LA TERZA INTERVISTA DI
CHRISTOPHER SYKES
TORONTO, 18 OTTOBRE 1986

ALLORA DAMMI UNA
RISPOSTA...
E IO TE LO DIRO'!

Sykes: Bob, tu hai dichiarato: "La gente dice che non so recitare, ma dice anche che non so cantare..."

Dylan: L'ho detto io?

Sykes: Sì!

Dylan: Sei sicuro che non sia stato Rupert (Everett, ndt) a dirlo? Hahahaha.

Sykes: Bene, mi piacerebbe che tu lo dicessi ora.

Dylan: Dire cosa?

Sykes: Allora, questa è la mia domanda per fartelo dire: che voto dai al tuo potenziale come attore?

Dylan: Il mio *che*?

Sykes: Il tuo potenziale di attore!

Dylan: Che ci facciamo qui?

Sykes: Voglio solo che tu ripeta questa frase, che sicuramente devi ricordare, questa frase tratta dalla sceneggiatura del film: "People say I can't act, but they say I can't sing either". ("La gente dice che non so recitare, ma dice anche che non so cantare..." )

Dylan: Chi ha detto che non sono capace di recitare? Hahahaha. Intendo dire chi?

Sykes: L'hai detto tu!

Dylan: Oh, perbacco. Non mi ricordo di aver detto una cosa del genere. Perchè avrei dovuto dirlo?

Sykes: Posso chiederti che cosa rende buona una canzone?

Dylan: La melodia. Il ritmo. Cose del genere, immagino. Ma soprattutto il sentimento - se riesci ad identificarti con quello che è il sentimento della canzone, quello che la canzone esprime, in quanto tale. E' questo che rende buona una canzone. Qualcuno direbbe "questa è una buona canzone" e qualcun altro direbbe "quella è una buona canzone". Se questa frase è vera per qualcuno allora questa cosa rende automaticamente buono... praticamente qualsiasi cosa. Invece tu non diresti una cosa simile per una foglia o per un albero o per un ortaggio. Lo dici soltanto a proposito di cose che sono state realizzate dall'uomo. Nessuno giudica mai le creazioni di Dio, giusto? Nessuno dice mai: "Quell'albero è più bello di quell'altro albero". Non c'è giudizio in natura. Lo hai mai notato?

Sykes: E allora come si fa a fare tutte queste canzoni eccellenti?

Dylan: Non lo so, non ne ho idea.

Sykes: Scrivere canzoni è una sorta di materia disciplinata, come fosse un lavoro?

Dylan: No, no. Alcune persone lavorano in quel modo, so cosa intendi dire. Per me funziona solo se ho abbastanza tempo per concentrarmi. Ho bisogno di tempo. Un sacco di volte può capitare che io pensi a qualcosa ma se non sono nel posto giusto per farla venire alla luce allora non funziona. Non succede niente. Non penso a me stesso come ad uno scrittore, davvero. Scrivo canzoni, sai, ma scrivo solo le parole affinchè quelle canzoni possano essere cantate. A volte il testo di una canzone che ho scritto cambia prima ancora che io entri in studio per registrarle, e poi quando esco dallo studio lo cambio ancora una volta, quando devo cantare quelle canzoni dal vivo. Perciò cambiano in continuazione.

Sykes: Non solo tu modifichi le parole delle tue canzoni quando le canti ma a volte cambi anche il modo in cui le interpreti di esibizione in esibizione. Non è una cosa fissa.

Dylan: Esatto, lo faccio, ma in realtà in un certo senso lo faccio senza che ce ne sia la necessità. Forse è perchè ho uno show con il quale vado in tour ed ho bisogno di fare delle canzoni, così sono costretto a farlo. Faccio canzoni che credo sia importante collocare in un posto particolare. Sai, una volta un cantante di ballate era qualcuno che portava le notizie di città in città, o che si metteva da qualche parte in maniera tale che poteva suonare delle cose per delle persone che potevano capirle. Non so quanti ancora ce ne siano di cantanti del genere al giorno d'oggi. Il fatto è che oggi le cose sono più diffuse a livello planetario. Una volta se c'era un incendio in una contea probabilmente non se ne aveva notizia nemmeno nella contea confinante. Ora, con la comunicazione che è diventata così amplificata, tutti sanno tutto, non importa dove sia successo - o almeno pensano di saperlo. Questo è tutto un altro discorso. Io penso che tu in realtà non ne sappia nulla comunque, anche se lo vedi in TV o se ascolti la radio. Io ancora credo che tu non abbia idea di quello che succede - e non sai nemmeno se stai guardando la replica di qualcosa che è realmente accaduto, o se sta accadendo adesso. Penso ai tempi in cui vissero tutti quei tizi, Mozart ed Haydin e persino lo stesso Beethoven, e Strauss, Chopin, sai, quei tipi che erano gli eroi popolari dei loro giorni... ma dovevano esserci anche i cantanti di ballate - molti più di oggi - e questi suonavano in tutti i salotti di corte, per un pubblico magari di sei persone, perciò la gente non li andava mai a vedere. In passato ero solito vedere cantanti di strada - io stesso ero uno di loro! L'ho fatto per due o tre anni, ma ho incontrato persone che lo hanno fatto per 20 o 30 anni, e Dio, sapevano bene come tenere in pugno una folla, questo è sicuro.

