Bob Dylan alla Notte degli Oscar

La  performance  di  "Things  have  changed",  l' assegnazione
del  Premio  Oscar  ed  il  discorso  di  accettazione  di  Bob.


Dopo un trailer del film "Traffic", sul palco dello Shrine Auditorium di Los Angeles, dominato dalla imponente figura di una statua bianca rappresentante l'Oscar, viene annunciata la performance di Dylan che chiude la serie delle canzoni candidate all'Oscar : "L'ultima canzone candidata di stasera è tratta dal film "Wonder Boys". E' la storia di uno scrittore che ottiene il successo artistico giovanissimo e dei suoi tentativi di continuare a conservare quel successo. L'autore della canzone tratta dal film, Bob Dylan, si è ispirato a questa storia per scrivere "Things have changed". In un certo senso la canzone rispecchia la carriera di Bob Dylan stesso che dopo 43 album e 500 canzoni calca ancora le scene cantando ed ispirando le platee di tutto il mondo. Questa sera in diretta via satellite dall'Australia dove si trova in tourneè Bob Dylan esegue la canzone candidata all'oscar Things have changed". Applausi scroscianti e nello schermo dietro il palco viene inquadrato Bob dall'Australia che sta evidentemente aspettando il via per dare il segnale alla sua band.
Dylan in versione inedita con baffetti sgrana gli occhi con aria buffa si guarda intorno incrociando con lo sguardo probabilmente i membri della band, poi, inquadrato in primissimo piano, attacca la canzone mentre in sovraimpressione appare la scritta: Via satellite - Sidney , Australia e pochi secondi dopo il logo del film Wonder Boys e sotto il titolo "Things have changed".
E' vestito di nero con una camicia bianca, cravatta nera che mi sembra annodata con un fiocco, una chitarra gialla a tracolla con la cinghia marrone con dei fregi molto belli old style.
Gli occhi azzurri di Bob lampeggiano ogni tanto quando alza lo sguardo verso la telecamera.
Ha i capelli folti e rossicci, sottili baffetti rossicci alla Errol Flynn, le tempie brizzolate. Tony è alla sua sinistra e veste in grigio con camicia nera ed ha un basso color rosso fuoco.
Larry Campbell ha un vestito grigio che sembra quasi ricoperto di paillettes ed indossa una camicia nera. Dave Kemper che per tutta la canzone è quasi sempre nascosto dietro la batteria ha in testa un basco nero e porta degli occhiali semiscuri. Charlie Sexton, vestito di grigio e nero, all'estrema destra guardando il palco non viene praticamente mai inquadrato se non di sfuggita.
Bob complessivamente ha un look direi  "d'epoca", sembra quasi un cantante degli anni trenta. Inizia la canzone. Dopo il primo piano di Bob l'inquadratura si allarga e vediamo alla sua destra Larry Campbell alla chitarra ed alla sua sinistra Tony Garnier al basso.  Bob canta benissimo con voce potente e profonda e con gli occhi sembra quasi recitare i versi. Ottima la regìa con il viso di Bob che al termine della prima strofa improvvisamente sfuma  andando fuori fuoco (un effetto voluto naturalmente) poi il primissimo piano stringe incredibilmente sul viso, oserei dire sulla bocca, di Bob che continua a "recitare" i versi.
Ad un certo punto con gli occhi Bob, sgranandoli e ruotandoli, fa strani segni verso la telecamera strizzando l'occhio sinistro un pò come faceva nel videoclip di Jokerman quando era abbagliato dalla luce dei riflettori.
Ogni tanto ci sono degli stacchi e la regia inquadra il pubblico dove alcuni si muovono al ritmo della canzone. Un signore in occhiali neri mangia fragole (chi mi sa dire chi era?...). Michael Douglas in frac e papillon nero di tanto in tanto viene inquadrato.
La versione di stasera è simile alle ultime versioni live, più lenta, soprattuto nel ritornello, della versione su disco.  Bob salta una strofa, quella che inizia con
"This place ain't doin' me any good/ I'm in the wrong town, I should've been in Hollywood" ed inoltre cambia alcune parole ed in particolare ho notato l'attacco in cui dice "I'm a worried man with a worried mind" invece di "A worried man with a worried mind" e poi invece di "nothing behind" dice "no one behind".
Bob continua a cantare in maniera perfetta poi inquadrano Michael Douglas che al ritmo della canzone muove la testa sorridendo.  Credo inquadrino anche Curtis Hanson ad un certo punto (o almeno credo fosse lui). Poi finalmente Dave Kemper viene inquadrato. La canzone termina con Bob che continua a guardare con aria buffa, poi Douglas di nuovo in platea che applaude scrosciante mentre Bob continua ad ammiccare nella sua inimitabile maniera (un pò alla Stanlio).
Terminato il brano, sul palco di Los Angeles si prosegue l'annuncio:"Bene, abbiamo ascoltato cinque splendide esecuzioni delle canzoni candidate. Per rinfrescarvi la memoria ecco qui i titoli e gli autori delle canzoni che si contendono l'Oscar quest'anno..."
Dopo aver riepilogato tutti i dati di ogni singola canzone di cui nel frattempo scorrono dei brevi trailers sullo sfondo c'è l'annuncio: "...and the oscar goes to... pausa... Bob Dylan per Things have changed dal film "Wonder boys". Applausi scroscianti del pubblico che sembra gradire particolarmente la scelta.
Viene inquadrato Sting seduto in platea che applaude convinto verso Bob, sorridendo.
Bob viene inquadrato mentre viene annunciato il vincitore così come tutti gli altri candidati, ognuno in un piccolo schermo. Quando viene fatto il suo nome, il piccolo schermo in cui Bob attendeva il verdetto si allarga e viene inquadrato a tutto schermo e gli altri mini schermi con gli altri candidati scompaiono. Bob sembra quasi avere un attimo di commozione quando sente il proprio nome e si coglie quasi una smorfia di accenno di pianto ma solo per un miliardesimo di secondo. Poi Bob sorride (oddio non esageriamo, trattandosi di Bob diciamo che fa una specie di ghigno di contentezza) mentre in sottofondo si sente un  roboante e pomposo arrangiamento per orchestra del ritornello di Things have changed a mò di inno di vittoria. Tra gli applausi prolungati del pubblico Bob alza il manico della chitarra verso l'alto alla sua sinistra e si passa la lingua sulle labbra mentre anche la band, fattasi intorno a lui, lo applaude calorosamente ed in particolare Tony Garnier sorride divertito. Viene inquadrato per un attimo Michael Douglas che sorride a piena dentatura.
Dylan che sembra al solito un po' impacciato si avvicina al microfono e pronuncia il suo discorso di accettazione:

