Racconti dal Neverending Tour

BOB DYLAN
al
Pantages Theater
di
Los Angeles
di Andrea Orlandi

Caro Michele,
ti mando alcune foto dell'esterno del teatro Pantages in occasione dei concerti sold out di Bob (una di ambientazione all'interno del concerto, non nitida ma d'effetto).
Tra il pubblico: Mickey Rourke, Bruce Willis, Elvis Costello Ringo Starr...

Alcune veloci impressioni. La Band mi pare già ben affiatata nonostante i numerosi cambiamenti. Il cuore del nuovo format è sicuramente la violinista, sempre abbondantemente presente in tutte le canzoni.
I due nuovi chitarristi, ed a tratti violinista per uno di loro, mi sembrano ancora non complementamente liberi di esprimersi come potrebbero fare, un pò troppo "formali".
La cosa migliore è vedere e sentire Bob duettare con l'armonica al centro del palco con la violinista.
Sicuramente le canzoni che ci guadagnano di più sono i mid tempo di "Love and Theft", ma per il resto in generale lo show perde un po' la presenza e ruvidezza delle chitarre tipica di un concerto rock.
Per spiegarci, il sound della coppia Sexton Campbell nei pezzi veloci, se ne è andato, nonostante la presenza delle chitarre sia almeno pari di numero (rispetto a quando suonava anche Bob la chitarra).
Il sound è comunque senza sbavature, molto compatto ed adatto ad evidenziare le linee melodiche.
Azzarderei che questa è la Band più lontana dalla consueta tipologia del "Never ending tour" e vicina alla Rolling Thunder Revue che Bob abbia mai avuto, anche se le manca il lato più folk e "hippie/zingaresco" in cambio di una sfumatura più da radici country ed agganciata a quello spirito musicale che in Usa definiscono "Americana" .
Non per niente si porta appresso Merle Haggard... che è assolutamente, almeno per me e non per il pubblico, di una noia mortale (posso amare alla follia Johnny Cash, mi può piacere qualcosa di Willie Nelson, ma Haggard è proprio il tipico country americano che non sopporto, a cui - purtroppo per me - Bob sembra invece sempre più legato a doppio filo, sempre più lontano dalle radici folk (dov'è finito il folk singer che comunque sino a qualche anno fa si affacciava per qualche canzone (persino nello Street Legal Tour!) sempre pìù lontano dal blues elettrico, sempre più Hank Williams sempre meno garage o bar rock band dei fine 80 e primi 90)

E' certamente la modifica più importante nella line up dal 1988.
Se avesse un organista ed un sax, sarebbe quasi lo Street Legal tour.
Anche il batterista si è adeguato ed è meno pesante e rock del solito.
E' certo comunque che Bob sta cantando in modo eccellente, come sempre da quando ha lasciato la chitarra e che, soprattutto, sia molto orientato a sperimentare nuovi arrangiamenti anche per le canzoni più recenti. Un esempio molto chiaro : le nuove versioni di Sugar Baby e Mississippi.
Non sempre le nuove riescono a farsi preferire alle vecchie, almeno a questi primi ascolti.
Certo, questa Band potrebbe splendidamente suonare dal vivo tutto Desire, e sarebbe interessante sentire ad esempio One more cup of coffee, Joey, Isis o Oh Sister.

Critiche: la brevità dello show, almeno in termini di numero di canzoni (14 sono veramente poche);
l'alternarsi continuo di numeri "slow" con altri più veloci, stile "Love and Theft"; io preferisco scalette meno a corrente alternata, con più canzoni nello stesso mood.
Trovo, in sostanza, la voluta alternanza, un pò fastidiosa ed un fattore di distrazione per la completa immersione nello spettacolo.
Le band di supporto: Haggard è una macchietta di Nashville, suona ovvio e scontato, ed anche il tanto decantato Amos Lee sinceramente a me pare poco più che una sbiadita copia della Dave Matthews Band, con tanto meno qualità ed originalità (pensare che in qualche recensione locale qualcuno ha posto Haggard quale artista di spessore decisamente superiore a Dylan sia per i testi che per la musica.....).
Parlando infine di scenografia, certamente la novità più rilevante è la presenza delle tende teatrali rosse che impediscono la vista degli strumenti e della loro preparazione sino a che non parte la prima battuta musicale, e la loro chiusura completa con tutta la Band ancora in piedi in formazione sul palco: insomma, non si vede più Bob arrivare sul palco e scendere le scalette andandosene alla fine.
La tonalità rossa è predominante anche sullo sfondo, ancora con pesanti tendaggi teatrali, con all'interno un intenso cielo blu notte stellato.
Poteva essere l'allestimento ideale per la tournee di supporto di "Love and Theft" e tale alla fine sembra essere, anche se sono trascorsi 4 anni.
Il tutto comunque sembra coerente con la nuova presentazione del concerto:........ "The Bob Dylan Show".... come una rappresentazione teatrale

Andrea Orlandi



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