Le interviste a Bob Dylan

"Anche in questo stesso istante
in cui dico "io",
non so di chi sto parlando..."

L'intervista di Scott Cohen - Dicembre 1985

seconda parte

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Tales of Yankee Power

Le canzoni migliori sono le canzoni che scrivo e di cui non so niente al riguardo. Sono una fuga, un'evasione. Non è che io ne faccia molte di quel tipo di canzoni perchè forse è più importante aver a che fare con qualcosa che succede realmente piuttosto che metterti in un posto in cui tutto quello che puoi fare è immaginare qualcosa. Se puoi immaginare qualcosa e in realtà non l'hai mai sperimentata realmente, in genere è vero che qualcun altro è passato davvero attraverso quella situazione e dunque ci si potrà identificare. In realtà penso alle storie di Poe, "Il cuore rivelatore," "Il pozzo e il pendolo". Stai certo, se guardi la sua vita, che in realtà Poe non ha mai avuto un'esperienza reale di quel genere di cose. Ma dalla sua immaginazione sono nate storie fantastiche. Come a dire, "Ecco, sono bloccato con questo lavoro e non riesco a venirne fuori. Sono un impiegato statale, cosa farò adesso? Odio questa vita." E allora cosa fa? Si siede nella sua soffitta e scrive una storia e tutti quanti pensano che sia un personaggio davvero strano. Ora, non è che io pensi che sia un modo illegittimo... ma poi hai qualcuno come Herman Melville che invece scrive sulla base delle esperienze, "Moby Dick" o "L'uomo di fiducia". Anche se penso che ci sia una certa dose di fantasia anche nelle sue opere. Te lo vedi a cavalcare sul dorso di una balena? Non so. Non sono mai stato in un college a frequentare un corso di letteratura. Posso solo provare a rispondere a questo tipo di domande perchè si suppone che io sia qualcuno che ne sa qualcosa a proposito della scrittura, ma la realtà è che non ne so molto al riguardo. E comunque non so cosa ci sia da sapere a proposito. Io ho iniziato a scrivere perchè cantavo. Penso che sia una cosa importante. Ho iniziato a scrivere perchè le cose cambiavano in continuazione e c'era bisogno che una certa canzone venisse scritta. Ho iniziato a scriverle perchè le volevo cantare. Se fossero state già scritte allora io non avrei mai iniziato a scriverle. Ad ogni modo, una cosa portò ad un'altra e iniziai a scrivere le mie canzoni, ma in realtà fu un caso, non è che mi fossi preparato a farlo, ma va detto che avevo cantato un mucchio di canzoni di altri autori prima di scrivere le mie. Anche questa è una cosa importante, penso.


Edgar Allan Poe

Hai mai inviato le tue poesie a riviste specializzate nel genere?

No, non ho iniziato a scrivere vere e proprie poesie fino alla fine del liceo. Avevo 18 anni circa quando ho scoperto Ginsberg, Gary Snyder, Phillip Whalen, Frank O'Hara, e altri di quel tipo. Poi sono andato a ritroso e ho letto quelli Francesi, Rimbaud e Francois Villon; ho iniziato a mettere delle melodie alle loro poesie. Una volta c'era una scena di musica folk ed un'altra di club di jazz praticamente dovunque. Le due scene erano davvero molto collegate, posti in cui i poeti leggevano accompagnati da un piccolo gruppo jazz, per cui per un certo periodo io fui molto vicino a questa scena. Le mie canzoni non erano influenzate tanto dalla poesia sulla pagina stampata ma piuttosto dalla poesia recitata dai poeti che leggevano le loro composizioni accompagnati da gruppi jazz.


Bob Dylan e Allen Ginsberg

The Real You at Last

A volte il "tu" che è presente nelle mie canzoni si riferisce a me stesso, sono io che parlo a me stesso. Altre volte magari parlo a qualcun altro. Ma se sto parlando a me stesso in una canzone, non è che lascio tutto e dico, bene, ora sto parlando con te. Sta agli altri capire chi è chi. Un sacco di volte sei "tu" che parli con "te". E anche l' "io", come in "I and I", cambia di volta in volta. Potrei essere io, oppure potrebbe essere l' "io" che mi ha creato. Ma potrebbe anche essere un'altra persona che sta dicendo "io". Anche in questo stesso istante in cui dico "io" non so di chi sto parlando...

