Bob Dylan Blues
di Syd Barrett

Secondo la leggenda Syd Barrett scrisse la canzone dopo aver assistito ad un concerto di Bob Dylan nel 1963 in compagnia di David Gilmour.
Le immagini di questa pagina sono tratte dal videoclip della canzone.
Michele Murino (che si dissocia da Syd :o) )

Ho i blues di Bob Dylan
e le scarpe di Bob Dylan
e i miei vestiti e i miei capelli sono in disordine
ma sapete non mi importa affatto

Scriverò una canzone
a proposito di quel che è giusto e di quel che è sbagliato
su Dio e sul mio Dio e tutto il resto
tranquillo mentre faccio come un gatto

Perchè sono un poeta
non lo sapete?
Ed il vento, potete soffiarlo
Perchè sono Mr. Dylan, il re
e sono libero come un uccello in volo

Vagabondo di città in città
immagino che io faccia deprimere la gente
ma non mi importa molto di ciò
perchè ho pancia e portafoglio pieni

Faccio un sacco di soldi
ma li merito però
Ho anima ed un buon cuore d'oro
perciò canterò di guerra nel freddo

Perchè sono un poeta
non lo sapete?
Ed il vento, potete soffiarlo
Perchè sono Mr. Dylan, il re
e sono libero come un uccello in volo

Beh, canto a proposito di "dreams" e li faccio rimare con "seems",
perchè sembra (seems) che il mio sogno (dream) significhi sempre
che posso profetizzare ogni tipo di cosa

Perchè sono un poeta
non lo sapete?
Ed il vento, potete soffiarlo
Perchè sono Mr. Dylan, il re
e sono libero come un uccello in volo

Bob Dylan Blues, di Syd Barrett
Album:  The Best Of Syd Barrett
traduzione di Michele Murino

