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da Popster n. 30 del Dicembre 1979
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Bob Dylan
L'INTERVISTA
Per anni è stato giustamente venerato. Le sue canzoni sono
dei miracoli, i suoi modi misteriosi e impenetrabili. Nelle parole e nella
musica, ha risvegliato, e quindi mutato, la nostra esperienza del mondo.
Nelle affermazioni ( «Non si preoccupa di vivere ma di morire»}
e nelle immagini ( «I miei sogni sono fatti di ferro e acciaio/ Con
un grande bouquet di rose che cade dal cielo»} ha mantenuto viva
l'idea del poeta e dell'artista come vati, mantenendosi sempre aperto ad
una concezione dell'arte che comprende e rispetta in egual modo Charles
Baudelaire e Charley Patton, Arthur Rimbaud e Smokey Robinson.
«Il mistero è un
elemento essenziale di ogni lavoro artistico», dice il regista Luis
Bunuel in un recente articolo del New Yorker. «Di solito viene a
mancare nel film, che invece dovrebbe essere la più misteriosa delle
arti. La maggior parte dei registi si preoccupa di non turbare il pubblico
aprendo lo schermo sul loro mondo poetico. Il cinema è una magnifica
arma quando è maneggiata da uno spirito libero. Di tutti i mezzi
di espressione, è quello che più si avvicina all'immaginazione
umana. È l'innalzarsi del quotidiano verso la drammaticità».
Renaldo & Clara è il secondo film di Bob Dylan. Il primo,
Eat The Document, era una specie di antidocumentario, un viaggio attraverso
i paesaggi del tour mondiale del 66 di Dylan e della Band. Era un lavoro
affascinante, che però fu proiettato per poco tempo. E proprio come
è impossibile per Bob Dylan suonare una canzone per due volte allo
stesso modo -come ha detto lui stesso - così il suo nuovo film si
allontana da Eat The Document e annuncia l'arrivo di uno spirito cinematografico
visionario. Concepito durante un periodo di 10 anni e curato da Howard
Alk e Dylan, Renaldo & Clara è stato filmato durante il Rolling
Thunder Revue del 1975-76, i cui partecipanti formano un cast che comprende
Bob Dylan (Renaldo), Sara Dylan (Clara), Joan Baez (la Donna in Bianco),
Ronnie Hawkins (Bob Dylan), Ronee Blakley (Mrs. Dylan), Jack Elliot (Longheno
De Castro), Bob Neuwirth (The Masked Tortilla), Allen Ginsberg (il padre),
David Blue (David Blue) e Roger McGuinn (Roger McGuinn). "Bob Dylan, Chi
Sei Tu?" era l' intestazione di un giornale francese che Jean-Pierre Leaud
leggeva nel film Masculin-Feminin di Jean-Luc Godard. E il mistero di Renaldo
& Clara è: Chi è Bob Dylan?", "Chi è Renaldo?",
e "Che relazione c'è fra loro?". Abbiamo deciso di domandarlo a
Dylan stesso.
C'è Renaldo, mi ha risposto, c'è
un ragazzo con il volto dipinto di bianco che canta sul palcoscenico e
poi c'è Ronnie Hawkins che interpreta Bob Dylan. Nei titoli di testa
si può leggere che Ronnie Hawkins interpreta Bob Dylan e Bob Dylan
interpreta Renaldo.
Così Bob Dylan può essere nel film
oppure no.
Esattamente.
Ma il film lo ha fatto Bob Dylan.
Bob Dylan non l'ha fatto. L'ho fatto io.
Io è un altro, scrisse Arthur Rimbaud
e questa affermazione è certamente dimostrata da Renaldo & Clara,
in cui i personaggi
in maschera e cappello -spesso intercambiabili -siedono al ristorante,
parlano, scompaiono, riappaiono, si scambiano fiori, discutono, visitano
i cimiteri, suonano, viaggiano in treni e camions e, in una scena esilarante,
ballano su una splendida baia,
dove giungono le mani e cominciano a cantare melodie di tipo Indiano
con accompagnamento di un coro bop-shoo-op-doo-
wah-ditty, una fusione di religione e di rock and roll.
Analizzandolo meglio, comunque, il film sembra parlare di un solo uomo,
che potrebbe essere Jack, il personaggio principale
di "Lily Rosemary and the Jack of Hearts", una carta del mazzo, un'immagine
fra le altre immagini, e di una sola donna. Insieme
essi si trovano nel mezzo di una serie di incontri romantici che ripropongono
episodi del Grande Mistero e che culminano con il
confronto della Donna in Bianco (Joan Baez), Clara (Sara Dylan) e Renaldo
(Bob Dylan), al limite fra mito e realtà. Usando la sua immagine
fisica e il suo nome come materiale crudo del film, Bob Dylan -novello
re rinascimentale dello spettacolo allegorico -si muove con audacia e ambiguità
tra la finzione, la rappresentazione, l'identificazione e la partecipazione.
Renaldo & Clara, naturalmente, è un film pieno di sequenze
spettacolari e di brani di concerti dal vivo come It Ain't Me Babe, A Hard
Rain's A-Gonna Fall, e Knockin' On Heaven's Door. Intorno a questi episodi
musicali Dylan ha tessuto una serie di
scene a vari strati e livelli, che evocano incosciamente momenti similari
dei films di Cocteau, Cassavetes e specialmente Jacques Rivette. Le scene
e i personaggi si sdoppiano e si riflettono vicendevolmente; vengono dissociati
e riuniti, tutti, usando parole del regista, "pieni
di raziocinio ma non di logica." Così, quando Clara dice
a Renaldo: Io sono libera... posso cambiare», ci tornano in mente
le parole dette precedentemente dalla Donna in Bianco a Renaldo: "Non sono
molto cambiata, e tu lo sei?" alla quale Renaldo risponde: "Forse".
