TALKIN' BOB DYLAN BLUES
la posta di Maggie's Farm

Nona parte


97) Ciao amici,
innanzitutto vorrei fare i complimenti a chi ha curato l'impaginazione e la grafica del sito; tutto è
molto chiaro e leggibile, e le informazioni sono numerose.
Ma passando ai contenuti, debbo purtroppo ricredermi.
Ho conosciuto il vostro sito per caso, cercando nella directory di Virgilio.
Ma ho purtroppo notato che oramai impera solo la musica americana, a scapito dei nostri grandi
cantanti italiani! E' ora di dire basta a questo imperialismo culturale!
Ed invece voi, con il vostro sito, non fate altro che alimentarlo.
E questi Dylan e Baez cosa devono rappresentarci? Hanno fatto forse qualcosa per il nostro
meraviglioso popolo italiano?
Io amo svisceratamente Lucio Dalla e non credo che un Dylan o una Baez abbiano comunicato con
le loro canzoni qualcosa di migliore rispetto al grande Lucio.
Non vorrei sembrare un iconoclasta ma sono sinceramente stufo di dovermi sorbire canzoni inglesi,
sembra che tutti abbiano dimenticato la grandezza della lingua italiana!
Voi volete spacciarci questi due dinosauri della musica americana per dei guru, delle icone
intoccabili, ma quando mai!!!
E perché poi un musicista italiano varrebbe meno di loro?
Mi stupisco del fatto che molta gente abbia il coraggio di scrivervi elogiando il cosiddetto Poeta, mai uno che osi criticarlo, che ammetta che non ha voce...
Un minimo di coerenza, signori, pane al pane, vino al vino, e la voce a chi ce l'ha.
Se continuerete così ad autolodarvi, arriverete pure a dimostrarci che Dylan canta meglio di
Pavarotti!!! Ragazzi, un po' di umiltà.
E comunque Lucio è due spanne sopra Bob e Joan. Ma volete mettere la freschezza di un brano
come "4 marzo 1943" con i lamenti pseudopacifisti di "Blowin' in the Wind" o le banalità di "Masters of war"?
Sinceramente ragazzi non vi capisco!
Dovete ampliare, e presto, i vostri orizzonti musicali! Siete troppo settari, non riuscite a vedere che
la musica italiana è ben altra cosa rispetto ai cosiddetti suoni che voi amate.
Mi sento inoltre in disaccordo quando, in una lettera della posta affermate che i cantautori italiani
debbono molto a Dylan. Ma quando mai!
Lucio non deve niente a nessuno, è tutta farina del suo sacco!!!
E quanto alla Baez, che lagna! Un personaggio oramai stinto e logoro, che fa dischi e concerti solo
per la pecunia... Ma cosa ci può ancora rappresentare? Un pezzo di archeologia, forse...
Sperando di non avervi fatto incazzare troppo, vi saluto.

