TALKIN'
BOB DYLAN BLUES
la posta
di Maggie's Farm
Terza parte
37) Ciao Michele
finalmente ho avuto il tempo di visitare quasi
interamente il tuo sito.
Prima di tutto ti ringrazio per alcune spiegazioni
su canzoni di Dylan
il cui senso mi rimaneva oscuro, e poi ti faccio
i complimenti per la
precisione degli argomenti e la perfetta esposizione;
in particolare
sono rimasto colpito dalla dedizione divulgativa,
direi quasi
apostolica, con la quale tratti la figura di
Dylan e la sua opera.
Ho visto che ti sei preso la briga di esprimere
un giudizio aritmetico
canzone per canzone: in alcuni non mi sono ritrovato,
ma ho capito che,
come me, consideri "Oh Mercy" il miglior album
almeno da 22 anni ad
oggi; una sola protesta: secondo me reclama una
"C" pure "One more cup
of coffee", una delle mie preferite (se non la
mia preferita...in questo
momento); a tal proposito per quanto mi riguarda
c'è anche una
coincidenza: negli ultimi tempi i miei ascolti
musicali sono quasi
confinati a Dylan, Cohen e musica etnica, e di
quest' ultima il capitolo
che amo in assoluto di più sono i gitani
della Camargue!
Per concludere, il tuo sito non solo è
la terra promessa del dylaniato
italiano, ma uno dei siti migliori di Dylan in
assoluto!
Continua così.
CB
Che dire di fronte a tanti
complimenti?... Grazie! Non mi dispiace il
paragone "apostolico" visto
che per me Dylan significa veramente
moltissimo (non voglio
sembrare blasfemo naturalmente, si parla
metaforicamente ovviamente).
Per quanto riguarda il discorso
"spiegazione di canzoni
oscure"... beh, io ho scritto un pò di mie
interpretazioni (mie o
comunque "ufficializzate" nel corso degli anni e
lette un pò qua
ed un pò là su vari testi o articoli su Bob) ma
naturalmente la produzione
sterminata di canzoni "oscure" di Dylan è
tale che si potrebbero
scrivere trattati. Anche per questo invito ancora
una volta gli appassionati
a mandarmi via e-mail le loro personali
interpretazioni di testi
(o anche di singoli versi) delle canzoni di
Bob. E' un argomento che
mi ha sempre affascinato e nel corso del tempo
mi sono reso conto che
anche quelle parole o quelle frasi che sembravano
messe lì da Bob
tanto per fare, magari per la rima, o per stupire e che
sembravano non avere alcun
senso in realtà sono tutte inquadrate in un
preciso quadro di significati
(lo riconosco spesso oscuro, legato a
testi religiosi etc...)
ma credo mai gratuiti... Di tanto in tanto parlo
con qualcuno che mi dice
che in realtà il fascino delle canzoni di Dylan
(o di molte di esse comunque)
stia proprio nel lasciare
all'immaginazione dell'ascoltatore
le sensazioni più disparate e che non
si dovrebbe tentare di
interpretare i versi di questo grandissimo poeta.
Sono d'accordo a metà
nel senso che secondo me il fascino resta intatto
anche se si cerca di dare
un senso a certi testi che, di questo resto
convintissimo, Bob ha sempre
scritto con una precisa e ferrea logica.
Quindi, ripeto, mandatemi
le vostre interpretazioni (magari di canzoni
di Bob che non ho trattato
io nelle mie pagine "The story behind the
song", o di singole parole
o di singoli versi) e saranno pubblicate
sicuramente. Potrebbe venirne
fuori un discorso interessante. Pensate
che fino a qualche anno
fa, nella mia ignoranza, continuavo a chiedermi
cosa diavolo significasse
nella canzone "Angelina", tratta da "Bootleg
series vol. 1/3, il verso
"pass the angel with four faces". Mi chiedevo:
che diavolo sarà
questo angelo (scusate il gioco di parole) con quattro
facce? Ed ero tentato di
pensare: "Ma sì, magari Bob ha scritto quella
frase tanto per fare una
rima..." (col verso successivo che finiva con
"unholy places")... Poi
un paio di anni fa stavo guardando un episodio
del telefilm "X-Files"
in cui Dana Scully, la collega dell'FBI di Fox
Mulder, era alle prese
con una strana creatura che appariva circondata
da una immensa luce ed
era legata, nella trama del film, alle strane
morti di alcune ragazze
deformi... Dana, nel corso della sua indagine,
arriva a confrontarsi con
questa creatura che le appare e, di fronte
agli occhi sbigottiti della
ragazza, muta il proprio viso in una
sequenza di quattro animali
(aquila, toro, capra e leone... se non
ricordo male). Dana in
una sequenza successiva parla con un sacerdote il
quale, alla descrizione
della ragazza, dice a Dana di non aver timore
perchè quello che
ella ha visto è un serafino, un angelo con quattro
facce. Ed ecco spiegato
il verso di Dylan a dimostrazione di quanto
dicevo prima che anche
una parola apparentemente oscura viene usata da
Bob con uno scopo.
Per quanto riguarda l'argomento
"Oh Mercy", devo dire che lo reputo
effettivamente uno dei
migliori album di Bob, forse il mio preferito
insieme con Blood on the
tracks. Del resto c'è qualcuno, fan o meno di
Dylan, che avrebbe mai
il coraggio di negare il valore dei capolavori
contenuti in quell'album?
Argomento "One more cup
of coffee": ho dato a quella canzone comunque un
voto altissimo, cinque
pallini, cioè "ottimo". E' una grande canzone sia
da un punto di vista musicale
che del testo. Non gli ho dato la C (il
voto massimo della mia
scaletta) forse influenzato dal fatto che non è
mai stata considerata uno
dei capolavori di Dylan, il quale tra l'altro
l'ha un pò trascurata
e l'ha raramente eseguita in concerto. Comunque
registro il tuo voto a
favore. Visto che hai citato questa bellissima
canzone riporto di seguito
alcuni aneddoti e testimonianze relative ad
essa che magari potrebbero
interessare chi non li conosce:
Nel 1975 Dylan si recò
in Francia, ospite dell'amico David Oppenheim
(che tra l'altro è
l'autore del murale che decorava il retro copertina
di Blood on the tracks).
Durante questo soggiorno di sei settimane Dylan
scrisse appunto "One more
cup of coffee (The valley below)" la cui
ispirazione fu data a Bob
da una sua visita ad un grande Festival
Gitano, proprio nel giorno
in cui egli festeggiava il proprio
trentaquattresimo compleanno.
A parlare in questa canzone è
probabilmente Dylan in
prima persona che era rimasto affascinato dalla
figura di una delle figlie
del Re di questi gitani. Racconto di Dylan:
"Andai nel Sud della Francia
a vedere il Re dei Gitani. Questo tizio
aveva dodici mogli ed un
centinaio di figli; di mestiere faceva
l'antiquario ed era proprietario
di un magazzino di robivecchi, ma prima
che mi recassi a fargli
visita aveva avuto un attacco cardiaco. Tutte le
sue mogli ed i suoi figli
se n'erano andati... Se ne torneranno una
volta che sarà defunto.
Annusano la morte, e se ne vanno." (1977)
Per la cronaca il mio verso
preferito di questa canzone (ed uno dei miei
preferiti di Dylan) è
quello che recita: "But I don't sense affection,
no gratitude or love. Your
loyalty is not to me but to the stars above".
Infine citi Leonard Cohen...
Cosa dire? E' un grande, sono d'accordo con
te, che forse ha il solo
difetto (ma è un difetto poi?) di non essere
riuscito o non aver voluto
"commercializzare" eccessivamente le sue
canzoni a differenza di
Dylan che è riuscito a mediare l'aspetto poetico
con quello "rockettaro".
Ciao, Michele "Napoleon
in rags"
38) Non conosci Robert Johnson (1911-1938: 27 anni come i grandi miti)?
un paio di indirizzi:
http://www.blueflamecafe.com/Robert_Johnson.html
http://webdvl.com/johnson/index.html
e stai attento che ti ritiro la qualifica di "professore".
Ciao, Carlo.
Grazie per la tua segnalazione,
Carlo. Mi documenterò anche perchè credo
che la musica di Robert
Johnson, avendo da quello che ho capito diverse
attinenze con quella di
Dylan, mi piacerà sicuramente. L'invito a
visitare i links segnalati
sopra da Carlo è esteso agli altri dylaniati
in linea anzi, colgo l'occasione
per invitare a segnalare di volta in
volta siti con riferimenti
indiretti a Bob Dylan (quelli dedicati
prevalentemente a Bob sono
già ampiamente documentati nella mitica "Bob
Links" di Bill Pagel...).
39) Caro Michele,
avrei una domanda da farti, vediamo se puoi aiutarmi
: ci sono
due cose di Dylan che non ho mai capito in fondo
cosa sono, e
cioè "Advice for Geraldine on her miscellaneous
birthday" e "My life in
stolen moment". Sai dirmi per caso che tipo di
testi sono ? Se sono
canzoni, liner notes o non so cosa. Fatti sentire.
Grazie, Leonardo.