Sykes: E tu lo sai fare?

Dylan: Tenere in pugno una folla? Certo. Posso fare abbastanza rumore per tenere in pugno una folla.

Sykes: Stavi parlando di come esegui le tue canzoni in maniera differente durante i concerti...

Dylan: Sai perchè succede? Succede perchè un sacco di volte i miei dischi erano realizzati... specialmente negli anni settanta... Portavo un sacco di canzoni in studio con le quali non avevo familiarità. Le avevo solo scritte, perciò non so... dipende da quali musicisti hai, da quali musicisti suonano con te - quello che sono in grado di fare, sai? E a volte sono stato in studio con delle band - solo dei musicisti da studio che erano stati messi insieme per l'occasione - e dovevo capire in che modo questa band suonava, specialmente se dovevo registrare sei canzoni per ogni seduta.

Sykes: Preferisci fare le cose all'istante, non è vero? Non ti va di passare un anno per realizzare un album, come altre star invece fanno oggigiorno...

Dylan: Non mi importerebbe di impiegare un anno per fare un album, voglio dire, se ne valesse la pena... Hahahaha!

Sykes: Se ne valesse la pena?

Dylan: Se qualcuno mi dicesse di provare a fare una certa cosa per la quale ci vuole un anno o cose del genere. Non so *perchè* si dovrebbe impiegare un anno per fare un album. Immagino che si potrebbe andare a Rio per un po' di tempo, sai, registrare qualcosa lì, poi andarsene a Montserrat, registrare qualcosa anche lì, e magari fare un salto a Parigi, e registrare anche lì per un paio di settimane. Hahahaha. Io non saprei come impiegare un anno per fare un album. Come si fa? Non lo so. Perchè si impiega tutto quel tempo?

Sykes: Per farlo bene?

Dylan: Beh, deve essere quella la ragione! Per farlo bene. Immagino che si possa fare sempre ancora meglio, perciò ti puoi sempre chiedere se è così.

Sykes: Ascolti i tuoi album?

Dylan: No, davvero. Magari li ascolto distrattamente se qualcuno li sta suonando, ma non mi metto ad ascoltarli di proposito. Non ascolto i dischi di nessuno in realtà. Molti dischi - intendo nuovi dischi - li compri, gli dai un'occhiata, vedi quel che qualcuno sta realizzando, ma in quanto a sederti e a sentire il bisogno di ascoltarli, sai, più e più volte, di giorno e di notte solo per sentirsi collegato a qualcosa, non sento niente del genere in giro al giorno d'oggi. Intendo dire per *me*, sai. Altre persone magari invece potrebbero riuscirci.

Sykes: Hai una qualche idea circa il modo in cui ti piacerebbe che i tuoi album fossero ascoltati - solo venendo fuori dalle radio o dagli autobus o... ?

Dylan: Sì, beh... ascolta amico, devo andare.

Sykes: Ma non potremmo continuare un po' a parlare di questa cosa?... Probabilmente è più interessante per noi di quanto non lo sia per te.

Dylan: Ma devo andare a *mangiare*! Devo vedere qualcuno.

Sykes: Sai cosa intendo dire? Che ci può essere una maniera nella quale tu immagini che i tuoi album debbano essere ascoltati...

Dylan: No, non lo so. Non lo so. Non so cosa c'entri con quello di cui stiamo parlando.

Sykes: Leggevo i testi del tuo nuovo album - non ci sono molte canzoni politiche qui.

Dylan: Non so quale delle mie canzoni è mai stata una canzone politica.

Sykes: Masters Of War lo è.

Dylan: Non so se persino Masters Of War sia una canzone politica. Politica di *che*? Se esiste un qualcosa di politico, cosa è politico? Politica spirituale? Politica automobilistica? Politica governativa? Che genere di politica? Da dove viene questa parola, politica? E' un termine Greco o cosa? Che cosa *significa" realmente? Io non so che cazzo significa. Sinistra, destra, ribelle. Alcune persone sono ribelli. Guarda, in Afghanistan ci sono ribelli, ma sono OK. In Nicaragua ci sono ribelli ed anche quelli sono OK. I loro ribelli sono giusti. Ma in El Salvador i ribelli sono i cattivi. In Nicaragua sono i buoni. Se stai ad ascoltare queste cose diventi pazzo. Non sai più nemmeno chi sei *tu*. Non ha alcun senso per me. Io non vedo buoni o cattivi. E' come in quella canzone di Dave Mason: "There ain't no good guy, there ain't no bad guy, there's only you and me and we just disagree" (Non ci sono buoni nè cattivi, ci siamo solo tu ed io e proprio non andiamo d'accordo). Non è vero?

Sykes: Tutti noi abbiamo i nostri ribelli favoriti, immagino..

