parte 116
Lunedì 10 Giugno 2002

Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
Hai domande da porre, storie da raccontare, emozioni da condividere,  sul grande Bob o inerenti la sua  musica e la sua vita? 
Scrivi a spettral@tin.it e le tue mail saranno pubblicate in queste pagine ogni lunedì.
Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags


1150) Ciao Michele e ciao a tutti gli amici della Farm!
Mi faccio vivo per ringraziare Salvatore Eagle per i complimenti che mi ha fatto sul mio
"articolo" su Dylan e per dare la mia assoluta disponibilità nei confronti di un possibile
incontro di Dylaniani a Napoli o in zone del genere (basta che non sia Milano!).
Poi mi permetto di fare una tiratina d'orecchie al mio amico Michele!!! La bellissima
canzone che canta Joan Baez al Savoy Hotel in "Don't Look Back" non è di certo "Turn! Turn!
Turn!", ma NATURALMENTE "Percy's Song", scritta da Bob Dylan con la musica derivata dal
traditional "The Wind And The Rain". Dylan l'ha provata nelle session di "The Times
They Are A Changin'" e l'ha cantata live alla Carnegie Hall di New York il 26 Ottobre 1963.
La canzone è compresa su "Biograph" e la versione live la si può trovare, per esempio, sul
bootleg ""The Genuine Bootleg Series Vol. 3". Testo e traduzione di Michele sono a
questo indirizzo: ttt215.htm
Un saluto a tutti, Leonardo "Lion"

Ciao Leo
naturalmente hai ragione su Percy's song. Me ne ero accorto anche io che si trattava di
quel pezzo (avevo finalmente beccato la sequenza giusta di Don't look back che non
riuscivo a trovare...). Solo che avevo già mandato la pagina della posta e dovevo partire
per Milano e non ho avuto il tempo di modificarla.
L'ho fatto qualche ora dopo al mio ritorno. Grazie per la segnalazione,
comunque. Dunque chi avesse letto subito la pagina della posta scorsa tenga conto di
questo errore: la canzone che la Baez canta è Percy's Song e non Turn Turn Turn come
avevo erroneamente scritto. Questo mi fa però venire in mente che significa che Eagle
non possiede Biograph... Beh, Sal, che aspetti a procurartelo, visto che contiene altre
perle assolute come I'll keep it with mine, Abandoned love, Caribbean wind ed altre ?
Ciao Leonardo e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"
ps: comunque non sta bene che un leone tiri le orecchie ad un pulcino...
ps2: ma un pulcino, poi, ce le ha le orecchie?...


