LUCKY, CHARLIE
& gli
"SPEZZACUORI"
tra sincere confessioni e templi in fiamme


di Michele Murino
La storia congiunta di Bob Dylan e di Tom Petty and The Heartbreakers ebbe inizio nel famoso concerto denominato "Farm Aid" (il primo dei due).
Il concerto era nato indirettamente da un'idea (o meglio da una proposta) dello stesso Dylan. Il 13 luglio del 1985 al John Fitzgerald Kennedy Stadium di Philadelphia si era tenuto infatti il celebre concerto denominato "Live Aid", organizzato dal cantante irlandese Bob Geldof per raccogliere fondi destinati ad aiutare le popolazioni africane falcidiate dalla carestia.
Fu un evento al quale parteciparono decine e decine di star della musica tra cui Dylan il quale chiuse il concerto di Philadelphia insieme ai due "Rolling Stones" Keith Richards e Ronnie Wood.
Durante il suo set Dylan, in tono alquanto polemico, disse dal palco - davanti a milioni di spettatori che videro l'evento in TV e alle decine di migliaia del pubblico presente - che forse un po' di tutti quei soldi raccolti per l'Africa avrebbero potuto essere destinati ai contadini americani in crisi per pagare le ipoteche che gravavano sulle loro proprietà. Non a caso nel suo set Dylan, accanto a "When the ship comes in" e "Blowin' in the wind", scelse di cantare provocatoriamente il brano "Ballad of Hollis Brown" che raccontava la storia di un contadino del South Dakota che uccide sua moglie e i suoi cinque bambini per poi suicidarsi a causa dei debiti.
Le sue frasi suscitarono lo stupore e l'indignazione di alcuni, tra cui il promotore dell'iniziativa Bob Geldof, che rimase impietrito tra il pubblico, il quale dichiarò che l'uscita di Dylan era stata assolutamente inopportuna e che non aveva capito niente del progetto Live Aid.
Tuttavia la proposta di Dylan trovò riscontro in alcuni, tra cui Willie Nelson il quale organizzò di lì a poco la "versione americana" del Live Aid, ovvero il "Farm Aid" con cui raccogliere fondi a favore dei contadini americani.
Dylan naturalmente prese parte al concerto che si tenne al Memorial Stadium di Champaign, nell'Illinois, il 22 settembre 1985, e scelse come band di supporto gli Heartbreakers di Tom Petty (Dylan aveva già collaborato e stretto amicizia con alcuni membri del gruppo che avevano suonato nel corso di alcune sessions di registrazione per l'album Empire Burlesque, nello specifico Mike Campbell, Benmont Tench e Howie Epstein).
Dylan, Petty e gli Hearbreakers si riunirono per le prove in vista del Farm Aid agli Universal Studios di Los Angeles il 19 Settembre del 1985.
Bob, Tom e soci suonarono, per scaldarsi, un po' di brani di Dylan e molti di altri autori, da What'd I Say di Ray Charles a Baby What You Want Me To Do di Jimmy Reed (uno dei vecchi idoli di Dylan), da Then He Kissed Me a That Lucky Old Sun. Alle chitarre c'erano Tom Petty e Mike Campbell. Alle tastiere Benmont Tench, al basso Howie Epstein, con Stan Lynch alla batteria. Ai cori Debra Byrd, Queen Esther Marrow, Madelyn Quebec ed Elisecia Wright.
Le prove proseguirono poi due giorni dopo, il 21 settembre, direttamente sul luogo del concerto, il Memorial Stadium dell'Università dell'Illinois della città di Champaign. Bob, Petty e compagni provarono Shake, un brano che il biografo dylaniano Clinton Heylin nel suo "A Life in Stolen Moments: Day By Day 1941-1995" ipotizza essere stato scritto da Bob Dylan sulla melodia della canzone di Roy Head dal titolo Treat Her Right. Poi eseguirono Trust Yourself, ancora That Lucky Old Sun, Maggie's Farm ed un brano di Chris Kenner, I Like It Like That.
