di Dario "Twist of fate"
(Liberamente ispirato e basato sul sito creato e curato da Michele Murino “Maggie’s Farm” e sulla discografia di Bob Dylan)
“Che incubo vivere in un mondo fatto di sacrificio, di sangue, nervi,
desideri repressi, polluzioni indesiderate, stupri legalizzati e libero
pensiero svuotato da ogni contenuto reale!”
(Samuel Johnson)
“Cattive notizie, cattive notizie, mi son giunte mentre ero a letto
Gira, gira, gira ancora Dicono che uno dei tuoi amici è in
seri guai
Gira, gira alla pioggia ed al vento
Raccontatemi il problema, ditemelo una volta in un orecchio
Gira, gira, gira ancora Carcere di Velletri
Novantanove anni di condanna. Gira, gira alla pioggia ed al vento”
(Bob Dylan «Percy’s song » )
“Ieri ho dormito troppo, poi mi sono svegliato in uno strano mondo, in tutto e per tutto simile a questo, con poche ma ben definite discrepanze.
Era il 2012. Avevo trentatré anni. Vivevo in un grande ufficio
in una metropoli fatiscente e terzomondista, a metà fra Napoli,
Rio De Janeiro e Buenos Aires. Lavoravo al sedicesimo piano, in un grattacielo
senza punta nel settore “Archivio e Prevenzione Tosse e Raffreddore”.
La prima cosa che notai con sgomento fu la sconsolata espressione dei
miei colleghi, mi salutavano con cordiale austerità, senza nessun’emozione.
Anch’io mi sentivo privo della mia animosa giovialità.
Guardai nelle mie tasche, avevo tre carte di credito, simili alle nostre,
ma di colore grigio opaco, coi rilievi appena abbozzati, i loghi erano
quanto di più sciatto avessi mai visto, spartani e rigidi, privi
d’anima…
Nella stanza del mio ufficio notai stupefatto un piccolo monitor, una
tastiera e un mouse, ma senza luci, né rumori. Presi posto e inizia
il mio lavoro.
Dovevo semplicemente catalogare i diversi tipi di “Tosse e Raffreddore”,
che negli ultimi sei mesi stava intaccando i sistemi immunitari della popolazione
Centro Meridionale Euroasiale.
Le luci al neon violentano il mio sguardo, in un cassetto trovai un
paio d’occhiali da vista, non ho mai avuto bisogno di lenti, ma qui, forse,
più che uomo d’azione ero uno di mente.
Eppure non ho mai pensato di avere una mente! (*)
Ricerco, nelle curve accennate di una segretaria, il senso della vita,
ma non lo trovo. Esamino con cura i miei effetti personali, nessun anello,
nessuna foto nel portafogli, anche stavolta sono single, percepisco di
non avere molti amici, una famiglia distante con cui mi sento poco e male.
Sono un uomo inadeguato per questi tempi, ma cerco ugualmente di rendermi
utile, anche se penso di ricoprire mansioni da macaco.
Sono un simpatizzante del Grande Leader, ho una tessera di terzo livello
con grado Funzionario: si va dal Primo Livello, al settimo, quindi rientro
fra gli Artigiani. Mi vengono riconosciute doti umane notevoli, ma non
posso avanzare di livello a causa della mia stirpe, acerrima nemica dell’attuale
dirigenza, che da oltre trent’anni regna indisturbata… Forse, se tutto
andrà bene, i miei nipoti, quando e se ne avrò, potranno
accedere alla Casta Dirigenziale, ma questo dipende tutto da me, dovrò
evitare accuse, indagini e manipolazioni di dati, a cui tutti sono sottoposto,
oltre ad evitare di essere un portatore sano di virus influenzali, cosa
non facile visti i tempi che corrono!
Apprendo sempre più celermente come gira la ruota nel Sistema,
è “un’oligarchia Verticistica”, ogni mese ci sono due, tre attentati,
ma Il Grande Leader ha un talento innato nel prevenirli ed è rimasto
sinora illeso.
Non vedo l’ora di tornare a casa e capire un po’ meglio come funzionano
le cose ai margini della società, vedere il mio alloggio sarà
di sicuro rivelatore per capire meglio chi sono e cosa ci faccio qui.
Ancora tutto appare nebuloso.
