SEGNI D'AMORE
1) Lugano addio
2) Noi non moriremo mai
3) Signora bionda dei ciliegi
4) Cleo
5) Canzone per Susy
6) La sposa bambina
7) Signorina
8) Agnese
9) E sei così bella
10) Firenze (Canzone triste)
I musicisti:
Ivan Graziani - chitarre
Beppe Pippi - basso
Pasqualino Venditto - batteria
Carosello - 1989
Le Canzoni:
GLI INEDITI
La sposa bambina
testo e musica Ivan Graziani
Una storia d'amore tra un ragazzo ed una ragazza della stessa patria
ma non della stessa terra tra Palestina ed Israele. Lei novella Giulietta
andrà a cantare per lui in chiesa fra le candele accese e il canto
salirà come una preghiera.
"La sposa bambina di 14 anni appena, cioccolatina in una terra ancora
straniera, guarda la pioggia che si fa più fredda, e neve diventerà...
E non è il leone, nè i tetti d'oro d'Israele a segnarle il
cuore, il suo cuore di bambina, ma un ragazzo di guerra della sua stessa
patria, ma non della sua stessa terra".
L'amore tra i due sarà più grande di ogni altra cosa
e così "...il muro... ogni muro sarà un deserto
e il pianto diventerà un mare azzurro e aperto...".
Musicalmente caratterizzato da uno splendido violino e da una eccellente
performance vocale è uno dei brani migliori di Ivan.
LE ALTRE CANZONI
(versioni di vecchi classici
reincisi e "modernizzati" con nuovi arrangiamenti)
Lugano addio
Secondo alcuni il capolavoro di Ivan... sicuramente uno dei suoi pezzi
più belli e più celebri.
Una splendida melodia fa da sfondo ad una storia piena di nostalgia
per un ricordo di tanti anni prima, un ricordo legato ad una donna alla
quale Ivan dedica dei versi che sono entrati nella storia della canzone
italiana: "Le scarpe da tennis bianche e blu... seni pesanti e labbra rosse...
e la giacca a vento...".
Uno dei più celebri ritratti della vasta galleria di personaggi
femminili di Ivan, quello di Marta che cantava "Lugano addio" e che parlava
di frontiere, finanzieri e contrabbando... "Marta io ti ricordo così...
Il tuo sorriso... i tuoi capelli fermi come il lago...".
Il brano è pervaso da un profondo senso di nostalgia reso in
maniera estremamente efficace dal cantato "sospeso" di Ivan, che fa immedesimare
l'ascoltatore trasmettendogli lo struggimento per quei ricordi...
"Addio Lugano Bella" era un canto anarchico. Forse Ivan si riferisce
a questa canzone quando canta "Lugano addio, cantavi...".
La figura di Marta era ispirata ad una ragazza di Urbino amica di Anna
Bischi, moglie di Ivan.
Noi non moriremo mai
Uno dei testi più belli e commoventi di Ivan in cui egli rievoca
i ricordi legati ad un suo vecchio amico di Urbino (città nella
quale Ivan ha studiato e vissuto), mescolando da una parte i ricordi legati
alla musica, come le canzoni dei Beatles ("She loves you yeah! Yeah! Yeah!...
You say goodbye and I say hello... Hey Jude, don’t make it bad...", sono
i versi citati nel coro finale) e di Janis Joplin ("Janis Joplin siede
sul trono, fuma e sorride... Ragazzi parlate piano, non bisogna svegliarla
dal sogno...") e dall'altra le conversazioni tra i due amici in splendidi
versi ricchi di pathos: "Sulle colline a disegnare dove il fiume
s’incontra col mare, sull’Adriatico silenzioso le tue parole: 'Noi amico
mio vedremo un mondo migliore, perché noi non moriremo mai'... "
Signora bionda dei ciliegi
Uno dei più famosi e meglio riusciti brani di Graziani del filone
nostalgico... di quelli intrisi di ricordi di un amore lontano... Un ragazzo
dopo la scuola si reca in una villa in cui "la signora bionda dei ciliegi"
("...la signora che era tanto più grande di me") lo inizia all'amore
e al sesso su un divano dannunziano... tra il piacere e il terrore... l'odio
e l'amore... in un gioco crudele...
Il protagonista si ritrova davanti alla bianca villa ormai vuota e
le "chiede" di riaccendere le luci di un tempo e di rievocare le immagini
di allora...
La capacità descrittiva di Graziani, qui coadiuvato dal paroliere
Cheope (Alfredo Rapetti, il figlio di Giulio "Mogol" Rapetti), è
come sempre estremamente efficace con la descrizione di piccoli particolari
potentemente evocativi che si affastellano nella mente del protagonista
nel rievocare quei ricordi lontani... un bicchiere di spuma freddo nella
mano... il grande specchio in cui si riflette il giorno... la villa prigioniera
nella sua rete... i libri sotto il braccio... sì signora, dopo i
compiti di scuola, alle cinque a casa sua... non mancherò...
Cleo
Un altro degli indimenticabili ritratti femminili di Ivan sorretto
da una delle sue migliori melodie.
Cleo è una ragazza greca per cui l'amore è un dono degli
dei, "vergine bianca in un tempio"... Ma io - canta il protagonista - non
sono Ercole di Lidia e la strada è lunga tra Torino e Salonicco...
