LA CROCIATA DI DYLAN
tratto da "Rinascita" n. 48 - 14 dicembre 1979


L'ultimo disco, "Slow train coming"


New York, dicembre - Il misterioso Dylan, nel suo ultimo disco "Slow Train
Coming", è trasparente per la prima volta, e dice di avere perso tutti i suoi amici. Svanisce quindi il mito dei suoi pensieri segreti e della sua vita privata: parla direttamente ai suoi ascoltatori. Dà un nome ai loro gusti, ai loro pensieri, alle loro diverse occupazioni, e a tutti quelli che non vengono menzionati si rivolge dicendo: « forse, vivete in un altro paese sotto un altro nome ». Quindi annuncia la Verità che ha scoperto, e pretende una risposta: niente meno che un nuovo rigoroso comportamento morale, fondato sulla fede in Gesù Cristo. Non parla per metafora; gli è stato rivelato qualcosa che, come dice testualmente, lo ha spinto a rifiutare sia i fatti della scienza che il mondo dei sogni.
La maggior parte delle canzoni sono rythm and blues. La voce è ancora
più appassionata del solito, grida e piange, ma è tenuta sotto un controllo
sempre più stretto. Le sue parole colpiscono con forza, sia che vengano o
che non vengano intese religiosamente: "Non voglio divertire nessuno, non vo-
glio essere divertito... Non so cosa sia peggio, seguire le proprie inclinazioni
o essere un bel figo... I miei cosiddetti amici mi guardano fisso negli occhi e
dicono "tutto va bene", benchè sappiano che la notte cadrà dal cielo e
che gli uomini imploreranno Dio di ucciderli e non saranno capaci di mo-
rire... L 'oppressione è ovunque, la spada trafigge il tuo fianco, la carne e il
sangue si corrompono ». Sulla copertina c'è una locomotiva a vapore che attende, per mettersi in marcia, che alcuni operai costruiscano le rotaie: è l'im-
magine più caratteristica dell'edificazione dell'America, dell'esplorazione
dello sconfinato West e della diffusione del messaggio cristiano nei territori
selvaggi.
Dylan sta correggendo il proprio passato, e questo cambierà anche il passato dei suoi ascoltatori più fedeli.
Ha trasformato la sua vecchia canzone di successo I just want to be friend ,
with you in Do unto others as you would have them do to you (Non fare
agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te). Dal classico verso di ninna-
nanna Don't you cry (Non piangere) ha tirato fuori Don't you die (Non mo-
rire), lasciando intendere implicitamente che questo è ciò che aveva sempre
voluto dire. Egli trasforma in musica le cadenze colloquiali e le espressioni
emotive del linguaggio americano: questo è il sistema con cui ruba i cuori. Ora sta tentando di ridurre tutte queste espressioni ad una sola parola.
" Credo in Te anche la mattina dopo "; col suo grande talento per la concretezza, fonde l'idea di Dio con quella dell'uomo.
Questo disco ha il suono della voce che annuncerebbe il Giudizio se solo
gli uomini si accordassero per il secondo avvento. Vi sono già forti pressioni
che spingono gli americani indietro verso la cristianità. Sembra che essi
vogliano salvarsi dalla situazione attuale, rifugiandosi nelle origini, e questo
disco, facendo apparire vicina la fine, sembra porre le origini a portata di
mano. Mentre negli anni sessanta 'tutto ciò sarebbe stato semplicemente ridicolo, oggi potrebbe anche spingere molti verso la conversione.
« Consolida le cose che restano " è il suo unico consiglio pratico, ma poi par-
la del "petrolio straniero che distrugge il suolo americano " e degli « sceic-
chi che vanno in giro come re ". Speriamo che non annunci nuove crociate.
Dylan può rivendicare senza presunzione di aver sempre parlato attraverso parabole. Egli ha un forte ascendente sull'America, un potere poetico che,
nel corso degli anni, si è caricato del desiderio di massa di essere coo1: esse-
re cool vuoi dire avere tutto lo stile e la saggezza ,di cui un americano può
essere capace, ed avere fascino sugli altri; Dylan è uno dei pochi veri esempi di cool, e qualunque cosa dica possiede autorità. Molti penseranno di doversi giustificare se non saranno d'accordo con lui tanto forte è il loro investimento emotivo. Molti lo seguiranno senza saperlo. Ma la cosa più impressionante è che egli sembra aver sempre atteso quel che sta accadendo: questa vena mistica era in lui fin dall'inizio.
Kris Petersson


