Bleeker Street Blues

Bob, mi sveglio presto
e prego per te
Ti regalerei la mia Martin
perchè tu la possa suonare

Penso che ti piacerebbe
appenderla nel tuo fienile
ed attaccarla al chiodo
sulla parete della dispensa

Potresti strimpellarla dolcemente disteso nella paglia
nel box della stalla della fattrice
Oppure io potrei suonare il ritmo
mentre tu suoni l'armonica
con il profumo di erba medica
che si spande nell'aria nell'oscurità

Ricordi di Woody
nella sua stanza del Graystone Hospital Memorial
Quando tu eri solo un ragazzino ed io suonavo il campanello di casa Gleason
E Syd Gleason arrivava con il chili e la focaccia di granturco
E Peter La Farge, e Dave Van Ronk...
La mia Chevrolet correva che era una bellezza anche se odorava come una puzzola

Peter Seeger, un maestro,
ti trasmise lo stile
e ti insegnò anche a suonare la chitarra
e ti strizzò l'occhio con un sorriso amaro

Ed io spiai e strizzai l'occhio
quando tu hai fatto la stessa cosa per me
Ti hanno accusato di rubare
ma io dissi "Niente affatto!"

Poi la tua Triumph è caduta
e ti sei ferito al collo
Non mi fu permesso di vederti
quando eri in ospedale

Fu allora che ci siamo separati,
ma otto anni dopo viaggiavamo di nuovo insieme
nella Rolling Thunder
dal Nord del New England
alle strette strade del Quebec

C'era Joni Mitchell
C'era Ronnie Hawkins...
Gordon Lightfoot ci ospitò
una notte in volo
Il Marple Leaf Garden ospitò il nostro show
Allen Ginsberg lesse una poesia, Tuono Rotolante agitava una piuma
T-Bone e Roger,
Wyeth e Stoner,
Bob con la barba guidava il camion
e Bob senza barba guidava il bus
Settantacinque persone

Un tour portava ad un altro
come una bevuta portava ad una fumata
Tu sei stato sempre in tour
Poca vita di casa
Prenditi un po' di tempo per riposarti
e guarda dove sei stato
Hai illuminato il mondo con le tue canzoni
Affonda o nuota

Prego che tu possa fermarti per un po'
Hai suonato la tua canzone
e ti sei guadagnato il tuo denaro

Cammina allegramente, vola con prudenza
Bob, non prendertela

C'è una tenda per te nel mio accampamento
Vicino alle acque tranquille

I migliori dottori del mondo non possono curare
quello che ti affligge
Nè Freud, nè Pasteur, nè Eddie Van Halen
E' tempo di togliere la sella e prendersi una bella pausa

Un giorno raggiungeremo Woody e Jerry e Towens
Ma ora abbiamo tutti bisogno di te, perciò ti prego fermati


Il tuo amico Ramblin' Jack Elliott


Per le note relative a questa canzone vedi articolo "Bob, please take it easy!" in fondo a questa pagina


traduzione di Michele Murino
 
 

He was a friend of mine:
Ramblin' Jack Elliott & Bob Dylan
di Salvatore Esposito


This is to introduce Jack Elliott, my long-lost father, who abandoned me at the age of 12.
Bob Dylan, in a letter to Columbia A&R man John Hammond


Durante una delle mie incursioni nei negozi di dischi della mia città, rovistando nella zona dischi usati, scovai un bellissimo disco di non molti anni fa, He Was Friend Of Mine di Ramblin' Jack Elliot, ne avevo sentito parlare nella biografia di Dylan di Howard Sounes e scrutando la tracklist mi sono imbattuto in grandi nomi che cantavano insieme alla storica voce del
folk americano.
Tom Waits, Jerry Jeff Walker, Emmylou Harris, Bob Weir e tanto per chiudere un cerchio Arlo Guthrie.
Decisi di comprarlo all'istante.
Ascoltandolo con attenzione ho notato subito che in quella grande cerchia di amici ne mancava uno in particolare, il più importante forse. Bob Dylan.
In effetti Bob avrebbe dovuto prendere parte al disco ma?.. Ma andiamo con ordine e ripercorriamo tutta la storia della loro amicizia, non priva di screzi ed incomprensioni.
La storia dell'amicizia tra Ramblin' Jack Elliott e Bob Dylan ha le sue origini negli anni sessanta, ma il primo contatto tra i due avvenne qualche anno prima quando Bob approfittando dell'assenza di Jon Pankake trafugò dalla sua casa a Dinkytown, un cofanetto di dischi di Ramblin' Jack.
Elliot Adnopoz, questo il vero nome di Ramblin' Jack Elliott, era figlio di un medico ebreo di Brooklyn, avrebbe dovuto seguire le orme del padre invece come sostenne in un intervista sviluppo' una sorta "di idiosincrasia per la medicina" e si lasciò al contrario infatuare dal vecchio west, dalle ballate folk e dal mito di Woody Guthrie.
Nel 1960 aveva inciso ben sei dischi per un'etichetta famosa all'epoca, la Topic, ed il suo nome era già famoso negli ambienti del revival folk e delle coffee house.
Si racconta che Bob, avendo trafugato il cofanetto, impose a Bonnie Beecher, la sua ragazza di allora, di ascoltarne i dischi insieme a lui, uno dopo l'altro senza sosta.
Questo avvenimento è assolutamente significativo per il fatto che Bob proprio in quel periodo stava subendo fortemente l'influenza della musica di Woody Guthrie ed il buon Ramblin' Jack non era altro che un replicante del celebre folksinger
americano.

