TALKIN' BOB DYLAN BLUES
la posta di Maggie's Farm

Undicesima parte


 


111) Ciao Michele,
Buon concerto! beato te!
ti invio la pagina di Expectingrain con le date delle due canzoni del
cd-single, che coincidono con quelle indicate dall' autorevole Alan Fraser
del sito Official rarities e che dovrebbero essere quelle che in tempi
diversi son state ascoltabili sul sito ufficiale.
Ma io per quanto riguarda Song to Woody non concordo: la versione del single
è più corta e c'è in più un pazzo che grida "Leadbelly" sopra Dylan;
preferisco la versione on-line, più suonata (a un certo punto sembra un
valzer).
Adesso contatto Alan o il newsgroup, può darsi che la versione europea sia
diversa sempre per quella politica della Sony che a me piace tanto.
Esigo un rapporto dettagliato sul concerto!
Carlo

Bob Dylan European CD Maxi-Single:

1. Things Have Changed 3:37
2. Make You Feel My Love 4:10
(live version, UNO Lakefront Arena,
New Orleans, LA, 3 Feb 1999)
3. Hurricane 8:33 (album version)
4. Song to Woody 4:26 (
live version, Continental Airlines Arena,
E. Rutherford, NJ, 13 Nov 1999)
 

Also available on the soundtrack for
the movie "Wonder Boys".
Norwegian release date: 02.05.2000
Made in Austria
Catalog #: 669 333 2 (CM)

Ciao Carlo,
grazie per i dati su Things have changed (maxi single).
Il mio rapporto dettagliato sul concerto di Zurigo è già su Maggie's Farm nell'apposito spazio dei Racconti dal Neverending tour. Ora aspetto i vostri... Simpatica la tua battuta sulla Columbia/Sony... Anche io credo che si tratti di due diverse "Song to Woody" però potrebbe anche darsi che si tratti della stessa "rimaneggiata"...
Napoleon
 

112) Caro dylaniato
vorrei sapere a quale generazione appartieni, se appartieni a quelli che ad
esempio quando gli chiedono qunti anni hai rispondono dieci meno di dylan
vorrei tanto possedere il video don't look back , ma mi sembra difficile
reperirlo
non posseggo il lettore dvd e quindi ............

carissimo, cosa mi puoi consigliare?

Lars

Ciao "Lars"... Io sono del '64 quindi sono tra quelli che dicono: "Ho 25 anni meno di Dylan...". Per quanto riguarda Don't look back l'annuncio è pubblicato quindi credo che tra pochissimo lo possiederai (se ti basta una copia, ovviamente...). E' un video molto bello anche se essendo in inglese in molti punti è un pò "ostico"... Anyway, (parliamo un pò alla Dylan...) è una testimonianza fondamentale per capire la famosa tourneè inglese che fece andare Bob "fuori di testa" (forse si rese conto in quell'occasione del suo reale successo...).
Ciao Lars e fatti sentire ancora magari raccontandoci un pò di te (sii generoso di aneddoti o domande dylaniane, sempre benvenute in questa pagina...)
Napoleon in rags

Messaggio di Michele: qualcuno, mi sembra Antonio, mi chiedeva di guardare dylanology.com/frame2 e cercare di capire di cosa parlava... Ho provato ma ho problemi dal momento che mi dà sempre errore e mi chiude il programma... Puoi mandarmi tu una copia di quello che ti interessava?... Grazie!

