Bob Dylan

L'INTERVISTA DI PAUL J. ROBBINS
SANTA MONICA, CALIFORNIA, MARZO 1965 

Robbins: Non so se fare un'intervista seria oppure continuare in quel modo assurdo in cui abbiamo parlato la notte scorsa.

Dylan: Comunque fa lo stesso, amico.

Robbins: Già, okay... Se tu sei un poeta e scrivi parole arrangiate in una sorta di ritmo, perchè ad un certo punto hai cambiato e scrivi liriche in una canzone sì da cantare le parole come fossero parte di una Gestalt?

Dylan: Dunque, non sono in grado di definire la parola poesia, nemmeno ci provo. Una volta pensavo che Robert Frost fosse poesia, altre volte ho pensato che Allen Ginsberg fosse poesia, a volte ho pensato che Francois Villon fosse poesia... Ma la poesia non è realmente confinata alla pagina stampata. Ehi, ancora, io non credo in una frase come "Guarda quella ragazza che passa! Non è poesia?" Non impazzirò per questo.
Le liriche delle mie canzoni... Semplicemente avviene che possano essere un po' più strane che nella maggioranza delle altre canzoni. Per me è facile scrivere canzoni. Ho scritto canzoni per un sacco di tempo e le parole delle mie canzoni non sono state scritte soltanto per essere stampate; sono state scritte per essere lette. Se tu togli qualsiasi cosa ci sia in una mia canzone, il ritmo, la melodia e tutto il resto, io sono ancora comunque in grado di recitarla. Ad ogni modo non vedo niente di sbagliato nemmeno nelle canzoni per le quali non si è in grado di fare ciò, voglio dire, canzoni che, se gli togli il ritmo e la melodia, non stanno in piedi. Perchè non è quella la loro funzione. Le canzoni sono canzoni... Non credo che ci si debba aspettare troppo.

Robbins: Cosa è successo a Blind Boy Grunt?

Dylan: E' una cosa che facevo anni fa. Ora c'è un sacco di gente che scrive canzoni di protesta. Ehi, io preferisco ascoltare Jimmy Reed o Howlin' Wolf, amico, oppure i Beatles, o Francoise Hardy, piuttosto che ascoltare i cantanti di protesta, anche se in effetti non ho ascoltato tutti i cantanti di protesta che ci sono in giro. Ma quelli che ho ascoltato, beh, c'è questa vacuità che è come una canzone che dice "Teniamoci le mani ed ogni cosa sarà splendida". Non ci vedo niente di più di questo. Solo perchè qualcuno menziona la parola "bomba", io non grido "Aalee!" ed inizio ad applaudire.

Robbins: Non è che semplicemente non funzionano più?

Dylan: Non è che non funzionino più, è che c'è un sacco di persone che hanno paura della bomba, giusto? Ma ci sono un sacco di altre persone che hanno paura di esser viste portare una rivista MODERN SCREEN per la strada, sai. Un sacco di gente che ha paura di ammettere che gli piacciono i film di Marlon Brando... Ehi, non è che non funzionino più ma hai mai pensato ad un posto dove FUNZIONANO? Cosa esattamente FUNZIONA?

Robbins: Danno un'aria "fica" alla gente che le canta, immagino che sia questo. Ma quello che funziona è l'atteggiamento, non la canzone. E' ora va di moda semplicemente un'altro atteggiamento.

Dylan: Già, ma tu devi essere molto alla moda a proposito dell'atteggiamento, devi essere alla moda nel campo della comunicazione. Certo, puoi scrivere ogni tipo di canzone di protesta e puoi metterle su un disco della Folkways. Ma chi le ascolta? Le persone che le ascoltano in ogni caso saranno d'accordo con te. Non riuscirai a farle ascoltare a qualcuno a cui non piacciono. La gente non ascolta le cose che non gli piacciono. Prova a trovarmi un tizio che realmente dica "Okay, sono un uomo cambiato perchè ho ascoltato questa cosa, o perchè ho visto questa cosa...". Ehi non succede necessariamente così tutte le volte. Succede con un insieme di esperienze che ognuno può realmente conoscere per istinto sapendo quel che per lui è giusto e quel che è sbagliato fare. Per cui non si deve realmente sentire colpevole di qualcosa.