1151) Ciao Napoleon,
Ho fatto la doppietta Ravenna e Milano e ancora una volta è stato grande. Bob è stato
sorprendente come al solito.A Ravenna ne ho combinate di tutti i colori: quasi tutto il
concerto l’ho visto nelle prime file  , solo alle ultime due canzoni ho incominciato la mia
battaglia personale con la security dietro al backstage con l’intento di avvicinarmi il piu’
possibile vicino alla scaletta del palco dove bob e i suoi amici sarebbero scesi di li a
poco dopo la solita e stancante blowin’.Dopo vari tentativi mi sono rassegnato a restare
ad osservare da lontano e finalmente per pochi secondi ho visto la band scendere dalla
scaletta e per ultimo bob. “ è già finito” ho pensato, ma è stato un attimo perché con la
mente ero già a milano, stanco ma felice. Tra l’altro prima del concerto,sempre a
Ravenna, durante il soundcheck, mentre tutti noi aspettavamo l’apertura dei cancelli (
stendiamo un velo pietoso sul comportamento dei funzionari all’ingresso e dei poliziotti
che hanno avuto la geniale idea di aprire una sola porta,quella di destra se non ricordo
male,creando una sorta d’imbuto umano riuscendo a creare calca  quando era
praticamente impossibile riuscirvi ) ho sentito nitidamente le note di blind willie mctell
eseguita quasi tutta e vi lascio immaginare il livello di adrenalina che mi è salito di un
botto.Per questa chicca vorrei avere conferme da quant’altri erano presenti o se è stata
semplicemente una mia visione.
Piccolo aneddoto per quanto concerne lo show di milano: a metà concerto se non
sbaglio parlando con dei ragazzi di torino mi lamentavo di non aver mai sentito visions of
johanna live , .. e perché di qui e perché di la… fatto sta .. bè  per chi c’era sapete come
è andata.Il grande bob da lontano deve avermi sentito!!
Per finire le canzoni che piu’ mi hanno sorpreso ed entusiasmato: a Ravenna
homesick,summer days, tomorrow is a long time ( stupenda ) , e all along the wathtower
; a Milano la già citata visions , solid rock, e ancora summer days.
All along the watch è la dimostrazione che dylan reinventa qualunque cosa e quando ne
ha voglia ne tira fuori autentiche gemme,questa canzone fatta e rifatta per tanti anni allo
stesso modo aveva stancato un po’ tutti e invece avete visto che versione rabbiosa e
rock ha eseguito e cosi potrebbe valere per tante altre che non ci emozionano piu’ (
penso a blowin,love minus, like a rolling  per citarne qualcuna ) ma che in futuro
potrebbero sorprenderci.
Turn turn turn è il ritornello di percy’s song cantata da joan baez in don’t look back.
Ultima cosa sto cercando una chitarra ritmica e slide per il mio gruppo appena avviato
che si esegue cover di dylan ,dead  e the band. Per contattarmi scrivete all’indirizzo
rocky68@libero.it.

Ciao luca stay in line stay in step

Ciao Luca,
grazie per il racconto e per la segnalazione su Turn turn turn di cui abbiamo già parlato
sopra con Leonardo.
Effettivamente quella AATW è piaciuta ad un mucchio di persone con cui ho parlato (ed
anche a me naturalmente). In effetti non sarebbe male se come auspichi Bob facesse un
lavoro di riscrittura anche sulla attuale blowin' che è diventata stucchevole.
Ciao Luca e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"


1152) Ciao Michele,
potresti pubblicare il testo con relativa traduzione di If you see her, say hello dalla
colonna sonora di Renaldo & Clara, che riesco solo a capire qualche parola.
Ciao.
Francesco Tiger

Ciao Francesco.
E' una parola! Io non capisco nemmeno una parola (o quasi) di quello che mugugna Bob in quel pezzo. Anzi se qualcuno ha la trascrizione o vuole provare a farla mi mandi pure tutto... Si tratta del pezzo che si sente in sottofondo nella scena in cui Bob "cede" Joan Baez ad Harry Dean Stanton e se ne va via con il cavallo ricevuto in cambio...


Ed ora un pò di racconti dal Dylan Day di Roma del 4 giugno:

1153) Ciao Michele,
il mio racconto del Dylanday romano.