Non sono una persona molto credente, ma in questa situazione spero
esista per lo meno un’Entità Universale Indefinita…
Fortuna che la giornata scorre senza intoppi di sorta: sono il primo
ad allontanarmi da quest’edificio spettrale, gotico e funesto, privo di
colore e sfumature.
La prima cosa è frugarmi in tasca, per vedere se con me c’è
del denaro contante, niente da fare.
Mi fermo al primo negozio di liquori, cautamente chiedo alla cassa
se le mie carte sono valide, il commesso mi saluta calorosamente, e quasi
si meraviglia del fatto che sono così distante.
Meglio così, penso e mi dirigo verso il reparto whisky: in questo
momento solo una cosa potrebbe tirarmi su di morale, uno scotch single
malto, magari un Lagavulin invecchiato sedici anni!
Speranza vana: anche qui solo etichette grigie, che si differenziano
poco una dall’altra, magari è un mondo poco fantasioso, ma concreto,
penso mentre con coraggio scelgo quello che sembra meno peggio.
Arrivo alla cassa e chiedo al commesso: - Ma non avete un single malto?
Il commesso mi fa: - Lei ha sempre voglia di scherzare Mister G., lo
sanno tutti che il single malto è fuori produzione da oltre dieci
anni, eppure lei ogni volta me lo chiede, sa: un po’ la invidio, piacerebbe
anche a me dopo un duro giorno di lavoro avere ancora la costanza di prendersi
in giro così, le auguro una buona serata, comunque!
Resto intorpidito dalla scena, alla fermata del bus la gente parla di
situazioni, legge libri, ripetono citazioni, scrivono conclusioni sul muro.
Alcuni parlano di un futuro benevolo.
Vedo gente sempre più grigia che mi osserva come se fossi uno
strano animale, un barbone mi si avvicina e mi chiede il codice della mia
carta spese, vuole soltanto un piatto di minestra, mi dà il suo
codice e dice che una volta tornato a casa posso fare una donazione al
numero 173645 YHT, bastano pochi spiccioli per ridare speranza ad un povero
diavolo, gli prometto che sarà la prima cosa che farò appena
torno a casa…
Finalmente a casa: ho notato, finora, l’assenza di rumori, tutto mi
appare ovattato, oltre che smagliato, sbiadito e insipido…
Ecco il mio alloggio: come temevo abito in un Grande Alveare. Nessuna
chiave per accedere, ma intuisco che basta premere il mio pollice su uno
strano tipo di fotocellula con impronte digitali…
Dove cavolo sono finito?
Entro, si accendono le luci automaticamente, mi siedo, senza togliere
il soprabito, sul divano sgangherato, sporco, eppure comodo, mortalmente
distensivo per i miei sensi che invece vogliono indagare…
Mi guardo attorno e non vedo nessuna traccia di Poster, foto, libri,
Dvd, appare molto impersonale, come se fosse un luogo non vissuto. Solo
un grande schermo campeggia nella camera, cerco un telecomando, poi intuisco
che il mio pensare è obsoleto e casualmente punto il dito indice
sullo schermo. Questo si accende con mio grande stupore…
E’ uno schermo multi funzione, Finestra sul mondo, Modello “Positively
4th Street”, come avere Tv, telefono, archivio dati, internet e tutto il
resto in un solo oggetto…
Data la mia naturale visione d’archivista che sta crescendo in me,
non ci vuole molto a capire come funziona.
E’ un mondo privo di senso estetico, funzionale al potere, al commercio e all’esaltazione fisica.
“Ogni cosa scorre nella notte, avanza sorretta dall’ambiguità,
un oscuro senso di vuoto scioglie
le catene e libera i nostri demoni della mente
Libera il mio cuore, conducilo oltre il mio giaciglio, purifica la
mia essenza, donagli gioia
fa suonare le campane, oh pagano, riporta qui il mio Pastore, fallo
cantare
fammi salvare dal buio che invade la mia prigionia!”
Niente Arte, né Poesia, non esiste la Musica, o meglio non c’è
stata la rivoluzione musicale del Novecento, si è passato direttamente
dagli strumenti dell’Ottocento a quelli elettronici, niente chitarre elettriche,
né basso, organo hammond, sax!
Niente di niente, preso dallo sgomento mi attacco alla bottiglia, e
solo dopo una lunga sorsata capisco che questo whisky ha un sapore osceno,
eppure è il più caro. Faccio una breve ricerca, intuisco
che l’alcool è bevuto solo dalle classi più modeste e nessun
membro del Partito con tessera superiore al quinto livello né fa
uso.
