THE STORY BEHIND THE SONG

 
 
 

In questo spazio prenderemo in esame molte canzoni di Bob Dylan che necessitano di alcune note e precisazioni per essere comprese appieno. Naturalmente alcune interpretazioni sono soggettive ed in molti casi ci si è rifatti a quanto affermato nel corso degli anni da più critici musicali o da semplici appassionati, oltre che naturalmente da Dylan stesso. Chiunque abbia nuove chiavi di lettura ed interpretazioni per questa o quella canzone (anche per quelle non inserite nelle sottostanti pagine) o voglia fare delle correzioni o delle precisazioni su quanto scritto in questa sede mandi una e-mail all'indirizzo spettral@tin.it, provvederemo ad aggiornare così la nostra lista.
Michele Murino

 
 
A HARD RAIN'S A-GONNA FALL: Scritta al tempo della crisi dei missili a Cuba nell'ottobre del 1962, secondo molti si riferisce al fall out atomico, la caduta come pioggia delle scorie radioattive in seguito all'esplosione di una atomica. Probabilmente, però, come sottolineato dallo stesso Dylan in più di un'occasione, la canzone trascende questa semplice interpretazione pur confermandola, per assurgere ad un significato più universale e ricco di sottintesi biblici e cabalistici (come l'uso di numerazioni inusitate tipiche della Bibbia: "Ho inciampato sul fianco di DODICI montagne nebbiose, ho camminato e strisciato su SEI strade tortuose, ho camminato nel mezzo di SETTE tristi foreste, sono stato di fronte a DODICI oceani morti..."). E' sicuramente una delle canzoni di Dylan maggiormente influenzate dalle visioni apocalittiche e cataclismatiche di molte parti del Vecchio Testamento.
Ecco di seguito alcuni stralci riguardanti questo brano tratti da "Jokerman" di Clinton Heylin.
Dylan scriveva anche canzoni che parlavano di argomenti di vasto interesse. In settembre, nell'imminenza della crisi dei missili a Cuba e mentre nelle coffee house si intrecciavano fitte conversazioni preoccupate, egli scrisse una canzone che descriveva un mondo impazzito pieno di anime tormentate, un mondo dove "nero è il colore e nessuno il numero". Secondo alcuni Dylan scrisse A hard rain's a-gonna fall dapprima sotto forma di poesia e solo in un secondo tempo pensò di metterla in musica. Può essere, ma in ogni caso il fatto che essa fosse liberamente ispirata a Lord Randall una canzone per bambini fa pensare che avesse avuto sempre in mente una canzone soprattutto se si prende in considerazione l'ultima frase che recita "conosco la mia canzone prima ancora di cominciare a cantarla"

PETE SEEGER: "Organizzammo una serata hootenanny alla Carnegie Hall... Penso che fosse il 1961 o il 1962... Tanto per cambiare finimmo per ritrovarci con troppi artisti in programma così dovetti andare da loro e dire "ascoltate gente potrete eseguire al massimo tre canzoni perchè non possiamo farvi suonare per più di dieci minuti ciascuno" allora Bob alzò una mano e disse "e io come faccio? Una delle mie canzoni dura dieci minuti..."

Inevitabilmente la greve pioggia della quale parlava Dylan nella propria canzone venne interpretata come una metafora del fall-out la pioggia di scorie radioattive che fa seguito ad un' esplosione nucleare sebbene egli si sforzasse al massimo di sottolineare il fatto che la canzone aveva un significato più ampio nel quale era sì inclusa la crisi cubana ma anche altre cose. In sostanza la canzone aveva più a che fare con l'Apocalisse biblica che con i bombardamenti.

BOB DYLAN: "Scrissi quella canzone ai tempi della crisi dei missili a Cuba. Mi trovavo in Bleecher street di notte assieme ad altra gente e ci chiedevamo preoccupati se la fine del mondo fosse prossima. Avremmo mai visto l'alba del giorno seguente? Era una canzone di disperazione... Cosa potevamo fare? Come potevamo controllare le persone che erano in procinto di annientarci? Le parole mi vennero fuori in fretta, molto in fretta...Era una canzone di terrore; frase dopo frase dopo frase cercando di catturare il feeling procuratomi dalla sensazione del nulla"

A HARD RAIN'S A-GONNA FALL
words and music Bob Dylan

Oh, where have you been, my blue-eyed son?
Oh, where have you been, my darling young one?
I've stumbled on the side of twelve misty mountains,
I've walked and I've crawled on six crooked highways,
I've stepped in the middle of seven sad forests,
I've been out in front of a dozen dead oceans,
I've been ten thousand miles in the mouth of a graveyard,
And it's a hard, and it's a hard, it's a hard, and it's a hard,
And it's a hard rain's a-gonna fall.

