Le interviste a Bob Dylan

Dicembre 1985

Non chiedetemi niente su niente, potrei dirvi la verità...

di Scott Cohen

Bob Dylan, poeta laureato, profeta in giacca da motociclista. Vagabondo misterioso. Napoleone in stracci. Un ebreo. Un Cristiano. Un milione di contraddizioni. Un completo sconosciuto, come una pietra che rotola. E' stato analizzato, classificato, categorizzato, crocifisso, definito, dissezionato, ispezionato e rifiutato, ma mai capito. E' entrato nel mito nel 1961 con una chitarra, un'armonica e un berretto di velluto a coste, come un incrocio tra Woody Guthrie e Little Richard. E' stato il primo folksinger punk. Ha introdotto le canzoni di protesta nel rock. Ha reso le parole più importanti della musica, più importanti della melodia e del ritmo. La sua voce nasale e roca per il fumo ed il suo fraseggio sexy sono unici. Può scrivere con eguale facilità canzoni surreali con una logica tutta loro, come un dipinto di James Rosenquist o una poesia di Rimbaud, e ballate semplici e che vengono dal cuore. Può prendere l'oscurità della notte e dipingere il giorno di nero. Probabilmente poteva diventare il più grande sex symbol dai tempi di Elvis, se avesse voluto. Dopo sono arrivati Mick Jagger. Gli Stones, i Beatles, Jim Morrison, Janis Joplin, Jimi Hendrix, tutti hanno pagato un debito a Dylan. I radicali Weathermen hanno preso il loro nome da lui. Ha provocato una sommossa nel 1965 al Newport Folk Festival quando salì su un palco e suonò rock elettrico. La fazione folk pensò che si fosse venduto. Poi, durante il momento di apice del flower power, quando tutti si interessavano alle religioni Orientali, Dylan andò a Gerusalemme, al Muro del Pianto, con indosso uno yarmulke. Dieci anni dopo è diventato un Cristiano Rinato, o così sembrò, pubblicando dischi gospel. La gente scoprì che in realtà non era quel che sembrava. Non è che improvvisamente Dylan sia diventato meno politico o più spirituale. Riferimenti alla Bibbia ci sono sempre stati nelle sue canzoni. La gente per anni lo ha definito un visionario. Chissà? Supponiamo che stia per arrivare una rivoluzione spirituale e che il rock 'n' roll sia solo il preludio a qualcosa di diverso. Chi potrebbe essere miglior profeta di Dylan? A volte quel che sembra grande da lontano, da vicino non è poi così grande. Dylan è come uno dei suoi versi. Vive in maniera abbastanza semplice, in una bella casa in una proprietà isolata della costa della California, con un mucchio di galline, cavalli e cani. Il fatto che oggi sia più visibile e faccia cose ordinarie, come partecipare ai Grammy, o persino questa intervista, non lo rende meno misterioso. Aumenta il mistero.

Vuoi parlarmi, avanti parla...

Un sacco di gente che lavora per i giornali vuole parlarmi, ma non lo fa mai, e per qualche ragione c'è questo grande mistero su di me, se vogliamo chiamarlo così. Me lo appiccicano addosso. Fa vendere giornali, immagino. I giornali sono un business. In realtà è una cosa che non ha niente a che fare con me personalmente, quindi in realtà io non posso starci dietro. Quando penso al mistero, non penso certo a me stesso. Penso all'universo, penso a cose tipo... perchè la luna sorge quando il sole tramonta? Perchè i bruchi si trasformano in farfalle? In realtà non sono mai stato un recluso. Semplicemente non ho parlato per anni con la stampa perchè dovevo badare a cose personali ed in genere queste ultime hanno la priorità sul parlare di me stesso. Se posso me ne sto un po' fuori vista. Occuparmi della mia vita ha la priorità sulla gente che vuole occuparsi della mia vita. Voglio dire, ad esempio, se devo andare dal padrone di casa a chiedergli di aggiustare l'impianto idraulico, oppure se sento di essere stato trattato male, allora devo occuparmi di questa cosa in prima persona e non andarla a spifferare ai giornali dappertutto. Se altre persone vengono a conoscenza delle cose, ciò rende confusa la situazione e io non sono preparato per questo. Non mi piace parlare di me stesso. Ai giornali non piace stampare le cose di cui vorrei parlare, i boss dei ghetti, salvezza e peccato, assassini messi in libertà, bambini senza speranza, regno del Messia, e cose del genere. In genere non ho nessuna risposta alle domande che vorrebbero pubblicare.

