parte 102
Lunedì 4 Marzo 2002


Vuoi discutere di Bob Dylan, della sua musica, della sua storia?... 
Hai domande da porre, storie da raccontare, emozioni da condividere,  sul grande Bob o inerenti la sua  musica e la sua vita? 
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Il curatore di questa pagina si riserva di pubblicare o meno, del tutto o in parte, le mail spedite a questa rubrica in relazione alla forma ed ai contenuti delle stesse, tagliando o cestinando quelle che dovessero contenere frasi ritenute non pubblicabili o argomenti non inerenti la rubrica stessa.
Napoleon in rags

1111) Ciao Michele, sono Tommaso,
trovo molto stimolante la discussione iniziata da Paolo Vites sulla religiosità in Dylan, innescata da un verso di High Water. Mi piacerebbe molto approfondirla, anche perché ritengo che
la questione religiosa sia nodale nell’opera del Nostro.
Credo che sia molto interessante a questo proposito quello che scrive su Dylan il critico Piero Scaruffi nel suo sito.
Riporto quelli che secondo sono gli stralci più intriganti:

[...]Ma Bob Dylan è più della somma delle sue parti. Bob Dylan e`
innanzitutto un mito, forse l'unico vero "mito" della storia del rock.
La sua è musica mitologica, almeno dai primi inni politici fino alla
conversione religiosa.
Le maggiori influenze su Dylan furono la Bibbia, le leggende della
Frontiera e poeti epici come Walt Whitman. Quello di Dylan e` pertanto
un mito davvero "americano": non Omero o Dante o Shakespeare, ma gli
strumenti intellettuali dei pionieri, delle carovane, dei coloni. Bob
Dylan discende dagli imbonitori e dai predicatori delle praterie, non
dagli attori tragici di London. Dylan si misura con i profeti
dell'antica Palestina e con i vagabondi della Frontiera. Come loro, Dylan era prima
di tutto un mitomane, un uomo illuminato da Dio lungo la retta via per
guidare il suo popolo lungo la stessa via. La sua musica e` pura
mitologia.
La vera chiave per l'interpretazione di Dylan e` l'aspetto religioso
della sua opera. La musica di Dylan ha sempre posseduto un'essenza religiosa,
fin dai tempi dei suoi primi "talking blues". Dylan era un visionario
invasato, capace di evocare la propria era in termini apocalittici, di
commentare nelle vesti di giudice universale, di scagliare lugubri
anatemi contro le forze del male ("i padroni della guerra") e di innalzare soavi
inni agli angeli del paradiso (le "signore delle basse terre"). La sua
visione etica e politica dell'era contemporanea era una diretta
emanazione di questo neo-cristianesimo eroico. Dylan e` il suo profeta,
inflessibile depositario del Verbo ed estensore dei Comandamenti; e le sue litanie,
da cantarsi nelle catacombe dell'underground o durante i grandi raduni,
come messe di fedeli, costituiscono la nuova liturgia di una società che
religiosa in senso stretto non può più essere.

[...]Dylan era diverso [dagli altri cantautori], e per diverse ragioni,
non tutte ovvie. Dylan aveva una voce cattiva e sgradevole, un piglio caustico ed arrogante.

[...]Il suo baritono nasale era forse anche un emblema inconscio
dell'onesta` e della giustezza.

[...]La prima grande scoperta di Dylan fu quindi quella di saper cantare
meglio i blues, ma cantarli in un modo glaciale, tutto bianco, diametralmente
opposto a quello caldo e sofferto dei neri. La seconda grande scoperta
di Dylan fu che la poesia poteva più della retorica sui giovani.

[...]La politica stessa [di Dylan] presenta palesi ambiguità
ideologiche: la sua America e` immersa in un idealismo
da vecchia Frontiera, e` ancora un paese
contadino; le sue storie sono sovente tragedie grossolane e patetiche;
il suo pacifismo resta a livello di rimprovero, senza mai istigare
all'eversione. L'America di Dylan e` una grande buona nazione che
qualche politicante cattivo vorrebbe traviare, non e` l'America del capitalismo
e dell'imperialismo. E Dylan non e` l'hipster emarginato, ma un severo
oracolo al servizio di una specie di Esercito della Salvezza. La sua non
e` la voce del proletario arrabbiato, ma quella del benestante di retti
principi morali, intriso fino al midollo di "american way of life".
Come cronache, le sue canzoni sono poco attendibili. Come prediche, sono
impeccabili.

