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giovedì 24giugno 1993 PRONTO?
SONO
di Gino Castaldo Una inaspettata
telefonata dalla Grecia: è il musicista che si presta ad una veloce
intervista.
Roma - Il telefono
squilla e dall'altra parte del filo una inconfondibile voce nasale annuncia:
Hallo, I'm Bob Dylan». Ecco
Mister Dylan, nei suoi concerti si ha l'impressione che le sue canzoni, anche le più antiche, siano sempre diverse. Perchè questi continui cambiamenti? "Il tempo permette che ci siano sempre nuovi significati nelle canzoni, anche in quelle di molto tempo fa, ed è importante cercare sempre questi nuovi significati. Certo, il corpo della canzone è sempre lo stesso, il significato centrale non cambia, anche se indossa nuovi vestiti." Dylan parla lentamente
ed è perfino comprensibile, molto di più di quanto non lo
sia sul palco dove stravolge e rende irriconoscibili anche i suoi testi
più celebri.
"E' successo assolutamente per caso. Mi è bastato un pò di tempo in studio per incidere queste canzoni che per me sono molto importanti, che mi hanno accompagnato per anni. E le ho trattate come canzoni, non come delle cover. Ci ho messo poco ad inciderle perchè in fondo sono dei pezzi folk e non hanno bisogno di molti ornamenti". A proposito di
dischi acustici. E' vero che le hanno proposto di registrare un concerto
«Si, ne abbiamo discusso. Ma ora non so bene, diciamo che, quando sarà il momento, è una cosa che potrebbe accadere". Non si è sentito talvolta prigioniero di un'immagine che non le corrispondeva del tutto? «L'importante
è riuscire a fregarsene, a non porre molta attenzione su questo.
Seguendo la propria strada,ogni giorno è diverso.
Considerato il
suo travagliato rapporto con la religione, cosa ne pensa oggi che la
«Il fatto è che c'è molta politica nella religione, com'è sempre stato. Non è possibile diversamente. La politica è dovunque". A proposito di questo ha un' idea di quello che sta capitando In ltalia? «Sì, lo so,la politica sta traboccando". Crede che la musica possa fare qualcosa per questo? "Dipende da quale musica sia. Ma di sicuro ogni musica ha la possibilità di superare le barriere". Per la prima volta
si è esposto accanto ad un politico come nel caso di Bill Clinton.
«Mah, è
successo perchè era stato già eletto, non ho pertecipato
alla campagna elettorale. Se era la prima volta? Forse sì, forse
no, ma comunque il fatto è che
Il dialogo scorre
lìeve, leggero.
«Contrariamente
a quanto si dice, la prima importante folgorazione musicale l'ho
Ancora più
stupefacente è la risposta alla domanda sui libri che più
lo hanno intluenzato ag!i inizi della sua caniera. Ne ricorda uno soprattutto:
Il Principe di Ma-
Quando gli chiediamo di specificare il suo disco preferito tra tutti quelli che ha inciso, risponde elusivamente: "Quello che devo ancora fare» ma spende parole di elogio per il suo pubblico italiano: "Mi piace molto. Gli italiani capiscono, hanno sempre capito». Non è mai
stato a Napoli prima d' ora ma si ricorda tutte le città in cui
ha suonato: Bologna, Milano, Roma, Pisa, un paio di volte a Verana, Aosta,
Genova. Ci racconta che sta lavorando ad un nuovo disco che uscirà
entro la fine dell'anno e che sta preparando un grande tour insieme a Santana.
Al pubblico italiano non vuol dire nulla di paIrticolare perchè:
"Tutto
quello che ho da dire lo dico
Ma c'è ancora
una sorpresa, e forse la più stravagante di tutte. Dichiara che
in
E la telefonata
finisce tra cordiali saluti e arrivederci in Italia, lasciandoci un invevitabile
dubbio: ma sarà stato davvero Dylan?
Qui sopra, Bob
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