Allora: per quanto riguarda
"My life in a stolen moment, si tratta di
una poesia in versi sciolti
scritta nel 1963. Dylan la recitò
addirittura il 12 aprile
di quello stesso anno durante il concerto
tenuto alla New York Town
Hall unitamente ad un'altra sua poesia dal
titolo "Last thoughts on
Woody Guthrie", in una delle rarissime
"esecuzioni" in pubblico
dei suoi componimenti poetici. Si tratta di una
poesia autobiografica un
pò romanzata che venne inizialmente stampata
sui programmi dei concerti
di Bob del 1963/64 e poi ufficialmente
inserita nell'antologia
dal titolo "Writings and Drawings". In My life
in a stolen moment Dylan
ricorda il proprio passato ed inserisce qua e
là alcuni racconti
probabilmente inventati di sana pianta per creare un
alone di mito e di mistero
intorno al suo personaggio. Dylan ad esempio
afferma di essere scappato
di casa quando era ancora un bambino... Un
altro aneddoto rimasto
famoso è quello per cui Dylan asserisce di avere
frequentato l'Università
usufruendo di una falsa borsa di studio. Sempre
nel campo dei racconti
epici tesi a crearsi un passato leggendario c'è
quello famoso in cui dice
di avere viaggiato in lungo ed in largo negli
Stati Uniti partendo da
Minneapolis per poi giungere a New York dopo
avere attraversato Texas,
California, Oregon, Stato di Washington, Nuovo
Messico e Louisiana. In
My life in a stolen moment inoltre Bob afferma
di avere imparato a suonare
la chitarra, a cantare e comporre canzoni
"senza avere mai trovato
il tempo di chiedersi il perchè...". In quel
periodo Dylan scriveva
poesie e frammenti di testi un pò dovunque ed al
proposito ecco come egli
stesso spiega questa sua frenesia: "Ero
convinto che sarei morto
giovane, che non avrei vissuto a lungo, così
scrivevo le mie poesie
su qualunque cosa mi capitasse sottomano, le
copertine dei miei album,
di quelli di Joan, ovunque...".
(La Joan che Bob nomina
è ovviamente Joan Baez).
In seguito Bob rielaborò
My life in a stolen moment e sembra che quel
materiale dovesse servire
per una sorta di autobiografia che solo in
anni recenti è stata
parzialmente recuperata grazie al rinvenimento di
alcuni manoscritti a cui
è stato dato il nome di "Manoscritti Margolis &
Moss" (credo dal nome dei
proprietari). Sono datati 1963 e sono composti
da centoventi righe scritte
a macchina e sono relative ai ricordi di Bob
del Natale del 1959.
Ecco alcune dichiarazioni
di Bob al riguardo ed alcuni stralci dei
Manoscritti Margolis &
Moss:
Bob Dylan: (riferito a
questa ipotetica biografia ispirata da My life in
a stolen moment) Parla
della mia prima settimana a New York... Parla di
qualcuno che è giunto
alla fine di una strada, sa che davanti a sè c'è
un'altra strada ma non
sa esattamente dove, però sa che non può tornare
indietro per la strada
appena percorsa... Non ero mai stato a New York
prima, e poichè
conservo ancora tutti quei ricordi ho deciso di metterli
su carta." (1963)
Frammenti dei Manoscritti
Margolis & Moss: "Amo Judy. (nota di Michele:
Judy Rubin, la ragazza
di Bob intorno al 1959) Anche Judy dice di
amarmi, ma dice anche sempre
di essere troppo occupata. Le ho detto che
la amo... la odio perchè
sento che ella non mi ama... Vorrei non amarla,
vorrei che lei mi invitasse
per Natale, Cristo santo".
"Da che ho ricordanza le
ragazze mi hanno sempre sbattuto il telefono in
faccia (nota: ancora con
riferimento a Judy)... Ognuna di loro mi
promette che sarà
l'ultima".
(Con riferimento alla madre
di Judy Rubin, contraria alla relazione
della figlia con Dylan)
"Ring ring risponde sua madre/Sua madre mi
odia/Mi snobba un pò...
Vuole il meglio per sua figlia/Borghese
stronza/Stronza d'una madre...
Mi parla con tono di sufficienza quando
sa/Che sono io a chiamare".
"Ciò che ho visto
nella mia fraternity house penso riassuma a grandi
linee ciò che accadeva
nel mondo intero... mutande... gente in mutande
che viene ispezionata da
altra gente con uno sguardo duro negli occhi...
larghi sorrisi beffardi,
ruvide magliette... cosa cazzo tutto ciò abbia
a che fare con l'apprendere
non l'ho mai capito, e spero di non capirlo
mai...".
Per quanto riguarda invece
"Advice to Geraldine on Her Miscellaneous
Birthday", si tratta di
un componimento free form dell'ottobre del 1964
che Dylan fece stampare
sul foglio del programma di un concerto da lui
tenuto a New York quello
stesso mese. Si tratta di una presa in giro di
quei critici che avevano
recensito negativamente la sua esibizione al
Newport Folk Festival del
24 luglio 1964 (quello cioè tenuto un anno
prima di quello più
celebre con la famosa contestazione al Dylan
elettrico). Robert Shelton
ad esempio aveva affermato che Dylan era
drogato e che la sua performance
era stata deludente. Ecco altre
critiche estrapolate da
una pagina di "Jokerman": "Irwin Sibler scrisse
su Sing out una lettera
aperta a Bob Dylan accusandolo di scrivere
canzoni intrise di mieloso
sentimentalismo ed in generale di deludere i
propri vecchi amici, concludendo
che il vecchio Dylan non avrebbe mai
fatto sprecare loro del
"tempo prezioso" (nota di Michele: con probabile
ironico riferimento ad
un celebre verso di Don't think twice it's all
right). Anche Broadside
lo criticò. Paul Wolfe affermò che la sua
performance rappresentava
la rinuncia alla musica dedicata all'impegno
sociale da parte del suo
maggiore profeta, un'osservazione abbastanza
astuta indebolita da un'altra
sua affermazione secondo la quale le nuove
canzoni "degeneravano nella
confusione ed erano totalmente innocue".
Le canzoni in questione
erano praticamente quelle che sarebbero apparse
poi su Another side of
Bob Dylan e Bringing it all Back Home (It ain't
me babe, Mr.Tambourine
man, All I really wanna do, Chimes of freedom, To
Ramona). In "Advice to
Geraldine...", quindi, Bob confuta ironicamente
queste critiche.
Michele "Napoleon in rags"
40) Grazie Michele per le
ulteriori notizie su "One more cup of coffee", le
coincidenze aumentano:
ho sempre desiderato partecipare, e forse questo
è l'anno buono,
alla festa gitana che si tiene in Camargue tra il 25 e
il 28 maggio, "Fete des
Saintes-Marie-de-la-Mer"; ad essa partecipano
tradizionalmente
tutti i grandi cantanti e musicisti gitani, tra i
quali quelli delle famiglie
Reyes e Baliardo, i cui rampolli formarono
nel 1980 i "Gipsy Kings".
Non vorrei risultare un
rompiscatole, ma ho da segnalarti un altro
piccolo inconveniente:
in fondo alla seconda ed alla terza pagina della
posta si invita a partecipare
alle discussioni utilizzando l' "indirizzo
riportato all' inizio di
questa pagina", che però non c'è, perchè si
trova solo all'inizio della
prima pagina; forse sarebbe più efficace
riportarlo anche alla fine
di ogni pagina, sempre nell' ottica
apostolica.
Un quesito: l' unico libro
che ho mai comprato di e su Dylan è Tarantula
(in italiano) ma non ho
potuto leggerlo perchè alla prima pag. mi sono
chiesto ciò che
si chiese Greil Marcus la prima volta che ascoltò "All
the tired horses", prima
traccia di Self Portrait. Tu ci sei
riuscito? Sono stato troppo
pigro? Esiste una chiave di lettura? Non è
traducibile in italiano?
Ciao
branca@tiscalinet.it
Allora, innanzitutto ti
auguro di poter fare il viaggio di cui parli in
Camargue che è una
regione stupenda ed il discorso dei gitani mi sembra
particolarmente affascinante
(e poi chissà magari in quel periodo
potresti avere la fortuna
che anche Dylan faccia una capatina da quelle
parti visto che sembra
proprio che in maggio "EGLI" sia in Europa per il
suo tour - vedi trafiletto
in fondo a questa lettera).
Per quanto riguarda la
tua richiesta sul perfezionamento della pagina
della posta, hai ancora
una volta perfettamente ragione e ti ringrazio
per la segnalazione. Giro
la richiesta al mio amico Andrea che con i
potenti mezzi messi a disposizione
della AndygiProductions provvederà
immantinente alla modifica
(vero Andy?).GIA FATTO!
Per quanto riguarda il
discorso "Tarantula" credo che molti si siano
fatti la stessa tua domanda
che, come ironicamente tu scrivi, non
dovrebbe essere dissimile
da quella famosa che si pose Greil Marcus
quando recensì "All
the tired horses", la prima canzone dell'album di
Dylan "Self portrait" (per
coloro i quali non conoscano questo colorito
aneddoto diciamo che Greil
Marcus, influente critico musicale, scrisse
testualmente parlando appunto
di All the tired horses e dell'album Self
Portrait: "Che è
'sta mer**?", in un famoso articolo su di un importante
rivista, se non vado errato
era "Rolling Stone", suscitando la reazione
di Dylan che in una intervista
successiva, richiesto di un giudizio sul
grande Greil Marcus affermò:
"Chi? Greil Marcus? Ha la testa piena di
mer**!". In realtà
comunque Dylan e Marcus erano e sono ancora oggi
grandi amici e proprio
di recente Marcus ha scritto un interessante
libro dal titolo "La repubblica
invisibile" in cui prende in esame le
mitiche sessions informali
tenute nella cantina di Big Pink, la casa di
proprietà di Bob
a Saugerties, in cui nel 1967 Dylan e The Band
registrarono una marea
di canzoni poi pubblicate in parte su "The
basement tapes").
Tornando a Tarantula, beh...
effettivamente è un libro un pò duro da
digerire soprattutto se
ci si aspetta di seguire un filo logico o una
narrazione tradizionale.