Renaldo & Clara è un film lungo, ma è molto intimistico
ed evanescente. L'arte è il moto perpetuo
dell'illusione, continua Bob Dylan. Il principale
scopo dell'arte è ispirare. Cos'altro puoi fare? Che altro puoi
fare per qualcuno se non dargli l'ispirazione?
Se qualcuno mi chiedesse o mi domandasse di che cosa parla il film
io risponderei: di arte, di vita, di identificazione, di Dio, con
molti incontri in bars, ristoranti, snacks, cabarets e stazioni.
Vuoi rivederlo? Ti servirebbe rivederlo?
Pensi che abbia le idee confuse a proposito del film?
No, non lo penso affatto. Non parla solo di stazioni
e di cabarets, di palcoscenico e di identificazioni, questi sono suoi elementi.
ma parla soprattutto dell'identità, dell'identità di ognuno.
O meglio, dell'identità di Renaldo, cosi noi imponiamo la nostra
visione di Renaldo; è la sua visione e il suo sogno. Sai di che
parla il film? Comincia con la musica -vedi un ragazzo con la maschera
(Bob Dylan), ma puoi vedere attraverso la maschera che porta mentre lui
canta When I Paint My Masterpiece. Cosi sai di essere coinvolto con la
musica e la musica si confronta con te.
E quei versi che dicono: "Sembra quasi che tu stia vedendo doppio" (nota
di Napoleon: sempre da When I paint my masterpiece)?
Sì, anche a livello lirico. Ma non riesci
a capire veramente dove sei... ti sembra di partecipare ad una tournee.
Senti delle cose e
vedi delle persone... non è proprio come
un tour, ma c'è un tipo di energia che di solito è presente
nelle tournèes.
A proposito di sdoppiamenti, è affascinante il fatto che nel
film puoi scambiare spesso una persona per l'altra: per esempio io ti ho
confuso con il ragazzo che guidava la carrozza, con Jack Elliott ed anche
con te stesso.
The Masked Tortilla (Bob Neuwirth) viene scambiato
per Bob Dylan, Bob Dylan è scambiato per Renaldo. E...
Bob Dylan è quello con il cappello.
Questo è Bob Dylan, è quello col
cappello.
Quasi tutti nel film hanno un cappello addosso.
Sì.
Tutte quelle maschere e finzioni!
La prima maschera è quella attraverso
la quale puoi guardare. Ma sono tutte maschere. Nel film, la maschera è
più importante del volto.
Tutte le donne del film sembrano diventare una persona sola, e molte
di loro indossano dei cappelli. Mi ricordano The Ballad of
Frankie Lee e Judas Priest:
E rimase là a fissare
La grande casa lucente come il sole
Con ventiquattro finestre
E in ognuna un volto di donna
Questo film è stato fatto per te. (Ride).
Hai visto che la Donna in Bianco diventa una differente Donna in Bianco?
Una viene confusa con l'altra (Nota di Napoleon:
in effetti nella sequenza dell'albergo Joan Baez si mette un asciugamano
bianco attorno ai capelli per asciugarli diventando praticamente la Donna
in Bianco e prendendo il posto di Sara. In tutta la sequenza finale Joan
è la Donna in Bianco fino a quel momento "interpretata" da Sara
Dylan). All'inizio è solo un'idea di
se stessa, tu la vedi nelle strade, nella carrozza... Credo che le donne
del film siano belle. Sembrano uscite da un dipinto. Sono vulnerabili,
ma hanno anche una forte volontà.
Ma «cedono come delle bambine»... (Nota
di Napoleon: citazione da Just like a woman)
È il bambino che è in tutti noi,
è con lui che ci dobbiamo confrontare.
Mi è sembrato che Just Like a Woman trattasse della nascita:
«Non posso star qui... Non posso adattarmi». Così confrontandoti
col bambino che c'è in te, dicendo addio all'infanzia, nasci in
qualcosa di più grande... In un certo qual modo è una canzone
di paura.
È sempre stata una canzone di paura, ma
questo sentimento deve essere eliminato.
Stavo pensando a quello che sembrava un cabaret Yiddish pieno di vecchie
che ascoltano intensamente Allen Ginsberg che legge dei passaggi da Kaddish,
la sua grande elegia dedicata alla madre.
Quelle donne sono forti perche conoscono la propria
identità. È quello di cui parlerà il prossimo film,
perchè le donne sono sfruttate come tutti.
Il poeta Robert Bly ha scritto che l'immagine della Grande Madre (Nota
di Napoleon: presente nel film) è il risultato dell'unione
dei quattro campi di forza: Isis, la nutrice (anche se la tua Isis sembra
più ambigua); la Madre Morte (come la donna di It's All Over Now,
Baby Blue); la Madre Estatica (come la ragazza di Spanish Harlem Incident)
e la Madre Pietra che ti fa impazzire (come Sweet Melinda che ti lascia
gridare alla luna in Just Like Tom Thumb's Blues). Ci sono tracce di queste
donne nel film.
La Madre Morte è rappresentata nel film,
ma non so cosa dovrei dire dei personaggi del film. Cioe, che è
la donna che tutti chiamano Mamma (nota di
Napoleon: la zingara del bordello), che canta,
suona la chitarra e legge la mano? Legge la mano di Ginsberg e gli dice,
" Ti sei sposato due volte». E poi, mentre io leggo una lapide con
su scritto MARITO (nota di Napoleon: nel cimitero
dove è sepolto Jack Kerouac), Ginsberg
mi chiede: "Succederà anche a te?» E io gli rispondo: "Io
voglio una tomba anonima». Ma chiaramente dico questo essendo Renaldo.