Il 22 settembre fu poi il giorno del Farm Aid, sul prato del Memorial Stadium della University Of Illinois di Champaign.
In un indimenticabile set Dylan e compagni si lanciarono in un'eccellente versione di Clean Cut Kid, seguita dalla già citata Shake e da I'll Remember You (cantata da Dylan a due voci con Madelyn Quebec). Fu poi la volta di Trust Yourself, ancora con Madelyn, e della cover That Lucky Old Sun (sempre particolarmente amata da Dylan, qui al debutto live). Il set si chiuse con una grande versione di Maggie's Farm tra le ovazioni della folla.
Su Trust yourself e Maggie's Farm si aggiunse Willie Nelson, l'organizzatore dell'evento, alla chitarra acustica.
L'esibizione di Dylan con Petty e compagni venne mandata in onda su moltissime stazioni televisive e radiofoniche sia negli Stati Uniti che in Canada e fu talmente straordinaria e memorabile che Bob capì di aver trovato una grandissima band che avrebbe potuto degnamente accompagnarlo in tour. Di fatto Tom Petty and The Heartbreakers vengono ricordati da molti ancora oggi come la migliore backing band mai avuta da Dylan insieme ai mitici membri di The Band (che lo accompagnarono sul palco alla metà dei '60 e dei '70 e in altre sporadiche occasioni).
Va detto che Petty era un eccellente cantautore, già celebre all'epoca grazie ad almeno tre o quattro album di successo, e soprattutto era un dylaniano dalla testa ai piedi, uno dei tanti songwriters della nuova generazione cresciuto a pane e Dylan, che si era formato sulle canzoni di Bob degli anni '60 e '70 e che anche nel modo di cantare e di porsi aveva come punto di riferimento il cantautore di Duluth.
Rocker "conservatore" sudista (è originario della Florida), poeta del proletariato, Petty fin dai suoi primi lavori lasciò trasparire il rispetto e l'ammirazione per la tradizione del rock degli anni sessanta e settanta citando e omaggiando gruppi come i Byrds o gli Who, e songwriters come Dylan o Roger McGuinn, utilizzando un genere a metà tra il rock 'n' roll ed il folk-rock (con accenni di blues e di country). Nel '79 ottenne un grosso successo di pubblico con l'album "Damn the torpedoes" che giunse al primo posto in classifica e che, insieme a Bruce Springsteen, affermò Petty come una delle figure di primissimo piano della nuova generazione del Rock.
La sintonia d'onda tra Dylan ed il gruppo viene ben evidenziata da questo scambio di battute con il giornalista Toby Creswell nel 1986: "Per questo prossimo tour suonerai insieme con gli Heartbreakers. Si tratta della prima volta che suoni accompagnato da una band autonoma fin dai tempi del tour con The Band, una decade fa. Dev'essere bello tornare a quel tipo di concerto..." -  Bob Dylan: "In realtà ancora non sappiamo come sarà articolato lo show. E comunque sarà una cosa più semplice perchè gli Heartbreakers sono come una persona sola. Quando metti insieme gente che non ha mai suonato insieme prima... così tante persone diverse... ci vogliono anni perchè delle persone possano suonare insieme come suonano Tom Petty e la sua band. Siamo cresciuti tutti con lo stesso genere di musica".
Tom Petty e compagni si unirono quindi a Dylan nel tour che iniziò il 5 febbraio 1986 e che li portò attraverso Australia, Nuova Zelanda e Giappone. Il tour aveva per titolo "True Confessions" e la prima data fu quella all'Athletic Park di Wellington in Nuova Zelanda.
Gli show erano strutturati nella seguente maniera: nella prima parte Bob Dylan accompagnato da Petty e dai suoi Heartbreakers eseguiva un primo set che comprendeva un numero variabile di brani (in genere dai 6 agli 8). Seguiva un breve set in genere di due canzoni in cui il palco veniva lasciato a Petty ed ai suoi. Poi ritornava Dylan per un secondo set più corposo del primo (una decina di canzoni circa) che si apriva con brani acustici con il solo Dylan chitarra e armonica. Poi un nuovo mini set di Petty e compagni (altre due canzoni, in genere). Poi set finale di Bob e band con altri 7/8 brani.