Non che non avesse stoffa, anzi, ma all'epoca Elliott aveva praticamente speso tutti i suoi primi anni di carriera al fianco di Woody e in questo non aveva fatto altro che assorbirne le grandi doti sia tecniche che interpretative.
Significativo in questo senso è il primo incontro tra Ramblin' Jack e Dylan, avvenuto durante l'inverno del 1961, presso il capezzale di Woody Guthrie, da tempo affetto da una grave malattia che lo stava conducendo ad una morte lenta ed inesorabile.
Dopo aver trascorso un po' di tempo insieme facendo compagnia a Woody, all'uscita dall'ospedale Bob seguì Elliott anche sull' autobus, e poi addirittura qualche giorno dopo prese anche una camera nei pressi dell'Hotel in cui soggiornava Elliott.
Da quello che si racconta il povero Ramblin' Jack fu senza dubbio infastidito da tanta pressione, ma soprattutto dalle voci che cominciavano a girare negli ambienti folk, e cioè che quel ragazzetto era arrivato per rubargli il mestiere, e che addirittura a volte sembrava essere a lui superiore.
Fu in questo periodo che Bob fece sentire a Woody la propria rielaborazione di 1913 Massacre (brano dello stesso Guthrie) e cioè "Song To Woody"; il malato folk singer fu positivamente impressionato da quel ragazzino, che cercava di imitare la sua voce malata e che si sforzava in tutti i modi di essere quello che lui era stato in passato.
In tutto questo Bob continuò ad attingere da quanto aveva appreso Ramblin' Jack da Woody Guthrie e nelle sue esibizioni spesso si notava chiaramente come lui cercasse di apparire più vecchio ed esperto di quanto in realtà non fosse, cantando allo stesso modo dei suoi miti o ancora raccontando storie più o meno gonfiate sui propri incontri con i più noti musicisti dell'epoca.
Oltre a visitare abitualmente Woody in ospedale, Dylan prese a frequentare anche la famiglia Guthrie, infatti Arlo, figlio del celebre folksinger, ricorda che Bob spesso si fermava con lui a insegnargli qualche accordo alla chitarra o a cantare questa o quella canzone del padre.
Bob in quel periodo fu praticamente adottato da New York e dalle tante famiglie che gravitavano nell'ambiente folk; non è un caso che la stessa Talkin' New York fosse stata scritta proprio in memoria dei primi giorni difficili al Village.
Quando Bob irruppe definitivamente sulla scena le cose cambiarono, infatti quel ragazzino di Duluth, Minnesota, che aveva appreso in brevissimo tempo tutto quanto potesse trasmettere la musica di Woody Guthrie, ora cominciava ad aggiungere a quella musica del suo e durante le esibizioni nelle coffee house, alternava siparietti comici stile Charlie Chaplin a canzoni folk o a talkin' blues in cui emergeva prepotente la sua personalità artistica che si proponeva in modo diverso rispetto a quella dei puristi come Dave Van Ronk o dello stesso Ramblin' Jack Elliott.
Era come se Jerry Lee Lewis fosse passato improvvisamente dal piano alla chitarra acustica e dal rock n' roll al folk; così Bob incarnava esteticamente il mito dell' hobo ma nel suo animo bruciava ancora il suo primo amore cioè il rock n' roll che lentamente si infiammerà fino ad esplodere nel tempio del folk a Newport.
Bob superava i propri limiti tecnici con un personalissimo stile deciso, anche i suoi errori diventavano parte di quell'alone di fascino che cominciava a circondarlo, il suo vestiario trasandato e sporco e il suo viso da ragazzino spaurito lo facevano apparire davvero assai credibile agli occhi dei frequentatori delle coffee house.
In una delle esibizioni live che possediamo dell'epoca c'è il brano dal titolo Acne in un duetto molto comico tra Bob e Ramblin' Jack; entrambi cantano divertendosi moltissimo e Dylan sfodera una delle più esilaranti performance dell'epoca oltre ad un cantato estremamente ironico.
Con la pubblicazione del primo disco di Bob cominciò un lento cambiamento, divenne critico verso tutti coloro che in qualche modo lo avevano aiutato ad inserirsi in un mondo, quello del folk, che non gli apparteneva; con gli anni è venuto fuori su varie biografie un commento fin troppo irriconoscente che fece su Ramblin' Jack Elliot durante una discussione con Izzy Young.
Dylan disse infatti che Jack aveva giocato male le sue carte e che non gli aveva insegnato nulla.
Tutti sanno che è il contrario, è probabile che Ramblin' Jack nella sua carriera abbia commesso degli errori di valutazione che gli hanno impedito di emergere ad alti livelli, tuttavia lo si può considerare tranquillamente come una sorta di padre a livello musicale per Dylan, infatti attraverso lui gli sono giunti molti degli insegnamenti di Woody, che in quel momento era praticamente impossibilitato anche solo a parlare, a volte.
Robert Shelton nel libro No Direction Home riporta una significativa dichiarazione di Ramblin' Jack proprio su ciò che lui stesso insegnò a Bob: "Suppongo di aver insegnato a Bobby alcune delle mie canzoni. Quelle vecchie canzoni VD di Woody che nessuno ha mai permesso ai giovani di conoscere, lui quelle le imparò da me...".
Certo Dylan seppe come rubare il mestiere dalle mani di tutti coloro che frequentava, assorbiva tutto con una velocità impressionante e fuori dal comune, ma se non fossero esistiti i vari Richard Farina, Dave Van Ronk (a cui "rubò" per il suo primo album anche l'arrangiamento di House Of The Rising Sun), Eric Von Schmidt e Martin Carthy, Bob forse non sarebbe stato quello che è oggi.
Risulta molto strano però che tra i vari folksinger che influenzarono Bob nei primi anni non compaia quasi mai il nome di Ramblin' Jack Elliott, sia per quanto riguarda la loro duratura amicizia ed il reale affetto che quest'ultimo cominciò a provare per Bob.
Quando Dylan poi incise il suo secondo disco, Freewheelin', il primo album quasi tutto autografo, si cominciò a percepire la sua superiorità rispetto a coloro i quali cominciavano a ristagnare nell'ambiente del folk revival; le sue canzoni non erano legate ai temi classici di lotta propri di questo genere ma spaziavano diventando portatrici di messaggi universali come la pace, la libertà, l'uguaglianza. Anche i brani più legati alla tradizione subivano profondamente l'influsso del modo di concepire la musica di Dylan, i talkin' blues diventavano occasioni per far emergere il suo lato comico e sarcastico.