Tutti preferiscono la “Over Sinth Baby Blue”, la solita droga sintetica
che brucia le cellule cerebrali e aiuta a compiere il Volo Pindarico verso
la libertà e la fantasia, non controllata dal Grande Leader. Più
tempo passa più odio questo mondo. L’unica soluzione è fare
il guastatore, creare qualche virus in grado di sconvolgere questo sistema
perfetto – imperfetto, umano troppo umano.
Faccio nuove ricerche, digito Musica Rock, compaiono molti files, ne
scarico qualcuno, è uno strano miscuglio di Dub, Elettronica ed
Heavy Metal sinfonico privo di chitarre con gli archi suonati come fossero
seghe circolari e piallatrici, assolutamente priva di pathos.
Preso dallo sconforto, inizio alcune ricerche, digito Pink Floyd, ma
l’unica voce parla di una droga sinth in voga negli anni 70. Digito Elvis
Presley e apprendo con orrore che trattasi del Governatore del Tennessee,
durante gli anni cinquanta e sessanta.Un gran riformista che fu assassinato
nel 1977…
Qualcosa almeno coincide!
Digito Beatles, ma trattasi di “movimento pacifista dei primi sessanta,
il cui leader, tale Adam Lennon sarà rinchiuso in un manicomio criminale
per aver diffuso in ambienti universitari strampalate teorie sul libero
amore e l’uso di sostanze allucinogene naturali”.
Sono preso dal terrore, immobilizzato, non ho il cuore né la
volontà per digitare il nome successivo, tracanno un’altra lunga
sorsata di questo terribile whisky…
Poi lentamente, con la mia tastiera virtuale modello Nalyd 91 41, digito
il nome che tanto timore scatena nei miei sentimenti…
Alla voce: Bob Dylan non trovo nessun risultato, provo con Robert Allen
Zimmerman, nulla…
Cerco allora musica folk, ma non esiste neppure, semplicemente folk:
appare una lunga lista di leggende popolari e niente più…
Una spia di colore rosso lampeggia alla destra dello schermo, clicco
sopra e scorrono le immagini.
Imposto anche il sistema Audio 9.3 Dolby Tambourine Man e apprendo la
notizia: arrestato il cantastorie Abele Furino, pacifista e alcolizzato
poeta, nato nel 1957 nella Repubblica Centro Meridionale Euroasiale, autore
di canzoni epocali come “Sfumo nel Vento”, “La Pietra Cigolante” “Lungo
i fringuelli di guardia” e “ ’A cantina di Margherita”
Da anni Abele tentava di denunciare i soprusi del Grande Leader, era
sempre sfuggito ai blitz della Polizia Psycho Anal(itica), ma oggi grazie
all’intervento del Commissario Gattoncelli, le forze dell’ordine sono riuscite
ad acciuffare “il Folle Sobillatore della Canzone”.
Le dichiarazioni di Gattoncelli: -
“E’ un risultato di tutto rispetto per la Psycho Pol, erano anni che
tentavamo di catturare l’astuto Furino, ci sono voluti mesi e mesi di duro
lavoro, per fortuna grazie all’aiuto delle nostre Elettro Spie Segrete,
sintonizzate nell’apparato auricolare di molti suoi seguaci, abbiamo ricevuto
il segnale e siamo prontamente intervenuti”.
Furino si è dichiarato innocente e ha intonato dopo l’arresto un canto a cappella: -
“Quante volte può un uomo osservare in alto prima di veder il
cielo?
C’è blasfemia nell’aria, la mia voce non si spegnerà!
E' l'ultima ora dell'ultimo giorno dell'ultimo anno felice
Sento che il mondo sconosciuto è vicino, l'orgoglio svanirà
e la gloria marcirà
ma la virtù sopravvive e non può essere dimenticata
Le campane della sera hanno rintoccato, c'è blasfemia su ogni
lingua!
Dicano che ho camminato nella bella luce della natura e che fui leale
alla verità ed al bene
Minacce acuminate ingannano con disdegno, commenti suicidi sono strappati
dal microfono d'oro dello stolto, il vuoto corno suona parole sprecate
che avvertono
che non è impegnato a nascere E' impegnato a mooooriiiiiiiirrreee,
yheaaaaaa!!!”
