo non avevo un nichelino
L'agente (2) disse: "Figlio,
Dio, non sei amico mio"

Agente, agente
lascia viaggiare quel povero ragazzo
Agente, agente, oh
lascia viaggiare quel povero ragazzo
Non mi vedi sul ciglio della tua strada,
Signore, mentre sto cantando?

Sto per andarmene giù in Louisiana, oh
Mamma, dove scorre quel fiume rosso e verde
Sto per andarmene giù in Louisiana, oh
Mamma, dove scorre quel fiume rosso e verde, sì.
Potete scrivere e dire a mia madre
che i miei giorni da vagabondo sono appena iniziati

(1) la tubercolosi
(2) probabilmente l'agente addetto al controllo sui treni
 

WICHITA BLUES
words and music Robert Johnson

Oh, when I left for Wichita
The weather was a-killin' me.
And when I left Wichita
The weather was a-killin' me.
Well, my poppa said, "Son,
Watch out, you might catch that old TB.''

When I landed in West Memphis
I sure did not have a dime.
When I landed in West Memphis
I sure didn't have a dime.
Operator said, "Son,
Boy, you ain't no friend of mine.''

Operator, operator
Let that poor boy ride.
Operator, operator, oh
Let that poor boy ride.
Can't you see me on your road,
Lord, I'm singing down by the side.

I'm going down to Louisiana, oh
Mamma, where that red-green river runs.
I'm going down to Louisiana
Mamma, where that red-green river runs, yes.
You can write and tell my mamma
My ramblin' days have just begun.
 

WICHITA BLUES (seconda versione)
parole e musica Robert Johnson

da THE FREEWHEELIN' BOB DYLAN OUTTAKES

Oh quando son partito per Wichita
il caldo mi stava uccidendo
E quando ho lasciato Wichita
il caldo mi stava uccidendo
Beh, il mio babbo mi disse: "Figlio,
stai attento, potresti beccarti quella vecchia TB"

Quando sono arrivato a Memphis Ovest
Dio, non avevo un nichelino
Quando sono arrivato a Memphis Ovest
Dio, non avevo un nichelino
L'agente disse: "Figlio,
Dio, non sei amico mio, non sei amico mio"

Oooh!

Agente, agente
lascia viaggiare quel povero ragazzo, lascia viaggiare quel povero ragazzo
Agente, agente, oh
lascia viaggiare quel povero ragazzo, lascialo viaggiare, ti prego lascialo viaggiare
Credo che sto cadendo, oh
Sto cadendo giù proprio di fianco a te
proprio di fianco a te, proprio di fianco a te

Sto per andarmene giù in Louisiana, oh
Mamma, dove scorre quel fiume rosso e verde
Sto per andarmene giù in Louisiana, oh
Mamma, dove scorre quel fiume rosso e verde, sì.
Potete scrivere e dire a mia madre
che i miei giorni da vagabondo sono appena iniziati
 

WICHITA BLUES (seconda versione)
words and music Robert Johnson

When I left for Wichita
The weather was a-killin' me.
And when I left Wichita
The weather was a-killin' me, killin' me.
Well, my poppa said, "Son,
Watch out, you might catch that old TB.''

When I landed in West Memphis
Lord, I never had a dime.
When I landed in West Memphis
Lord, I never had a dime.
Operator said, "Son,
Boy, you ain't no friend of mine, you ain't no
friend of mine.''

Oooh!

Operator, operator
Let that poor boy ride, let that poor boy ride.
Operator, operator, oh
Let that poor boy ride, let him ride, please let
him ride.
I believe I'm sinkin' down, oh
I'm sinkin' down right at your side
Right at your side, right at your side.

I'm going down to Louisiana
Mamma, where that green river runs, green river
runs
I'm going down to Louisiana, oh
Mamma, where that green river runs.
You can write and tell my mamma
My ramblin' days has just begun.
My ramblin' days has just begun.

traduzione di Michele Murino
 

Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


Ed ora la mail di una new entry

1237) Carissimi amici della Farm mi chiamo Nadia, non sono una giovanissima, la mia generazione è quella di Bob Dylan (...)