Oh, what did you see, my blue-eyed son?
Oh, what did you see, my darling young one?
I saw a newborn baby with wild wolves all around it
I saw a highway of diamonds with nobody on it,
I saw a black branch with blood that kept drippin',
I saw a room full of men with their hammers a-bleedin',
I saw a white ladder all covered with water,
I saw ten thousand talkers whose tongues were all broken,
I saw guns and sharp swords in the hands of young children,
And it's a hard, and it's a hard, it's a hard, it's a hard,
And it's a hard rain's a-gonna fall.

And what did you hear, my blue-eyed son?
And what did you hear, my darling young one?
I heard the sound of a thunder, it roared out a warnin',
Heard the roar of a wave that could drown the whole world,
Heard one hundred drummers whose hands were a-blazin',
Heard ten thousand whisperin' and nobody listenin',
Heard one person starve, I heard many people laughin',
Heard the song of a poet who died in the gutter,
Heard the sound of a clown who cried in the alley,
And it's a hard, and it's a hard, it's a hard, it's a hard,
And it's a hard rain's a-gonna fall.

Oh, who did you meet, my blue-eyed son?
Who did you meet, my darling young one?
I met a young child beside a dead pony,
I met a white man who walked a black dog,
I met a young woman whose body was burning,
I met a young girl, she gave me a rainbow,
I met one man who was wounded in love,
I met another man who was wounded with hatred,
And it's a hard, it's a hard, it's a hard, it's a hard,
It's a hard rain's a-gonna fall.

Oh, what'll you do now, my blue-eyed son?
Oh, what'll you do now, my darling young one?
I'm a-goin' back out 'fore the rain starts a-fallin',
I'll walk to the depths of the deepest black forest,
Where the people are many and their hands are all empty,
Where the pellets of poison are flooding their waters,
Where the home in the valley meets the damp dirty prison,
Where the executioner's face is always well hidden,
Where hunger is ugly, where souls are forgotten,
Where black is the color, where none is the number,
And I'll tell it and think it and speak it and breathe it,
And reflect it from the mountain so all souls can see it,
Then I'll stand on the ocean until I start sinkin',
But I'll know my song well before I start singin',
And it's a hard, it's a hard, it's a hard, it's a hard,
It's a hard rain's a-gonna fall.

Copyright © 1963; renewed 1991 Special Rider Music
 
 
 

ALL ALONG THE WATCHTOWER: Sono stati scritti trattati per interpretare questo celebre brano di Dylan (apparso sull'album John Wesley Harding). Fondamentalmente la maggioranza dei critici sono concordi nel vedere nella figura del giullare Dylan stesso ed in quella del ladro Gesù Cristo.
I due cavalieri che si avvicinano mentre il vento comincia a levarsi potrebbero essere due dei quattro cavalieri dell'Apocalisse.
Tutto l'album John Wesley Harding secondo quanto affermato dallo stesso Dylan è zeppo di riferimenti alla Bibbia (tanto che l'artista lo ha definito il primo album di rock biblico della storia).
Alcuni hanno addirittura voluto vedere nel nome scelto da Dylan come titolo dell'album un riferimento diretto a Dio. Prendendo le iniziali del nome di John Wesley Harding (un celebre bandito del Far-West!!) ed inserendovi le vocali (nel caso specifico la "e" la "o" e la "a") si ottiene infatti uno dei nomi di Dio: JWH + e o a = JeoWaH

ALL ALONG THE WATCHTOWER
words and music Bob Dylan

"There must be some way out of here," said the joker to the thief,
"There's too much confusion, I can't get no relief.
Businessmen, they drink my wine, plowmen dig my earth,
None of them along the line know what any of it is worth."

"No reason to get excited," the thief, he kindly spoke,
"There are many here among us who feel that life is but a joke.
But you and I, we've been through that, and this is not our fate,
So let us not talk falsely now, the hour is getting late."

All along the watchtower, princes kept the view
While all the women came and went, barefoot servants, too.

Outside in the distance a wildcat did growl,
Two riders were approaching, the wind began to howl.

