Tell Ol’ Bill

C’è un sottile filo che unisce indissolubilmente la title track
di Under The Red Sky e la recentissima Tell Ol Bill, entrambe infatti rappresentano
due rarissimi casi in cui Bob Dylan ha lasciato trasparire frammenti autobiografici
della sua infanzia. Se l’ambientazione quasi fiabesca della prima, come
più volte ha affermato lo stesso Dylan, era direttamente collegata
alla sua infanzia la più recente Tell Ol Bill rappresenta il rovesco
drammatico della medaglia. Al di là della sua valenza artistica,
è bene fare attenzione al contesto in cui questa canzone è
inserita, essendo il brano che accompagna i titoli di coda di North Country,
film la cui regia è stata curata dalla neozelandese Niki Caro e
che ripercorre le delicate e complesse tappe del lungo processo per molestie
sessuali intentato da un gruppo di operaie contro la direzione di una delle
grandi miniere di ferro del Minnesota. Ispirato dal saggio di Clara Bingham
e Laura Leddy Gansler, il film rievoca l'impegno sociale di grandi classici
come Norma Rae e Silkwood e denuncia senza mezzi termini la sottocultura
violenta 'white trash' di film come Boys Don't Cry. Il film ambientato
negl’anni ’80 vede come protagonista del film la bellissima Charlize
Theron che interpreta una giovane madre, divorziata da un marito violento,
che cerca in tutti i modi di costruirsi da sola la sua indipendenza. Trovato
lavoro in una miniera nel freddo del Nord del Minnesota per lei comincia
una vera e propria odissea fatta di continui abusi e molestie da parte
dei suoi colleghi maschi. Contro il parere dei suoi genitori e anche del
suo avvocato (agghiacciante è la frase “Fai prima a cambiare
lavoro”), lei decide di intentare una causa per 'sexual harassment' contro
le miniere Eveleth. Dopo le prime tristi tappe da sola piano piano a lei
si aggiungono anche le sue colleghe, prima impaurite di perdere il lavoro,
e così ha inizio la prima “class ation” per molestie sessuali. Dopo
quattordici anni a spuntarla sono le lavoratrici che vedono addirittura
garantito alle donne un codice di comportamento nelle compagnie in America
e nel mondo. L’ambientazione del film e la trama avranno sicuramente toccato
nel profondo Bob Dylan che oltre ad offrire diversi brani del suo songbook
per la colonna sonora ha composto inoltre Tell Ol Bill, un brano dai forti
tratti autobiografici in cui ritornano prepotenti le immagini della sua
terra: il Minnesota. A riguardo particolarmente interessante è ciò
che dice la regista Niki Car: “Non voglio dire come lo so ma da quel che
so la sua infanzia ad Hibbing (Minnesota ndr) non è stata piacevole
e Bob ha cercato di fuggire via di lì appena ne ha avuto la possibilità”.
Quest’elemento sembra chiarificare non poco il contenuto di questa canzone
ma l’ascolto del brano rivela particolari ancor più interessanti
a partire dalla melodia. Tell Ol Bill pur essendo una country-ballad a
tutti gli effetti con tanto di violino, pedal steel e piano in bella evidenza
richiama in larga parte l’antichissima melodia di Tell Me That You Love
Me della Carter Family. Ciò non deve sorprendere sia perchè
Dylan non è nuovo a tali operazioni di recupero di brani della tradizione
sia perché il repertorio della Carter Family è stato da sempre
un importante fonte di ispirazione per il cantautore americano come lui
spesso ha ammesso. Ciò che sorprende è da Tell Me That You
Love Me non solo è stata recuperata la linea melodica ma anche il
primo verso che nell’originale recita: “The River Murmured To The Sea”.
Questa continua ricerca per stabilire un contatto tra presente e passato
sembra essere una costante del Dylan di questi anni, ma in questo senso
la melodia tradizionale alla base del brano diventa parte integrante di
una sorta di confessione interiore dove alla rievocazione musicale è
unita un'intensa introspezione. Il brano è così caratterizzato
da una continua tensione drammatica, o meglio da un'atmosfera intimistica
che emerge a pieno cercando di interpretare con attenzione ogni singolo
verso. Il testo è caratterizzato da visioni apocalittiche, confessioni
interiori ma anche da un confronto costante con la protagonista del film
che in alcuni versi sembra intervenire per raccontare la sua triste avventura.
Si tratta dunque di un esempio nitido della universalità della
poesia di Bob Dylan in cui l’interpretazione può avvenire su diversi
livelli a partire da quello personale autobiografico fino ad arrivare alle
ispirazioni che hanno portato alla composizione del brano. In una canzone
come questa metricamente monotona e semplice, anche del punto di vista
dei termini usati, Dylan è riuscito a condensare sensazioni, immagini
e ispirazioni, segno evidente che il suo songwriting può ancora
regalarci grandi emozioni. Parlando delle canzoni di Dylan non è
giusto fermarsi alla critica prettamente musicale ma è necessario
scavare tra le righe di ogni sua canzone. Tell Ol Bill né è
la chiara dimostrazione e se letta con attenzione ci potrebbe far immaginare
Dylan confrontarsi con le immagini del film mentre nella sua mente passano
immagini ingiallite dal tempo.
The river whispers in my ear,
a hardly penny to my name.
The heavens never seemed so near.
All of my body glows with flame.
Il brano si apre con un verso in prima persona, il protagonista/a è nelle vicinanze di un fiume, o forse è lontanissimo ma ne sente il rumore che gli riporta alla mente la sua inconsistenza (A hardly penny to my name) di fronte a qualcosa che sta per travolgerlo. Quest’affermazione è quasi una riproposizione del tema de “la vita es un sueno” di Calderon De La Barca e di un verso del poeta greco Alceo (ripreso poi da Vecchioni ne La Stazione di Zima) “abbiamo la consistenza lieve delle foglie”. I cieli (The Heavens) sembrano quasi aprirsi mentre dentro di se, il protagonista sembra sentire ardere qualcosa come una fiamma.

