Regina Havis su Bob Dylan

Regina McCrary Brown (conosciuta in precedenza come Regina Havis) ha cantato per gran parte della sua vita. Essendo la figlia del "predicatore cantante", il Rev. Samuel McCrary dei Fairfield Four, le canzoni gospel sono terreno familiare per Regina. Il 2 Dicembre 1978, a Nashville, Tennessee, Regina fece un provino per Bob Dylan mentre egli era in città per un concerto. Cinque mesi dopo, Regina contribuì all'album Slow Train Coming (1979), ed il resto, come si suol dire, è storia. Regina ha anche collaborato con Dylan nella trasmissione Saturday Night Live (il 20 Ottobre 1979), in occasione dei Grammy Awards (il 27 Febbraio 1980), per l'album Saved (1980) e per il successivo Shot of Love (1981). Inoltre è andata in tour con Dylan per oltre 150 concerti dal 1979 al 1981, aprendo molti di questi show (insieme con altre cantanti) interpretando alcune canzoni gospel. Ha cantato in coppia con Dylan canzoni come "Ain't No Man Righteous, No Not One" e "Mary From the Wild Moor." Regina ha anche cantato da sola nel corso di questi concerti canzoni come "Put Your Hand in the Hand of the Man from Galilee" e "Till I Get It Right." E Dylan stesso nelle note introduttive del suo disco del 1985, Biograph, si complimentò con Regina ricordando il "gospel tour": "Regina McCrary ha cantato con me per un po'. E' la figlia del Reverendo Sam McCrary di Nashville che aveva fatto parte del gruppo gospel chiamato Fairfield Four. Ad ogni modo Regina apriva questi concerti con un monologo che parlava di una donna su un treno, era così incredibilmente commovente. Volli che il pubblico ascoltasse quel discorso perchè io lo amavo e queste sono le reali radici di tutta la musica moderna ma a nessuno importava." Durante il suo tour del 1999, Dylan cantò diverse cover di canzoni gospel tra cui "Somebody Touched Me," che ha cantato in dieci occasioni, una canzone che Sam McCrary ed i Fairfield Four avevano registrato nel 1953. Oggi Regina lavora in un ministero Cristiano e canta per il più grande spettacolo televisivo gospel degli USA, il Bobby Jones Gospel show, che va in onda due volte la Domenica da Nashville, Tennessee, via cavo sul canale BET.

Sono passati venti anni dalla registrazione di Slow Train Coming. Come sei diventata una cantante del coro di Dylan (insieme a Carolyn Dennis, Mona Lisa Young, ed Helena Springs; ed in seguito Clydie King e Madeline Quebec, madre di Carolyn Dennis)?

Carolyn Dennis è come una sorella per me, ci conosciamo da quando avevo 7 anni. Mi telefonò è mi disse che Dylan stava arrivando in città ed era in cerca di una cantante. Carolyn fece a Bob il mio nome così quando arrivò a Nashville feci un provino per lui.

Avevi familiarità con la musica di Bob Dylan?

Forse conoscevo due o tre delle sue canzoni. "Blowing In The Wind" e "Lay, Lady, Lay" erano le due più importanti canzoni che conoscevo. Ma non sapevo chi fosse Dylan.

Ricordi se avevi letto sui giornali che era diventato un seguace di Gesù?

Venni assunta e poi alcuni mesi dopo Dylan annunciò che era diventato un Cristiano Rinato, e la cosa venne diffusa sui giornali.

Come ricordi il Saturday Night Live show quando ti sei esibita in alcune di quelle canzoni per la prima volta?

Fu eccitante. Fu la mia prima ed unica volta che feci il Saturday Night Live show. Mi sentii privilegiata per essere di aiuto a fare la storia in quella parte della vita di Bob per via della posizione che stava prendendo, e per via della posizione che io ho, essendo una Cristiana Rinata. Fu un onore avere la possibilità di prendere quella posizione insieme a lui. E fu anche straordinario avere la possibilità di incontrare tutto il cast.

Dopo il Saturday Night Live hai aperto il concerto ed il tour al Warfield Theater di San Francisco con la storia della vecchia donna, di suo figlio e del treno. Dove l'avevi sentita quella storia?

La prima volta che sentii quella storia fu in chiesa. Mio padre, il Reverendo Samuel H. McCrary era un pastore. Chiamavano mio padre il "predicatore cantante" perchè era uno dei famosi originali Fairfield Four, un quartetto. Viaggiava con i Fairfield Four, ed era anche il nostro ministro. Da quando ero una ragazzina fino a diventare una donna sentii mio padre raccontare diverse volte una storia a proposito di questa donna che aveva fede in Dio a dispetto delle circostanze. Non aveva soldi per fare visita a suo figlio che era stato ferito in guerra.