Entro a Palazzo Mattei Di Giove con cinque minuti di ritardo, perchè ho
aspettato di fuori chi invece aveva adottato gli stessi scrupoli dei
concerti, e quando faccio il mio ingresso nella sala del Centro Di Studi
Americani su cui è stato dirottato l' evento originariamente previsto nel
rinnovato auditorium della Discoteca di Stato, vengo colto di sorpresa dal
pienone e mi rassegno a seguire la conferenza dalla saletta attigua con
televisore a circuito chiuso; ma per fortuna dalla terza fila si leva Elio
Rooster che mi fa cenno di "trasire": mi ha tenuto il posto! la folta
capigliatura di chi mi siede davanti varrà a giustificazione della maggior
parte delle imprecisioni nel racconto... per le altre vale la mia memoria
scalcinata.
Non sono arrivato in tempo perchè venisse raccolto il mio voto per la
"canzone preferita" allora mi toccherà dichiararla a fine incontro scoprendo
che un' altra persona aveva fatto in tempo a dare comunque un voto a One
More Cup Of Coffee.
I due interventi più  sostanziosi ed interessanti sono stati quelli di Alessandro Portelli,
docente di letteratura americana e Alessandro Carrera,  docente di
letteratura italiana a Houston, rispetto agli altri che avevano un ruolo di
introduzione, moderazione o chiusura. Alessandro Portelli ha analizzato la
poesia di A Hard Rain's A-Gonna Fall, del primo Dylan in generale e con
riferimento particolare ad altri brani di Freewheelin': le influenze che ha
raccolto e che ha generato; le ballate anglo-scozzesi; il motivo del
racconto del figlio innocente ascoltato per la prima volta da una massaia
molisana; la Bibbia come grande testo di riferimento della letteratura
occidentale... avrebbe voluto portare la sua medaglia, ma si è limitato a
descriverla: è stato il primo nel '64 ad aver trasmesso Dylan alla radio in
Italia, e trasmise proprio Hard Rain, che resta ancora oggi la sua canzone
preferita.
Alessandro Carrera ha parlato della struttura circolare delle canzoni di
Dylan, portando come primo esempio All Along the Watchtower; della tecnica
di sottrazione di un elemento dalla costruzione narrativa, per cui ad ogni
ascolto si capisce qualcosa di più ma mai tutto, perchè non c'è tutto,
perchè le canzoni sono come "scrigni", come leggo sul suo libro; della
struttura di Tangled Up in Blue, con una prima strofa che funge da esplosivo
per aprire la strada alla canzone, o meglio cento strade diverse, perchè le
strofe si possono ripensare in qualsiasi ordine, oppure essere ognuna una
storia a sé stante.Va a finire, mi sembra, che lo scrigno lo riempiamo noi,
ognuno con quello che ha, salvo poi scoprire che l' elemento mancante non è
definito e Dylan gioca a confondercelo in ogni suo nuovo modo di cantare una
canzone. Poi l' intervento di Carrera volge sulla base biografica dell'
argomento annunciato "canzoni come pitture": l' avvicinamento di Dylan alla
pittura; il suo assistere alle lezioni di Norman Raeben di cui parlò nel 78
dopo la sua morte, senza mai citarne il cognome, più o meno in questi
termini: Norman gli aveva insegnato a fare consciamente ciò che prima sapeva
fare inconsciamente; "prima" significa fino a Blonde on Blonde perchè dopo
quel disco si era reso conto che pur tentando di riprodurre gli automatismi
della genesi delle sue canzoni, aveva fallito proprio nel creare quella
struttura che rivelasse e sottraesse sempre qualcosa del senso della
canzone. Norman Raeben è nome d' arte, il vero nome non lo ricordo, ma la
cosa interessante che ci dice Carrera è che suo padre, ucraino, fu un
capostipite della letteratura Yiddish. Alle lezioni di Raeben ci va gente di
