….you ‘re the reason we ‘re trav’lin ’on!
E senza pensarci su due volte eccoci per strada con il
cuore pieno di entusiasmo per il mitico evento.
Delfino, Camaleonte, Albatros e Gazza o in altre parole
la squadra al completo di dylaniati friulgiuliani a bordo della mitica
FUST/vp.125 (Fiat-Uno-Super-Turbo velocità di punta 125 Km/h) sono
partiti in direzione Bolzano impazienti di inchinarsi alla corte del re
di Duluth, desiderosi di entrare nelle stive della sua indiavolata nave
o più semplicemente per Bob, solo per Bob Dylan, per la sua musica
e la sua voce.
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La partenza è prevista da Monfalcone ore 10.30
che ovviamente diventano le 11 grazie alla mia innata tendenza a ritardare
sempre e comunque.
La semi-incazzatura per ritardo di Diego è prevista
per le 11 che ovviamente diventano le 10.45 grazie all’innata tendenza
di Diego ad essere sempre in anticipo così da far sentire ancora
più in ritardo me.
Orari a parte alla fine ce l’abbiamo fatta e sfrecciamo
felici sull’autostrada del Brennero che non sarà la Highway 61 ma
per noi oggi è quasi la stessa cosa.
L’autoradio sputa fuori bootleg su bootleg di Bob, si
canta, si scherza, si discute e si immagina quel che potrà essere
anche se sappiamo che sarà molto più speciale di ogni pensiero.
Dopo circa 6 ore di strada finalmente a Bolzano, giusti
in tempo per perderci e per cercare invano il nostro hotel che troviamo
per caso circa un’oretta dopo inerpicandoci lungo una tortuosa stradina
di montagna….ultimi momenti di vita normale prima del delirio….
Chiamo Michele dopo aver vanamente tentato di capire
i suoi programmi via sms:
E: “Pronto ciao Michele! Sono Eleonora, dove siet….”
M: “Eleo, Eleo, da non crederci! Son nello stesso albergo
di Bob!!”
E: “Noooo, ma che culo, ehi Diego! Michele è nello
stesso albergo di Bob"
D (mentre cerca invano di capire dove sia il Palaonda)
“Noooo….ma che culo!!”
M: (ormai fuori di se)” Si ma l’ho visto, l’ho visto
seduto nella hall, a un metro e mezzo da me!!”
E: “COOOOSA!??! Ma è meraviglioso!!”
M: “Si, aveva il berretto e la parrucca bionda!”
E: “COOOOSA ! ??! Ma è orribile!!”
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Dopo questo scoop mozzafiato arriviamo al parcheggio del
Palaonda letteralmente fuori di testa dall’entusiasmo, io e Mayla ci mettiamo
a cantare Mr. Tambourine Man saltellando su giù per la rampa
d’ingresso al parcheggio, Diego e Nadia si fanno letteralmente inghiottire
dalla marea di baracchini che espongono sciarpe, maglie, magliette ed altri
mille gadgets con il faccione del nostro Bob e poi ecco la fila dei cancelli….czz…
lunghissima!
Siamo arrivati troppo tardi! In un attimo si frantumano
i sogni di gloria delle prime file sotto il palco e già ci immaginiamo
la faccina di Bob piccola piccola in lontananza fra una selva di nuche
e schiene di spettatori che più che altoatesini sembrano Vatussi...insomma…iniziamo
a prenderci un po’ male!
Ore 19.24 si aprono i cancelli…ready ?!?! …Go!!!
Chi si ferma è perduto!
Passiamo all’ingresso ignorando due poveri ragazzi che
tentano di offrirci delle caramelline in omaggio che sponsorizzano una
qualche azienda, ci lasciamo alle spalle dei feroci cani antidroga con
la faccia annoiata e due annoiati finanzieri con la faccia feroce e….eccoci!
Siamo dentro! Fatta!
La situazione è molto più rosea delle nostre
super pessimistiche previsioni, la gente c’è ma non è ancora
tantissima e quindi seguendo un po’ l’istinto e un po’ la fortuna ci ritroviamo
non so come e non so perché in terza fila, sulla destra proprio
di fronte alle tastiere di Bob!!!
Sotto lo sguardo misterioso ed intrigante del grande occhio
do un’occhiata alle prime file per vedere se riconosco qualche faccia nota
che potrebbe assomigliare ad una delle foto degli animali della fattoria…mmm,
nessuno di sospetto a parte un signore non molto alto con i capelli biondo
rossicci…ma forse mi sbaglio ( a proposito, c’era davvero qualcuno?!) conosciamo
un simpatico ragazzo con basco e giacca molto guhtriani che ci suona qualche
pezzo con l’armonica e un eccentrico fan tedesco (fresco fresco dal concerto
di Monaco) che ci chiede di appoggiargli oltre le transenne il suo cappello,
un cappello che più Rolling Thunder di così non ne ho mai
visti e ci sollecita ad essere particolarmente caldi stasera con Bob perchè
a Monaco il pubblico “….was terribly cold!”….mmm, penso fra me, caro il
mio tedeschino, non sarà un problema per quanto mi riguarda visto
che appena metterà piede sul palco penso impazzirò!