Per conto mio descrivendo Dylan come un discendente degli imbonitori e
predicatori della prateria, Scaruffi ha centrato in pieno quella che secondo me è l’essenza dylaniana.
Posso essere quindi d’accordo con Vites che Dylan sia più attendibile come predicatore cristiano che come difensore del pluralismo religioso e culturale. Ma, detto questo, non sono d’accordo sulla sua interpretazione del verso di High Water.
La stessa ambiguità del verso sotto accusa è a mio parere rivelatrice.
Ricordiamoci infatti che Dylan è sempre stato ambiguo quando si trattava di esprimere il suo "progressismo" (chiamiamolo così), mentre ogni volta che si è trattato di esporre idee riguardanti il suo (a volte indubbio) fondamentalismo religioso è sempre stato diretto e senza peli sulla lingua.
Che Dylan, prima o dopo l'11 settembre, auspichi un ritorno della società alla religione è perfettamente in linea con ciò che canta, che in qualche modo appoggi gli integralisti che, in nome della bibbia, vogliono impedire che nelle scuole vengano insegnati i più basilari concetti scientifici, mi sembrerebbe alquanto paradossale. Se la sua voleva essere una critica al materialismo scientifico, doveva scegliere
un altro bersaglio, non Darwin, per le cui teorie attualmente in alcune parti dell’America si combatte una guerra di principi democratici non di astratte filosofie di vita. Se voleva fare un discorso più generale e filosofico, come suggerisce Vites, doveva proprio fare riferimento a un’altra cosa; così come è scritto il verso va subito a toccare l’odierna diatriba politica e sociale, non questioni religiose o spirituali.
Sono poi molto dubbioso anche sul fatto di attribuire a Dylan i ragionamenti di tipo storico-sociologici che Vites gli accredita in questo caso. La ricerca delle radici della cultura della nostra società avviene in Dylan a livello musicale, nei testi si è sempre attenuto al presente anche se spesso trasfigurandolo e comunque andrebbe contro a quell'anti-intelettualismo da lui sempre espresso.
No, per quanto mi riguarda, con quel riferimento al giudice e allo sceriffo non ci sono dubbi che l’argomento sia la pressione politica che alcuni movimenti religiosi fanno perché le teorie di Darwin vengano eliminate dai programmi scolastici (credo vengano chiamati "negazionisti", se non
ricordo male).
Il verso, così com’è, è interpretabile come un’accusa ad un certo tipo di politica ultra-conservatrice; come sempre in Dylan non è l’unica interpretazione possibile, ma è la più probabile fino a prova contraria (tipo intervista a Dylan che ammette: "Io questi darwinisti li metterei tutti al rogo, dopo averli torturati costringendoli ad ascoltare Self Portait e Down in the Groove uno dopo l’altro, senza pause").
Lo ripeto, sono convinto che se Dylan con quel verso avesse voluto esprimere un concetto politicamente
"reazionario" lo avrebbe espresso in maniera più esplicita, come mille altre volte in passato.
Sono curioso di vedere come può progredire su Maggie’s Farm questo discorso, sperando però non si trasformi nel solito dialogo tra sordi, del tipo: atei tutti gretti materialisti, credenti tutti bigotti, agnostici tutti superficiali.
Ciao.
Tommaso

Ciao Tommaso, in un ps invitavi a visitare il sito che citi... Mi daresti l'indirizzo così magari lo linko su MF? Ciao e... attendiamo altri interventi sull'argomento. Bob è con lo sceriffo o con lo scienziato?... Non è che magari Bob ci ha già indirettamente riposto nella canzone con un messaggio subliminale (Either one, I don't care)?... Secondo me la sibillina scrittura e l'oceanica teoria di rimandi dei testi di L&T li colloca tra i più interessanti mai scritti da Bob. Spero che prima o poi qualcuno ne scriva un'analisi dettagliata perchè sono un viaggio oltremodo affascinante...
Michele "Napoleon in rags"


1112) Hi Michele,

Fatti un giretto sul sito http://members.cox.net/larrycampbell2000/ ,
sono pubblicate belle foto di un artista di sicuro avvenire.

… e già che ci sei fatti un altro giro sul sito www.mazziol.it
http://www.mazziol.it/ ci sono foto nuove e sulla pagina dei
“Comments & Links” il tuo link.