Nei loro set Tom e gli Heartbreakers eseguivano alcuni loro "cavalli di battaglia" come Straight Into Darkness, Don't Bring Me Down, Refugee, American Girl, Spike, The Waiting e Breakdown. Accanto ad un classico di Chuck Berry come Bye Bye Johnny e alla celebre So You Want To Be A Rock & Roll Star di Roger McGuinn e Chris Hillman.
I set di Bob presentavano accanto ai brani propri (classici come Masters Of War, It Ain't Me, Babe e Like A Rolling Stone e brani recenti come I'll Remember You, Trust Yourself, Lenny Bruce e When The Night Comes Falling From The Sky, ed anche una strana Dark Eyes, iniziata ed interrotta perchè Dylan non riuscì a ricordarsela!) anche brani inusuali come uno strumentale dal titolo Train Of Pain, la succitata Shake, l'antica House Of The Risin' Sun (al debutto live assoluto) o una vera marea di cover come Across The Borderline di Ry Cooder, John Hiatt e Jim Dickinson, la stupenda I Forgot More Than You'll Ever Know di Cecil Null, già incisa da Dylan per il suo album "Self Portrait", I'm Moving On di Hank Snow, Lonesome Town di Baker Knight, la scatenata Justine di Don Harris e Dewey Terry, Uranium Rock di Warren Smith, So Long Good Luck And Goodbye di Weldon Rogers, Unchain My Heart di James Freddy e Agnes Jones e molte altre. Oltre a una davvero inusuale Sukiyaki, brano di Rohusuke Ei ed Hachidai Nakamura, eseguito appropriatamente per la prima volta in occasione del concerto alla Castle Hall di Osaka Fu, in Giappone il 6 Marzo 1986 ma delle cui liriche fu cantata - per ovvi motivi di lingua - solo la melodia a bocca chiusa.
La band era composta da Tom Petty e Mike Campbell alle chitarre, Benmont Tench alle tastiere, Howie Epstein al basso e talvolta anche alla slide su Rainy day women (con Petty che passava al basso in quei casi), e Stan Lynch alla batteria. Oltre a cantare e suonare la chitarra e l'armonica talvolta Dylan suonava anche la tastiera.
Dylan spesso presentava entusiasta i suoi soci al pubblico come "One of the last great Rock and Roll bands" (una delle ultime grandi band di rock and roll) e talvolta simpaticamente annunciava Petty chiamandolo "Uncle Tom" (Zio Tom).
Altre volte dichiarava apertamente al pubblico: "Devo dire che è senza dubbio la migliore band con la quale ho mai lavorato".
Il feeling tra Bob e Petty risultò subito evidente... I due spesso sorridevano e scherzavano tra loro, cantavano a due voci sullo stesso microfono, dimostravano grande allegria e divertimento nel suonare fianco a fianco e Petty, da buon leader, aveva in pugno i suoi Heartbreakers guidandoli con grandi capacità.
A fianco di Bob e Tom, già dai tempi del Farm Aid, c'erano poi le Queens of Rhythm, le "Regine del Ritmo", un quartetto con formazione non fissa di cantanti e coriste gospel afroamericane che costituivano un eccellente gruppo composto (con vari avvicendamenti nel corso dei tre tour di Dylan e Petty) da Peggi Blu, Carolyn Dennis, Madelyn Quebec (che sarebbero diventate rispettivamente moglie e suocera di Dylan), Queen Esther Marrow, Debra Byrd, Elisecia Wright e Louise Bethune (il gruppo venne creato e battezzato dallo stesso Dylan).
La prima formazione delle Queens, che rimase fissa per tutto il primo tour, era composta da Debra Byrd, Queen Esther Marrow, Madelyn Quebec ed Elisecia Wright. Spesso avevano nell'esecuzione dei brani un'importanza pari a quella di Dylan per quanto riguarda la parte vocale, ad esempio in brani come Clean Cut Kid o I and I che erano particolarmente trascinanti con le voci di Bob e delle "regine" che si alternavano e si rincorrevano sui versi. Oltre a cantare, le "queens" suonavano anche tamburelli, campanacci et similia.