tutti i tipi e Dylan gode in quell' ambiente dello status di alunno normale,
tanto è vero che all' esame di ammissione il maestro gli propone addirittura
un alloggio in cambio delle pulizie mattutine; lui non insegna solo pittura
perchè è una sorta di maestro di vita che può anche insultare i suoi alunni:
"lo sai cos'è un naso?" "sei un idiota, un naso è la sovrapposizione di una luce ed un'
ombra! non si può dipingere se non si sa cos' è un naso! idiota!"...
probabilmente quell' "idiota" è rimasto come eco in Idiot Wind.
Parla veloce Carrera, ne ha di cose da dire. il suo intervento e quello di
Portelli fanno pensare che due ore per parlare di Dylan con loro sia troppo
poco. Vanno bene due ore, ma due ore al giorno, per un paio di settimane. Si
fa mai una cosa del genere? e quanto il fatto che Dylan sia anche una
pop-star lo impedisce?
Mentre entravo nella sala veniva proiettato il video in cui Dylan canta
insieme a Van Morrison One Irish Rover; altre due sequenze di video sono
state proiettate tra gli interventi. La prima:
1) Girl From The North Country, da una trasmissione tv canadese; credo si
tratti di quello che conosco nell' audio come Quest tv show del '64, incluso
in decine di bootleg compilation. Dylan in primo piano, ma direi fuori
campo, perchè dietro di lui c'è una piccola rappresentazione nell' ombra con
un uomo che scrive una lettera alla sua ragazza del nord: un antenato di
video-clip.
2) dallo stesso show, With God On Our Side
3) Hattie Carroll, da Don't Look Back
4) Ballad Of A Thin Man, da Eat The Document
La seconda:
1) Living The Blues, dal Johnny Cash Show del '69
2) Just Like A Woman, da Concert For Bangla-Desh del '71
3) Oh Sister, quella che inizia con "I want to dedicate this one to someone
there watching tonight I know...she knows who she is" da Chicago del 75
4) Mr Tambourine Man, inizialmente cantata solo da MgGuinn e Crosby, sulla
quale Dylan fa un ingresso trionfale restando però sempre al margine del
cantato nonostante gli inviti degli altri due a farla da padrone. Non saprei
dire di che anno è e che concerto sia, ma sicuramente colmerà questa mia
lacuna Michele. (Roy Orbison Tribute del 24 febbraio 1990 - Universal Amphitheatre, Los Angeles).
Chiude gli interventi Furio Colombo: il suo è un ricordo di quei primi anni
'60, con tutto quel fermento artistico in due strade di New York e tutto
quel fermento politico che si intrecciava con esso e lo alimentava; era un
mondo in cui una generazione voleva "fare un passo in avanti, per occupare
un altro spazio"... "come è banale essere giovani quando si è giovani!":
quando il mondo sta esplodendo intorno a te... Colombo non si rassegna al
solito adagio che vuole che l' anziano decanti il proprio tempo mitico; non
pretende di tornare a quei tempi, ma vorrebbe per un attimo trasportati qui,
oggi, Dylan, Baez, Martin Luther King e tutto il resto; solo per un attimo.
Colombo si intristisce quando pensa che a noi oggi "ci tocca Bush" e poi
ricorda l' utima volta che ha visto Dylan a New York, immerso in una folla
di coetanei che interpretava le sue canzoni senza nessun contatto col
pubblico ma da semplice bravissimo professionista. Non vorrei aver
banalizzato col mio racconto l' intervento di Colombo che anzi ho trovato
interessante e con una sincera partecipazione emotiva; a fine serata e
microfoni spenti Susanna dirà di come Colombo abbia realmente partecipato
alla "scena" che ha descritto e persino che fu Colombo a finanziare con un
prestito di 200 dollari il primo singolo di Peter Paul & Mary... com' è che
si chiamava quella canzone? Blowin' qualcheccosa...