Manca poco. Manca poco. Manca poco!!!!!!!!!!!

Un abbraccio
Papa Mario

Ok Papa, grazie. Ho guardato le foto di Bob e band sul sito di Campbell. Notevoli.
Appena ho un attimo vado a guardare anche le tue foto...
Michele "Napoleon in rags"



 

1113) Ciao Michele,
una breve mail per comunicarti che le notizie su un possibile ritorno di
Dylan al grande schermo sono riportate anche
da Repubblica  e il Corriere di oggi con due rispettivi articoli.
Ciao Luca "Spider"

Ciao Luca,
grazie per la segnalazione. Se mi trovate gli articoli li riporto. Intanto chi non ha letto la notizia che ho tradotto qualche giorno fa per Maggie's Farm vada qui
Ciao Luca e alla prossima,
Michele "Napoleon in rags"


1114) Il filmato di Dylan ai Grammy è stato fenomenale,
intendo le riprese, la performance musicale è stata
pura routine, ma quei primi piani e quegli occhi di
ghiaccio visibilissimi sullo schermo.. wow, mi ha
ricordato il clip di tangled up in blue su renaldo &
clara...

una ripresa di quelle che bucano lo schermo, come si
dice in gergo, e anche quell'ambientazione tipo
scatola, come se fossero stati in una stanzetta...
qualcuno ha detto che la scatola poteva anche essere intesa
per evitare una nuova intrusione di un altro Soy Bomb....
FAVOLOSO

l'hai visto?
Paolo Vites

Ciao Paolo,
anche io ho trovato bellissime quelle riprese... La tua frase sulla "scatola" mi ha fatto pensare al verso di Mississippi:
We're all boxed in, nowhere to escape
(Siamo tutti inscatolati, senza nessun posto in cui fuggire)
Che ci fosse un riferimento di Bob a quello? Chissa?
Ciao, Michele "Napoleon in rags"


1115) Ciao Michele,
sono strafelice per il Grammy vinto da Love and Theft. Secondo me gli avrebbero dovuto dare anche quello di Album dell'Anno. Questo "O Brother" è così bello?...
Valros

Ciao, Val
non saprei dirti perchè non ho ascoltato quell'album ma ti risponde indirettamente Alessandro Carrera con questa mail che mi ha inviato.
Ciao, Michele


1116) Caro Michele,
"O Brother Where Art Thou?" e' davvero un bel disco, e ha costituito
l'inizio di un revival della musica country e bluegrass piu' autentica o
in cerca di autenticita'. Non dico che fosse meglio di "Love and Theft"
ma ha dei pezzi veramente "in stile" e veramente ben fatti, come il gia'
celebre "I Am a Man of Constant Sorrow". E' gia' uscito un "sequel"
intitolato, se non sbaglio, "Oh, Sister" e un album dal vivo con gli
artisti della colonna sonora originale (alcuni erano assolutamente
sconosciuti fino a qualche mese fa, e ora hanno venduto quattro milioni
di dischi).
Ripeto però che secondo me NON meritava il Grammy piu' di "Love and
Theft". Il Los Angeles Times ha notato che il problema sta nel tipo di
votazione dei Grammy. Non ho ben capito come funziona, ma sembra che i
voti ricevuti da Dylan e dagli U2 si siano i qualche modo eliminati a
vicenda, favorendo un outsider come "O Brother". Comunque in "O Brother"
c'e' Ralph Stanley che canta "O Death", e sappiamo che R.S. e' uno degli
idoli di Dylan. Non e' un premio sprecato, insomma.
Alessandro Carrera

Ciao Alessandro
in effetti ho trovato anche io questa cosa sulla Rete per cui il sistema di votazione ha danneggiato Dylan e gli U2 che si sono quasi eliminati a vicenda ed ha così vinto "Oh Brother" pur essendo sia Dylan che Bono&soci nettamente favoriti per la vittoria. Scrive Hillburn sul LA Times:

"Oh Brother" non era uno degli album migliori dell'anno. Non era nemmeno uno dei tre candidati favoriti in quella categoria (Album dell'Anno). Love and Theft di Bob Dylan e All that you can't leave behind degli U2 erano opere di gran lunga superiori. Nel sondaggio annuale del Village Voice effettuato tra oltre 500 critici musicali negli Stati Uniti per eleggere il miglior album del 2001 Love and theft ha facilmente vinto mentre "O Brother" è finito al 19mo posto. Nel sondaggio del Village Voice per il miglior album del 2000 gli U2 sono finiti al 1 posto (Albums di anni diversi possono competere nella stessa edizione dei Grammy perchè il periodo di eleggibilità va dal 1 ottobre al 30 settembre). Dunque come mai "O Brother" ha battuto Dylan e U2 che avevano gli album più acclamati?"