Robbins: E tu non vuoi sentirti in colpa?

Dylan: Non è che io non abbia colpa. Non sono più colpevole di quanto non lo sia tu. Io non considero alcuna generazione più anziana di me colpevole. Voglio dire, prendi il processo di Norimberga, giusto? Quei tipi dicono "Dovevo uccidere tutta quella gente oppure mi avrebbero ucciso" Ora, chi deve processarli per questo? Chi sono questi giudici che hanno il diritto di processare una persona? Come fai a sapere che i giudici non avrebbero fatto la stessa cosa?

Robbins: Ma questa cosa a proposito dello Statute of Limitations (per i reati che cadono in prescrizione) che sta scadendo e tutti quanti vogliono estenderlo? Ti ricordi, in AMIMAL FARM, quello che scrivevano sul muro? "Tutti gli animali sono uguali". Ma poi avevano aggiunto "... ma alcuni sono più uguali di altri." E' la stessa cosa al contrario. Che alcuni sono meno uguali di altri. Siccome i nazisti sono *davvero* criminali, allora cambiamo la legge solo per inchiodarli tutti.

Dylan: Già, tutta quella merda finisce nella stessa categoria. A nessuno piace la vendetta, giusto? Però ci sono questi tizi di Israele che, dopo VENTI anni, stanno ancora cercando di catturare quei tizi, che sono dei vecchi, amico, e che sono scappati. Dio sa che non vanno da nessuna parte e non fanno niente. E ci sono questi tizi di Israele che se ne vanno correndo per il mondo per catturarli. Hanno speso venti anni della loro vita.
Se togli loro quel lavoro diventano nè più ne meno che come un panettiere. Che ha la sua intera vita legata ad una sola cosa. E' una cosa da pensiero fisso, senza niente altro in mezzo: "Questo è quel che è ed io devo ottenerlo". Ogni altra cosa in mezzo viene cancellata. Io non potrei farlo ma non posso realmente criticarli. Ehi: Io non posso criticare NIENTE. Non devo criticare la gente che non mi piace, perchè non devo essere vicino a nessuna di queste persone. Naturalmente c'è la grande gigantesca contraddizione del Che Cosa Fare. Ehi, io non so quel che fai tu, ma tutto quel che posso fare io è disfarmi di tutte le cose da NON fare. Io non so com'è, tutto quel che so è come NON è. E finchè io so questo, non ho bisogno davvero di sapere realmente com'è. Tutti sanno com'è una volta ogni tanto, ma nessuno se ne può andare in giro per tutto il tempo in una completa Utopia. Mi stavi chiedendo a proposito della poesia? Amico, la poesia è solo una stronzata, sai? Non so quel che avviene negli altri paesi, ma in questo è un totale massacro. Non è affatto poesia. La gente non legge poesia in questo paese, se lo fanno essa li offende; non la amano. Vai a scuola, amico, e che tipo di poesia leggi? Leggi Robert Frost, "The Two Roads", leggi T.S. Eliot, leggi tutte quelle stronzate ed è proprio un peccato, amico. Non c'è niente di hard, è solo una merda di uovo bollito. E poi, in cima a tutto ciò, gettano Shakespeare a qualche ragazzo che non è in grado di leggere Shakespeare al liceo, giusto? A chi piace leggere l'AMLETO, amico? Tutto quel che ti danno è IVANHOE, SILAS MARINER, TALE OF TWO CITIES, e ti tengono lontano dalle cose che tu dovresti fare. Non dovresti nemmeno andarci a scuola. Dovresti imparare le cose dalla gente. E' da lì che inizia tutto. Agli inizi, dai 13 ai 19 anni, è lì che c'è tutta la corruzione. Queste persone trascurano tutto questo, giusto? C'è più sifilide tra la gente dai 13 ai 19 di quanta ce ne sia in ogni altro gruppo, ma loro non lo dicono mai. Loro non vanno mai nelle scuole a fare delle iniezioni. Ma ecco com'è. E' tutta propaganda, amico.

