Bob Dylan
L'INTERVISTA DI KLAS BURLING, 29 APRILE 1966.

Intervista per la Radio Svedese.

D: Adesso siamo a Stoccolma con Bob Dylan. Mi domandavo se potresti spiegare un po' di più di te stesso e del tuo genere di canzoni. Cosa ne pensi del genere delle canzoni di protesta?

Dylan: Io non... Uh... Mio... oh Dio. No. (risate) No. Io non sono... Io non me ne starò qui seduto a fare questo. Io uh, sai, sono stato alzato tutta la notte, ho preso delle pillole, ho mangiato pessimo cibo ed ho letto cose sbagliate e ho fatto un viaggio in auto a cento miglia all'ora e, uh, proprio non me ne starò qui seduto a parlare di me stesso come di un cantante di protesta o cose del genere.

D: Già, ma erano le prime cose che hai fatto, voglio dire quelle che sono diventate davvero famose come singoli e cose del genere - per esempio in Inghilterra hanno pubblicato The Times They Are A-Changin' - che si suppone fosse una canzone di protesta, no?

Dylan: Oh, mio Dio! Quanto tempo fa è stato?

D: Un anno fa.

Dylan: Già, beh, voglio dire, andiamo, un anno fa! Non sto cercando di essere sgarbato o cose del genere, ma semplicemente, sai, sarei un bugiardo o uno scemo ad andare avanti con tutto questo, con tutto questo affare. Non posso farci niente se tu sei un anno indietro, sai?

D: No, ma quello è lo stile - quello è lo stile che tu avevi all'epoca e che poi all'improvviso hai cambiato con 'Subterranean Homesick Blues', la chitarra elettrica e cose del genere. C'è un motivo particolare, voglio dire, non vorresti dire qualcosa al riguardo?

Dylan: No.

D: No?

Dylan: No.

D: Come ti definiresti? Un poeta o un cantante, oppure pensi di scrivere poesie che metti poi in musica?

Dylan: No... Non so... E' così sciocco! Voglio dire tu non... tu non faresti queste domande ad un falegname, no? Oppure ad un idraulico?

D: Non sarebbe ugualmente interessante, non credi?

Dylan: Io penso di sì. Voglio dire che se è interessante per me, dovrebbe essere altrettanto interessante per te.

D: Beh, non come essere un disc-jockey, in ogni caso.

Dylan: Cosa pensi che ti risponderebbe Mozart se tu andassi da lui e gli ponessi domande come quelle che hai posto? Che tipo di domande gli faresti: "Mi dica Mr. Mozart..."

D: Beh, prima di tutto non lo farei.

Dylan: Beh, allora come mai le fai a me?

D: Beh, perchè mi interessano i tuoi dischi, e così come interessano a me penso che interessino al pubblico svedese.

Dylan: Beh, anche a me interessa il pubblico svedese, il pubblico svedese e tutto il resto, ma sono sicuro che loro non vorrebbero sapere tutte queste stupide cose, sai.

D: No, beh hanno letto un sacco di cose stupide su di te sui giornali, suppongo, ma pensavo che tu avresti potuto dire direttamente la tua per spiegare come stanno le cose.

Dylan: Non posso dire direttamente la mia. Non penso che essi debbano sentirla... Io so... Io credo che essi già la sappiano. Sanno tutto. Non conosci la gente svedese? Voglio dire, non hanno bisogno che qualcuno glielo dica, non hanno bisogno di qualcuno che glielo spieghi, voglio dire, dovresti saperlo questo. Intendo dire che la gente svedese proprio non ha bisogno che qualcuno gli spieghi niente. Tu puoi dire alla gente svedese qualcosa che si spiega da solo. La gente svedese è abbastanza intelligente per capirlo.

D: La pensi così?

Dylan: Oh, oh naturalmente.

D: Conosci qualche svedese?

Dylan: Ne conosco un sacco. Si dà il caso che sia io stesso uno svedese.

D: Oh già, certamente.