In Tarantula hai scritto il tuo epitaffio:
Qui giace bob dylan
ucciso da un Edipo abbandonato
che girava
per indagare su un fantasma
e che scoprì che
anche il fantasma era più di una
persona.
Sì, anche allora pensavo al film. L 'ho
avuto in mente per molto tempo, anni e anni. Troppi anni... Renaldo è
oppresso. È oppresso perche è nato. Non sappiamo bene chi
è Renaldo. Conosciamo appena che cosa non è. Non è
la Masked Tortilla.
Renaldo è quello col cappello, ma non indossa
il cappello. Direi che questo film è come la vita, non è
una imitazione di essa. Trascende la vita, e non è come la vita.
Questo paradosso mi fa barcollare.
Ora ti dico quello di cui tratta il film: parla
della pura alienazione dell'io interiore contro quello esteriore - l'alienazione
portata all'estremo. E parla anche dell'integrità. Il mio prossimo
film parlerà dell'ossessione. L'eroe è un incendiario...
ma non è proprio
un eroe.
Anche Renaldo & Clara sembra parlare di ossessione.
È vero, se si riferisce all'integrità.
L'idea dell'integrità appare in molte tue canzoni e in versi
come: "Per vivere fuori della legge, devi essere
onesto" e "Lei non deve dire di essere
fedele/Lei è vera, come il ghiaccio, come il fuoco".
Prima parlavamo di emozioni. Non devi essere
schiavo delle emozioni. Se sei schiavo delle emozioni, dipendi da loro
e hai a
che fare solo con il tuo cosciente.
Ma il film dice che tu devi essere fedele al
subconscio e al tuo inconscio così come lo sei al tuo conscio. L
'integrità è una sfaccettatura dell'onestà. Ha a che
fare con la conoscenza di te stesso.
Alla fine del film, Renaldo sta con due donne in una stanza (la Donna
in Bianco e Clara) e dice: "L 'ambiguità sta solo nella mente, la
verità si trova su diversi livelli...". Clara e la Donna in Bianco,
indicandosi a vicenda, chiedono: "La ami?", non dicono:
"Mi ami?".
La possessività. Era un tipo di domanda che
si focalizzava da sola. E prima, una delle donne del casino parla delle
corde di
ego-protezione che porta attorno al collo (Nota
di Napoleon: l'amuleto che la prostituta mostra a Ginsberg).
Te lo ricordi?... Nella scena di cui hai parlato, ti sei accorto che Renaldo
guardava un giornale sul quale appariva un articolo su Bob Dylan e Joan
Baez? Joan Baez e Bob Dylan a quel punto sono un'illusione.
Così nel momento in cui apri il giornale, la vita e l'arte si fondono.
Precisamente.
E che mi dici di quel pezzo in cui Joan Baez, guardando Clara, dice:
"Chi è questa donna?", e tu cominci a cantare Sara? Parla di vita
e arte!
Ovviamente questa donna è un'allegoria
del mondo materiale. Chi è questa donna che non ha nome? Chi è
questa donna, dice... chi è questa donna, come se parlasse di se
stessa.
Ma nella realtà quotidiana molta gente pensa che il film abbia
influenzato in qualche modo il tuo matrimonio.
Il film non ha niente a che vedere con la rottura
del mio matrimonio. Il matrimonio è finito, sono divorziato. Il
film è il film.
Perchè sei cosi vulnerabile?
Devi essere vulnerabile per essere sensibile
alla realtà. E per me essere vulnerabile è solo un altro
modo di dire che non si ha più niente da perdere. Io ho solo il
buio da perdere. La peggior cosa che potrebcbe accadere è che il
film venga accettato e
che il prossimo venga paragonato sfavorevolmente
a questo.
Stranamente, la scena in cui le due donne si trovano di fronte a Renaldo
mi ricorda Re Lear, precisamente il pezzo in cui le due figlie devono dire
quanto amano il padre.
Hai ragione. Renaldo sembra Cordelia.
Re Lear aveva un buffone intorno e, quando il buffone se ne va, Cordelia
ritorna. Lei prende il posto di lui, e viceversa.
Tutti i ruoli sono intercambiabili.
Come in Tangled Up in Blue e nel tuo film.
Sì.
Sei stato direttamente influenzato da Re Lear quando hai scritto canzoni
come Tears or Rage?
No, canzoni come queste sono basate sul concetto
che uno rappresenta l'unità.
Ma è difficile capire l'unità, perciò i Cristiani
ci hanno dato la Trinità.
Non i Cristiani ma i Greci.
Ho notato che Cristo è un figura molto importante in Renaldo
& Clara. C'è quella tua canzone che si chiama What Will You
Do When Jesus Comes? E c'è una donna che ti dice: ..Non c'è
nessun posto dove andare. Rimani in piedi come una croce e io ti riceverò»
(Nota
di Napoleon: è la "Girlfriend" interpretata da Ruth Tyrangiel).
Gesù è la figura più identificabile
della cultura Occidentale, e come tale è stata sfruttata e usata.
Lo siamo stati tutti.

C'è anche quella scena, verso la fine del film, in cui Allen Ginsberg
ti porta a vedere le sculture in vetro raffiguranti le Stazioni della Via
Crucis e vediamo Gesù che muore per la seconda volta e che viene
seppellito sotto il peso della croce. In un certo senso, il film parla
delle Stazioni della Via Crucis, vero?
Si, hai ragione, come la doppia visione perche
Gesù viene ucciso due volte. E perche muore Gesù?
Spiritualmente o politicamente?
Realisticamente... Perche è un guaritore.