113) Ciao,
concordo pienamente con l'ultima lettera in cui si afferma che la casa discografica comincia a farci
spendere un po troppi soldi per Bob.
Dopo aver comprato il maxi single THC che contiene due live version (date non menzionate...?...)e la colonna sonora Wonder Boys,vengo a sapere anzi ho appena letto che la prima tiratura di "the best Of Bob Dylan vol 2" contiene assieme al cd un altro cd singolo con altre 2 live version Highlands e Blowin' in the wind!!! (che dovro' comprare)
A me sta benissimo che escano questi pezzi live ci mancherebbe!!! disseminati qua e là, ma sarebbe pure giusto (Bob permettendo) che uscisse un bell'album LIVE DOPPIO di uno dei suoi ultimi concerti!!!
Tra un po' vado a Stoccolma a vedere Dylan voglio vedere lì che tipo di singolo hanno tirato fuori
sicuramente con qualche altro pezzo live!!!
Poi corro a Modena alla prima data Dylaniana!!!
Stefano

Ciao Stefano, il dibattito sulla Columbia/Sony continua con il tuo intervento (a questo punto potremmo quasi firmare una petizione da spedire alla casa discografica di Dylan...).
Per le date delle live songs di Things have changed vedi lettere precedenti. Anche secondo me, come scrivevo tempo fa, sarebbe necessario un live di Bob per testimoniare il suo show attuale (con attuale intendo fine anni 90/2000) che altrimenti potrebbe restare privo di un documento sonoro materiale (che sarebbe poi un cd...).
A pensarci bene, infatti, il Dylan live degli anni sessanta è testimoniato dal Bootleg series vol. 4 con il mitico concerto di Manchester... Gli anni settanta sono testimoniati con il live Before the flood e con Live at Budokan... Gli anni ottanta restano impressi nei solchi del disco dal vivo Real live (ed era stato anche preparato un altro live con il materiale gospel tour poi annullato)... Quindi a latitare restano proprio gli anni novanta (è vero che esiste il live MTV unplugged ma proprio perchè solo acustico non è una testimonianza a 360 gradi...).
STOCCOLMA? (Slurp)... MODENA? (Wow)... Mi raccomando: a questo punto non puoi esimerti dall'inviarmi i tuoi racconti dal neverending tour ricchi di dettagli e particolari sui concerti (mettine anche di più di quelli che ho messo io... almeno ci farai sentire con te a Stoccolma...).
Ciao Stefano, enjoy the shows e fatti vivo al più presto,
Michele, "Napoleon in rags"

Aurelio mi segnala:

Da la Repubblica di oggi.

Lo speciale di un'ora
Dylan, uno show per la tv Usa
LOS ANGELES - Anche Bob Dylan cede alla tentazione della tv. Il leggendario musicista americano ha accettato la proposta della Hbo per registrare uno speciale di un'ora creato appositamente per lui dal produttore Larry Charles. Il varietà non sarà solo musicale ma avrà anche toni di commedia. "Sarà Bob Dylan che fa uno show" ha spiegato Charles a "Hollywood Reporter". Per il momento si parla di un solo speciale.

Grazie per la segnalazione, Aurelio... Mi incuriosisce questa notizia perchè non riesco ad immaginare di cosa si tratterà esattamente... Vedremo!

114) Ciao Michele,
ho letto il tuo racconto della trasferta di Zurigo e mi è molto piaciuto,
compresa la scelta degli album di Battisti/Panella per non appesantire l'attesa e cullarla su dolci elucubrazioni.
Ti scrivo per confermarti la buona notizia che presagivo nella mail
precedente: ho scaricato già 8 delle 30 canzoni di bobdylan.com che mi
mancavano; se vorrai ti scriverò una lettera da pubblicare con le
istruzioni.
Auguri per la festa che stai preparando.
Carlo

Ciao Carlo,
grazie per gli auguri e ok mandaci tutti i trucchi che puoi per riuscire a carpire i gioielli "from the vault)...
Michele
 

Messaggio pubblicitario di Michele: avete letto il "racconto dal neverending tour" di Alessandro (era anche lui a Zurigo) nell'apposita pagina? E' subito dopo il mio... Correte a leggerlo...
 