Fino ad allora hanno turbato la serenità delle esposizioni ,e limitatamente
al mio campo acustico, solo alcuni mugugni di Elio Rooster che scattavano
quando sembrava che un' opinione stesse svilendo la grandezza del suo
"father blessed", per poi magari rientrare a fine ragionamento, ma a fine serata
Susanna ha chiesto se ci fossero contributi dal pubblico: è intervenuto un
ragazzo polemicamente denunciando la rappresentazione parziale e di-parte
che ogni volta si dà di Dylan. In realtà ho trovato il suo intervento più
divertente che interessante, nel senso che è sempre la solita storia che
Dylan non si può circoscrivere ai suoi primi anni ed alla canzone di
protesta, legare alla New Left ed ai movimenti per i diritti civili da cui
egli ha anzi cercato di non farsi "arruolare"; però nessuno degli
intervenuti, nel proprio breve tempo, aveva preteso di descrivere di più di
un aspetto solo di Dylan; il ragazzo continua, ce l' ha con Colombo e Portelli perchè non
si rassegnano
al fatto che Dylan non vada ai comizi di Cofferati. Carrera interviene
dicendo che lui non ha parlato di quel Dylan, e anche sul suo libro... ma
non vale, perchè come dice il ragazzo "e infatti lei vive in America!" a
proposito - penso io - ma perchè "Una spiegazione dell' America"? direi
"dall' America"!
Per forza deve rispondere Portelli, perchè è lui l' oggetto dell' attacco
("ho assistito ad un discorso uguale lo scorso anno ad un circolo
proletario... pure i circoli proletari!..."), e perchè Colombo deve
scappare:
"il fatto è che siamo innamorati di Dylan e pensare che un' altra persona lo
ami per un motivo diverso dal nostro ci fa incazzare". A pensarci bene anch'
io ho voluto picchiare Elio quando mi ha detto di aver scelto I Threw It All
Away come canzone preferita... ma Elio è più groso di me, e questo è l'
unico motivo per il quale ho desistito. Una nota divertente: qualcuno a
fondo sala ha sopravvalutato la natura polemica dell' intervento e quando ha
visto che insisteva ha urlato con voce romanamente minacciosa "ma chi te
c'ha mannato, chiccooo?!?!"
A  serata conclusa la sala si libera, mi attardo in due o tre capannelli
residui e non riesco a portare i saluti di Maggie's Farm a Carrera, per i
quali ero stato investito direttamente da Michele Napoleon, ma so che ci ha
pensato Elio con il quale vengo allontanato mediante reiterate preghiere
dagli organizzatori. Riconosco tra gli avventori Giulia, dal Gargano che ora
vanta una dedica sul libro di Carrera "a Giulia Rabbit"... e un invito a
raccontarci della serata musicale al Big Mama.
Se posso permettermi io una chiusura, mi viene in mente un breve passaggio
del volume "Beat hippie yippie - Dall'underground alla controcultura"
(Bompiani - 1972) di Fernanda Pivano che Anna Duck ha rispolverato qualche
Talkin' fa:
" Ma di quegli anni magici, di quel miracolo di creatività
americana, il Dylan del C'era Una Volta resta come il ri-
tratto: il ritratto di tempi che stavano « a-changing », che
stavano cambiando; del vecchio qualcosa che stava succeden-
do senza che il Signor Jones sapesse che cos'era. Ma adesso,
Signor lones, lo sa che cos'era ? "
e un pensiero sulla rivoluzione che non c'è stata o che in qualche modo è
stata fregata perchè come dice Colombo "è riuscita solo a consegnarci un
mondo peggiore"; ad essa Dylan si è sottratto prima di altri, forse per
cercare la sua "way out of here", ma quello che ha combinato dentro di me
dai primi tempi in cui lo conobbi, anche solo col suo modo di cantare e
quando neanche sapevo cos' era quella-rivoluzione, non saprei come chiamarla
se non RIVOLUZIONE.
Carlo "Pig"