Forza Lucio e Forza Italia

Nino

Ciao Nino, i tuoi complimenti iniziali sono ovviamente da girare a Andygi che cura, come ormai sanno anche i sassi, tutto il discorso relativo alla grafica ed alla impaginazione dei siti gemelli "Farewell Angelina" e "Maggie's Farm".
Passando alle tue critiche ovviamente io non sono, per usare un eufemismo, d'accordissimo con te (e credo che lo stesso valga per Andrea che credo risponderà dopo di me, o prima?)...
Andiamo con ordine:
chiedi cosa abbiano fatto Bob Dylan e Joan Baez per il popolo italiano... Scusa ma non capisco la tua domanda... Ogni artista con la a maiuscola fa qualcosa per tutto il mondo sia che si tratti di un americano o di un inglese o di un masai... Se Dylan o la Baez hanno comunicato qualcosa al pubblico italiano anche usando la lingua inglese hanno centrato il bersaglio e, viste le migliaia di fans che contano anche nel nostro paese direi che non ci sono dubbi che qualcosa hanno significato ed ancora significano...
Riguardo al grande Lucio Dalla che tu citi ad esempio, beh non credo che nessuno di noi (me o Andrea) abbia negato la sua importanza o la bellezza delle sue canzoni nè mi sembra che abbiamo mai detto che Joan Baez o Bob Dylan abbiano comunicato, come scrivi, qualcosa di migliore rispetto a Lucio... Ovviamente essendo i nostri siti dedicati a Joan e Bob non puoi pretendere che non si parli di loro e si parli invece di Dalla. Quando faremo un sito su Lucio ovviamente parleremo (e bene) di lui.
Parli di imperialismo culturale... beh forse hai ragione su questo ma credo che tu abbia sbagliato il bersaglio con Dylan e la Baez che non credo in Italia abbiano mai "imperializzato" molto (neologismo maggiesfarmiano). Ti avrei capito di più se avessi fatto nomi tipo Madonna, Backstreet boys, Oasis, Spice Girls e simili...
Poi dici che noi vogliamo "spacciare" per guru o icone intoccabili Dylan e la Baez... beh se mai è stata l'opera di questi due artisti a fare sì che universalmente venissero riconosciuti come tali, non certo la modesta opera di Andrea e del sottoscritto (magari avessimo questo potere, domani stesso mi metterei ad incidere dischi e con un sito dedicato a me stesso diventerei il nuovo Dylan o il nuovo Dalla, sarebbe troppo facile...).
Poi domandi "E perché poi un musicista italiano varrebbe meno di loro?" ed io torno a chiederti: "Ma dove hai letto una cosa simile in "Farewell Angelina" o in "Maggie's Farm"? Scusa ma forse mi è sfuggita... Io al contrario ricordo numerosi punti in cui abbiamo lodato l'opera di grandissimi cantautori italiani che secondo me reggono sicuramente il confronto con Dylan o Joan Baez, come Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori, Francesco Guccini e simili (effettivamente non abbiamo mai nominato Lucio Dalla ma non certo per scelta quanto piuttosto per il fatto che, ovviamente, parlando di Dylan o di Joan ci siamo riferiti a quei cantautori che, per loro stessa ammissione in una pletora di interviste, hanno visto in questi artisti dei punti di riferimento imprescindibili).
E a proposito di quest'ultimo argomento più avanti nella tua lettera dici di essere in disaccordo con noi quando diciamo che i cantautori italiani devono molto a Dylan... Beh, scusa, ma in questo caso la tua battaglia è persa in partenza (anche se ovviamente rispetto la tua opinione).
Potrei riportarti decine e decine di interviste di gente come De Andrè, Bubola, De Gregori, Guccini, Battisti, Battiato, Locasciulli, Grechi, Edoardo Bennato in cui riconoscono il proprio debito nei confronti di Dylan e anzi addirittura talvolta lo esaltano ancor più di quello che possiamo fare noi (che siamo fans, quindi "giustificati" in questo) sulle pagine del nostro sito...
Poi scrivi: "Mi stupisco del fatto che molta gente abbia il coraggio di scrivervi elogiando il cosiddetto Poeta, mai uno che osi criticarlo, che ammetta che non ha voce..."...
Qui posso darti ragione ma onestamente non vedo perchè tu ti stupisca dal momento che è abbastanza naturale che chi visiti un sito su Joan Baez o su Bob Dylan lo fa perchè è interessato alla loro opera e nella stragrande maggioranza dei casi la ama... Tu hai mai comprato una rivista, che sò, di wrestling (presupponendo ovviamente che tu non sia interessato all'argomento) per scrivere loro una lettera in cui dici che il wrestling fa schifo?... Non avrebbe molto senso, non credi? Semplicemente non la compreresti... Comunque ti assicuro che tutte le lettere che riceviamo pro o contro Joan e Bob vengono regolarmente pubblicate (la tua lettera ne è ovviamente la prova provata) sempre che naturalmente non siano offensive... Quindi se non hai mai sentito finora nessuno criticarli è perchè nessuno ci ha spedito lettere contro questi due artisti...
Poi parli della voce di Dylan (o secondo te della non voce di Dylan)... Beh, a parte che qui si potrebbe discutere a lungo sull'argomento citandoti, a favore di Bob, le decine di artisti (non fans quindi ma musicisti che un pò di autorevolezza dovrebbero pur avere) che hanno lodato proprio la voce straordinaria di Dylan - un nome per tutti David Bowie - o di critici musicali autorevolissimi che hanno testualmente affermato che la voce di Dylan "è un dono di Dio" ("Rolling Stone", non "La sai l'ultima?") io non sono d'accordo con te, ma non per difesa tout court di Bob, quanto per dati oggettivi... Se devo pensare ad un cantante che non ha voce, onestamente non penso affatto a Dylan quanto piuttosto, che sò, a Romina Power, a Viola Valentino (qualcuno se la ricorda?) o ad altri cantanti che puntavano sul personaggio piuttosto che sulle qualità vocali... Dire che Dylan non ha voce è secondo me assurdo... Potrai dirmi che la sua voce non ti piace, allora sì (ma ovviamente sarebbe una tua opinione). Poi non credo si possa assolutamente fare paragoni con artisti come Pavarotti, non avrebbe nessun senso dal momento in cui si parla di generi musicali diversi (tu paragoneresti mai la pittura di Raffaello con quella di Ligabue, per esempio? Eppure non potresti dire che Ligabue non abbia comunicato con le proprie opere emozioni e sensazioni pari a quelle di Raffaello). E poi in fondo la domanda principale resta sempre quella: meglio una voce "calligrafica" che non ti comunica emozioni o una voce naturale che ti trasmette diritto al cuore versi come quelli di Dylan (o Dalla, o De Andrè etc. etc.)? Non ricordi la famosa frase di De Gregori (un italiano, quindi dovresti tenerlo in considerazione!) che affermò: Dylan NON HA una voce, Dylan E' una voce!" che secondo me sintetizza mirabilmente l'unicità delle qualità vocali di Bob.
Inoltre non capisco il tuo esempio: dici di stupirti che qualcuno scriva per lodare il "cosiddetto" poeta e poi aggiungi a conferma del fatto "mai uno che osi criticarlo, che ammetta che non ha voce...". Scusa: cosa c'entra la voce con il fatto di essere considerato poeta? Quindi anche ammettendo che Dylan, come tu dici, non ha voce, questo non inficierebbe le sue eventuali capacità poetiche, non ti sembra?
Continuando aggiungi: E comunque Lucio è due spanne sopra Bob e Joan. Ma volete mettere la freschezza di un brano come "4 marzo 1943" con i lamenti pseudopacifisti di "Blowin' in the Wind" o le banalità di "Masters of war"?
Personalmente sono d'accordissimo con te per quanto riguarda la prima parte della tua affermazione ritenendo io la canzone di Dalla che tu citi una delle più belle dell'intera produzione cantautorale italiana (anche se personalmente trovo che Lucio abbia fatto cose ancora più grandi in album come, ad esempio, "Il giorno aveva cinque teste", "Anidride solforosa" o "Terra di Gaibola"). Ovviamente non posso essere d'accordo con la seconda parte in cui tacci di banalità un capolavoro come "Masters of war" (capolavoro non lo dico io ma l'ha detto gente con maggiore capacità di giudizio di me, tra cui sicuramente lo stesso Dalla).
Dove però la tua lettera mi ha suscitato involontaria ilarità (non lo scrivo come offesa ma proprio perchè mi è venuto da ridere...) è quando ci esorti ad ampliare i nostri orizzonti musicali accusandoci di essere troppo settari e di non riuscire a vedere che la musica italiana è ben altra cosa rispetto a quella di Joan Baez o di Dylan o, immagino tu sottintenda, di Neil Young, dei Rolling Stones, dei Beatles e chi più ne ha ne metta...
L'ilarità consiste nel fatto che (parlo per me ovviamente, poi eventualmente Andrea dirà la sua per quello che riguarda lui) io, prima e contemporaneamente alla scoperta di Dylan e Joan Baez ascoltavo (e continuo tuttora ad ascoltare) proprio la musica che tu citi e (e qui c'è il discorso dell'ilarità e degli orizzonti da ampliare con la musica italiana) posseggo TUTTA la produzione discografica di (in ordine rigorosamente alfabetico): AUDIO DUE, BATTIATO, BATTISTI, BENNATO (EDO), BERTOLI, BRANDUARDI, BUBOLA, CASALE, CASTELNUOVO, CONTE, DALLA, DANIELE, DE ANDRE', DE GREGORI, FORMULA TRE, FOSSATI, GABER, GUCCINI, LO CASCIULLI, MANNOIA, MINA, POOH, VECCHIONI, VENDITTI più decine di altre opere sparse di altri cantautori italiani come Finardi, Fortis, Graziani, Jannacci, Lolli, Paoli, Tenco, Ron, Vasco Rossi, Ruggeri, Zero. Quindi, personalmente, se devo ampliare i miei orizzonti musicali lo devo fare in direzione degli americani o degli inglesi (o perchè no? dei francesi) di cui non ho moltissimo (a parte ovviamente Dylan, Baez, Beatles e qualche altro...).
Poi affermi: Quando mai! Lucio (Dalla) non deve niente a nessuno! E' tutta farina del suo sacco!...
Scusa ma come puoi essere così superficialmente categorico? Sicuramente Dalla sorriderebbe ascoltando la tua asserzione... Come puoi pensare che un artista non debba nulla a chi è venuto prima di lui (o comunque agli artisti della sua generazione)? NESSUN CANTANTE (o poeta, o scrittore etc etc) ha mai creato nulla dal nulla... Credi che Dylan non debba nulla ai vari Woody Guthrie, Leadbelly, Little Richard, Jimmie Rodgers o, per parlare dei suoi coetanei, ai vari Beatles, Byrds e Rolling Stones?... O De Andrè a Brassens, Cohen e allo stesso Dylan?
Lo stesso vale per Dalla e per TUTTI coloro che abbiano mai inciso un disco...
Poi concludi con una affermazione quanto meno discutibile. JOAN BAEZ E' UNA LAGNA...
Beh, posso ammettere che su un disco di Joanie non puoi metterti a ballare in discoteca ma allora? Forse che questo significa che "l'unico frutto dell'amor è la banana è la banana" sia più profondo dei versi di Joanie perchè la musica è allegra o che la voce di Ricky Martin sia più bella della sua perchè più vivace?...
Poi dici che Joan è un personaggio logoro che fa dischi solo per la pecunia... Perchè conosci qualcuno che lo faccia per far arricchire gli altri (pecunia non olet, dicevano i latini)?... Almeno Joan ha avuto il coraggio di prendersi gli oneri oltre che gli onori del successo marciando fisicamente in decine di manifestazioni di protesta contro le turpitudini di questo schifo di mondo (che è poi il nostro se non si è capito), è finita in prigione battendosi per i propri ideali ed ha pagato il suo fondamentalismo con l'affievolirsi del suo successo (e quindi della pecunia che tu citi...) non omologandosi alle mode remuneratrici (e credimi, con quella voce, non avrebbe avuto nessuna difficoltà a vendere ancora decine di migliaia di dischi se solo avesse voluto seguire la scia di gente come Withney Houston o Mariah Carey...)
Ciao Nino e alla prossima
Michele Napoleon in rags