Fu un'idea di Dylan quella di farti raccontare questa storia?

Sì, Carol, Helena ed io avevamo provato circa cinque o sei canzoni per aprire lo show di Bob Dylan. Provavamo ogni giorno mettendo insieme quelle cinque o sei canzoni. E Bob disse che il suo show era pronto. Quando arrivammo a  San Francisco, per la prima volta, capii quanto fosse grande Bob Dylan. Ancora non avevo capito chi fosse o di che si trattasse. Ma quando scendemmo dall'auto in Market Street per entrare nell'auditorium fummo sopraffatti dalla gente che gridava e strepitava; donne che gridavano e gente che cercava di toccarlo. Capii allora che stavo cantando con qualcuno che era molto, molto, molto importante per un sacco di persone.

Entrammo nel teatro e facemmo il soundcheck. Mancavano circa 20 minuti prima di entrare in scena quando Bob disse che mancava qualcosa. Non sapeva cosa ma solo che mancava qualcosa. Non si sentiva tranquillo per l'apertura del concerto.

Eravamo tutte nel camerino che ci truccavamo ed io facevo un po' la scema quando entrò Bob per parlarci. Disse che sentiva che c'era qualcosa che non andava, che mancava qualcosa per aprire il concerto perchè non voleva che la gente pensasse che quella musica fosse solo un trucco. Voleva che la gente capisse che si trattava di una cosa vera che Gesù Cristo era il suo Signore e Salvatore. Voleva che la gente capisse che tutto quello non era un capriccio, una moda, o una fase in cui stava passando. Che era una cosa vera.

E allora io, sono sempre stata un po' scema, mi piace ridere, fare scemenze e divertirmi. Allora mi sono girata verso di lui e - facevo la scema, non ero affatto seria - e gli dissi okay guarda qua ecco cosa farò. Uscirò sul palco e racconterò questa storia di questa vecchia donna che cerca di prendere il treno:

Cerca di prendere il treno perchè suo figlio è stato ferito in guerra e le hanno detto che difficilmente si salverà. Ha ricevuto questa lettera che dice "Mamma, vieni a farmi visita perchè non credo che sopravviverò". La donna non ha denaro. Si mette in ginocchio e prega Dio e le appare un angelo che le dice di andare alla stazione dei treni. Allora lei va alla stazione dei treni...

Andai avanti e gli raccontai tutta la storia di quando sale sul treno:

Il conducente la vede e va da lei e le chiede se ha il biglietto. La donna dice di no, che non ha il biglietto. E allora lui le dice "Mi dispiace vecchia, devo farti scendere dal treno." La fa scendere dal treno e la donna comincia a cantare mentre sta in piedi vicino alle rotaie. "Father, I stretch my hands to Thee, no other help I know." ("Padre, tendo le mani verso di Te, non conosco altro aiuto). Nel frattempo il conducente mette in moto il treno che però non si muove.

La donna continua a cantare e lodare Dio: "Father, I stretch my hands to Thee, no other help I know." E quando il conducente guarda fuori vede la donna che sta cantando e pregando Dio. Guarda la donna e capisce che è lei il motivo per cui il treno non si muove. Così va dalla donna e le dice di salire sul treno. Lei sale e il treno lentamente comincia a muoversi...

Poi gli dissi dopo che avevo finito di raccontare la storia che avrei cantato a quel punto "If I got my ticket Lord, can I ride?" ("Se ho il mio biglietto Signore, posso salire?"), perchè era la prima canzone che in ogni caso avremmo cantato in apertura del concerto.

Bob Dylan mi guardò come se avessi perso il senno e uscì dal camerino! Io ridevo, le altre ragazze ridevano, ridevamo tutte. Continuammo a vestirci e truccarci.

Bob ritornò nel camerino pochi minuti dopo e con lui c'erano Spooner Oldham, Fred Tackett, Jim Keltner e Tim Drummond. Lo guardai con la coda dell'occhio come a dire "Che succede?" e Bob mi disse: "Racconta anche a loro quella storia".

Ora io lo guardavo divertita perchè pensavo "Stavo solo scherzando e prendendolo in giro!" Ma comunque raccontai di nuovo la mia storia.

Allora Bob mi guardò e mi disse: "Ecco come apriremo il mio concerto."

E io gli feci: "Oh, uh, ma io stavo scherzando. Stavo solo scherzando. Non posso fare una cosa simile. Non posso proprio. Io non.... uh-uh. No. Proprio non posso."

Bob mi disse: "Tu sei una professionista. Certo che puoi."

La moglie di Fred Tackett era un attrice ed era presente. Divenni molto nervosa e le dissi: "Guarda, come faccio? Come posso fare?"

Lei mi disse: "Beh, puoi recitare tutti i personaggi sul palco, puoi essere il narratore, la vecchia donna, la voce del figlio quando viene letta la lettera. Puoi fare tutto tu."