E' un fiume di immagini, parole, frammenti
scritti da Dylan in puro
stile flusso di coscienza utilizzando la
tecnica allora in voga
della cosiddetta "scrittura automatica" per cui
l'autore mette su carta
tutto quello che gli passa in quel momento per
la testa stimolato magari
da particolari atmosfere, situazioni,
immagini. Aggiungi poi
che Dylan è un maestro del nonsense, dei giochi
verbali, dei doppi sensi
e che anche nelle sue canzoni spesso ha fatto
ricorso a questo tipo di
scrittura (pensa a canzoni come Subterranean
Homesick Blues, I shall
be free, Motorpsycho Nitemare, ed in genere a
molti pezzi di album come
Blonde on blonde e Highway 61 Revisited).
Comunque, secondo me, Tarantula
è un libro interessante se lo si legge
lasciandosi trasportare
dal flusso delle parole come fosse una sorta di
canzone. Del resto il grosso
problema di traduzione di quel volume era
costituito proprio dal
fatto che Dylan aveva scritto la maggior parte di
quei testi come fossero
quasi delle canzoni, privilegiando quindi la
sonorità musicale
degli stessi piuttosto che una qualsiasi
comprensibilità
lessicale. Le parti più comprensibili e quindi
maggiormente fruibili anche
da chi non abbia voglia di stare dietro ai
voli pindarici di Bob sono
quelle scritte in forma di lettera e firmate
da Dylan con coloriti pseudonimi
tipo "Spartineve galleggiante" o
"Charlie Papero". Me ne
ricordo in particolare uno in cui Dylan parla di
come fare delle sculture
in burro che era veramente geniale ed
incredibilmente divertente
come geniali sono molte parti di Tarantula,
soprattutto quelle acide
ed ironiche in cui Dylan prende in giro, come
sua abitudine all'epoca,
i "dotti, medici e sapienti" che sezionavano
la sua vita alla ricerca
di messaggi e verità universali.
L'ideale comunque sarebbe
leggere Tarantula in inglese e se ti interessa
puoi trovarlo integralmente
in rete nel sito di quel buontempone di
A.J.Weberman (parlo di
Dylanology, lo conosci no? è quel pazzerello che
una volta sì ed
un'altra pure scrive sul suo sito che Dylan è un
drogato, uno st****, un
traditore, un malato terminale ma che poi ha
costruito la sua vita all'ombra
di Dylan idolatrandone l'icona... Parlo
di lui nella pagina della
posta di Maggie's Farm in risposta ad un
nostro amico, è
la domanda numero 16 della prima parte).
Ciao, Michele "Napoleon
in rags"
| Ed ora
una buona notizia, dylaniati all'ascolto... Incrociate le dita,
toccate tutto quello che volete, ma sembra, parrebbe, potrebbe darsi che... effettivamente Bob arrivi dalle nostre parti. Ecco di seguito una lista di date non confermate del prossimo tour europeo di Mr.Zimmy (thanx to Mr. Karl Erik Andersen di Expecting rain) che farebbe sperare di averlo ad un tiro di schioppo dal nostro Belpaese (sperèm...!) BOB DYLAN - THE NEVERENDING
TOUR - TOURNEE EUROPEA DI MAGGIO (DATE NON
And now a personal call:
|
41) Ciao a tutti i dylaniani.
Sono ancora Arcangelo.
Scusa il ritardo Michele. Volevo farti i
complimenti per come stai
facendo mano mano evolvere il sito, davvero
sempre + straordinario.
Ogni giorno conosco un
pò di + BOB grazie anche a tutti voi e sopratutto
a te.
Ho comprato sia Blood on
the tracks che Oh Mercy, sono a dir poco
stupendi (anche se preferisco
John Wesley Harding).
Volevo saperne un pò
di + sul cambiamento di voce di Bob negli anni
'70(posseggo Before the
flood e odio come eseguono Highway 61
revisited).
Ho letto nella tua biografia
di Bob qualcosa ma volevo saperne di +.
Volevo dire un'altra cosa.
Secondo il mio modestissimo parere(di un
15enne che ascolta Dylan
non certo al pari vostro) nella canzone A hard
rain's a-gonna fall, Dio
parla con il figlio Gesù (dagli occhi blue,
cioè tristi) e questi
gli racconta l'esperienza terrena (lo hai detto
tu stesso che questa canzone
è piena di riferimenti biblici).
Fammi sapere la tua.
Non riesco proprio a trovare
da nessuna parte "Renaldo e Clara".
Non mancherò certamente
all'apputamento nella chat (comunque gli insulti
continuano e ora si sono
messi pure i miei che hanno detto "Non ti pare
di stare esagerando con
questo Bob Dylan?").
Ti prego rispondimi.
Esposito "Mr tamburino"
Arcangelo
Allora, bentornato tra noi
Arcangelo... Abbiamo sempre bisogno di forze
fresche nella nostra pagina
della posta quindi scrivi scrivi scrivi...
Andiamo in ordine: intanto
grazie per i complimenti da estendersi ad
Andrea Garutti che cura
graficamente ed esteticamente il sito ed
all'amico Leonardo Mazzei
che collabora con me nella sezione "Testi in
italiano" (sono sue le
traduzioni di moltissimi testi della prima parte
di quella sezione). Ovviamente
però i ringraziamenti più importanti sono
per voi che ci scrivete
e visitate il nostro sito e senza cui non
avremmo ovviamente ragion
d'essere.
Hai fatto benissimo ad
acquistare Blood on the tracks ed Oh mercy ai
quali ormai diamo di diritto
la palma degli album più votati e più
citati nella nostra "Talkin'
Bob Dylan blues". Non a caso sono i due
album che occupano i primi
due posti della nostra classifica nella
sezione "Ascoltare Dylan"...
Quanto a John Wesley Harding, io lo reputo
inferiore ai due citati
prima anche se devo riconoscere che mi piace
moltissimo, soprattutto
canzoni come Ballad of Frankie Lee and Judas
Priest, I'll be your baby
tonight, All along the watchtower ed As I went
out one morning... E' un
disco dall'atmosfera molto particolare,
assolutamente affascinante
e adoro la voce che Dylan adotta in questo
album.
Ed a proposito di voce,
visto che mi chiedi dei ragguagli sul modo di
cantare di Bob nel corso
degli anni, facciamo il punto:
prima del suo primo disco,
"Bob Dylan" (parliamo degli anni 1958/1961),
Dylan si esibisce in varie
coffee house e, testimonianza di molti amici
ed amiche dell'epoca, egli
ha una voce completamente differente da
quella che poi adotta nel
suo primo album ed in genere nel primo periodo
della sua attività
discografica. Una voce che gli amici di cui sopra
definiscono molto profonda,
melodiosa, decisamente bella.
Invece il primo Dylan resta
famoso per la sua voce roca, nasale,
spigolosa. Il motivo di
tutto ciò, secondo le testimonianze dell'epoca,
era dovuto al desiderio
di Dylan di somigliare quanto più possibile al
suo idolo Woody Guthrie.
Dylan cominciò a fumare un numero spropositato
di sigarette ogni giorno
per arrochire la propria voce. Addirittura non
si curò deliberatamente
una bronchite (che per questo motivo sembra
diventò cronica)
proprio per far sì che la voce diventasse quanto più
possibile roca e nasale.
Quando uscì l'album
"Nashville Skyline" si verificò il primo "cambio di
voce" di Dylan. Tutti i
fans di Bob rimasero assolutamente sconcertati
quando ascoltarono i primi
versi di "Girl from the north country"
(cantata in quell'album
in coppia con Johnny Cash) in cui la voce di
Dylan era incredibilmente
diversa da quella solita e pressochè
irriconoscibile. Una voce
pastosa, profonda, molto melodiosa. Una voce
da crooner, da cantante
confidenziale, quasi alla Elvis, con qualche
accenno a Frank Sinatra
o Bing Crosby, ed ovviamente allo stesso Johnny
Cash. Addirittura molti
azzardarono (e molti altri erano convinti della
cosa) che in realtà
non fosse Bob Dylan a cantare in quel disco ma un
altro cantante scelto da
Bob per interpretare le sue canzoni ed al quale
Dylan avrebbe "prestato"
il nome. Inutile dire che questa era una
fantasticheria. Diciamo
piuttosto che quel disco in particolare dimostra
la grande duttilità
della voce di Dylan che, tra l'altro, aveva smesso
di fumare in quel periodo
così da addolcire nuovamente la sua voce. Gli
amici dei primi tempi,
quelli di Minneapolis e di St.Paul in
particolare, quando ascoltarono
"Nashville Skyline" ritrovarono il Dylan
che conoscevano, quello
che da ragazzo sfoggiava appunto quella voce
così melodiosa e
profonda.
Questo tipo di voce fu
mantenuta da Bob anche nei dischi successivi,
"Self Portrait" e "New
Morning".
Con "Planet Waves" e soprattutto
con "Blood on the tracks" invece Dylan
tornò alla voce
acida, dura, cattiva di un tempo anzi, se possibile, la
incattivì ulteriormente.
Soprattutto dal vivo Dylan cominciò ad adottare
una voce, per così
dire, "strillata". Cominciò ad urlare le proprie
canzoni piuttosto che cantarle.
Un esempio di questo modo di cantare è
dato proprio dal doppio
live che tu citi, Before the flood (con The
Band), e dai molti bootleg
live del periodo 1974/1977. E' quel tipo di
voce che Dylan ha nel mitico
(e più volte citato in questa sede) video
"Hard Rain". Quella voce
che sovrastava tutte le altre. Al proposito ho
di recente rivisto un divertente
commento di Joan Baez, che proprio in
quel periodo era stata
"costretta" a fare i conti con Bob in quel senso.