Coinvolto dalle tue affermazioni su Joan Baez, debbo dire di concordare pienamente con quanto già espresso da Michele, a cui dobbiamo riconoscergli un pregio (ma alle volte può essere un difetto) l'estrema diplomazia.
A parte questa premessa doverosa nei confronti di Michele, che tanto si dà da fare per divulgare il verbo dylaniano, ritengo che queste discussioni molto partigiane, siano alle volte inutili perché ognuno rimane arroccato sulle proprie posizioni.
Mi sento comunque in dovere di difendere Joan da questo attacco alquanto velleitario ed approssimativo. Probabilmente, Nino, conosci poco o niente della musica folk americana ed è una lacuna che dovresti colmare al più presto.
Il sito "Renaldo and Clara" meriterebbe anzi un suo maggiore ampliamento, presentando altri meritevoli autori quali Woody Guthrie, Pete Seeger, Phil Ochs, Buffy Sainte-Marie, Judy Collins e tantri altri ancora. Ma il tempo è tiranno!
Nessuno è depositario di verità assolute, tantomeno i cantanti...Ma a volte con le loro canzoni ci lanciano dei messaggi che ci raggiungono nel nostro intimo.
Mi stupisco quindi di come tu possa essere così integralista: quello che piace a me è il massimo, il resto è m..da. Non esistono mostri sacri ma persone, con i loro pregi e difetti. E Bob e Joan non sono che persone. Come il tuo Lucio.
Poi affermi che Joan sia una lagna e pensi solo al cachet; potrei ribaltare quest'affermazione nei confronti del tuo beniamino (ma non lo penso). Joan è una grandissima interprete! Per il resto delle tue affermazioni concordo pienamente con Michele.
E concluderei con il tuo motto: Forza U.S.A. Forza Joan!