Dylan: Già! Deve essere così!

Sykes: Chi ammiri?

Dylan: Chi c'è da ammirare oggi? Qualche leader mondiale? Probabilmente potrei pensare a molte persone che davvero ammiro. C'è un tizio che lavora ad un distributore di benzina a Los Angeles - un vecchio. Ammiro sinceramente quel tizio.

Sykes: Che ha fatto?

Dylan: Che ha fatto? Una volta mi ha aiutato a riparare il mio carburatore.

Sykes: Sei serio, non è vero, al riguardo di questo benzinaio?

Dylan: Hmmm.

Sykes: Stai impiegando un sacco di tempo e dedicando un sacco di lavoro a questo film, e poi dici che non andrai a vederlo.

Dylan: Oh, forse andrò a vederlo. Potrei andare a vederlo. Non lo so. Non sono sicuro della data della prima. Hahahaha.

Sykes: Hai dichiarato che è una gioia lavorare insieme a Fiona, che lei possiede quel che ci vuole.

Dylan: La penso così. Penso che potrebbe diventare la nuova Joan Crawford. Hahahaha!

Sykes: Pensavo che tu intendessi come cantante.

Dylan: Sto parlando come attrice. Come cantante? Fiona potrebbe essere la nuova chiunque. Non deve essere la nuova chiunque. Può essere la prima come lei.

Sykes: Cosa ci vuole?

Dylan: Cosa ne pensi *tu*? Cosa ne pensi *realmente* tu?

Sykes: Beh, il problema è che non posso usare una mia risposta.

Dylan: Allora dammi una risposta ed io te lo dirò!

Sykes: Beh, quel genere di talento che è alquanto indefinibile, e quel genere di determinazione ad usarlo a dispetto del fatto di sentire che tutto è terribilmente difficoltoso e così via, ed anche a dispetto di tutte le pressioni di altre persone che vogliono farti fare questo piuttosto che quello; per sopravvivere a tutte le manipolazioni che suppongo avvengano con persone che utilizzano questo talento che tu possiedi solo per ottenere quello che vogliono, e che potrebbe non essere quello che invece tu vorresti. Quel genere di cosa, suppongo.

Dylan: Bene!

Sykes: Ti sei fatto degli amici tra queste persone con le quali stai lavorando? Sono alquanto interessato.

Dylan: Hahahaha! Dovresti lavorare a Beverly Hills, amico! Dovresti possedere una piccola clinica privata! Hahahaha! Hahahaha! Con tariffe di $500 per dieci minuti!

Sykes: Come il Dr Feelalright di Prince!

Dylan: Già!

Sykes: Ti piacciono le canzoni di Prince?

Dylan: Prince? Certo. A chi non piace Prince? Beh, forse potrei elencartene un po'! Hahahaha! No, Prince è un tipo fantastico. Può fare di tutto, non è vero?

Sykes: Hai dei progetti per un nuovo film?

Dylan: Sì. Sto pensando di fare un film con Alan Rudolph il prossimo autunno.

Sykes: Con chi?

Dylan: Alan Rudolph. E' un regista. E' un tipo brillante. E' una storia complicata, parla di un pianista che si trova nei guai a causa di un suo buon amico, poi si ritrova a lavorare per una donna il cui marito è scomparso, la sposa, poi si innamora di sua figlia. E alla fine l'altro uomo ricompare...



Sykes: Come fai a decidere quale tipo di soggetto cinematografico ti attrae? Oppure, perchè proprio questo "Hearts of fire"? Perchè, te lo devo dire, quando ho letto il soggetto di questo film ho pensato... devo essere onesto... ho pensato che non fosse granchè.

Dylan: Beh, anche io ho sentito questa cosa, sai. Ma non so... Forse è meglio di quel che sembra!

Sykes: Mi hai detto che stai scrivendo un romanzo l'altro giorno.

Dylan: Nah, nah.

Sykes: Era una battuta?

Dylan: Ho iniziato... Ti piace sempre pensare che stai scrivendo un romanzo. Per scrivere un romanzo devi essere capace di concentrarti su di esso per un lungo periodo di tempo. Conosco gente che ne ha scritti di romanzi, e si sono concentrati per un anno o forse di più, e hanno vissuto nei ritagli di tempo. Io non so se potrei fare una cosa del genere perchè sono sempre in tour. Forse un giorno. Forse quando avrò qualcosa da dire.

Sykes: Ti piacciono i nomi dei posti, non è vero? Come Baton Rouge...

Dylan: Belfast! Hahahaha! Whitney Houston! Hahahaha! Sembra il nome di una città non è vero? Mi piacciono i suoni delle parole, sì!

Sykes: A volte usi la frase: "A chi importa?" Naturalmente *a te* importa, profondamente, di certe cose, e suppongo che mi piacerebbe sapere quali.

Dylan: Suppongo che ti piacerebbe sì!

Sykes: Suppongo che non me lo dirai, così suppongo che me ne dimenticherò...


traduzione di Michele Murino


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