parte 120
Lunedì 8 Luglio 2002


Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
Hai domande da porre, storie da raccontare, emozioni da condividere,  sul grande Bob o inerenti la sua  musica e la sua vita? 
Scrivi a spettral@tin.it e le tue mail saranno pubblicate in queste pagine ogni lunedì.
Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags


1186) Ciao Michele,
ringrazio di cuore Bruno 'Jackass' per i complimenti riguardo alle mie cover
di Dylan che, confesso, mi sorprendono un pò perchè credo onestamente di non
meritarli. Mi diverto a suonare Dylan da anni, e il divertimento è maggiore
per quelle canzoni di cui colgo (o credo di cogliere) lo spirito. Da qui a
dire che mi faccio 'tramite di uno spirito pienamente dylaniano'.... bè, che
dire, credo che ogni interprete di Dylan vorrebbe sentirselo dire, anche se
ritengo l'espressione, nel mio caso, onestamente un pò esagerata.
Grazie ancora comunque a Bruno, anche per la fiducia che ripone nelle mie
scelte riguardo i 100 concerti che appaiono in appendice al libro di Paolo
Vites.
Quanto alle considerazioni sulla parte di pubblico 'non-fanatico' che
applaude ed è contento, innanzitutto tengo a chiarire che non intendevo
denigrare quel pubblico (per altro l'assoluta maggioranza), anzi.
Quali che siano le considerazioni che si vogliono fare sul live act del
Dylan attuale, una cosa è certa: rimane, nel complesso, un gran rock show.
Il sound prodotto dalla band è eccezionale, la qualità del materiale
eseguito naturalmente non si discute e Dylan ha mestiere da vendere. Ed ha
ragione Bruno quando dice che gli applausi sono proporzionali alla fama del
brano. E ci mancherebbe. Anch'io, quando vado a sentire un artista che
conosco poco ma che mi incuriosisce, ho piacere di ascoltare le canzoni che
più mi sono familiari. E Dylan, c'è poco da fare, è prigioniero di certe sue
canzoni molto più di ogni altro artista.
A Ravenna, Milano e Londra ho visto facce soddisfatte ovunque mi girassi e
ne ero felice. Non m'importa tanto sapere perchè lo fossero, quello che
conta è che se ne andavano a casa contenti. Ma a me non bastava per dire che i
concerti erano stati eccezionali. Il problema , naturalmente, è solo mio.
Aspettative troppo alte dovute al 'sovrascolto' ? Puà darsi benissimo, ma in
un concerto non ci sono tanti ma, se o perchè...o ti prende o non ti prende
'and there ain't no neutral ground'...
Grazie ancora a Bruno per le belle parole.
Un saluto a Napoleon e a tutta la fattoria.

Alessandro Cavazzuti

Ciao Alessandro e grazie per il tuo intervento. Io mi sento di aggiungere una cosa o meglio di sottolineare una cosa che anche  tu segnali. Il sovrascolto. Secondo me il giudizio di un concerto fatto da uno come me o te che ha visto e soprattutto sentito su boot centinaia di concerti è sicuramente diverso rispetto a quello di un fan che magari è al suo primo concerto e che resta dunque comunque soddisfatto dal concerto che ha visto perchè ha ben poche pietre di paragone. E questi secondo me sono la stragrande maggioranza di coloro che vanno a vedere un concerto di Bob. Mi sbaglierò...
Il dibattito comunque è sempre aperto e si attendono altri interventi.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags" 



 

