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Aperiodico satirico cotto a puntino
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DA DYLAN DOG A DYLAN BOB Il percorso professionale-artistico del pompeiano non conosce limiti! |
(Dal nostro inviato)
Aosta.
Ma quale Mediaset, Passaparola,
Jerry Scotti, letterine e gettoni di presenza, il trionfo mass-
mediologico di Michele “Napoleon
in rags” è avvenuto il 24 maggio 2000 nei locali preistorici
del discopub “La grotta” di Quart,
dove si celebrava, tra una pizza, una birra e tanto fumo, il
genetliaco del grande maestro del
folkrock americano, Bob Dylan.
Prima dell’inizio della serata,
abbiamo voluto intervistare l’indiscusso protagonista, Michele,
musicofilo di professione e libraio
fumettistico durante il tempo libero: “dopo avere per tanti anni
apprezzato l’universo fumettistico,
ho voluto dare una sterzata alle mie passioni culturali, senza però
voler rinnegare le mie orgini e così sono passato da Dylan Dog a
Dylan Bob, dall’investigatore
dell’ignoto all’investigatore dell’anima”
- un groppo alla gola sembra assalirlo. La sua voce si
strozza, ma riesce a continuare
il suo discorso - “Oramai ho consacrato la mia vita ad un’unica missione,
divulgare il Verbo Dylaniano, e per far questo non mi risparmio fisicamente…oramai
non
dormo più la notte per poter
inviare tramite posta elettronica una parola di conforto a tutti i dylaniati
italiani, isole comprese. La mia
è un’impresa titanica, che esige una vita monacale di privazioni;
sono oramai anni che non compro
più un disco di Romina Power o di Peppino Di Capri ed alle volte
questa condizione mi pesa…”
Abbassa un attimo gli occhi a fissare
il pavimento, quasi soverchiato dalla titanica impresa che lo
attende e lo mette alla prova,
giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto.
“Da quando sono un discepolo del
mitico Bob non esistono più orari, abitudini, solo la meditazione
che mi porta, quando ascolto i
Suoi brani o analizzo i suoi testi ermetici, a raggiungere uno
stato di grazia soprannaturale,
a comprendere gli infiniti misteri cosmico-esistenziali”.
Continuerebbe all’infinito se non
venisse il momento di inaugurare la serata. Ma il Dovere lo
chiama e brandendo a mo’ di messale
l’ultimo CD del poeta sale sul palco, levando alta la sua voce:
“Dall’ultimo album di Robert Zimmerman
ai Dylaniati - fratelli carissimi….The times they are a-changing, and the
answer my friends is blowin’in the wind, like a rolling stone, shelter
from the storm, all along the watchtower, knock knock knockin on heaven’s
door”
IL CASO ORAMAI E’ DISPERATO. NON SI INTRAVEDONO SOLUZIONI IN TEMPI BREVI.
@ndrei Perfonti
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