In un'intervista Joan aveva
ricordato il periodo "Renaldo and Clara" ed
in generale quello della
Rolling Thunder Revue... Ridendo Joan ricordava
che Dylan pretendeva che
lei e lui cantassero i duetti sullo stesso
microfono e non su due
microfoni separati e che lei praticamente era
sovrastata dalle urla di
Bob. "Era inutile. Non riuscivi a superarlo..."
diceva Joan, e ridendo
aggiungeva "Bob è fatto così... Bisogna
accontentarlo e cercare
in qualche modo di stargli dietro...".
Scrivi di odiare come Bob
canta "Highway 61 revisited" in Before the
flood e quindi credo che
tu non apprezzi appunto tutto quel periodo (per
quanto riguarda la voce
intendo). Io invece devo dire che qui non sono
d'accordo con te, anzi
quello è uno dei miei periodi preferiti anche a
livello di voce e modo
di cantare. Posso essere d'accordo con te che in
certi casi quella voce
può risultare forse eccessivamente esasperata,
appunto troppo "urlata",
ma si adatta secondo me benissimo alla rabbia
che Dylan aveva in quel
periodo ed anche al tipo di canzoni che scriveva
(pensiamo a cose come "Idiot
Wind", "Dirge", "Hurricane", "Going going
gone", "Shelter from the
storm", "Isis" ed a molte altre di Planet
Waves, Blood on the tracks
e Desire, che certo sarebbero state
improponibili se cantate
da Bob con la voce sdolcinata di I'll be your
baby tonight o Peggy Day).
Cosa ne pensano gli altri dylaniani in linea?
Votate per la voce 67/72
o per quella 73/77 (o preferite un altro
periodo ancora?).
E proseguendo con i periodi,
appunto, arriviamo agli anni '80 in cui la
voce di Bob cominciò
a deteriorarsi. Probabilmente cominciarono a farsi
sentire le migliaia di
sigarette fumate anche se molti sostengono invece
che in realtà l'affievolimento
ed il graduale arrochimento della voce di
Dylan fossero dovuti proprio
al fatto di avere cantato per i molti anni
precedenti a "gola spiegata",
urlando i propri versi senza risparmiarsi.
Generalmente il periodo
considerato peggiore, quello in cui la voce di
Bob si era ridotta ad un
incomprensibile mormorio, è quello dei primi
anni novanta e molti identificano
l'apice di tutto ciò con il concerto
del Madison Square Garden,
quello per festeggiare i 30 anni di attività
di Dylan. Una prova a sostegno
di questa tesi è data dal fatto che Bob,
caso più unico che
raro nella sua carriera, decise di sovraincidere la
propria voce nel disco
tratto da quel concerto, nella canzone "My back
pages", non essendo soddisfatto
della sua prestazione vocale.
Ho sentito dei recenti
concerti e devo dire che attualmente la voce di
Dylan è eccezionale,
veramente fantastica...
E, per concludere il capitolo
voce, riporto di seguito quanto scritto
nel 1979 da Jann Wenner,
direttore della celebre testata "Rolling
Stone", prestigiosa rivista
di critica musicale, una analisi che
vi consiglio di far leggere
a tutti quegli umoristi in erba che ancora
ci divertono di tanto in
tanto con battute tipo "Bob Dylan? Sì un grande
poeta... ma non sa cantare!"
(dei veri buontemponi che però, se non
altro, di tanto in tanto
ci strappano ancora qualche risata in questo
triste mondo):
Jann Wenner (il riferimento
è all'album "Slow train coming"): "Da un
punto di vista musicale,
questo è probabilmente il lavoro più bello di
Dylan, una rara unione
di ispirazione, desiderio e talento che fonde
assieme, in modo completo,
forza, visionarietà e arte. Bob Dylan è il
più grande CANTANTE
dei nostri tempi; nessuno è migliore di lui;
nessuno, obiettivamente,
riesce neanche ad avvicinarglisi. La sua
versatilità e le
sue doti vocali restano ineguagliate, il suo timbro ed
il suo feeling sono superiori
a quelli di chiunque altro. Più che la sua
abilità con le parole,
più che la sua capacità analitica e
introspettiva, il più
grande dono che gli ha dato Dio è la sua VOCE".
(Jann Wenner, direttore
di "Rolling Stone", 1979).
Per quanto riguarda la
tua interpretazione di A Hard Rain's a-gonna
fall, devo dire che è
decisamente affascinante. Personalmente non ci
avevo mai pensato ma devo
dire che non è affatto campata in aria se si
legge il testo in una certa
ottica. Certo non tutti i versi
collimerebbero con questa
prospettiva, però certi riferimenti sarebbero
sicuramente appropriati
come ad esempio nei versi che recitano
"And I'll tell it and think
it and speak it and breathe it,
And reflect it from the
mountain so all souls can see it,
Then I'll stand on the
ocean until I start sinkin'"
(E lo dirò, lo penserò,
lo respirerò, e lo rifletterò su una montagna
così che tutte le
anime possano vederlo, poi starò sull'oceano fino a
quando incomincerò
ad affondare), versi che possono rimandare a concetti
evangelici come "In principio
era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e
il Verbo era Dio" (dal
Vangelo di Giovanni). E personalmente penso
anche a "Suzanne" di Leonard
Cohen nella versione di Fabrizio De Andrè
che recita "E Gesù
fu marinaio finchè camminò sull'acqua, e restò per
molto tempo a guardare
solitario dalla sua torre di legno...". Anche una
frase come "I met a young
woman whose body was burning", mi dà
sensazioni "evangeliche"
e mi rimanda con la mente ad un traditional
e riarrangiato anche dal
Reverendo Gary Davis e da Dave Van Ronk
(oltre che dallo stesso
Dylan) e cantato anche da Bob nei primi anni 60,
"Jesus met a woman at the
well".
Ovviamente anche lo stesso
titolo ed il ritornello che parlano di una
dura pioggia oppure versi
quali "Ho sentito il rombo di un tuono, che
suonava come un avvertimento,
ho sentito il fragore di un'onda che
potrebbe affondare il mondo
intero" rimandano con la mente al Libro
dell'Apocalisse, ed a concetti
quali quello del Diluvio universale o del
Giudizio universale. Personalmente
poi, ma la mia è una sensazione
indefinita che non saprei
collegare a nessun passo particolare tratto da
testi religiosi o relativi
alla figura di Cristo, mi suonano un pò
"evangelici" anche versi
come "Ho visto un ramo nero con del sangue che
ne scorreva, Ho visto una
stanza piena di uomini ed i loro martelli
erano insanguinati, Ho
visto una scala bianca ricoperta d'acqua, Ho
visto diecimila persone
parlare e le loro lingue erano spezzate, Ho
visto armi e spade affilate
nelle mani di bambini", ed in genere il tono
profetico e messianico
di tutta la canzone.
Per quanto riguarda gli
"insulti" che contiunano a piovere su di te
posso solo darti due consigli,
il primo, per restare in tema evangelico
è "Perdonali, poichè
essi non sanno..." il secondo, più prosaico ma con
un'ascendenza comunque
divina derivando appunto dalla Divina Commedia di
tal Dante Alighieri: "Non
ti curar di lor ma guarda e passa...".
Ciao e alla prossima da
Michele "Napoleon in rags"
42) Ciao Michele,
sono Roberto Bergadano,
non ci siamo più sentiti, ma ho visto che stai
sviluppando intensamente
il sito e ti faccio i miei complimenti!
Sono entusiasta di questa
chat line ITALIANA su Bob, però non riesco a
...partecipare!
Ho seguito le istruzioni,
mi sono iscritto dove dovevo, ma mi blocco
perché il programma
non si carica quando 'clicco' su LISTA STANZE, da
cui dovrei selezionare
< Dylan_Baez_americanfolkmusic_Chat
>
o qualcosa di simile per
poter entrare.
Spero di venire a sapere
direttamente da te o tramite il sito come
superare i problemi.
PS
Ieri 14 Bob ha eseguito
CAT'S IN THE WELL, chissà se ha cantato il verso
con Bumpety Bump?
Rimanga tra noi, ti confesso
di aver pensato che tralasciando APPOSTA
qualche risposta al quiz,
tu abbia
saputo renderlo ancor più
allettante per i ragazzi che ti seguono.
Ciao Roberto
Risposta di Michele: Ho
avuto anch'io i suddetti problemi con ciaoweb e
non ho potuto ahimè
partecipare alla chat... Magari in futuro troviamo
un altro sistema... Grazie
per i complimenti e... fatti sentire più
spesso...abbiamo bisogno
di discussioni sempre diverse nella nostra
pagina della posta di Maggie...
| SQUILLINO
LE TROMBE, RULLINO I TAMBURI! E' UFFICIALE!!!!!
BOB DYLAN SUONERA' IN ITALIA IN MAGGIO. PER IL MOMENTO DUE DATE SEMBRANO FISSATE. ECCOLE DI SEGUITO: SABATO 27 MAGGIO 2000 PERUGIA
(cominciate a risparmiare
i soldi per il viaggio... NON POTETE MANCARE!)
|
43) Ciao, sono Paolo, un "dylaniato".
Ho appreso come voi che Dylan dovrebbe
suonare a fine maggio in Italia,
ma vorrei segnalare, soprattutto
per chi abita al nord, che è già stata
fissata una data (6 maggio) a Zurigo.
Io domani mi compro i biglietti...