 

115) Ciao Michele,
innanzi tutto devo farti veramente i complimenti per il tuo racconto dal Neverending tour sul concerto di Zurigo... Mentre lo leggevo mi sembrava di essere in viaggio con te verso Zurigo e poi al concerto davanti al palco con Bob e la band... Complimenti! Sei riuscito a trasmettermi quello che tu hai visto e provato in maniera incredibile (ti vedo molto "romanziere"... hai mai provato a scrivere?...). Sono stato colpito dalle tue scelte inerenti i dischi di Lucio Battisti che hai messo nel tuo cd in viaggio verso Zurigo... Sono anche i miei preferiti più o meno (io ci aggiungo Anima Latina e Una giornata uggiosa...). A questo punto mi hai fatto venire in mente una domanda che ti sottopongo cercando di metterti in difficoltà (ma mi sa che non ci riuscirò...). Come hai scritto nel sito Battisti ha dichiarato il suo amore sviscerato per Dylan in numerose interviste ma vediamo se sai dirmi in quale canzone Lucio cita direttamente Bob "ufficializzando" il proprio amore per Mr.Zimmy?
Ciao, Giovanni "Clean cut kid" Pratolini

Ciao Giovanni e grazie per i tuoi complimenti, ho cercato di essere il più dettagliato ed affabulatorio possibile e mi fa piacere sapere che, almeno stando a quanto scritto da te e da qualche altro, sono riuscito nell'intento (ora tocca a voi farmi sentire in viaggio con voi per Stoccolma, Firenze etc...). Le mie velleità di romanziere si limitano alle prime 40 pagine (scritte per mio diletto ovviamente, non proposte all'editore italiano) di un romanzo di X-files, serie che io adoro. Le ho scritte qualche tempo fa, poi mi sono arenato (anche se a detta di chi le ha lette erano promettenti) ed ho lasciato perdere anche perchè non volevo togliere il lavoro a Chris Carter e poi perchè ho già troppi soldi e un paio di miliardi in più o in meno di diritti d'autore non avrebbero cambiato il mio tenore di vita...
Per quanto riguarda la tua domanda su Battisti... beh scusami ma è come sparare sulla croce rossa (almeno per me che ho tutto di Lucio). La canzone di cui parli si chiama "Registrazione" ed è stata pubblicata da Battisti sull'album "E già", il primo del dopo-Mogol. I testi sono di Battisti e Velezia (che sarebbe poi sua moglie Grazia Letizia Veronesi). Nella canzone oltre a dichiarare il proprio amore per Bob, Battisti sottolinea in particolare come "da Dylan ho imparato a dire quello che mi pare...". Ho vinto quaccheccosa? Anzi a proposito di vincere quacchecosa e del grande Lucio Battisti mi sbilancio e vi propongo io un quiz che è talmente difficile (secondo me ovviamente) che vale un boot di Dylan (una copia) in premio per chi risponde esattamente. La domanda è la seguente:
quale canzone di Lucio Battisti è un omaggio (chissà quanto casuale o voluto) ad una canzone di Bob Dylan? Su quale album di Lucio è apparsa e di quale canzone di Dylan si tratta?
Difficile vero? (beh del resto il premio è consistente...). Indizi: la somiglianza non è assolutamente nel testo o nella melodia ma nel ritmo usato, nella base, che in diversi punti consente di "cantarci sopra" il pezzo di Dylan. Altro indizio: la canzone di Dylan in questione è del periodo "cristiano".
Domanda di riserva (visto che la prima è "impossibile"): Battisti era colpito da una cosa che un cantautore italiano aveva come caratteristica e che gli ricordava l'amato Bob Dylan. Tanto che a questo cantautore (che ha avuto da giovanissimo rapporti con Lucio ed il gruppo che orbitava intorno a Battisti) Lucio chiedeva di suonargli canzoni di Dylan per divertirsi tra loro... Le domande sono: nome e cognome del cantautore in questione e la cosa che colpiva Battisti.
Vi ho messo in crisi?
Ciao Giovanni e alla prossima
Napoleon