All I Really Want to Do

Finchè continuerò a fare dischi e a suonare, cosa che non ho ancora finito di fare, devo proseguire con la scena che al momento c'è intorno. Non sono Pete Seeger, non sono in grado di fare quel che fa lui. In realtà una volta l'ho fatto, quando ho guidato duemila, tremila persone grazie alle canzoni, ma non l'ho fatto proprio come Pete Seeger. In questo lui è un maestro, a guidare una massa di persone con una melodia di una canzone che non è nemmeno scritta nella loro lingua. Penso che Pete possa piacere alla gente tanto quanto Sting perchè è in grado di far sentire la gente importante, fa loro sentire di avere un senso e di star contribuendo a qualcosa. Andare a vedere i Tears for Fears è come essere spettatori di una partita di football. Pete è quasi come una sorta di uomo della medicina tribale, nel vero senso della parola. I performer di rock 'n' roll no. In un certo senso elaborano quelle che sono le fantasie della gente.

Bob Dylan's 115th Dream

Firmai un contratto discografico con John Hammond, Senior, della Columbia Records, nel 1961. Fu un grande momento. Ero stato bocciato da un sacco di etichette discografiche folk, la Folkways, la Tradition, la Prestige, la Vanguard. Non era destinato ad accadere, in realtà. Ad ogni modo molte di quelle compagnie discografiche sono fuori dal giro ora. 116mo sogno: l'album "The Freewheelin'". La ragazza che c'è insieme a me sulla copertina è quella con cui vivevo all'epoca.

Newport, 1965

La prima volta che ho suonato con strumenti elettrici davanti ad un grande gruppo di persone è stato al Newport Folk Festival, ma avevo pubblicato già un disco di successo accompagnato da una band (Bringing It All Back Home), dunque non so perchè la gente si aspettasse che facessi qualcosa di differente. Mi resi conto che la gente tra il pubblico stava contestando, ma non capivo perchè. Ero un po' imbarazzato dal trambusto, perchè stava accadendo per le ragioni sbagliate. Voglio dire, puoi fare le cose più disgustose nella tua vita e alla gente nemmeno importa. Poi fai qualcosa che credi non sia null'altro di più che una cosa normale e la gente reagisce in quella maniera così rissosa... ma in realtà non ci presto molta attenzione.

Motorpsycho Nitemare

Nel 1966 ho avuto un incidente con la mia motocicletta. Mi sono rotto diverse vertebre e ho subito una commozione cerebrale. Così per un certo periodo sono stato fuori gioco. Non potei più continuare a fare quel che facevo. Ero parecchio stressato prima che avvenisse l'incidente. Mi bloccò, così che potei vedere le cose da una prospettiva migliore. Prima non stavo guardando alcunchè da alcun tipo di prospettiva. Probabilmente sarei morto presto se avessi continuato a fare quel che facevo.

Gospel Plow

Nel 1979 andai in tour e non suonai nessuna canzone che già avessi suonato in precedenza dal vivo. Si trattò di uno spettacolo completamente differente e io pensai che fosse una cosa davvero sorprendente da fare. Non mi risulta che altri artisti abbiano mai fatto qualcosa di simile, che non abbiano cioè mai suonato quello per cui sono conosciuti. Il disco con Slow Train era stato pubblicato e io avevo già pronte le canzoni per il disco successivo (Saved, ndt) e avevo anche alcune canzoni che non avevo mai registrato. Avevo circa 20 canzoni che non avevo mai cantato dal vivo prima. Venivano a vedermi come in qualche club in cui io suonavo ed erano testimoni di qualcosa che davvero non aveva intenti pubblicitari. E invece ricevetti tutti i tipi di pubblicità negativa. L'unica cosa che mi dava fastidio era il fatto che la pubblicità negativa era così piena di odio che impedì ad un sacco di persone di prendere da sole una decisione e farsi una propria idea venendo a vedere lo show, e da un punto di vista finanziario questa cosa ti può danneggiare se hai uno spettacolo on the road. La prima volta che andammo in giro con quello spettacolo avevamo qualcosa come otto settimane già fissate. Due di queste settimane erano fissate a San Francisco. In una recensione su un giornale, il tizio che l'aveva scritto non aveva capito nemmeno uno dei concetti che c'erano dietro ogni parte dello show, e allora scrisse una cosa anti-Bob Dylan. Probabilmente non gli ero mai piaciuto, comunque. Un sacco di persone dissero: "Beh, ha cambiato le nostre vite in passato, com'è che ora non ci riesce?" Solo una scusa, in realtà. Le loro aspettative sono così alte che nessuno è in grado di soddisfarle. Queste persone non sono in grado di soddisfare le proprie aspettative e allora si aspettano che altri le soddisfino per loro. A me non importa di essere criticato, ma un intenso odio personale è un'altra cosa. Era come un critico specializzato in prime teatrali che stroncava uno show di Broadway. Quella particolare recensione fu ripresa da altri e stampata in tutti i giornali delle varie città in cui andavamo a suonare, anche prima che i biglietti venissero messi in vendita, così la gente leggeva questa recensione e decideva di non venire a vedere il concerto. La cosa ci danneggiò molto a livello di incassi e ci volle un po' di tempo per tornare a lavorare dopo quello. Pensavo che quel tipo di concerto fosse molto pertinente con quello che succedeva all'epoca.