A Freewheelin' fece seguito il più impegnato politicamente, The Times They Are A-Changin', che tornava indietro recuperando e riattualizzando il songwriting tipicamente folk; ne è un esempio il brano The Lonesome Death Of Hattie Carroll che, pur parlando di un caso di omicidio, non si limita alla semplice cronaca come erano soliti fare gente come Phil Ochs o lo stesso Ramblin' Jack ma scava nell'animo sia dell'omicida che di coloro che ascoltano la storia.
Con Ramblin' Jack i rapporti nonostante ne avesse un po' "sparlato" rimasero costantemente buoni, si scambiavano consigli, collaborazioni e soprattutto entrambi occupavano stabilmente le colonne di Sing Out!, celeberrima rivista del movimento del folk revival.
La loro era un'amicizia particolare dato che entrambi potevano essere considerati in competizione, ma come ha sostenuto lo stesso Elliott, Bob Dylan era superiore a tutti, ancor di più in quel momento in cui la sua fama lo stava portando verso un successo incondizionato.
Quando Bob cominciò a lavorare all'album dal titolo Another Side of Bob Dylan, che era caratterizzato da una virata sostanziale a livello testuale rispetto al passato, qualcuno tra i puristi cominciò a dubitare di lui, tuttavia durante quella session attorno a Bob si radunarono quasi tutti gli amici dell'epoca e tra questi anche Ramblin' Jack Elliott.
Bob pretese che lui prendesse parte all'incisione di Mr.Tambourine Man come seconda voce, il risultato tutti lo conoscono grazie ai numerosi bootleg che la riportano.
Ramblin' Jack è in grande difficoltà con il testo, e lo si nota anche nel ritornello, non riesce a stare a tempo con Bob che segue ogni strofa e ogni ritornello con un tono e con accordi diversi.
Le cose cambiarono molto quando Dylan con l'album Bringing It All Back Home e con la "scandalosa" e rivoluzionaria partecipazione a Newport fece fondere in modo magico folk, rock, blues, in un misto unico che gettò le basi per il rock n' roll a venire.
Fu allora che Dylan abbandonò l'ambiente del folk revival per abbracciare quello più viratamente rock blues e fu attaccato da tutti su Sing Out! e tutti i suoi amici di un tempo si dichiararono contro quella sua personale rivoluzione.
Non ci vollero però molti anni affinché anche coloro che lo avevano accusato all'epoca apprezzassero il suo nuovo modo di fare musica; nessuno abbracciò però mai gli estremi Dylaniani ma rimasero bene o male tutti legati al loro genere originario creandosi intorno una sorta di impenetrabile barriera protettiva che presto li vedrà surclassati da generi in progressiva ascesa come il country-rock.
Fu così che Dylan e Ramblin' Jack si allontanarono o meglio si persero di vista, salvo poi ritrovarsi negli anni '70 sul carrozzone della Rolling Thunder Revue.
Fa eccezione l'episodio in cui pochi giorni dopo il matrimonio di Bob con Sara, Ramblin' Jack capitò al Kettle of Fish e incontrando la coppia fece gli auguri agli sposi, ma Dylan rispose di non essersi sposato e che, se mai lo avesse fatto, Jack sarebbe stato il primo a saperlo.
Questo è un episodio emblematico che la dice lunga sulla personalità complessa di Bob, fin troppo occupato in quel periodo a deviare ogni voce su di lui per evitare quello che poi portò allo scioglimento dei Beatles, cioè un accanimento di stampa e pubblico che lo avrebbe progressivamente soffocato.
L'abbandono del Greenwich Village da parte di Bob fu quasi parallelo al suo abbandono delle scene, poi ci fu l'incidente e le Basement Session, gli eventi lo portarono sino al 1974 a cercare un riparo da quella tempesta che si chiama successo.
Nel 1967 Ramblin' Jack Elliott nell'album dal titolo "Bull Durham Sacks" reinterpretò per la prima volta Bob; tutte le sue
interpretazioni dylaniane sono personalissime, influenzate da uno stile chitarristico e vocale inconfondibile.
With God On Our Side e Don't Think Twice It's All Right sono molto più vicine al blues che al folk, Girl From The North Country è a dir poco affascinante e con altre due canzoni romanticissime di Bob, I'll Be Your Baby Tonight e Lay Lady Lay, forma un terzetto tutto miele, ma allo stesso tempo molto sentito nell'interpretazione e ben lontano dai rifacimenti melensi di Bob dell'epoca.
Durante il concerto tributo a Woody Guthrie nel 1968, Dylan ritrovò tutti i suoi amici dei primi anni e tra questi Ramblin' Jack Elliott. Ma Bob era troppo preoccupato per i problemi con Albert Grossman, il suo manager del tempo,  per gettarsi in un revival anche momentaneo. Suonò il suo splendido set di tre canzoni accompagnato da The Band, sembrava però desideroso di riprendere i rapporti con tutti loro ma non di tornare a suonare dal vivo.
Il ritorno al Village fu caratterizzato dall'inizio della fine del suo matrimonio con Sara e con la pubblicazione di Blood On Tracks.
Con un disco appena uscito e un altro in via di realizzazione, Bob decise di dare vita ad un sogno che covava dal
1965, cioè questa sorta di Tour itinerante che divenne realtà quando tornò a New York e ritrovò tutti i suoi amici del Village a cui era stato legato agli inizi della carriera.
Infatti, in seguito ad alcune serate trascorse tra musica e grandi bevute al "Bitter End", che da un anno era stato ribattezzato "The Other End", parlando con i compagni di un tempo come Ramblin' Jack Elliott e Bob Neurwirth, e con il loro appoggio immediato, decise di radunare le forze per formare la sua carovana del tuono; chiamò poi anche la sua compagna di tanti concerti degli esordi Joan Baez, il poeta Allen Gisberg, il chitarrista di David Bowie, Mick Ronson, la mente dei Byrds, Roger McGuinn, una violinista, Scarlet Rivera, e vari ospiti a partire da Joni Mitchell che lo raggiungevano di tappa in tappa lungo il lungo viaggio attraverso gli Stati Uniti.
