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OVOSODO
Anno: 1997
Personaggio interpretato da Nicoletta Braschi: Giovanna
Fornari
CREDITI
Anno: 1997
Nazione: Italia
Durata: 99 minuti
Genere: Commedia
Regia: Paolo Virzì
Soggetto: Furio Scarpelli, Paolo Virzi'
Sceneggiatura: Francesco Bruni, Furio Scarpelli, Paolo
Virzi'
Fotografia: Italo Petriccione
Musiche: Battista Lena, Snaporaz
Montaggio: Jacopo Quadri
Scenografia: Giancarlo Basili, Sonia Peng
Distribuito da: Cecchi Gori Distribuzione - Cecchi Gori
Home Video.
Prodotto da: Cecchi Gori Group Tiger
CAST
Edoardo Gabbriellini (Piero adulto)
Nicoletta Braschi (Professoressa
Giovanna Fornari)
Matteo Campus (Piero A 7 Anni)
Malcom Lunghi (Piero A 13 Anni)
Enrica Pandolfi (Susy A 13 Anni)
Claudia Pandolfi (Susy adulta)
Marco Cocci (Tommaso)
Alessio Fantozzi (Ivanone)
Salvatore Barbato (Mirko)
Monica Brachini (Mara)
Pietro Fornaciari (Nedo)
Daniela Morozzi (Luana)
Regina Orioli (Lisa)
Barbara Scoppa (Bianca)

La professoressa Giovanna Fornari (Nicoletta Braschi) e Piero (Edoardo
Gabriellini)
LA TRAMA
Piero Mansani (Edoardo Gabriellini), nato nel 1974, cresce
in un quartiere popolare di Livorno, dal colorito nome di "Ovosodo". I
problemi in famiglia non gli mancano. Sua madre muore quando lui è
ancora un ragazzino. Ha un fratello down, Ivanone (Alessio Fantozzi), ed
un padre ricercato dalla polizia per spaccio di stupefacenti, il quale
finisce in galera dopo essersi sistemato con una nuova compagna che resta
a vivere con i ragazzi e che dà alla luce una bimba.
Ma, nonostante la precaria condizione familiare, Piero
al Liceo Classico se la cava ed entra nelle simpatie della sua giovane
professoressa di Lettere Giovanna Fornari (Nicoletta Braschi) che lo prende
sotto la sua ala protettrice diventandone amica prima ancora che insegnante.







Una sera Piero viene invitato a casa dalla professoressa Giovanna (che vive da sola con un gatto), in compagnia dell'amico Tommaso. Dopo una cena piena di allegria le cose precipitano quando Tommaso segue Giovanna in cucina (mentre Piero resta nella sala da pranzo) e cerca di baciarla. Il resto della cena si svolge in un silenzio tombale e quando i due ragazzi se ne vanno Giovanna invita sottovoce Piero a non riportargli mai più in casa Tommaso.




In seguito Piero incontra Giovanna davanti alla scuola.
Lei gli chiede se Tommaso è stato di nuovo assente e se sa dove
può trovarlo. Piero capisce che tra Giovanna e Tommaso c'è
stato qualcosa e prova un sentimento di rabbia e di rancore per l'amico,
facendo forse intuire di essersi preso una cotta per la sua professoressa.
Ma intanto Tommaso sembra sparito.
Piero ritrova casualmente l'agenda di Tommaso scordata
sotto il banco di scuola e grazie ad essa risale ad un indirizzo, quello
di una villa. Lì apprende chi è in realtà Tommaso,
figlio dell'ingegner Paladini della Palchimica S.p.a.
Quando Piero lo scopre cerca l'amico, inviperito perchè
questi gli ha mentito (e inconsciamente, forse, perchè geloso di
lui).
Viene a sapere che Tommaso è a Roma e lo raggiunge
nella Capitale a casa dei suoi zii per prenderlo a pugni, cosa che avviene
puntualmente.
Dopo aver fatto pace Tommaso racconta a Piero cosa successe
la sera della cena a casa di Giovanna e del suo tentativo di baciarla.
Gli rivela di averla poi richiamata la sera dopo per scusarsi del suo comportamento,
di essere andato di nuovo a casa della donna, di aver fatto l'amore con
lei.
Piero deluso decide di ritornare a Livorno ma a Roma
conosce anche Lisa (Regina Orioli), cugina di Tommaso e se ne innamora
ma deve tornare a Livorno e, nonostante chiami ripetutamente la ragazza
al telefono, non riesce più a rintracciarla.
Tempo dopo, casualmente, Piero incontra Giovanna in un bar, sola e triste ma non la avvicina.