Bellissimo il ritornello estremamente orecchiabile ed accattivante
con la voce di Ivan come sempre molto suggestiva ed un eccellente lavoro
di chitarre che conferiscono al brano quel sound mediterraneo che ben si
attaglia al tema trattato, ricco di echi della classicità greca.
E' uno dei brani più affascinanti di Ivan.
Canzone per Susy
Una bella canzone, tra le più tipiche di Graziani, con un testo
cinematografico ed una delle sue classiche storie al limite del surreale
(chissà se vere o inventate... ma in questo caso Ivan disse che
si trattava di una storia vera, aggiungendo: "Io alla fantasia non ci credo...
la realtà è molto più fantastica basta leggere un
giornale...). Lo sfondo è, come spesso nel caso di Ivan, quello
della provincia italiana. Susy è una cantante innamorata del suo
bassista, un bassista duro di rock 'n' roll che si adatta a suonare valzer,
e canta per passione esibendosi in provincia. Lui è sposato e sua
moglie una sera per vendicarsi della rivale si apposta nel camerino e le
taglia i lunghi capelli: "Oh Susy, quella sera... perchè sei entrata
dentro al camerino... adesso avresti ancora i tuoi capelli lunghi... lunghi
lunghi fino al mandolino..."
Signorina
Una giovane insegnante "sola e disperata" si innamora di uno dei suoi
studenti, "Raimondo il poeta, ripetente di diciotto anni che sta sempre
agli ultimi banchi..."
L'episodio suscita lo scandalo generale e l'insegnante, "...cattivo
esempio per tutti quanti...", viene allontanata e spedita "...giù
in Calabria... da dove nessuno sa quando ritornerà..."
Un'altra delle tipiche storie di Ivan, ricche di situazioni di vita
vissuta, di scene descritte con un linguaggio minimalista, colorite qua
e là con un certo acido sarcasmo (che si ritroverà in particolar
modo anche in "Malelingue") e pervase dal desiderio di fuggire da un mondo
provinciale in cui tutto è noia, alla ricerca di un luogo "...dove
niente è peccato e dove non ti senti solo e disperato..."
Da un punto di vista musicale ha una bella e malinconica melodia.
Agnese
Versione riveduta per uno dei capolavori di Ivan e uno dei suoi celebri
ritratti femminili. Inizia con una citazione da "While my guitar gently
weeps" dei Beatles nel primo verso tradotto quasi letteralmente: "Se la
mia chitarra piange dolcemente...", per poi inoltrarsi in una dolce e struggente
galleria di immagini nostalgiche che rimandano con la mente a giorni lontani
e felici mentre il presente del protagonista è fatto di nebbia nei
polmoni mentre va in bici la mattina presto (...ma non c'è più
Agnese seduta sul manubrio a cantar canzoni...).
Come per le altre celebri canzoni di Ivan inseribili in questo filone,
da Firenze a Lugano addio, anche per Agnese va sottolineata la grande capacità
dell'autore di abbinare un cantato che trasmette il senso di rimpianto
per qualcosa che si è perso a bellissime e delicate immagini che
portano allo stesso tempo ricordi dolci e amari, oltre a versi dalle soluzioni
ardite come "...se continuo a bere i miei liquori inquinati... è
vero che quei giorni... non li ho dimenticati..." e malinconicamente struggenti
come nel verso finale "Agnese dolce agnese color di cioccolata adesso che
ci penso... non ti ho mai baciata...".
La canzone fu anche al centro di un "caso" quando, tempo dopo la sua
uscita, Phil Collins pubblicò un brano dal titolo "A groovy kind
of love" che musicalmente era praticamente identico ad "Agnese". Ma Phil
Collins non aveva plagiato Graziani. Semplicemente entrambi gli artisti
avevano rielaborato un brano di Muzio Clementi, musicista del 700, spesso
presente nei libri come esercizio di pianoforte.
E sei così bella
Grande brano la cui melodia è una delle migliori di Ivan. Anche
il testo, un po' sopra le righe, è tipico della sua ironia con l'esaltazione
della bellezza della donna: "E sei così bella... da non credere
sei... la mia vita è tua anche quando non ci sei...", alla quale
fanno però seguito i versi incredibilmente arditi per una canzone
dedicata ad una donna: "E sei così scema che più scema non
c'è... ed odiarti lo vedi è più forte di me... ma
l'incanto continua... da non credere sei... per te morirò".
E' dedicata alla moglie Anna che disse: "La frase 'e sei così
scema...' è vera. Ivan venne da me e mi disse '...senti questa cosa
che ti ho dedicato...' e mi fece sentire '...e sei così scema'..."
Firenze (Canzone triste)
Uno dei grandi capolavori di Ivan Graziani, qui "riveduto e corretto".
Il brano è nostalgicamente struggente nella rievocazione di un passato
amore sullo sfondo di una Firenze culla dell'arte dove "gli occhi di marmo
del colosso toscano guardano troppo lontano". Due uomini e la stessa donna
amata. "Una donna da amare in due in comune tra te e me... Tu tornerai
in Irlanda con la tua laurea in filosofia... ma io che farò in questa
città... fottuto di malinconia e di lei...".
Il testo è molto ispirato, ben costruito ed estremamente lirico.
Michele Murino