TALKIN'
BOB DYLAN BLUES
la posta
di Maggie's Farm
Nona parte
97) Ciao amici,
innanzitutto vorrei fare i complimenti a chi
ha curato l'impaginazione e la grafica del sito; tutto è
molto chiaro e leggibile, e le informazioni sono
numerose.
Ma passando ai contenuti, debbo purtroppo ricredermi.
Ho conosciuto il vostro sito per caso, cercando
nella directory di Virgilio.
Ma ho purtroppo notato che oramai impera solo
la musica americana, a scapito dei nostri grandi
cantanti italiani! E' ora di dire basta a questo
imperialismo culturale!
Ed invece voi, con il vostro sito, non fate altro
che alimentarlo.
E questi Dylan e Baez cosa devono rappresentarci?
Hanno fatto forse qualcosa per il nostro
meraviglioso popolo italiano?
Io amo svisceratamente Lucio Dalla e non credo
che un Dylan o una Baez abbiano comunicato con
le loro canzoni qualcosa di migliore rispetto
al grande Lucio.
Non vorrei sembrare un iconoclasta ma sono sinceramente
stufo di dovermi sorbire canzoni inglesi,
sembra che tutti abbiano dimenticato la grandezza
della lingua italiana!
Voi volete spacciarci questi due dinosauri della
musica americana per dei guru, delle icone
intoccabili, ma quando mai!!!
E perché poi un musicista italiano varrebbe
meno di loro?
Mi stupisco del fatto che molta gente abbia il
coraggio di scrivervi elogiando il cosiddetto Poeta, mai uno che osi criticarlo,
che ammetta che non ha voce...
Un minimo di coerenza, signori, pane al pane,
vino al vino, e la voce a chi ce l'ha.
Se continuerete così ad autolodarvi, arriverete
pure a dimostrarci che Dylan canta meglio di
Pavarotti!!! Ragazzi, un po' di umiltà.
E comunque Lucio è due spanne sopra Bob
e Joan. Ma volete mettere la freschezza di un brano
come "4 marzo 1943" con i lamenti pseudopacifisti
di "Blowin' in the Wind" o le banalità di "Masters of war"?
Sinceramente ragazzi non vi capisco!
Dovete ampliare, e presto, i vostri orizzonti
musicali! Siete troppo settari, non riuscite a vedere che
la musica italiana è ben altra cosa rispetto
ai cosiddetti suoni che voi amate.
Mi sento inoltre in disaccordo quando, in una
lettera della posta affermate che i cantautori italiani
debbono molto a Dylan. Ma quando mai!
Lucio non deve niente a nessuno, è tutta
farina
del suo sacco!!!
E quanto alla Baez, che lagna! Un personaggio
oramai stinto e logoro, che fa dischi e concerti solo
per la pecunia... Ma cosa ci può ancora
rappresentare? Un pezzo di archeologia, forse...
Sperando di non avervi fatto incazzare troppo,
vi saluto.
Forza Lucio e Forza Italia
Nino
Ciao Nino, i tuoi complimenti
iniziali sono ovviamente da girare a Andygi che cura, come ormai sanno
anche i sassi, tutto il discorso relativo alla grafica ed alla impaginazione
dei siti gemelli "Farewell Angelina" e "Maggie's Farm".
Passando alle tue critiche
ovviamente io non sono, per usare un eufemismo, d'accordissimo con te (e
credo che lo stesso valga per Andrea che credo risponderà dopo di
me, o prima?)...
Andiamo con ordine:
chiedi cosa abbiano fatto
Bob Dylan e Joan Baez per il popolo italiano... Scusa ma non capisco la
tua domanda... Ogni artista con la a maiuscola fa qualcosa per tutto il
mondo sia che si tratti di un americano o di un inglese o di un masai...
Se Dylan o la Baez hanno comunicato qualcosa al pubblico italiano anche
usando la lingua inglese hanno centrato il bersaglio e, viste le migliaia
di fans che contano anche nel nostro paese direi che non ci sono dubbi
che qualcosa hanno significato ed ancora significano...
Riguardo al grande Lucio
Dalla che tu citi ad esempio, beh non credo che nessuno di noi (me o Andrea)
abbia negato la sua importanza o la bellezza delle sue canzoni nè
mi sembra che abbiamo mai detto che Joan Baez o Bob Dylan abbiano comunicato,
come scrivi, qualcosa di migliore rispetto a Lucio... Ovviamente essendo
i nostri siti dedicati a Joan e Bob non puoi pretendere che non si parli
di loro e si parli invece di Dalla. Quando faremo un sito su Lucio ovviamente
parleremo (e bene) di lui.
