Parigi, Francia - Palais Omnisports de Paris - 23 Aprile 2007

Ingresso trionfale di Bob a Parigi, imperatore del suono, Napoleone senza stracci della grande musica Americana di cui è ambasciatore nel mondo. Stasera è di scena al Palais Omnisports de Paris dove troviamo Melanie Longden che ci dice che questa tappa per lei era non programmata ma dopo le eccellenti prove di Londra e Birmingham non ha resistito ad aggiungere un'altra tappa al suo personale Dylan tour. "Mi chiedevo come sarebbe stata l'atmosfera nel vedere Bob all'estero (l'avevo visto sempre e solo nel Regno Unito...) Beh, diciamo che tutto era piatto! Non c'era affatto un'atmosfera quando siamo arrivati, tutto era tranquillo e la gente (poca) già presente era nonchalant al limite della noia. Ci siamo seduti un po' sorpresi perchè avevamo saputo che il concerto era tutto esaurito ma alle 8.30 circa un quarto se non di più dei posti a sedere erano vuoti! Ma appena si è sentita la usuale "fanfara" tutti sono andati ai loro posti tra gli applausi e le urla e così è stata scongiurata l'ipotesi di un
concerto col sedativo (la folla è stata molto partecipativa)..."
Bob apre anche stasera con Cat's In The Well... "Anche se un sacco di gente la critica - ci dice Melanie - devo dire che non sono d'accordo. Dà inizio al set con la giusta dose di energia..."
Stasera Bob suona la chitarra per i primi cinque pezzi ed è sembrato perfettamente a proprio agio e molto animato. "La vera sorpresa - dice Melanie - è stata Under The Red Sky... mi dà l'impressione che stia rivisitando il suo catalogo passato e niente è off limits... E' sorprendente constatare come risulti fresca questa canzone..."
Che mi dici della voce Mel? "Mi è sembrata meno chiara che la settimana scorsa... In compenso il mix era migliore soprattutto nella seconda parte, dopo una inaspettata interruzione dopo soli otto brani... Tutti gli strumenti si potevano sentire chiaramente e da dove eravamo seduti noi il suono era buono per una tale arena così cavernosa..."
Molti fanno notare che questo tour è all'insegna della varietà delle canzoni (e qui mi chiedo se sto leggendo altre setlist... sono praticamente sempre le stesse canzoni da secoli... quando vedremo Changing of the guards, Abandoned love, Brownsville girl, North Country Blues, Slow train, Motorpshyco Nitemare e Sad eyed lady, allora potremo parlare di varietà).
Comunque Melanie è contenta di questa scaletta e dice che parla da sola, tanto che è dura trovare un vero e proprio highlight.
Che mi dici delle canzoni di Modern Times? "Sono quelle che definiscono il sound della band. Ascoltarle dal vivo le eleva ad un altro livello e soffia dentro di loro qualcosa che è davvero speciale..."
Mel fa notare che l'uso dell'organo aggiunge enfasi alle canzoni.
Anche stasera assistiamo ad una superba resa di Nettie Moore e ad una spezzacuori When The Deal Goes Down. "Qui, dice Mel, la parte melodica di chitarra è stata suonata superbamente!"
Ti tocca un'ultima menzione... "Allora dico Like a Rolling Stone che è stata davvero bella, piena di passione, energia e precisione con un Bob al top della forma che ha offerto un'altra notte da ricordare...
Credo che anche i più duri tra i critici debbano ricredersi dopo un concerto così... Se avete la possibilità di vedere Dylan in Europa non perdete l'occasione."
John Gallienne ci racconta invece che seguiva molto Dylan negli anni sessanta. In seguito se n'era un po' allontanato e negli anni '80 e '90 non lo aveva ascoltato molto. Lo ha riscoperto comprando il superbo - parole sue - dvd di Unplugged. "Questa è stata la prima volta che l'ho visto dal vivo ed è stato un piacere per me. Mi sono fatto trecento chilometri dalla mia casa di Angers e devo dire che ogni minuto del concerto ed ogni penny speso ne è valsa la pena!"
Per John ci sono stati così tanti punti ottimi da rendere difficile menzionarli tutti. "E' stato grande vedere un sacco di giovani al concerto. Non esiste gap generazionale per Dylan. Per quanto riguarda il concerto dirò che la band è stata eccellente con alcuni grandi assoli di chitarra e di pedal steel. L'armonica di Bob è stata grande da ascoltare. La sua voce era in gran forma, chiara come una campana. Ci sono state ben sei canzoni da Modern Times e sono state tutte eseguite superbamente. L'highlight assoluto è stata When the Deal Goes Down che per me valeva da sola il viaggio fino a Parigi. Mi è piaciuta molto anche la nuova versione di Like a Rolling Stone, ed anche All Along the Watchtower, veramente sontuose".
Tra i soli difetti riscontrati John dice che, dal momento che Bob e la band erano molto lontani dalla gente, avrebbero potuto installare dei maxi schermi sui quali seguire le immagini in primo piano di tanto in tanto. Inoltre - dice - il suono era un po' troppo forte specialmente nei numeri più rock.
Infine John si dice sorpreso, e con lui moltissimi, della pausa di venti minuti tra i due set che ha spezzato la continuità del concerto. John imputa il fatto al gran caldo di Parigi per cui - dice - probabilmente avevano bisogno di farsi un drink!
Sarà scontato ma John conclude chiedendosi: cosa possiamo dire di Bob a 65 anni? Che è ormai "over the hill"? In alcun modo, si risponde. Ci ha dato "a whopping good time"!
