NOVE
1) Limiti (Affari D'Amore)
2) Blouson Noir
3) Io Che C'Entro
4) Il Tamburino (Little Drummer Boy)
5) Geraldine
6) Gangsters
7) Chitarra Bar
8) Minu' Minu'
9) Lucetta Fra Le Stelle
I musicisti:
Batteria: Mauro Gherardi
Basso: Roberto Costa
Chitarre: Paolo Gianolio
Tastiere: Luca Orioli
Synclaver e Prophet: Aldo Banfi
Pianoforte: Celso Valli
Percussioni, sax tenore e contralto: Rudy Trevisi
Cori: Lella Esposito, Silvia Pozzoli, Marco Ferradini, G.Franco Fasano
Voce e chitarra: Ivan Graziani
Registrato e mixato da Roberto Costa negli studi Fonoprint di Bologna
Testi e musica Ivan Graziani
ad eccezione de "Il tamburino" di M.Panzeri/E.Carrera/H.Simeone/H.Honorati/K.Davis
Produzione e arrangiamenti Celso Valli ad eccezione de "Il tamburino"
Ed. Universale / Officine Pan Idler Ed. Mus.
Numero Uno - 1984 - BMG Ricordi S.p.A.
Le Canzoni:
Limiti (affari d'amore)
Un brano molto orecchiabile e di facile presa apre l'album di Ivan
Graziani del 1984, un LP che mantiene uno standard qualitativo più
che buono pur non raggiungendo il livello dei capolavori degli anni '70.
Il tema dell'omosessualità fa capolino nei versi. Attilio è
un uomo che sembra aver chiuso la porta all'amore ma i suoi limiti sono
che "...ha troppi battiti quel tuo stupido cuore sempre a caccia d’amore..."
Non ci si può difendere da una cosa normale come quella di amare
perciò non può essere così in eterno e allora... "corri
da lei o da lui se preferisci, ma fallo, Attilio...".
Blouson noir
Una musica vagamente retrò ed un'atmosfera francese per un brano
del filone "nostalgico" in cui il protagonista ricorda un amore passato
con un testo dalle immagini delicate e talvolta caratterizzato da reminiscenze
battistiane ("Le biciclette bianche addormentate all’ombra e poi noi due
specchiati sulla sponda..." è un palese omaggio di Ivan al celebre
verso "Le biciclette abbandonate sopra il prato e poi noi due distesi all'ombra..."
da "La canzone del sole", uno dei brani più belli dell'amico Lucio).
Ma che faccina avevi in quel caffè pallida e dolce mentre guardavi
me... parlavi piano piano per ascoltarlo... Lo vedi... è lui con
quel maglione nero... è lui soltanto che canta ed è sincero...
La sua chitarra conduce un gioco strano... mi sta uccidendo dolcemente
piano, piano... Oh! Blouson Noir, ancora felici ce soir... Oh! Blouson
Noir, un vecchio amore tornerà...
Io che c'entro
Un allegro rock 'n' roll con un testo divertito, forse una citazione
della beatlesiana "She came in through the bathroom window". "Lei entrò
dalla finestra del bagno", diceva il brano di Lennon e McCartney e dalla
finestra del bagno il protagonista di Io che c'entro si vede piombare in
casa una bella ragazza in fuga. Il malcapitato si era messo "comodo" in
gabinetto con il suo giornale "a meditare" quando la ragazza, una gamba
dentro ed una fuori, appare sul davanzale della finestra chiedendo asilo:
"Il mio ragazzo non lo sai ma è proprio pazzo... di mestiere fa
il prestigiatore e con me una magia vuol tentare... con una sega in due
mi vuol tagliare ma io non mi infilo in quella cassa mio Dio, mio Dio,
lui sbaglierebbe apposta..."
L'uomo crede che sia un miraggio... se chiudo gli occhi sparirà,
pensa, e invece lei è ancora lì...
"E poi dalla mia vita come sei entrata così ne sei uscita, con
un salto plateale sei scesa giù dal davanzale, tu, miraggio ormai
lontano ed io qui con il mio giornale in mano come un fesso a meditare
guardando giù dal davanzale..."
Una delle migliori canzoni di Ivan del suo ricco filone "umoristico-surreale",
caratterizzato da storie assurdamente originali, uniche nel panorama musicale
italiano.
Il tamburo (Little drummer boy)
Uno dei pochi brani non autografi della produzione di Ivan. Un testo
affascinante e misterioso con il ritratto di un piccolo Tamburino che suona
- ram pam pam pam - e il suo rullare fa paura, ma scaccia i mostri dalla
notte scura.
Nessuno sa da dove viene, né dove va il misterioso Tamburino
che suona nella piazza della città ma i suoi occhi da bambino sanno
leggere il destino dell’uomo che lo chiederà...
Geraldine
Brano dedicato ad una ragazza che sogna il successo sul palcoscenico,
ha un testo molto bello e una musica delicata e sognante che ben ricrea
l'atmosfera delle liriche.
"Geraldine come mai sei ancora così? C’è tua madre che
chiama rispondi di sì... Oh! Geraldine non riesci ad alzarti perché,
c’è ancora un sogno accanto a te... Ma che sogno, stanotte il teatro
era immenso il profumo dei fiori era dolce ed intenso... Geraldine eri
lì e aspettavano te... la prima donna, l’unica donna... l’unica
vera artista al mondo, te..."
Gangsters
Brano alquanto debole, anche musicalmente poco convincente e con un
arrangiamento poco adeguato. Solo qua e là il testo ha qualche sprazzo
di originalità: "Gangsters... magari sono stati anche bambini...
ma rubavano agli altri i palloncini e non li liberavano nel cielo ma li
facevano scoppiare con un chiodo nero..."
Chitarra bar
Scene di varia umanità sullo sfondo di un locale dal sintomatico
nome di "Chitarra Bar" dove c'è gente che sa far miracoli, innamorati
con gli occhi dentro agli occhi, vecchi maestri imbroglioni, signore
in cerca di avventura... Dove Frida canta come un usignolo... e dove anche
i banditi cantano intonati.
Il protagonista guarda passare questa umanità sotto i suoi occhi
ma lui non può seguirla perchè: "Io resto qui a suonare al
Chitarra Bar..." dove "Un altro sogno se ne va, ma un altro ancora arriverà
e si fermerà..."
Musicalmente risente alquanto delle sonorità tipiche dell'amico
Ron...
Minù Minù
Un'allegra melodia in stile sixties con tanto di coretti per un brano
leggerino, il ritratto di una bella ragazza bruna con gli occhi da zingara.
Lucetta fra le stelle
Una delicata melodia vagamente napoletana per un altro ritratto femminile.
Ivan disse al riguardo: "E una canzone che ho scritto perché questa
ragazza mi ha raccontato che faceva la ragioniera e si rompeva le palle
in ufficio... A fare tutti quei conti, quelle cazzate coi numeri, quelle
storie lì..."
Lavorare, sempre lavorare Lucetta ma perché? Io non voglio che
tu sia come me che ho sprecato solo a dare la mia vita senza avere e adesso
zitta non parlare vai a dormire... Lucetta alla finestra, guardi lontano
verso Ischia... Il golfo sembra un orecchino d’oro di perle e di smeraldi
incastonato...".
Forse nel titolo una reminiscenza voluta o involontaria di "Lucy in
the sky with diamonds" degli amati Beatles (nel testo i diamanti diventano
smeraldi).
Michele Murino