116) Caro Michele, in merito al sito Dylanology.com, che tu non riesci a visualizzare, credo che contenga, in parte, materiale interessante. In particolare c'é una sezione, real dylan, dove è possibile vedere per intero alcuni video musicali con real player.
C'è il video di "unbelievable" (l'autore del sito lo spaccia per raro. Io, onestamente, non lo so se è raro), di dignity e di things have changed.
C'e un pezzo del film Pat Garrett, naturalmente in lingua originale e la famosa telefonata-intervista, in real audio, che quello *§%@$& di Weberman fece a Dylan all'inizio degli anni settanta.
Ci sono inoltre alcune canzoni, sempre per intero, di Guthrie.
Per il resto, io ho l'agghiacciante sospetto che sia un sito di qualche "nipotino" dello *§%@$& di cui sopra, ossia pieno di particolari su tutti pettegolezzi che sono girati su Dylan, come il presunto consumo di eroina, le offerte di beneficienze fatte da Dylan a organizzazioni non proprio di sinistra, insomma la famosa spazzatura di Dylan che veniva raccolta da Weberman a fondamento delle sue accuse del c....
Tanto che una sezione del sito è intitolata "conosci finalmente il vero Dylan!!!" e nell'introduzione al sito è scritto che esso contiene "tutto ciò che volevi sapere su dylan e non hai mai avuto il coraggio di domandare" . Poi c'è una ricca sezione contenente un'analisi della poesia di Dylan.
Mi sembra niente di eccezionale, a meno che non confermi la rarità di alcune foto (per gli amanti del genere: una cartolina d'epoca di Hibbing dove Dylan è cresciuto, la casa natìa, e i parenti del Dylan giovane ....), video e canzoni sparsi un pò per tutto il sito.
Spero che tu possa dargli uno sguardo (credo che hai difficoltà con lo java di partenza) in modo da smentire le mie impressioni e far tacere così i miei sensi di colpa per aver sponsorizzato un sito del genere.
A proposito di "Unbelievable" mi è sempre piaciuta molto e anche l'album che lo contiene (red sky) mi sembra più che un discreto lavoro.
Ciao, a presto e complimenti per l'articolo sul concerto. Io spero di andare a Firenze.
NAPOLI, 10 MAGGIO 2000
ANTONIO

Ciao Antonio... Allora il sito che citi non è di un nipotino di Weberman ma di Weberman stesso. Luipropriolui, quello che io chiamo "amichevolmente" il "buontempone". Credevo che tu lo sapessi. Comunque secondo me non devi sentirti in colpa per avere come tu scrivi "sponsorizzato" questo sito e ti spiego perchè. Sui vari gruppi di discussione su Dylan ho spesso trovato commenti di fans stranieri che scrivevano cose tipo "state alla larga da quel sito", "quel sito è mer°* pura", "possa Weberman morire subito..." e cose simpatiche di questo tenore... Io non sono d'accordo con loro, non perchè difendo Weberman ovviamente (anche se gli ho dedicato una delle strips a fumetti di Zimmy egli è virtualmente indifendibile) ma per il semplice motivo che il suo sito (che ho spesso visitato anche se come tu dici mi dà problemi forse con java) secondo me contiene oltre ad un mucchio di immondizia anche qualcosa di buono e non voglio essere prevenuto su tutto quello ch dice A.J. e valutare quello che dice discernendo le cazzate dal vero... Ad esempio, se come tu scrivi spaccia per rari i video che tu citi, beh allora in quel caso è un "buontempone" visto che quei video sono facilmente reperibili tra i collezionisti ed io li posseggo da una vita... Altre pagine/immondizia sono quelle sul tema "Dylan è un eroinomane" o "Dylan ha l'AIDS" ("i cavalli di battaglia" della campagna di A.J.) non tanto per entrare nel merito del "verità o menzogna" ma semplicemente perchè "chissenefrega"? Io personalmente mi chiedo come mai A.J. non abbia ancora rivelato in una pagina speciale di dylanology.com che "Dylan è il mandante dell'attentato al Papa" o "Dylan era il vero cecchino di Dallas"?...
Per quanto riguarda il discorso Under the red sky sono d'accordo con te nel senso che secondo me è un buon album che ha il solo torto di venire dopo quella perla assoluta che è Oh mercy. Però capolavori come Born in time o ottime canzoni come Handy dandy e God knows lo rendono secondo me un album sicuramente da giudicare positivamente nel suo complesso.
Ciao Antonio e alla prossima
Michele "Napoleon in rags"