Gesù è un guaritore. Così va in India, scopre come
diventare un guaritore e lo diventa. Ma credo che abbia un po' oltrepassato
i suoi doveri. Ha accettato e si è addossato tutti i peccati della
gente che ha guarito ed era così pieno di peccati che l'unica via
d'uscita che gli rimaneva era quella di consumarsi. Nel mio film, per molto
tempo guardiamo le maschere. E quando il sogno diventa cosi solido da esser
considerato una realtà, allora vedi una pietra, una statua, un'ulteriore
estensione della maschera: la statua di Maria di fronte alla statua di
Gesù sulla Croce nella Grotta del Crocifisso.
Per tutto il film, ho notato il continuo riapparire della rosa rossa.
Ogni donna ha una rosa.
È importante. Ricordi la donna nella carrozza (nota
di Napoleon: Sara Dylan che in quel momento interpreta la Donna in bianco)?
Porta una rosa a Renaldo, che poi gliela rende.
Joan Baez ne porta una quando sta con Mamma (la
zingara del bordello). E poi la violinista Scarlet Rivera la dà
a te nello
spogliatoio.
È vero. La rosa è simbolo di fertilità
(nota di Napoleon: in un'altra intervista Dylan dichiarerà che la
rosa rappresenta la vagina che viaggia e passa di mano in mano in tutto
il film)
Anche dell'anima. Il Romanzo della Rosa, la visione che il sognatore ha
dell'anima.
Sì... La figura più misteriosa
del film è il guidatore del treno. Te lo ricordi?
È il tizio che dice alla Masked Tortilla che lui si trova nel
treno da quattro ore e non da sei giorni, come immagina.
Alla fine di The Ballad of Frankie Lee and Judas Priest tu canti: Niente
è rivelato". Viene rivelato qualcosa alla fine di Renaldo
& Clara?
Sì, ti dico ciò che rivela il film:
rivela che ci sono moltissime cose che devono essere rivelate al di sotto
della superficie dell'ani ma, ma sono inimmaginabili. (Silenzio)Rivela
gli abissi che devono esser scoperti. E questo è il massimo a cui
puoi aspirare,
perchè le cose sono veramente invisibili.
Non puoi rivelare l'invisibile. E questo film rivela il possibile.
Sotto la statua di Isis nella città di Sais c'è questa
iscrizione: "Io sono tutto quello che fu, che è e che sarà...
Nessun altro mortale è stato capace di scoprire quello che giace
sotto il mio velo».
È una frase fantastica. È proprio
vero. Una volta che hai visto quello che c'è sotto al velo, che
ti succede? O muori o diventi cieco, no?
Vorrei tornare su due discorsi di cui abbiamo già parlato: l'idea
dell'integrità e l'idea di Gesù. Nella tua canzone I Want
You ci
sono quei versi:
Ora tutti i miei padri sono caduti
Non hanno avuto il vero amore.
Ma tutte le loro figlie mi hanno
buttato giù
Perchè non penso a quello.
Sono dei versi molto belli, e mi fanno pensare che il vero desiderio
è più forte della frustrazione o della colpa.
Lo so. È vero. E in Renaldo & Clara
non c'è colpa. Ma per questo motivo la gente si offenderà.
Questo ci riporta a Gesù.
Gesù è... beh, io non uso Gesù
nel film, ma uso il concetto di Gesù, l'idea di Gesù come
uomo.
E il concetto di masochismo associato a Gesù?
È quello che accade a Gesù. La
gente fa riferimento al masochismo, ai chiodi infilati nelle sue mani,
al suo sangue, al fatto che
fu crocifisso. Che cosa gli sarebbe successo
se non fosse stato crocifisso? Questo è quello che attira la gente
verso di lui. Ma nel film ci sono solo degli accenni a queste cose.
Che mi dici del verso della canzone Wedding Song: "Il
tuo amore taglia come un coltello"?
Beh, è un salasso, una cosa che cura la
malattia. Non mi interessa ne l'aggressività ne la rabbia. La violenza
agisce solo ad un
livello interpretativo, quando è un prodotto
della ragione. La gente è attratta dal sangue. Io personalmente
non mi consumo
dalla voglia di bere il sangue. Ma il salasso
può guarire dalla malattia. Noi non abbiamo voluto fare un film
di quel genere. Questo film parla del sogno. Non c'è sangue nel
sogno, il sogno è freddo. Forse nel prossimo film ci sarà
più sangue... Sto cercando di farvi partecipare Lois Smith. Rappresenterebbe
l'idea dell'innocenza. Sai chi è? Era la cameriera del La Valle
dell'Eden. Sto cercando di mettermi incontatto con le persone che dovrebbero
partecipare al film, ma lei non riesco a trovarla... Per qualche ragione
ho pensato alla mia cantante preferita.
Chi e'?
Om Kalsoum, l'egiziana che è morta qualche
anno fa. Era quella che preferivo.
Che cosa ti piaceva di lei?
Il suo cuore.
Ti piace il modo di cantare dei Dervisci e dei Sufi?
Sì, è da lì che viene la
mia musica... solo che canto in America. Ho sentito troppo Leadbelly per
essere influenzato profonda-
mente dai volteggianti Dervisci.
Ora che in qualche modo siamo entrati in questo argomento, chi altro
ti piace? Ti piacciono, ad esempio, i gruppi New Wave?
No, non mi interessano. Penso che Alice Cooper
sia un compositore trascurato. Poi mi piace Ry Cooder e la versione di
Dave
Mason di una cosa che adesso si trova nei jukebox.
Mi chiedo che ne pensi di quel ragazzo che alla fine del tuo film canta
quella monotona ed esagerata versione di In The Morning con quei versi
memorabili: «Sbadiglierò nel mattino della mia vita».
Perche c'è quel ragazzo?
Il film doveva finire con lui perchè rappresenta
il fatto che Renaldo potrebbe sognare. E lui potrebbe cantare per Renaldo,
rappresentarlo, il buio che rappresenta la luce. (Nota
di Napoleon: Dylan dichiarò che nella scena finale del film in cui
Renaldo è disteso sul pavimento con la chitarra si alluderebbe al
fatto che tutto il film è stato un suo sogno)
È come quello che è successo negli anni Settanta ad una parte
sentimentale del rock and roll.