Parli di imperialismo culturale...
beh forse hai ragione su questo ma credo che tu abbia sbagliato il bersaglio
con Dylan e la Baez che non credo in Italia abbiano mai "imperializzato"
molto (neologismo maggiesfarmiano). Ti avrei capito di più se avessi
fatto nomi tipo Madonna, Backstreet boys, Oasis, Spice Girls e simili...
Poi dici che noi vogliamo
"spacciare" per guru o icone intoccabili Dylan e la Baez... beh se mai
è stata l'opera di questi due artisti a fare sì che universalmente
venissero riconosciuti come tali, non certo la modesta opera di Andrea
e del sottoscritto (magari avessimo questo potere, domani stesso mi metterei
ad incidere dischi e con un sito dedicato a me stesso diventerei il nuovo
Dylan o il nuovo Dalla, sarebbe troppo facile...).
Poi domandi "E perché
poi un musicista italiano varrebbe meno di loro?" ed io torno a chiederti:
"Ma dove hai letto una cosa simile in "Farewell Angelina" o in "Maggie's
Farm"? Scusa ma forse mi è sfuggita... Io al contrario ricordo numerosi
punti in cui abbiamo lodato l'opera di grandissimi cantautori italiani
che secondo me reggono sicuramente il confronto con Dylan o Joan Baez,
come Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori, Francesco Guccini
e simili (effettivamente non abbiamo mai nominato Lucio Dalla ma non certo
per scelta quanto piuttosto per il fatto che, ovviamente, parlando di Dylan
o di Joan ci siamo riferiti a quei cantautori che, per loro stessa ammissione
in una pletora di interviste, hanno visto in questi artisti dei punti di
riferimento imprescindibili).
E a proposito di quest'ultimo
argomento più avanti nella tua lettera dici di essere in disaccordo
con noi quando diciamo che i cantautori italiani devono molto a Dylan...
Beh, scusa, ma in questo caso la tua battaglia è persa in partenza
(anche se ovviamente rispetto la tua opinione).
Potrei riportarti decine
e decine di interviste di gente come De Andrè, Bubola, De Gregori,
Guccini, Battisti, Battiato, Locasciulli, Grechi, Edoardo Bennato in cui
riconoscono il proprio debito nei confronti di Dylan e anzi addirittura
talvolta lo esaltano ancor più di quello che possiamo fare noi (che
siamo fans, quindi "giustificati" in questo) sulle pagine del nostro sito...
Poi scrivi: "Mi stupisco
del fatto che molta gente abbia il coraggio di scrivervi elogiando il cosiddetto
Poeta, mai uno che osi criticarlo, che ammetta che non ha voce..."...
Qui posso darti ragione
ma onestamente non vedo perchè tu ti stupisca dal momento che è
abbastanza naturale che chi visiti un sito su Joan Baez o su Bob Dylan
lo fa perchè è interessato alla loro opera e nella stragrande
maggioranza dei casi la ama... Tu hai mai comprato una rivista, che sò,
di wrestling (presupponendo ovviamente che tu non sia interessato all'argomento)
per scrivere loro una lettera in cui dici che il wrestling fa schifo?...
Non avrebbe molto senso, non credi? Semplicemente non la compreresti...
Comunque ti assicuro che tutte le lettere che riceviamo pro o contro Joan
e Bob vengono regolarmente pubblicate (la tua lettera ne è ovviamente
la prova provata) sempre che naturalmente non siano offensive... Quindi
se non hai mai sentito finora nessuno criticarli è perchè
nessuno ci ha spedito lettere contro questi due artisti...
Poi parli della voce di
Dylan (o secondo te della non voce di Dylan)... Beh, a parte che qui si
potrebbe discutere a lungo sull'argomento citandoti, a favore di Bob, le
decine di artisti (non fans quindi ma musicisti che un pò di autorevolezza
dovrebbero pur avere) che hanno lodato proprio la voce straordinaria di
Dylan - un nome per tutti David Bowie - o di critici musicali autorevolissimi
che hanno testualmente affermato che la voce di Dylan "è un dono
di Dio" ("Rolling Stone", non "La sai l'ultima?") io non sono d'accordo
con te, ma non per difesa tout court di Bob, quanto per dati oggettivi...
Se devo pensare ad un cantante che non ha voce, onestamente non penso affatto
a Dylan quanto piuttosto, che sò, a Romina Power, a Viola Valentino
(qualcuno se la ricorda?) o ad altri cantanti che puntavano sul personaggio
piuttosto che sulle qualità vocali... Dire che Dylan non ha voce
è secondo me assurdo... Potrai dirmi che la sua voce non ti piace,
allora sì (ma ovviamente sarebbe una tua opinione). Poi non credo
si possa assolutamente fare paragoni con artisti come Pavarotti, non avrebbe
nessun senso dal momento in cui si parla di generi musicali diversi (tu
paragoneresti mai la pittura di Raffaello con quella di Ligabue, per esempio?