Della partecipazione di Ramblin' Jack alla Rolling Thunder Revue si ricordano vari splendidi set acustici dove eseguiva sia brani tratti dal suo repertorio sia alcuni di sua composizione; con Bob il rapporto era ottimo in quel periodo così come con tutti quelli della carovana. Si respirava un'aria tranquilla in quella carovana di zingari.
Girava anche della droga in quel carrozzone e proprio Ramblin' Jack, nella biografia di Bob Dylan scritta da Howard Sounes, ricorda che era terrorizzato dal fatto di poter essere scoperto dalla polizia e poi aggiunge che molti dei musicisti si rifornivano da un tipo che seguiva ogni tappa del tour a cui bastava far finta di sniffare per avere della roba eccezionale in quantità.
Erano quelli i giorni felici della Rolling Thunder Revue, felici sia realmente che chimicamente ma pur sempre felici, perché si condivideva tutto, dalla musica ai rapporti personali fino a formare una grande e unita famiglia.
Ramblin' Jack si guadagnò anche una parte nel film di Dylan "Renaldo & Clara", ma anche la sua partecipazione finì per essere dimenticata come il film.
Dopo la Rolling Thunder ed il successivo divorzio da Sara, Bob cambiò del tutto la sua idea di concerto, passando a un genere identificabile con il più commerciale rhythm & blues, poi successivamente al gospel-rock fino a distaccarsi completamente da quel panorama folk che aveva cullato i suoi anni migliori.
Negli anni 80 finì per essere uno dei tanti artisti mal riciclati in era disco music, tuttavia proprio in quel periodo Ramblin' Jack inserì nel suo disco dal titolo "Kerouac's Last Dream", il brano di Dylan "I Threw It All Away", una canzone molto bella già su Nashville Skyline, ma qui impreziosita da un tocco folkie che si distanzia dal country Cash-style dell'originale acquisendo una maggior potenza poetica.
Nel corso del suo tour del 1987 eseguì spesso pezzi dal vivo di Bob, quasi in memoria del tempo che li vide fianco a fianco a
governare la scena folk di New York; assolutamente esemplari sono una splendida I Threw It All Away eseguita a Joseph's Waterwork, Norwich, nel Vermont, il 10 Maggio e Don't Think Twice It's All Right nell'esecuzione del 7 luglio dello stesso anno.
In occasione del tributo a Bob Dylan per i suoi trent'anni di carriera nel 1992, ci fu una lunga lista di nomi famosi della musica
che calcarono il palco del Madison Square Garden di New York per tributare il loro riconoscimento alla musica di Bob; tra questi putroppo non fu incluso Jack Elliott che, intervistato al riguardo da Paolo Vites, disse di esserci rimasto molto male, dato che avrebbe prestato volentieri la propria voce e la propria chitarra per onorare l'opera di Bob.
Un altro episodio che la dice lunga sul comportamento sgradevole che a volte Dylan riserva ai suoi vecchi amici è del 1995 a Berkley quando Ramblin' Jack provò ad incontrare nel backstage Bob ma non ebbe nemmeno il tempo di dirgli ciao poiché Bob era circondato da una folta schiera di gente che lo proteggeva; avrebbe voluto chiedergli di registrare qualcosa con lui per un disco futuro ma tutto fu vano.
Nel 1997 Ramblin' Jack tornò sulle scene pubblicando una nuova raccolta di brani, dal titolo "Friends Of Mine", il disco da cui è partita questa mia retrospettiva sul rapporto tra lui e Bob Dylan.
Durante la compilazione del disco, che raccoglieva tutti coloro che avevano incontrato sulla loro strada Ramblin' Jack, scrisse al management di Bob Dylan per chiedere se a Bob interessava cantare nel suo nuovo lavoro.
Due mesi dopo la richiesta il produttore Roy Rogers telefonò di nuovo all'agente di Bob per chiedergli se avesse ricevuto la lettera; ebbe una risposta positiva che però lasciava intendere qualcosa come "...ora spetta solo a lui decidere".
Elliott fu molto infastidito da questo strano modo di trattare gli amici da parte di Bob; erano passati trent'anni ed ora i suoi amici non potevano nemmeno aspettarsi da lui una partecipazione ad un loro disco.
Tuttavia nell'album Dylan è presente in qualche modo. E' come se si aggirasse tra le note di ogni singola canzone; l'album infatti, pur essendo dedicato alla memoria di Townes Van Zandt, sembra diretto in qualche modo a Bob. Infatti oltre alla title track, "He was a friend of mine", presentata nella rielaborazione operata da Bob negli anni sessanta, emerge una splendida versione di un altro brano dylaniano, Walls Of Red Wing, in duetto con Jerry Jeff Walker.
Fu così che Ramblin' Jack, quasi a sdrammatizzare la cosa, decise di inserire nel disco una poesia, Bleeker Street Blues, che poi musicò con la chitarra acustica facendola diventare un talkin' blues dedicato a Bob Dylan (vedi la traduzione in cima a questa pagina).
Si parte con l'invito a suonare insieme come succedeva negli anni sessanta, lui alla chitarra e Bob all'armonica, proprio come accadde durante l'incisione del brano "Will The Circle Be Unbroken" negli anni sessanta.
Poi diventa chiaro come questo testo faccia emergere una sorta di rimprovero pacato a Dylan attraverso i ricordi di tanti concerti insieme e dei tempi lontani che li avevano visti accanto dividere praticamente tutto, dagli amici alla musica fino alla devozione per Woody Guthrie.
L'invito "Bob, please take it easy" posto alla fine del testo risuona come una sorta di invito a non essere chiuso in se stesso
nascondendosi dietro al proprio mito; ricordare il passato diventa così un mezzo per riavvicinarsi agli amici di un tempo, abbandonando l'idea di un passato ormai dimenticato.
Nel 2001 poi è stata pubblicata una compilation dal titolo "A Nod To Bob" che presenta una versione rimasterizzata di Don't Think Twice It's All Right preceduta da una introduzione parlata di circa un minuto; dello stesso livello è la colonna sonora del documentario su Ramblin'Jack Elliott dal titolo "The Ballad of Ramblin' Jack" che contiene tutte incisioni folk piuttosto preziose, ma il pezzo forte è "Acne", il divertentissimo duetto live tra Ramblin'Jack e un giovanissimo Bob, di cui parlavamo all'inizio.
Salvatore Esposito