La frase che apre la seconda strofa “The tempest struggles in the air” ha la leggerezza e la forza della Tempesta di Giorgione. La tempesta in arrivo per Dylan assume i connotati di una liberazione dal senso da quel senso di oppressione che emergeva dal primo verso. In queste pochissime parole emerge quasi un senso di abbandono alla natura, in cui Dylan sembra nutrire un ultima speranza, tuttavia subito dopo ripiomba nella solitudine ritrovandosi a cantare da solo. Nelle sue orecchie risuonano gli echi quasi fossero le trombe dell’Apocalisse. Il destino e la natura diventano così un unico filo su cui si fonda la vita lasciando pochissimo spazio alla speranza.
I try to find one smilin’ face
to drive the shadows from my head.
I’m stranded in this nameless place,
lyin’ restless in a heavy bed
La terza strofa rappresenta una sorta di chiave di lettura per tutto il brano. Di colpo il protagonista sembra essere passato da un luogo deserto ad uno affollato. Cerca di trovare aiuto in un volto sorridente che non gli faccia pensare a quello che sta per accadere. Resta però fermo, arenato in quel posto senza nome. Il riferimento è senza dubbio al Minnesota e alla condizione alienante della vita nell’Iron Rage. Ciò che resta è rifugiarsi nella solitudine del proprio letto.
Tell me straight out if you will.
Why must you torture me within?
Why must you come down from your high hill,
throw my fate to the clouds and wind
La quarta strofa ribalta la prospettiva e a parlare sembra essere proprio la protagonista di North Country. Che implora di sapere il perché di quel destino crudele contro di lei. Il verso però potrebbe essere ancora una volta riferito a se stesso e al rapporto tormentato con una donna.
Far away in a silent land
secret thoughts are hard to bear
Remember me you’ll understand
Emotions we can never share

You trampled on me as you passed,
Left the coldest kiss upon my brow.
All my doubts and fears have gone at last.
I’ve nothing more to tell you now.
La triste esperienza personale di Dylan ritorna però nella strofa successiva in cui lui sembra rivolgersi alla sua donna che ormai lo ha abbandonato lasciandogli un freddo bacio sulla fronte. I suoi dubbi e le sue paure sono passate ora che non ha più niente da dirgli.
I walked by tranquil lakes and streams
as each new season's dawn awaits
I lay awake at night with troubled dreams
the enemy is at the gate
La natura torna ad assumere un significato molto forte nella settima strofa in cui il protagonista passeggia sulla riva di un lago in attesa che arrivi una nuova stagione. La notte però è triste e piena di brutti sogni come quello del nemico che sta per arrivare.
Beneath the thunder blasted trees
the words are ringin off your tongue
the ground is hard at times like these
stars are cold, the night is young
Il nuovo mattino però non porta nulla di buono se non una natura ancora distrutta dai fulmini della tempesta che ha portato via anche l’ultimo barlume di speranza. I versi finali dell’ottavo verso sono una fotografia della sterile natura del Minnesota, terreno duro, notti fredde popolate da giovani in cerca di un divertimento che non esiste per lui da solo con i suoi pensieri.