1154) Martedì 4 giugno...Bob Dylan Day...40 anni di musica e poesia...
ho un esame il giorno successivo ma essendo dylaniano fino all'osso me
ne sbatto...mi sarà impossibile andare al concerto di cover la sera
però voglio ascoltare gli incontri della mattina e del pomeriggio.
L'unica cosa di cui non ero al corrente era che per qualcuno fra gli
ospiti la manifestazione si intitolava "Bob Dylan Day- 40 anni di
musica e poesia ? " con uno strano interrogativo finale...mi spiego.
Molto interessante l'incontro mattutino...una lezione di "creative
writing" in cui venivano spiegati alcuni accrogimenti che Dylan usa
nella propria scrittura...partendo da canzoni come "The lonesome death
of Hattie Carrol" "Motorpsycho Nightmare" ed "Isis".
Anche l'incontro pomeridiano è stato molto interessante nonostante i
documenti video che hanno mostrato fossero ridotti un pò maluccio.
Ma la vera crisi è giunta al momento dell'ultimo intervento critico...
Gli interventi precedenti erano stati molto mirati...
Alessandro Portelli su "A hard rain's a gonna fall" e le matrici folk
in particolare...
Alessandro Carrera su "Blood on the tracks" e l'incontro di Dylan e
Norman Raeben.
Giancarlo Susanna su l'influenza di Dylan sul panorama musicale rock.
Prende la parola Furio Colombo...direttore dell'Unità.
Inizia a descrivere in tono leggendario i primi anni di Bob al
Village...con Joan Baez...concentrandosi soprattutto sulla lotta per i
diritti civili. Più retorico che altro, ma comunque gradevole.
Il vero problema è stato che il Dir. Colombo sosteneva che tutta la
produzione dylaniana successiva alla prima metà degli anni '60 non
potesse reggere il confronto. Se fosse stato un parere personale nulla
da dire, ma sosteneva che fosse insindacabile che Dylan abbandonando la
canzone di protesta fosse...scaduto.
Faccio un esempio...parole del Dir. Colombo...
"Sono stato all'ultimo concerto al Madison Square Garden...nel '95...
(errore!l'ultimo è stato nel 2001..ma va beh) e ho visto uno stadio
gremito di 13.000 coetanei di Dylan che avevano vissuto quelle lotte
(a me pare che ultimamente ai concerti i ragazzi siano sempre di
più...e io posso affermare che sono uno di questi...ho 20 anni)...
Dylan mi è sembrato un impeccabile professionista...che offriva ai suoi
coetanei il suo repertorio...si metteva la maschera da Bob Dylan...ma
tutti erano consapevoli che il vero Dylan è quello dei '60...sul palco
c'era una specie di ologramma (!!!) che era consapevole di non essere
più il vero Dylan ma ne offriva una riproduzione (!!!)..."
Ora, non ho registrato l'intervento...ma posso assicurarvi che le
parole erano PROPRIO queste...incredibile!!!
Prima di un commento personale premetto che non sono uno sprovveduto
("you might say that I'm young, you might say I'm unlearned...")...ho
21 anni ma possiedo l'intera discografia di Bob e numerosi
Bootleg...inoltre vanto una collezione di cd rock sui 900 pezzi...
Ma SIAMO ANCORA A QUESTO PUNTO? INCREDIBILE! Allora forse il tempo
si è
fermato veramente...se c'è ancora gente che parla così e vuole imporci
queste opinioni...arcaiche.
Quando giustamente un ragazzo nel pubblico è intervenuto obiettando
"Perchè bisogna considerare le opere politicizzate a tutti i costi
superiori ad altre che magari hanno un valore artistico maggiore?"
gli altri interventisti hanno cercato di mediare la posizione di
Colombo con delle attenuanti (Carrera sosteneva che dipende da
con "quale Dylan" uno si avvicina alla produzione del Nostro, ecc.)
Colombo continuava a sostenere che al di là della qualità musicale i
primi 3 album dei '60 andavano posti su un gradino superiore...
Complimenti infiniti al solito ragazzo che lo ha
(consentitemi) "smerdato" con queste poche parole...
"Io non sono contro la protesta...tant'è che ho sentito questo stesso
discorso fatto da lei un anno fà in un circolo proletario (Colombo ha
riciclato il discorso!!!) per i 60 anni di Dylan...ma se per me Slow
Train o altri album non politicizzati sono superiori...non sono libero
di pensarla così...?"
Gli altri interventisti erano molto imbarazzati...dato che la linea di
condotta di tutti gli incontri era stata appunto "Dylan...40 anni!!!
che sforna capolavori e non si ripete mai!!!"
Sta di fatto che il ragazzo mi era sembrato molto educato nelle sue
obiezioni...ma quando si è complimentato per la manifestazione,
sottolineando gratuita, precisando che però avrebbe preferito che tutti
gli interventi fossero ad opera di persone informati sulla COMPLETA
opera di Bob e non su una coscienza PARZIALE...fondata su un
pregiudizio di fondo (che il valore di un'opera dipenda dal suo intento
sociale/socialista) un altro auditore lo ha gentilmente ammonito così...
"Ma chi te c'ha 'nvitato?!?"
Scusate ma l'incompetenza no! Mi sono alzato e me ne sono andato. Non
so se la polemica si è risolta anche se con queste premesse mi pare un
conflitto irrisolvibile...se qualcuno ne sa qualcosa o vuole
rispondermi qui...gliene sarò grato...qualsiasi opinione esprima...
Attendendo nuovi sviluppi ascolterò il bootleg "Royal Albert
Hall"...chissà che non riconosca la voce del Dir. Colombo
esclamare "Judas!"
Grazie dell'attenzione,
Jackswan


