Care lettrici, cari lettori, la settimana scorsa sono
andato al Teatro Ciak di Milano a vedere lo spettacolo di Shel Shapiro.
Sì proprio lui, il "capellone" dei Rokes, quello di "Che colpa abbamo
noi" ("Sarà una bella società, fondata sulla libertà...").
Shel ha 63 anni e il pubblico in sala poco più
o poco meno.
Diciamo che non era proprio un evento per teenager, insomma.
E perchè ve ne parlo?
In due ore e mezzo, Shel fa una specie di "ripassone"
della storia della musica, da Elvis Presley in poi.
Aiutato dai testi di Edmondo Berselli, l'ex figlio dei
fiori arriva a una conclusione netta, vera e sconcertante.
In sostanza dice: la musica di oggi, tutta quella che
ascoltiamo da mezzo secolo, è nata "in una manciata di anni, forse
di mesi", più o meno alla metà degli anni 60. I Beatles,
Bob Dylan, i Rolling Stones...
E lì la creatività è morta. Tutto
quello che è venuto dopo a ben guardare, anzi a sentire, è
solo variazione sul tema.
Rielaborazioni e reinvenzioni prima energetiche, poi
sempre più stanche. (...) Oggi la produzione di canzoni, di generi,
di ritmi forse non è mai stata così sovrabbondante. (...)
Però... Viene da chiedersi: c'è qualche
Bob Dylan in giro? Vedete tracce di Beatles? (...)
In compenso prendete le classifiche di vendita nazionali
e internazionali: sono il trionfo dei "Best of" e delle cosiddette cover,
cioè il rifacimento di vecchi pezzi. Si riarrangia, si imita, si
copia, si mixa.
E davanti a tutti ci sono sempre i soliti mostri sacri.
(...) Colpa della società che non offre più stimoli creativi?
O colpa del fatto che con sette note, la batteria, il
basso eccetera, più di tanto non si può inventare?
Mah, la musica no, non è finita.
Ma forse la fantasia sì.
Umberto Brindani (da "Sorrisi e Canzoni TV" n. 5, Gennaio
2008)