“Simple twist of fate”
del 26-07-2002    e del 22-03-2007

( Liberamente basato sulle liriche e le atmosfere dell’omonimo brano dylaniano)

“La gente mi dice che è un peccato un sapere ed un sentire esagerato. Io ancora credo che lei fosse la mia gemella, ma ho perduto l'anello. Lei nacque in primavera, ma io nacqui troppo tardi
diamo la colpa ad un semplice scherzo del destino”

                                                                                              (Bob Dylan   “Simple twist of fate”)
 

“Avevano realizzato una bell’opera d’arte moderna con la loro secondogenita: Federica.
Adoperando una tela scadente, colori inadatti e un pennello buono da buttare, s’erano cimentati con questa figura cubista, realizzata con tecnica primitivista. La ragazza non presentava deficit mentali o menomazioni fisiche, a parte la pelle a buccia d’arancia, cui lei aveva provveduto applicando un maglione e un pantalone di cartavetrata. Era più che altro ricoperta da una placenta d’isolante menefreghismo che riusciva abilmente a celare dietro la vocazione per discipline letterarie. Era una persona dai sentimenti schizofrenici. Sul suo cuore c’era stampata una croce celtica, che la portò ad allontanarsi dal suo talento fino a nasconderlo nei meandri della sua tortuosa scatola onirica a forma di vulva. Immaginare com’era stato il suo viaggio emotivo, nel corso del tempo, era impresa ardua: bugie, bugie e dolore, pigrizia nel sentimento, squarci di follia e cuore di ghiaccio il tutto mixato con ottimi schemi mentali degni del miglior Dylan surrealista e della sua poetessa preferita, Sylvia Plath.
 
Federica viveva ai margini del suo folle universo dove anime fiammeggianti e angeli senza fissa dimora albergavano in tutta tranquillità, ma non fuoriusciva nemmeno una delle sue visioni, nonostante apprezzasse come pochi “Blonde on Blonde” e in particolare”Visions of Johanna”.
Evidentemente non credeva fino in fondo nelle capacità artistiche di Damiano o pensava non potesse resistere nel corrotto mondo dello show biz come invece era stato in grado di fare il “Vate di Duluth”!
Avvinghiato attorno ai suoi lampi d’orgoglio e alla sua burlesca figura, Damiano conduceva un’esistenza fuori dal comune accettando il Destino e cercando purezza nella sua anima devastata. Al di sopra o forse senza raggiungere la mediocrità che il gregge erroneamente considera “normalità”. C’è chi nasce col vento contro e chi in qualche modo riesce a sfruttarlo a favore: finché un giorno si sveglia e s’intende che non aveva alcun senso. Nonostante ogni sforzo la sua diversità continuerà ad emergere e a tormentarlo! Convivere coi propri demoni senza ricacciarli nel profondo della mente; perché un giorno potrebbero prendere il sopravvento e farti sprofondare nell’abisso della follia che ogni individuo possiede! Questo voleva dire Damiano a Federica, ma non aveva la faccia tosta né la volontà di ferirla. Dietro la sua aggressività si nascondeva una creatura spaventata e confusa. Damiano sfruttava ogni molecola di energia positiva per non farla rinchiudere nel suo carro armato: un possente Leopard 2 armato con un cannone da 120 mm ad anima liscia Rheinmetall. Parlavano sempre e solo d’arte e sfuggivano dal conoscersi realmente con un’abilità che solo due dissociati possono fare. Forse erano entrambi insicuri, di quelli che la vita l’ hanno semmai letta sui manifesti pubblicitari o peggio su letteratura di serie B! Poche esperienze e tutte inutili e insolvibili. Tutto questo porta ad una sola strada: la sofferenza e la repressione, la falsità! La verità non è Una e oggettiva, il mondo è fatto di tante realtà, così che tutti gli elementi del cosmo non possono convivere in un unico punto di vista.

