BOB DYLAN

L'INTERVISTA DI NILS CHIOLER
11 LUGLIO 1978


Aeroporto Landvetter, Goteborg, Svezia. Mandata in onda dalla televisione svedese lo stesso giorno.

Nils: Bob Dylan, il simbolo degli anni sessanta...

Bob Dylan (seccato e di fretta): Per chi?

Nils. Per i giovani degli anni sessanta.

B.D. (sempre più scortese): Chi lo ha detto? Io non l'ho mai detto.

Nils: Non sei stato tu?
Credi che ci sia una differenza tra il te stesso degli anni sessanta ed il Bob Dylan di oggi?

B.D.: Non sono in grado di dirtelo. C'è differenza tra il te stesso di oggi e quello degli anni sessanta?

Nils: Oh, penso di sì, certo. Non credi che la tua musica si sia evoluta, rispetto agli anni sessanta.

B.D.: Può essere.

Nils. Quando sei in giro in tour, credi che quelli che vengono a vederti siano un pubblico diverso da quello che ti seguiva negli anni sessanta?

B.D.: No. E' lo stesso. Fondamentalmente lo stesso.

Nils: Credi di non essere capace di raggiungere la nuova generazione più giovane...?

B.D.: Non saprei.

Nils: Pensi che ci sia una differenza tra te e le canzoni che scrivi?

B.D.: Non credo.


BOB DYLAN

L'INTERVISTA DI METTE FUGL
11 LUGLIO 1978


Aeroporto Landvetter, Goteborg, Svezia. Mandata in onda parzialmente dalla televisione danese il 12 luglio 1978

Domanda: Okay, una volta hai scritto canzoni che parlavano dei tuoi sogni. Hai scritto "Bob Dylan's Dream," "Bob Dylan's 115th Dream"... Attualmente cosa stai facendo?

Bob Dylan: La stessa cosa.

D: Quale sarebbe la tua versione del 1978 di una canzone visionaria?

B.D.: Tutte quelle che scrivo.

D: Okay. Quasi qualsiasi cosa che tu abbia mai fatto è stata bollata come "puro genio". Nel tuo grande successo c'è posto per l'autocritica nei confronti dello sviluppo artistico?

B.D.: Mmmm, sicuro.

D: Quando qualcuno dice che si tratta di puro genio si tratta di puro genio?

B.D.: Non credo che qualcuno lo dica.

D: Hai dichiarato in varie interviste che le tue canzoni non hanno contenuti politici nè un valore sociale. Però ancora oggi tu attiri l'attenzione di una delle più grandi folle nella storia della musica popolare. Non significa forse che le tue canzoni hanno un'importanza sociale?

B.D.: In che senso?

D: Sono solo i tuoi ammiratori, il tuo pubblico, che trovano un interesse nel contenuto delle tue canzoni o sei proprio tu che metti dei contenuti?

B.D.: Può essere.

D:. Ma non vuoi discutere di questa cosa?

B.D.: Beh, no. Non sai mai quello che succede nelle menti degli uomini.

D. No e tu non vuoi. Però hai scritto canzoni su Hurricane Carter e Joey Gallo e hai dedicato il tuo ultimo album ad Emmett Grogan. Questi tre uomini hanno una cosa in comune. Sono una sorta di fuorilegge. Hai la sindrome del fuorilegge?

B.D.: No, per niente.

D: Per niente. Come mai hai dedicato le tue canzoni a sbandati dagli occhi tristi ed a rudi cavalieri?

B.D.: Beh, semplicemente è successo che fossero in prima linea nella mia immaginazione.


traduzione di Michele Murino
 



E' UNA PRODUZIONE
TIGHT CONNECTION