Copyright © 1968; renewed 1996 Dwarf Music
 
 
 

ALL THE TIRED HORSES: E' uno dei brani più strani e misteriosi mai scritti da Dylan e presenta più di una curiosità.
E' l'unico brano di Dylan a non essere cantato da lui ma da un coro di donne.
Non ha un testo vero e proprio dal momento che le voci femminili si limitano a ripetere all'infinito un'unica frase, "All the tired horses in the sun. How'm I supposed to get any ridin' done? Hmm".
E' un pezzo quasi di musica classica con un sottofondo di violini e di altri strumenti da orchestra.
E' il pezzo di apertura del più discusso album di Dylan, il doppio "Self portrait", una raccolta di covers o di vecchi brani di Bob registrati durante il celebre concerto dell'isola di Wight e potrebbe essere interpretato come una dichiarazione di intenti in quel momento particolarmente difficile per Dylan che, apparentemente, vedeva inaridirsi la propria vena compositiva.
Qualcuno ha fatto notare l'assonanza tra la parola "ridin" (cavalcare) e la parola "writin" (scrivere), la cui pronuncia è pressochè uguale, ed ha voluto cogliere un gioco di parole deliberatamente inserito da Dylan in questo pezzo con l'allusione al fatto che l'artista non avrebbe più la forza di scrivere nuove canzoni.
"Tutti i cavalli stanchi al sole, come potrò ancora cavalcare?" (o scrivere?)

ALL THE TIRED HORSES
words and music Bob Dylan

All the tired horses in the sun
How'm I supposed to get any ridin' done? Hmm.

Copyright © 1970 Big Sky Music
 
 
 

BALLAD OF A THIN MAN: E' uno dei brani più ermetici mai scritti da Dylan.
Qualcuno azzardò l'ipotesi che il Jones che non sa cosa sta succedendo fosse Brian Jones dei Rolling Stones ma l'ipotesi lascia alquanto perplessi.
Altri scrissero che Bob si volesse riferire ad un giornalista di nome Jones (e sembrerebbe che in un'occasione lo stesso Dylan confermò la cosa).
Altri ancora vollero vedere in alcuni versi del brano un riferimento all'omosessualità ("il mangiatore di spade", le frasi "dammi del latte oppure vattene", "eccoti la tua gola indietro grazie per il prestito", e l'espressione "one eyed midget" (con riferimento al pene) sottintenderebbero che il protagonista della ballata è un omosessuale che sta praticando una fellatio.
Al di là di queste interpretazioni comunque il brano resta indecifrabile.
Del resto quando Mogol chiese a Dylan di spiegargli il senso della canzone in modo che il celebre paroliere di Lucio Battisti potesse farne una versione italiana Bob rispose: "Ah, quella? Non l'ho capita nemmeno io!".
Per il testo italiano di questa canzone vedi la sezione "Testi in italiano" di "Maggie's Farm"

BALLAD OF A THIN MAN
words and music Bob Dylan

You walk into the room
With your pencil in your hand
You see somebody naked
And you say, "Who is that man?"
You try so hard
But you don't understand
Just what you'll say
When you get home

Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?

You raise up your head
And you ask, "Is this where it is?"
And somebody points to you and says
"It's his"
And you say, "What's mine?"
And somebody else says, "Where what is?"
And you say, "Oh my God
Am I here all alone?"

Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?

You hand in your ticket
And you go watch the geek
Who immediately walks up to you
When he hears you speak
And says, "How does it feel
To be such a freak?"
And you say, "Impossible"
As he hands you a bone

Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?

You have many contacts
Among the lumberjacks
To get you facts
When someone attacks your imagination
But nobody has any respect
Anyway they already expect you
To just give a check
To tax-deductible charity organizations

You've been with the professors
And they've all liked your looks
With great lawyers you have
Discussed lepers and crooks
You've been through all of
F. Scott Fitzgerald's books
You're very well read
It's well known

Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?

Well, the sword swallower, he comes up to you
And then he kneels
He crosses himself
And then he clicks his high heels
And without further notice
He asks you how it feels
And he says, "Here is your throat back
Thanks for the loan"

Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?

Now you see this one-eyed midget
Shouting the word "NOW"
And you say, "For what reason?"
And he says, "How?"
And you say, "What does this mean?"
And he screams back, "You're a cow
Give me some milk
Or else go home"

Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones?