Eppure non potresti dire che Ligabue non abbia comunicato con le proprie
opere emozioni e sensazioni pari a quelle di Raffaello). E poi in fondo
la domanda principale resta sempre quella: meglio una voce "calligrafica"
che non ti comunica emozioni o una voce naturale che ti trasmette diritto
al cuore versi come quelli di Dylan (o Dalla, o De Andrè etc. etc.)?
Non ricordi la famosa frase di De Gregori (un italiano, quindi dovresti
tenerlo in considerazione!) che affermò: Dylan NON HA una voce,
Dylan E' una voce!" che secondo me sintetizza mirabilmente l'unicità
delle qualità vocali di Bob.
Inoltre non capisco il
tuo esempio: dici di stupirti che qualcuno scriva per lodare il "cosiddetto"
poeta e poi aggiungi a conferma del fatto "mai uno che osi criticarlo,
che ammetta che non ha voce...". Scusa: cosa c'entra la voce con il fatto
di essere considerato poeta? Quindi anche ammettendo che Dylan, come tu
dici, non ha voce, questo non inficierebbe le sue eventuali capacità
poetiche, non ti sembra?
Continuando aggiungi: E
comunque Lucio è due spanne sopra Bob e Joan. Ma volete mettere
la freschezza di un brano come "4 marzo 1943" con i lamenti pseudopacifisti
di "Blowin' in the Wind" o le banalità di "Masters of war"?
Personalmente sono d'accordissimo
con te per quanto riguarda la prima parte della tua affermazione ritenendo
io la canzone di Dalla che tu citi una delle più belle dell'intera
produzione cantautorale italiana (anche se personalmente trovo che Lucio
abbia fatto cose ancora più grandi in album come, ad esempio, "Il
giorno aveva cinque teste", "Anidride solforosa" o "Terra di Gaibola").
Ovviamente non posso essere d'accordo con la seconda parte in cui tacci
di banalità un capolavoro come "Masters of war" (capolavoro non
lo dico io ma l'ha detto gente con maggiore capacità di giudizio
di me, tra cui sicuramente lo stesso Dalla).
Dove però la tua
lettera mi ha suscitato involontaria ilarità (non lo scrivo come
offesa ma proprio perchè mi è venuto da ridere...) è
quando ci esorti ad ampliare i nostri orizzonti musicali accusandoci di
essere troppo settari e di non riuscire a vedere che la musica italiana
è ben altra cosa rispetto a quella di Joan Baez o di Dylan o, immagino
tu sottintenda, di Neil Young, dei Rolling Stones, dei Beatles e chi più
ne ha ne metta...
L'ilarità consiste
nel fatto che (parlo per me ovviamente, poi eventualmente Andrea dirà
la sua per quello che riguarda lui) io, prima e contemporaneamente alla
scoperta di Dylan e Joan Baez ascoltavo (e continuo tuttora ad ascoltare)
proprio la musica che tu citi e (e qui c'è il discorso dell'ilarità
e degli orizzonti da ampliare con la musica italiana) posseggo TUTTA la
produzione discografica di (in ordine rigorosamente alfabetico): AUDIO
DUE, BATTIATO, BATTISTI, BENNATO (EDO), BERTOLI, BRANDUARDI, BUBOLA, CASALE,
CASTELNUOVO, CONTE, DALLA, DANIELE, DE ANDRE', DE GREGORI, FORMULA TRE,
FOSSATI, GABER, GUCCINI, LO CASCIULLI, MANNOIA, MINA, POOH, VECCHIONI,
VENDITTI più decine di altre opere sparse di altri cantautori italiani
come Finardi, Fortis, Graziani, Jannacci, Lolli, Paoli, Tenco, Ron, Vasco
Rossi, Ruggeri, Zero. Quindi, personalmente, se devo ampliare i miei orizzonti
musicali lo devo fare in direzione degli americani o degli inglesi (o perchè
no? dei francesi) di cui non ho moltissimo (a parte ovviamente Dylan, Baez,
Beatles e qualche altro...).
Poi affermi: Quando mai!
Lucio (Dalla) non deve niente a nessuno! E' tutta farina del suo sacco!...
Scusa ma come puoi essere
così superficialmente categorico? Sicuramente Dalla sorriderebbe
ascoltando la tua asserzione... Come puoi pensare che un artista non debba
nulla a chi è venuto prima di lui (o comunque agli artisti della
sua generazione)? NESSUN CANTANTE (o poeta, o scrittore etc etc) ha mai
creato nulla dal nulla... Credi che Dylan non debba nulla ai vari Woody
Guthrie, Leadbelly, Little Richard, Jimmie Rodgers o, per parlare dei suoi
coetanei, ai vari Beatles, Byrds e Rolling Stones?... O De Andrè
a Brassens, Cohen e allo stesso Dylan?
Lo stesso vale per Dalla
e per TUTTI coloro che abbiano mai inciso un disco...