FONTI:
Antony Scaduto: Bob Dylan - Biografia
Howard Sounes: Bob Dylan - Biografia
Robert Shelton: Vita e Musica di Bob Dylan
Robert Shelton: No Direction Home
Paolo Vites: Bob Dylan 1962/2002 - 40 anni di canzoni
Jam n. 88 - Dicembre 2002 : Speciale Rolling Thunder Revue



 
Note ed approfondimenti intorno a "Bleeker Street Blues" ed "He was a friend of mine"


Bob, please take it easy!
di Michele Murino

Così nelle Liner Notes dell'album "Bob Dylan" (disco di esordio del giovanissimo Zimmerman) vengono rievocati i primi tempi di Bob al Greenwich Village e le sue frequentazioni con Ramblin' Jack Elliott e gli altri musicisti che orbitavano in quella zona di New York: "Bob Dylan venne ad Est per la prima volta nel febbraio del 1961. La sua destinazione: il Greystone Hospital nel New Jersey. Il suo proposito: visitare il malato Woody Guthrie, cantante, autore di ballate e poeta. Questo fu l’inizio di una profonda amicizia tra i due. Sebbene fossero separati da trenta anni e due generazioni, erano uniti dall’amore per la musica, un simile senso dell’umorismo ed una comune visione del mondo contemporaneo. Il giovane provinciale cominciò a fare amicizia molto rapidamente a New York, continuando, come già faceva dall’età di 10 anni, ad assimilare idee musicali da chiunque egli incontrasse, da qualunque registrazione ascoltasse. Egli si trovò d’accordo con Dave Van Ronk e Ramblin' Jack Elliott, due dei più specializzati musicisti che suonavano al Greenwich Village, scambiandosi canzoni, idee e concezioni stilistiche con loro. Suonò alla Gaslight Coffee House e nell’aprile 1961 si esibì di fronte a John Lee Hooker, il cantante blues, al Gerde’s Folk City. I commenti sul talento di Dylan incominciavano a crescere, ma in un ambiente sovraccarico di rivalità come quello della comunità folk, portò anche invidia. La sua “Talkin’ New York” è un commento musicale alla sua “accoglienza” a New York".