Andrea



 

98) Qualche lettera fa si parlava del più lungo assolo di armonica del nostro, e
tu proponevi "It ain't me babe" da "Real live" che è lunghissimo e senza
interruzioni; se però posso prendere in considerazione anche parti di
armonica non proprio eseguite tutte d'un fiato, segnalo "Blowin' in the
wind" del 96' (dal bootleg "I've got a song to sing") in cui Dylan suona l'
armonica per 2' 35''.
Carlo

Ciao Carlo
grazie per la segnalazione... Io comunque, involontariamente ne ho trovato un altro (involontariamente nel senso che la settimana scorsa ho messo il disco che segnalo più sotto in auto diretto verso Rimini per trascorrere le vacanze pasquali e l'ho notato).
Si tratta di un assolo di armonica lunghissimo e senza la minima pausa, tutto d'un fiato e mi sbilancerei quasi a dire che è il più lungo di tutta la carriera di Bob (visto che, se ho capito bene, quello che segnali tu ha comunque qualche pausa mentre quello che cito sotto è continuato...).
Si tratta di quello eseguito da Dylan nella performance di Mr. Tambourine Man di Sheffield del 16 Maggio 1966 e che io ho in Genuine Bootleg Series vol. 3 disc two.
L'assolo attacca a 4 minuti e 49 dall'inizio e termina, senza pause, a 7 minuti e 11 dopo 2 minuti e 22 secondi...
Non posseggo la versione che tu citi Carlo quindi non posso verificare le pause ma ripeto, se tu mi confermi che c'è nè anche solo una teniamo buona allora per il momento il Mr.Tambourine Man che io cito fino, ovviamente, alla prossima segnalazione che superi i 2 minuti e 22.