"Oh, buon Dio, è fantastico. Devo ringraziare Curtis Hanson per avermi
incoraggiato a fare questa canzone e tutti quanti alla Paramount,
Sherry Lansing e Jonathan Dolgen. Ma soprattutto Curtis, che ha davvero
insistito, dicendomi che la canzone era perfetta ed incoraggiandomi
tantissimo a realizzarla ed io sono felice di averlo fatto.
Voglio ringraziare tutti quelli della Columbia Records, la mia etichetta
discografica, che mi hanno supportato in tutti questi anni, Tommy
Mottola, Donnie Ienner, Larry Jenkins, Will Botwin, John Ingrassia,
tutti quanti. Voglio salutare tutti i miei familiari ed amici che mi
stanno guardando in questo momento. E voglio dire grazie ai
membri della Academy i quali sono stati abbastanza coraggiosi da darmi
questo premio per questa canzone, una canzone che come risulta evidente,
non esita nè chiude gli occhi di fronte alla natura umana.
E Dio vi benedica tutti con pace, tranquillità e buona volontà.
Grazie."

Poi, mentre si chiude il collegamento con l'Australia, arriva Steve Martin, il presentatore di questa edizione degli Oscar, che scende dal palco di corsa e porta un pò di salsina  al tizio che mangiava fragole per fargli intingere altro cibo. Poi Martin dice : "E' stato bellissimo vedere Bob Dylan dall'Australia... 18 ore di fuso orario che per Dylan è una cosa normale!!!" tra le risate finali del pubblico.



 
 
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