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Andrew Muir
Razor’s Edge
(Woodstock Publications)
Un libro che mancava assolutamente tra i tanti (troppi? ci metto anche
il mio, naturalmente) che infestano le librerie reali e virtuali, sul Nostro.
Da quando Paul Williams ha promesso (ormai da anni) il nuovo della
serie Performing Artists che dovrebbe incentrarsi sul Never Ending Tour
e di cui, proprio come l’autobiografia di Bob, non si sa più nulla,
si sentiva l’esigenza di un libro che analizzasse proprio il NET.
Impresa improba, vista la mole ‘mostruosa’ di materiale da analizzare
(più di mille concerti) ma Andrew Muir (già editore della
fanzine Homer, The Slut e adesso di Judas!) ci riesce pienamente. Ci riesce
perchè evita la trappola del dylanologo (in cui viceversa Williams
cade spesso) per affrotnare una scrittura disincantata, semplice, diretta,
appassionante. Da fan, come lui si definisce, ma non esattamente, perchè
Muir è uno scrittore professionale, e capace di critica, cosa che
manca (quasi sempre) al fan.
Con questo approccio Muir diverte e appassiona come mi capitava di
rado leggendo un libro su Dylan, raccontando la genesi del NET (e l’allora
fatica di raccogliere informazioni - parlo del 1988 - e nastri dei concerti,
in quei tempi pre-Internet), raccontando con gusto tutta la vita travagliata
dell’appassionato e quindi, partendo dal concerto di Glasgow del 1989,
con testimonianze in prima persona dei concerti visti. Che sono la cosa
migliore del libro, capace com’è Muir di calarti nell’atmosfera
vibrante di un concerto di Dylan (con tutte le disavventure del caso: sciopero
dei treni, ricerca di un taxi che ti porti all’areoporto, smarrimento della
strada in uno sperduto paesino della Germania e così via), analizzando
anno per anno le scorribande del Nostro.
Muir si esalta ma non evita le critiche quando invece un concerto fa
semplicemente sbadigliare ma tutto con il vibrante humor tipicamente britannico.
Nota a parte per il capitolo interamente dedicato all’incontro dell’autore
con Bob Dylan, in un bar di Camden Town a Londra, nel ‘93, durante una
pausa delle riprese del videoclip Blood In My Eyes; vale la spesa.
Il libro, attenzione, uscirà entro la fine dell’anno in versione
aggiornata: si chiude infatti con i primi concerti del 2001 e la nuova
edizione giungerà ai giorni nostri, per cui vale la pena aspettare.
Paolo Vites |