Lui non è rock & roll.
Il rock & roll non è più rock & roll.
Hai ragione, non c'è più rock &
roll. È una imitazione, possiamo dimenticarlo. Non ho mai fatto
rock & roll, faccio quello che ho sempre fatto.
Non hai mai cantato una canzone rock & roll?
No, l'ho fatto solo nello spirito. Il rock &
roll è finito con Phil Spector. l Beatles non erano rock & roll
e neanche i Rolling Stones. Il puro rock & roll è finito con
Little Anthony e gli Imperials.
Con Goin' Out of My Head?
Quella prima... il rock and roll èfinito
nel 1959.
E per te quando è iniziato?
Nel 1954.
Ed ora che c'è?
Musica programmata. Tracking quadruplo.
Che ne pensi degli anni Settanta?
Li vedo come un periodo di ricostruzione dopo
i Sessanta, ecco tutto. Ecco perche la gente dice: è noioso, non
accade mai nulla, ed è per questo che le ferite si cicatrizzano.
Negli Ottanta, tutti quelli che vogliono fare qualcosa avranno le carte
scoperte. Non sarà possibile tornare in gioco negli anni Ottanta.
Ricordo qualcosa che hai scritto tempo fa:
Desiderio... mai timoroso
finalmente fedele
mi guiderà
attraverso tutti i ponti
dentro tutti i tunnels
senza mai fallire.
Ricordo quando l'ho scritto. Ero nel New Hampshire.
Credo che fossi molto solo.
Ecco un'altra cosa che hai scritto:
La mia sarà una dura solitudine
che si dissolverà profonda
nelle profondità della mia libertà
e quella, allora,
rimarrà la mia canzone.
Sembra che tu sia rimasto fedele a quel sentimento.
Non ho mai avuto nessun motivo per cambiare.
La tradizione Buddista parla dell'illusione, quella Ebrea dell'allusione.
A quale ti senti più vicino?
Credo ad entrambe, ma probabilmente mi avvicino
di più all'allusione. Non Sono Buddista. Credo nella vita, ma non
in questa.
In quale vita credi, allora?
In quella vera.
La esperimenti mai?
Sempre, sta dietro questa vita.
Volevo leggerti due testi di una setta ebraica che in un certo senso
mi ricordano le tue canzoni. Il primo dice che nel servizio di Dio, si
possono imparare tre cose da un bambino e sette da un ladro. «Da
un bambino puoi im- parare: 1) ad essere felice; 2) a
non startene seduto ad oziare e 3) a piangere per le cose che vuoi.
Da un ladro potresti imparare: 1) a lavorare di notte; 2) se
non puoi guadagnare quello che vuoi in una notte, a provare la notte
successiva; 3) ad amare i tuoi colleghi proprio come si
amano i ladri; 4) ad essere cosciente di rischiare la vita anche per
una piccola cosa; 5) a non attribuire troppo valore alle cose
anche se una persona ha rischiato la vita per esse; 6) a sopportare
tutti i tipi di torture e di punizioni ma rimanere quello che sei; e 7)
a credere che valga la pena di fare il tuo lavoro e non desiderare di cambiarlo".
Chi lo ha scritto?
Un rabbino Asideico
Quale?
Dov Baer.
È la più intelligente cronaca del
comportamento umano che abbia mai sentito... Come posso averne una copia?
Ti do questa. L'ho portata apposta per te. L'ho
fotocopiata da un libro intitolato The Wisdom of The Jewish Mystics.
L'attaccherò al muro.
Un altro rabbino Asideico disse una volta che
si poteva imparare qualcosa da tutto. Anche da un treno, da un telefono,
da un telegramma. Da un treno, ad esempio, puoi imparare che in un secondo
puoi perdere tutto. Da un telefono che quello che dici
quaggiù può essere ascoltato laggiù.
E da un telegramma che tutte le parole sono contate e addebitate.
È una affermazione cosmica. Ma dove trovi
tutte queste frasi? Queste persone sono molto sagge. Ti dirò, ho
sentito dei guru,
dei filosofi, dei dottori, degli insegnanti di
tutti i tipi... ma questi rabbini hanno veramente qualcosa di più.
Sono come i Sufi, ma parlano e insegnano con
più emozione.
Come ho detto prima, non credo nell'emozione.
Loro usano i propri cuori, non sono i cuori che usano loro.
Perdere tutto su un treno in un secondo... pensi
che stia a significare che puoi perdere il treno, oppure che puoi perderti
qualcosa al di là del finestrino?
È una dichiarazione della rivelazione.
Credo che significhi che in un momento puoi perdere tutto perche non sei
lì. Lo guardi e sai di perderlo.
E il telefono?
Significa che non sei così lontano dal
Dio fondamentale.
E le parole che vengono contate e addebitate?
Anche quello è vero. Tutto quello che
dici e che pensi viene sommato.
Tu stai attento a quello che dici?
Sempre, perche cerco di non dire le cose che
poi vengono fraintese.
Forse alla fine del tuo film Renaldo hà
questo problema, no?
No, Renaldo è cosciente della situazione.
Non vuol dire molto perchè sa di non sapere molto. Io ovviamente,
sto parlando e sto dicendo delle cose e parlerò ancora, ma perche
dò un significato a quello che dico... Non sto parlando solo perchè
mi piace ascoltare la mia voce. Ma Renaldo non dice niente solo perchè
sa che quello che dice viene ascoltato e perciò non sa che dire.
Ma dice delle cose molto importanti e incredibili quando si confronta con
la sua allusione. Vedi, lui dice: «Amo te come amo lei? No. ».