Un concerto di Dylan a Norimberga. "Ha un forte ascendente, qualunque cosa dica possiede autorità"


DISCHI
Intervista a Bob Dylan, superstar della scena culturale americana
"Abbiamo passato dieci anni a cicatrizzare le ferite"


" La cosa strana degli anni settanta è che sono finiti e nessuno ha ancora capito cosa sia successo! » ha affermato recentemente Bob Dylan.
Tutti conoscono Bob Dylan, molti per sentito dire, alcuni per informazione
diretta, i restanti per averne fatto oggetto di critica, a volte gratuita. Noi, nei confronti dei fenomeni scaturiti dalla scena culturale americana abbiamo sempre dimostrato di non capire nulla ostinandoci a filtrare ideologicamente
tutti gli avvenimenti, facendo diventare guerriglieri quelli che neanche sup-
pongono ci sia stata una seconda guerra mondiale. Ecco perche mentre qui
da noi Dylan è parte integrante del bagaglio culturale del medio borghese sia «rivoluzionario » che « riformista », in America da anni è venerato perchè i
suoi modi sono misteriosi e impenetrabili, le sue canzoni considerate « miracoli». Di fatto nelle parole e nella musica ha risvegliato, e quindi mutato
l'american way-of-life. Nelle affermazioni "Non mi ipreoccupo di vivere ma
di morire » e nelle immagini "I miei sogni sono fatti di ferro e acciaio con
un grande bouquet di rose che cade dal cielo » ha mantenuto viva l'idea del
poeta è dell'artista come "Vate" , mantenendosi sempre aperto ad una concezione dell'arte che comprende e rispetta in egual modo BaudeIaire e Bob
Hope, Rimbaud e i Beatles. Nella grande confederaziome di Stati nessuno sfugge alla confusione mentale. Ma tant'è, anche l'europeissimo, anzi meditetrraneo Luis Bunue ha detto che il mistero è parte essenziale di ogni
lavoro artistico, e così Dylan aggiunge una nuova gemma a quel "mosaico bizantino che è la sua vita: rinnega la propria origine ebraica e si converte
ai Jesus Freak, una delle ultime sette americane in ordine di tempo, la più
alla moda attualmente tra 1'intellighentsia west-coast. E' diventato figlio di
Dio. Questa intervista risente molto della nuova tendenza spirituale che caratterizza gli ultimi lavori di Dylan, dal film Renaldo e Clara all'album
Slow Train Coming.
-Per iniziare; vorremmo sapere se accetti l'appellativo di rock-star.
- Non c'è più rock 'n roll; E' un'imitazione, possiamo dimenticarcelo. Non
ho mai fatto rock 'n roll, faccio quello che ho sempre fatto.
-Non hai mai cantato una canzone rock n' roll?
-No. L 'ho fatto Solo nello spirito. Il rock 'n roll è finito con Phil Spector.
I Beatles non erano rock 'n roll e neanche i Rolling Stones. Il puro rock 'n
roll è finito con Little Anthony e gli Imperials nel 1959.
-E per te quando è iniziato?
-Nel 1954.
-E ora che cosa c'è?
-Musica programmata. Tracking quadruplo.
-Cosa ne pensi degli anni settanta?
-Li vedo come un periodo di ricostruzione ,dopo i sessanta, ecco tutto.
Ecco perche la gente dice: che noia, non accade mai nulla; perchè abbiamo passato dieci anni a cicatrizzare le ferite. Negli ottanta, tutti quelli che vorranno fare qualcosa saranno svantaggiati. Non sarà possibile tornare in gioco negli anni ottanta.
-Chi è il tuo musicista preferito?
-Om Kalsoum, la cantante egiziana morta qualche anno fa. Era quella che
preferivo.
-Che cosa ti piaceva di lei?
-Il suo cuore.
-Quindi ti piace il modo di cantare dei Dervisci e dei Sufi?
-Sì, è da lì che viene la mia musica... solo che canto in America. Ho
sentito troppo Leadbelly per essere influenzato 'profondamente dai volteggianti dervisci.
-Chi altro ti piace? Ad esempio cosa pensi dei gruppi New Wave?
-No, non mi interessano. Penso che Alice Cooper sia un compositore