1187) Ciao Michele
Ti scrivo per inviarti alcune mie impressioni, su Time Out Of Mind, sorte a seguito della
lettura del libro di Vites. Il libro lo sto ancora leggendo … e sfruttando la sua struttura ho
letto solo quei capitoli che più m’interessano …  in particolar modo quello su TOOM,
Oh Mercy e John Hesley Harding …. e poi, un piccolo moto di orgoglio campanilistico,
mi ha fatto molto piacere leggere che gli unici due concerti di Napoli sono ritenuti da
Cavazzuti tra i migliori di Dylan …
Comunque, premesso che ho trovato il libro molto interessante, pieno di aneddoti e di
episodi a me sconosciuti, con i quali è piacevole ripercorrere la genesi di ogni album di
Dylan, vorrei però esprimere anche alcune mie perplessità sul alcuni passaggi che non mi
hanno convinto. Intendiamoci, io sono solo un semplice ammiratore e le mie opinioni non
sono critiche in quanto non possono essere considerate confrontabili con quelle di Vites
che hanno un peso specifico molto diverso dal mio … ma tutt’al più sono delle
osservazioni dettate più dal “sentimento” che da un’analisi oggettiva e conoscitiva ampia,
per cui scrivo questa lettera con umiltà, ci tengo a precisarlo.
Allora i problemi sono nati su Time Out Of Mind. Album che io reputo fra i cinque migliori
di Dylan. Un vero capolavoro. E badate non  lo reputo tale perche uscì dopo un lungo
periodo di attesa, io quell’attesa non l’ho vissuta, in quanto in quel periodo ero più
impegnato a ricostruire ciò che Dylan aveva fatto in passato che sui lavori coevi. Gli
album del Dylan anni ottanta mi avevano tutti deluso (Oh Mercy escluso… chiaramente)
mentre gli album delle cover negli anni novanta li ho imparati ad apprezzare solo
recentemente. Poi uscì TOOM … e fu un vero colpo. Oggi a distanza di cinque anni
scopro che su TOOM si sta abbattendo un certo revisionismo dovuto a elementi critici
che io giudico non appropriati. TOOM se al momento della sua uscita ha avuto molto
credito per le note vicende del '97 e per il fatto che usciva dopo sette anni di silenzio,
adesso, a cinque anni di distanza, sembra pagare questo credito a fondo perduto in
maniera ingiusta ed esagerata.
Vites scrive:
“… con buona pace di tanti che così l’hanno definito, non è “il più grande disco di Bob
Dylan dai tempi di Blood On the Tracks”. Per livello qualitativo delle composizioni è
inferiore a Oh Mercy.”.
Ancora, riferendosi al “Lanois sound” scrive:
“… alla lunga risulta francamente fastidioso e anche abbastanza noioso…”
Chiosando con:
“E’ sicuramente un gran disco che però, musicalmente, alla lunga perde freschezza e
spontaneità, tanto è vero che Dylan, quando ripropone dal vivo numerosi brani del disco,
li riscrive quasi sempre…”
Intendiamoci, per chi ancora non ha letto il libro,  Vites non giudica TOOM in maniera
totalmente negativa semmai le sue critiche sono mirate alle scelte di Lanois ma resta però
la sensazione che non voglia dare a TOOM la valenza che, per me, merita, forse per
preservare il “più amato” Oh Mercy.
Già perché è questo un punto cruciale. Sia su questo sito e sia su alcune recensioni ogni
volta che si parla di TOOM si tende a paragonarlo con Oh Mercy come se i due lavori
fossero, per motivi che mi sfuggono,  imprescindibili l’uno dall’altro, quando, in realtà,
aldilà delle semplice apparenze, i due lavori sono completamente differenti ed autonomi
l’uno dall’altro.
Il fatto che abbiano lo stesso produttore non giustifica il confronto. Oh Mercy fu un
colpo di coda di un genio che ebbe la fortuna d’incontrare uno come Lanois che lo
seppe valorizzare. Basta ascoltare Down in the groove e poi Oh Mercy per capire il
monumentale lavoro che Lanois ha fatto, a cominciare dalla voce di Dylan, finalmente
liberata da quello odioso eco che aveva contraddistinto tutti gli album del decennio.
Il Lanois di TOOM è un produttore che è riuscito con maestria unica dare il giusto, e
l’unico possibile, “corpo” e il giusto “spirito” a delle composizioni di livello eccezionale.
E’ un sound che evoca un gruppo di musicisti che alla fine di un concerto, in un locale
appena sfollato e ancora puzzolente, stanchi e magari “ubriachi” e “fumati”, con una
intensità consapevolmente fuori dal comune, si mettono a suonare sporchi blues e
struggenti ballate rock. Ognuno di questi musicisti non ha nessuno spartito e nè indicazioni
da seguire, ognuno di loro deve solo lasciarsi trasportare dalla propria personale
intensità e non hanno bisogno di guardarsi negli occhi, per assecondare l’unità dello
spirito dell’intero gruppo … tutto avviene in maniera genuina e spontanea … come se
fosse un unico spirito a possederli tutti.
E’ un sound notturno, gotico, suburbano di una città che di giorno è alacre, formicolante,
assediante … che la sera si ritrova nei club per ritrovare un angolo umanizzato e
protettivo … un nido d’intima quiete e di raccoglimento dove ritrovare il giusto culto del
coraggio e della lealtà, … la ricerca della semplicità delle cose … dell’identità spezzata
dalle vicissitudini della quotidianità dove troppi sono i sogni condivisi e troppe le
esistenze incomunicanti… e il crepuscolo e la notte sono la giusta ambientazione delle
liriche di TOOM, con la loro capacità di annullare le distanzi visibili, con il loro odore
ovattato, la loro capacità di ricreare gli spazi di pace interiori e di produrre contatti onirici
con il proprio passato. (Million Miles … ascoltatela … e lì che questo sound arriva
all’acme).
Questo sound così ricreato da Lanois (e da Dylan), con un uso magistrale di organi
Hammond, chitarre languide e duellanti, percussioni avvolgenti, pedal steel taglienti, e riff
sincopati, si innesta perfettamente sulle liriche minimaliste e lineari, insolite per Dylan,
scevre di ingegnosità verbali ed orpelli tipici di certi “deja-vu” dylaniani, presenti in massa
in Love and Theft, dalle quali traspare l’immagine di un uomo che stila un personale
bilancio della proprio esistenza, e come tutti i bilanci personali, anche se fatti con
sincerità, comprendono reticenze, livori, e incoerenze ma anche rimpianti per le cose
“vere” perdute, ricordi, evocazioni di scelte sbagliate, il tutto pervaso da una fottutissima,
istintiva e rabbiosa voglia di ritornare indietro per ricominciare tutto da capo. Ma chi si
sta valutando non è un “perdente” ma un “vincente”, un uomo che non ha nulla da
rimproverarsi sul piano pratico, il suo lamento è, se lamento è, dell’anima dettato da una
crisi sentimentale che produce per effetto domino quello esistenziale e con sè porta
l’apparente incapacità di riuscire a trovare il vero o il giusto “senso” dei propri sentimenti
e della percezione di ciò che lo circonda, che lo ha circondato e che da questo punto in
avanti lo circonderà. (But you can't see in and it's hard lookin' out).
Pertanto il Dylan di TOOM non ha voglia di fare proclami, lanciare slogan, o stilare
giudizi taglienti ma tutto questo è sostituito da valutazioni, espresse con distacco
definitivo, su alcuni elementi canonici della poesia come l’usura del tempo, la nostalgia e
il fascino per l’infinito, la tristezza della vecchiaia e della morte, il culto dei rapporti di
amore e di amicizia; e come se a Dylan importassero più le verità che le novità.
La voce di Dylan in TOOM è celestiale, la sua performance vocale è vissuta, musicale e
partecipe di ciò che canta (sentite Not Dark yet … con le sillabe finali dei versi dilatate … )
… e il tono è bruciato e consumato … come di chi ha esposto al sole marino le sue
corde vocali …. io credo che il Pescatore di De Andrè avesse questa voce …
Per me …  un tale lavoro, nel suo insieme, così carico d’intensità,
di capacità evocativa … capace di trasmettere tenerezza, pietà e cattiveria … capace di
attraversarti …. di far luce in te stesso … di farti male … e subito dopo risollevarti … a
mio modestissimo parere … non potrà mai perdere di freschezza e spontaneità.
Come può perdere di freschezza e spontaneità Love Sick … che contiene un dei migliori
versi che Dylan abbia scritto