Robbins: A proposito di tutto questo: se tu metti tutto ciò nelle liriche invece della poesia, hai una maggiore possibilità di colpire le persone che devono essere colpite?

Dylan: Sì, ma non mi aspetto alcunchè da questo, capisci? Tutto quello che posso fare è essere me stesso, chiunque io sia, per le persone per le quali suono, e non cercare di ingraziarmele dicendo loro che sono qualcosa che in realtà non sono. Non dirò loro che sono il Grande Combattente per la Causa oppure il Grande Innamorato o ancora il Grande Ragazzo Genio o qualsiasi altra cosa. Perchè non lo sono, amico. Perchè ingannarli?

Robbins: Questo ci porta ad un altro argomento. Tutte le riviste folk e molte persone dell'ambiente folk ce l'hanno con te. Questo avviene perchè tu sei cambiato oppure...

Dylan: E' che io ho successo e loro vorrebbero aver successo, amico. E' invidia. Ehi, chiunque con un minimo di cognizione saprebbe capire per istinto quel che sta succedendo. Chi non lo sa, è ancora fissato con il successo ed il fallimento ed il buono ed il cattivo... Forse non ha una ragazza... Cose del genere. Ma io non posso tener conto dei commenti, amico. Non prendo seriamente quel tipo di cose. Se qualcuno mi loda e mi dice "Quanto sei fico!", non significa niente per me, perchè in genere sono in grado di sentire com'è quella persona. E non è un complimento se qualcuno che è un maniaco totale viene e mi dice "Quanto sei fico!" Ed è la stessa cosa se io non piaccio loro. Altri tipi di persone non DEVONO dire niente perchè, alla fine dei conti, è tutto quel che succede in quel momento che conta. A chi *importa* del domani o dello ieri? La gente non vive ieri o domani, vive ora.

Robbins: E' perchè abbiamo il nuovo cosiddetto suono rock & roll che sta emergendo, è una sintesi di tutte le cose...

Dylan: E più che questo, amico. Oggi la gente ne sa più di prima. Hanno visto così tanto e conoscono le stronzate di ogni cosa. La gente oggi non si preoccupa nemmeno di andare in prigione. E allora? Ci sono ancora quelli cui non importa niente di niente, ma penso che quelli che non fanno del male a nessuno non li puoi biasimare, capisci, se quelle persone sono felici di fare questo.

Robbins: Ma cosa succederebbe se queste persone congelassero se stessi nell'apatia? Cosa succederebbe se non si preoccupassero più del tutto di niente?

Dylan: Di chi è il problema? Il tuo o il loro? No, non è così, è che nessuno può imparare da qualcun altro. Nessuno può avere qualcuno che gli mostri le cose e gliele insegni. La gente deve imparare da sola, passare attraverso qualcosa che vive in prima persona. Certo, tu dici come si fa in modo che qualcuno sappia qualcosa...? La gente lo sa da sola; impara dall'esperienza ed essa semplicemente viene fuori in qualche modo quando dovranno affrontare la situazione successiva.

Robbins: Ma per la gente a cui non importa niente non viene fuori niente. E' tutta una cosa fredda dove niente succede in nessun luogo; è come mantenere lo status quo di circostanze già esistenti, qualsiasi esse siano...

Dylan: Gente a cui non importa niente? Stai parlando di quelli che lavorano nelle stazioni di carburante oppure di un dottore Zen, amico? Ehi, c'è un sacco di gente a cui non importa niente; ad un sacco di persone non importa per varie ragioni. Ad un sacco di gente importano alcune cose e non gliene importano altre, e per quanto riguarda quelli a cui non importa niente di niente, beh, tocca a me non lasciare che mi distruggano e non devo essere io a distruggere loro. Ci è stato insegnato che quando ti alzi al mattino, devi uscire e distruggere qualcuno. Cammini per strada e, finchè non hai distrutto qualcuno, non torni a casa, giusto? E un mondo che sembra un circo.