Nadia proseguiva col suo racconto del "primo incontro" con Bob che, se non avete letto, trovate qui.

Poi concludeva:

Mi fa piacere che molti giovani della Fattoria amino tanto il caro "old Bob".
Ciao amici da Nadia alias Maggie classe 1945.

PS: Di Bob Dylan ho tanti bei ricordi (a parte il 1997 quando stava molto male) ma il ricordo più nitido che fa parte dei ricordi più belli della mia vita è quello di quando nel 1987 a Verona in una stradina semibuia su un marciapiede striminzito ci siamo incontrati e i nostri sguardi per un attimo si sono incrociati.
Nadia

Ciao Nadia o meglio Maggie (non potevi che finire su questo sito).
Benvenuta tra noi e grazie per il tuo racconto che come dicevo ho inserito nella solita sezione "When we first met".
Alla prossima. Fatti viva.
Michele "Napoleon in rags"


1238) Ciao.
Ho assistito a due concerti estivi di De Gregori (Brescia e Milano) e nel soundcheck di entrambi i concerti ho ascoltato la bellissima versione in italiano di "I Shall Be Released" di Bob Dylan. Nel concerto di Milano ho anche incontrato Ciccio De Gregori dietro le quinte e gli ho certamente domandato se poteva eseguire quella bomba di canzone anche durante il concerto, ma lui m'ha risposto che lui e la sua band stanno ancora perfezionandola...è davvero una bella canzone.
Tra l'altro pare che a fine agosto Ciccio chiuderà il tour con Ron, Pino Daniele e Fiorella Mannoia per
riprendere (da solo) il "Fuoco Amico Tour 2002" dove secondo me eseguirà sicuramente quella canzone.
E' davvero una bomba.

Secondo me vale la pensa diffondere questa notizia tra voi dylaniati (che in fondo al cuore siete pure
degregoriani).
Aspetto una risposta.

Ciao,
Simone.

ps Cambiando discorso, ho letto il libro-intervista di Fernanda Pivano a H.C. Bukowski...quando la Pivano fa qualche accenno a Dylan, Bukowski sembra storcere sempre il naso...non è che lui sia stato molto entusiasta di Bob...

Ciao Simone,
grazie della segnalazione.
La domanda a Leonardo Lion sorge spontanea: tu hai notato niente?...
State "all'occhio" ai prossimi concerti di De Gregori...


1239) Ciao professore,
  scrivo per scoraggiare il romantico proponimento di MrMouse :-) anche se
  so che Elio Rooster darà il suo apporto in senso contrario. Dall' elenco
  incompleto dei cd single ho capito che MrMouse punta anche alle cose "rare"
  o comunque non facilmente reperibili con una visita ad un negozio di cd: sul
  sito www.searchingforagem.com sono elencati i cosiddetti "hard to find" e
  naturalmente c'è tanto materiale live... a partire dalle incisioni con la
  Broadside sotto il nome di Blind Boy Grunt che sono reperibili in maniera
  legale dal sito http://www.folkways.si.edu/ come copia autorizzata su cd-r
  dai vinili originali. Per fare poi un esempio di come un album
  apparentemente "facile" diventi un caso da collezionista, nell' agosto del
  97 fu pubblicata una nuova edizione di Biograph, di poco precedente a quella
  definitiva dell' ottobre 97; questa versione sostituisce la I Don't Believe
  You live di Belfast delle versioni originale e definitiva con la I Don't
  Believe You live dal 17/5/66 di Manchester, presa dai master della Sony da
  cui deriva il bootleg Guitars Kissing & The Contemporary Fix.
  Carlo Pig

Ciao Carlo e grazie per il contributo. Continuate a mandarmi segnalazioni per allungare la lista... (Più sotto interviene anche Elio al riguardo...)
Michele


1240) sono adriano, la prima volta...era una afosa giornata d'estate,1970  credo, all'imbrunire, ed alla radio trasmettevano ..desolation row..all'improvviso mi sono venuti i brividi lungo la schiena...ed e' cosi' che sono passato da Bobby Solo ...a DYLAN..