I see silhouettes in the window/I watch them 'til they're gone and they leave me/
hanging on to a shadow

Come puo perdere di freschezza e spontaneità la delicata Standing in the Dorway …
dove chi perde in amore sa che all’altra non gli importerebbe comunque…

Come puo perdere di freschezza e spontaneità la sensualissima Milion Miles … un blues
stratosferico … mai sentito prima … con quei brevi riff di chitarra tirati… e con la voce di
Dylan che sembra un altro strumento … con quei rullati … un po qui … un po là…

Come puo perdere di freschezza e spontaneità Tryin’ to get to Heaven?… con l’unico
assolo di armonica presente sul disco … così arioso … con la voce di Dylan che sembra
cedere da un momento all’altro …

Come puo perdere di freschezza e spontaneità Not Dark Yet?… lo devo pure dire?

Come puo perdere di freschezza e spontaneità Cold Irons Bound? … con un testo, una
musica e una interpretazione da favola!!!! … è energia pura … e che contiene anch’essa
dei versi carichi di significati:

Oh, the winds in Chicago have torn me to shreds
Reality has always had too many heads
Some things last longer than you think they will
There are some kind of things you can never kill

It's you and you only, I'm been thinking about
But you can't see in and it's hard lookin' out
I'm twenty miles out of town in cold irons bound

Come puo perdere di freschezza e spontaneità … Can’t Wait con quel suo ritmo di
blues sincopato … con quelle battute anticipate … dove Dylan ritorna ad utilizzare la
trasposizione temporale del racconto … e questi versi memorabili …

I left my life with you somewhere back there along the line
I thought somehow that I would be spared this fate

Come puo perdere di freschezza e spontaneità Highlands …con quella sua linea
melodica avvolgente e con la voce di Dylan che sembra stupefatta di se stessa per la
storia che sta raccontando?…

In conclusione … dico che volevo scrivere tante altre cose … volevo dire che a me
non importa dei giudizi di Dylan sui suoi lavori perché per me non conta l’artista ma
la sua arte … perche è l’arte che rende immortale l’artista e non il contrario … volevo
parlare di Oh Mercy e del perche non lo ritengo all’altezza di TOOM … ossia perche è
incompleto e discontinuo … volevo dire che io non misuro l’importanza di una canzone
di Dylan a secondo se lui le canta o no dal vivo… volevo dire che io in fin dei conti sono uno
che ha subìto il fascino di questo album … ma non m’importa perché è un fascino da cui mi
piace esserne soggiogato … volevo parlare di un tema importante di Time out of Mind
… ossia della fragilità di comunicazione nella coppia … volevo dire che a me non
importa che Lanois stia sulle scatole a Dylan … volevo dire che Dylan è stato poco
riconoscente con Lanois … non tanto per TOOM ma per Oh Mercy …. ma … non
sarebbe bastato un intera talking … e forse non ne avrei mai avuto il tempo …

Ciao
Antonio Cat.

Ciao Antonio e grazie per la tua mail cui spero seguano altri interventi tra coloro che hanno letto il libro di Vites. Intanto lo stesso autore, cui avevo girato la tua mail, mi ha mandato una sua risposta che pubblico immediatamente in maniera che lo scambio sia serrato e per una volta tanto (vista la struttura a puntate di Talkin') avviene in "tempo reale" (per usare un termine caro ai televisionari) e naturalmente nelle prossime talkin' spero in altri interventi. Il dibattito mi sembra molto interessante.
Ciao, Michele "Napoleon in rags" 


Ecco la risposta di Paolo Vites:

1188) Trovo la critica di Antonio alla mia recensione di TOOM assolutamente pertinente e assolutamente competente. Trovo abbia descritto benissimo le emozioni che quel disco può suscitare. Pete Hamill nelle note di copertina a BOTT scrisse che “l’arte di Bob Dylan è democratica”, perchè non costringe l’ascoltatore ad avere una sola emozione, ma lascia che ognuno risponda liberamente a ciò che l’ascolto delle sue canzoni può suscitare.
Ne ero ben consapevole quando ho cominciato a scrivere il mio libro: ad esempio so benissimo che molti amano un disco come New Morning, che io ho duramente stroncato, ma è ovvio che, seppure io sia un fan di Dylan, quando scrivi un libro cerchi di toglierti di dosso la pelle del fan per cercare di essere il più oggettivo possibile, il che vuol dire fare una critica che tenga conto di tanti elementi, tutti quelli che sono possibili da trovare, proprio per dare una visione oggettiva di un disco, di un quadro, di un film. Poi come ho scritto nel libro, ognuno avrà sempre i suoi cinque grandi dischi di bob dylan, ed è giusto che sia così.