Poi concludi con una affermazione
quanto meno discutibile. JOAN BAEZ E' UNA LAGNA...
Beh, posso ammettere che
su un disco di Joanie non puoi metterti a ballare in discoteca ma allora?
Forse che questo significa che "l'unico frutto dell'amor è la banana
è la banana" sia più profondo dei versi di Joanie perchè
la musica è allegra o che la voce di Ricky Martin sia più
bella della sua perchè più vivace?...
Poi dici che Joan è
un personaggio logoro che fa dischi solo per la pecunia... Perchè
conosci qualcuno che lo faccia per far arricchire gli altri (pecunia non
olet, dicevano i latini)?... Almeno Joan ha avuto il coraggio di prendersi
gli oneri oltre che gli onori del successo marciando fisicamente in decine
di manifestazioni di protesta contro le turpitudini di questo schifo di
mondo (che è poi il nostro se non si è capito), è
finita in prigione battendosi per i propri ideali ed ha pagato il suo fondamentalismo
con l'affievolirsi del suo successo (e quindi della pecunia che tu citi...)
non omologandosi alle mode remuneratrici (e credimi, con quella voce, non
avrebbe avuto nessuna difficoltà a vendere ancora decine di migliaia
di dischi se solo avesse voluto seguire la scia di gente come Withney Houston
o Mariah Carey...)
Ciao Nino e alla prossima
Michele Napoleon in rags
Coinvolto dalle tue affermazioni
su Joan Baez, debbo dire di concordare pienamente con quanto già
espresso da Michele, a cui dobbiamo riconoscergli un pregio (ma alle volte
può essere un difetto) l'estrema diplomazia.
A parte questa premessa
doverosa nei confronti di Michele, che tanto si dà da fare per divulgare
il verbo dylaniano, ritengo che queste discussioni molto partigiane, siano
alle volte inutili perché ognuno rimane arroccato sulle proprie
posizioni.
Mi sento comunque in dovere
di difendere Joan da questo attacco alquanto velleitario ed approssimativo.
Probabilmente, Nino, conosci poco o niente della musica folk americana
ed è una lacuna che dovresti colmare al più presto.
Il sito "Renaldo and Clara"
meriterebbe anzi un suo maggiore ampliamento, presentando altri meritevoli
autori quali Woody Guthrie, Pete Seeger, Phil Ochs, Buffy Sainte-Marie,
Judy Collins e tantri altri ancora. Ma il tempo è tiranno!
Nessuno è depositario
di verità assolute, tantomeno i cantanti...Ma a volte con le loro
canzoni ci lanciano dei messaggi che ci raggiungono nel nostro intimo.
Mi stupisco quindi di come
tu possa essere così integralista: quello che piace a me è
il massimo, il resto è m..da. Non esistono mostri sacri ma persone,
con i loro pregi e difetti. E Bob e Joan non sono che persone. Come il
tuo Lucio.
Poi affermi che Joan sia
una lagna e pensi solo al cachet; potrei ribaltare quest'affermazione nei
confronti del tuo beniamino (ma non lo penso). Joan è una grandissima
interprete! Per il resto delle tue affermazioni concordo pienamente con
Michele.
E concluderei con il tuo
motto: Forza U.S.A. Forza Joan!
Andrea
98) Qualche lettera fa si parlava del più
lungo assolo di armonica del nostro, e
tu proponevi "It ain't me babe" da "Real live"
che è lunghissimo e senza
interruzioni; se però posso prendere in
considerazione anche parti di
armonica non proprio eseguite tutte d'un fiato,
segnalo "Blowin' in the
wind" del 96' (dal bootleg "I've got a song to
sing") in cui Dylan suona l'
armonica per 2' 35''.
Carlo
Ciao Carlo
grazie per la segnalazione...
Io comunque, involontariamente ne ho trovato un altro (involontariamente
nel senso che la settimana scorsa ho messo il disco che segnalo più
sotto in auto diretto verso Rimini per trascorrere le vacanze pasquali
e l'ho notato).
Si tratta di un assolo
di armonica lunghissimo e senza la minima pausa, tutto d'un fiato e mi
sbilancerei quasi a dire che è il più lungo di tutta la carriera
di Bob (visto che, se ho capito bene, quello che segnali tu ha comunque
qualche pausa mentre quello che cito sotto è continuato...).
Si tratta di quello eseguito
da Dylan nella performance di Mr. Tambourine Man di Sheffield del 16 Maggio
1966 e che io ho in Genuine Bootleg Series vol. 3 disc two.
L'assolo attacca a 4 minuti
e 49 dall'inizio e termina, senza pause, a 7 minuti e 11 dopo 2 minuti
e 22 secondi...