Se invidia ci fu, questa non venne certo da Jack, per il quale, come ricordato nell'articolo precedente, Dylan aveva una grande ammirazione e del quale divenne amico seguendone i passi nell' "ombra" di Woody Guthrie. "Incontrai Dylan al Greystone Hospital dove era ricoverato Woody. Bobby faceva un sacco di canzoni tradizionali, grandi vecchie canzoni di Jimmie Rodgers, railroad blues. La maggioranza delle persone non sopportava la sua voce. Era un ragazzino senza nemmeno un filo di barba. Era un ragazzo carino. Sembrava un poeta" (Ramblin' Jack Elliott).
Il sopra citato duetto dei primissimi anni Sessanta tra Bob Dylan e Ramblin' Jack Elliott, quello che li vide molto scherzosamente cantare insieme il brano dal titolo "Acne", è reperibile sul bootleg "Alias - The Sideman Story - vol. 1". Si tratta di un brano molto divertente, scritto da Eric Von Schmidt, e fu eseguito da Bob e Jack nel corso di una "hootenanny" alla Riverside Church di New York il 29 luglio del 1961 (le "hootenanny" erano feste a base di canzoni, una sorta di happening musicali in cui chiunque poteva salire sul palco ed eseguire canzoni, in genere folk). Dylan ed Elliott si divertono evidentemente molto in questo brano che per lo più appare come uno scherzo improvvisato. In un'accorata protesta di un ragazzo rivolto ad una ragazza i due cantano uno dei "gravi" problemi dei giovani (anche questa in un certo senso una "canzone di protesta"): "Dici che mi volevi invitare al ballo studentesco/Hai scoperto che ho l'acne/Ora non vuoi più invitarmi/Huh... Datemi un fucile, ventidue cartucce.../Per il mio compleanno ucciderò i miei genitori perchè non capiscono/Non tengono affatto in considerazione un teenager" ("Come mothers and fathers throughout the land and don't criticize what you can't understand"...??? :o) ).
Paradossi a parte si tratta di un brano che contrasta nettamente con tutto quel filone "impegnato" che parallelamente Dylan portava avanti - e che lo rese celebre (quello di "Blowin' in the wind" e "A hard rain's a-gonna fall", per intenderci) e che rivela il lato giocoso del primo Dylan (che si trova anche in canzoni ufficiali come "I shall be free" o inedite come "Bonnie, why'd you cut my hair?", per citare due esempi tra i tanti). Il testo originale e la traduzione di "Acne" sono reperibili qui.
Dylan partecipava spesso a feste ed "hootenanny" di questo tipo, spesso con l'amico Jack, come racconta anche Tony Glover, altro amico di vecchia data di Dylan: "Quando ho incontrato Bob, lui era un ragazzo che aveva cominciato con i pezzi di Odetta e Harry Belafonte e ora stava giusto immergendosi profondamente in Woody Guthrie e nelle sue canzoni, come le cantava Ramblin’ Jack Elliott. Faceva il flat-picking alla chitarra e stava iniziando a suonare l’armonica con un appendino per abiti al collo. Suonammo ad alcune feste qua e là e ci scambiammo alcuni riff di armonica". (Tony Glover, dalle liner notes dell'album "Bob Dylan Live 1966 - "The Royal Albert Hall" Concert").
A proposito di Woody Guthrie, nell'articolo precedente si cita una frase di Jack ripresa dal volume "No direction home" di Robert Shelton. Ramblin' Jack dichiarò: "Suppongo di aver insegnato a Bobby alcune delle mie canzoni. Quelle vecchie canzoni VD di Woody che nessuno ha mai permesso ai giovani di conoscere, lui quelle le imparò da me...".
Le vecchie canzoni di cui parla Ramblin' Jack, quelle che "ai giovani non era permesso di conoscere", sono quelle che parlano della sifilide. VD sta infatti per Veneral Disease, malattia venerea. Ecco di seguito le canzoni scritte da Woody che Ramblin' Jack insegnò a Dylan:
VD blues, VD City, VD seaman's last letter, VD Waltz, VD Woman,
Sono reperibili nei cosiddetti "Minnesota Tapes" in bootleg come "The Early Years".
Un'altra canzone che Dylan imparò da Jack fu "Diamond Joe" che Bob inserì poi nel suo album del 1992 dal titolo "Good As I Been To You".
Altre canzoni che probabilmente Dylan apprese da Elliott furono "Cocaine" e "Candy Man" del Reverendo Gary Davis e "San Francisco Bay Blues" (di Jesse Fuller).
Come citato nell'articolo precedente, Jack e Bob condividevano l'amore per le canzoni della tradizione Americana che costituirono per Dylan la base per gran parte della sua produzione successiva. L'aneddoto del "furto" dei dischi d'epoca sopra citato viene raccontato nel dettaglio da Howard Sounes nella biografia su Bob Dylan pubblicata in Italia da Guanda ed in cui Sounes ricorda che l'appartamento di Jon Pankake, un amico di Bob a casa del quale spesso si recava, si trovava al numero 1401 della Sesta Strada ed era uno dei luoghi di ritrovo di Dinkytown, a Minneapolis.
"Bob Dylan" - racconta Sounes - "ci andava regolarmente e suonava insieme a Pankake".
"Suonavo il  banjo e la cosa lo incuriosiva molto" ricorda quest'ultimo.
Una volta Pankake stette fuori città per un paio di settimane ma non chiuse l'appartamento: allora Bob vi entrò e senza permesso portò via una ventina di dischi. Tra questi c'era un raro cofanetto di Ramblin' Jack Elliott, amico e compagno di vagabondaggi di Woody Guthrie. Secondo Jon Pankake, Bob potrebbe aver portato via da casa sua anche l' Anthology of American Folk Music. "Non lo escluderei - afferma Jon - visto che non giravano così tante copie dell'Anthology a Minneapolis". Se fu lui a prenderla - ma Pankake non ne è certo - Bob ebbe per la prima volta l'occasione di ascoltare incisioni che avrebbero poi influenzato la sua carriera di musicista.
Sounes ricorda poi come una serie innumerevole di citazioni da quella antologia (nonchè, molto probabilmente dai dischi di Ramblin' Jack Elliott "trafugati") fossero state disseminate - magari camuffate - da Dylan in tutta la sua produzione (anche in tempi recenti con "Time out of mind"), oltre che in maniera "scoperta" negli album acustici "Good as I Been to You" e "World Gone Wrong" che riprendono tre canzoni dell'Anthology.
Un'altra cosa che legava Jack a Bob era il fatto che erano entrambi ebrei. "Durante una conversazione venne fuori che Ramblin' Jack era in realtà Elliott Adnopoz, un ebreo di Ocean Parkway, Brooklyn. Bobby cadde dalla sedia, rotolò sotto il tavolo ridendo a crepapelle. Avevamo sospettato tutti che Bobby fosse ebreo, e questa ne era la prova..." (Dave Van Ronk).
Una curiosità è la partecipazione di Ramblin' Jack Elliott al film di Bob Dylan "Renaldo and Clara" in cui, come sopra detto, Bob riunisce tutti i vecchi "compagni d'arme" dei primi anni di carriera.
Come scritto nell'articolo precedente, infatti, alla metà degli anni '70 Bob interruppe il suo "esilio" e ritornò a New York dove ritrovò tutti i suoi vecchi amici del Village ed a cui era stato legato agli esordi della sua carriera.
Ecco il ricordo di Patti Smith di quegli incontri al Greenwich Village tra Bob, Ramblin' Jack Elliott e l'allegra e colorata comitiva che costituì poi il carrozzone da zingari della Rolling Thunder Revue (oltre al variopinto cast del film "Renaldo and Clara"): "Dylan cominciò a uscire più spesso - gli piaceva il fatto di poter stare in club senza che nessuno lo pestasse a sangue, perchè allora succedevano un sacco di cose. Tutti noi passavamo le nostre serate là, nel locale "The Other End", e ci divertivamo un sacco, perchè ci sbronzavamo, o altro, finche non cascavamo giù per terra. La gente cominciava a farsi nuovamente vedere, al Village. Accadde molto in fretta. C'era Ramblin' Jack Elliott, e un sacco di altra gente. Poi, una sera, Bob salì sul palco e cominciò a jammare con questa gente. Vedevo che era particolarmente attratto da certe persone -  Rob Stoner, Bobby Neuwirth - ed era bello vedere lui e Bob di nuovo insieme, perchè egli riesce veramente a tirare fuori il peggio da Dylan, che è poi ciò che ci piace di lui. Stava allora organizzando questa cosa della Rolling Thunder  Revue; aveva in mente delle improvvisazioni, e di ampliare i propri orizzonti in termini di linguaggio. Nei colloqui che avemmo allora venne fuori che io avevo qualcosa che lui ammirava, e che allora era difficile da comprendere; era di questo che parlavamo quando cominciò a mettere assieme la Rolling Thunder Revue".
Il film della RTR fu appunto "Renaldo and Clara" che, naturalmente, vide tra gli "interpreti" anche Ramblin' Jack Elliott. In una prima sequenza vediamo Jack che canta sul palco con cappellaccio da cow-boy e cuoricino rosso disegnato sulle guance (vedi foto qui sotto)