Mi è piaciuta l'idea di
segnalare le versioni live più belle. Anch'io
trovo strepitosa "My Back Pages"
di "Bathed in a stream of pure heat", e
secondo me è fantastica
"Forever Young" su "At the Globe Arena" e su
"The Final Night and more", su
cui c'è pure una meravigliosa "Tomorrow's
a long time".
E non dimentichiamoci "Simple Twist
of Fate" su "Christiania" e "Shelter
from the Storm" su "Breadcrumb
Sins". E la "Visions of Johanna" di "From
Broadway to the Milkyway", "Love
Minus Zero-No Limit" di "San Jose
Revisited", "Joey" di "Brixton
blues", "Tangled up in Blue" e "Masters
of War" di "Salt for Salt". E via
dicendo...
Complimenti per il sito. Ho visto
che avete indicato album per album
tutte le canzoni di Bob con tanto
di voto accanto. Per la gioia di noi
poveri fans, non sarebbe secondo
voi interessante predisporre una
casellina a fianco di ogni canzone
affinché pure noi riuscissimo a
comunicarvi un sospiratissimo "giudizio",
e poi voi potreste fare le
medie e le statistiche...
Complimenti per il sito. L'ho già
detto ma lo ripeto. E buon lavoro.
Paolo.
Ciao Paolo,
grazie per la tua mail... e grazie soprattutto per i
complimenti.
La tua idea di inserire in Maggie's Farm una pagina per
inserire
i vostri giudizi sulle singole canzoni di Dylan mi sembra
ottima e
giro subito la cosa al nostro Andy sperando che egli possa
trovare un
sistema pratico e graficamente carino per consentire tutto
ciò
(ok Andy, ok... non voglio mettere in dubbio la tua abilità...
quindi correggo:
giro subito la cosa al nostro Andy che TROVERA'
sicuramente
un sistema etc etc...).
Ok, registriamo
le tue preferenze per quanto riguarda le versioni live
dei pezzi
di Bob e personalmente mi associo in particolare al tuo
giudizio
su Love minus zero e Joey che trovo splendide nelle versioni
che tu citi.
Restiamo in attesa dei pareri di altri dylaniati...
Per quanto
riguarda il concerto di Zurigo... E' vero, si potrebbe andare
a vedere
anche quello (quindi Zurigo, Perugia, Milano... una vera manna
per noi fans
italiani, un pò meno per i nostri portafogli... ma per Bob
questo ed
altro...). Mi raccomando... quando andrete in giro a vedere
Dylan a Maggio
fate, se potete, fotografie, video, scrivete delle
recensioni
dei concerti e quant'altro vi pare... Potremmo poi dedicare
una pagina
del nostro sito a tutto ciò...
Ciao Paolo
e rifatti vivo quando vuoi
Napoleon
in rags
44)
Ciao
Michele, sono Anna
Qualche giorno fa ho mandato una e-mail con qualche
commento sulla lista
delle "versioni migliori" (mi sono lasciata prendere
un po' la mano, il
file era un po' lungo!) ma non ho visto nulla
nella posta di maggie's
farm, forse mi sono dimenticata di specificare
che potevi pubblicare
tutto, anche l'indirizzo, o forse ho fatto qualche
pasticcio nell'invio
e non ti è arrivato nulla, fammi sapere
!
Ora avrei da sottoporti qualche idea su THC perchè
le considerazioni del
nostro amico polacco Artur mi hanno veramente
colpito. Ho pensato che
effettivamente il tema della canzone è
proprio la morte e quella strana
donna pallida (white skin) con assassin's eyes
potrebbe proprio essere
la personificazione della morte; gli sta addosso
(on my lap - ricordate
che un paio di anni fa Dylan si è ammalato
di istoplasmosi e ha
rischiato parecchio !) e beve champagne, forse
per brindare ad una
possibile vittima ?
Ho pensato poi che forse quello che è
cambiato (things have changed) è
il rapporto con la morte: ad un certo punto si
è costretti ad
accettarla, a portarsela sempre appresso, wheelin'
her in the street,
arrivando quasi ad innamorarsene anche se non
ci piace e a non
preoccuparsene tanto perchè qui siamo
solo di passaggio.
E' stupefacente come Dylan riesca a parlare della
morte senza essere
tragico !
A me piace soprattutto il verso I'm looking up
into the sapphire
tempered skies : che importanza possono avere
all the truth in the world
se si riescono ad avere di queste visioni !!
Ora spero proprio di poter ascoltare questo pezzo
live (sicuramente
andrò ad almeno un paio dei prossimi concerti
- forse tre - e mi prenoto
già da adesso per inviarti qualche commento).
Ciao - Anna
kalia@altavista.net
Ciao Anna, allora: non ho
ricevuto la tua precedente lettera... quindi
ti prego di rispedirmela
e verrà senz'altro inserita... Per quanto
riguarda le tue osservazioni
su Things have changed: GRANDE!!!
Mentre leggevo la tua mail
mi sono sorpreso veramente di come tutto
collimasse e devo farti
i complimenti per aver interpretato alla grande
tutti quei versi. Poi magari
Bob non voleva dire quello (chissà
realmente cosa passa per
la mente di Mr.Zimmy???) ma sicuramente la tua
analisi è incredibilmente
valida ed intelligente.
Sottoscrivo pienamente
la frase in cui dici che Dylan è capace di
trattare temi come questo
senza scadere nel tragico o nello scontato, e,
aggiungo io, è uno
dei pochissimi a riuscire a scrivere versi talmente
potenti ed allo stesso
tempo fluidi, comunque mai banali o già sentiti,
ma del resto... stiamo
parlando di DYLAN.
Non so se noi dylaniati
abbiamo una specie di contatto telepatico
inconscio ma anche per
quello che riguarda me il verso migliore della
canzone è quello
che citi ("...guardo in alto verso i cieli di colore
blu zaffiro") comunque
considero in toto il testo di Things have changed
estremamente suggestivo
ed intrigante. Ho visto che Dylan ha ormai
inserito la canzone nella
scaletta fissa dei suoi concerti attuali e
quindi sicuramente la ascolteremo
anche in Italia... A tal proposito
anche io ho preso la folle
decisione di farmi tutti e tre i concerti che
Bobby terrà dalle
nostre parti (Zurigo, Perugia e Milano) anzi a
proposito di quello di
Zurigo grazie all'amico Paolo ho appreso il
numero dell'ufficio al
quale rivolgersi per i biglietti e lo riporto di
seguito nel caso possa
essere di aiuto a qualche altro dylaniato in
linea: 0041/0848800800.
Ricordo che il concerto avrà luogo sabato 6
maggio 2000 all' Hallenstadion
di Zurigo, alle ore 20.00.
Sì, sì, sì,
mandami tutto quello che vuoi riguardo ai concerti,
metteremo tutto in una
pagina speciale di Maggie's Farm... e rinnovo
l'invito anche agli altri
bobcats in ascolto.
Grazie per la tua mail
Anna e fatti viva quando vuoi
Napoleon in rags
45) Caro Michele,
visto che accetti sempre di buon grado suggerimenti
per il tuo sito,
eccotene uno: secondo me dovresti dedicare uno
spazio ai bootleg, che
rivestono, nella conoscenza di Dylan, un ruolo
fondamentale; citerò a
favore della mia istanza alcuni argomenti:
1) la Columbia stessa ha dovuto pubblicare dei
bootleg per varie
ragioni:
Dylan(a fool such as I), Basement Tapes,Biograph,
tutte le Bootleg
Series.
2) senza i bootleg non avremmo saputo dell' esistenza
di canzoni come
Blind
Willie McTell, Series of dreams, Moonshiner,
Emmet Till,....
3) gran parte dell' arte di Dylan si manifesta
dal vivo, con la sua
capacità di dare un volto sempre diverso
alle sue canzoni, e gli album
live
ufficiali sono troppo poco e poco rappresentativi.
Esempio: col solo Hard rain (bellissimo) è
possibile rendersi conto di
cosa
ha combinato quell' uomo nel biennio 75/76?
4) molti bootleg sono album ufficiali che poi
non hanno visto la luce
per
diversi motivi: Live 1963, Dylan/Cash, Rock Solid,
Avignon, Supper club.
5) alcune canzoni sono rimaste fuori dagli album
per motivi bizzarri. E
poi, è possibile che Dylan ricevendo il
Grammy per Time out of mind si
lamenti delle scelte altrui?
Lo so che non ti devo convincere della importanza
dei bootleg e che
forse
anche tu, come me, hai conosciuto Dylan accavallando
senza
discriminazioni
album ufficiali e non, e che senza di essi avresti
una visione solo
parziale della sua opera.
Potresti iniziare con qualcosa tipo "i bootleg
indispensabili"; secondo
me,
per esempio, sarebbe meglio avere un Live completo
del 75 piuttosto che
Dylan (a fool such as I), o Knocked out loaded,
per chi non punta ad una
collezione completa.
Se pubblichi questa lettera, eventuali ulteriori
adesioni, potrebbero
"costringerti" ad una nuova fatica divulgativa.
Ciao, Carlo
Ciao Carlo, mi hai convinto...
metterò quanto prima una pagina dedicata
ai bootleg solo che, essendo
veramente troppi, inizierò con quelli che
ritengo più interessanti
con tanto di scaletta e dati vari e poi
aggiornerò la pagina
di volta in volta con nuovi titoli... Resta
"sintonizzato", Napoleon
46) Ciao,
ti ringrazio innanzitutto per la lieta notizia
(Dylan-live in Italy),
volevo chiederti maggiori informazioni riguardo
alle due date di Perugia
e Milano,
in particolare:
- i luoghi dove si svolgeranno i concerti
- l'agenzia tramite la quale si potranno acquistare
i biglietti
- il tuo giudizio sullo stato di forma in base
alle ultime performance
live di Dylan.