E così e stato infatti!
Poco dopo le nove le luci si abbassano e il Palaonda
esplode, una scarica elettrica mi corre giù per la schiena……”Ladies
and Gentlemen…”….entra la band in un meraviglioso completo bordeaux con
Larry più bello che mai che si piazza proprio davanti a me….e poi
eccolo, entra Lui…assolutamente fantastico! Mi giro e tento di incrociare
lo sguardo di Mayla, le sorrido è le urlo “E’ meraviglioso!!” …già
meraviglioso, meraviglioso ragazzo o forse distinto signore senza tempo
o ancora misterioso mago con i lustrini sul frac, non so, non lo
so davvero; sono di fronte a Bob Dylan e il resto, tutto il resto, è
assolutamente irrilevante.
La band attacca To be alone with you e ogni nota
si spande nell’aria già piena di un aroma speciale.
Attorno a me vedo signore coetanee di Bob che ballano
sui loro vent’anni con le lacrime agli occhi ma anche tanti ragazzi come
me che vent’anni li hanno davvero e che non possono fare a meno di cantare
a squarciagola con il “loro” Dylan che forse non sarà lo stesso
dei figli dei 60s ma in fondo non ha importanza.
Poi il momento che senza dubbio ricordo con più
nostalgia ed emozione…
…il piazzato bianco si abbassa pian piano lasciando spazio
alle luci blu e viola di taglio ed eccolo lì, dietro le tastiere,
mentre si volta noi dalla platea sussultiamo leggermente mentre vediamo
stagliarsi nella penombra i suoi riccioli, il suo inconfondibile naso sapientemente
disegnato dai fari su quell’enorme occhio di Iside… “It ain't no use to
sit and wonder why, babe; It don't matter, anyhow..” …no Bob, importa eccome,
ed è inevitabile chiederselo; chiedermi perché e come con
la tua magia e con le tue parole sei riuscito a farmi piangere davanti
ad una canzone…”Don’t think twice…” ma in fondo non ci tengo molto
a darmi una spiegazione…non pensiamoci troppo perché va davvero
incredibilmente tutto bene ora.
Al momento magico di Don’t think twice (che come si può
intuire è una fra le mie canzoni preferite) seguono altre gemme
con un Bob incredibilmente in forma e sorridente (grazie alla mia fortunatissima
posizione sono anche riuscita ad intravedere le mitiche fossette che mi
fanno assolutamente IMPAZZIRE!!!) come la bellissima Summer days o la toccante
Hattie Carroll per poi arrivare all’apoteosi finale quando tutti ci siamo
stretti in un unico coro, dalla platea alle tribune, dai ragazzi ai sessantenni…tutti
con Bob “How does it feeeeeeeeeeeeel!!!” canta il Palaonda “Like a rollin’
stone” risponde Bob…e allora continua a rotolare per sempre come stasera
Bob, sembrano dirgli i tanti occhi puntati verso di lui.
Il concerto si conclude con un’apocalittica All along
the watchtower molto elettrica e quasi hendrixiana…lo show è finito
gente, Bob si porta a centropalco per la prima volta in tutta la serata
“Grazie, grazie a tutti” dice sfregandosi nervosamente le mani e saltellando
imbarazzato da un piede all’altro (…già, in fondo sono appena quarant’anni
che suona davanti a migliaia di persone…è la timidezza del principiante!!)
“Grazie, grazie e buona notte” si volta prima a sinistra, al centro e poi
verso di noi e per un minuscolo ma indimenticabile attimo riesco ad incrociare
lo sguardo di quel uomo “che ha gli occhi di Dio ma è fragile come
una foglia d’inverno”….grazie a te Bob, e buon viaggio….fatti rivedere
presto, mi raccomando.
La serata sarebbe già mitica se si fosse conclusa
a questo punto ma la continuazione l’ha resa addirittura indimenticabile.
Le luci di sala si riaccendono ed ancora in trance decido
di chiamare Michele per tentare di capire dove si trovi tutto il gruppone
di mfarmiani che sono assolutamente impaziente di incontrare in carne ed
ossa.
Raccolgo borsa e poncho e mi metto a cercarli con lo sguardo
sulle scalinate fin quando vedo un omino che mi saluta : “Ehi, Michele
ti vedo, aspettateci lì”
Dopo un paio di minuti ecco lo storico incontro: con
Michele conosco anche Benedicta (la miiiitica Beni!!) Liaty, Roberto, Giulia
ed altri dylaniani di cui purtroppo non ricordo il nome.
Scambio di saluti ed impressioni a caldo che accompagnano
la leggera e piacevole emozione di quell’incontro.
In prima fila da sinistra:
Nadia "Albatros", Eleonora "Magpie",
Michele Napoleon in rags, Benedicta "Hamster", Liaty "Lynx" ed altri amci
dylaniani di MF.
Dietro: Roberto "Terrapin", Mayla
"Chameleon", Diego "Dolphin", Marco "Houndog"
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