In una sequenza successiva, di nuovo sul palco, Jack canta uno yodel che somiglia alla fine della dylaniana "Talkin' Hava Negila Blues" (pubblicata su "The Bootleg Series Vol. 1/3"). Poi - e la scelta della canzone non è casuale - Elliott presenta il brano dal titolo "Pretty Boy Floyd", una delle più celebri canzoni scritte ed interpretate da Woody Guthrie. Jack la introduce dicendo che Pretty Boy Floyd viaggiò attraverso il Paese in una macchina.
A questo proposito è da ricordare che proprio "Pretty Boy Floyd" fu eseguita in duetto da Bob e Jack all'Other End di New York, il 3 luglio del 1975, insieme con il brano "How long". Anche questi duetti sono reperibili nel bootleg "Alias - The Sideman Story", questa volta però nel volume 2.
Nel film "Renaldo and Clara", Ramblin' Jack interpreta la parte di un personaggio dallo strano nome di Longheno De Castro.
Una curiosità: secondo alcuni Dylan ha voluto riferirsi proprio al vecchio amico Ramblin' Jack tratteggiando il personaggio di "Jack the cowboy" nel brano dal titolo Tough mama, apparso sull'album "Planet Waves" (Sweet Goddess/Born of a blinding light and a changing wind/Now, don't be modest, you know who you are and where you've been/Jack the Cowboy went up north/He's buried in your past/The Lone Wolf went out drinking/That was over pretty fast/Sweet Goddess/Your perfect stranger's comin' in at last). La cosa non è da escludersi a priori dal momento che in un'altra canzone di quello stesso album, Something there is about you, Dylan ricorda la sua giovinezza sulle colline della vecchia Duluth, citando i nomi di altri vecchi amici come "Danny Lopez" e "Ruth", per alcuni Ruth Tyrangiel, anche lei, proprio come Ramblin' Jack Elliott, presente nel film "Renaldo and Clara" (interpreta il ruolo della "girlfriend") e legata sentimentalmente a Dylan per un lungo periodo (secondo quanto da lei stessa dichiarato): Thought I'd shaken the wonder and the phantoms of my youth/Rainy days on the Great Lakes, walkin' the hills of old Duluth/There was me and Danny Lopez, cold eyes, black night and then there was Ruth/Something there is about you that brings back a long-forgotten truth (Pensavo di aver dimenticato la meraviglia ed i fantasmi della mia giovinezza, i giorni di pioggia sui grandi laghi camminando per le colline della vecchia Duluth, eravamo io e Danny Lopez, occhi di ghiaccio, notte scura e pure Ruth c'era. C'è qualcosa di te che porta indietro ad una verità da lungo tempo dimenticata).
Ecco alcune note ai versi di Ramblin' Jack Elliott della canzone con cui abbiamo aperto questa pagina, una vera e propria preghiera a Bob. Una preghiera a ritornare "l'amico di un tempo". La canzone si intitola "Bleeker Street Blues".
Nei primi versi ci sono molti riferimenti ad uno scenario campestre, riferiti probabilmente alla casa di Bob Dylan (forse quella di Woodstock?). Jack parla infatti del fienile di Bob, della stalla in cui si trova la fattrice (che è l'animale selezionato per la riproduzione), invita Dylan a suonare la chitarra sulla paglia del fienile e parla del profumo dell'erba medica che si spande nell'oscurità (l' "alfalfa" è appunto l'erba medica). La chitarra in questione è "la mia Martin" che Jack nomina all'inizio e che vorrebbe regalare a Bob.
Nella quarta strofa Jack nomina (oltre a Woody che è naturalmente Woody Guthrie) anche Peter La Farge e Dave Van Ronk, altri due musicisti e amici del loro "giro". Il Graystone Hospital Memorial qui citato è l'ospedale dove venne ricoverato Guthrie colpito dal grave morbo detto Corea di Huntington che lo portò alla morte.
Sempre in questa quarta strofa Jack nomina anche Syd Gleason che porta le focacce ed il chili. I Gleason erano amici di Woody Guthrie e durante i primi sei mesi di vita di Bob Dylan a New York lo ospitavano spesso a casa loro, nel New Jersey. Syd si era presa molto a cuore Bob tanto da trattarlo come fosse un suo figlio, si preoccupava che non frequentasse cattive compagnie, gli dava dei soldi per le sue necessità. E Dylan arrivò al punto da chiamare Syd "mamma". Addirittura arrivò quasi a far credere a Syd di essere stato cresciuto da genitori adottivi.
A doppo senso probabilmente la sesta strofa della canzone, in cui Jack fa un riferimento al fatto che spesso Dylan fu accusato di copiare le proprie canzoni da altri (celebre il caso di "Blowin' in the wind" che - fu detto falsamente - Dylan avrebbe "comprato" da un altro cantautore sconosciuto) o di riprendere melodie antiche e farle proprie ("Ti hanno accusato di rubare, ma io dissi niente affatto"). La frase però si presta ad una doppia interpretazione: chissà che non sia anche un ironico riferimento al fatto che Dylan venne accusato di aver rubato i famosi dischi in casa Pankake (tra cui quelli dello stesso Jack - vedi articolo "He was a friend of mine").
Nella settima strofa Jack fa riferimento ad una "Triumph che è caduta". Si tratta della motocicletta di Dylan, una Triumph appunto, con la quale Bob ebbe un grave incidente nel 1966 nel quale corse il rischio di rompersi il collo.
Nella nona strofa Jack nomina molti dei componenti della Rolling Thunder Revue: Joni Mitchell, Ronnie Hawkins, Allen Ginsberg, T-Bone (T-Bone Burnett), Roger (Roger McGuinn), Wyeth (Howie Wyeth), Stoner (Rob Stoner). Oltre a Tuono Rotolante ("Tuono Rotolante agitava una piuma") che era il capo indiano di nome "Rolling Thunder" da cui i membri della RTR si recarono in visita durante il proprio viaggio quando Bob seppe che esisteva davvero un pellerossa che aveva il nome che egli aveva dato alla sua "Revue".
Nella strofa finale Jack dice a Bob che un giorno essi moriranno ed "andranno a raggiungere Woody, Jerry e Townes". Il primo è naturalmente Woody Guthrie. "Townes" è Townes Van Zandt, poeta e cantante morto nel 1997, lo stesso anno in cui uscì il disco di Jack sul quale venne pubblicata Bleeker Street Blues, quello stesso Townes a proposito del quale il cantautore Steve Earle un giorno dichiarò con sicurezza: "Townes Van Zandt è il più grande autore di canzoni mai esistito e sono disposto a sostenerlo ancora con i miei stivali da cowboy sulla tavola di cucina di Bob Dylan".
Da notare che la frase "Take it easy!", con cui Jack invita Bob a prendersi una pausa, è mutuata proprio da Woody Guthrie.