Non posseggo la versione
che tu citi Carlo quindi non posso verificare le pause ma ripeto, se tu
mi confermi che c'è nè anche solo una teniamo buona allora
per il momento il Mr.Tambourine Man che io cito fino, ovviamente, alla
prossima segnalazione che superi i 2 minuti e 22.
99) Caro Michele,
piano piano finisco questa letterina cercando
di non dimenticare niente ...
Allora, la canzone nel film "Nel nome del padre"
è "Like a rolling stone" nella versione discografica di H61R che
il protagonista mette al juke-box appena arrivato in Inghilterra, se non
ricordo male. Per tutte le apparizioni televisive, don't worry, ci lavoro
un pò io e poi te le mando. Per rispondere alla lettera di Gianni
che denigrava il Dylan chitarrista, io direi che uno straordinario assolo
alla acustica come quello di "Love minus zero-no limit" dall'album "Unplugged"
o il già citato assolo alla fine di "It's all right Ma (I'm only
bleeding)" al concerto per
commemorare i suoi trent'anni di carriera non
siano assoli "azzeccati" con la probabilità di 1 a 50 ! Credo che
molti assoli alla chitarra elettrica risultino mal fatti solo perchè
Dylan è un chitarrista prettamente da chitarra acustica.
Alla elettrica sono d'accordissimo che non è
certo Hendrix, ma alla acustica credo sia uno dei migliori. Io ho notato
più volte che lui suona la chitarra elettrica allo stesso modo della
chitarra acustica e credo sia per questo che alcune cose risultano brutte,
ma più che brutte risultano "stonate". Il modo particolare di suonare
di Dylan, però, per me denota una grande maestria e come avevo già
detto, ed io credo sia una cosa sottovalutata, non ci dimentichiamo che
ha una esperienza vastissima e pluridecennale ! Non lo dimentichiamo poichè,
chi suona un pò la chitarra, sa che l'esercizio è semplicemente
fondamentale e dopo 40 anni d'esercizio ... E poi un pò di
attitudine musicale deve avercela avendo scritto
per anni ed anni musiche senza aver mai imparato effettivamente a leggere
uno spartito, come ho letto da qualche parte !
Per Antonio, invece, che è come me di
Napoli, e la cosa mi fa felice dato che mi sembra sempre di girarmi intorno
e di trovarmi da solo ad ascoltare, bada non ad idolatrare ciecamente,
Dylan, vorrei dire che qui nessuno denigra i primi dischi di Dylan !
Io non ho una "canzone preferita" in particolare,
ma elenco di seguito le uniche canzoni alle quali do la famosa "C" di "Capolavoro":
"Blowin' in the wind"
"Masters of War"
"A hard rain's a-gonna fall"
"With God on our side"
"John Brown"
"Let me die in my footsteps"
"Chimes of freedom"
"My Back Pages"
"Subterranean Homesick Blues"
"Mr. Tambourine Man"
"Gates of Eden"
"It's all right Ma (I'm only bleeding)"
"It's all over now, Baby Blue"
"Tombstone Blues"
"Ballad of a thin man"
"Queen Jane Approximately"
"Desolation Row"
"Visions of Johanna"
"Stuck inside of Mobile with the Menphis Blues
again"
"Just like a woman"
"Sad Eyed Lady of the lowlands"
"All along the watchtower"
"Knockin' on heavens door"
"Tangled up in blue"
"Simple twist of fate"
"You're a big girl now"
"Idiot Wind"
"Shelter from the storm"
"Gotta serve somebody"
"Jokerman"
"Angelina"
"Foot of pride"
"Blind Willie McTell"
"Things have changed"
Non ho tutta la produzione di Dylan (il salto
tra "Jokerman" dell'83 a THC del 99 fa capire che delle ultime cose non
so molto!) ma queste per me sono dei capolavori e mi sembra evidente che
praticamente il 70 % sono dei primi dischi che Antonio, giustamente, esalta
ma nota che ce ne sono ben 5 da "Blood on the tracks" ...
Da notare, poi, (questo è per Michele)
che non c'è nessuna canzone di "Desire", ma che a tutte quelle di
quell'album dò un pienissimo "ottimo". Non c'è nessuna "C"
probabilmente perchè i testi sono scritti a quattro mani e ci sono
tutti "ottimo" sicuramente perchè i testi sono validissimi, nessuno
escluso, ma soprattutto per un fattore dominante, per me, di quel disco
e di quel periodo: Scarlet Rivera ! Il sound del suo violino è semplicemente
straordinario e fa fare un salto di qualità a tutte le canzoni !
Provate ad ascoltare "Hurricane" senza violino ... (basta ascoltare solo
una cuffia se si ascolta da un lettore portatile o attaccare tutte e due
le casse su una stessa uscita ... io l'ho fatto e vi assicuro che è
molto strano !)
