PARLA TU...
1) Dr. Jekyll & Mr. Hyde
2) Angelina
3) Taglia la testa al gallo
4) Pigro
5) Fuoco sulla collina
6) Lontano dalla paura
7) Isabella sul treno
8) Lugano addio
9) Paolina
10) Agnese
11) Motocross
12) Monna Lisa
13) Digos Boogie
14) Parla tu
Numero Uno - 1982
Le Canzoni:
GLI INEDITI (in studio)
Parla Tu
Splendido lento recuperato da Ivan dai tempi dell'Anonima Sound (1967).
Un uomo e una donna si lasciano ma lui non sa cosa dirle per spiegarle
che il mondo di lei non è il suo e allora le chiede che sia piuttosto
lei a parlare: "Se te ne stai così muta su una sedia ed aspetti
che sia io ad avere per te un perché, oh no, parla tu... Ora piangi,
cosa fai? Ma non chiedere scusa tu non hai colpa... è stato solo
che dove sei c'è un posto per te e non per me, oh no, scusa tu..."
Il brano è firmato Graziani/Monaldi/Lo Vecchio/Vecchioni.
LE ALTRE CANZONI (tracce live)
Ivan è accompagnato da una
band denominata "Dr. Jekyll & Mr. Hyde" composta da Gilberto "Attila"
Rossi alla batteria, Daniele Angelini alla chitarra, Fosco Foschini al
basso e Maurizio Lucatoni alle tastiere.
Doctor Jeckyll e Mister Hyde
Musicalmente uno dei brani migliori di Ivan, è un bel rock'n'roll
molto vicino alle sonorità dei primi Beatles (da sempre amatissimi
da Graziani) con qualche spruzzata di blues ed un grandissimo riff di chitarra.
Il ritratto di uno strano Doctor Jeckyll/Mr.Hyde pieno di difetti ma che
"...come lo metti è bravo...", che gira il mondo e paga tutto con
parole, che è pieno di donne e cambia sempre pelle... uno che...
"se lo giri è uguale...". Lui è "quello che non vuoi... ma
sei".
Scritta con Attilio De Rosa, un giornalista istriano amico della famiglia
Graziani che una sera andò a trovare Ivan e sua moglie Anna: "Ivan
e Attilio quella sera si misero a scrivere il pezzo... Il titolo nasce
da un'idea di Attilio..." ricordò Anna.
"E' un brano autobiografico", dichiarò Ivan.
Qui in versione live.
Angelina
Versione dal vivo per un classico da "Viaggi e intemperie". La grande
metropoli, Milano, fa da sfondo al dramma di Angelina (IBM al nono piano
il cielo è gonfio sopra Milano... in mezzo a questa logica assassina
nessuno vede che tu stai piangendo... Angelina non soffrire, Angelina...
quel bastardo tornerà... ritornerà, ritornerà).
Musicalmente molto ricco con grandi assoli di chitarra elettrica.
Taglia la testa al gallo
Il brano di "Agnese dolce Agnese" qui eseguito dal vivo. "Dedicata
a tutti quelli che non hanno dimenticato e non vogliono dimenticare le
proprie origini", è una bellissima ballata influenzata da melodie
popolari e sonorità mediterranee con un egregio lavoro di chitarre
acustiche. Il testo è una sorta di filastrocca pervasa dalla dimensione
magica legata alla cultura popolare e che fa capolino diverse volte nelle
canzoni di Ivan: "Taglia la testa al gallo se ti becca nella schiena...
Se la tua terra è ancora in mano ai quattro mori... dimmi che senti...
dimmi che provi... Terra salata terra bruciata, abisso di dolore...".
Ivan dichiarò parlando di "società antropofaga": "Taglia
la testa al gallo è un pezzo fondamentale di "Agnese dolce Agnese".
L'ho scritto proprio dicendo chiaramente che se c è qualcuno che
ti dà fastidio gli devi tagliare la gola..."