Robbins: Allora per chi scrivi e canti?

Dylan: Non scrivo e non canto per nessuno, a dire la verità. Ehi, davvero, non mi importa quel che dice la gente. Non mi importa quel che mi fanno sembrare o quel che dicono ad altra gente che io sono. Se me ne fossi mai preoccupato te lo direi; veramente non mi interessa nulla di tutto ciò. Nemmeno vengo in contatto con queste persone. Ehi, però mi piace la gente. Ma se qualcuno viene da me e mi domanda delle cose che ha avuto in mente per un tempo così lungo, tutto quel che posso pensare io al riguardo è "Wow, amico, cos'altro può esserci nella testa di quella persona all'infuori di me? Sono così importante io, amico, da essere nella mente di una persona per un tempo così lungo che questi deve avere questa risposta?" Voglio dire, può davvero aiutarlo nella vita il fatto che io gli dica qualcosa? Ehi, andiamo...

Robbins: Un disc jockey locale, Les Claypool, una sera ha parlato ininterrottamente di te. Per circa 45 minuti, ha mandato in onda le tue canzoni e poi delle canzoni etniche dimostrando che le melodie erano le stesse. Dopo ogni coppia di canzoni diceva, "Beh, vedete...? Questo ragazzo copia le melodie di altri artisti; non è originale. E non solo questo", diceva, "le sue canzoni sono totalmente deprimenti e non hanno speranza".

Dylan: Chi è Les Claypool?

Robbins: Un disc jockey di musica folk di queste parti che ha un lungo talk show ogni sabato sera ed una trasmissione di un'ora ogni notte durante la quale suona musica etnica.

Dylan: Ha suonato QUELLE canzoni? Non ha suonato qualcosa che avesse qualche speranza?

Robbins: No, ha messo su quelle canzoni per dimostrare le sue argomentazioni. Ad ogni modo questo ci porta ad una domanda ovvia: perchè utilizzi melodie che sono già state scritte da altri?

Dylan: In genere facevo così quando ero più o meno nel folk. Conoscevo quelle melodie; erano già lì. Lo facevo perchè mi piacevano quelle melodie. Lo facevo quando non ero davvero così famoso e le canzoni non raggiungevano così tante persone, e tutti quelli che le ascoltavano le apprezzavano. Amico, io non ho mai presentato una canzone dicendo, "Ecco la canzone alla quale ho rubato la melodia". Per me non era così importante; e ancora adesso non è così importante. Non mi importa delle melodie, amico, comunque le melodie sono tutte tradizionali. E se qualcuno ne vuole accennare una e poi dire "Questo è Bob Dylan", è un affare suo, non mio. Intendo dire, se ci sono persone che vogliono pensarla così... Chiunque con un qualche minimo di senso, amico, dice che io non ho alcuna speranza... Ehi, io ho la FEDE. So che ci sono persone che sanno che questa cosa delle melodie copiate è una totale stronzata. Credo che quel tizio fosse solo molto nervoso. Non aveva davvero avuto una bella giornata e allora doveva prendersela con qualcosa. Fico. Se l'è presa con me? Ehi, se non se la fosse presa con me, se la sarebbe presa con qualcun altro, non ha importanza. Non mi crea problemi, perchè a me non importa niente. Non è venuto verso di me in strada e mi ha camminato sulla testa, amico. Ehi, e poi in ogni caso l'ho fatto solo con poche delle mie canzoni. E poi quando non lo faccio, tutti dicono che sono melodie rock & roll. Non puoi soddisfare la gente, proprio non puoi. Devi saperlo, amico; a loro non gliene frega niente.

Robbins: Perchè il rock & roll sta emergendo e la musica folk sta scomparendo?