Sono scosso dalla notizia, non conosco questo Abele Furino, però sento di pensarla un pò come lui, scarico subito tutti i files dal computer, mi arriva un avviso che dice ”il materiale qui riprodotto è considerato altamente sovversivo, chiunque venga in possesso di tale file è pregato di rivolgersi al più vicino distretto di Polizia Psycho Anal(itica): un brivido corre lungo la mia schiena, sto per infrangere la legge e la cosa mi procura una certa eccitazione di tipo quasi sessuale, parte la prima traccia dal titolo “Gli struggimenti dell’ Operaio”
“C'è la nebbia della sera che cala sulla città mentre
la luce stellare si riverbera sullo specchio del fiume.
Il potere d'acquisto del proletariato è andato a fondo / Il
denaro sta diventando sempre più debole ed inconsistente. I luoghi
che amavo sono ormai un dolce ricordo
E' nuovo il sentiero che abbiamo percorso.
Dicono che i salari bassi sono una realtà se vogliamo competere
con l'estero.
Le mie armi crudeli sono sulla mensola. Vieni a sederti sulle mie ginocchia:
mi sei più cara di me stesso e da te lo puoi capire.
Mentre sento le rotaie d'acciaio vibrare ho gli occhi chiusi, serrati
e me ne sto qui, seduto, cercando di impedire che la fame mi s’insinui
nelle budella…”
E’ la cosa più bella capitata finora; non posso smettere di piangere, un pianto isterico e pungente: mi fa notare come non c’è Giustizia in questo Sistema (Im)Perfetto…
Faccio qualche ricerca sulla biografia di Furino, se ne occupa solo la stampa sovversiva, che lo considera un Mito Vivente…
“Poeta, musicista, scrittore, pittore con le parole, uomo di grande cultura, non solo musicale, ci offre un sicuro riparo dalla tempesta di cose insipide, inutili e brutte che dobbiamo sorbirci tutti i giorni in un mondo che sembra aver perso il senso estetico, critico e morale.” (Roberto Delano)
Faccio un punto su questa mia situazione:
Niente musica rock, niente poesia, nessun amore!
Nessuno sa dell’esistenza di Bob Dylan, anzi della non- esistenza di
Dylan!
E’ un mondo in cui non vale la pena vivere!
Mentre sto meditando su come farla finita, mi sveglio bruscamente da quest’incubo e come in preda ad un raptus accendo lo stereo e mi lascio tramortire dall’energia di queste parole:
“Once upon a time you dressed so fine You threw the bums a dime in your
prime, didn't you?
People'd call, say, "Beware doll, you're bound to fall"
You thought they were all kiddin' you You used to laugh about
Everybody that was hangin' out Now you don't talk so loud...”
Subito dopo accendo il mio computer obsoleto, mi connetto ad Internet
e vado su Maggie’s, lo splendido sito su Bob Dylan curato ed ideato da
Michele Murino, strano, questo nome mi ricorda qualcosa, ma cosa?
“Venite intorno gente, dovunque voi vagate ed ammettete che le acque
attorno a voi stanno crescendo ed accettate che presto sarete inzuppati
fino all'osso. E se il tempo per voi rappresenta qualcosa fareste meglio
ad incominciare a nuotare o affonderete come pietre perché
I tempi stanno cambiando.
Venite scrittori e critici che profetizzate con le vostre penne e tenete
gli occhi ben aperti
l'occasione non tornerà e non parlate troppo presto perché
la ruota sta ancora girando
e non c'è nessuno che può dire chi sarà scelto.
Perché il perdente adesso sarà il vincente di domani
perché i tempi stanno cambiando”
Fine
Dedicato a Bob Dylan e a Michele Murino, continuate così, ragazzi!
Un ringraziamento speciale va anche al sommo Fabrizio De André
Nota: (*) Jeff Bridges in Masked and Anonymous
Canzoni e situazioni estrapolate dal vasto repertorio di Bob Dylan
Love minus zero - Like a rolling stone – Workingman’s blues # 2
Percy’s song – It’s all right ma (i’m only bleeding) - Ring them bells
Positively 4th Street - ‘Cross the green mountain - Blowin’ in the wind
Mr. Tambourine Man – Maggie’s Farm - All along the watchtower
Hurricane - Bob Dylan’s dream - It’s all over now baby blue
The times they are a changing – A hard rain’s gonna fall