Con Clydie King e Mona Lisa Young

Positively 4th Street

All'infuori di una canzone come "Positively 4th Street," che è estremamente unidimensionale, e che mi piace, in genere non mi purifico scrivendo qualcosa a proposito di qualche tipo di, diciamo così, relazione. Non ho il genere di relazioni che sono costruite su un qualche tipo di falso pretesto. Non voglio dire che non abbia relazioni. Ne ho avute come chiunque altro, ma non ne ho avute per molto tempo. In genere ogni cosa che avviene tra me e chiunque altro è schietta ed onesta. La mia vita è una sorta di libro aperto. E sono io che scelgo di avere a che fare con le persone. Non sono gli altri che scelgono me.

Heart of Gold

La sola volta in cui mi ha dato fastidio che qualcuno somigliasse a me è stato quando vivevo a Phoenix, Arizona. Era il '72 e la canzone che più andava di moda era "Heart of Gold." La odiavo quando la sentivo alla radio. Mi è sempre piaciuto Neil Young ma mi dava fastidio ogni volta sentire "Heart of Gold." Penso sia stata un numero uno per un lungo periodo e io dicevo: "Merda, sono io. Se sembro io allora dovrei anche essere io." Ero lì, bloccato nel deserto da qualche parte, cercando di stare tranquillo per un po'. New York era un posto triste e Woodstock era anche peggio, con la gente che viveva sugli alberi fuori da casa mia, fans che cercavano di buttarmi giù la porta, auto che mi inseguivano sulle più cupe strade di montagna. Avevo bisogno di riposarmi per un po', di dimenticarmi di tutto, me compreso, ed ero così lontano, ma accendevo la radio e c'ero io, ma non ero io. Mi sembrava come se qualcun'altro avesse preso la mia roba e fosse scappato via, sai, è una cosa che non ho mai superato. Magari domani.


Bob Dylan e Neil Young

Has Anybody Seen My Love?

"Tight Connection to My Heart" è una canzone molto visuale. Voglio farci un film. Di tutte le canzoni che ho scritto quella è la più visuale. Di tutte le canzoni che ho scritto quella è l'unica che ha personaggi con cui ci si può identificare. Qualsiasi cazzo di cosa questo significhi. Non so, forse la sto rendendo più importante di quel che è, ma io riesco a vedere le persone che sono dentro quella canzone. Hai mai sentito quella canzone, "I'm a Rambler, I'm a Gambler," quella che fa "I once had a sweetheart, age was 16, she was the Flower of Belton and the Rose of Saline"? ("Una volta avevo una ragazza, aveva 16 anni, era il Fiore di Belton e la Rosa di Saline") Stessa ragazza, forse più vecchia. Non so, forse in realtà dovrebbe restare una canzone. In gran parte delle mie canzoni io so di chi sto parlando, e a chi. Recentemente, fin dal 1978, questa è stata una cosa vera, e non è cambiata da allora. La roba che ho scritto prima del '78... quelle persone sono come sparite... '76, '75, '74. Se mi vieni a vedere dal vivo non mi sentirai cantare molte di quelle canzoni. C'è una certa area delle mie canzoni, un certo periodo, a cui non mi sento molto vicino. Come le canzoni dell'album Desire, sono una specie di nebbia per me. Ma a partire dal '78 i personaggi sono stati tutti estremamente reali e sono ancora presenti. Quelli a proposito dei quali ho scelto di parlare e con cui rapportarmi sono gli unici in cui trovo un certo tipo di grandezza.


Tight connection to my heart


Con Stevie Wonder e  Peter, Paul e Mary

Million Dollar Bash

So che andare ai Grammy non è il mio genere di cosa, ma con Stevie (Wonder, ndt) mi sembrava un'idea interessatne. Non dovevo fare niente quella sera. Non sentivo di dover fare una qualche grande dichiarazione. Per me è stata più che altro una cosa tipo andare lì e cambiarmi d'abito.


traduzione di Michele Murino

fine seconda parte

- continua -

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