Dylan: La musica folk si è autodistrutta. Nessuno l'ha distrutta. La musica folk è ancora qui, se vuoi apprezzarla. Non è un fatto di emergere o sparire. Sono soltanto tutte le dolci e melliflue stronzate, amico, che semplicemente sono state rimpiazzate da qualcosa che la gente sa che c'è adesso. Ehi, si ascoltava rock & roll molto prima dei Beatles, si è abbandonato il rock & roll intorno al 1960. Io l'ho fatto nel 1957. Non potevo farcela come cantante di rock & roll allora. C'erano troppi gruppi. Ero solito suonare il piano. Ho registrato anche dei dischi.

Robbins: Okay, adesso tu hai un sacco di soldi. Ed il tuo stile di vita non è più quello di quattro o cinque anni fa. Adesso è molto più lussuoso. Questa cosa ti ha cambiato?

Dylan: Beh, io me ne sono andato dal luogo in cui ero nato perchè lì non c'era niente. Vengo dal Minnesota, lì non c'era niente. Non proverò a mentire dicendo che me ne sono andato perchè volevo vedere il mondo. Ehi, quando me ne sono andato da quel posto, amico, io sapevo solo una cosa: dovevo andarmene via da lì e non tornarci più. Anche solo con i miei sensi sapevo che doveva esserci qualcosa di più dei film di Walt Disney. Non me ne è mai importato molto del denaro. Non l'ho mai considerato come qualcosa di veramente importante. Potevo sempre suonare la chitarra, capisci, e farmi degli amici, o falsi amici. Un sacco di altra gente fa altre cose e ottiene da dormire e da mangiare in quel modo. Puoi trovare un sacco di persone che hanno paura, giusto? Che si sposano, mettono su famiglia e si sistemano. Ma, dopo che hanno ottenuto tutto questo, l'unica differenza è che non devono andare a dormire al freddo la notte, tutto qui. La sola cosa che cambia è che non muoiono. Ma sono felici? Non c'è nessun posto dove andare.

Robbins: Riesci a trovare degli amici, amici veri... Riesci ancora a riconoscerli?

Dylan: Oh, certo, amico, sono in grado di dire quando qualcuno mi piace. Non ho bisogno di conoscere a fondo niente di nessuno.

Robbins: Tornando alle canzoni di protesta. Il lavoro dell' IWW (Industrial Workers of the World, un sindacato americano, ndt) è finito ora ed i sindacati sono abbastanza stabili. Che ne pensi del movimento per i diritti civili?

Dylan: Beh, va bene. E' giusto. Non è più "Comunista". La rivista "Harper's Bazaar" lo può presentare, e lo puoi trovare sulla copertina di Life. Ma quando ci guardi sotto, come sotto ad ogni cosa, scopri che c'è della merda. Il Movimento dei Diritti Civili dei Negri è giusto adesso, ma c'è di più di quel che c'è in "Harper's Bazaar". C'è di più che il picchettaggio a Selma, giusto? C'è gente che vive in totale povertà a New York. E ancora, hai questo grande Diritto di Voto. Che è fico. Vuoi che tutti questi Negri votino? Okay, io non posso gridare "Alleluia" solo perchè loro vogliono votare. Per chi voteranno alla fine? Solo per dei politici; la stessa cosa che fanno i bianchi. Ehi, andranno solo a votare per dei politici, questo è tutto quel che faranno. Odio parlare così, mi fa sembrare duro, ma in fondo si riduce tutto a questo.

Robbins: Ma che mi dici della campagna per l'educazione?

Dylan: Educazione? Andranno a scuola ed impareranno tutte le cose che insegnano nelle scuole private dei bianchi. Il catechismo e tutto il resto. Che cosa impareranno? Cos'è questa educazione? Ehi, sarebbe meglio che non ci andassero affatto a scuola. L'unico svantaggio che avrebbero in questo caso è quello di non poter diventare un dottore o un giudice. Oppure non potranno ottenere un buon lavoro per una compagnia di commessi viaggiatori. Ma è tutto qui. Se tu mi vuoi dire che è un bene che abbiano un'educazione e che se ne vadano a trovare un lavoro del genere, okay. Io non lo dirò. A me non frega niente della reale conoscenza, amico. A me non importa quello che qualcuno sa, non me ne frega niente se qualcuno è un'enciclopedia ambulante. Forse che questa cosa lo rende più simpatico nel corso di una conversazione? A chi gliene frega se Washington è stato il primo presidente degli Stati Uniti? Pensi davvero che qualcuno sia stato mai realmente aiutato da questo tipo di conoscenza?