Hillburn prosegue sottolineando la necessità di modificare il sistema di votazione sbagliato che come detto avrebbe danneggiato Dylan e U2 che si son tolti voti l'un l'altro. Non è chiarissimo neanche a me questo procedimento... Se qualcuno lo ha compreso mi scriva.
Michele "Napoleon in rags"


1117) Caro Michele,
ti chiedo di mettere nel
prossimo talkin' un annuncio di smarrimento:

Salve farmiani, io ho  perso una mail dove un
maggiesfarmiano mi richiedeva il video live di
woodstock 1994. E' passato del tempo, la copia l'ho
fatta ma non so a chi mandarla. Immagino che questa
copia non andra' sprecata, pero' e' giusto che il
leggitimo richiedente si faccia vivo per primo per
riceverla. Sono pronto a farne un'altra copia (di quel
concerto, oppure del videobootleg di Milano 91, Londra
89 o Harde to Handle o Unplugged ..) in cambio della
performance di Bob all'ultimo Grammy.  Un saluto
massimo (bompre@yahoo.it)

Grazie ,
Massimouse

Ciao Massimo,
ecco fatto.
Michele "Napoleon in rags"



1118) Ciao
E' terminato il tour invernale in USA ed ho aggiornato le pagine di Last Time, comprendendo
la performance al Grammy Award.
L'ultimo tour Usa (18 shows negli stati del Sud) è stato il proseguimento del tour
'promozionale' di Love And Theft iniziato l' Autunno scorso; le setlist hanno infatti la
medesima struttura e non ci sono canzoni nuove.
Però ci sono queste novità da segnalare:
 - Il nuovo batterista (vedi la foto a
http://pool.dylantree.com/pool_view_image.php?image=174)
 - Il nuovo arrangiamento di molte canzoni con la prima strofa eseguita con Bob all'armonica.
Un saluto a tutti
Roberto "terrapin"

Ciao Roberto
domani aggiornerò la pagina Last Time. Thanx. Sono andato a vedere la foto.
Chi ancora non lo ha visto può ammirare qui sotto il nuovo batterista di Bob, George Receli

Ciao,
Michele "Napoleon in rags"


1119) Ciao,Napoleon,
ho letto con piacere il racconto di Matteo.Evidentemente Bob era davvero in
forma quella sera.
(Andrea si riferisce al Racconto dal Neverending tour di Matteo
"Squirrel" per il concerto di Milano 89. Chi non lo ha letto ancora lo trova qui)
Se fosse possibile mi piacerebbe potere avere l'indirizzo
e-mail di Matteo,in quanto spesso in questi due anni mi sono recato a Genova
nei week end.Ti confido che mi sarebbe piaciuto vedere pubblicati a
confronto le sue e le mie impressioni.Cosa di un certo effetto avere vissuto
le stesse cose non conoscendosi nella stessa occasione.
Ciao, Andrea
ps Che dici,Napoleon,
la presenza di Benigni può anticipare che Bob sarà a San Remo? Beh,manca poco,vedremo.

Matteo se mi autorizzi ti metto in contatto con Andrea. Fammi sapere.
Se non sbaglio Benigni una volta duettò con De Gregori su "Un gelato al limon" di Conte. Un duetto con Bob su "L'inno del corpo sciolto"? (a proposito, chi ha il testo di questo esilarante pezzo di Benigni me lo può mandare?). Io non ho più letto niente su Bob a Sanremo quindi deduco che Dylan se lo vedrà dalla poltrona di casa sua via satellite, giusto?
Ciao Andrea e alla prossima,
Michele "Napoleon in rags"


1120) Ciao Michele
ho tradotto questo pezzo dall'Austin Chronicle
Gio "Lamb"

Thanx, agnellino. Sei sempre più mitica.
Ciao, Michele "Napoleon in rags"