Pigro
Uno dei ritratti più lucidi e spietati di Ivan, uno dei suoi
testi più acidi e forti, e una delle sue canzoni più celebri,
qui proposta in una strepitosa versione live.
I versi sono entrati nella memoria di tutti con il loro tono sferzante
nella descrizione di una sorta di falso intellettuale, padrone di un sapere
superficiale, sempre pronto a giudicare gli altri dall'alto di una supposta
superiorità. L'uomo che ha "la capra per il latte e la donna per
le voglie" ma che "non si accorge della noia che ha sua moglie". L'uomo
che "castiga i figli in maniera esemplare" e poi dice "siamo liberi nessuno
deve giudicare...".
"Tu sai citare i classici a memoria ma non distingui il ramo da una
foglia... pigro...
Una mente fertile dici è alla base ma la tua scienza ha creato
l'ignoranza... pigro...
E poi le parolacce che ti lasci scappare che servono a condire il tuo
discorso d'autore come bava di lumache stanno lì a dimostrare che
è vero è vero non si può migliorare col tuo schifo
di educazione... col tuo schifo di educazione... pigro".
Ivan dichiarò: "Pigrizia vuol dire menefreghismo, incomprensione,
significa restare vittima dei mezzi di informazione, senza mai approfondire
nulla; violenza è anche disinformazione". Un discorso fatto nel
1978 che è attualissimo ancora oggi.
Fuoco sulla collina
Musicalmente splendida è una delle migliori canzoni di Ivan,
con un testo estremamente affascinante nella sua ermeticità, profondamente
evocativo e ricco di suggestioni e di versi di rara bellezza.
"Ieri ho sognato un giardino... nel sogno con me c’era un uomo... lui
mi girava le spalle solo perché non vedessi il suo viso. Ti prego
lasciami andare... ti prego chiunque tu sia... com’è che sei così
cieco... non vedi, c’è il fuoco sulla collina..."
Un brano onirico di grandissimo fascino caratterizzato da bellissimi
assoli di chitarra elettrica.
In un'intervista Ivan dichiarò che "Fuoco sulla collina" era
in assoluto la sua canzone che amava di più e la spiegò così:
"Fuoco sulla collina" rappresenta il crollo delle illusioni. Una figura
di rivoluzionario che grida "E' scoppiata la guerra... finalmente tutti
a combattere...". Ma sono i contadini coi trattori..."
Bella versione live.
Lontano dalla paura
Un testo estremamente toccante. Un cucciolo fugge davanti ai cacciatori
che gli hanno appena ucciso la mamma: "Non fermate il cucciolo impaurito...
corre, fra le braccia delle colline. La lingua in mezzo ai denti il pelo
dritto sulla schiena... giù verso l’orizzonte spezzando netta la
catena. Lui piange di nascosto fra le canne dello stagno, piano, che il
cacciatore può sentire. Sua madre è lì distesa e non
può dargli più amore, un fiore rosso immenso le è
scoppiato dentro al cuore..."
Perché uccidere, perché? Per quanto tempo uomo insegui
la tua traccia scura? Per quanto tempo ancora così vicini alla paura…
Anna Bischi, moglie di Ivan, scrisse gran parte del testo.
Isabella sul treno
Un potente rock dal bel ritmo incalzante e un testo ironico, qui in
versione live - "77 vergini ne avessi mai incontrato una...". Ritratto
di una donna misteriosa "capelli color grano, occhi blu stoviglia", incontrata
su un treno, una spogliarellista che ha studiato danza a Reggio Emilia
e che "si spoglia nei locali tra le facce da maiali". Ha un conte che la
ama, che viene dalle Marche ed è un po' particolare... "Mi lega
sulla sedia e mi cosparge di miele...". Ma dopo una galleria lei non c'è
più... ed è sparito anche il portafogli del malcapitato compagno
di scompartimento...