Tempo dopo Piero riceve la cartolina dal Distretto Militare
e parte soldato.
Tornato a casa una tragica notizia lo attende, la sua
amica Giovanna si è suicidata.
Al cimitero sulla sua tomba Piero incontra di nuovo Tommaso.



Gran Premio speciale della giuria
alla Mostra di Venezia
Dopo aver conquistato il
Lido (Gran Premio della Giuria), arriva nelle sale Ovosodo, terza pellicola
del regista livornese Paolo Virzì (La Bella Vita, Ferie D'Agosto).
Ovosodo è la storia semplice e piuttosto
comune di un ragazzo della Livorno popolare, raccontata in
prima persona e scandita da lapidarie annotazioni su un
diario di scuola. Protagonista ne è Piero, un adolescente un
po' timido e sognatore con la faccia segnata dai brufoli,
uno dei tanti ragazzi che, zaino in spalla, vediamo ogni
mattina recarsi a scuola. Di Piero, detto "Ovosodo" (da qui
il titolo del film), Virzì racconta i primi anni di vita, quelli
passati al fianco della madre malata, l'adolescenza,
segnata dai primi amori e dai travagli esistenziali, e
l'ingresso nell'età adulta, foriero di sogni infranti ma anche
di grandi conquiste. E' con uno stile asciutto e grande
garbo che Virzì affronta l'argomento. E' con grande
semplicità e senza falsa retorica che parla dei ragazzi di
oggi ed è forse questo ad aver suscitato alla Mostra del
Cinema di Venezia le simpatie del pubblico, in gran parte
formato da giovani. Infatti Virzì rispetto ai precedenti
Jack Frusciante e Tutti Giù Per Terra, "romanzi di
formazione" un po' sguaiati, prigionieri di un pessimismo da
luogo comune e popolati da figurine opache prive di ogni
sprazzo vitale, restituisce al periodo adolescenziale la sua
gioiosità, pur documentandone i dolori e i tormenti, ed ai
ragazzi l'energia vitale tipica della loro età.
Non sono "i giovani della generazione X" quelli che Virzì ci
propone, ma i ragazzi veri, quelli che popolano le nostre
scuole, le nostre città... Tutti conosciamo un Piero timido e
con i brufoli, o un Tommaso anarchico e miliardario, o una
Susy goffa e con l'apparecchio...
Insomma una volta tanto il riferimento è a ragazzi reali,
tanto più reali in questo caso perché interpretati da giovani
presi nelle scuole o per la strada. Virzì infatti ha voluto nel
suo film che a vestire i ruoli principali fossero tutti attori
non professionisti, una scelta questa che ha dato ottimi
risultati: infatti da Edoardo Gabbriellini, il protagonista, a
Alessio Fantozzi, fratellone ritardato, gli attori sono tutti
straordinari. Oltre al protagonista, degni di nota sono
Marco Cocci, rampollo ribelle sullo schermo come nella
vita, e i giovanissimi Matteo Campus e Malcom Lunghi
che vestono i panni di Piero all'età di 7 e 13 anni. Poi c'è
Claudia Pandolfi, unica professionista del gruppo insieme a
Nicoletta Braschi, che con un intenso cammeo dimostra di
essere, malgrado la giovane età, un'attrice matura.
Un film godibile, dunque Ovosodo, con un cuore tenero.

L'opininone della critica
"Brillante, amara e spiritosa, pur se non poco faziosa,
commedia sociale del toscano arrabbiato Paolo Virzì, che nella natia
Livorno mette in scena con grande acutezza psicologica malinconie e disagi
giovanili, eleggendo la fabbrica a fucina dei veri uomini. Tutto bene,
anche se si fatica a seguire la voce narrante che parla a raffica con marcatissima
inflessione toscana".
(Massimo Bertarelli, 'Il giornale',
3 settembre 2001)
Note:
DAVID DI DONATELLO 1998 A NICOLETTA BRASCHI (MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA)
PREMIO DELLA GIURIA ALLA 54MA MOSTRA DI VENEZIA (1997).
MIGLIORE FONICO DI PRESA DIRETTA (TULLIO MORGANTI)
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