99) Caro Michele,
piano piano finisco questa letterina cercando di non dimenticare niente ...
Allora, la canzone nel film "Nel nome del padre" è "Like a rolling stone" nella versione discografica di H61R che il protagonista mette al juke-box appena arrivato in Inghilterra, se non ricordo male. Per tutte le apparizioni televisive, don't worry, ci lavoro un pò io e poi te le mando. Per rispondere alla lettera di Gianni che denigrava il Dylan chitarrista, io direi che uno straordinario assolo alla acustica come quello di "Love minus zero-no limit" dall'album "Unplugged" o il già citato assolo alla fine di "It's all right Ma (I'm only bleeding)" al concerto per
commemorare i suoi trent'anni di carriera non siano assoli "azzeccati" con la probabilità di 1 a 50 ! Credo che molti assoli alla chitarra elettrica risultino mal fatti solo perchè Dylan è un chitarrista prettamente da chitarra acustica.
Alla elettrica sono d'accordissimo che non è certo Hendrix, ma alla acustica credo sia uno dei migliori. Io ho notato più volte che lui suona la chitarra elettrica allo stesso modo della chitarra acustica e credo sia per questo che alcune cose risultano brutte, ma più che brutte risultano "stonate". Il modo particolare di suonare di Dylan, però, per me denota una grande maestria e come avevo già detto, ed io credo sia una cosa sottovalutata, non ci dimentichiamo che ha una esperienza vastissima e pluridecennale ! Non lo dimentichiamo poichè, chi suona un pò la chitarra, sa che l'esercizio è semplicemente fondamentale e dopo 40 anni d'esercizio ... E poi un pò di
attitudine musicale deve avercela avendo scritto per anni ed anni musiche senza aver mai imparato effettivamente a leggere uno spartito, come ho letto da qualche parte !
Per Antonio, invece, che è come me di Napoli, e la cosa mi fa felice dato che mi sembra sempre di girarmi intorno e di trovarmi da solo ad ascoltare, bada non ad idolatrare ciecamente, Dylan, vorrei dire che qui nessuno denigra i primi dischi di Dylan !
Io non ho una "canzone preferita" in particolare, ma elenco di seguito le uniche canzoni alle quali do la famosa "C" di "Capolavoro":

"Blowin' in the wind"
"Masters of War"
"A hard rain's a-gonna fall"
"With God on our side"
"John Brown"
"Let me die in my footsteps"
"Chimes of freedom"
"My Back Pages"
"Subterranean Homesick Blues"
"Mr. Tambourine Man"
"Gates of Eden"
"It's all right Ma (I'm only bleeding)"
"It's all over now, Baby Blue"
"Tombstone Blues"
"Ballad of a thin man"
"Queen Jane Approximately"
"Desolation Row"
"Visions of Johanna"
"Stuck inside of Mobile with the Menphis Blues again"
"Just like a woman"
"Sad Eyed Lady of the lowlands"
"All along the watchtower"
"Knockin' on heavens door"
"Tangled up in blue"
"Simple twist of fate"
"You're a big girl now"
"Idiot Wind"
"Shelter from the storm"
"Gotta serve somebody"
"Jokerman"
"Angelina"
"Foot of pride"
"Blind Willie McTell"
"Things have changed"