é vero: TOOM è oggetto di un certo revisionismo, ultimamente, ma questo è un bene. Il passare del tempo permette di osservare ed apprezzare meglio un oggetto di quanto non sia possibile la prima volta. A volte capiterà di amarlo di più della prima volta, altre volte succederà il contrario. Ho amato tantissimo TOOM quando uscì, poi però col passare del tempo l’ho ascoltato sempre meno, perchè per me il suo problema, come ho scritto nel libro, non sono le canzoni (alcune delle quali capolavori assoluti di Dylan) quanto il sound. Vedete, Mississippi doveva apparire su TOOM. Io ringrazio che non sia stato così perchè ho il terribile sospetto che ne sarebbe uscita penalizzata, con le manipolazioni sonore di Lanois. Riuscite a immaginarvi la freschezza che un brano come Tryin' to get to heaven avrebbe avuto registrata alla Love & Theft?
Non facciamo l’errore di credere che il sound che sentiamo di un determinato disco sia il sound eterno e perfetto di determinate canzoni: in uno studio si provano decine di versioni dello stesso brano e Dylan ci ha mostrato che LARS addirittura poteva essere un valzerino, per cui quel sound che sentiamo, immortalato su un disco, è frutto di determinate condizioni (il produttore con il suo gusto, i musicisti che quel giorno suonavano in un determinato modo, il cantante stesso che quella volta si sentiva un po’ così e il giorno dopo magari avrebbe fatto Love Sick a tempo di rockabilly). Si dice spesso che TOOM è un disco notturno, gotico, decadente: Dylan stesso ha detto che non è assolutamente così, dal suo punto di vista. E sono sicuro che brani come Dirt Road Blues o Cold Irons Bound avrebbero potuto suonare come scintillanti brani da “luce del sole”, se registrati in condizioni diverse. L’inclusione di un brano mediocre e pop, da radio FM, come To Make You Feel My love è secondo me la prova che Dylan non aveva assolutamente in mente un disco gotico e notturno, ma che quel disco è venuto fuori gotico e notturno per una serie di coincidenze, in primis la decisione di Lanois di farlo suonare così.
Ecco perchè trovo, oggi, TOOM un disco che appartiene poco a Dylan e molto a Lanois, come invece non fu per Oh Mercy, dove Lanois ebbe rispetto di Bob Dylan e fu lui a piegarsi al cantante e non viceversa.
Ma certamente, dischi come TOOM meriterebbero un libro intero, non basta rinchiuderli in poche  pagine all’interno di un libro. Meno male che esiste Internet (e Maggie’s Farm) che ci permette di allargare i discorsi.

Poi è questione di gusti e di sensazioni personali: sono felice che Antonio provi quello che prova; personalmente io oggi ascolto, di TOOM, tantissimo un brano soltanto, ed è Can’t Wait, dove trovo Dylan ergersi in modo orgoglioso e vibrante sopra gli strumenti e sopra Lanois, quasi fosse stato impossibile rinchiuderlo in quella gabbia di effetti e di trovate di studio che, secondo me, soffocano un gran pezzo come Love Sick. E poi Highlands. permettetemi una considerazione “cattiva”: se trovo il testo molto bello e piacevole, ho sempre ritenuto quei dieci e passa minuti di musica davvero una noia. Perchè, purtroppo, si soffre di una sindrome: ogni brano di Bob Dylan che supera i dieci minuti è per forza di cose un capolavoro. Highlands è per me una ottima poesia, ma musicalmente con il suo banalissimo riff di blues copiato in giro, non regge.
Paolo Vites

Grazie anche a Paolo naturalmente per la risposta e... il seguito alla prossima puntata.
M.



 

1189) Ciao a tutti,
mi rivolgo a Giorgio che ha segnalato nella precedente Talkin' una cover di
Knockin' eseguita dai Pink Floyd. Mi chiedo se non ne confonda l' esecutore:
quest' anno è uscito un cd antologico (con inediti) di Roger Waters (ex
genio dei Pink Floyd) dal titolo Flickering Games, la cui prima traccia è
per l' appunto Knockin'.
Carlo Pig

Grazie per la precisazione Pig. Allora Giorgio... può essere? O si tratta di due cose diverse (la covers dei Pink Floyd e quella di Waters)...? Facci sapere.
Michele "Napoleon in rags" 


1190) ciao,
hope I can write in english. and maybe you can help. Carmen Consoli performed the Dylan song
'Like A Rolling Stone' (with Negrita). do you know when and where it was performed and if there is
an officially released version avaialable?

thanks
Anton Bohnen
The Netherlands

Allora dylaniani in linea qualcuno può aiutare Anton? Per chi non sa l'inglese Anton chiede dove poter reperire la cover di Like a rolling stone fatta da Carmen Consoli con i Negrita. Chiede quando e dove è stata eseguita (io ricordo - se non sbaglio - che la Consoli l'aveva cantata ad una festa del 1 Maggio, non ricordo l'anno). Si tratta di quella di cui parla Anton? E' apparsa su qualche album? Chi ha informazioni mi faccia sapere che le giro al nostro amico dylaniano olandese... Ok?
Michele "Napoleon in rags" 