117) Ciao Michele, sono stata via per un po' ma ecco che la dylaniana smarrita torna all'ovile, anzi alla fattoria ! Ma come starne lontano quando vi si disquisisce di argomenti tanto interessanti e quando il nostro coraggioso Napoleone parte sul suo cavallo cromato (già, esistono anche cavalli giapponesi !) valica le Alpi, sfida le ostilità teutoniche per andare ai concerti, e torna vincitore con un succoso bottino di notizie e vivaci racconti che quasi ti consoli di non esserci potuto essere !
Vedo nelle ultime sezioni della posta che ha fatto timidamente la sua comparsa l'argomento "poesia" a proposito di Dylan: è certo un argomento da trattare con un pò di cautela per non rischiare di dire grosse sciocchezze, ma vorrei provarci lo stesso: naturalmente non sono una prof di lettere e quindi parlo solo seguendo l'istinto e la passione per tutta la poesia in genere (preferisco leggere un libro di versi piuttosto che un romanzo, per intenderci). Ho letto molto qua e là, soprattutto in passato, sull'annosa questione "Dylan è un poeta o no?" ma penso che non se ne verrà mai a capo. Secondo me Dylan non è un poeta, almeno non nel senso che intendiamo
noi oggi, ma è qualcosa di diverso e forse di più (Robert Shelton nella sua biografia dice che Dylan può essere paragonato ad Omero o agli antichi lirici greci che cantavano le loro poesie accompagnandosi con la lira, o agli autori dei salmi della Bibbia, o ai cantori gaelici o ai trovatori delle corti di Francia: mi sembra che l'accostamento sia abbastanza azzeccato). Ma mi spiego meglio: io ho cominciato ad apprezzare Dylan verso i 18 anni quasi esclusivamente leggendo i suoi testi e ne sono rimasta affascinata, ma poi a poco a poco mi sono resa conto che c'era dell'altro e che quei versi acquistavano una forza ed una bellezza molto più grandi se accostati alla
musica e alla voce; a quel punto ho smesso definitivamente di "leggere" le canzoni di Dylan e mi sono messa ad "ascoltarle". E' una mia personale opinione, ma i versi di Dylan, per quanto splendidi e degni, almeno alcuni, di essere riportati dalle antologie, non possono essere valutati separatamente dalla sua musica e dalla sua voce, perchè Dylan non scrive belle poesie e poi gli appiccica piacevoli motivi musicali, ma ha la straordinaria capacità di creare un insieme indissolubile e irripetibile di parole, suoni, espressioni, colori, luci, atteggiamento e
intonazione della voce, un qualcosa che non so ben definire, ma che forse tu Michele che sei fresco di concerto puoi capire (sbaglio o My back pages è stata una cosa più o meno simile ?)
E ora permettimi di fare una piccola critica a cui pensavo da tempo: mi sembra che ci sia la tendenza tra molti Dylaniani (e non solo tra quelli che scrivono a Maggie's Farm, ma anche qualcuno che conosco personalmente) ad indulgere troppo alla nostalgia e all'amarcord. Certo sono anch'io d'accordo che quello che Dylan ha prodotto negli anni 60 è irripetibile e unico, quelle cose sono state importantissime per me, mi hanno aiutato a crescere e a maturare, a fare scelte importanti e a superare momenti non proprio OK, e quando ricordo le emozioni di un
tempo, viene anche a me la tentazione di immergermi e crogiolarmi nel SOB collettivo nostalgico. Ma sono convinta che non sia affatto giusto piangersi addosso, non è giusto soprattutto nei confronti di Dylan che ha continuato e continua a sfornare capolavori. Anche negli album più "brutti" c'è sempre qualche piccolo gioiello, magari meno eclatante e più nascosto, ma basta saperlo trovare. Certo Bob è cambiato e continua a cambiare, per fortuna, dico io, e sono contenta che cambi e "invecchi" insieme a me e mi piace che non mi canti più solo di risposte che soffiano nel vento ma che mi dica cose come queste:
... And even if the flesh falls off of my face
I know someone will be there to care
It always means so much
even the softest touch ...
E comunque ci sono cose che mi danno la stessa emozione e lo stesso batticuore di quando le ho ascoltate la prima volta, e ne cito una sola: Masters of War (dai, Nino, banale Masters of War ??? Posso concederti che Dylan abbia prodotto anche qualche banalità, ma Masters of War, per favore, proprio no !!!)
A proposito vorrei raccontare qualcosa del mio recente viaggio in Germania: sono stata anche a Dresda (sì, lo so che ero in anticipo di alcune settimane, ma purtroppo non sempre i tempi tecnici che abbiamo a disposizione possono dilatarsi nella misura dei desideri. Ma mi rifarò ai concerti italiani !). Deve essere stata una splendida città, veniva chiamata la Firenze tedesca per i suoi palazzi rinascimentali, le chiese barocche, le gallerie d'arte ecc., ma nel '45 è stata letteralmente rasa al suolo dai bombardamenti inglesi che hanno causato 60.000 morti tra i civili in 3 giorni ed è stata umiliata e abbandonata alla più completa incuria da 50 anni di occupazione sovietica. Ora
stanno tentando di ricostruire e restaurare, ma ho provato una stretta al cuore, un senso di tristezza e di angoscia nel vedere per la prima volta "dal vero" e ancora così tangibili le conseguenze di una guerra. Forse la maggior parte di noi è tanto fortunata da conoscere la guerra solo attraverso i racconti di genitori e nonni oppure al cinema e alla Tv. Non sono una pacifista fanatica e non ho mai partecipato a cortei o cose simili, ma quando ho visto i manifesti del concerto di Dylan del 24 maggio attaccati ai muri diroccati, mi sono chiesta cosa lo spinga a passare il compleanno in una città così desolatamente triste. Forse sono troppo "romantica", forse è solo una coincidenza, ma che dici Michele, sarebbe veramente "banale" se quel giorno cantasse Masters of War ?
Ciao, e grazie ancora per la "rewiew" di Zurigo
Anna