Ti ringrazio per tutte le notizie utili che saprai
darmi,
ciao, Stefano.
Allora Stefano, innanzitutto
grazie per la tua mail, mi fa sempre
piacere rispondere ad un
nuovo amico sulle pagine di Talkin' Bob Dylan
Blues (+ siamo e meglio
è). Per quanto riguarda i dati che chiedi io mi
rifaccio esattamente a
quello che riporta "Bob dates" anche se bisogna
precisare che nel caso
di Milano e Perugia i dati non sono ancora
definitivi e l'ufficializzazione
non è, diciamo così, al cento per
cento. La data di Perugia
viene segnalata con un punto interrogativo
segno che, ovviamente,
non c'è ancora la sicurezza assoluta (ma noi
tutti SAPPIAMO che ci sarà,
vero?). Proprio per questo motivo sono da
prendere con il beneficio
del dubbio anche i luoghi dove i concerti si
terranno che sono segnalati
come: "Filaforum" per quanto riguarda Milano
(non sono praticissimo
di Milano ma ritengo si intenda il Filaforum di
Assago, non credo ne esista
più di uno...) e "Arena Foligno" per quanto
riguarda Perugia. Soprattutto
nel secondo caso non ci sentiamo di
mettere la mano sul fuoco
anche perchè non esiste una struttura con quel
nome esatto; è più
probabile che sia stato usato in senso generico
magari volendo riferirsi
ad una struttura sportiva (sia esso Palasport o
Stadio...). Restiamo quindi
anche noi in attesa di notizie definitive (e
quindi anche di luoghi
definitivi). Ovviamente segnaleremo sul nostro
sito tutte le novità
relative alle date europee che toccherano
direttamente o che per
così dire "sfioreranno" il nostro Paese. Diciamo
comunque che "Bob dates"
segnala come numero telefonico di riferimento
per quanto riguarda Perugia,
il seguente 075/5772445 che viene segnalato
nel sito di cui BD allega
il link, "Perugia.com" e che appartiene all'
Ufficio Turismo del Comune
di Perugia.
Ti ricordo inoltre i dati
relativi al concerto di Zurigo (che potrebbe
interessare molti italiani
del nord vista la vicinanza della città
svizzera). In questo caso,
invece, i dati sono (o dovrebbero essere...)
definitivi:
Il concerto avrà
luogo sabato 6 maggio 2000 allo Hallenstadion di Zurigo
(Svizzera) alle ore 20.00
(apertura cancelli ore 19.00). La capacità per
questo show è di
10.000 posti. Costo del biglietto 50 franchi svizzeri
(circa 60.000 lire italiane).
I biglietti sono già in vendita. Per
informazioni telefonare
al numero 0041/0848800800 (accettate Visa e
Mastercard).
Per quanto riguarda la
tua ultima domanda... beh è la più facile... Le
attuali performance di
Bob sono eccellenti... ho ascoltato e
visto concerti molto recenti
e ti assicuro che Dylan è in forma come non
mai... La sua voce è
a livelli eccezionali e le scalette che sta
proponendo sono quanto
mai intriganti con nuove versioni di pezzi
dimenticati come Country
pie che costituiscono una vera ciliegina sulla
torta. Personalmente non
vedo l'ora di essere a Zurigo il 6 maggio...
Ciao e fatti vivo quando
vuoi,
Michele "Napoleon in rags"
47) Ciao a tutti ed un grosso
GRAZIE a Michele: finalmente uno SPLENDIDO SITO in italiano ! Conosco un
po? di inglese ma devo confessare che con le traduzioni ho a volte qualche
difficoltà (con Dylan però è tutto un altro discorso,
lui riesce con la musica e soprattutto con la voce a tradurre le parole
in emozioni, non mi serve il vocabolario, riuscirei a capirlo anche se
cantasse
in cinese !)
Veniamo al dunque: mi avete
messo in crisi con la ricerca delle versioni migliori delle canzoni di
Bob; mi sono scervellata per parecchio tempo, ho spulciato qua e là
tra cd, bootleg e ricordi e sono giunta alle seguenti conclusioni:
a) la migliore versione
in assoluto non esiste o per meglio dire esistono infinite migliori versioni
e sono quelle che in un particolare momento, in un particolare luogo, ascoltate
con un particolare stato d'animo, vi lasciano per un attimo senza respiro,
vi fanno venire i brividi nella schiena e i crampi allo stomaco, magari
avete ascoltato quella canzone cento volte dicendo sì è splendida,
e poi capita che un giorno all'improvviso cogliete una particolare inflessione
della voce di Bob, un verso pronunciato in un certo modo, un assolo di
chitarra, uno struggente pezzo di armonica che ne fanno qualcosa di nuovo,
stupefacente e di irripetibile e vi domandate come tutto ciò vi
era sfuggito prima. Penso che questo sia dovuto al fatto che l'Arte di
Dylan - e tutta la vera e grande
Arte ha la caratteristica
di essere sia universale che individuale, senza tempo e senza spazio. Perché
Dylan e tutto ciò va avanti da quarant'anni - riesce ad emozionare
nello stesso tempo ragazzi di 18 anni e ultraquarantenni (e già,
ci sono dentro in pieno anch'io ! ma forever young !), italiani americani
giapponesi e polacchi ed a comunicare sentimenti e sensazioni diverse a
ciascuno di noi.
b) mi sembra poi che non
si possano paragonare le versioni in studio con quelle live (soprattutto
quelle che senti dal vivo in concerto, quelle ti restano nel cuore anche
se forse Bob quella sera non era nella sua forma migliore). Non so voi
ma quando sono ad un concerto io divento assolutamente acritica, non capisco
se Bob suona bene o canta bene, a me piace sempre tutto !! Una canzone
ascoltata in un concerto, anche se non eseguita in modo perfetto, ha comunque
una capacità di trasmetterti delle emozioni che la stessa canzone
registrata in studio non ha. A proposito ho trovato questa frase alla fine
di una rewiew del concerto del 15 febbraio 99 a Grand Rapid, Michigan:
Wistful sighs filled the air as the incandescence brightened the vaste
room once again, and we quietly filed out, driving back to our homes, attempting
to love the studio-recorded album on the stereo, but now and forewer perceiving
it as artificial (Brandon Zwagerman). (forse ho un pò
esagerato, anche le versioni
in studio hanno una tale freschezza e spontaneità, ma dopo un concerto
io non riesco ad ascoltare cd per una settimana !!!)
Premesso questo azzardo
un mio piccolissimo elenco:
1) Masters of war: sono
assolutamente d'accordo con Michele, ero anch'io a Collegno, ma a me è
rimasto impresso soprattutto il "nothing" della seconda strofa: potente
e tagliente come una sciabolata.
2) Just like a woman: caro Michele qui arrivano le mie proteste ! Secondo me ci sono innumerevoli splendide versioni live: da quella acustica di Manchester 66 alle più recenti, vedi febbraio 99 Grand Rapid; per me resta insuperabile la versione con Tom Petty, nel video del concerto in Australia, ma io ho nel cuore quella struggente e malinconica all'Arena di Milano nel 1987 in una serata umida e piovosa di ottobre (forse mi sbaglio e l'ho sentita da un'altra parte, ma l'atmosfera del concerto era quella)
3) Mr Tambourine: Milano, Palatrussardi, 1989. All'ultima strofa mi è successa una cosa stranissima, mi sono ritrovata con le lacrime agli occhi, non mi era mai capitato niente di simile in vita mia, non sono particolarmente emotiva -, sono rimasta sconvolta quando Dylan ha pronunciato il verso far from the twisted reach of crazy sorrow con la voce che tremava e poi si faceva sempre più cupa con quel deep beneath the wawes che ti dava la sensazione dell'abisso, delle profondità del mare, in cui dimenticare tutto, ho un nastro con la registrazione di quel concerto ma non lo ascolto molto spesso, mi dà ancora oggi delle sensazioni fortissime, mi fa quasi stare male.
4) Hard rain: splendida la versione del 75, ma avete ascoltato la versione del concerto di Vienna del 99 ? (si trova al sito mp3dylan mi sembra) Potente trascinante e apocalittica come la Nona Sinfonia di Beethoven, è l'unico paragone che mi viene in mente.
5) Shelter from the storm: qui non ci sono dubbi, concerto Hard Rain del 75 (ma a quanti di noi quel filmato ha cambiato la vita ? - Io l'ho visto la prima volta alla TV svizzera in bianco e nero nel 76 credo, anche lì scorrevano i testi in italiano in fondo allo schermo.)
6) All along the watchtower: concordo, le versioni degli ultimi tempi sono le migliori, perfette, trascinanti.
7) It ain't me babe: ok Real Live e Essen 98 (dura 11 min e c'è un pezzo di armonica di quelli che vorresti che durassero 2 ore, fiato di Bob permettendo!)
8) If you see her say hallo: Cristiania 96 (ma tutto quel concerto è strepitoso !)
9) Baby blue: Don't look back
10) Vision of Johanna: Biograph e At Tramps, NY luglio 99
Per ora mi fermo qui, magari completerò la lista più avanti, ma non sono sicura di farcela, mi sto già pentendo di quello che ho scritto sopra, mi stanno venendo in mente altre 1000 versioni migliori!!!
Nel frattempo vi propongo
un piccolo esperimento (ma è solo per noi dylaniati all'ultimo stadio
di pazzia !) :
ascoltate uno dei vostri
pezzi live preferiti, poi premete il repeat dello stereo e riascoltatelo
in cuffia per 10 volte di fila: ogni volta coglierete qualche sfumatura
diversa, vi darà una sensazione nuova ad ogni ascolto, è
difficile spiegarlo a parole, provate e fatemi sapere. Per me è
una cosa stupefacente!