Well, you walk into the room
Like a camel and then you frown
You put your eyes in your pocket
And your nose on the ground
There ought to be a law
Against you comin' around
You should be made
To wear earphones

Because something is happening here
But you don't know what it is
Do you, Mister Jones

Copyright © 1965; renewed 1993 Special Rider Music
 
 
 

BALLAD IN PLAIN D: Pezzo autobiografico nel quale Dylan racconta nei dettagli la fine della sua storia d'amore con Suze Rotolo.
Molti anni più tardi Dylan dichiarerà: "Sono stato proprio uno stronzo a scrivere quella canzone. Se c'è un pezzo che vorrei non avere mai scritto, bè è proprio "Ballad in plain d".
Secondo Clinton Heylin risultano particolarmente cattive e gratuite le parole usate da Bob nei confronti di Carla Rotolo, sorella di Suze, da Bob definita "la sorella parassita" e che invece, sempre secondo Heylin, era sinceramente affezionata a Bob e ne era la sua prima ammiratrice.
Ecco di seguito un brano riportato da Clinton Heylin nel suo "Jokerman":
Dopo un soggiorno a Parigi Dylan si trasferì per un paio di giorni a Berlino e quindi a Vernilya un piccolo villaggio appena fuori Atene dove rimase per una settimana a scrivere il grosso delle canzoni che avrebbero fatto parte del proprio quarto album che avrebbe dovuto cominciare a registrare appena tornato a New York, Another side of Bob Dylan. Tra le canzoni composte a Vernilya c'era anche Ballad in plain d. Basata su un'antica celebre ballata inglese Once i had a sweetheart la canzone è un dettagliato racconto della sera in cui aveva troncato la propria relazione con Suze Rotolo. Il suo ritratto di Carla come della sorella "parassita" è crudele e falso e non rende giustizia ad una persona che era stata una delle sue più grandi fans e che in seguito aveva mutato atteggiamento nei confronti di Dylan solo per amore della sorella che vedeva sottoposta ad un sistematico ricatto emotivo da parte del proprio famoso amante. Un critico una volta paragonò la canzone al leggere la posta altrui e per certo la canzone ancora suona come qualcosa del genere.

BALLAD IN PLAIN D
words and music Bob Dylan

I once loved a girl, her skin it was bronze.
With the innocence of a lamb, she was gentle like a fawn.
I courted her proudly but now she is gone,
Gone as the season she's taken.

Through young summer's breeze, I stole her away
From her mother and sister, though close did they stay.
Each one of them suffering from the failures of their day,
With strings of guilt they tried hard to guide us.

Of the two sisters, I loved the young.
With sensitive instincts, she was the creative one.
The constant scapegoat, she was easily undone
By the jealousy of others around her.

For her parasite sister, I had no respect,
Bound by her boredom, her pride to protect.
Countless visions of the other she'd reflect
As a crutch for her scenes and her society.

Myself, for what I did, I cannot be excused,
The changes I was going through can't even be used,
For the lies that I told her in hopes not to lose
The could-be dream-lover of my lifetime.

With unknown consciousness, I possessed in my grip
A magnificent mantelpiece, though its heart being chipped,
Noticing not that I'd already slipped
To a sin of love's false security.

From silhouetted anger to manufactured peace,
Answers of emptiness, voice vacancies,
Till the tombstones of damage read me no questions but, "Please,
What's wrong and what's exactly the matter?"

And so it did happen like it could have been foreseen,
The timeless explosion of fantasy's dream.
At the peak of the night, the king and the queen
Tumbled all down into pieces.

"The tragic figure!" her sister did shout,
"Leave her alone, God damn you, get out!"
And I in my armor, turning about
And nailing her to the ruins of her pettiness.

Beneath a bare light bulb the plaster did pound
Her sister and I in a screaming battleground.
And she in between, the victim of sound,
Soon shattered as a child 'neath her shadows.

All is gone, all is gone, admit it, take flight.
I gagged twice, doubled, tears blinding my sight.
My mind it was mangled, I ran into the night
Leaving all of love's ashes behind me.

The wind knocks my window, the room it is wet.
The words to say I'm sorry, I haven't found yet.
I think of her often and hope whoever she's met
Will be fully aware of how precious she is.

Ah, my friends from the prison, they ask unto me,
"How good, how good does it feel to be free?"
And I answer them most mysteriously,
"Are birds free from the chains of the skyway?"

Copyright © 1964; renewed 1992 Special Rider Music
 
 
 

DAY OF THE LOCUSTS: E' un pezzo autobiografico nel quale Dylan racconta un episodio avvenuto nel 1970.
Nel mese di giugno di quell'anno, infatti, Bob ricevette una laurea honoris causa dalla prestigiosa Università di Princeton. L'episodio, filtrato attraverso la sensibilità e l'estro poetico di Dylan, diventa così "Day of the locusts" uno dei pezzi migliori dell'album "New Morning", un piccolo gioiello generalmente sottovalutato.
Per la traduzione del brano vedi la sezione "Testi in italiano" di Maggie's Farm
 

DAY OF THE LOCUSTS
words and music Bob Dylan

Oh, the benches were stained with tears and perspiration,
The birdies were flying from tree to tree.
There was little to say, there was no conversation
As I stepped to the stage to pick up my degree.
And the locusts sang off in the distance,
Yeah, the locusts sang such a sweet melody.
Oh, the locusts sang off in the distance,
Yeah, the locusts sang and they were singing for me.