Tra gli "special guest" va ricordato che il 10 febbraio '86 a Sydney si aggiunse alla band anche il leader dei Dire Straits Mark Knopfler alla chitarra.
Come detto, spesso Tom Petty si affiancava a Dylan sul microfono cantando con lui brani come I Forgot More Than You'll Ever Know, Blowin' in the wind e Knockin' on heaven's door, o il ritornello di Like a rolling stone.
Ecco i titoli di alcuni bootleg sui quali è reperibile questo materiale: True Confessions, Across The Borderline, Duelling Banjos, Precious Memories, che contengono parte del meglio del primo True Confessions Tour, che si chiuse dopo 19 date il 10 marzo 1986 alla Nippon Budokan Hall di Tokyo.
Un mese dopo, il 10 Aprile 1986, Bob Dylan e Tom Petty tennero quindi una conferenza stampa negli uffici della Westwood One Radio di Los Angeles per annunciare il prossimo tour congiunto degli Stati Uniti, ancora con il nome di "True Confessions".
Il tour iniziò il 9 giugno 1986 dalla città californiana di San Diego.
I musicisti erano gli stessi del primo leg con l'aggiunta di Al Kooper che fece la propria comparsa all'organo in diverse date, di Ron Wood (alla chitarra negli show di New York), degli Eurythmics (Dave Stewart alla chitarra ed Annie Lennox alla voce) nella data di Los Angeles e con Carolyn Dennis e Louise Bethune quali nuovi innesti nella squadra delle Queens of Rhythm (e Bob Seger su Like a rolling stone a Clarkston, Michigan il 30 Giugno 1986).
Va menzionata anche una partecipazione davvero speciale, quella di John Lee Hooker sulla sua Good Rockin' Mama durante il concerto allo Shoreline Amphitheatre di Mountain View, California del 5 Agosto 1986 (Hooker aveva conosciuto Dylan nei primissimi anni '60 quando Bob aveva fatto da supporter per lui al Gerde's Folk City nel Greenwich Village).
E va ricordato anche il debutto live di Brownsville Girl (il capolavoro di Knocked out loaded scritto a quattro mani con Sam Shepard) di cui però venne cantato il solo ritornello nel concerto finale del leg americano al Mid-State Fairground di Paso Robles, California, del 6 Agosto 1986.
A proposito di questo leg nordamericano va detto che tre canzoni del concerto del Rich Stadium di Buffalo, New York, del 4 Luglio 1986 vennero mandate in onda dalla rete VH-1 TV e da vare stazioni radio statunitensi nell'ambito del Farm Aid 2.
Ecco i titoli di alcuni bootleg sui quali è reperibile questo materiale: There Is A Place Of Broken Dreams, Lonesome Town.
Il 5 Settembre del 1987 iniziò il terzo tour Dylan/Petty, all'Hayarkon Park di Tel-Aviv, Israele. In questo tour, che prese il nome di "Temples in flames Tour", sparirono i set degli Heartbreakers. I concerti toccarono Israele e l'Europa (Svizzera, Italia, Germania, Olanda, Danimarca, Finlandia, Svezia, Francia, Belgio, Inghilterra).
Le Queens of Rhythm diventarono tre: Carolyn Dennis, Queen Esther Marrow e Madelyn Quebec, dopo la defezione di Louise Bethune.
Tra gli ospiti speciali va ricordata la partecipazione di Roger McGuinn in tutte le date (con nostalgici duetti insieme a Bob su Chimes of freedom e Knockin' on heaven's door) e dell'ex-Beatle George Harrison, nella data di Londra del 17 Ottobre 1987, che duettò con Bob sul brano Rainy day women.
Tra le canzoni va segnalata una inusuale Go Down Moses, un traditional eseguito appropriatamente a Tel Aviv.
Ecco i titoli di alcuni bootleg sui quali è reperibile questo materiale: Temples In Flames, The Final Night And More, Heartbreaker Blues.
