PIKNIC
1) Sola
2) Shame
3) Ed E' Felicità
4) La Mia Isola
5) Zio Gorilla
6) Soffice
7) Ho Paura Dei Temporali
8) Rosanna Non Sei Tu
9) Baby Love
10) Evviva Vivì
Chitarre elettriche ed acustiche: Ivan Graziani
Testi e musiche di Ivan Graziani
3, 5 Evangelisti - Graziani
Prodotto da Ivan Graziani
Arrangiamenti: Fabio Liberatori
Realizzazione: Fulvio Mancini
RCA - 1986
Ed. Universale Edizioni Musicali / Officine Pan Idler Ed. Mus.
Le Canzoni:
Sola
Un potente rock n' roll giocato sulla ripetizione del ritornello "...Sola...
sola..." inframmezzato da una serie di strane e divertenti similitudini:
"...sola come una pistola sepolta... sola come una cima di montagna...
sola come un vecchio reggipetto... sola come una nave in fondo al mare...
sola come un rasoio da buttare...".
Non è un brano particolarmente ispirato, come molti di questo
album che è da annoverare tra i lavori minori di Ivan, un disco
che egli dichiarò di aver fatto più per doveri contrattuali
che per reale volontà. "Quello è un disco loro, non mio",
dichiarò, riferendosi alla sua vecchia etichetta. Comunque "Sola"
è tra i brani che qualitativamente si salva grazie anche ad un testo
ancora abbastanza originale.
Shame
Un divertente brano con vaghe reminescenze della battistiana "Se la
mia pelle vuoi" o di altri testi mogoliani tra quelli più ironici
di Lucio.
"Tu vuoi strapparmi questo cuore e farlo a pezzi col coltello... ed
in padella cucinarlo con i miei occhi e il mio cervello... non s’improvvisa
fra i fornelli, ci vuole classe e non ne hai... amore mio, amore shame,
shame, shame, shame... non puoi, cucinare tu non sai...".
Belli i cori nel ritornello per un brano che musicalmente è
ancora accettabile.
Ed è felicità
Un pop melodico in perfetto stile Battisti (ricorda certe cose di Una
donna per amico o Una giornata uggiosa o ancor più di E già).
Anche il cantato di Ivan si fa più dolce e melodioso, persino più
"facile" e "commerciale" nel racconto autobiografico di una felicità
raggiunta attraverso piccole cose: "...avere nostalgia di casa mia e accelerare
a fondo... sto arrivando... il cane che mi salta fino in testa... mio figlio,
i suoi giocattoli nel letto... le briciole innocenti di un biscotto...ed
è felicità... semplicemente così.
Sì, felicità sei tutta qui, momenti accesi di magia...
l’accordo giusto che non trovi e poi, puntualmente arriva, eccolo qua...
la la la la la la..."
Scritto con Evangelisti, non è un brano memorabile ma di piacevole
ascolto, complessivamente passabile.
La mia isola
Una splendida chitarra acustica spagnoleggiante apre questo brano dal
testo molto poetico, il migliore dell'album: "Per te sarò un ponte
fra il cielo e le montagne, questo ed altro io sarò per te... mi
credi? Oh! La mia isola è qui e la vita che ho rinasce da qui...
ma tu non farmi male non farmi soffrire, se mi vedi cadere, aiutami tu...".
Anche questa è melodicamente molto vicina al Battisti di fine
anni 70/inizi 80 anche nel cantato di Ivan.
Molto bella la linea portante di chitarra che caratterizza tutto il
brano.
Zio gorilla
Piccolo divertissement alquanto sciocchino nel testo con una storia
d'amore finita perchè il protagonista parla ad una ragazza delle
poesie di D'Annunzio ma lei preferisce andarsene via con un superpalestrato
tipo da spiaggia. Sembra più una presa in giro che un vero testo.
Musicalmente è invece abbastanza gradevole e ricorda - soprattutto
nel ritornello - ancora certe sonorità battistiane di canzoni come
"Arrivederci a questa sera" ed altre simili...
Soffice
Brano davvero poco ispirato, uno dei peggiori del disco ed in genere
di tutta la produzione di Ivan. Un testo banale ed una musica inconsistente,
sa più di riempitivo che altro.
Ho paura dei temporali
Forse il peggior brano dell'album. Un testo al limite dell'insulso,
una musica per niente convincente ed un coro femminile decisamente irritante.
Rosanna non sei tu
Un tentativo di ricreare la magia di brani come Firenze o Agnese con
scarsissimi risultati sia da un punto di vista musicale che lirico.
Baby love
Un innocuo pop zuccheroso con tanto di coretti da disco music. Il ritratto
di una ragazza dell'alta società al suo primo amore raccontato con
un testo "alla Pupo" in cui si fa fatica a riconoscere il Graziani dei
tanti capolavori precedenti. Da dimenticare.
Evviva Vivì
Musicalmente poco convincente ha però un testo che qua e là
regala sprazzi di originalità: "Vivì si bacia nello specchio
perché ama la sua immagine di più di ogni altra cosa al mondo...
Evviva Vivì, evviva i suoi capelli fini, fini e quando poi sulle
mie labbra lei affonda i suoi canini... E quando andiamo al cinema e mi
bacia sulla bocca, cerca di nascosto con la mano qualcun altro accanto
a sé...". Complessivamente è però un brano insufficiente
in linea con il resto dell'album.
Michele Murino