Biografia di Syd Barrett da http://mtv.virgilio.it/music/archivio/newsiteBioArt.asp?ID=P+++++3631
DATA DI NASCITA: 06/01/1946
LUOGO DI NASCITA: Cambridge, England
Il silenzio più influente della storia del rock. Sono bastati una manciata di pezzi, e alcuni decenni di misterioso isolamento, per allungare l'ombra di Syd Barrett su un numero sconfinato di band che hanno guardato alle sue prime idee e sperimentazioni psichedeliche, con e senza i Pink Floyd, come all'origine di tutte le cose. Dai Mercury Rev a Beck compresi. Roger Keith 'Syd' Barrett nasce a Cambridge il 6 gennaio 1946 e assieme agli studi in storia dell'arte passa i pomeriggi della sua infanzia al Technical College in compagnia di David Gilmour, di una chitarra elettrica, di un amplificatore assemblato in casa e delle prime idee sull'uso della slide e dell'eco. È la sua la mente che sta dietro il primo, seminale album dei Pink Floyd, "The Pipers At The Gates Of Dawn"; è la sua la mente che crea il nome da quello di due misconosciuti musicisti blues, Pink Anderson e Floyd Council; è lui che firma i primi singoli, "See Emily Play" e "Arnold Layne", e buona parte di quell'LP. Ed è infine la sua mente, già squassata dall'uso e dall'abuso di acidi lisergici come l'LSD, a immaginare i primi videospettacoli onirici e stralunati che fanno conoscere il nome dei Pink Floyd.
Tre anni, dal 1967 al 1970, è la durata della sua carriera e della sua creatività, travolta e affossata poi dall'abuso di droghe e di psicofarmaci come il Mandrax che lo faranno cadere definitivamente in uno stato di apatico isolamento, contribuendo a mitizzare una delle figure più influenti del rock contemporaneo. Le leggende sulla sua vita e le sue vicende si sono sprecate, quello che è certo è che il suo contributo diretto alla storia del Pink Floyd si ferma al secondo album della band, "A Saucerful Of Secrets" del 1968, del quale firma la rancorosa e velenosa "Jugband Blues" dalla quale emerge in controluce il suo progressivo straniamento dalla vita dei Pink Floyd. Il suo definitivo allontamento avverrà nell'aprile del 1968, dopo un disastroso tour americano e una tourneè con la Jimmy Hendrix Experience: anche attorno a questo fatto leggende più o meno credibili si sono succedute negli anni, anche se la fissa immobilità stranita con cui compare nello show televisivo di Pat Boone, e la volta in cui su spalma la testa di un mix di gel per capelli e pastiglie di Mandrax frantumate che gli colano sulla faccia nel mezzo dello show provocando un effetto liquefazione sono ormai consegnate alla cronaca.
Dopo un breve periodo durante il quale i Pink Floyd sono effettivamente in cinque, con l'ingresso di David Gilmour e il tentativo di fare di Syd Barrett quello che era Brian Wilson per i Beach Boys, la band lo esclude definitivamente dall'attività musicale. Ma anche se Syd non è più fisicamente con i Pink Floyd, la sua influenza magnetica e ipnotica rimarrà come un marchio indelebile nella trilogia che la band affronta nella discesa al fondo dell'animo umano: sono ancora sue idee musicali quelle che Roger Waters utilizza per "Dark Side Of The Moon"; "Wish You Were Here" con le suite di "Shine On You Crazy Diamond" che aprono e chiudono il disco e l'omonimo singolo sono esplicitamente dedicate a Syd, del quale si narra che si sia presentato pronto per registrare (un'altra leggenda racconta che abbia seguito tutte le session senza essere riconosciuto dai Pink Floyd a causa del suo alterato stato fisico); e per la stessa figura del protagonista di "The Wall", l'album più noto del quartetto di Cambridge al quale è seguito anche un omonimo film, è evidente che i Pink Floyd hanno pensato soprattutto al gorgo mentale nel quale era precipitato il loro antico leader.
Uscito dal mondo musicale ben prima degli anni Settanta, Syd si ritira in un solitario silenzio nella sua Cambridge, dedicandosi alla pittura e a lunghe, isolate passeggiate: nel 1970 escono due album a lui intestati, ma si tratta di materiale precedentemente composto che viene riorganizzato grazie all'aiuto del manager dei Pink Floyd Peter Jenner, a quello di Waters e Gilmour e a quello di alcuni componenti dei Soft Machine. "The Madcap Laughs" nasce dalle pressioni della label per riportarlo ad Abbey Road: si interpella Gilmour che lo assiste nelle registrazioni libere e deliranti a causa delle massicce dosi di Mandrax e che interviene anche in quelle successive per il secondo album solista intitolaro semplicemente "Barrett". Il primo disco vede un Barrett fragile e precario, che firma pezzi in delicato equilibrio psichico come "Dark Globe"; il secondo album, anche grazie al lavoro dei Pink Floyd che ne riducono la grezza immediatezza, diventa il suo vero testamento. Ancora una registrazione, quella con Kevin Ayers per l'album "Joy Of A Toy" (ma il suo tocco di chitarra in "Religious Experience (Singing A Song In The Morning)" non sarà pubblicato che nel 2003) e poi cala il silenzio più assoluto sulla sua vita.
I frequenti ricoveri in ospedali psichiatrici, e gli altrettanto frequenti periodi di isolamento nella sua casa, dalla quale esce con lo sguardo perso sotto gli occhi di qualche fan che continua imperterrito ad andare in pellegrinaggio a Cambridge nella speranza di incrociare questo autentico mito della storia del rock, sono quanto rimane di lui nei successivi anni. Una newsletter settimanale, "Terrapin" pubblicata dalla Syd Barrett Appreciation Society continua a perpeturare il suo alone magico, mentre le voci sulla lavorazione di un terzo album si rincorrono di anno in anno mai confermate dalla sostanza. Nel 1988 esce "Opel", altra raccolta di materiale registrato nel 1970 e in mano alla Emi Records che nel 2001 cura l'edizione di "Wouldn't You Miss Me: The Best Of Syd Barrett" e in seguito di "Have You Got It Yet?", racolta di materiale video e audio degli esordi dei Pink Floyd e di altre antiche esibizioni live di Syd Barrett. Ma ormai davvero il silenzio è calato definitivamente su questo fragile genio del rock. 



 



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