In totale Dylan e Petty condivisero tre tour nel 1986 e nel 1987 per un totale di 90 concerti (True Confessions 1, True Confessions 2 e Temples in flames Tour), interrotti solo dalla serie di sei concerti americani nel luglio del 1987 che Dylan tenne con i Grateful Dead, e dopo i tour con Petty avrà inizio il Neverending Tour, il tour infinito che prosegue ancora oggi dopo oltre 1700 concerti.
Nonostante qualcuno avesse ipotizzato motivi puramente economici dietro ai tour ("...hai fatto il tuo ultimo tour con Tom Petty per denaro. Possiamo ritenerla una tua nuova filosofia?"  - Dylan: "Ho sempre fatto tour per denaro. Cosa c'è di nuovo?") quelli con Tom Petty furono concerti incredibilmente intensi e perfetti nella loro costruzione e nell'esecuzione dei brani anche se lo studioso Alessandro Carrera ha fatto notare come Tom Petty e gli Heartbreakers davano poco spazio a Dylan per le sue improvvisazioni e le canzoni erano eseguite in maniera perfetta ma prevedibile: "Nel 1987 Dylan era in un momento di grande crisi e, infatti, il tour di Dylan con i Grateful Dead era pessimo sotto molti punti di vista, perché avevano provato, ma non avevano trovato un vero accordo. Dylan in quel momento non era in grado di dare indicazioni su cosa veramente volesse fare, per cui il gruppo gli andava dietro, ma non sapeva veramente cosa stesse facendo; e infatti Jerry Garcia, con tutta la simpatia che aveva per Dylan, disse: “Non è un musicista, è un’altra cosa, Dylan non è veramente un musicista, è lui e va bene”. E però per Dylan è stata un’esperienza importante perché era molto in crisi rispetto a se stesso e a come doveva presentarsi in pubblico; erano anni, infatti, che andava in giro con grossi gruppi, con le coriste e tutto quanto, ultimamente con Tom Petty and the Heartbreakers, ma si vedeva che non era contento. Io l’ho visto nell’87 con Tom Petty, qui a Milano, è stato un concerto piuttosto penoso, perché il gruppo era ottimo, ma lui non c’era: arrivava, cantava, ma pareva non gliene importasse molto; bisogna dire anche che Tom Petty and the Heartbreakers erano troppo bravi, nel senso che non gli lasciavano spazio, non per colpa loro, ma perché sono un gruppo estremamente professionale, non gli lasciavano quel tipo di spazio di cui lui ha bisogno, che è lo spazio anche dell’improvvisazione, del non sapere bene cosa succederà nel minuto che viene".
Tom Petty e gli Heartbreakers collaborarono con Bob anche in studio, nell'album di Dylan "Knocked Out Loaded" del 1986. Tra i moltissimi musicisti che parteciparono alle sessions, troviamo infatti alle chitarre Mike Campbell e lo stesso Petty, con Benmont Tench alle tastiere. Il disco fu uno dei più controversi di Dylan, da molti considerato tra i suoi peggiori. L'apporto di Petty fu un po' un'occasione sprecata. Egli firmò insieme a Dylan anche uno dei brani meno riusciti di tutta la produzione dylaniana, "Got my mind made up", che venne poi reincisa anche dallo stesso Petty con risultati migliori rispetto alla versione dylaniana.
Grazie alla collaborazione in studio con Petty, Dylan realizzò anche "Jammin' me" un brano che però non portò mai a termine. Lo stesso Petty lò rimaneggiò e lo utilizzò poi per l'album degli Heartbreakers "Let Me Up" del 1987. Il brano è a firma Bob Dylan, Tom Petty, Mike Campbell (quest'ultimo collaborò alla parte musicale).