PS: dimenticavo una cosa importantissima: splendide le nuove strips ! Secondo me sei pronto per preparare una biografia completa di Dylan a fumetti ! Sarebbe fantastica ! Non conosco quel libretto a cui accenni, magari si tratta di una cosa simile, ma se fossi in te un pensierino ce lo farei.

Secondo piccolo PS: Ho letto in qualche sito, non ricordo quale, che la figlia di Dylan, Anna, fa la pittrice; inoltre forse non tutti sanno che Dylan ha dei nipoti: ne parla in una intervista a proposito dei loro gusti musicali e di sicuro Jakob ha un figlio.
Però che nonno strepitoso !!!

Terzo e ultimo PS: conservo dei vecchi ritagli di articoli su Dylan e ne ho uno di Lucio Dalla, apparso sul Corriere della Sera del 26 maggio 1984, intitolato "Primo amore". Lo conosci? Anche se non condivido tutto mi sembra che dica cose notevoli.
Io non lo condivido al 100%: non credo ad esempio che Dylan sia diventato
individualista, perchè è SEMPRE stato sfrenatamente individualista anche nel periodo cosiddetto impegnato; inoltre mi sembra che Dalla giudichi la figura di Dylan da un punto di vista un po' troppo "politico" e "sociologico": la mia opinione è invece che un artista possa affrontare qualsiasi tema gli piaccia e questo non influisce assolutamente sul valore della sua arte. Per fare un esempio, un pittore può dipingere Madonne e fare delle orribili "croste" o dipingere paesaggi o nature morte e creare capolavori, non importa il "che cosa" un artista fa ma il "come". Non è detto che il tema sociale sia di per sè un valore: tanto per ripetermi qualcuno sul tema della guerra scrive cose come Masters of war e qualcun altro "mettete dei fiori nei vostri cannoni.." Ho reso l'idea? Al di là di questo mi sembra che le affermazioni di Lucio Dalla siano veramente degne di nota e ti riporto di seguito l'intero pezzo.
Saluti e a presto. Anna