CIAO ADRIANO.

Ciao Adriano,
grazie per il tuo racconto che ho già inserito (credo deterrà a lungo il record del racconto più corto). Comunque nel cambio non ci hai rimesso (da Bobby a Bobby, intendo) :-)
Benvenuto tra noi e fatti vivo.
Michele "Napoleon in rags"


1241) Ciao Michele.
sono Marco da Luino
Piacere di riuscire a ricevere il tuo sito dopo circa di 2 mesi di vuoto.
Ho avuto modo di leggere nella tua rubrica della posta l'e-mail di Damian che ti chiedeva se c'era una
band in provincia di Varese che eseguiva canzoni di Bob. Non so se esistono in provincia di Varese tribute band di Dylan (se qualcuno lo sa mi faccia un fischio).
Ora noi dei Before Hendrix Luino (VA) nel nostro repertorio suoniamo molte canzoni di bob quindi puoi
tranquillamente dare la mia E-mail se qualcuno volesse ulteriori informazioni su quello che facciamo e
sulle nostre date future.
ciao e grazie
Marco
zimmy69@quipo.it

Ciao Marco
per quanto riguarda il tuo incipit il fatto è che MF ha un nuovo indirizzo che è questo.

bobindex.htm

Diffondi la notizia.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


1242) Michele, la locandina del Bob Dylan day ha riacceso una forte curiosità sulla serata al Big Mama alla quale nè io, nè Carlo pig potemmo partecipare. Al dibattito pomeridiano incontrammo Giulia rabbit, che la sera avrebbe presenziato, e dalla quale potremmo avere un commento...
Hai visto le fantastiche foto di Bob a Newport, che ne pensi?
Ciao e grazie.
Elio rooster

Ciao Elio
per le foto di Bob "new look" ne parlo più giù con chi mi ha inviato le foto in questione...
Per la serata al Big Mama l'invito di allora alla Rabbit è rinnovato ora per un raccontino a posteriori... Ci sei rabbit?...
Ciao Elio e ci sentiamo più giù
Michele "Napoleon in rags"


1243) Visto il Dylan "nuovo" di Newport? Ecco le foto:
Giovanni

Grazie Giovanni per le foto (ne avevo vista solo una finora)... Che dire sul nuovo look dylaniano? A me sembra un pò rabbinico... Comunque devo dire che è affascinante... misterioso ed inquietante...
Fatemi sentire le vostre opinioni... (sarà un look imposto dal film?)



1244) Ciao Michele, un breve intervento su tre argomenti in discussione nelle ultime talkin'.
  Time out of mind: sono totalmente d'accordo con Antonio cat. Il libro di Vites è
  comunque bellissimo.
  Foto di Dylan con Knopfler: ne allego una presa da quello splendido libro che è "Dylan:
  a man called alias" di Richard Williams. E' stata scattata il 19/2/86, a Melbourne, quando
  Bob, anche lui in tour in Australia,  intervenne ad un concerto dei Dire Straits; il
  passaggio scanner purtroppo accentua la piega di centro pagina e crea quella specie di
  ombra che non sono capace di eliminare, ma la foto è molto bella, e concorderai con me
  poi sull'eccezionalità dell'abbigliamento di Bob.... Un'altra foto facilmente reperibile è nel
  libretto allegato ai bootlegs series 1-3, durante le sessions di Slow train coming, con i
  due in compagnia di altri due musicisti.