Non ho tutta la produzione di Dylan (il salto tra "Jokerman" dell'83 a THC del 99 fa capire che delle ultime cose non so molto!) ma queste per me sono dei capolavori e mi sembra evidente che praticamente il 70 % sono dei primi dischi che Antonio, giustamente, esalta ma nota che ce ne sono ben 5 da "Blood on the tracks" ...
Da notare, poi, (questo è per Michele) che non c'è nessuna canzone di "Desire", ma che a tutte quelle di quell'album dò un pienissimo "ottimo". Non c'è nessuna "C" probabilmente perchè i testi sono scritti a quattro mani e ci sono tutti "ottimo" sicuramente perchè i testi sono validissimi, nessuno escluso, ma soprattutto per un fattore dominante, per me, di quel disco e di quel periodo: Scarlet Rivera ! Il sound del suo violino è semplicemente straordinario e fa fare un salto di qualità a tutte le canzoni ! Provate ad ascoltare "Hurricane" senza violino ... (basta ascoltare solo una cuffia se si ascolta da un lettore portatile o attaccare tutte e due le casse su una stessa uscita ... io l'ho fatto e vi assicuro che è molto strano !)
Dylan è Dylan e, secondo me, non è mai cambiato. Per niente. "Io sono le mie parole" disse una volta ed ha continuato a cantarcele anche dopo il suo incidente. Quell'incidente, paradossalmente, gli ha salvato la vita. Ne sono convinto. E poi, ragazzi, finiamola, per favore, di attaccare la sezione del sito con i giudizi canzone per canzone ! Quelle sono opinioni di Michele ed è normale che non possiamo essere completamente d'accordo con lui ! Perciò, al massimo mandate i vostri giudizi personali, ma non critiche su quelli degli altri !
L'ultima "C" a THC mi fa pensare che il nostro Bob non ha finito le cartucce, anzi ! Alla fine credo che Robert Shelton avesse colpito nel segno paragonandolo a Yeats ed a Rimbaud, il primo che ha fatto le sue cose migliori in tarda età ed il secondo che è universalmente riconosciuto nonostante sia morto quando aveva da poco superato i 20 anni !
Dylan sembra essere un pò un misto fra i due avendo sfornato capolavori da giovanissimo e (crediamo ancora in te, Mr. Zimmy) in tarda età ! Tenendo poi conto che nel mezzo ha fatto cose perlomeno importanti ...
A nessuna canzone di "Time out of mind" ho dato la "C" che ho invece assegnato a THC quindi dovremmo essere in un crescendo, e questo mi fa sperare bene per il concerto di Firenze che avrò la fortuna di andare a vedere. Tra l'altro gli ultimi concerti americani dovevano essere magnifici dato che gran parte delle canzoni erano in versione acustica (come piace a me !) e la parte elettrica era introdotta proprio dalla THC di cui parlavo ...
Magari anche i concerti da queste parti fossero così !!! Magari nella parte acustica ci "azzecca" anche qualche assolo ! Comunque è troppo presto per dirlo, meglio aspettare prima di fare previsioni sul tipo di spettacolo che porterà qui da noi.

Robert Shelton conclude così il suo libro :
"Non si possono calcolare tutti i ritmi, le cadenze, le immagini di Bob Dylan che sono entrati nel nostro parlare quotidiano, che lui ha dissepolto per poi raffinarli. Sappiamo che Mister Jones è l'uomo supercomune, ignaro dei tempi che stanno cambiando. Anche se siamo bloccati in Desolation Row, andiamo avanti ad andare avanti. Può esserci del sangue sul sentiero e niente è mai rivelato, eppure lui ci dice che deve esserci una via d'uscita. Può darsi che non esista, per lui come per noi, una direzione per tornare a casa; ma, con un piede sulla strada e l'altro nella fossa, cerchiamo tutti di uscire dalla gabbia vuota che ci contiene. Disperazione e speranza lottano fra loro nella torre del capitano, come due guerrieri gemelli. Sebbene tutto sia finito, rinnoviamo noi stessi lasciandoci i morti alle spalle. Siamo più giovani di tutto questo, adesso. Morte e rinascita. Per ogni sette persone che muoiono, sette sono occupate a rinascere. E ci dimentichiamo dove finiscono le parole di Dylan e dove cominciano le nostre. Sebbene abbia negato di "dedicarsi all'insegnamento", c'è tutto un mondo di cose da imparare seguendo la sua strada di auto-cultura, di auto-educazione. Quando sbucavamo fuori dalla metropolitana nel Greenwich Village, appena arrivati nel cuore dell'America, stavamo tutti cercando una risposta ma lui ha cercato più in profondità, sapendo che la domanda stessa può far scaturire la risposta. Andavamo da lui
per la sua visione, il suo spirito, le idee nuove, ma soprattutto perche osava tentare ciò che gli altri non osavano.
Trovati da solo la risposta, amico, e l'apprezzerai di più, diceva a tutti noi, uomini e donne; anche quando insistevamo si rifiutava di fare il guru. Era troppo gracile, allora, per portare una croce e troppo prudente per farla portare al suo manager.
"Ci sono tanti lati in Dylan che finisce per essere rotondo," diceva un amico di Woodstock, e Dylan è l'insieme di così tante persone che questa ha finito per essere la biografia non di un uomo, ma di molti. "Ci si sente sempre soli dove sono io," diceva nel 1966, ma dieci anni dopo affermava che l'unico posto dove poteva trovare un pò di solitudine, era il palcoscenico. Molto tempo prima che Dylan conoscesse o leggesse, seguiva già l'ammonimento del vecchio poeta: un poeta deve pensare secondo il mito, oltre che secondo la ragione. Dylan turba la nostra pace, la nostra e la sua.
Può essere che scenda dall'altopiano sul quale si trova oggi, oppure no. Il passato può essere per lui un preludio o un postludio; ha già vissuto cinque vite in una. Forse seguirà la via di Rimbaud, avendo espresso già più parole di rivolta di quanto il mondo fosse pronto ad accoglierne, oppure quella di Yeats, continuando a cercare e a trovare per raggiungere una creatività ancora maggiore in età avanzata. Conoscendo Dylan, fin dove il mistero del genio ce lo permette, con ogni probabilità farà a modo suo. Come sempre."