Dylan: Si dà il caso che io venga da non molto lontano rispetto a qui, amico mio.

D: Forse dovremmo provare ad ascoltare una canzone?

Dylan: Possiamo provare.

D: Sì? Quale suggeriresti allora?

Dylan: Uh, scegline una, una qualsiasi. Sai non sto cercando di essere sgarbato, sto solo cercando di compiacerti e di aver un bel ... che tutto quanto vada bene, lo capisci?

D: Già, è per questo che ti ho fatto delle domande, e tu avevi la possibilità di far sì da solo che tutto andasse bene.

Dylan: Non voglio farlo da solo.

D: OK.

Dylan: Non voglio fare niente da solo... a che pro?

D: O contro che cosa?

Dylan: Beh, tu lo sai cosa è contro e cosa è pro. Non ho bisogno di dirtelo. E' pro, sai, è pro ... beh, è pro... beh sai le mie canzoni sono tutte canzoni matematiche. Tu lo sai cosa significa, perciò non ho bisogno di entrare nello specifico. Si dà il caso che questa canzone di protesta confini con l'idea matematica delle cose, sai e questa in particolare si dà il caso che abbia a che fare con una minoranza di, sai, storpi ed orientali, e, uh, sai, ed il mondo nel quale essi vivono, riesci a capire, sai, comprendi, sai. E' una specie di quelle cose del Nord del Messico, uh, molto di protesta. Molto molto di protesta. E, uh, è una delle cose più di protesta fra tutte le cose contro cui io abbia mai protestato nei miei anni di protesta. Ma uh... (ndt, non viene specificato quale canzone abbiano ascoltato)

D: Ci credi davvero?

Dylan: Ci credo?

D: Già.

Dylan: Non devo crederci, sai, io l'ho scritta! Voglio dire, ti sto dicendo che l'ho scritta! Dovrei conoscerla!

D: Già. Perchè quel titolo? Non viene mai menzionato nella canzone.

Dylan: Beh, noi non menzioniamo mai le cose che amiamo. E questo è... da dove vengo io questo è... questo è blasfemia. Blas-per-for-me, conosci questa parola? Blas-per-for-me?

D: Sì.

Dylan: Ha a che fare con Dio.

D: Ascoltiamo la canzone?

Dylan: OK

D: Che sta vendendo abbastanza bene negli Stati Uniti. Che ne pensi al riguardo?

Dylan: E'... E'... Terribile.

D: Davvero?

Dylan: Sì. Io non voglio, uh... perchè è una canzone di protesta. Una canzone di protesta davvero... Non si dovrebbero ascoltare davvero le canzoni di protesta.

D: Beh, io la vedo in questo modo, cioè che un sacco di persone acquistano il disco per ascoltarlo, tutte le stazioni radio e così via. Così un sacco di gente potrebbe ricevere il messaggio in questo caso.

Dylan: Già. Ricevono il messaggio. Sono felice che essi ricevano il messaggio. Era anche un buon disco, no?

D: Come ti senti a guadagnare un sacco di denaro, se in realtà non sei interessato alla cosa?

Dylan: Mi piace guadagnare un sacco di denaro.

D: All'inizio non ne avevi tanto, ma ora ne hai un sacco. Cosa ne fai?

Dylan: Niente.

D: Non ti interessa?

Dylan: No. Davvero io non... Qualcun altro lo maneggia per me, sai. Io faccio solo le stesse vecchie cose.

D: Quando scrivi una canzone, scrivi prima la melodia o le parole?

Dylan: Uh, scrivo tutto sai. Scrivo tutto insieme, la melodia e le parole.

D: Contemporaneamente?

Dylan: Già. In realtà la melodia è qualcosa che non è veramente importante. Viene in maniera naturale, sai.

D: Nei primissimi tempi altri artisti erano soliti prendere le tue canzoni e registrarle ed ottenere grandi successi e cose del genere. Cosa ne pensi?

