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UN DELITTO ITALIANO |
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PASOLINI, UN DELITTO ITALIANO
Anno: 1995
Personaggio interpretato da Nicoletta Braschi: Graziella
Chiarcossi (cugina di Pier Paolo Pasolini)
CREDITI
Nazione: Italia/Francia
Durata: 99 minuti
Regia: Marco Tullio Giordana
Soggetto: Enzo Siciliano
Sceneggiatura: Marco Tullio Giordana, Sandro Petraglia,
Stefano Rulli
Fotografia: Franco Lecca
Musiche: Ennio Morricone
Montaggio: Cecilia Zanuso
Scenografia: Gianni Silvestri
Distribuito da: Cecchi Gori Distribuzione - Cecchi Gori
Home Video
Prodotto da: Claudio Bonivento per Numero Cinque e Vittorio
e Rita Cecchi Gori per C.g.g. Tiger Cin.ca
CAST
Carlo De Filippi (Pino Pelosi)
Nicoletta Braschi (Graziella Chiarcossi)
Giulio Scarpati (Nino Marazzita)
Claudio Amendola ("Trepalle")
Claudio Bigagli (Guido Calvi)
Andrea Occhipinti (Furio Colombo)
Massimo De Francovich (Faustino
Durante)
Ivano Marescotti (Cliente Spaltro)
Toni Bertorelli (Ispettore Pigna)
Victor Cavallo (Antonio Pelosi)
Eduardo Cuomo (Carabiniere Guglielmi)
Vittorio De Bisogno (Vincenzo Spaltro)
Krum De Nicola (Adolfo De Stefanis)
Maurizio Di Carmine (Giuseppe Salme')
Enzo Marcelli ("Braciola")
Mimmo Mignemi (Brigadiere)
Umberto Orsini (Alto Magistrato)
Biagio Pelligra (Funzionario Questura)
Antonio Petrocelli (Tommaso Spaltro)
Rosa Pianeta (Maria Pelosi)
Claudia Pozzi (Giornalista Procura)
Raffaele Serao (Appuntato Cuzzupe')
Francesco Siciliano (Praticante
Agenzia)
Adriana Asti (Insegnante Istituto
Penale per minorenni Casal del Marmo)
LA TRAMA
Il film di Marco Tullio Giordana è la ricostruzione
del processo contro Pino Pelosi, giovane ragazzo romano auto accusatosi
dell'omicidio dello scrittore, poeta e regista Pier Paolo Pasolini, ucciso
nella notte tra il Primo e il 2 novembre 1975 su di un tratto sterrato
presso un campetto di calcio sul lido di Ostia.
Il film si presenta in una sorta di commistione tra documentario
(grazie all'abbondante utilizzo di materiale di repertorio d'epoca tratto
dai telegiornali) e film di denuncia e presenta personaggi reali come Ninetto
Davoli, Moravia, Citti ed altri (che appaiono in filmati reali) ad altri
interpretati dagli attori, come Graziella Chiarcossi (Nicoletta Braschi),
cugina del poeta, e naturalmente lo stesso Pino Pelosi (Carlo De Filippi)
Poco prima di essere assassinato Pier Paolo Pasolini
si era recato alla Stazione Termini di Roma dove aveva invitato sulla sua
auto un giovane borgataro, Pino Pelosi detto "la Rana". L'intento dello
scrittore, a detta del Pelosi, era quello di avere un rapporto sessuale
con il giovane. Questi aveva accettato perchè aveva bisogno di soldi
per pagarsi un'automobile ("Sarebbe stata la prima e l'ultima volta che
lo facevo" raccontò durante gli interrogatori). Ma, dopo essere
stato condotto sul Lido di Ostia ed avere avuto con Pasolini un rapporto
orale, Pelosi si era ribellato alla proposta dello scrittore di "fare la
donna", come dichiarò sempre il ragazzo. Sarebbe stato aggredito
dallo scrittore per il suo rifiuto e da questi picchiato. Per difendersi
avrebbe raccolto una tavoletta di legno trovata sul luogo (una rozza insegna
con sopra scritto il nome del proprietario dell'abitazione vicina) ed avrebbe
colpito Pasolini alla testa fino a farlo cadere. Poi sconvolto sarebbe
risalito in auto e involontariamente sarebbe salito con l'auto sul corpo
dello scrittore, uccidendolo.