  Live ufficiali di Dylan: un altro dei tanti discorsi su Bob che potrebbe non finire mai. A
  quelli elencati la scorsa settimana, e dimenticando di certo qualcosa, vanno aggiunti i
  brani live inclusi nelle raccolte ufficiali (NO MORE AUCTION BLOCK, TALKIN' JOHN
  BIRCH PARANOID BLUES, WHO KILLED DAVEY MOORE?, LAST THOUGHTS ON
  WOODY GUTHRIE, SEVEN DAYS in bootleg series 1-3; I DON'T BELIEVE YOU,
  VISIONS OF JOHANNA, IT'S ALL OVER NOW BABY BLUE (nella stessa versione poi
  pubblicata nel bootleg series 4) , ISIS, HEART OF MINE, ROMANCE IN DURANGO in
  biograph; JUST LIKE TOM THUMB'S BLUES in masterpieces; TOMORROW IS A LONG
  TIME in greatest hits vol. II) e i quattro brani live di Selfportrait (LIKE A ROLLING
  STONE, THE MIGHTY QUINN, SHE BELONGS TO ME, MINSTREL BOY).
  Per i tantissimi brani live inediti inclusi in singoli, dischi promozionali, dischi collettivi e dischi di altri, ne
  parlavo con Carlo pig proprio stasera, la cosa migliore è rifarsi al sito searching for a
  gem: una citazione particolare certo la meritano i favolosi sets di Bob al Concert
  for Bangladesh e in The Last Waltz e Rock of Ages della Band.
  Buone vacanze e buon ferragosto a te e agli amici della Farm.
  Elio rooster.

Ciao-bis Elio
grazie per tutto.
Michele "Napoleon in rags"
ps: comunque il completino di Bob è - oserei dire - sobrio


E a proposito di Carlo "Pig"

1245) Ciao Michele,
  un annuncio dal porcile: dal 6 al 22 agosto le tabelle non saranno
  aggiornate causa ferie accordatemi da Anna Duck. Rimangono naturalmente
  consultabili e speranzose di essere stravolte al mio ritorno.
  Carlo