Dylan: Beh, non la penso in nessun modo particolare, davvero. Ero felice, sai.

D: Ti piace il fatto di essere diventato improvvisamente famoso, prima come autore di canzoni e poi come cantante?

Dylan: Uh, già, in un certo modo è tutto finito, sai? Non ho più alcun interesse. Avevo degli interessi quando avevo 13, 14, 15 anni e volevo diventare una famosa stella e tutto questo genere di cose, ma io ho suonato, sai, sul palco, seguendo spettacoli da circo, fin da quando avevo 10 anni. Sono 15 anni che faccio quel che sto facendo. Voglio dire, sai, lo faccio meglio di chiunque altro.

D: E oggigiorno, che cosa vuoi fare?

Dylan: Niente.

D: Niente?

Dylan: Niente.

D: Ti piace viaggiare? Esibirti?

Dylan: Sì, mi piace esibirmi. Ma non mi interessa viaggiare.

D: E fare dischi?

Dylan: Mi piace fare dischi.

D: Ora hai un gruppo che, suppongo, non avevi quando hai iniziato.

Dylan: No, avevo già un gruppo quando ho iniziato. Devi capire che io vengo dagli Stati Uniti, sai. Non so se conosci gli Stati Uniti. Non sono come l'Inghilterra, per niente. La gente della mia età, sai, 25, 26 anni, sono tutti cresciuti suonando la musica rock'n'roll, sai.

D: Anche tu?

Dylan: Certo, voglio dire, perchè era il solo tipo di musica che sentivi. Voglio dire che tutti quanti l'hanno fatto perchè tutto quel che sentivi in giro era rock'n'roll e country and western e rhythm and blues. Poi ad un certo punto tutto quanto è finito nel latte, sai, - è finito con Frankie Avalon, Fabian e questo genere di roba. Non è che fosse diventato brutto, ma semplicemente era... non c'era più nessuno che tu potevi guardare desiderando di essere come lui, sai? Così tutti se ne andarono via. Ed io me lo ricordo quando successe. Ma in realtà nessuno ha mai perduto questa cosa. E poi è venuta la musica folk come sostituta per un certo periodo, ma era appunto solo una sostituta, capisci? Tutto qui. Ora è di nuovo tutto diverso, a causa degli inglesi. Gli inglesi... quel che hanno fatto gli inglesi è dimostrare che si poteva far denaro, sai, suonando la stessa musica di una volta, e questa è la verità. Tu sai che non è una menzogna. Ma, uh, sai, gli inglesi non possono suonare musica rock'n'roll.

D: Che ne pensi dei Beatles allora?

Dylan: Oh, i Beatles sono grandi, ma non suonano rock'n'roll.

D: Li hai incontrati un po' di volte, sia negli Stati Uniti che in Inghilterra.

Dylan: Sì, li conosco i Beatles, non suonano ...

D: Pensi che non suonino rock'n'roll?

Dylan: No, non suonano rock'n'roll. Sono piuttosto come .... Il rock'n'roll è per... è un'estensione delle 12 battute del blues. Ed è una musica bianca, sai, per ragazzi diciassettenni bianchi. Tutto qui. Questo è quel che è il rock'n'roll. Il rock'n'roll è un falso, uh, un falso tipo di tentativo di sesso, sai.

D: Ma allora come definiresti il tuo stile? La musica che canti?

Dylan: Non so. Non ho mai sentito nessuno che canti e suoni come me, perciò non saprei...

D: Non c'è nessuna definizione per il tuo tipo di musica che vorresti provare a dare?

Dylan: Musica matematica.

D: Sì? OK, se vuoi scegliere un'ultima canzone per questa intervista...

Dylan: Sceglila tu.

D: Non ce n'è una che ti piacerebbe più di un'altra?

Dylan: No. Beh, preferirei, sai, Tombstone Blues piuttosto che Pretty Peggy-O! Ma devi scegliere tu.

D: OK. Allora molte grazie.


traduzione di Michele Murino


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