E Bob?
Può  darsi che vi stiate chiedendo come mai domenica scorsa sia stata proclamata ‘Bob Dylan Day’ ad Austin. E’ successo perchè Bob attribuisce alla cantante folk locale Carolyn Hester il merito di avergli procurato il suo primo contratto con la Columbia Records? E’ dovuto al fatto che la prima apparizione in pubblico di Bob in tour con la sua band The Hawks (che poi ha deciso che The Band avrebbe potuto essere un nome migliore) avvenne ad Austin? Sbagliate entrambe, dice l’onnipresente Gavin Lance Garcia. Garcia rivendica di essere stato colui che ha incitato alla cosa ed ha fatto pressione sull’attuale sindaco Jackie Goodman perchè si donassero le chiavi della città a Dylan e tutti gli onorari connessi, per un semplice fatto: “Le hanno date a Kenny G, per Dio!”. Come ricompensa alle sue fatiche, Garcia dice di aver avuto l’onore di far pensare a Dylan -che indossava un cappellone nero da cowboy capacità 37 litri- d’essere lui in effetti il sindaco di Austin, ed una volta chiarito l’equivoco, Bob ha dichiarato di considerarsi cittadino del Texas da quando George W. Bush lo nominò cittadino onorario dello stato, al tempo in cui suo padre era presidente e Dubya era solo governatore. Dylan ha aggiunto “Visto che sono cittadino del Texas, tanto vale essere anche cittadino di Austin!”. Quanto a quello che è successo alle chiavi, Garcia dice che l’ultima volta che l’ha viste sembrava fossero state nelle mani dei figli di Charlie Sexton, e per quanto ne sa, adesso sono a casa di Charlie (per quelli di voi completamente fuori dal giro, Sexton è uno dei chitarristi di Dylan ormai da un po’ di tempo). Ray Benson degli ‘Asleep at the Wheel’ è stato dietro le quinte per gran parte dell’ultimo concerto del tour di Dylan domenica all’Erwin Center, ma dato che Bob ha dovuto prendere l’aereo per Los Angeles praticamente subito dopo lo spettacolo, purtroppo non ci sono state apparizioni post-concerto da riportare. Secondo alcune persone dello staff qui attorno, lo spettacolo è stato per lo più privo di ispirazione, sia nella setlist che nella performance. Lo show di Dallas di venerdì è stato decisamente migliore. In effetti, da quello che ho sentito, la versione del quasi sconosciuto gioiellino di Eric Clapton /Dylan “Sign Language” che Spenser Gibb  ha suonato alla chiassosa baldoria pro-Dylan di venerdì al ‘Jupiter Records’, può essere stata migliore dell’intero show di domenica. Quanto al sempre illuminante Benson (che nel corso degli anni ha ricevuto le chiavi di due città), lui fa notare che, in realtà, quelle che sono chiamate “le chiavi di Austin” non aprono un bel niente, anche se di sicuro assolvono ad una funzione: sono degli apribottiglie! “Non posso credere che nessuno abbia mai notato il simbolismo!”, si cruccia.

1 “Dubya” è un nomignolo attribuito dagli americani all’attuale presidente degli Stati Uniti, George W. Bush: ‘dubya’,  infatti, è una parola onomatopeica che riproduce la pronuncia inglese rapida della lettera ‘W’ presente, appunto, nel nome del presidente.

 2 Ray Benson è il leader del gruppo country ‘Asleep At The Wheel’

3 Spenser Gibb è uno degli artisti che hanno partecipato al tributo a Dylan cui si fa riferimento poco più avanti

4 E’ il locale di Austin –se non sbaglio un negozio di dischi– in cui si è tenuto un tributo a Dylan
(tratto dall'Austin Chronicle - traduzione di Gio "Lamb")


1121) Ho letto con interesse il tuo elenco di covers (oltre che tutto il resto,
che non posso che apprezzare enormenente, essendo una fan pluridecennale
anch'io di BD) integrando così il mio di elenco.
Ti segnalo 3 album di covers che ti mancano:

Uno è di Steve Howe, si intitola "Portraits of Bob Dylan", del 1999.
Contiene queste canzoni (tutte appunto cantate da questo Steve Howe o altri
del suo gruppo, ti metto a fianco chi canta, se non è solo lui):

- Sad eyed lady of the lowlands (Joe Anderson)
- Mama you've been on my mind
- It's all over now baby blue (Annie Haslam)
- Going going gone (Max Bacon)
- Just like a woman
- Well well well (P.P.Arnold)
- The lonesome death of Hattie Carroll (Dean Dyson)
- Lay lady lay (Keith West)
- One too many mornings (Phoebe Snow)
- I don't believe you
- Don't think twice (Allan Clarke)
- Buckets of rain

In particolare, quella "Well well well" è inedita (anzi, qualcuno mi ha
detto che è stata ancora cantata da non so chi altro, se vuoi mi informo
meglio) ed è stata scritta da BD ma mai da lui incisa.