Valros mi invia
dal corriere della sera

1246) Bob Dylan, un menestrello alle porte del paradiso

di Polese Ranieri
 

A nessun autore pop, rock, folk, jazz è mai capitato quello che è toccato a Robert Allen Zimmerman,
meglio conosciuto come Bob Dylan. Che cioè il Papa usasse le parole di una sua canzone in un'
allocuzione solenne. Il fatto è storia recente, Bologna settembre 1997; Dylan ha accettato di cantare per
Giovanni Paolo II in occasione del Congresso eucaristico: esegue Knockin' on Heaven' s Door e il
pontefice apprezza molto. Tanto che, rivolgendosi ai 200 mila fedeli, cita Blowin' in the Wind e dice: «Tu dici che la risposta è nel vento, amico mio. E' vero: ma non è un vento che spazza via le cose. Questo vento è il respiro e la vita dello Spirito Santo, la voce che ti chiama e ti dice: vieni!». Certo, fin dalla suaprima apparizione (1963, nel s econdo album Freewheelin' Bob Dylan), quella canzone mostrò di avere una sua specialissima forza, tanto da essere usata subito nelle grandi marce contro la segregazione razziale. Come quella del 28 agosto 1963, a Washington (quel giorno Martin Luther King disse: «I have a dream»), quando Blowin' in the Wind cantata da Peter Paul & Mary divenne l' inno di tutti i movimenti democratici. A Dylan, che l' aveva scritta in pochi minuti due anni prima a New York, non sembrava di aver creato una cosa co sì trascinante. Al folksinger Pete Seeger, addirittura, sembrava bruttissima. La storia dei quarant' anni passati da allora li ha smentiti. Quarantacinque album ufficiali più una serie incalcolabile di registrazioni rubate o pirata, infiniti concerti in tutto il mondo, diversi libri di poesia, un quasi romanzo (Tarantula, 1971), un film come regista (Renaldo and Clara, 1978) e uno come interprete e autore delle musiche (Pat Garrett and Billy the Kid, 1973, regia di Sam Peckinpah), una aut obiografia annunciata ma ancora molto lontana dalla sua forma definitiva, un Oscar nel 2001 per la colonna sonora del film Wonder Boys: la vita di Bob Dylan è vasta e imponente come una leggenda. Naturale che in molti si siano cimentati nel difficile tentativo di raccontarla. Fra gli ultimi, l' inglese Howard Sounes, che si è sforzato non poco per riuscire a penetrare la guardia stretta con cui Dylan ha protetto la sua vita privata.
Ancora più bravo, poi, Sounes lo è stato nel non cadere nelle t rappole tese dall' inveterata abitudine
dylaniana di raccontare fantasiose e falsissime storie della sua vita. Come quando, nei primi tempi di New York, s' inventava lontane origini pellerossa o diceva di essere orfano e cresciuto on the road. Sounes , biografo detective, ha ricostruito molti degli episodi oscuri di Dylan; in particolare quello del matrimonio con la corista Carolyn Dennis, sul finire degli anni Ottanta, da cui è nata una bambina, Desirée. Ma quel che emerge meglio dal libro Down the Highway, che uscirà da Guanda a fine agosto con il titolo Bob Dylan - Una biografia, e che il Corriere anticipa da domani, è il ritratto di un' epoca, che Dylan non ha solo attraversato ma anzi che per molti versi ha segnato. Tutto in ques ta esistenza fatta di viaggi, incontri, occasioni sembra casuale. Ma alcune cose hanno il valore di premonizioni. Per esempio la nascita, il 24 maggio 1941, a Duluth, Minnesota, proprio la cittadina dove cominciavano le memorie di Woody Guthrie, il padre del folk americano: Questa terra è la mia terra, infatti, si apre a Duluth, con gli hobos vagabondi che saltano su un treno merci. Cresciuto in una famiglia della piccola borghesia jewish, Bob ha 14 anni quando il suo primo idolo, James Dean, si schianta con la sua Porsche. Nello stesso periodo ascolta Elvis Presley e Little Richard e prova a suonare i motivi elettrizzanti del loro giovane rock. Ma sarà la musica folk americana a cambiare tutto, insieme con la scoperta della letterat ura beat, Kerouac e gli altri compagni scrittori in giro per le strade di America. Dall' arrivo a New York all' inizio del ' 61, tutto subisce un' impressionante accelerazione. Tanto che nel giro di pochi mesi Dylan (che intanto ha adottato il nomedel poeta inglese Dylan Thomas) si fa conoscere nei locali del Greenwich Village e nell' ottobre dello stesso anno firma un contratto con la Columbia. Adottato, per il suo folk rivisitato e aspro, dai movimenti di protesta, Dylan non si fermerà più. Nonostante burrasche sentimentali (le donne più importanti della sua vita sono state Suze Rotolo, Joan Baez, Sara Lownds), liti con manager troppo avidi, momentanee incomprensioni da parte del pubblico (il periodo più brutto è quello dopo la co nversione al cristianesimo del ' 78: ma nell' 82 torna al giudaismo attraverso il movimento Lubavitch), Dylan arriva ai 60 anni in piena energia creativa. Permettendosi di incidere un album, Love and Theft, 2001, che ricapitola e rinnova lo stile del le sue ballate. Come recitava un slogan dell' Inghilterra anni ' 60, «Beatles say: Dylan shows the way». Allora, erano gli anni Sessanta dell' amore e della speranza di cambiare il mondo, in cui la rabbia giovane trovava le parole nelle sue celebri c anzoni come The Times They Are-a Changin' e Like a Rolling Stone. Lui, sinceramente, ha sempre confessato di non interessarsi troppo di politica, di capirci poco: contento se le sue canzoni entravano nella coscienza collettiva, non ha mai avuto chiar issime convinzioni. Per esempio, un mese dopo l' assassinio di Oswald, ricevendo il premio di un' associazione di sinistra, fece un imbarazzante discorso dicendo di identificarsi con Lee Oswald, presunto killer del presidente. Ma ormai, tramontate mode e messaggi, Dylan ha saputo durare. Diventando quello che era stato fin da subito: un classico della modernità. Ranieri Polese



 
 
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