1191) Ciao Michele

Ho ascoltato, su segnalazione di Expecting Rain, la versione di Shelter from
the storm che Bob ha eseguito nello show di Praga '95
E' eccezionale... consiglio a chi non l'ha ancora sentita di farsi un giro a
questo link, la trovi a 3/4 pagina.
Luca

http://www.btinternet.com/~andrew.homer/extracts.htm

Ciao Luca e grazie per la segnalazione
Michele "Napoleon in rags" 


1192) Ciao Michele,
sai dove posso trovare le immagini di copertina del bootleg Halloween mask?
Io ne ho trovata una sul sito Bob's boots ma è troppo piccola e sfocata...
Ciao.
Francesco Tiger

Eccole qui.
Ciao,
Michele



 

1193) Grazie a Paolo Vites che mi manda questa divertente segnalazione immagino trovata in Rete:

"I was watching Jay last night and in his little stand up act at the beginning he said something like: "The U.S. and Great Britain have come up with a new military code that no other country
can interpret.  They just have Bob Dylan on one end and Ozzy Osbourne on the other."

(Stavo guardando Jay l'altra sera (nota: il Jay Leno Tonight Show è una popolarissima
trasmissione televisiva americana... ) e nel suo breve monologo all'inizio ha detto qualcosa come: "Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno un nuovo codice militare che nessun altra nazione è in grado di interpretare. Da una parte hanno Bob Dylan e dall'altra Ozzy Osbourne") 


1194)  Carlo Pig mi segnala dal sito searching for a gem

"Bob Dylan is reported to be one of the musicians participating in an album of tribute to the Cuban singer and songwriter Pablo Milanés, according to informed journal "Cuban Rebellious Youth" yesterday. The song with Bob was reported to be called Días De La Gloria (Glory Days - not the Springsteen number!). This song may have been intended for a Volume 2. However, there's no evidence that Bob has ever visited Cuba, or was planning to go. He could have recorded his contribution in the USA, of course, but there have been no reports of him doing so.

Ho cercato altre informazioni in rete e dunque la notizia è che nella seconda parte dell'album "Pablo Querido" del cantautore cubano Pablo Milanès di prossima pubblicazione sarà presente anche Bob Dylan con una canzone. Pablo Milanès è il fondatore della Nueva Trova Cubana alla quale partecipano 19 stelle musicali latinoamericane ed il gruppo dei Los Van Van.
A questa seconda parte dell'album "Pablo Querido" parteciperanno Bob Dylan,  Sting, Stevie Wonder ed Harry Belafonte. Dylan canterà un brano intitolato "Días de Gloria" (che nel trafiletto sopra segnalato da Carlo ci si premura di non confondere con il brano di Springsteen "Glory Days"); Stevie Wonder con  "El breve espacio en que no estás"; Belafonte con "Canción de cuna para una niña grande" e Sting con "Dónde andarán".
Milanès ha dichiarato che questo progetto non ha un fine commerciale ma solo uno scopo di confronto artistico-culturale tra diverse scuole e diversi stili (la balada, il rock, la salsa ed il bolero).
Altri artisti che partecipano all'album: Fito Páez, Ricardo Arjona, Tania Libertad, Soledad Bravo, Joaquín Sabina, Armando Manzanero, Marco Antonio Muñiz, Charly García y Fher, del Grupo Maná.
Previsto anche un coinvolgimento del Nobel Garcia Marquez. 



 

1195) ciao
volevo un consiglio..com'è la colonna sonore di " ya-ya-sisterhood" al di la della canzone di dylan?
ne vale la pena? altrimenti dove posso scaricare la canzone di bob?

grazie
andrea

Ciao Andrea io non ho ancora ascoltato l'album. Se qualcuno lo ha fatto mi faccia sapere. Il brano di Bob io l'ho trovato in Rete ma non so se il link è ancora attivo e soprattutto non mi ricordo più l'indirizzo. Se qualcuno l'ha conservato e se il link è ancora attivo me lo mandi che provvedo a linkarlo nuovamente su MF. O se qualcuno conosce un altro indirizzo ove reperirlo.
Michele


1196) Ciao, complimenti per il sito, volevo avere un'informazione.
Quando sara la prossima apparizione di Bob Dylan in Italia (un concerto o simile) ???

Grazie mille

Valentino Trapani

Ciao Valentino. Per il momento direi che è improbabile un ritorno a breve termine di Bob in Italia. Attualmente Bob è impegnato con le riprese del film "Masked and Anonymous", poi c'è il tour nordamericano che riprende il 3 agosto e che vede Bob in giro fino al 1 settembre (si aspettano eventuali altre date). Per il momento Europa ed Italia sembrano poco probabili a breve. Comunque su MF segnaleremo eventuali tour dalle nostre parti.
Ciao,
Michele "Napoleon in rags"



 

1197) Valros mi invia:

Bob Dylan ritorna al cinema dopo 15 anni e la sua co-star Mickey Rourke dice che il menestrello è brillante.
In "Masked and Anonymous", che si sta girando attualmente a Los Angeles, Dylan, 61 anni, interpreta il ruolo di Jack Fate, un anziano rocker che viene fatto uscire di prigione per suonare un ultimo concerto in un tentativo di salvare il mondo. Mickey Rourke interpreta la parte di un post-apocalittico presidente degli Stati Uniti ed amico d'infanzia di Dylan.
"Dylan sta facendo un incredibile (beep)uto lavoro" ha dichiarato Rourke allo scrittore Steve Garbarino.
Nel cast figurano molte stelle - la maggior parte delle quali lavorano solo per l'ammirazione che provano per Dylan - tra cui Penelope Cruz, che interpreta la parte di una prostituta e ragazza del  "giornalista" Jeff Bridges; Jessica Lange, che interpreta la parte di una cinica organizzatrice di concerti e John Goodman, che è l'agente di Dylan.
Christian Slater, Val Kilmer, Cheech Marin, Angela Bassett, Luke Wilson, Ed Harris, Giovanni
Ribisi, Bruce Dern, Chris Penn e "Mulholland Drive" Laura Harring hanno tutti dei cameos nel film. "E' molto sfrontato, non pesante o pomposo, ma è molto brillante e contorto" ha dichiarato il responsabile della BBC Films David Thompson al London Daily Telegraph.
Il film potrebbe essere presentato al Festival di Cannes o di Sundance.
Se Rourke ha ragione e Dylan sta facendo un buon lavoro, sorprenderà i critici. Il suo ultimo ruolo è stato quello di un rocker sul viale del tramonto nel flop del 1987 "Hearts of Fire". 


1198) Ciao Michele,
mi servirebbero delle foto di Bob Dylan in compagnia di Mark Knopfler!!
Qualcuno mi può aiutare!!?????

Grazie Tino

Ciao Tino io conosco solo questa qui sotto (se ricordo bene...). Chi ne ha altre?



 

1199) ciao

sono Pietro da Caserta che qualche giorno fa ti contattò per quanto riguarda
il libro Tarantola

vista la serietà nonchè la completezza del tuo sito, ho pensato che sarebbe
stato simpatico inviarti tre foto scattate al concerto di Milano del 21
aprile

le foto non sono nitide, per diverse ragioni..
1- avevo un raduno di capelloni davanti a me!
2- c'erano i gorilla (quelli della sicurezza) che ti sequestravano le
macchine fotografiche, infatti non c'era nessun giornalista, (accanto a me
avevano requisito tutto!), ma io da buon napoletano, li ho fregati....

ho cercato di renderle più nitide, magari se ti piacciono puoi anche
pubblicarle

pietro

Grazie Pietro. Ho inserito le tue foto nella nostra sezione "Someone showed me a picture". Per chi non le ha viste eccole qui sotto.
Ciao e grazie
Michele "Napoleon in rags"
 


 


1200) Ciao Michele,

ti scrivo a proposito della traduzione di Shake Sugaree. Premetto che il
significato di alcuni versi (il ritornello in particolare) è stato sempre
alquanto oscuro anche a me. Alla fine, roso dalla curiosità, ho deciso di
scrivere un'email a Paul Williams chiedendo lumi su quei versi. Chi meglio
di lui avrebbe potuto chiarire le cose, in fondo..? Williams, molto
gentilmente, mi ha risposto dicendomi che 'shake sugaree' è un'oscura
espressione, tipicamente slang che significa 'divertirsi', con uno spiccato
(anche se non esclusivo) riferimento al sesso. Questo è il testo della sua
e-mail:

<It's fairly obscure slang, meaning to have a good time, sexually
and otherwise.
Dylan even refers to it in a Time Out of Mind song when he says, "I've been
to sugar town, I shook the sugar down."

Paul>

Quanto al verso della versione originale 'looking for a star, i can tell my
troubles do', penso che che quel 'do' possa essere in realtà un 'to', il che
darebbe senso a un verso altrimenti inspiegabile. Ma è solo un'ipotesi.
Ti invio il testo della versione che Dylan ha cantato alcune volte tra il 96
e il 97, che è abbastanza diverso dal testo originale di Elizabeth Cotten.
A presto,

Alessandro

I got a secret, and I ain't gonna tell
I'm going to Heaven in a split pea shell

(Rit.)-Oh Lordy me, didn't we shake sugaree
Everything I have is down in pawn.

I pawned my watch, and I pawned my chain
I even tried to sell myself, but I got down so ashamed

(Rit.)

I've got a song to sing, and it's not very long
I'm gonna sing it right, if it takes me all night long.

(Rit.)

I got a secret, and I ain't gonna tell
I'm going to Heaven in a split pea shell.

(Rit.)

Ciao Alessandro e grazie infinite per la tua prestigiosa "investigazione"... Alla luce di tutto ciò provvederò ad integrare la mia traduzione cercando la forma migliore in italiano (e non sarà facile mi sa...).
Grazie ancora e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


1201) Massimo Baroni mi invia :