Con Petty e soci Dylan incise anche il brano "Band of the hand (It's helltime man!)" per la colonna sonora del film "Band of the hand" del 1986 (per la regia di Paul Michael Glaser). Il brano, scritto dal solo Dylan, è un bel rock molto potente e tirato ed è sicuramente la cosa migliore tra quelle incise con Petty. Venne registrato il 9 e 10 febbraio 1986 ai Festival Studios di Sidney, Australia, con la produzione dello stesso Tom Petty. Dylan venne affiancato da Petty e dagli Hearbreakers, oltre che dalle Queens of Rhythm con l'aggiunta di Stevie Nicks. Il brano è reperibile sul bootleg di Dylan dal titolo Hard To Find, oltre che naturalmente sul disco ufficiale della colonna sonora del film pubblicato nel Maggio del 1986.
Va ricordata anche la partecipazione di Dylan e Petty (and the Heartbreakers, naturalmente!) allo spettacolo The Lubavitcher’s Chabad Telethon contro le droghe del 14 settembre 1986, mandato in onda da molte TV americane e in occasione della quale Dylan eseguì il brano di Fred Rose "Thank God" (del repertorio di Hank Williams), registrato il 5 Agosto 1986 allo Shoreline Amphitheatre di Mountain View, California.
Il 6 giugno 1986 i due parteciparono anche ad uno show di beneficienza a favore di Amnesty in cui eseguirono "Band Of The Hand", "License to kill" e il brano di Joe Morris "Shake a hand" (esattamente due giorni dopo il matrimonio segreto di Dylan con la "queen of rhythm" Carolyn Dennis cui da tempo era legato e che pochi mesi prima gli aveva dato una bambina). Lo spettacolo si tenne presso il Forum di Inglewood a Los Angeles. Anche in questo caso, naturalmente, la band era quella degli Hearbtreakers con l'aggiunta di Philip Lyn Jones alle congas.
Va inoltre ricordato, come sopra accennato, che il tastierista Benmont Tench, il chitarrista Mike Campbell ed il bassista Howie Epstein, tutti degli Heartbreakers, parteciparono anche alle registrazioni di "Empire Burlesque", l'album di Dylan del 1985. Le sessions alle quali furono presenti si tennero al Cherokee Studio di Hollywood il 28 Gennaio e il 5 e 14 Febbraio del 1985 e i tre musicisti suonarono con Bob su Seeing The Real You At Last (la take che finì sull'album), Trust Yourself (idem), Queen Of Rock 'n' Roll, I'll Remember You (anch'essa su EB), Straight A's In Love, I See Fire In Your Eyes, Waiting To Get Beat, Emotionally Yours (su EB) e The Very Thought Of You.
Se i risultati della collaborazione con gli Heartbreakers in studio non furono memorabili tutt'altra cosa fu invece l'apporto di Petty e dei suoi amici dal vivo. Al di là dell'osservazione di Carrera sopra riportata relativa alla impossibilità di Dylan di improvvisare, i tour congiunti Dylan/Heartbreakers furono infatti tra i più entusiasmanti dell'intera carriera di Bob. Basta ascoltare bootleg come There Is A Place Of Broken Dreams o guardare il video di Hard to handle, tratto da due dei concerti australiani del 1986, per rendersene conto.
Quest'ultimo venne realizzato montando alcuni spezzoni tratti dai concerti del 24 e 25 febbraio a Sidney (in totale dieci canzoni, per la durata di un'ora circa) mandato in onda su varie reti televisive statunitensi il 20 giugno 1986 e poi pubblicato in videocassetta nell'ottobre dello stesso anno.
Si tratta di un video davvero esaltante in cui Dylan, Petty e gli Heartbreakers danno prova delle loro grandi capacità e trasmettono letteralmente l'energia che fluiva copiosa durante quegli show.
E' curioso notare, però, che in effetti lo stesso Dylan non sembra conservare un ricordo particolarmente entusiasta di quegli spettacoli. Nel primo volume della sua recente autobiografia dal titolo "Chronicles" ha raccontato, infatti, che in quel periodo si sentiva depresso perchè - secondo lui - il pubblico che andava ai concerti che lo vedevano insieme a Tom Petty in realtà andava a vedere soprattutto Petty e gli Heartbreakers, piuttosto che Bob Dylan. Una opinione alquanto sconcertante e che probabilmente scaturisce più che altro da un errato convincimento da parte di Dylan, dovuto al momento di crisi che dichiara di aver attraversato in quel periodo. Risulta infatti abbastanza arduo - vista la qualità stratosferica di molte performance di Dylan del periodo - credere che il pubblico non fosse interessato a lui (che Tom Petty ed il suo gruppo avessero poi anche i loro fans è indiscutibile).