Chi vorresti intervistare?

Un sacco di persone morte: Hank Williams, Apollinaire, Giuseppe, Marilyn Monroe, John F. Kennedy, Maometto, l'Apostolo Paolo, forse John Wilkes Booth, o forse Gogol. Mi piacerebbe intervistare persone che sono morte lasciando una situazione irrisolta, e che hanno lasciato alla gente per anni e anni solo la possibilità di fare speculazioni su di loro. Per quanto riguarda quelli ancora in vita chi c'è da intervistare? Castro? Gorbaciov? Reagan? Lo Strangolatore delle Colline (1)? Che cos'hanno da dirti? Il destino dell'uomo più ricco del mondo non mi interessa. So quale sarà la sua ricompensa. Alle persone che hanno fatto qualcosa che ammiro non chiederei mai qualcosa sulla loro vita di tutti i giorni. Voglio dire, cose come "Come mai non mangi pesce?" Quello non mi darebbe delle risposte su quello di cui mi interrogo.

Occhiali da sole scuri

Ho iniziato con gli occhiali da sole in stile Batman e Robin. Ho sempre pensato che gli occhiali da sole migliori sono quelli da motociclista con la mascherina di plastica. In quel modo nessuno può riconoscerti nemmeno guardandoti la nuca. Con gli occhiali da sole... beh... te li compri tirandoli fuori dalla rastrelliera, vedi se ti vanno bene e te li metti. Con le scarpe invece è più difficile. Devi entrare in un negozio, devi provarne un paio, poi un altro paio... Io sento che devo comprare qualcosa se l'ho indossata. Quel che sto cercando è un paio di occhiali che siano in grado di vedere attraverso i muri, sia che siano occhiali da sole o meno.

Non è dura indossare occhiali scuri per così tanti anni?

La notte tardi sì. Quando guido. Ma non li indosso sempre. Ci sono stati periodi in cui li ho indossati ma non sapevo perchè. Sono miope, perciò li porto per quella ragione...

Highway 61 Revisited

La gente mi chiede in continuazione a proposito degli anni '60. E' la prima cosa che vogliono sapere. Voglio dire, se vuoi sapere qualcosa degli anni sessanta leggiti Armies of the Night di Norman Mailer, oppure leggiti Marshall McLuhan o Abraham Maslow. Un sacco di gente ha scritto cose sugli anni '60 in una maniera eccitante e hanno raccontato la verità. I cantanti erano solo una parte di tutto quel che c'era negli anni sessanta. Non è che ne possa dire molto, personalmente. Certe cose me le ricordo con molta chiarezza. Altre cose sono un po' offuscate, ma dov'ero e cosa succedeva... mi ci posso focalizzare se sono costretto. Naturalmente ci sono persone che sono in grado di ricordare ogni cosa con vividi dettagli. Ginsberg ha questo talento e anche Kerouac lo aveva ad un livello molto alto. Kerouac non si dimenticava mai niente, così poteva scrivere di tutto perchè semplicemente se lo ricordava.

My Back Pages

Miles Davis è la mia definizione di figo. Amavo vederlo nei piccoli club dove suonava il suo assolo, voltava le spalle al pubblico, metteva giù la sua tromba e scendeva dal palco, lasciava la band da sola a suonare, poi ritornava e suonava un po' di note nel finale. Io l'ho fatto in un paio di show. Il pubblico ha pensato che fossi malato o qualcosa del genere. Lily St. Cyr (la spogliarellista), Dorothy Dandridge, Maria Maddalena, questa è la mia definizione di "hot".