25/7/1965,Newport folk festival,sul sacro suolo del palco della manifestazione folk per
antonomasia sale Bob Dylan.Solo tre edizioni prima era stato designato come il profeta
delle rivendicazioni sociali, Woody Guthrie lo aveva indicato come proprio incontrastato
erede nella missione di risvegliare Miss America,di redimerla dalla propria dispersione e
crearle una coscienza(che mai aveva avuto) delle proprie discriminazioni,del proprio torpore
spirituale;ma le migliaia di persone che avevano pagato e viaggiato per sentirlo cantare  che
"la linea è tracciata,l'incantesimo è lanciato,è meglio che incominciate a nuotare se non
vorrete affondare come pietre perchè i tempi sono un cambiamento"  e sentire la sua
armonica innalzarsi nella sua acutezza come una scure punitiva, si trovano di fronte il loro
leader in giacca di pelle nera, occhiali da rock star, stivali a punta,una ragazza
inaccettabilmente bella e borghese al suo fianco,una band alle sue spalle e quel che è
peggio una chitarra elettrica in mano.Pochi minuti per rendersi conto che davvero
il sacrilegio e il tradimento nemmeno lontanamente paventato avrebbe avuto luogo con una
spudoratezza e naturalezza impareggiabile e per lasciargli cantare a ritmo indiavolato che è
meglio che vi "tuffiate nei vostri vicoli alla caccia di un nuovo amico è meglio che mastichiate
il vostro chewing gum e guardiate il vostro parchimetro al posto di indossare sandali e
di seguire i leader mentre le ragazze al phono stanno cercando un nuovo idiota",che la
rabbia sale incontrollabile e Dylan viene travolto dai fischi e dall'urlo "Judas,Judas" fino ad
essere costretto a lasciare in lacrime il palco per tornare da solo con armonica e chitarra
acustica al collo;tutti credono di essersi ripresi il proprio pupazzo tra le braccia e lo
applaudono senza capire il significato di quelle parole che straziamente urlava,di
quel "raccogli in fretta tutto quello che hai riportato dalla coincidenza,un pittore dalle tasche
vuote sta disegnando pazzi modelli sui tuoi fogli,il vagabondo che bussa alla porta sta
indossando i vestiti che una volta erano tuoi,il cielo si sta accartocciando sopra di te e devi
andare via ora,ragazza triste".Prima regola per muoversi nella giungla di allegorie e immagini
dylaniane è che quando si riferisce a qualcuno altro, in particolar modo se ad una
ragazza(per una sorta di compiacimento della propria fragilità) non sta che parlando a se
stesso;Bob Dylan è dichiaratamente inesistente,il nome che lo accompagna nella vita dalla
quale fugge perchè inconciliabile con le proprie aspettative è Robert Allen Zimmerman,Bob
Dylan non è che una proiezione compiaciuta e modellabile a seconda delle esigenze, di
desideri che hanno questa sola via per evitare di essere ridicolizzati e per ipnotizzare
dribblare la guardia serrata del pudore(gli astrologi saranno contenti di sapere che Dylan è
gemelli ascendente gemelli) attraverso una fitta rete di colorate rifrazioni e librazioni.A
Newport aveva deciso che la ragazza triste avrebbe gettato in mare ogni pretesa di tracciare
un modo di essere valido per gli altri e per del tempo,che aveva del senso dire che qualcosa
era meritevole ma che era un delitto combattere per qualsiasi causa e che aveva tutto il
mondo a disposizione per riuscire a capire cosa aveva nella sua mente e perciò
non dovevano esserci cancelli e braccia attorno a lui.Se i puristi del folk rimasero al
primo atto che Dylan aveva regalato sul palcoscenico dela sua stessa vita(creando un Dylan
liberation front che lo perseguiterà per anni al motto di "liberate Dylan da se stesso"),la loro
guida sociale che sul più bello aveva deciso di spegnere la luce, si buttò in una frenetica
ricerca introspettiva che portasse al completo abbattimento di quelle strutture mentali che si
erano rivelate totalmente fallimentari,si sottopose senza resistenza alla affilata lama
dell'esperienza per riemergere cambiato e da cambiare dopo una nuova immersione in
qualcosa di nuovo da assimilare ma in cui assolutamente non credere,senza pensare di
avere nulla da sistemare e nessuna questione in sospeso, non restando che l'oggi.E non
resta che l'alienazione visto che quei meravigliosi esseri che ci hanno fatto credere di essere
non possono essere e Dylan riuscì a volare miglia e miglia lontano da Robert
Zimmerman,riuscì ad essere assolutamente immorale assolutamente aselettivo e a
aggrapparsi alla propria realtà interiore da cui rischiava di essere ostracizzato:"una poesia è
una persona nuda...dicono che io sia un poeta".Forse la canzone più rappresentativa del
periodo fu Desolation row,120 versi ognuno sconnesso dall'altro,ognuno che contiene una
storia a sè;una poesia dell'assurdo,collage di visioni oniriche che sembrano riflettere il
paesaggio americano(cosi come lo rispecchia l'asprezza dell'armonica,che richiama la
strada che corre veloce tra Big Sur e la Monument Valley)che sembra essere stata scritta
seguendo i racconti di un centinaio di autostoppisti ubriachi,una galleria di enigmi sfolgoranti
e di contraddizioni dove "Romeo trafelato grida il mio amore sei tu a Cenerentola che si
mette le mani in tasca"e con un sorriso gli dice che "ci vuole del tempo a conoscere una
persona"  e dove "Nerone nei panni di Nettuno guarda il Titanic salpare all'alba ed Ezra
Pound e T.S. Elliot fare a pugni nella torre di comando, mentre tra le finestre del mare i
suonatori di calipso ridono di loro perchè nessuno riuscirà a fuggire da Desolation Row"