«Amo lei come amo te? No.» Non può dire più di
questo... non devi sapere di più su di lui. (nota
di Napoleon: nella sequenza in cui parla con Clara e la Donna in Bianco
nella stanza). Questo è tutto quello
che bisogna sapere di lui, e questo è tutto quello che bisogna sapere
di Bob Dylan.
In quel momento del film tu cominci a cantare Catfish,
«nessuno sa lanciare la palla come un Pescegatto». È
piuttosto strano dopo l'intensa scena precedente.(Nota
di Napoleon: piccolo errore dell'intervistatore. Non è Dylan a cantare
Catfish ma Rob Stoner).
È trattato più sotto l'aspetto
della musica, tornando all'idea che la musica è vera. E la musica
è vera. Tutto va bene, metti un disco, qualcuno suona uno strumento
e questo cambia la vibrazione. La musica attira gli angeli nell'universo.
Un gruppo di angeli seduti ad un tavolo sarebbero attratti da questo. Così
nel film torniamo sempre alla musica. L 'abbiamo considerato come un dovere.
In questo film vedi la musica come in nessun altro film. Non vedi mai della
porte chiuse o delle sequenze rovesciate che stanno lì solo per
occupare il tempo che intercorre tra le diverse scene. So che è
molto lungo, ma per me non è lungo abbastanza. Non mi interessa
quanto sia lunga una cosa. Potremmo tagliare dei pezzi, ma la forza sta
nell'abilità di credere che è un pezzo che ha molto significato.
Sai chi è che ha capito questo? Andy Warhol. Warhol ha fatto molto
per il cinema americano. È stato un precursore dei suoi tempi. Warhol,
Hitchcock, Peckinpah e Tod Browning sono stati molto importanti per me.
Ho sempre pensato che Godard avesse avuto la possibilità di fa-
re quello che ha fatto; ha tentato qualcosa di nuovo. Io non ho mai visto
films come Fino all'ultimo respiro ma una volta visto, diresti: «Sì,
perche non l'ho fatto io? Avrei potuto farlo». Okay, l'ha fatto,
ma non avrebbe potuto farlo in America.
Che ne pensi dei registi americani?
Sono i migliori. Mi piace anche Kurosawa ma quello
che
preferisco è Bunuel. Comunque in un certo senso non mi considero
un regista. In un altro, sì. Renaldo & Clara è il mio
primo vero film. Non so a chi piacerà. L'ho fatto per un preciso
gruppo di persone e per me, questo è tutto. Anche canzoni come Blowin'
in the Wind e The Times They Are A-Changin' sono state scritte per un certo
numero di persone e di artisti. Chi sapeva che avrebbero avuto tanto successo?
Il film, in un certo senso, è la culminazione
di gran parte delle tue idee e ossessioni.
Forse è vero, ma spero che abbia del significato
anche per le persone che non conoscono bene le mie canzoni e spero anche
che altre persone ci si possano rispecchiare,
perche non mi sento così isolato da quello che succede. Ci sono
molte persone che vedranno il film senza conoscerne gli interpreti. E queste
persone lo vedranno con più semplicità.
Eisenstein parlava del montaggio in termini di
attrazione, le sequenze che attirano le altre sequenze -, poi in termini
di collisione e infine in termini di fusione e di sintesi di effetti secondari.
Sembra che tu conosca molto bene questi effetti, hai capito cosa voglio
dire?
Certo.
Eisenstein una volta scrisse: «L' Arte
Moscovita è la mia nemica mortale. È l'esatto contrario di
quello che sto cercando di fare. Legano le loro emozioni per dare una continua
illusione di realtà. Io fotografo la realtà e poi la faccio
a pezzi per produrre le
emozioni".
Noi abbiamo sezionato la realtà e l'abbiamo
resa più reale... Tutte le persone che hanno partecipato al film,
dagli addetti ai costumi ai tecnici del suono, sono stati ugualmente importanti
per la realizzazione del film.
Renaldo & Clara ha delle affinità
con i recenti films di Jacques Rivette. Conosci il suo lavoro?
No. Ma vorrei che lo facessero in questo paese.
Mi sentirei più sicuro, non riceverei cioè così tanta
resistenza e ostilità. Non posso credere che la gente pensi che
quattro ore sono troppe per un film. Come se avessero così tante
cose da fare. Puoi vedere un film di un'ora che sembra durarne 10 di più.
In India, ad esempio, fanno dei films di dodici ore. Gli americani sono
viziati, pretendono che l'arte sia come la carta da parati, che stia attaccata
là e non richieda nessuno sforzo.
Avrei dovuto farti questa domanda prima, ma quanto
del film è improvvisato e quanto è deciso anticipatamente?
Circa un terzo è improvvisato, un terzo
è preparato, un terzo è affidato al caso.
Che mi dici ad esempio della scena in cui Ronnie
Hawkins tenta di portare con sè nel tour quella ragazza della fattoria
(nota di Napoleon: sempre la "Girlfriend" Ruth Tyrangiel) e le dice: «Dio
non sta solo in campagna...sta anche in città...".
In quella scena, a Ronnie erano stati dati cinque
argomenti di cui parlare. Ovviamente, Dio era un argomento attinente al
film, così lui parlò del Padre. Ora ascolta: nel film c'è
il personaggio del Padre interpretato da Allen Ginsberg. Ma nella scena
di Ronnie, la figlia dell'agricoltore parla di suo padre. È lo stesso
padre. Un'altra scena quasi completamente improvvisata è quella
in cui Ramon - l'amante morto di Mrs. Dylan (interpretato da Ronee Blakley)
- appare come un fantasma nel bagno, e discutono di fronte allo specchio.
Come capisce il pubblico che quella è
«Mrs. Dylan»?