Non rimaniamo chiusi in una stanza, non ci mettiamo gli occhi in tasca solo perchè, ad un certo punto, raggiunta finalmente la "giovinezza", come direbbe lui, si è accorto che una canzone non cambia il mondo. Anche "Mr.Jones" dovrebbe ascoltare attentamente il Dylan di "Blood on the tracks" e si accorgerebbe che sono sempre parole sue, che è solo un'altro lato di quel "cerchio".
Leonardo


100) (nota di Napoleon in rags: Ehi, siamo arrivati alla lettera numero cento!!!)
Ciao a tutti,
di recente ho letto nella posta diversi dibattiti relativi all'album migliore di Dylan (qualcuno citava Bringing it all back home), tu Michele, mi sembra almeno di aver capito così, citi Blood on the tracks... ed allora ho pensato a come mai nessuno parla mai di Another side of Bob Dylan... Inoltre a proposito di questo album mi sembrava di avere letto qualcosa circa il titolo che doveva essere un altro... se ricordo bene... Tu ne sai qualcosa?
Giovanni Pratolini

Ciao Giovanni,
Another side of Bob Dylan è uno dei miei preferiti (da qualche parte nel sito l'ho scritto anche se hai ragione non viene citato spesso...).
L'aneddoto relativo al titolo al quale ti riferisci credo sia il seguente (lascio la parola a Dylan in persona): "Non volevo che intitolassero il mio quarto album Another side of Bob Dylan... in sostanza perchè pensavo che fosse un titolo troppo pretenzioso... Quando l'hanno intitolato così ho subito sentito aria di guai in arrivo. Mi ero immaginato che se l'avessero intitolato in un altro modo non vi sarebbero state le resistenze che poi ci sono state" (qui Dylan si riferisce al fatto che l'album fu un fallimento in quanto a vendite, fallimento relativo ovviamente perchè vendette comunque abbastanza ma molto meno dei precedenti...).
Poi Dylan continua: "E' stato Tom Wilson, il produttore, a intitolarlo così - lo avevo pregato e implorato di non farlo. Ero convinto che si trattasse di un'incredibile banalità. Sapevo che un titolo del genere avrebbe creato un sacco di problemi e inoltre avevo la sensazione che non fosse proprio una grande idea dato che il precedente era stato The times they are a-changin'. Sembrava essere una negazione del passato, il che non era affatto vero.So che non era quello il senso che voleva dargli Tom ma era così che mi ero immaginato che la gente l'avrebbe inteso - comunque Tom aveva deciso così , ed era lui ad avere il controllo. Credo che sulla lunga distanza , Tom possa avere avuto ragione a fare quello che ha fatto. E comunque oggi non ha più molta importanza" (Dylan diceva questo nel 1985).
ASOBD è comunque secondo me un grandissimo album, come dicevo prima. Diciamo la verità, amici dylaniani, vi rendete conto di che canzoni ci sono su quel disco? It ain't me babe, To Ramona, My back pages, I don't believe you e poi una certa Chimes of freedom che secondo me è una delle vette di Dylan. E' un disco forse penalizzato da alcune canzoni apparentemente leggere (ma secondo me bellissime ugualmente) come Motorpsycho nitemare (che è geniale) I shall be free no. 10 (che può sembrare una ripetizione di I shall be free) o Black crow blues (che sembra anticipare il sound di Highway 61). O anche All I really want to do che può sembrare una filastrocca senza pretese ma che secondo me dice più di tante altre canzoni. Per la cronaca io ho sempre pensato che il titolo adatto per quell'album (sono d'accordo con Bob che quello scelto non era particolarmente geniale) sarebbe stato proprio All I really want to do che poteva essere molto più incisivo...
Per concludere un'altra dichiarazione di Bob a proposito del disco in questione:
"In quell'album non c'è una sola canzone che punti il dito su qualcosa... Per quei primi dischi che ho pubblicato, me ne stavo defilato dietro di essi, ma qualcuno ha preso vita propria, saltando nella scena e finendo per essere ascoltato parecchio, e credo che questo si accaduto perchè a quei tempi io stesso non vedevo nessun altro fare cose di quel genere... D'ora in poi voglio comporre a partire dalla mia interiorità, e per farlo sto tornando al modo che avevo di scrivere quando avevo dieci anni - cioè lasciando che le cose si esprimano nella maniera più naturale. Mi piace comporre nello stesso modo nel quale cammino e parlo".