Robbins: Forse in un questionario. Beh, qual è la risposta?

Dylan: Non ci sono risposte, amico. Nè domande. Devi leggere il mio libro ... C'è una piccola parte a proposito di questo argomento. Si evolve in una cosa dove vengono menzionate parole come "Risposta". Non potrei in poche parole spiegarti questa cosa, perchè devi leggere tutto il libro per vedere queste specifiche parole, "Domanda" e "Risposta". Possiamo darci appuntamento per un'altra intervista dopo che hai letto il libro.

Robbins: Già, hai un libro in uscita. Di che si tratta? Qual è il titolo?

Dylan: Il titolo di prova è "Bob Dylan Off the Record". Ma mi hanno detto che ci sono già libri con questa frase nel titolo. In realtà il libro non può avere un titolo, per il tipo di libro che è. Ne scriverò anche le recensioni.

Robbins: Perchè scrivere un libro invece di canzoni?

Dylan: Ho scritto alcune canzoni che in un certo modo sono una lunga sequenza di versi, roba del genere... Ma in realtà non ho scritto una canzone in forma completamente libera. Ehi, ti piacciono cose come i cut-up? Voglio dire, come William Burroughs?

Robbins: Sì, c'è un tizio a Parigi che ha pubblicato un libro senza impaginazione. Le pagine vengono vendute in una scatola e tu la lanci in aria e come atterra così lo leggi.

Dylan: Già. Perchè è questo che significa. Okay, ho scritto il libro perchè c'è dentro un sacco di roba che non potevo cantare... Tutti collages. Non posso cantarli perchè o sono troppo lunghi o sono troppo strani. Qualcosa che non ha rime, tutti cut-up.

Robbins: Hai scritto il libro per dire qualcosa?

Dylan: Sì, ma certamente nessun tipo di profonda dichiarazione o sentenza. Il libro non inizia nè finisce.

Robbins: Ma avevi qualcosa da dire. E volevi dirlo a qualcuno.

Dylan: Già, l'ho detto a me stesso. Soltanto che io sono fortunato perchè posso metterlo dentro un libro. Ora qualcun altro ha la possibilità di vedere quello che ho detto a me stesso.

Robbins: Tu adesso hai quattro album usciti ed un quinto che sta per uscire. Questi album sono sequenziali rispetto al modo in cui hai composto e cantato le canzoni che contengono?

Dylan: Già, ho circa due o tre album che non ho mai registrato, sono canzoni perdute. Sono vecchie canzoni. Non le ho mai registrate. Alcune canzoni molto fiche. Alcune vecche canzoni che ho scritto e cantato forse una volta sola in concerto e nessuno altro le ha mai sentite. Ci sono un sacco di canzoni perdute tra i vari album.

Robbins: Perciò se io iniziassi con Album One, Side One, Band One, potrei veramente vedere Bob Dylan crescere?

Dylan: No, potresti vedere Bob Dylan ridere di se stesso. Oppure potresti vedere Bob Dylan cambiare. Questo soprattutto in realtà.

Robbins: Che ne pensi dei Byrds? Pensi che stiano facendo qualcosa di diverso?

Dylan: Sì, potrebbero. Stanno facendo qualcosa di veramente nuovo adesso. E' come il sound di Bach ballabile. Come "Bells of Rhymney". Stanno tagliando tutti i tipi di barriere. Se non chiudono le loro menti verranno fuori con qualcosa di veramente fantastico. 


traduzione di Michele Murino
 



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