Viene identificata più tardi. È
come Hitchcock. Hitchcock nascondeva qualcosa, che poi scoprivi un'ora
dopo. Se vuoi sapere, devi aspettare e scoprire. Le cose non ti devono
arrivare su un piatto d'argento.
Hitchcock appare in tutti i suoi films. Tu appari
in centinaia di posti e di momenti!
Sì. (ride). Ho cercato di imparare da
Hitchcock un certo coraggio.
Sei stato influenzato dai films di John Cassavetes
in scene come quella del bagno?
Affatto. Ma penso che probabilmente io e Cassavetes
ci interessiamo delle stesse cose.
Quali sono queste cose?
Il tempo, per esempio, e la lotta per ridurre
la complessità in semplicità.
Il tempo delle relazioni?
Le relazioni della ragione umana. È tutta
una questione di tempo. Il film crea e contiene il tempo. Ecco quello che
dovrebbe fare: dovrebbe trattenere quel tempo, respirare in quel tempo
e, facendo questo, dovrebbe fermare il tempo. È come quando
guardi un dipinto di Cezanne, ti ci smarrisci.
E respiri, il tempo passa e tu non te ne accorgi perchè sei ammaliato.
In Cezanne, le cose che possono esser considerate
delle decorazioni, risultano poi sostanziali.
Questo è proprio quello che succede in
Renaldo & Clara. Le cose che sembrano semplicemente decorative diventano
poi sostanziali. Bisogna solo essere partecipi del film per capirlo. Per
esempio, Allen Ginsberg. Prima senti il suo nome, solo il suo nome...
Poi c'è una sua fugace apparizione durante
quella misteriosa e monomaniacale lettura poetica.
Non è così misteriosa come dovrebbe
essere. Il mistero è precisione.
Una veloce domanda su Hurricane Carter, che appare
nel film. Pensi che sia colpevole?
Personalmente non credo. È un uomo retto,
filosofo, non è uno scassinatore o un assassino. Merita di più
di quello che ha.
Mi hai detto che hai in programma di fare altri
dodici films, ma deduco che non vorrai smettere di scrivere canzoni e di
fare tours.
Devo ricominciare a fare musica perchè
se non la faccio, non mi sento vivo. Non credo di poter essere sempre un
regista. Devo suonare di fronte alla gente per continuare.
In Wedding Song tu canti: «Ti amo più
che mai/Ora che il passato è passato... Ma in Tangled Up in Blue
dici. «Ma nel frattem-
po ero solo/il passato era proprio dietro di
me". Tra queste due frasi c'è una importante differenza.
Noi facciamo esistere il nostro passato. La nostra
credibilità è basata sul nostro passato. Ma nel profondo
della nostra anima
non abbiamo passato. Lo avremmo se avessimo un
futuro. E abbiamo un futuro? No. E allora come può esistere un passato
se
non esiste un futuro?
E allora di cosa parlano le canzoni di «Blood
on the Tracks"?
Del presente.
Ad un certo punto del film, tu canti Tangled
Up in Blue che, in parte, parla di quello che è successo nel passato
e al passato.
Ma noi abbiamo a che fare con il passato in relazione
al fatto che esso ci deve guarire. Noi possiamo comunicare solo perchè
entrambi siamo d'accordo sul fatto che questo è un bicchiere, che
quella è una candela, che c'è una finestra e che là
fuori ci sono le luci della città. Ora potrei non essere d'accordo
con questo. Gira questo bicchiere e cambia tutto. Ora lo nascondo in un
tovagliolo. Guardalo adesso, non sai neppure che c'è. È il
passato... non ho rapporti con esso. Non penso seriamente al passato, al
presente o al futuro. Ci ho pensato per molto tempo e non sono arrivato
a nulla.
E «Blood on the Tracks»? Perchè
è cosi intenso?
Perchè c'è del sangue fisico nell'anima,
e la carne e il sangue la rappresentano per te. Forza di volontà.
Quello che rende «Blood on the Tracks» un album intenso è
la forza di volontà... ma di certo non ha nulla a che fare con il
passato, il presente o il futuro...
E Idiot Wind?
Forza di volontà.
In che modo sei stato capace di rimanere in contatto
con la tua rabbia durante tutti questi anni, come ci dimostrano canzoni
co-
me Can You Please Crawl out Your Window e Positively
4th Street?
Con la forza di volontà. Se hai la volontà
puoi fare tutto, puoi anche determinare il tuo destino.
Puoi sapere davvero dove ti porterà il
destino?
Sì, quando controlli il gioco... Rabbia
e sentimentalismo vanno insieme; sono entrambi superficiali. Chagall ha
realizzato molti
dipinti sentimentali e Voltaire ha scritto molti
libri collerici.
Cosa è Idiot Wind?
È un po' di entrambe le cose perchè
tratta tutti i tessuti della vera filosofia, ma è fondamentalmente
una filosofia frammentaria che non ha un appellativo e che ha sempre a
che vedere con la forza di volontà.
Nel tuo film c'è un poeta barbuto in costume
Asideico che parla un dialetto Irlandese e ha in mano una pistola. Ci dice
che non gli importa essere immorale ma vuole essere preciso. Ti senti così
ora?
Sì. Tutti ammirano il poeta, non importa
se è un boscaiolo o un calciatore o un ladro di macchine. Se è
un poeta sarà ammirato
e rispettato.
Sulla tomba di Rimbaud non c'è neanche
un accenno al fatto che fu un grande poeta, c'è solo scritto che
fu un avventuriero.
Esatto. Ma io non cerco di imitare Rimbaud nel
mio lavoro. Non mi interessano le imitazioni.
Ti ho sempre associato a lui. Ci credi alla reincarnazione?