Dylan è Dylan e, secondo me, non è
mai cambiato. Per niente. "Io sono le mie parole" disse una volta ed ha
continuato a cantarcele anche dopo il suo incidente. Quell'incidente, paradossalmente,
gli ha salvato la vita. Ne sono convinto. E poi, ragazzi, finiamola, per
favore, di attaccare la sezione del sito con i giudizi canzone per canzone
! Quelle sono opinioni di Michele ed è normale che non possiamo
essere completamente d'accordo con lui ! Perciò, al massimo mandate
i vostri giudizi personali, ma non critiche su quelli degli altri !
L'ultima "C" a THC mi fa pensare che il nostro
Bob non ha finito le cartucce, anzi ! Alla fine credo che Robert Shelton
avesse colpito nel segno paragonandolo a Yeats ed a Rimbaud, il primo che
ha fatto le sue cose migliori in tarda età ed il secondo che è
universalmente riconosciuto nonostante sia morto quando aveva da poco superato
i 20 anni !
Dylan sembra essere un pò un misto fra
i due avendo sfornato capolavori da giovanissimo e (crediamo ancora in
te, Mr. Zimmy) in tarda età ! Tenendo poi conto che nel mezzo ha
fatto cose perlomeno importanti ...
A nessuna canzone di "Time out of mind" ho dato
la "C" che ho invece assegnato a THC quindi dovremmo essere in un crescendo,
e questo mi fa sperare bene per il concerto di Firenze che avrò
la fortuna di andare a vedere. Tra l'altro gli ultimi concerti americani
dovevano essere magnifici dato che gran parte delle canzoni erano in versione
acustica (come piace a me !) e la parte elettrica era introdotta proprio
dalla THC di cui parlavo ...
Magari anche i concerti da queste parti fossero
così !!! Magari nella parte acustica ci "azzecca" anche qualche
assolo ! Comunque è troppo presto per dirlo, meglio aspettare prima
di fare previsioni sul tipo di spettacolo che porterà qui da noi.
Robert Shelton conclude così il suo libro
:
"Non si possono calcolare tutti i ritmi, le cadenze,
le immagini di Bob Dylan che sono entrati nel nostro parlare quotidiano,
che lui ha dissepolto per poi raffinarli. Sappiamo che Mister Jones è
l'uomo supercomune, ignaro dei tempi che stanno cambiando. Anche se siamo
bloccati in Desolation Row, andiamo avanti ad andare avanti. Può
esserci del sangue sul sentiero e niente è mai rivelato, eppure
lui ci dice che deve esserci una via d'uscita. Può darsi che non
esista, per lui come per noi, una direzione per tornare a casa; ma, con
un piede sulla strada e l'altro nella fossa, cerchiamo tutti di uscire
dalla gabbia vuota che ci contiene. Disperazione e speranza lottano fra
loro nella torre del capitano, come due guerrieri gemelli. Sebbene tutto
sia finito, rinnoviamo noi stessi lasciandoci i morti alle spalle. Siamo
più giovani di tutto questo, adesso. Morte e rinascita. Per ogni
sette persone che muoiono, sette sono occupate a rinascere. E ci dimentichiamo
dove finiscono le parole di Dylan e dove cominciano le nostre. Sebbene
abbia negato di "dedicarsi all'insegnamento", c'è tutto un mondo
di cose da imparare seguendo la sua strada di auto-cultura, di auto-educazione.
Quando sbucavamo fuori dalla metropolitana nel Greenwich Village, appena
arrivati nel cuore dell'America, stavamo tutti cercando una risposta ma
lui ha cercato più in profondità, sapendo che la domanda
stessa può far scaturire la risposta. Andavamo da lui
per la sua visione, il suo spirito, le idee nuove,
ma soprattutto perche osava tentare ciò che gli altri non osavano.
Trovati da solo la risposta, amico, e l'apprezzerai
di più, diceva a tutti noi, uomini e donne; anche quando insistevamo
si rifiutava di fare il guru. Era troppo gracile, allora, per portare una
croce e troppo prudente per farla portare al suo manager.
"Ci sono tanti lati in Dylan che finisce per
essere rotondo," diceva un amico di Woodstock, e Dylan è l'insieme
di così tante persone che questa ha finito per essere la biografia
non di un uomo, ma di molti. "Ci si sente sempre soli dove sono io," diceva
nel 1966, ma dieci anni dopo affermava che l'unico posto dove poteva trovare
un pò di solitudine, era il palcoscenico. Molto tempo prima che
Dylan conoscesse o leggesse, seguiva già l'ammonimento del vecchio
poeta: un poeta deve pensare secondo il mito, oltre che secondo la ragione.
Dylan turba la nostra pace, la nostra e la sua.