Pelosi dichiarò sempre di aver agito da solo ma
successivamente molti indizi portarono all'ipotesi che egli non fosse solo
e che avesse mentito solo perchè, essendo minorenne, qualora avesse
coinvolto dei complici maggiorenni sarebbe stato giudicato con maggiore
severità. In quanto minorenne invece sarebbe stato giudicato dal
Tribunale dei Minori e se ritenuto immaturo se la sarebbe cavata con una
pena minima (vista anche l'attenuante della "legittima difesa").
Una delle ipotesi fatte all'epoca ed a cui Giordana dà
un notevole peso nel film fu quella che in realtà Pelosi ed altri
balordi del luogo fossero stati utilizzati da gruppi di estrema destra
per uccidere Pasolini (di sinistra e per di più dichiaratamente
omosessuale), se non addirittura assoldati da mandanti politici cui Pasolini
dava fastidio perchè pur non avendo prove concrete aveva dichiarato
di conoscere molti affari sporchi del mondo politico italiano dell'epoca
(Strage di Brescia, Bologna, Milano ed altri).
Pasolini venne tra l'altro ucciso proprio una settimana
dopo aver scritto queste cose sui giornali.
Nel film un'infiltrato della Polizia dal soprannome di
Trepalle (Claudio Amendola) raccoglie prove a sostegno di questa tesi mischiandosi
ai frequentatori di estrema destra di un malfamato locale romano e consegna
il risultato delle proprie indagini agli inquirenti.
Tuttavia la pista politica venne scartata ed il Tribunale
condannò Pelosi a soli nove anni basando la sentenza sulla minore
età dell'imputato e sull'attenuante della provocazione del poeta,
noto omosessuale.
L'ipotesi che Pelosi avesse agito in "concorso con ignoti"
venne ritenuta "improbabile".
Graziella Chiarcossi ed i familiari di Pasolini, in un
primo tempo costituitisi parte civile, si ritirarono dal processo contro
Pelosi.












Immagini
- 1, 5, 11, 15, 17, 20, 21, 24: Pier Paolo Pasolini
- 2, 8, 10, 13, 18, 22, 23: Nicoletta Braschi (Graziella
Chiarcossi)
- 2, 12: Giulio Scarpati (Nino Marazzita)
- 3: Claudio Amendola ("Trepalle")
- 4: Ninetto Davoli
- 7: Franco Citti
- 9, 14: Totò
- 16: Bernardo Bertolucci
- 19: Carlo De Filippi (Pino Pelosi)
Non ho deciso di dirigere Pasolini - un delitto italiano"
per esprimere le mie idee politiche, ma per raccontare un uomo, il suo
pensiero, la sua vita, la sua opera e qualcosa del nostro Paese. Ciò
che mi interessava raccontare era anche la solitudine politica del nostro
artista e uomo di cultura più scomodo per il potere. Nelle ombre
di quella morte ci sono le diverse tesi: agì da solo Pelosi o era
con altri e, soprattutto, chi può aver manovrato quel "delitto italiano"?
Era per me un dovere poetico, politico e da cineasta raccontare una storia
che ci appartiene, riaprirla, rileggere i documenti, la vita delle nostre
borgate. E, ripeto, del nostro Paese".
Marco Tullio Giordana








NOTE:
DAVID DI DONATELLO 1996 PER IL MIGLIOR MONTAGGIO A CECILIA
ZANUSO)
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