Anna
Allora, Anna, direi che
la tua mail non ha bisogno di commenti essendo veramente perfetta. Offri
molti punti di riflessione e personalmente concordo con te quasi su tutto.
Attendiamo altri amici con le loro opinioni oltre naturalmente ad altre
tue considerazioni che saranno certamente inserite in questa sede...(Farò
l'esperimento dei dieci ascolti continuati... e ti farò sapere),
ciao
Michele "Napoleon in rags"
48) Prima di tutto, il Dylan
test non è proprio il massimo della corretezza...
Che alcuni cantautori italiani
abbiano inciso canzoni di Dylan non ha
niente a che vedere con
Dylan
stesso, non trovi? Io conosco la musica
di Dylan , ma onestamente
non me ne può fregare di meno se Guccini o De Gregori
hanno inciso qualche sua
canzone....Quanto alla domanda n.49, contiene una
(seppur lieve) inesattezza.
Dylan ha suonato "The times we've known" una sola volta dal
vivo (NYC, 1/11/98), non
"diverse volte". Cerchiamo di essere precisi, per favore.
Quanto agli amici che chiedevano
di Yesterday e Nowhere man....L'unica
registrazione di Dylan
che si conosce è quella del maggio 1970 con George
Harrison.
Nowhere man è stata
invece eseguita dal vivo una sola volta nell'agosto del 90.
Saluti
Alessandro
Prima di tutto CIAO, Alessandro...Accidenti
quanta ingiustificata acrimonia!
Mi dispiace ma hai torto
sulle tue accuse. Infatti la mia domanda nel Dylan test recitava testualmente:
49) Di quale cantante francese
è la canzone "The times we've know" che Bob ha cantato
dal vivo diverse volte?
Ebbene la domanda è
corretta in quanto Bob ha effettivamente cantato la canzone dal vivo diverse
volte. Oltre alla data che tu citi infatti (1/11/98) ho letto in un'intervista
a Tony Garnier, bassista della attuale band di Bob, che una settimana prima
Dylan aveva cantato questa canzone mentre si faceva la barba in una stanza
d'hotel di Denver (e stando a Tony egli era indiscutibilmente vivo). Poi
Greil Marcus ricorda nel suo "Tracce di rossetto" che nel 1983 Dylan ha
eseguito questa canzone alla festa di compleanno di un suo figlioccio (o
del figlio di un cugino del fratello, non ricordo bene...) e tutti durante
quella festa erano indubitabilmente vivi (anche se qualche dubbio restava
sul vecchio cameriere del ristorante in cui si svolgeva il party il quale
fu visto disteso sul divano della hall con la bocca aperta e non fu dato
di sapere se fosse in coma vigile o semplicemente in letargo...). Infine
The times we've know è stata cantata (ancora inconfutabilmente dal
vivo) da Bob durante una telefonata a Charles Aznavour in persona. Sembra,
secondo quanto riportato da "Rolling Stone", che Bob l'abbia cantata interamente
a Charles per 35 volte di fila ed ogni volta il grande cantante francese
(ma forse non è francese? Correggimi se sbaglio, mi fido di te!!!)
abbia risposto: "Mais non, mais non! C'est horrible! Tu es fou, Robert!
C'est vraiment une chose terrible! Tu ne peut pas chanter cette chanson!!!".
Ah, a proposito, quasi
dimenticavo... Quattro mesi fa non riuscivo a prendere sonno dopo aver
mangiato i miei soliti 3 chili di peperonata serali con contorno di cozze
alla panna... Essendo leggermente indisposto non mi riusciva di chiudere
occhio, così, dopo un giro di telefonate da Los Angeles a New York
ho beccato Dylan al suo cellulare in un pub irlandese in cui si stava scolando
la ventesima rossa in compagnia di una bionda (o forse stava fumando la
ventesima bionda in compagnia di una rossa, non ricordo bene i dettagli...).
Bene, dopo avergli ricordato chi ero, ossia l'unico è solo curatore
dell'unico grande sito italiano su di "egli", l'ho pregato di cantarmi
qualcosa al telefono per farmi addormentare (volevo dare una soddisfazione
a quei buontemponi che sostengono che le canzoni di Bob fanno dormire)...
Beh, indovina cosa gli ho chiesto di cantarmi?... INDOVINATO! The times
we've know e per la cronaca ti rendo edotto che al secondo verso stavo
già sognandomi Pamela Anderson che mi cantava "I want you".
Perdonami per questo sfogo
parodistico Alessandro ma a questo punto ti dico, seriamente:
SCUSAMI! Scusami tantissimo
se ti ho fatto arrabbiare così... Hai perfettamente ragione... The
times we've know è stata eseguita da Bob solo una volta (quella
che tu citi) e non diverse volte come ho scritto io, hai ragione, ma non
prendertela per così poco... Forse non ho chiarito a sufficienza
che questo sito è realizzato da fans di Bob Dylan che cercano di
fare del proprio meglio perchè l'opera di questo grande artista
venga quanto più possibile diffusa ed analizzata... Non siamo, nè
io nè coloro i quali collaborano con me o scrivono alla posta di
Maggie's farm, dei critici o degli storici musicali ma semplici appassionati
che passano ore davanti al computer a scrivere di Bob cercando di fare
qualcosa di utile per altri che condividano la loro stessa passione...
Quando si verifica un errore, un'imprecisione o quando bisogna puntualizzare
un discorso siamo i primi ad essere felici se qualcuno ci aiuta a migliorare
il sito e ci segnala appunto eventuali errori, imprecisioni o puntualizza
argomenti non chiari, sperando che questo venga fatto con garbo ed in amicizia.
Quindi non prendertela così, hai fatto una cosa molto giusta a segnalarmi
l'errore anzi ti invito a farlo anche in futuro qualora tu dovessi trovarne
altri, però, rilàssati... Qui siamo tutti amici e non c'è
nessuno che ne sappia più di un altro. Non sarebbe stato più
carino da parte tua ad esempio scrivere qualcosa di questo tenore: "Ciao
Michele, mi è venuto un dubbio leggendo il tuo Dylan-test... Sei
sicuro che Dylan abbia cantato più di una volta The times we've
know? A me sembrava che l'avesse cantata solo una volta a New York etc
etc."...
piuttosto che scrivere
sentenziando accademico, come tu hai fatto: "Dylan ha suonato "The times
we've known" una sola volta dal vivo (NYC, 1/11/98), non "diverse volte".
Cerchiamo di essere precisi, per favore!",
con un tono che (sò
che non volevi sottintendere questo) ma potrebbe essere interpretato come:"La
smettete di scrivere stron****, stupidi cogl****?"...
Qui non ci sono professori,
Alessandro, quindi ti invito caldamente a non utilizzare un tono cattedratico
e supponente che non è assolutamente in linea con il nostro sito
ed il nostro carattere.
OK? Promesso? Bene...Detto
ciò vengo alla tua lettera.
Per quanto riguarda la
tua critica relativa alle domande su Guccini o De Gregori... beh, sì.
posso darti ragione sul fatto che effettivamente non sono domande "dirette"
su Dylan però ti voglio anche precisare (ma credevo fosse chiaro
da quello che avevo scritto) che in realtà il mio test voleva essere
simpaticamente (almeno spero) difficilissimo, per super esperti, per veri
appassionati di tutto quello che riguarda Bob in maniera diretta ed indiretta,
quindi non solo ovviamente la sua produzione ma anche le versioni straniere
delle sue canzoni o addirittura le canzoni che citano Bob o suoi versi.
A tal proposito ad esempio in Internet si trova un interessante sito in
cui un simpatico "folle" si è preso la briga di elencare tutte le
canzoni di altri artisti che nominano direttamente o indirettamente Bob,
che fanno riferimento a sue canzoni o ad episodi che lo riguardano etc.
etc. Non a caso io avevo scherzosamente detto che chi avesse risolto tutti
i quiz avrebbe potuto considerarsi un "laureato in dylanologia"... Comunque,
se posso darti un consiglio, ascolta se ti capita i dischi di De Gregori
e di Guccini che a mio modesto avviso contengono molte bellissime canzoni
che non possono non piacere ad un dylaniato... Prova ad apprezzare artisti
che hanno dato moltissimo alla canzone prima di affermare categoricamente
che "non te ne frega niente...".
Per farti un esempio lo
stesso Dylan ha scritto di proprio pugno una lettera con la quale si congratulava
con il grandissimo Fabrizio De Andrè per la sua versione di Romance
in Durango...
Ti sarebbe sembrato bello
se Dylan avesse invece affermato: "Fabrizio De Andrè? E chi è?
Ha scritto la versione di un mio pezzo? Non me ne frega niente..."?
Grazie per i dati relativi
a Yesterday e Nowhere man, Alessandro e fatti vivo ma ricordati: RILASSATI!!
E soprattutto, dal momento che il tuo tono acido mi ha fatto immaginare
(ma sono certo di sbagliarmi, o almeno lo spero) che tu sia un assertore
del detto latino "mors tua vita mea" sappi che invece io lo sono di quell'altro
(non latino bensì romano) che recita "volemose bbbene"... Ciao dal
tuo amico
Michele "Napoleon in rags"
(e perdonami ancora...)
49) Ed ora una lettera del super esperto Carlo che tra l'altro ci rivela un sistema per salvare il materiale audio di bobdylan.com (io non lo conoscevo e quindi spero possa servire anche ad altri...)
Ciao Michele
Mi è venuto in mente,
riguardo alla questione delle canzoni di Oh mercy live, che c'è
un' altra
interpretazione bellissima
dal vivo: Disease of conceit del 94 che è stata disponibile in rete
sia in mp3 che realaudio.