Può essere che scenda dall'altopiano sul
quale si trova oggi, oppure no. Il passato può essere per lui un
preludio o un postludio; ha già vissuto cinque vite in una. Forse
seguirà la via di Rimbaud, avendo espresso già più
parole di rivolta di quanto il mondo fosse pronto ad accoglierne, oppure
quella di Yeats, continuando a cercare e a trovare per raggiungere una
creatività ancora maggiore in età avanzata. Conoscendo Dylan,
fin dove il mistero del genio ce lo permette, con ogni probabilità
farà a modo suo. Come sempre."
Non rimaniamo chiusi in una stanza, non ci mettiamo
gli occhi in tasca solo perchè, ad un certo punto, raggiunta finalmente
la "giovinezza", come direbbe lui, si è accorto che una canzone
non cambia il mondo. Anche "Mr.Jones" dovrebbe ascoltare attentamente il
Dylan di "Blood on the tracks" e si accorgerebbe che sono sempre parole
sue, che è solo un'altro lato di quel "cerchio".
Leonardo
100) (nota di Napoleon in
rags: Ehi, siamo arrivati alla lettera numero cento!!!)
Ciao a tutti,
di recente ho letto nella posta diversi dibattiti
relativi all'album migliore di Dylan (qualcuno citava Bringing it all back
home), tu Michele, mi sembra almeno di aver capito così, citi Blood
on the tracks... ed allora ho pensato a come mai nessuno parla mai di Another
side of Bob Dylan... Inoltre a proposito di questo album mi sembrava di
avere letto qualcosa circa il titolo che doveva essere un altro... se ricordo
bene... Tu ne sai qualcosa?
Giovanni Pratolini
Ciao Giovanni,
Another side of Bob Dylan
è uno dei miei preferiti (da qualche parte nel sito l'ho scritto
anche se hai ragione non viene citato spesso...).
L'aneddoto relativo al
titolo al quale ti riferisci credo sia il seguente (lascio la parola a
Dylan in persona): "Non volevo che intitolassero il mio quarto album Another
side of Bob Dylan... in sostanza perchè pensavo che fosse un titolo
troppo pretenzioso... Quando l'hanno intitolato così ho subito sentito
aria di guai in arrivo. Mi ero immaginato che se l'avessero intitolato
in un altro modo non vi sarebbero state le resistenze che poi ci sono state"
(qui Dylan si riferisce al fatto che l'album fu un fallimento in quanto
a vendite, fallimento relativo ovviamente perchè vendette comunque
abbastanza ma molto meno dei precedenti...).
Poi Dylan continua: "E'
stato Tom Wilson, il produttore, a intitolarlo così - lo avevo pregato
e implorato di non farlo. Ero convinto che si trattasse di un'incredibile
banalità. Sapevo che un titolo del genere avrebbe creato un sacco
di problemi e inoltre avevo la sensazione che non fosse proprio una grande
idea dato che il precedente era stato The times they are a-changin'. Sembrava
essere una negazione del passato, il che non era affatto vero.So che non
era quello il senso che voleva dargli Tom ma era così che mi ero
immaginato che la gente l'avrebbe inteso - comunque Tom aveva deciso così
, ed era lui ad avere il controllo. Credo che sulla lunga distanza , Tom
possa avere avuto ragione a fare quello che ha fatto. E comunque oggi non
ha più molta importanza" (Dylan diceva questo nel 1985).
ASOBD è comunque
secondo me un grandissimo album, come dicevo prima. Diciamo la verità,
amici dylaniani, vi rendete conto di che canzoni ci sono su quel disco?
It ain't me babe, To Ramona, My back pages, I don't believe you e poi una
certa Chimes of freedom che secondo me è una delle vette di Dylan.
E' un disco forse penalizzato da alcune canzoni apparentemente leggere
(ma secondo me bellissime ugualmente) come Motorpsycho nitemare (che è
geniale) I shall be free no. 10 (che può sembrare una ripetizione
di I shall be free) o Black crow blues (che sembra anticipare il sound
di Highway 61). O anche All I really want to do che può sembrare
una filastrocca senza pretese ma che secondo me dice più di tante
altre canzoni. Per la cronaca io ho sempre pensato che il titolo adatto
per quell'album (sono d'accordo con Bob che quello scelto non era particolarmente
geniale) sarebbe stato proprio All I really want to do che poteva essere
molto più incisivo...
Per concludere un'altra
dichiarazione di Bob a proposito del disco in questione:
"In quell'album non c'è
una sola canzone che punti il dito su qualcosa... Per quei primi dischi
che ho pubblicato, me ne stavo defilato dietro di essi, ma qualcuno ha
preso vita propria, saltando nella scena e finendo per essere ascoltato
parecchio, e credo che questo si accaduto perchè a quei tempi io
stesso non vedevo nessun altro fare cose di quel genere... D'ora in poi
voglio comporre a partire dalla mia interiorità, e per farlo sto
tornando al modo che avevo di scrivere quando avevo dieci anni - cioè
lasciando che le cose si esprimano nella maniera più naturale. Mi
piace comporre nello stesso modo nel quale cammino e parlo".