PRIMO AMORE

di Lucio Dalla

Quando cominciai a cantare, circa vent'anni fa, pensavo che dietro ad ogni canzone ci fosse un sogno. Per farmi capire meglio: io non scrivevo canzoni, le sognavo. E infatti cantavo solo quelle degli altri: Otis Redding, Ray Charles ecc. ecc.

Un giorno mi capitò fra le mani il primo disco di Dylan: fu uno choc, una rivelazione. Tutto mi sembrava nuovo, coraggioso, addirittura di sinistra. Da quel momento cominciai ad interessarmi non solo della musica ma anche delle parole, la canzone mi sembrò meno un sogno e più un progetto. Mi trasformai quindi ascoltando Blowin' in the wind. Senza amarlo troppo Dylan mi fece sembrare invecchiato di un colpo il mondo dei cantautori precedenti, soprattutto i francesi, da Brassens a Ferrè e perfino il più grande di tutti che era Jacques Brel. Misi decorosamente da parte i pochi italiani che mi piacevano salvando solo Tenco che allora, come oggi, trovo grandissimo.

Ripensando al primo Dylan è chiaro che non ho la sensazione di allora, la sua musica nasceva dalla fusione tra il nazionalismo epico e noioso del country folk e un apparente nuovo blues elettrico che però si cominciava già a sentire qua e là tra l'America e l'Inghilterra. Le cose che possono colpire del Dylan di allora sono l'assenza di swing nel suo modo di cantare e le sue ritmiche buttate lì per caso, su un tavolo di cucina. Quindi oggi potrebbe essere giudicato scarso musicista, strumentista da poco, mediocre suonatore di chitarra, ma il trucco è tutto lì, nella mancanza apparente di metodo e di beat nella struttura musicale e la presenza invece di quintali e quintali di
musica dell'utilizzo della voce. Dylan non aveva le dita del musicista, ma l'anima del musicista, non aveva lo swing strumentale di Charlie Parker ma l'emissione, il suono della sua voce era struggente, drammatico, malinconico come quello del grande sassofonista. Sicuramente visto oggi non risulta certo comunista, perché l'America non è mai stata comunista, può essere addirittura più facile incontrare una pecora in un night club, che un americano comunista in America. Allora che cos'era Dylan?

Semplicemente un genio, genio di razza purissima di quelli così sicuri della propria genialità e dei propri progetti da fare a meno di tutte le strutture tranquillizzanti e consolatorie che vanno dall'arrangiamento, al suono, alla gradevolezza della voce ecc. ecc. Era, per intenderci, il contrario di quello che è oggi Michael Jackson, "borghese illuminato" come l'ha chiamato qualcuno. La sua genialità e il suo essere musicista sociologo e non musicista politico lo buttò così avanti da sembrare paradossalmente dotato; ebbe subito critici feroci in America e in Europa tra quelli che parlavano sempre di equivoci o quelli che si sentivano comunque traditi (che sono poi
quelli più divertenti da tradire).

Oggi ce ne sono ancora sparsi qua e là tra qualche giornale e magari al concerto di Dylan si annoieranno e si sentiranno traditi, contenti forse di non amarlo più o di non capirlo più perché troppo diverso da loro, comunque contenti di essere più simili al borghese illuminato "re del video e della regressione, protagonista mezzo bianco e mezzo nero del grande intervallo".