Gli altri due album sono 2 CD usciti in occasione del suo 60° compleanno e
sono delle porcherie, comunque sono 19+19 covers.
Sono usciti in coppia e si intitolano "May your song always be sung", Vol. 1
e 2.
Ti interessano i dettagli?
 

Ti segnalo anche che il gruppo Youssou 'Ndour ha infilato nel suo album del
1995 una bella cover di "Chimes of freedom".
 

Infine ti volevo chiedere:
¿chi sarebbe questo "X" che avrebbe cantato "POSITIVELY FOURTH STREET" nel
1978?
 

Ciao e grazie.
Hai fatto un ottimo lavoro e noi fans te ne siamo grati.

Francesca

P.S. Ah, ho segnato solo 14+5 punti nel tuo quiz per dylanologi, quindi so
già che non mi sposerai... (14 esatte e 5 parzialmente).

Ciao Francesca,
Non saprei chi sia questo X. Chi mi ha inviato quella segnalazione?... Chi è il misterioso (è il caso di dirlo) Mister X?... Grazie per le tue segnalazioni... i due cd di May your song li ho e prima o poi inserirò anche quelle canzoni nella pagina delle covers... Però a me non dispiacciono... Inserirò naturalmente anche quelle di Steve Howe che mi indichi.
Ciao Francesca e alla prossima
quanto al tuo post scriptum: tu intanto inviami una tua foto da inserire nella Fattoria se vuoi (e scegliti un animaletto simbolico) poi di sposarci ne parliamo... Potrebbe andarmi bene anche un 14+5 come risultato...


1122) Ciao Michele,
nel momento in cui ti scrivo è appena finita la puntata di Dharma e Greg
con Dylan... ne ho visti solo i secondi finali
Tu l' hai vista?
Carlo

No! Porcaccia d'una miseria!! Qualcuno l'ha vista? Chi l'ha registrata?... Me ne invii una copia, pago bene...
Michele "Napoleon in rags"


1123) Caro Michele,

è stato aggiunto un nuovo concerto di Bob a Parigi (29/4) evidentemente il
concerto del 30 aprile è prossimo ad essere sold-out.
(www.ticketnet.fr)

Saluti,

Antonio G.

PS: (1-ho il biglietto per il 30/4)
(2- immenso Bob ai Grammy !!!!)

Ciao Antonio,
grazie per la segnalazione.
Come detto più sù in effetti il Bob inscatolato è stato super. Io ho anche scaricato la canzone. Chi non ce l'ha la trova qui.
Cry Awhile


1124) caro Michele ,
il tuo sito rimane sempre fresco e ricco (di informazioni) al tempo stesso. Complimenti! Ho cercato un'icona  animata del mio soprannome Porcupine, da aggiungere alla rubrica degli amici di "nella vecchia fattoria".
    L'unica icona animata, davvero carina, l'ho trovata in  http://memberstripod/-yipyop/btheater/biscuit/seymour.gif . (il sito è yip yop.com alla rubrica:biscuits/theater n.1).Tuttavia , non mi è riuscito di scaricarla (si è mai visto un porcospino mago del computer?). Se trovi tempo e ci riesci, mi farebbe piacere che l'affiancassi a tutte le altre bestiole di maggie, vicino alla mia firma.  Nel frattempo, giusto per guarnire , ti mando una mia foto smaccatamente imitante Andrès Segovia... la posa è forse un pò scontata,lo ammetto, ma il sorriso per tutti voi,credimi, è sincero. Ti ringrazio ancora.

    Vi scriverò presto sulla posta di Maggie's Farm.  Un abbraccio.

stef "the porcupine"

Ciao Stef, non sono riuscito nemmeno io a salvare quella che mi segnali ma ho trovato questa

Ti ho già inserito (sia la foto che l'animaletto nella pagina della Fattoria).
Ciao, aspetto tue lettere
Michele "Napoleon in rags"
 



 
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