101) Caro prof.
mi sa che il fan che ti ha conosciuto attraverso
un newsgroup, te l' ho
spedito io: cercava la traduzione di Hurricane
su rec.music.dylan e io gli
ho indicato il tuo sito accompagnato da un' elegia
sulla tua competenza e
disponibilità.
La canzone di "Pomodori verdi fritti" è
"I'll remember you"
Per quanto riguarda il sito ftp di cui ho parlato,
le coordinate sono:
indirizzo: 134.126.205.125
porta: 1980
login/password: rmd/rmd
si riesce ad accedervi solo di mattina poichè
il gestore ha posto un limite
ai contatti; il sito chiuderà il 5 maggio
e riaprirà in agosto.
Io mi sto informando presso dei servers sul prezzo
dello scaricamento di
almeno metà del contenuto del sito, e
della stampa su cd-r, ma credo che in
Italia (con le connessioni che ci ritroviamo)
sia una cosa costosissima.
Per scaricare il materiale occorre un programma
client-ftp come quelli
indicati da AndyG che sono facili da utilizzare
e "vedono" un sito remoto
come una cartella del computer; il sito in questione
è però visibile anche
con Explorer 5 ed ho letto sul newsgroup che
qualcuno vi accede anche con
Netscape (suppongo almeno 4.5).
Poi vorrei commentare la bellissima lettera di
Antonio, mio compaesano dell'
anima perchè napoletano e perchè
amante della poesia, precisando il motivo
per il quale secondo me è stato interessante
confrontare le varie
performances da noi preferite di alcune delle
sue più note canzoni: l'
esecuzione di una canzone in concerto, per Dylan,
è stata sempre una
esperienza che va oltre la semplice riproduzione
della versione
discografica, con la sua interpretazione riesce
rinnovare o a modificare il
senso della canzone stessa (un po' come se si
trattasse di teatro, non conta
solo il copione); basta pensare alla Maggie's
farm di Newport 65, cantare
una canzone in quel modo non è uguale
a cantarla con la sola chitarra; l'
interpretazione ha in molti casi aggiunto poesia
alla poesia; io poi mi sono
avvicinato a molte canzoni di Dylan dopo essere
stato "illuminato" da una
sua interpretazione di molti anni dopo e molto
differente dall' originale.
Se posso poi permettermi di commentare la lettera
del fan di Dalla vorrei farlo
per esprimere un pensiero che già altre
volte avrei voluto sottoporre a te
ed agli altri lettori della posta, non prima
però di aver sottolineato che
Maggie's Farm è il fan site più
sobrio che io conosca e privo degli
isterismi che caratterizzano il genere; e questo
grazie a Dylan stesso e a
Michele, che anche questa volta mi ha stupito,
nella sua risposta, per la
pacatezza, la modestia e soprattuto la patologica
missione divulgativa che
non lo fa scoraggiare dinnanzi a nessun interlocutore.
Ho sentito spesso usare , per dimostrare l' inconsistenza
artistica di
alcuni cantautori, argomenti del tipo: "ha scritto
quella cosa, quindi è un
mediocre!" e per esempio per Dylan l' ho sentito
dire a proposito di alcuni
versi di "Lay lady lay"; io invece penso che
il livello artistico si
individua attraverso le punte più alte
della produzione e che qualsiasi
"stronzata" successiva o contemporanea non possa
cancellarle; poi ognuno è
libero di riconoscere le punte massime ovunque,
per esempio Antonio le vede
negli albums del 65 (e come dargli torto!), io
le vedo anche altrove
(75,76,88,93...) e conosco persone che amano
Dylan per tutt' altro; credo
che sia un fatto di sensibilità e anche
un po' di casualità: vi capita di
riconoscere il valore artistico di qualcosa ma
non di essere attirati da
essa? Oppure di essere molto legati a qualcos'
altro per il modo e le
circostanze nelle quale ci si è accostati
ad esso?
Mi ritrovo una copia in più di un bootleg
doppio dell' 88 su cd-r, lo vince
chi per primo mi manda una e-mail, tra coloro
che hanno già scritto nella
posta del sito; scoraggio i collezionisti (si
mettano una mano sulla
coscienza) e parteggio per i sedicenni.
Ciao Michele, Ciao Antonio (spero di leggere ancora
tue lettere)
Carlo
Ri-ciao Carlo. Grazie per
le informazioni. Mi associo al tuo discorso sulle interpretazioni sempre
diverse di Bob e alle tue osservazioni sulla lettera di Antonio. Direi
che la tua lettera non ha bisogno di commenti e la sottoscrivo in pieno
(anche ovviamente nella parte relativa alla lettera di Nino)
Ciao, Napoleon in rags
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