I glanced into the chamber where the judges were talking,
Darkness was everywhere, it smelled like a tomb.
I was ready to leave, I was already walkin',
But the next time I looked there was light in the room.
And the locusts sang, yeah, it give me a chill,
Oh, the locusts sang such a sweet melody.
Oh, the locusts sang their high whining trill,
Yeah, the locusts sang and they were singing for me.

Outside of the gates the trucks were unloadin',
The weather was hot, a-nearly 90 degrees.
The man standin' next to me, his head was exploding,
Well, I was prayin' the pieces wouldn't fall on me.
Yeah, the locusts sang off in the distance,
Yeah, the locusts sang such a sweet melody.
Oh, the locusts sang off in the distance,
And the locusts sang and they were singing for me.

I put down my robe, picked up my diploma,
Took hold of my sweetheart and away we did drive,
Straight for the hills, the black hills of Dakota,
Sure was glad to get out of there alive.
And the locusts sang, well, it give me a chill,
Yeah, the locusts sang such a sweet melody.
And the locusts sang with a high whinin' trill,
Yeah, the locusts sang and they was singing for me,
Singing for me, well, singing for me.

Copyright © 1970 Big Sky Music
 
 
 

DEAR LANDLORD: Secondo alcuni con questa canzone Bob si rivolge ad Albert Grossman, suo ex manager nonchè suo padrone di casa i rapporti con il quale si erano da tempo deteriorati

DEAR LANDLORD
words and music Bob Dylan

Dear landlord,
Please don't put a price on my soul.
My burden is heavy,
My dreams are beyond control.
When that steamboat whistle blows,
I'm gonna give you all I got to give,
And I do hope you receive it well,
Dependin' on the way you feel that you live.

Dear landlord,
Please heed these words that I speak.
I know you've suffered much,
But in this you are not so unique.
All of us, at times, we might work too hard
To have it too fast and too much,
And anyone can fill his life up
With things he can see but he just cannot touch.

Dear landlord,
Please don't dismiss my case.
I'm not about to argue,
I'm not about to move to no other place.
Now, each of us has his own special gift
And you know this was meant to be true,
And if you don't underestimate me,
I won't underestimate you.

Copyright © 1968; renewed 1996 Dwarf Music
 
 
 

DOWN THE HIGHWAY: Suze Rotolo, la ragazza di Bob del tempo, era partita per l'Italia per studi. Si era recata a Firenze per perfezionare i suoi studi in storia dell'arte (Suze era una pittrice di talento). Questa canzone con un Bob a pezzi per la separazione dalla ragazza, e che si rifà ai canoni classici del blues, parla di lei.

DOWN THE HIGHWAY
words and music Bob Dylan

Well, I'm walkin' down the highway
With my suitcase in my hand.
Yes, I'm walkin' down the highway
With my suitcase in my hand.
Lord, I really miss my baby,
She's in some far-off land.

Well, your streets are gettin' empty,
Lord, your highway's gettin' filled.
And your streets are gettin' empty
And your highway's gettin' filled.
Well, the way I love that woman,
I swear it's bound to get me killed.

Well, I been gamblin' so long,
Lord, I ain't got much more to lose.
Yes, I been gamblin' so long,
Lord, I ain't got much more to lose.
Right now I'm havin' trouble,
Please don't take away my highway shoes.

Well, I'm bound to get lucky, baby,
Or I'm bound to die tryin'.
Yes, I'm a-bound to get lucky, baby,
Lord, Lord I'm a-bound to die tryin'.
Well, meet me in the middle of the ocean
And we'll leave this ol' highway behind.

Well, the ocean took my baby,
My baby stole my heart from me.
Yes, the ocean took my baby,
My baby took my heart from me.
She packed it all up in a suitcase,
Lord, she took it away to Italy, Italy.

So, I'm a-walkin' down your highway
Just as far as my poor eyes can see.
Yes, I'm a-walkin' down your highway
Just as far as my eyes can see.
From the Golden Gate Bridge
All the way to the Statue of Liberty.

Copyright © 1963; renewed 1991 Special Rider Music

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