Michele Murino


Joan Baez, Arlo Guthrie, Ramblin' Jack Elliott e Bob Dylan



Roger McGuinn, Joni Mitchell, Ramblin' Jack Elliott, Joan Baez, Bob Dylan, Rob Stoner e Steven Soles 


Bob, mi sveglio presto e prego per te. Ti regalerei la mia Martin per fartela suonare. Penso che ti piacerebbe appenderla nel tuo fienile ed attaccarla al chiodo sulla parete della dispensa. Potresti strimpellarla dolcemente disteso nella paglia nella stalla della fattrice o magari io potrei suonare il ritmo mentre tu suoni l'armonica e mentre il profumo di erba medica si spande nell'aria nell'oscurità. Ricordi di Woody nella sua stanza del Graystone Hospital Memorial quando tu eri solo un ragazzino ed io suonavo il campanello di casa Gleason e Syd Gleason arrivava con chili e focaccia di granturco per noi. E Peter La Farge, e Dave Van Ronk, tutti insieme sulla mia Chevrolet che correva che era una bellezza anche se odorava come una puzzola. Pete Seeger fu un maestro che ti trasmise lo stile e ti insegnò anche a suonare la chitarra strizzandoti l'occhio con un sorriso. Ed io spiai e strizzai l'occhio quando tu hai fatto la stessa cosa per me. Ti hanno accusato di rubare ma io dissi "Niente affatto!". Poi la tua Triumph è caduta e ti sei ferito al collo. Non mi fu permesso di vederti quando eri in ospedale. Fu allora che ci siamo separati, ma otto anni dopo viaggiavamo di nuovo insieme nella Rolling Thunder, dal Nord del New England alle strette strade del Quebec. Joni Mitchell, Ronnie Hawkins, Gordon Lightfoot... Il Marple Leaf Garden ospitò il nostro show ed Allen Ginsberg lesse una poesia mentre Tuono Rotolante agitava una piuma... T-Bone e Roger, Wyeth e Stoner... Bob con la barba guidava il camion e Bob senza barba guidava il bus. Settantacinque persone. Un tour portava ad un altro così come una bevuta portava ad una fumata. Tu sei stato sempre in tour e pochissimo a casa. Prenditi un po' di tempo per riposarti e guarda dove sei stato. Hai illuminato il mondo con le tue canzoni. Prego che tu possa fermarti per un po'. Hai suonato la tua canzone e ti sei guadagnato il tuo denaro. Bob, non prendertela. C'è una tenda per te nel mio accampamento accanto alle acque tranquille. I migliori dottori del mondo non possono curare quello che ti affligge, nè Freud, nè Pasteur, nè Eddie Van Halen. E' tempo di togliere la sella e prendersi una bella pausa. Un giorno raggiungeremo Woody e Jerry e Towens, ma ora abbiamo tutti bisogno di te, perciò ti prego fermati
Il tuo amico Ramblin' Jack Elliott


Bleeker Street Blues
words and music Ramblin' Jack Elliott

Bob, I'm up early
Praying for you
I'd give my Martin
For you to play on

Thinkin' you'd like that
Hang it up in your barn
Take it down off the nail
On the tack room wall

Strum it sweet in the straw
In the broodmare's box stall
Or I'll play rhythm
As you blow mouth harp
With the smell of alfalfa
Wafting through the dark

Memories of Woody
In his Graystone hospital memorial cell
Back when you were a kid and I rang the bell
And Syd Gleason was there with chilli and cornbread
And Peter La Farge, and Dave Van Ronk
My Chevy ran cool though it smelled like a skunk

Peter Seeger, a leader,
Deferred to you style
Of even handed strumming,
And winked a wry smile

And I peeked and I winked
When you done it for me
They accused you of stealing
But I said "no way!"

Then your Triumph collapsed
And your neck it was injuried
I was not allowed to see you
In your hospital tincture

Right then we were severed from being together
Eight years later we were travelling together
On Rolling Thunder we bashed through the weather
In Northern New England and
Quebec's narrow streets

Joni Mitchell hung out
Ronnie Hawkins came by
Gordon Ligthfoot took us in
One night on the fly
The Marple Leaf Garden played host to our show
Allen Ginsberg said a poem, Rolling Thunder waved a feather
T-Bone and Roger
Wyeth and Stoner
Bearded Bob drove the semi
And clean Bob drove the bus
Seventy five people made one hell of an us!

One tour led to another
Like drinks lead to smoke
You've been touring forever
Not much of homelife
Take time out to relax
And see where you've been
You're enlightened the world with your song
Sink or swim

I pray that you'll stay with earth for sometime
You're strummed your song
And you're done earned your dime

Prance lightly, fly careful
Bob, please take it easy

There's a tent for you in my camp
Beside the calm waters

The world's best doctors can't cure
What's been ailing you
Not, Freud, not Pasteur, not Eddie Van Halen
You've had it forever and you'll never get rid of it
Sometimes I ride it for better or worse
Time to unsaddle and take a good rest

Later on we'll join Woody and Jerry and Townes
But right now we all need you, so please stick around


Your Friend Ramblin' Jack Elliott


"Jack sounds more like me than I do myself."
- Woody Guthrie
 
 




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