Ma ancora non ero a mio agio. Voglio dire, ero nervosa. Allora feci una telefonata a mio padre e gli dissi: "Papà, sai quante volte mi hai detto che mi sarei trovata nei guai prima o poi a causa della mia bocca? Beh, indovina un po'...?". Gli dissi: "Stavo facendo la scema e ora Bob dice che dobbiamo aprire così lo show. E io non ce la faccio!"

Papà mi disse: "Sì che puoi"

Gli dissi: "Papà non sono un predicatore, non posso raccontare quella storia."

Lui mi disse: "Lo hai già fatto. Ora quello di cui hai bisogno è pregare prima di uscire sul palco e poi se sei nervosa guarda nel riflettore. Guarda solo nel riflettore. Dentro quel riflettore troverai lo spirito di Dio. E sentirai il mio spirito. Io sarò lì."

Così senza neanche provare andai sul palco e raccontai quella storia. Le ragazze rimasero dietro le quinte mentre la raccontavo. Quando arrivai alla parte in cui il conducente dice alla donna di ritornare sul treno le altre ragazze cominciarono ad entrare in scena lentamente e a prendere posizione. Quando la vecchia donna dice: "Conducente hai detto che se non ho il biglietto non posso salire sul treno". E il conducente risponde: "Beh, il tuo biglietto ce l'ha Gesù. Andiamo, sali".
In quel momento il tastierista, Terry Young, cominciò a fare un brroomp, brroomp  con il piano come se le ruote del treno cominciassero a muoversi.

Allora io dissi: "La donna salì sul treno ed il treno cominciò a muoversi", e poi iniziai a cantare "Yes, I got my ticket Lord." (Sì, ho il mio biglietto, Signore")

E le ragazze erano già in posizione al microfono e cominciarono a cantare:  "Can I ride?" ("Posso salire?")

Dylan vi lasciò decidere quali altre canzoni fare di quelle cinque o sei?

Beh, tutte noi avevamo preparato le canzoni che volevamo. Forse otto canzoni, e Bob ne scelse cinque o sei, quelle che voleva lui.

Ma l'inizio dello show era il suo modo di darci un'opportunità di mostrare il nostro talento ed anche la possibilità di cantare la santificazione dello Spirito Santo nella sala. E ci furono molte volte in cui la gente avrebbe pagato un sacco di soldi per sentire Bob Dylan cantare "I ainít gonna work on Maggieís farm no more," e invece avevano "Slow Train Cominí." Alcuni che vennero lì eccitati solo per sentire del rock íní roll e finivano salvati.

Sono felice... Sono stata benedetta per il fatto che non sapevo chi fosse Bob Dylan quando feci quel provino. Perchè alcune persone fanno l'errore, quando incontrano persone del calibro di Bob Dylan, di non vedere l'uomo. Hanno la tendenza a guardare la fama e la fortuna; quel che ha fatto e quel che ha realizzato. Sono felice per il fatto che non conoscevo tutte quelle cose su di lui perchè quel che vidi e chi vidi fu un uomo. Un uomo che ha ricevuto uno straordinario dono da Dio, anche per le canzoni precedenti. Quando ascoltai le parole di alcune delle canzoni che aveva scritto prima che mi unissi a lui, fu straordinario. Dio aveva usato Dylan e le sue canzoni e le sue parole già da molto tempo. E Dylan aveva parlato contro le ingiustizie e si era battuto per la giustizia da moltissimo tempo. Così quando realizzò Slow Train Cominí, Saved, e Shot Of Love portò solo a compimento quel che stava facendo completando il cerchio e permettendo che la gente sapesse che aveva servito un Dio vivo e vivente, per tutta la sua vita.

Questo è quel che vidi. E questo è quel che credo. Ci sono un sacco di persone che sono in grado di cantare ma non hanno addosso la santità di Dio. Io posso sinceramente dire che Bob Dylan ha la santità di Dio su di sè e basta vedere le cose che scrive per accorgersene. E basta anche vedere come Dylan si preoccupa per la gente.

Per te Dylan è una persona comune, ma per moltissime persone è in qualche modo qualcuno di più che umano.

Sì. Questo è quel che ho visto. Ma mio padre mi ha insegnato: non guardare solo quel che la gente dice, guarda come vivono la propria vita.
Non avrei potuto stare con Bob tutti quegli anni - non importa quanto denaro mi avrebbe pagata - se avessi sentito che quel che faceva era una menzogna, soprattutto perchè riguardava Dio. Non sarei rimasta con lui se quel che cantava era una cosa e quel che faceva fuori dal palco un'altra totalmente differente. Provai un sacco di amore e rispetto per lui.


traduzione di Michele Murino

tratto da b-dylan.com
 
 


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