101) Caro prof.
mi sa che il fan che ti ha conosciuto attraverso un newsgroup, te l' ho
spedito io: cercava la traduzione di Hurricane su rec.music.dylan e io gli
ho indicato il tuo sito accompagnato da un' elegia sulla tua competenza e
disponibilità.
La canzone di "Pomodori verdi fritti" è "I'll remember you"
Per quanto riguarda il sito ftp di cui ho parlato, le coordinate sono:
indirizzo: 134.126.205.125
porta: 1980
login/password: rmd/rmd
si riesce ad accedervi solo di mattina poichè il gestore ha posto un limite
ai contatti; il sito chiuderà il 5 maggio e riaprirà in agosto.
Io mi sto informando presso dei servers sul prezzo dello scaricamento di
almeno metà del contenuto del sito, e della stampa su cd-r, ma credo che in
Italia (con le connessioni che ci ritroviamo) sia una cosa costosissima.
Per scaricare il materiale occorre un programma client-ftp come quelli
indicati da AndyG che sono facili da utilizzare e "vedono" un sito remoto
come una cartella del computer; il sito in questione è però visibile anche
con Explorer 5 ed ho letto sul newsgroup che qualcuno vi accede anche con
Netscape (suppongo almeno 4.5).
Poi vorrei commentare la bellissima lettera di Antonio, mio compaesano dell'
anima perchè napoletano e perchè amante della poesia, precisando il motivo
per il quale secondo me è stato interessante confrontare le varie
performances da noi preferite di alcune delle sue più note canzoni: l'
esecuzione di una canzone in concerto, per Dylan, è stata sempre una
esperienza che va oltre la semplice riproduzione della versione
discografica, con la sua interpretazione riesce rinnovare o a modificare il
senso della canzone stessa (un po' come se si trattasse di teatro, non conta
solo il copione); basta pensare alla Maggie's farm di Newport 65, cantare
una canzone in quel modo non è uguale a cantarla con la sola chitarra; l'
interpretazione ha in molti casi aggiunto poesia alla poesia; io poi mi sono
avvicinato a molte canzoni di Dylan dopo essere stato "illuminato" da una
sua interpretazione di molti anni dopo e molto differente dall' originale.
Se posso poi permettermi di commentare la lettera del fan di Dalla vorrei farlo
per esprimere un pensiero che già altre volte avrei voluto sottoporre a te
ed agli altri lettori della posta, non prima però di aver sottolineato che
Maggie's Farm è il fan site più sobrio che io conosca e privo degli
isterismi che caratterizzano il genere; e questo grazie a Dylan stesso e a
Michele, che anche questa volta mi ha stupito, nella sua risposta, per la
pacatezza, la modestia e soprattuto la patologica missione divulgativa che
non lo fa scoraggiare dinnanzi a nessun interlocutore.
Ho sentito spesso usare , per dimostrare l' inconsistenza artistica di
alcuni cantautori, argomenti del tipo: "ha scritto quella cosa, quindi è un
mediocre!" e per esempio per Dylan l' ho sentito dire a proposito di alcuni
versi di "Lay lady lay"; io invece penso che il livello artistico si
individua attraverso le punte più alte della produzione e che qualsiasi
"stronzata" successiva o contemporanea non possa cancellarle; poi ognuno è
libero di riconoscere le punte massime ovunque, per esempio Antonio le vede
negli albums del 65 (e come dargli torto!), io le vedo anche altrove
(75,76,88,93...) e conosco persone che amano Dylan per tutt' altro; credo
che sia un fatto di sensibilità e anche un po' di casualità: vi capita di
riconoscere il valore artistico di qualcosa ma non di essere attirati da
essa? Oppure di essere molto legati a qualcos' altro per il modo e le
circostanze nelle quale ci si è accostati ad esso?

Mi ritrovo una copia in più di un bootleg doppio dell' 88 su cd-r, lo vince
chi per primo mi manda una e-mail, tra coloro che hanno già scritto nella
posta del sito; scoraggio i collezionisti (si mettano una mano sulla
coscienza) e parteggio per i sedicenni.

Ciao Michele, Ciao Antonio (spero di leggere ancora tue lettere)
Carlo

Ri-ciao Carlo. Grazie per le informazioni. Mi associo al tuo discorso sulle interpretazioni sempre diverse di Bob e alle tue osservazioni sulla lettera di Antonio. Direi che la tua lettera non ha bisogno di commenti e la sottoscrivo in pieno (anche ovviamente nella parte relativa alla lettera di Nino)
Ciao, Napoleon in rags


Chiunque voglia replicare alle discussioni può inviare una e mail al seguente indirizzo: spettral@tin.it
 
 

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