Musicalmente rockeggiante si inserisce nel filone ironico alquanto
ricco nella produzione di Ivan (da Motocross a La Bella Gina, alla "mitica"
Poppe poppe poppe fino a Il Chitarrista). Isabella sul treno è ispirata
ad una storia realmente accaduta ad Ivan.
Lugano addio
Secondo alcuni il capolavoro di Ivan... sicuramente uno dei suoi pezzi
più belli e più celebri.
Una splendida melodia fa da sfondo ad una storia piena di nostalgia
per un ricordo di tanti anni prima, un ricordo legato ad una donna alla
quale Ivan dedica dei versi che sono entrati nella storia della canzone
italiana: "Le scarpe da tennis bianche e blu... seni pesanti e labbra rosse...
e la giacca a vento...".
Uno dei più celebri ritratti della vasta galleria di personaggi
femminili di Ivan, quello di Marta che cantava "Lugano addio" e che parlava
di frontiere, finanzieri e contrabbando... "Marta io ti ricordo così...
Il tuo sorriso... i tuoi capelli fermi come il lago...".
Il brano è pervaso da un profondo senso di nostalgia reso in
maniera estremamente efficace dal cantato "sospeso" di Ivan, che fa immedesimare
l'ascoltatore trasmettendogli lo struggimento per quei ricordi...
"Addio Lugano Bella" era un canto anarchico. Forse Ivan si riferisce
a questa canzone quando canta "Lugano addio, cantavi...".
La figura di Marta era ispirata ad una ragazza di Urbino amica di Anna
Bischi, moglie di Ivan.
Qui in una bella versione live.
Paolina
Una delle canzoni più famose di Ivan, ennesimo ritratto femminile
di estrema delicatezza.
Paolina è una donna non più giovanissima che da sempre
è sola a causa delle sue indecisioni che la isolano dagli altri
perchè non ha il coraggio dichiarare i propri sentimenti... La sua
vita fatta di solitudine viene efficacemente raccontata da Ivan con un
testo ricco di piccole situazioni quotidiane: "Paolina...a casa la sera
dopo il lavoro... due uova dentro il piatto... Paolina... la televisione
che fa chiasso... Paolina... su per le vecchie scale... Paolina, il martedì
sera... lezione di guida con l'istruttore biondo che gioca sempre con tutte...
poi al cinema sola in ultima fila..."
Musicalmente è uno dei brani migliori di Ivan..
Il personaggio è ispirato ad una donna reale conosciuta da Ivan,
una ragazza che "abitava sopra la scuola guida..."
"Paolina stiamo insieme... anche tu ne hai voglia... hai trent'anni
ormai..."
Bella questa versione dal vivo.
Agnese
Versione live per uno dei capolavori di Ivan e uno dei suoi celebri
ritratti femminili. Inizia con una citazione da "While my guitar gently
weeps" dei Beatles nel primo verso tradotto quasi letteralmente: "Se la
mia chitarra piange dolcemente...", per poi inoltrarsi in una dolce e struggente
galleria di immagini nostalgiche che rimandano con la mente a giorni lontani
e felici mentre il presente del protagonista è fatto di nebbia nei
polmoni mentre va in bici la mattina presto (...ma non c'è più
Agnese seduta sul manubrio a cantar canzoni...).
Come per le altre celebri canzoni di Ivan inseribili in questo filone,
da Firenze a Lugano addio, anche per Agnese va sottolineata la grande capacità
dell'autore di abbinare un cantato che trasmette il senso di rimpianto
per qualcosa che si è perso a bellissime e delicate immagini che
portano allo stesso tempo ricordi dolci e amari, oltre a versi dalle soluzioni
ardite come "...se continuo a bere i miei liquori inquinati... è
vero che quei giorni... non li ho dimenticati..." e malinconicamente struggenti
come nel verso finale "Agnese dolce agnese color di cioccolata adesso che
ci penso... non ti ho mai baciata...".
