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resta un profeta vitale di Jon Bream da "Star Tribune" |
Pubblicato il 30 Dicembre 2001
Sotto tutti i punti di vista Bob Dylan ha avuto un anno straordinario.
Ha vinto il suo primo Oscar ed ha fornito una performance
irresistibilmente particolare durante la notte della premiazione, una performance
che ha fatto parlare più del discorso di accettazione di Julia Roberts
o del vestito da cigno di Bjork.
Dylan ha pubblicato un album, "Love and Theft", che
è una pietra miliare ed è diventato l'album rapidamente più
venduto della sua quarantennale carriera. Ha intrapreso un tour memorabile
che ha ricevuto le lodi dei critici e dei fans inclusa una generazione
giovane abbastanza da poter essere i nipoti di Dylan.
Bob Dylan ha anche compiuto 60 anni.
Voltaire aveva 64 anni quando scrisse "Candido". Alfred
Hitchcock ne aveva 61 quando diresse "Psycho". Jessica Tandy aveva 80 anni
quando vinse l'Oscar come miglior attrice protagonista per il film "Driving
Miss Daisy".
Nel campo musicale il 75enne Tony Bennett ha meritato
una sfilza di recenti Grammy.
Il tenore Luciano Pavarotti, 66 anni, ha ancora una
voce eccellente e riempie i teatri.
Il violinista jazz Stephane Grappelli ed il chitarrista
classico Andres Segovia hanno ricevuto i maggiori successi di pubblico
quando avevano 80 anni.
Ma un musicista di 60 anni o più vecchio ha mai scritto, registrato e prodotto un album di materiale originale vitale e vibrante come il "Love and Theft" di Bob Dylan?
L'album potrebbe non raggiungere "Blonde on blonde"
o gli altri capolavori di Dylan degli anni 60 è non è penetrante
come "Blood on the tracks" del 1975.
Ma è più piacevole e vario del "Time
out of mind" del 1997, una triste meditazione sulla mortalità che
ha vinto il Grammy come album dell'anno.
Senza alcun dubbio il nuovo disco di Dylan è stato il miglior album del 2001, ed è stato pubblicato proprio l'11 settembre.
Forse Dylan aveva profetizzato la catastrofe nella
sua canzone vincitrice dell'Oscar "Things Have Changed" dal film "Wonder
Boys":
"Any minute now I'm expecting
all hell to break loose/ People are crazy and times are strange. ... If
the Bible is right, the world will explode."
L'11 settembre la sua nuova "Lonesome Day Blues" ha fornito un tempestivo balsamo. "Well, today has been a sad and lonesome day", canta Dylan all'inizio del brano prima di lanciarsi al galoppo in un blues sull'amore e la guerra.
"Love and Theft" è vivace e profondo, arguto ed oscuro - una collezione di racconti sull'amore sbagliato.
Il rauco cantato di Dylan è intenso ed eccezionalmente
versatile.
Il suono è il migliore mai sentito sugli album
recenti di Dylan perchè egli ha lavorato con i musicisti della band
che lo accompagna in tour, ed è un suono spontaneo.
E la musica è un salubre viaggio attraverso
gli stili pre-rock 'n' roll.
Il disco ha avuto un impatto immediato. Non solo le
recensioni sono state brillanti ma "Love and Theft" è stato dichiarato
disco d'oro una settimana dopo la pubblicazione.
L'album è in lizza per la candidatura a finalista
nell'assegnazione dei Grammy quale disco dell'anno.
"Love and Theft" ha anche ringiovanito lo show di Dylan.
Per la prima volta in tempi recenti egli ha presentato
numerose canzoni dal suo attuale album. La rivista Rolling Stone ha osservato:
"Dylan ha fornito alcune delle più vibranti ed incisive esibizioni
fin dai tempi del suo storico tour con gli Hawks (diventati poi The Band)
nel 1965 e 1966.
In concerto come sul disco Dylan ha esplorato il territorio
della musica Americana.
Ha spesso aperto con la canzone di Fred Rose dal titolo
"Wait for the Light to Shine" tema del programma televisivo country-western
TV "Town Hall Party" dei tempi della sua fanciullezza nel Nord del Minnesota,
quando era conosciuto come Bobby Zimmerman.
Dylan ha eseguito canzoni oscure e difficilmente pronosticabili
accanto a classici irrinunciabili come "Masters of War", "Like a Rolling
Stone" e "Blowin' in the Wind".
Il 25 Ottobre all'Xcel Energy Center di St. Paul, Minnesota, eccezion fatta per la presentazione dei suoi musicisti, Dylan non ha detto nulla al pubblico del suo stato natale, dove spesso ritorna per recarsi nella sua fattoria nella periferia delle Città Gemelle St.Paul-Minneapolis.
Dylan ha richiamato 14.032 fans -- il maggior pubblico locale da molti anni - la gran parte del quale era composto da ragazzi ventenni che ci si sarebbe aspettati di vedere ad un concerto di Phish o di Big Wu.
I tempi stanno cambiando per Dylan, un portavoce leader di una generazione i cui slogan includevano: "Non fidatevi di nessuno al di sopra dei 30 anni".
Dylan ha trascorso la parte migliore del suo 61mo anno provando in maniera evidente che, come riporta Rolling Stone: "L'età non ha una grande importanza quando si arriva alle vette più alte della propria vita creativa".
Dylan ha provato che lui e la sua musica - sia la nuova
che la vecchia - hanno veramente ancora importanza.
-- Jon Bream is at popmusic@startribune.com or 612-673-1719.
http://www.startribune.com/stories/457/912620.html
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