trascurato. Poi mi piace Ry Cooder e Dave Mason. Ultimamente i Dire Straits.
-Nei tuoi brani la critica ha sempre trovato grossi riferimenti a Rimbaud, dato che prima hai accennato all' evanescenza della realtà, forse credi alla reincarnazione?
-Sì ci credo: un bambino è concepito nel ventre della donna ed è stato
piantato là ,da un uomo. Nove mesi prima che quel seme venga piantato,
non c'è niente. Dieci, dodici, tredici mesi prima... addirittura due anni prima che quel seme venga piantato, c'è forse la germinazione che avviene con l'immissione del cibo nella circolalzione del sangue. Il cibo può essere un pezzo
di manzo oppure una carota. Comunque è così che avviene il tutto. Metti che in un altra vita su stai al supermarket e vedi un pacco di carote... quello potresti essere tu. Credo in questo genere di reincarnazione.
-E come è arrivata là la carota?
-Attraverso la terra. E' cresciuta nella terra con 1'aiuto degli escrementi
degli animali. Rientra nella creazione e nella distruzione del tempo. Ciò significa che è una cosa immensa. Cinque milioni di anni non sono nulla,
è una goccia in un secchio d'acqua.
Non credo che ci sia abbastanza tempo per la reincarnazione. Ci vorrebbero migliaia o milioni di anni per una vera reincarnazione. Penso che dovremmo essere coscienti delle diverse vibrazioni dell'univepso, quelle possono essere raccolte, ma una reincarnazione dal dodicesimo al ventesimo secolo direi che è impossibile.
-Questi temi sono trattati anche nel tuo film Renaldo e Clara, vero?
-Certo. Anche se tutto ciò che sono stati capaci di dire è: "troppo lungo ».
E poi quei riferimenti ai registi tradizionali; io non sono un regista.
-I più critici sono stati proprio i registi americani, che cosa pensi di loro?
-Sono i migliori. Mi piace anche Kurosawa, ma queltlo che preferisco
è Bunuel. Tra l'altro ha apprezzato il mio film, Comunque non sono mai
riuscito a capire a chi potesse piacere il mio film. L ho fatto principalmente
per un preciso gruppo di persone e per me, questo è tutto. Anche canzoni come Blowin' in the wind e The times they are a-changin sono state scritte per un certo numero di persone e di artisti. Chi sapeva che avrebbero avuto
tanto successo?
-Il film in un certo senso è il culmine di gran parte delle tue idee e ossessioni?
-Forse è vero, ma ti ricordi cosa disse Eisenstein a proposito dell'arte moscovita?  Lega leemozioni per dare una continua illusione di realtà. Io fotografo la realtà e poi la faccio a pezzi per produrre le emozioni ». Noi abbiamo sezionato la realtà e l'abbiamo resa più reale.
-Cristo è una figura molto importante nel film, come lo è ora nella tua vita, vero?
-Gesù è la figura più identificabile della cultura occidentale e come tale è
stata sfruttata e usata. Lo siamo stati tutti. Ma non ho usato Gesù nel film,
ho usato il concetto di Gesù, l'idea di Gesù come uomo.
-E il concetto di masochismo associato a Cristo?
-La gente fa riferimento al masochismo, al chiodo infilato nella sua mano, al suo sangue, al fatto che fu crocifisso. Che cosa gli sarebbe successo se non fosse stato crocefisso? Questo è quello che attira 1a gente verso di lui.
-La setta a cui hai recentemente aderito annovera nella propria dottrina elementi della religione buddhista ed altri di quella ebraica, ma come saprai la prima si basa sull'illusione, la seconda sull'allusione. A quale ti senti più vicino?
-Credo ad entrambe, ma probabilmente mi avvicino di più alla allusione. Non sono buddhista. Credo nella vita, ma non in questa.
-In quale vita credi, allora?
-In quella vera, quella che esperimento tutti i giorni, quella che sta dietro questa vita.
(a cura di Massimo Bassoli)

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