1155) Volevo far notare come l'intervento di Furio Colombo (direttore dell'Unità)
nell'ambito della manifestazione sui quarant'anni di carriera di Dylan
tenutasi a Roma presso il centro di studi americano è stata perlomeno
criticabile (almeno da me, ma non solo), in quanto ha dichiarato, in pratica
che gli ultimi trentotto anni di carriera di Dylan sono da buttare, in
quanto l'unico Dylan importante è quello dei primi due anni e delle canzoni
di protesta.
Volevo sapere voi cosa pensavate in merito, visto che la manifestazione è
stata molto interessante, ma purtroppo rovinata da questo intervento, che
ha, peraltro, mostrato l'incompetenza in materia del professor Colombo.
Grazie per l'attenzione
Cristian da Roma

Grazie a tutti per i vostri racconti e commenti, io raccolgo velocissimamente l'invito a dire
la propria sull'argomento citando Riccardo Bertoncelli che ben ha sintetizzato il concetto nell'intervista che mi concesse tempo fa (la trovate nel nostro sito nella sezione "Le Interviste di Maggie's Farm"):
Riccardo Bertoncelli: Dylan nell'estate del '66 ha già chiuso la prima parte della sua carriera ed è una parte che già da sola sarebbe bastata a consegnarlo alla Storia del Rock ed a far scrivere decine, centinaia di libri su di lui. Ed invece, se noi azzeriamo la storia in quel momento, in Italia il nome Dylan non significa praticamente nulla. La dimostrazione è quello che io vado sostenendo da anni, che quando si parla del Dylan degli anni '60, in Italia, si continuano a tirare fuori le solite tristi cose, i soliti luoghi comuni, le marce per la pace, il legame con Joan Baez... Perchè erano quelle poche cose che in quegli anni si erano "fissate" nella memoria. E' mancato in quegli anni un'approfondimento. Tutto avviene poi negli anni '70. Ed incredibilmente ancora oggi spesso si fa riferimento a quelle cose che continuano ad essere raccontate come un "Salve Regina", mentre si sgrana il rosario... Con tutto quello che Dylan ha invece fatto... (con aria insofferente) Basta!