Credo in questo, se vuoi prendere la reincarnazione
come argomento: un bambino è concepito nel ventre della donna ed
è stato piantato là da un uomo. Nove mesi prima che quel
seme venga piantato, non c'è niente. Dieci, dodici, tredici mesi...
due anni prima che quel seme venga piantato, c'è forse la sua germinazione
che avviene con l'immissione del cibo nella circolazione del
sangue. Il cibo che può essere un pezzo
di manzo oppure una carota. Comunque è così che avviene il
tutto. Metti che in
un'altra vita tu stai in un supermarket e vedi
un pacco di carote... quello potresti essere tu...Questo genere di reincarnazione...
E come è arrivata là la carota? Attraverso la terra. È
cresciuta nella terra con l'aiuto degli escrementi degli animali. Rientra
nella creazione e nella distruzione del tempo. Ciò significa che
è una cosa immensa. Cinque milioni di anni non sono nulla, è
una goccia in un secchio d'acqua. Non credo che ci sia abbastanza tempo
per la reincarnazione. Ci vorrebbero migliaia o milioni di anni per una
vera reincarnazione. Penso che dovremmo esser coscienti delle diverse vibrazioni
dell'universo, quelle possono essere raccolte ma una reincarnazione dal
dodicesimo al ventesimo secolo direi che è impossibile.
Così consideri la reincarnazione a livello
cellulare, e quando dico "tu e Rimbaud", la prendi come un'affinità.
Forse il mio spirito è passato attraverso
gli stessi posti in cui è passato quello di Rimbaud. Comunque siamo
tutti polvere e vento, e potremmo aver attraversato molte barriere in epoche
diverse.
Dimmi qualcosa di quei tuoi versi: «Dolce
Dea/Nata da una luce accecante e da un mutevole vento"
della canzone Tough Mama.
È la madre e il padre, il maschile e il
femminile. È l'unione e l'adempimento del destino.
George Harrison disse una volta che i tuoi versi:
Stai attento ragazzo
È qualcosa che hai fatto
Dio sa quando
Ma tu la stai facendo di nuovo
della canzone Subterranean Homesick Blues sembravano
essere una magnifica descrizione del karma.
Il karma non è la reincarnazione. Non
c'è nessuna prova della reincarnazione e neanche del karma, ma c'è
un feeling. Non abbiamo neanche nessuna prova che esista l'universo. Non
abbiamo nessuna prova del fatto che siamo seduti qui. Non pos-
siamo provare che siamo veramente vivi.
Se pensi che la realtà sia irreale e fai
dell'irrealtà una realtà, cos'è reale per te? L'arte?
L 'arte è il movimento perpetuo dell'illusione.
Lo scopo principale dell'arte è di ispirare. Cos'altro puoi fare?
Cos'altro puoi fare
per la gente se non ispirarla?
Come sono le tue nuove canzoni?
Le mie nuove canzoni sono nuove per me, e realizzano
quello che volevo realizzare quando cominciai a pensare ad esse.
Raramente finisci qualcosa e l'abbandoni e molto
raramente abbandoni qualcosa con l'atteggiamento di colui che ha ottenuto
quello che voleva. Di solito pensi, beh, è
troppo grande, ti consumi lungo la strada e tutto cambia... ti rimane quello
che hai fat-
to fino a quel momento e cerchi di fare del tuo
meglio. Ma molto raramente realizzi quello che hai in mente. E credo che
questa
sia la prima volta che mi riesce dal tempo in
cui scrivevo due canzoni al giorno. La mia esperienza con il film mi ha
aiutato a
scrivere le canzoni. Probabilmente non ne avrei
più scritte se non avessi fatto questo film. Avrei oziato, non sarei
stato capace di fare quello che sapevo di poter realizzare.
So di essere un po' nostalgico, ma mi piaceva
molto quando cantavi Little Moses in Renaldo & Clara.
Cantavo quella canzone quando mi esibivo al Gerde's
Folk City. È una vecchia canzone della Carter Family. Ci sono tutti
in questo film: la Carter Family, Hank Williams, Woody Guthrie, Beethoven.
Chi capirà questo film? Un film che non ha bisogno di esser capito?
Chi capisce Sad-Eyed Lady of the Lowlands?
Io. È strano. Alla fine mi sento nella
posizione di qualcuno che la gente è talmente desiderosa di intervistare
che arriva al punto di farlo volare fino al centro della città,
di pagargli l'albergo e le spese e di fargli fare un giro per la città.
Mi trovo alla fine in
quella posizione. Una volta andai a vedere il
re degli Zingari nel Sud della Francia. Questo tipo aveva dodici mogli
e 100 figli, ma morì per un attacco di cuore prima che lo incontrassi.
Tutti i suoi figli e le sue mogli se ne erano andati. Il clan degli zingari
lo aveva lasciato solo con la moglie, un paio di figli e un cane. Succede
che dopo che è morto, tornano tutti. Fiutano la
morte e se ne vanno. Anche nella vita accade
questo.
Negli ultimi cinque anni hai mai sentito qualcosa
del genere?
Stai parlando del periodo intorno a11973? Non
ricordo il 1973. Io parlo della primavera del 1975. C'era una mancanza
di bersagli a quell'epoca. Ma non so cosa è successo l'altra settimana.
Ma probabilmente ricordi molto bene la tua giovinezza.
È così lontana... È come
se non ricordassi neanche di esser stato bambino. Credo che quel bambino
fosse un'altra persona.
Hai mai pensato a questo? Non sono sicuro che
quello che mi è successo ieri sia vero.
Ma tu sembri sicuro di te stesso.
Sono sicuro del sognatore che è in me.
Vivo nei miei sogni, non vivo nel mondo reale.
Ti farò entrare nei miei sogni
se io posso entrare nei tuoi.
Bob Dylan 1963
per le foto originali di questo articolo clicca
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per un articolo dettagliato sul film Renaldo
and Clara clicca qui

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