Il giorno dopo il concerto romano, io, Leo, Sal ed Antonio
lasciamo la Capitale in direzione Milano. Continua in auto il solito giochino
delle canzoni di Bob di cui vi hanno raccontato nel dettaglio Antonio e
Sal e ad un certo punto - dopo un migliaio di canzoni citate ed a corto
di titoli - saltano fuori i titoli più improbabili e fantasiosi.
"Mexicali Blues!!!!" annuncia euforico Sal... "L'ha cantata una volta sotto
la doccia!". "O' sole mio... L'ha fatta ad un party privato a casa di Tony
Renis...!". "Let it be... L'ha cantata alla festa di compleanno di Paul
McCartney mentre usciva a sorpresa dalla torta!". E cose del genere...
Insomma tra un quiz dylaniano, un po' di boot di Bob, una pausa pranzo
e qualche commento sul concerto romano si arriva a Milano dove ci dividiamo.
Antonio, Sal e Leo se ne vanno al Filaforum con un'auto noleggiata ed io
vado a ricongiungermi con Benedicta perchè dobbiamo andare a casa
della Pivano per uno scambio di biglietti del concerto troppo complicato
da spiegare in questa sede. Comunque l'occasione è perfetta per
salutare la Nanda alla quale Beni ed io raccontiamo dei nostri progetti
teatrali e cinematografici su Bob nati dalla scorpionesca mente del nostro
Michele Salimbeni che ci lancerà definitivamente nell'Olimpo delle
star della celluloide e dei palchi di tutto il mondo. Poi tutti al Filaforum...
ah, dimenticavo, con noi c'è anche la nostra Layeti, naturalmente,
che - vi anticipo - sta per uscire con un nuovo romanzo della serie di
Ogden con moltissimi riferimenti dylaniani.
Abbiamo un posto di quelli a sedere (quindi possiamo
arrivare anche all'ultimo minuto) un po' in alto ma con una visuale perfetta,
sia pur laterale. Il Filaforum è praticamente pieno.
Il concerto di Milano mi è sembrato di qualità
superiore rispetto a quello di Roma. Ben tredici canzoni su 17 sono le
stesse fatte nell'Urbe. Di nuovo c'è solo Desolation Row, Boots
of spanish leather, Things have changed e Dignity. Alla luce dei recenti
concerti londinesi dove Bob se n'è uscito con così tanti
pezzi nuovi (e che pezzi: Durango! Jokerman!) resta il rimpianto che non
abbia iniziato già in Italia a proporne qualcuno. Un premio ai soli
fans inglesi che a detta di molti sono i suoi più fedeli? Comunque,
le tredici canzoni in comune con Roma sono di livello pari ed in molti
casi superiore a quello del concerto precedente (in particolare It's all
right ma mi sembra ancor più bella), e più o meno il mio
giudizio resta quello espresso nel racconto romano. Delle quattro nuove
mi colpisce soprattutto Desolation Row che è veramente stratosferica,
una delle migliori versioni di questa canzone (a parte l'incomprensione
citata da Antonio Genovese nel suo racconto tra Bob e Koella quando il
primo stronca un assolo del secondo riprendendo a cantare). Mi piacciono
un po' di meno Dignity e Things have changed.
Benedicta che è di fianco a me si scatena come
suo solito al di là della ripetitività dei brani (molti sono
gli stessi di Bolzano dove Beni era con me). Il suo ondeggiare, ballare,
saltare sulla sedia - dalla criceta ben descritto nel suo racconto dal
NET - sono uno spettacolo nello spettacolo (anzi - Beni - io farei pagare
il biglietto a tutti quelli in zona, un supplemento per la coreografia
:o) ) anche se Benedicta stavolta non arriva a tirar fuori l'accendino
come farà invece a Zurigo. Anche Bob ad ogni modo ondeggia e balzella
sul palco nei suoi giri soliti in cui sembra davvero Charlot. Qualcuno
dietro di noi avanza l'ipotesi che abbia le scarpe strette ed imputa a
questo la sua andatura barcollante :o). Qualcuno giura che durante la pausa
Dylan si sia addirittura cambiato le scarpe :o) Si ride sonoramente quando
Bob se ne esce con un verso retroattivamente riabilitante come "Hattie
Carroll killed poor Hattie Carroll"... chissà cosa gli passava per
la mente? La cosa mi stupisce perchè in queste date italiane Bob
mi era sembrato molto concentrato sui versi...
Dopo il concerto tutti noi magfarmiani ci riuniamo, spunta
anche Matteo Squirrel che mi regala la bellissima compilation da lui confezionata
con le covers dylaniane tempo fa pubblicizzata su MF (grazie!). Tutti noi
circondiamo Nanda Pivano per autografi, saluti ed abbracci. Giulia Rabbit
si fa firmare un Blues Ballate e Canzoni (se non ricordo male) che immagino
diventerà il suo libro più prezioso. Salvatore Eagle riceve
una dedica beneaugurante che al momento non ricordo benissimo ma che mi
sembra equivalere ad un augurio per il Pulitzer (Sal me la puoi scannerizzare
per la prossima Talkin'...? Sarebbe carino pubblicarla...) e che egli ha
già incorniciato e messo sul suo letto accanto alle immagini di
Neil Young, Bob Dylan e Franco Califano :o) . Chiacchieriamo un po' con
la Pivano che naturalmente rende questa giornata indimenticabile al di
là del concerto di Dylan (Bob non ce ne voglia). Ha particolarmente
apprezzato Mr. tambourine man che all'inizio non aveva riconosciuto ma
quando poi ha capito che si trattava di quella canzone è stata per
lei una immensa gioia (la Pivano è particolarmente legata a questa
canzone). Dopo aver salutato la Nanda il gruppo si scioglie ed io, Antonio,
Leonardo e Sal ce ne andiamo un po' a zonzo a fare le famose foto proposte
qualche giorno fa.
E domani ci aspetta Zurigo ed un indimenticabile viaggio
attraverso la confederazione elvetica...
|
sito italiano di Bob Dylan HOME PAGE
|
--------------------
è
una produzione
TIGHT CONNECTION
--------------------