Lily St. Cyr

Il mio primo eroe pop è stato Johnny Ray. L'ho incontrato nel '78. Penso che stesse suonando in club lounge. Non ha più avuto canzoni di successo per un po'. Forse ha bisogno di una nuova etichetta discografica. Spero che sia ancora vivo. La gente ha dimenticato quanto fosse bravo.


Johnny Ray

L'unica persona che penso non abbia risposto ad una mia telefonata è stata Walter Yetnikoff (presidente della CBS) due estati fa. L'ho fatta io personalmente, alle 3 del mattino. L'ultimo disco che ho comprato è stato quello di Lucille Bogan. Era una cantante blues di cui avevo sentito, ma non avevo mai ascoltato i suoi dischi. Non compro molti dischi contemporanei. Non è che vado nel negozio e li compro personalmente. Conosco uno che lavora in un negozio di dischi giù in città e allora gli telefono e gli dico se me li mette da parte. No, non vado di persona a prenderli, c'è qualcuno che lo fa per me.

La prima cosa costosa che mi sono comprato con il mio primo grosso assegno è stata una Mustang baby-blue decappottabile del '65. Ma un tizio che lavorava per me è rotolato giù da una collina a Woodstock e l'ha distrutta scontrandosi con un camion. Ci ho preso 25 dollari. Il nome sulla mia patente di guida è Bob Dylan. E' stato cambiato legalmente quando ho iniziato a lavorare per il Folk City qualche migliaio di anni fa. Dovevano avere il mio nome per via dei sindacati. Non guardo mai sport in TV, anche se ho guardato John McEnroe battere Jimmy Connors a Wimbledon quando ero in Inghilterra l'anno scorso. C'era un apparecchio televisivo nel backstage del concerto e io son dovuto andare lì prima e allora ho visto tutto l'incontro. In genere non resto impegnato con qualcosa così a lungo. Una volta giocavo ad hockey, quando ero ragazzino. Tutti quanti noi imparavamo a pattinare o a giocare ad hockey tanti anni fa in Minnesota. In genere giocavo in attacco. Altre volte a centrocampo. Mio cugino era portiere della squadra della University of Colorado. Non ho mai giocato molto a baseball, a causa dei miei occhi... la palla poteva colpirmi quando non vedevo. Non ho mai giocato molto neanche a pallacanestro, a meno che non giocassi con i miei bambini. A football non ci ho mai giocato, non ho mai nemmeno toccato una palla da football. In realtà non mi piace farmi male. Ho un'ottima intesa con tutte le donne che hanno fatto parte della mia vita, sia che le incontri di tanto in tanto sia che le veda spesso. Siamo ancora grandissimi amici.

Tangled Up in Blue

Una volta ho letto un libro di Nathaniel Hawthorne. Erano lettere che aveva scritto ad una ragazza, ed erano estremamente private e personali, e non sentivo che c'era qualcosa di me stesso in quelle lettere... però mi ci potevo identificare, con quello che Hawthorne diceva. Un sacco di me stesso si riversa nelle mie canzoni. Scrivo qualcosa e poi dico a me stesso che posso cambiarla... che posso fare in modo che non sia troppo personale. Altre volte invece mi dico che lascerò tutto su un livello personale e se poi qualcuno raccoglierà quel che ho scritto e ne trarrà un'opinione su che tipo di carattere sono, beh... è affar loro. Altre volte magari mi dico... beh, è troppo personale, penso che svolterò l'angolo... perchè per quale motivo dovrei volere che qualcuno pensi quel che penso io, specialmente se poi non è una cosa che possa andare a suo vantaggio?


traduzione e note di Michele Murino

fine prima parte

- continua -

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Note
(1) Qui Dylan si riferisce ad Angelo Buono, un serial killer che negli anni '70 terrorizzò l'intera zona di Los Angeles. Tra il 1977 e il 1978 uccise nove ragazze, strangolandole e poi abbandonando i loro cadaveri denudati sulle colline di Los Angeles, da cui il soprannome di 'Hillside Strangler' (letteralmente: lo strangolatore dei pendii collinari) che i giornali dell'epoca gli diedero.
 



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