Insieme a Tom Petty, Dylan fu anche protagonista del progetto "Traveling Wilburys", un supergruppo nato quasi per scherzo e composto, oltre che da Dylan e Petty, da George Harrison (che ne fu l'ideatore), Jeff Lynne e Roy Orbison.
In un periodo di crisi creativa e personale, si presentò a Dylan l'occasione di ritrovare nuovi entusiasmi grazie all'idea che nacque quasi per caso quando George Harrison gli chiese se poteva utilizzare lo studio privato che Dylan aveva nella sua casa di Los Angeles. A George serviva per incidere un singolo di lancio per il suo nuovo album dal titolo Cloud Nine. Dylan, amico di vecchia data dell'ex-Beatle, accolse volentieri George a casa sua. Con Harrison si recarono da Bob anche il produttore di Cloud Nine, Jeff Lynne, insieme a Tom Petty e Roy Orbison (Lynne stava infatti producendo contemporaneamente anche il nuovo album di quest'ultimo musicista).
In un clima di allegria ed improvvisazione i cinque passarono un po' di tempo insieme suonando e registrarono una eccellente canzone di Harrison, Handle with care, che in un primo momento era stata pensata per il singolo di George ma che finì invece per costituire il primo tassello di un intero album scritto e suonato dai cinque. Harrison infatti si inventò un gruppo "fantasma" cui diede il nome di Traveling Wilburys, una famiglia di musicisti viaggianti, creando un nome fittizio per ognuno dei cinque membri: Harrison era Nelson "Spike" Wilbury. Lynne era Otis "Clayton" Wilbury. Orbison era Lefty Wilbury. Dylan era Lucky "Boo" Wilbury. Petty era Charlie "Muddy" Wilbury.
Ad essi si aggiunse il batterista Jim Keltner. I sei musicisti si riunirono per una serie di sessions che si tennero negli studi di Dave Stewart (Eurythmics) a Los Angeles nel mese di maggio del 1988, con la produzione di Jeff Lynne e George Harrison. Registrarono alcuni brani scritti da Harrison (la già citata Handle With Care, Heading For The Light e End Of The Line), due brani di Orbison (Rattled e Not Alone Any More), due canzoni di Tom Petty (Last Night e Margarita) e tre eccellenti brani scritti da Dylan (Dirty World, Congratulations e Tweeter And The Monkey Man).
I musicisti si divisero in questo modo le mansioni: Bob Dylan suonò la chitarra e le tastiere, Roy Orbison e George Harrison le chitarre, Tom Petty il basso e la chitarra e Jeff Lynne la chitarra, il sintetizzatore e le tastiere. Della sezione ritmica si occuparono Jim Keltner alla batteria e Ray Cooper alle percussioni (con qualche intervento di Ian Wallace).
Il sassofono di Jim Horn colorò alcuni brani.
I dieci brani finirono sul primo album del supergruppo, "Traveling Wilburys Volume One", pubblicato su etichetta Warner Brothers il 18 ottobre 1988.
Ad esso seguì un secondo album, "Traveling Wilburys vol. 3" (uscito esattamente un anno dopo, nell'ottobre del 1990 su etichetta Wilbury Records), senza Orbison che era scomparso poco tempo prima.
Le sessions di questo secondo album si tennero ai Wilbury Mountain Studios di Bel Air a Los Angeles nell'Aprile del 1990 ancora con la produzione di George Harrison e Jeff Lynne. Vennero registrate le canzoni che costituirono l'album, quattro scritte da Dylan (She's My Baby, If You Belonged To Me, 7 Deadly Sins, Where Were You Last Night?), due scritte da Harrison (Inside out, You took my breath away),  tre scritte da Jeff Lynne (The devil's been busy, Poor house e New blue moon), una scritta da Tom Petty (Cool dry place) e una firmata dai quattro musicisti (Wilbury Twist).