Se sei impaziente e vuoi
ascoltare decentemente le nuove sei canzoni proposte da bobdylan.com (il
sito ufficiale di Bob Dylan, nota di Michele), eccoti le istruzioni:
1) siamo sulla pag. di
bobdylan.com con le canzoni: clicca col pulsante
destro del mouse sul link
"listen" sul quale clicchi col sinistro per
ascoltarle; scegli l' opzione
"salva con nome" oppure "salva oggetto con
nome" (a seconda del browser
che usi).
2) apri l' oggetto salvato
con un editor di testo come il "blocco note" tra
gli "accessori" di windows.
comparirà un indirizzo; selezionalo tutto e
"copialo" come fai per
"copia e incolla"; a questo punto hai l'ndirizzo in
memoria.
3) apri streambox vcr;
se ti vengono richiesti dati come e-mail o password,
inserisci dei valori a
caso.
4) clicca sul "mondo con
gli occhiali" di streambox vcr, comparirà un
pannello: incolla (quanto
precedentemente copiato) nello spazio "location";
sempre nel nuovo pannello
seleziona "connection" e tra quelle disponibili
scegli T1. spingi OK e
vai col tango!
Una provocazione: ti sottopongo
alcune considerazioni di fans di Dylan su
una discussione in rec.music.dylan
che forse hai letto e che consisteva nel
riportare le 10 canzoni
più belle di Dylan; in una lista è comparsa "Make
you feel my love", e subito
da altri sono arrivate delle censure tipo: il
fatto che Gart Brooks l'
abbia interpretata è già una confutazione del suo
valore, oppure, é
una copia mal riuscita di You belong to me.
Io penso che abbiano sostanzialmente
ragione e che Dylan sia capace anche
di banalità. Spero
che la mia irriverenza non turbi la tua devozione
(che è anche la
mia). Naturalmente i miei giudizi non intendono mai essere
saccenti nè definitivi
e so benissimo quanto la sensibilità recettiva di un
ascoltatore di canzoni
sia mutevole e da mille cose condizionata.
Ciao, Carlo
Beh, Carlo... Intanto sottoscrivo
il tuo ultimo periodo che mi dà l'occasione di precisare, credo
fosse ovvio ma meglio sottolinearlo, che anche tutto quanto dico io in
Maggie's farm riguarda un mio giudizio personale e mi scuso se talvolta
posso dare l'impressione di emettere giudizi saccenti o definitivi.
Ciò detto devo dirti
che invece adoro Make you feel my love (soprattutto per quanto riguarda
la musica) ma devo dire che ho conosciuto molti che hanno la tua stessa
opinione di quella canzone... Personalmente comunque non mi sentirei di
definirla banale ma piuttosto volutamente semplice e di facile ascolto.
Del resto Bob ha sempre scritto quel tipo di canzoni, pensiamo a dischi
come Nashville Skyline, Self Portrait, New Morning ed altri simili... Secondo
me Make you feel my love sta a Time out of mind come Where teardrops fall
sta ad Oh mercy, ma io adoro entrambe le canzoni proprio perchè
ogni tanto, secondo me, è giusto che Dylan proponga qualcosa di
piacevolmente semplice... Il discorso secondo me infatti è anche
questo: cioè si può fare qualcosa di semplice o, se vogliamo,
banale ma piacevole e qualcosa di semplice o banale ma sgradevole, come,
per fare un esempio italiano, nel caso di molte recenti canzoni di Antonello
Venditti che secondo me negli anni 70 ha scritto delle cose formidabili
ma che attualmente non riesco nemmeno ad ascoltare (mio giudizio personalissimo
ovviamente). Cosa ne pensano gli altri dylaniati in linea? Fate sentire
la vostra voce... Intanto un saluto a te Carlo e grazie per le sempre preziose
informazioni "tecniche".
50) Ok ok Michele, ti chiedo
scusa per il tono della mia lettera (vedi lettera numero 48 in questa stessa
pagina), sicuramente eccessivo in rapporto ai temi trattati. La verità
è che (che tu ci creda o meno, detto da me....), tra i siti italiani
di Dylan che mi è capitato di vedere finora il tuo è il primo
di un certo spessore.
Quanto alle mie critiche,
bè, ti saranno sembrate anche futili, ma, dylaniano da quasi 25
anni e in possesso di una marea di materiale audio, non riesco a trattenermi
di fronte alla anche seppur minima inesattezza.
Non era comunque mia intenzione
accusarti di scrivere stronzate o peggio, è stata semplicemente
una reazione istintiva, sicuramente fuori misura, ma niente più.
Quanto poi ai cantautori
nostrani, la mia critica era circoscritta al test per "dylaniani", e non
voleva assolutamente denigrare la loro "attenzione" musicale nei confronti
di Dylan. Ho ascoltato la versione di De Andrè di "Romance in Durango"
e mi è piaciuta (senza farmi impazzire, per altro....), così
come sono a conoscenza della forte influenza che Dylan ha avuto su De Gregori,
che per altro considero il migliore autore di testi nel panorama musicale
italiano.
Detto questo, sbagli quando
immagini che io sia un assertore del "mors tua, vita mea".
Come ti sia venuto in mente,
rimane per me un mistero.
Per concludere, nelle mie
eventuali successive lettere, cercherò di non usare il tono "cattedratico"
di cui mi accusi (peraltro del tutto involontario), ma, come ti dicevo,
di fronte a inesattezze su Dylan (per quanto insignificanti), non so proprio
resistere.
Credo che sia una malattia,
così come credo di non essere l'unico ad esserne affetto......
Ancora complimenti e a
risentirci
Alessandro
Ciao Alessandro, non avevi
bisogno di scusarti dal momento che la mia era solo una precisazione (accalorata
sì ma non certo un'accusa) dettata dal fatto che la tua lettera
mi aveva dato un'impressione eccessiva e che sono felice invece di sentire
personalmente da te essere stata del tutto involontaria da parte tua, anzi
dettata dall'amore per Dylan.
Del resto la mia risposta
scherzosa (in particolare nella prima parte con il raccontino surreale
su Bob e Aznavour) credo dimostrasse che volevo appunto sdrammatizzare
la tua peraltro giustissima segnalazione di errore nel Dylan-test.
Sono contento di sapere
che reputi il nostro sito come il primo di un certo spessore tra quelli
italiani e ci credo senza dubbio, anzi, dal momento che hai dimostrato
di essere un super esperto di cose dylaniane, la cosa ovviamente non può
che farmi piacere...
Dirò di più...
Se quello che tu hai scovato fosse il solo errore che ho commesso sarei
contentissimo vista la grande mole di materiale che ho scritto per il sito
in un tempo relativamente breve facendo spesso le tre di notte quando le
idee sono annebbiate... Il mio timore è che di imprecisioni ce ne
siano altre che tra l'altro ti invito eventualmente a segnalarmi (l'invito
è esteso ovviamente a tutti gli altri amici dylaniani in ascolto,
come sempre...).
Sono d'accordissimo con
te sul discorso relativo alla maniacalità ed alla precisione dei
dati relativi a Bob ed alle sue canzoni e non reputo affatto che siano
futili... Anzi io stesso ho spesso segnalato ad altri errori ed imprecisioni,
proprio come te non per arroganza o presunzione ma, come giustamente scrivi
tu, non riuscendomi a trattenere di fronte alla sia pur minima inesattezza...
Ecco perchè ti ribadisco che la tua segnalazione mi ha fatto molto
piacere e che solo il tono mi era sembrato eccessivamente duro...
Anche a me Avventura a
Durango (versione di Fabrizio De Andrè di Romance in Durango) piace
il giusto e ovviamente non la reputo all'altezza dell'originale (molti
non saranno d'accordo con me e magari mi sommergeranno di proteste...),
mentre trovo sicuramente superiore rispetto a Durango la versione di Desolation
row di Fabrizio (Via della povertà).
Anche su De Gregori sono
d'accordo e lo reputo come te il migliore autore di testi in Italia anche
se più che da solo lo inserirei in una sorta di "tetrarchia" composta
da Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè, Paolo Conte e appunto il Principe.
La mia battuta sul "Mors
tua vita mea" e "Volemose bbene" era appunto una battuta per così
dire "preventiva" in linea con la prima parte della mia risposta, anche
se devo dire che (sono felice di sapere che non è il tuo caso) purtroppo
nella mia vita mi è capitato spesso di trovare persone che facevano
propria quella mentalità, tanto per fare un esempio banale, proprio
con riferimento a Dylan. Ti faccio subito un esempio chiarificatore: mi
è capitato diverse volte, so che può sembrare incredibile
ma è la pura verità, di non riuscire ad ottenere non dico
l'amicizia ma nemmeno la confidenza di presunti super esperti in "dylanologia"
che volendo restare appunto gli unici depositari del Verbo dylaniano temevano
che questo Michele Napoleon in rags potesse oscurare (AH!AH!AH!) la loro
fama di Sgarbi dei poveri... Gente che, seppure da me sollecitata, non
si fa praticamente mai sentire da me e, ne ho la prova sicura, non visita
il mio sito perchè appunto non è il "loro" sito. Pensa un
pò, sarebbe come se io e te ci rifiutassimo di visitare ad esempio
Expecting Rain (secondo me il miglior sito esistente su Dylan) perchè
appunto non è nostro ma fatto da un altro...
Grazie per i tuoi complimenti
e alla prossima, ciao da
Michele "Napoleon in rags"
Murino
Chiunque voglia replicare alle discussioni
può inviare una e mail al seguente indirizzo: spettral@tin.it
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