simbolo della follia di ogni battaglia per una ideologia redentrice che invece porterà soltanto
ad un diverso naufragio.
Nel '97 è a suonare dal Papa.Si potrebbe anche non parlare semplicemente di conversione
ma di un Dylan veterotestamentario,schiacciato dall'esigenza di una salvezza che non
riesce a trovare nella sua apocalisse,e di un Dylan neotestamentario che può finalmente
controllare "quella catena di eventi che non devo che spezzare e vedere la mano del Signore
in ogni foglia che trema, su ogni volto dimenticato al di là degli specchi rotti
dell'innocenza".Atteggiamento espresso perfettamente nel concept album John Wesley
Harding(nome di un noto fuorilegge,così come del resto lo fu Gesù per i suoi tempi)scritto
dopo l'incidente in moto nel quale sfiorò la morte.Dylan prima narra che una mattina(simbolo
dell'inizio di una nuova vita spirituale) uscì a "respirare l'aria che respirava Tom Paine"e in
quell'istante gli apparve una fanciulla incatenata simbolo dei vecchi pulpiti da abbattere della
società istituzionalizzata  che hanno immiserito gli insegnamenti di Cristo;per liberarsi da
quella stretta deve attraversare il caos,e così sogna prima di incontrare S. Agostino,simbolo
della dualità della natura umana che Dylan ha separato uccidendo una parte di sè che Dio
gli ha donato, mentre subito dopo cade in un incubo descritto nella magistrale poesia
spettrale di All allong the watchtower :"i principi le donne e i servi scalzi corrono lungo la
torre di guardia" da dove osservano due uomini a cavallo "nel vento che urla" che cercano di
uscire dalla confusione per ricevere il loro messaggio mentre dei "braccianti bevono il loro
vino e coltivano la loro terra" ma "sebbene molti pensino che la vita sia soltanto uno
scherzo" un'attesa e basta dell'aldilà,loro hanno capito che vi è un'altra verità e che "l'ora si
sta facendo tarda".Al risveglio Dylan pone la mano su un vetro e piange;solo quando con un
pugno lo romperà troverà la Verità che va ricercata al di là della sapienza umana,al di là di
"quell'uomo che odia la vita ma che ha paura di morire per poi rinascere" che è da
compiangere perchè "capirà che la sua vita è stata tutta un inganno mentre l'esistenza sta
tutta in un qualcosa che ami" che è la sola cosa attraverso la quale l'uomo può comunicare
con una realtà profonda affine alla fede.Dal Papa canta "forever young" che è un inno alla
vita("che tu possa salire su ogni piolo della scala")Knocking on Heaven's door e A hard rain'
s gonna fall basata più che su ciò che fece Cristo su ciò che fecero a Cristo,sul dolore e sul
martirio che accompagnano la vita cristiana( "che cosa hai incontrato mia figlia
prediletta?Sono uscito al cospetto di dodici oceani morti,ho visto un bambino vicino a un
pony morto,ho incontrato una ragazza,mi donò un arcobaleno ma una fitta fitta pioggia sta
per cadere").Il Papa citò però un'altra canzone:"Blowing in the wind", e alla domanda
"quante strade un uomo deve percorrere prima che si possa chiamarlo uomo?" risponde che
"la strada è una ed è quella di Cristo" al posto del dylaniano "la risposta sta soffiando via nel
vento".
Il 20 Aprile 2002 è a Milano e a conclusione del concerto troviamo proprio una versione
struggente di blowing in the wind:a quarant'anni dalla sua composizione la risposta sta
ancora soffiando nel vento e non c'è verso di farla cadere a terra;Dylan che sembrava
averla raccolta e letta per un attimo torna per l'ennesima volta al punto di partenza,riapre di
nuovo il cerchio che aveva chiuso per ampliarlo ancora di più per poi chiuderlo un'altra
volta;Dylan è un'idea in movimento, è una sorta di incarnazione della spirale hegeliana che
non ha ancora raggiunto il suo compimento,sente il bisogno di rifarsi mille giorni su mille,non
deve stupire di vederlo ieri cristiano oggi ebreo domani anarchico per poi ritornare cristiano e
poi ebreo e poi anarchico sempre ad un più alto livello.La voce ancora aspra e metallica
come un tempo tuona anche il terribile "It' alright ma,it's life and life only" perchè non
vinceremo mai ciò che non è mai stato vinto,bisogna soltanto ridimensionare le proprie
aspettative senza frustrarsi da soli(nè con falsi dei nè con la morte,perchè anche il
nichilismo è un'accomodante e vittimistica fuga dalla realtà della propria esistenza)senza
stare a contrattare con il vagabondo misterioso di "Like a rolling stone" quando non si hanno
più segreti da nascondere.Ad essere irreale non è Bob Dylan ma Robert Zimmerman con le
sue gabbie mentali e la sua staticità vigliacca mentre nel regno di Dylan si riesce a
riscoprire ciò che avevamo sempre saputo e si riesce a capire ciò che avevamo sempre
pensato.Regala così anche una versione della più bella delle sue canzoni Visions of
Johanna dove la bellezza oltrepassa "i processi all'infinito che si tengono nei musei" nei
quali una Mona Lisa baffuta "non sente più le sue ginocchia",che non trova espressione
neppure nella delicatezza di Louise "che porta in mano un po' di pioggia tentandoti a
sfidarla", e neanche nella solitudine del violinista che ora "cammina sulla strada verso la
gabbia vuota e corrosa di Louise dove una volta ondeggiava il suo mantello dello
spettacolo"ma si racchiude in queste visioni di Johanna "che conquistano la mia mente,ne
prendono il posto,che fanno esplodere la coscienza e che sono ora tutto ciò che
rimane".
 



 
 
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