Sentiamo ora Jacques Graf che ci dice che il Palais Omnisport de Bercy è senza dubbio il peggior posto per un concerto di Dylan che invece di solito si esibiva allo Zenith. "L'ultima volta che si è esibito qui in Bercy è stato nel tour del 1987 con Tom Petty..."
Bob si è presentato sul palco con la sua stratocaster - racconta - vestito di nero e con un cappello bianco. La partenza è stata una convincente Cat's in the well... come se Bob avesse detto: "OK siamo qui per scuotere il posto e allora prendo la mia chitarra e suono" (se lo si può chiamare "suonare"... più che altro sono punteggiature alla voce, strani accordi e piccole frasi musicali... che ho apprezzato...).
Jacques dice che secondo lui la maggior parte del pubblico non ha visto niente perchè il luogo non è affatto appropriato per un concerto... "It ain't me babe è stata "regolare" e Tom Thumb davvero buona. It's allright ma grande, la prima perla della sera per me... Modern Times è stato ben servito con The leeve's gonna break, Rollin' and tumblin', When the deal goes down, Spirit on the water, Thunder on the mountain ed una bellissima Nettie Moore. Questo album è una delizia da ascoltare dal vivo e
naturalmente Nettie Moore è assolutamente da ascoltare. Devo dire che non mi aspettavo Hattie Carroll e Things Have Changed, ma sono state le benvenute!"
Una nota di colore: Jacques ci dice che di fianco aveva due ragazze isteriche che continuavano a gridare verso Dylan: "Boooob! Guardami!" tanto che ha dovuto calmarle (ma assicura che non tutte le ragazze francesi erano così).
Il concerto si chiude con la solita sequenza di Summer Days, Like a rolling stone, Thunder on the mountain e All Along The Watchtower...
Tra le tante frasi positive per questo concerto ne cogliamo una negativa. Ecco infatti Richard Lager: "E' stato un concerto pessimo. Anche se è stato grande vedere Bob con una chitarra a tracolla per le prime cinque canzoni non è possibile ignorare il fatto che la band è eccezionalmente incompetente. Me ne sono andato via deluso e frustrato, rimpiangendo che Bob non ha dimostrato quello di cui è ancora capace se vuole ed ha fatto invece roba che tutti sono in grado di fare... Speravo in una voce migliore, più concentrata e meno di maniera. Persino Hattie Carroll e Nettie Moore sono state una delusione e Under The Red Sky (una piacevole sorpresa) si è rivelata altrettanto vuota di Things Have Changed. Persino il cappello di Dylan sembrava traballante... Oh Bob, che ti è successo?"
E ancora: Christopher McGreal si lamenta molto dell'acustica del posto e dice che fin da Cat's in the well è sembrato chiaro che c'erano alterazioni del volume in entrambe le direzioni il che indicava che il "set up" non era stato "set up". Just Like Tom Thumbs Blues l'ho riconosciuta - dice - solo alla seconda strofa a causa del terribile sound. Chris parla anche di atroci assoli di chitarra da parte di Denny Freeman su questa canzone. "Denny non merita di comparire su una lista di chitarristi che comprende gente come Freddy Koella, Robbie Robertson e Mike Bloomfield... In ogni canzone sentivo un assolo che sembrava di uno che sta imparando a suonare la chitarra... Devo dire comunque che anche alcuni arrangiamenti non mi piacciono. Quello di Tom Thumb ad esempio. Quello di Like a Rolling Stone, davvero scadente, quasi peggio di quello dell'Isola di Wight... A questo punto mi sa che Bob farebbe meglio ad eseguire solo l'ultimo album interamente perchè è lì che la band funziona al meglio... Quando le canzoni di Bob Dylan vengono invece buttate lì con indifferenza ti viene da chiederti se il Never Ending Tour stia diventando l'Elvis in Vegas tour..."
Sentite questa chiusura finale di Chris: "Tornando in albergo ho detto a mia moglie che è come se Reubens irrompesse nel Louvre per ritoccare i suoi dipinti. Bob per piacere lascia stare quel lead guitarist senza speranza, stai lontano dai classici e prenditi una pausa!".
Per Mike Cunningham lo show di Parigi è stato invece fantastico dall'inizio alla fine... "Sono stato particolarmente impressionato dalle nuove canzoni di Modern Times. Thunder On The Mountain è stato ad esempio un brano che ha dato davvero una bella scossa e Nettie Moore è stata incredibile... Con le nuove date che sono state aggiunte in Canada per Luglio mi sa che è il momento per me di fare un salto di continenti ancora una volta... Merci beaucoup Monsieur Dylan and band..."
Michele Murino


La setlist:

01.  Cat's In The Well
02.  It Ain't Me, Babe
03.  Just Like Tom Thumb's Blues
04.  It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
05.  Under The Red Sky
06.  The Levee's Gonna Break
07.  The Lonesome Death Of Hattie Carroll
08.  Rollin' And Tumblin'

Interruzione

09.  Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again
10.  When The Deal Goes Down
11.  Things Have Changed
12.  Spirit On The Water
13.  Highway 61 Revisited
14.  Nettie Moore
15.  Summer Days
16.  Like A Rolling Stone

Bis:

16.  Thunder On The Mountain
17.  All Along The Watchtower

La band:

Bob Dylan - chitarra, tastiere, armonica
Stu Kimball - chitarra
Denny Freeman - chitarra
Donnie Herron - violino, banjo, pedal steel, lap steel
Tony Garnier - basso
George Recile - batteria