Durante le sessions venne registrata anche Nobody's Child (un brano di Cy Coben e Acuff Rose) che venne pubblicata su un singolo dal titolo: "Traveling Wilburys: Nobody's Child" (uscito su etichetta Warner Brothers nel Giugno del 1990) ed in seguito anche sull'album di artisti vari dal titolo "Romanian Angel Appeal" (Warner Brothers, Luglio 1990), un disco di beneficenza i cui proventi vennero destinati ai bambini rumeni orfani.
Ecco la formazione dei musicisti nel corso di queste sessions: Bob "Boo Wilbury" Dylan (chitarra acustica e armonica). Tom "Muddy Wilbury" Petty (chitarra acustica). Jeff "Clayton Wilbury" Lynne (chitarra acustica, basso e tastiere). George "Spike Wilbury" Harrison (chitarra acustica ed elettrica, mandolino e sitar). Jim Keltner (batteria e percussioni). Ray Cooper (percussioni). Gary Moore alla lead guitar e Jim Horn al sax tenore contribuirono ad alcuni brani
Entrambi i LP dei Traveling Wilburys ebbero un notevole successo (soprattutto il primo che raggiunse le prime posizioni della classifica di vendita), e insieme ad "Oh Mercy" ridiedero una certa credibilità a un Dylan che - per usare una metafora calcistica - era in quel periodo in piena crisi "di gioco e di risultati".
Disse Dylan a proposito dei Traveling Wilburys nel corso di un'intervista rilasciata a Dave Fanning: "Se Bob Dylan fosse oggi un esordiente avrebbe qualche possibilità di emergere?" - "Credo di sì: basta avere le capacità, la preparazione la forza di farlo. So che potrei ritagliarmi un posto se volessi. Ma se arrivassi oggi sulla scena vorrei forse fare qualcosa di diverso." - "Come ai tempi in cui si tuffò a lavorare con i Traveling Wilburys?" - "Abbiamo inciso qualche disco, fu un periodo di grandi imprese." - "Molti furono sorpresi di vederla far parte di una band del genere." - "Sorprese anche me."
Il primo Marzo del 1990 Dylan fece un'apparizione speciale nel corso di un concerto di Tom Petty al The Forum Inglewood di Los Angeles. Insieme a Tom Petty e ai suoi Heartbreakers, Dylan suonò e cantò Rainy Day Women # 12 & 35 e Everybody's Movin' (brano di Glen Trout). Poi eseguì due brani in coppia con Bruce Springsteen (Bob alla chitarra e Bruce alla voce), la "Travelin' Band" di John Fogerty e la "I'm Crying" degli Animals di Eric Burdon e Alan Price.
Nel 1992, infine, al Madison Square Garden di New York, Tom Petty fu tra gli artisti che celebrarono i 30 anni di attività di Bob Dylan in quello che venne chiamato "The 30th Anniversary Concert Celebration" (come l'omonimo disco del 1993 tratto da quel memorabile show). Petty, insieme agli inseparabili Heartbreakers, si produsse in una delle migliori esibizioni della serata interpretando una splendida "License to Kill" ed una trascinante "Rainy Day Women #12 & 35". Poi fece da seconda voce a Roger McGuinn (ex-leader dei Byrds, gruppo da sempre amato da Petty) in una bellissima resa della classica "Mr. Tambourine Man" (che era appunto il cavallo di battaglia dei Byrds). Infine si unì ad una sorta di supergruppo, composto da George Harrison, Roger McGuinn, Eric Clapton, Neil Young e dallo stesso Dylan, per interpretare una indimenticabile "My Back Pages".
Nel recente tour estivo americano del 2003 Dylan ha diviso il cartellone con Petty e gli Heartbreakers e talvolta anche il palco su brani come Rainy Day Women # 12 & 35 e All Along The Watchtower.
Michele Murino

"Bob Dylan influenced absolutely everything"
Tom Petty



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