“Lui si svegliò, la stanza era deserta, non la vide da nessuna parte. Disse tra sè che non gliene importava, spalancò completamente la finestra, sentì un vuoto dentro che proprio non poteva spiegare causato da un semplice scherzo del destino.”

Damiano osservava la sua nemesi, vestita col suo chiodo ed una T-shirt su cui c’era scritto:- He felt the heat of the night hit him like a freight train Movin' with a simple twist of fate. Provò disagio ed infine compassione per quello strano figuro.
- Se hai bisogno di una qualsiasi cosa, non farti scrupoli, chiedimi quello che vuoi ? - Disse Damiano.
- Avrei bisogno di qualcuno con cui parlare, ma sul serio, non per solitudine: sei pronto per
ricevere il mio tormento e le mie ansie? Replicò la sua Nemesi -
- Apriti liberamente, come se avessi trovato il tuo Spirito Guida!
- Sto solo cercando di capire, perché i miei pensieri stanno così incasinati: ho una ragazza. Ci sto perché mi piace, o meglio mi piace l’immagine che proietto di me con lei, sono schiavo delle convenzioni, tutto sembra andare bene, ma non sono più sicuro di provare quel brivido e quell’emozione che prima sentivo anche se solo mi sfiorava! Adesso faccio sesso solo per noia e per sfogarmi, prima era tutto un fremito… c’era trasporto, c’era il fuoco, adesso è rimasto solo un fiammifero mezzo consumato!
- Sai, io non sono così fortunato: la ragazza che mi piace, nemmeno lo sa cosa provo per lei. Sono un codardo e lo sono sempre stato… spesso tendiamo a complicarci la vita e ad ingarbugliarci la mente perché corriamo incontro ai nostri sogni e alle nostre ossessioni. Amo ogni singolo istante della mia disgraziata vita e non mi lamento perché sono stato io a scegliere il sentiero più tortuoso e ne pago il dazio, ma va bene così, finchè il destino lo vorrà, io obbedirò!

La Nemesi con un balzo si allontanò lasciando Damiano accecato dalla luce delle sue sempreverdi ossessioni. Cominciò a camminare, con la mente e il cuore in apnea. Giunse nei pressi della stazione ferroviaria. Al bar ordinò una Moka Drink: era ghiacciata, la sorseggiò godendo di quella lieve brezza di Maggio. Entrò e fece un biglietto a chilometraggio, salendo sul primo treno in partenza. Aveva dentro una confusione e non voleva capire il perché.
Lacrime dal cielo caddero copiose quella notte sulla sua città, ma non toccarono il suo debole stato d’animo. Col vento contro sfuggiva dalla statica situazione che lo aveva circuito, alla ricerca della strada del tuono o molto più probabile degli artigli perduti.
Federica stava leggendo di vite parallele che si uniscono ad incastro e che procedono con tutta la foga della disperazione. Uno sfasamento nelle onde del destino catapultò il protagonista della novella in un paradosso, ma questi ne venne fuori con eroico distacco. Lei se ne innamorò subito, soprattutto per il suo modo di fare, onesto: era balzato su quel treno in corsa, senza riflettere, rapito dai sensi e dal suo istinto. Tutto il contrario della sua realtà circostante, dove c’erano solo figure di contorno come Damiano, che lei aveva definito l’antitesi del romanticismo, schiavo del suo patetico destino di cartone.
“Sedevano insieme nel parco mentre il cielo della sera diventava scuro, lei guardò verso di lui e lui sentì un brivido percorrergli le ossa. Fu allora che si sentì solo e desiderò di aver proseguito dritto
ed aspettò un semplice scherzo del destino.
Camminarono lungo il vecchio canale, un pò confusi. Lo ricordo bene e si fermarono in uno strano hotel con una luce al neon lampeggiante. Lui sentì il calore della notte investirlo come un treno merci movendosi con un semplice scherzo del destino.”
                                                                                               (Bob Dylan    “Simple twist of fate”)