La canzone fu anche al centro di un "caso" quando, tempo dopo la sua
uscita, Phil Collins pubblicò un brano dal titolo "A groovy kind
of love" che musicalmente era praticamente identico ad "Agnese". Ma Phil
Collins non aveva plagiato Graziani. Semplicemente entrambi gli artisti
avevano rielaborato un brano di Muzio Clementi, musicista del 700, spesso
presente nei libri come esercizio di pianoforte.
Motocross
Una splendida melodia ricca di ritmo per una delle canzoni ironiche/disperate
più riuscite di Ivan tra quelle di quella sorta di filone di "cronaca
nera" tipico del cantautore teramano.
Un ragazzo - probabilmente un bulletto di periferia - è felice
e si sente realizzato ed invidiato con la sua motocicletta gialla da motocross.
Ad una festa in piazza incontra una ragazza, la invita ad un giro in moto
con fini sessuali ma finisce male...
Ivan: "E' la storia di un ragazzo che era andato per xxx ed è
finito xxx". Due complici della ragazza, infatti, armati di coltello aggrediscono
il centauro, lo massacrano a sangue e con la ragazza se la filano con il
"motore" ambito... Evviva il cross... evviva il motocross... Una storia
che non sarebbe stata male in uno dei fumetti disperati di Andrea Pazienza.
Monna Lisa
Una delle canzoni più celebri di Ivan qui in versione live.
Costruita su un testo descrittivo estremamente efficace è una
delle migliori ballate rock-blues italiane. L'idea di fondo è genialmente
originale: il furto della Gioconda a scopo di "esproprio proletario con
fini culturali".
Bob Dylan diceva che l'arte non va messa nei musei e che i quadri famosi
dovrebbero essere esposti nei bar e nelle case della gente comune. Il protagonista
di Monna Lisa sembra far suo questo principio perchè "...la cultura
è una gran cosa soprattutto se ti insegnano ad amare i capolavori
del passato... peccato che tu non li puoi vedere nè toccare..."
Si introduce dunque nottetempo nel Louvre e ruba il celebre quadro
di Leonardo.
Il testo è giocato su un'ironia tipica di Ivan con frasi di
grande potenza narrativa venate da un sarcasmo che sfocia talvolta nella
comicità: "Il custode parigino che spiava le bambine dell'asilo...
ora ha la bocca piena di biglietti del museo... lassù una
civetta urla e io non ho ancora iniziato il mio lavoro... ora!.. La cultura
mi sorride tra le ombre e le tende di velluto ed io sto torturando la tela
col rasoio e con le unghie... il custode si lamenta... probabilmente vuole
un'altra botta in testa... ora!"
Musicalmente molto ricca ed accattivante è caratterizzata da
un bel ritmo e da un ritornello irresistibile.
Ivan dichiarò: "Sfido chiunque a musicare parole come quelle
di Monna Lisa con un genere musicale diverso dal rock. Per inseguire quelle
parole, specialmente negli stacchi, sono andato letteralmente al manicomio".
Il brano fu ispirato ad Ivan dall'episodio del folle che sfregiò
a colpi di martello la Pietà di Michelangelo, oltre che da un viaggio
che egli fece a Parigi con visita al Louvre con tanto di salato biglietto
d'ingresso.
Digos boogie
Un divertente e scatenato boogie "poliziesco", qui eseguito dal vivo,
in cui gli agenti italiani della Digos sono "tutti quanti poliziotti Digos
boogie", sono tutti "cattivi ma sempre giusti" e "tutti quanti poliziotti
da quattro generazioni" che credono "nella legge che non perdona e che
non sbaglia mai".
Ma poi la notte vanno in cerca di un po' di amore a spiare per i vicoletti
scuri scuri le coppiette appiccicate a far l'amore contro i muri...
Il testo sembra più un pretesto per una lunga jam strumentale
al ritmo di boogie woogie... Forse se fosse stato sviluppato ne poteva
nascere una storia interessante e dissacrante... così resta più
che altro un bozzetto appena accennato...
Michele Murino