Ma non voglio parlare di Michael Jackson, giovane cervo bianco e nero, e della schizofrenia della sua musica, ma di Dylan. A cavallo di grandi mutamenti, ne era contemporaneamente lettore e scrittore. Se prima lo immaginavo un uomo per tutti, oggi sono sicuro che per se stesso si sentiva vecchio, già esistito, era poetico, schizoide e costosissimo. Tra le tante invenzioni che fece ci fu anche un nuovo modo di vivere lo star system, creandosi nel cielo delle stelle un posto solo per lui e per alcuni come lui. Forse era anche nazionalista ed egotimico, magari pensava a se stesso come l'ultima stella della bandiera americana. Sicuramente Dylan si sentiva un americano diverso, ma pur sempre un americano, voleva un'America non razzista, più democratica, non guerrafondaia; il
suo antimilitarismo e quello dei giovani americani non era così teorico-politico come quello dei loro coetanei europei, era più logico, più consumistico, più inevitabile, quindi più vero; era l'immane bestialità di morire a vent'anni in una risaia del Vietnam e di uscire così dalla vita e dal sogno americano "per un'America più forte e più grande", ma anche più democratica, più tollerante. Quindi era una difficile ricerca della qualità della vita nell'emisfero capitalistico più sfrenato e spietato.

Dylan lettore e scrittore di questi grandi mutamenti consegnava a una o più generazioni linguaggi, gesti e musica per una quasi ribellione.

Ma Dylan democratico restava fuori dalla giostra politica americana perché era consapevole di comunicare sufficientemente a una generazione di quasi ribelli come lui. Chissà, forse il suo essere americano, paradossalmente, lo portava magari ad avere fiducia nel sistema che la sua musica metteva in discussione. Dopo, la sua generazione non ha avuto però scelta, c'erano troppi padri presidenti o vicepresidenti, simili nell'aspetto giovanilista-democratico e nei contenuti a questa generazione di quasi ribelli.

I genitori-fratelli maggiori sapevano, una volta finita la fase della trasgressione o del college, che i figli sarebbero tornati e si sarebbero buttati nel grande abbraccio. Non sono stati abbracciati quelli rimasti stupidamente con la faccia spiaccicata nella risaia del Vietnam o quelli che una volta tornati, si sono "schizofrenizzati" o nascosti. E' a questo punto che un po' tutti abbiamo perso Dylan. Ha fatto altri dischi bellissimi, ma privi di quella lucida lama di coltello che è l'inquietudine. E' sicuramente diventato più individualista, quindi più moderno, senz'altro più
cristiano e, dato che è anche americano, anche più pazzo. Forse tra un libro e l'altro legge anche qualche scritto di Wojtyla, ma il suo destino è la grande solitudine, il nervoso tentativo quotidiano di normalizzare la propria esistenza ma soprattutto l'immensa solitudine di quelli che rappresentano quello che eravamo.
Lucio Dalla

Corriere della Sera, sabato 26 maggio 1984

Ciao Anna e grazie per la bella lettera e per il pezzo di Dalla, molto interessante.
Sì, My back pages racchiude proprio le caratteristiche che tu descrivi all'inizio della tua lettera. Credo che tu sia riuscita egregiamente con poche frasi a spiegare perchè i testi di Dylan sono inscindibili dalla sua musica, dalla sua voce, dalla sua interpretazione, e dai suoi gesti...
Quanto al discorso di Dresda... beh, non so perchè ma anche io sento una voce che mi dice che Dylan canterà proprio Masters of war in quell'occasione... Si accettano scommesse!
Grazie per i complimenti per Zimmy (spero ti siano piaciute le due strisce che ho fatto sul tuo suggerimento...). Il libro a fumetti che io citavo (quello di Guarnaccia e Tettamanti) era serio, non come le mie strips umoristiche (si spera...) e quindi una cosa molto diversa. Era anche molto poetico, se vogliamo...
Grazie per le informazioni sulla tua omonima Anna Dylan.
Michele

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