Le rocce fredde e lugubri, gli alberi senza foglie. Le nuvole di ferro che passano nell’aria mentre cade la neve da un cielo grigio e freddo come la pietra. E’ ancora un'immagine del Minnesota e dell’Iron Range a trasmettere un drammatico senso di tensione al protagonista. La natura fredda dell’inverno non lascia speranze a chi è solo.
Evening sun is sinkin' low
the woods are dark the town is too
they'll drag you down, they run the show
ain't no telling what they'll do
Nel verso successivo torna a parlare la donna che denuncia senza mezzi termini gli abusi subiti da lei e dalle sue compagne. Intorno a loro c’è lo stesso paesaggio triste, con il sole che cala la sera oscurando i boschi e la città.
Tell Ol' Bill when he comes home
anything is worth a try
tell him that I'm not alone
that the hour has come to do or die
Il penultimo verso è quasi una risposta alla frase dell’avvocato “Fai prima a cambiare lavoro”. La donna sembra aver trovato la forza di combattere e di tentare in ogni modo di vincere la sua guerra contro i soprusi.
All the world I would defy
let me make it plain as day
I look at you now and I sigh
how could it be any other way?
L’ultimo verso è quello in cui la lotta della donna assume un significato forte, tanto da voler sfidare il mondo intero pur di portare avanti le sue idee.

DITE AL VECCHIO BILL
parole e musica Bob Dylan
Il fiume mi sussurra in un orecchio.
Appena un penny a mio nome. (1)
I cieli non sono mai sembrati così vicini.
Il mio corpo intero brilla di fiamma.
La tempesta si apre un varco nell'aria
ed a me stesso, da solo, io canto
Potrebbe sprofondarmi all'istante.
Sento gli echi risuonare.
Cerco di trovare un volto sorridente,
per scacciare le ombre dalla mia testa.
Sono arenato in questo posto senza nome
e giaccio senza pace in un triste letto.
Dimmi onestamente, se lo vuoi,
perchè devi torturarmi?
Perchè devi venir giù dalla tua alta collina,
e gettare il mio destino alle nuvole e al vento?
Lontano, in una terra silente,
pensieri segreti sono difficili da sopportare.
Ricordati di me,
comprenderai le emozioni che non potremo mai condividere.
Mi sei passata sopra mentre camminavi accanto a me.
Hai lasciato il più freddo bacio sulla mia fronte.
Tutti i miei dubbi e le mie paure sono passate finalmente.
Non ho più niente altro da dirti, ora.
Passeggio accanto alle placide acque dei laghi,
in attesa dell'alba di ogni nuova stagione.
Resto sveglio la notte e ho sogni travagliati.
Il nemico è alle porte.
Sotto gli alberi distrutti dai fulmini,
le parole risuonano dalla tua lingua.
Il terreno è duro in periodi come questi.
Le stelle son fredde, la notte è giovane
Le rocce sono lugubri, gli alberi spogli.
Nuvole di ferro fluttuano nell'aria.
Fiocchi di neve mi cadono tra i capelli,
sotto cieli grigi e freddi come la pietra.
Il sole della sera sprofonda lentamente.
I boschi son scuri e così è la città.
Ti trascineranno giù, sono loro che comandano,
ed è difficile indovinare quel che faranno.
Dite al vecchio Bill, quando ritorna a casa,
che ogni cosa vale un tentativo.
Ditegli che non sono solo,
e che è giunta l'ora di agire o di morire
Vorrei sfidare il mondo intero,
per dirlo chiaro e tondo.
Ti guardo, adesso, e sospiro.
Come potrebbe essere altrimenti?
traduzione,
trascrizione e note di Michele Murino
(1) l'espressione "not a penny to
one's name" equivale a "molto povero". Ad esempio: "Born with not a penny
to his name, he's now a rich man", "Nato senza un soldo, ora è un
uomo ricco".
TELL OL' BILL
words and music Bob Dylan
The river whispers in my ear,
a hardly penny to my name.
The heavens never seemed so near.
All of my body glows with flame.
The tempest struggles in the air.
and to myself alone I sing.
It could sink me then and there,
I can hear the echoes ring.
I try to find one smilin’ face
to drive the shadows from my head.
I’m stranded in this nameless place,
lyin’ restless in a heavy bed
Tell me straight out if you will.
Why must you torture me within?
Why must you come down from your high hill,
throw my fate to the clouds and wind
Far away in a silent land
secret thoughts are hard to bear
Remember me you’ll understand
Emotions we can never share
You trampled on me as you passed,
Left the coldest kiss upon my brow.
All my doubts and fears have gone at last.
I’ve nothing more to tell you now.
I walked by tranquil lakes and streams
as each new season's dawn awaits
I lay awake at night with troubled dreams
the enemy is at the gate
Beneath the thunder blasted trees
the words are ringin off your tongue
the ground is hard at times like these
stars are cold, the night is young
The rocks are bleak, the trees are bare
iron clouds go floating by
snow flakes falling in my hair
beneath the gray and stony skies
Evening sun is sinkin' low
the woods are dark the town is too
they'll drag you down, they run the show
ain't no telling what they'll do
Tell Ol' Bill when he comes home
anything is worth a try
tell him that I'm not alone
that the hour has come to do or die
All the world I would defy
let me make it plain as day
I look at you now and I sigh
how could it be any other way?
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