Maggie's Farm: Già! Come mai secondo te ancora nel 2001 compri un giornale e ti presentano Dylan come "cantante di protesta", come "il menestrello difensore dei diritti civili"...?

Riccardo Bertoncelli: Sono etichette dovute al fatto che in quegli anni Dylan colpì la "fantasia" per quel motivo... Tanto per fare un esempio: la storia di Dylan con la Baez è nata e morta in un'estate e siamo ancora qui che ce la raccontiamo... E sembra che sia stato quasi una sorta di punto cruciale nella storia di Dylan. Lo è stata per certi versi ma esistono cento, mille altre storie molto più cruciali.
Questo è un segno evidente dell'ignoranza italiana nei confronti di Dylan. Comunque uno dei pregi di Dylan è di essere sempre andato avanti per la sua strada... Molti artisti di quell'epoca invece sono "rimasti lì"... Come diceva Robbie Robertson "sono rimasti al reparto parole"... Mentre Dylan dal "reparto parole" è subito emigrato al "reparto musica" ed ha realizzato quello che sappiamo...


1156) Ciao Michele,
avrei bisogno delle immagini delle copertine (sia davanti che dietro) di "Love and theft" e
dell'Essential. Ho cercato dappertutto su Internet, ma niente. Puoi aiutarmi?
Ciao.
Francesco tiger

Essential non ce l'ho. Ecco Love and Theft. Se qualcuno mi invia quelle di Essential la inserisco.




Qualche giorno fa sulla posta di MF Leonardo si chiedeva a proposito della sua
traduzione di Waitin' for you se al secondo verso della terza strofa la frase che dice: "I lost my gal at the boatman's ball" costituisse o meno un gioco di parole

Risponde Alessandro Carrera con la seguente mail:

1157) Caro Michele
per quanto riguarda il "boatman's ball" non credo che sia un'espressione particolare, credo voglia dire solo "ballo dei battellieri".
A presto

Alessandro Carrera

Un grazie ad Alessandro e giro la domanda al Lion: allora Leonardo che ne dici? Mi autorizzi a modificare la tua traduzione? Fammi sapere, ok?...


1158) Ciao Michele,
potresti tradurre, quando avrai tempo, naturalmente, Weeping willow.
Ciao.
Francesco Tiger

Presto fatto.

BLUES DEL SALICE PIANGENTE
di Blind Boy Fuller

Dio, quel salice piangente, che geme come una colomba
Quel salice piangente che geme come una colomba
Dio, c'è una ragazza in campagna che amo davvero

Se vedi la mia bambina dille di tornare subito a casa
Se vedi la mia bambina dille di tornare subito a casa
Da quando la mia ragazzina se n'è andata non ho avuto più amore

Non c'è amore cara, non faccio nulla di male
Oh maledizione, non c'è amore cara, non faccio nulla di male
La mia bambina mi tratta in maniera così vile ed ingiusta, non riesce a distinguere quel
che è giusto da quel che non lo è

Torna indietro, (?) fà attenzione mentre dormi
Sarò il tuo mastino, fà attenzione mentre dormi
Se riesco a fermare quell'uomo (?)

"Lo vuoi il mio amore, cara?" (?) un vecchio giorno solitario
Lo vorrai il mio amore, cara, un vecchio giorno solitario
Ma sarà troppo tardi, io sarò andato troppo lontano

Dio, quel salice piangente, che geme come una colomba
Quel salice piangente che geme come una colomba
Dio, c'è una ragazza in campagna che amo davvero
 

WEEPING WILLOW BLUES
by Blind Boy Fuller

Man, that weeping willow, moaning like a dove
Weeping willow moaning like a dove
Man, there's a gal up the country I sure do love.

If you see my baby tell her to hurry home
You see my baby tell her to hurry home
I ain't had no lovin' since my little girl been gone.

Well there ain't no love mama ain't gonna do no wrong
Aw shucks, there ain't no love mama ain't gonna do me no wrong
My baby treats me so mean and dirty, can't tell right from wrong.

Come back, (?) watch you while you sleep
I'll be your bulldog, watch you while you sleep
If I could stop that man from (?)

"Do you want my love, mama?" (?)  Some old lonesome day
You're gonna want my love, mama, some old lonesome day
But it'll be too late, I'll be gone too far away.

Oh, that weeping willow, moaning like a dove
Weeping willow mourning like a dove
There's a gal in the country man I sure do love.


1159) Ciao Michele,
il Porcile annuncia che è partito un nuovo tree coi concerti italiani del 2002.
Carlo "Pig"

Correte a prenotarvi...
Michele "Napoleon in rags"



 
 
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