Racconti dal Neverending Tour
Parte 38

Milano 2003
di Michele "Napoleon in rags"

Il giorno dopo il concerto romano, io, Leo, Sal ed Antonio lasciamo la Capitale in direzione Milano. Continua in auto il solito giochino delle canzoni di Bob di cui vi hanno raccontato nel dettaglio Antonio e Sal e ad un certo punto - dopo un migliaio di canzoni citate ed a corto di titoli - saltano fuori i titoli più improbabili e fantasiosi. "Mexicali Blues!!!!" annuncia euforico Sal... "L'ha cantata una volta sotto la doccia!". "O' sole mio... L'ha fatta ad un party privato a casa di Tony Renis...!". "Let it be... L'ha cantata alla festa di compleanno di Paul McCartney mentre usciva a sorpresa dalla torta!". E cose del genere... Insomma tra un quiz dylaniano, un po' di boot di Bob, una pausa pranzo e qualche commento sul concerto romano si arriva a Milano dove ci dividiamo. Antonio, Sal e Leo se ne vanno al Filaforum con un'auto noleggiata ed io vado a ricongiungermi con Benedicta perchè dobbiamo andare a casa della Pivano per uno scambio di biglietti del concerto troppo complicato da spiegare in questa sede. Comunque l'occasione è perfetta per salutare la Nanda alla quale Beni ed io raccontiamo dei nostri progetti teatrali e cinematografici su Bob nati dalla scorpionesca mente del nostro Michele Salimbeni che ci lancerà definitivamente nell'Olimpo delle star della celluloide e dei palchi di tutto il mondo. Poi tutti al Filaforum... ah, dimenticavo, con noi c'è anche la nostra Layeti, naturalmente, che - vi anticipo - sta per uscire con un nuovo romanzo della serie di Ogden con moltissimi riferimenti dylaniani.
Abbiamo un posto di quelli a sedere (quindi possiamo arrivare anche all'ultimo minuto) un po' in alto ma con una visuale perfetta, sia pur laterale. Il Filaforum è praticamente pieno.
Il concerto di Milano mi è sembrato di qualità superiore rispetto a quello di Roma. Ben tredici canzoni su 17 sono le stesse fatte nell'Urbe. Di nuovo c'è solo Desolation Row, Boots of spanish leather, Things have changed e Dignity. Alla luce dei recenti concerti londinesi dove Bob se n'è uscito con così tanti pezzi nuovi (e che pezzi: Durango! Jokerman!) resta il rimpianto che non abbia iniziato già in Italia a proporne qualcuno. Un premio ai soli fans inglesi che a detta di molti sono i suoi più fedeli? Comunque, le tredici canzoni in comune con Roma sono di livello pari ed in molti casi superiore a quello del concerto precedente (in particolare It's all right ma mi sembra ancor più bella), e più o meno il mio giudizio resta quello espresso nel racconto romano. Delle quattro nuove mi colpisce soprattutto Desolation Row che è veramente stratosferica, una delle migliori versioni di questa canzone (a parte l'incomprensione citata da Antonio Genovese nel suo racconto tra Bob e Koella quando il primo stronca un assolo del secondo riprendendo a cantare). Mi piacciono un po' di meno Dignity e Things have changed.
Benedicta che è di fianco a me si scatena come suo solito al di là della ripetitività dei brani (molti sono gli stessi di Bolzano dove Beni era con me). Il suo ondeggiare, ballare, saltare sulla sedia - dalla criceta ben descritto nel suo racconto dal NET - sono uno spettacolo nello spettacolo (anzi - Beni - io farei pagare il biglietto a tutti quelli in zona, un supplemento per la coreografia :o) ) anche se Benedicta stavolta non arriva a tirar fuori l'accendino come farà invece a Zurigo. Anche Bob ad ogni modo ondeggia e balzella sul palco nei suoi giri soliti in cui sembra davvero Charlot. Qualcuno dietro di noi avanza l'ipotesi che abbia le scarpe strette ed imputa a questo la sua andatura barcollante :o). Qualcuno giura che durante la pausa Dylan si sia addirittura cambiato le scarpe :o) Si ride sonoramente quando Bob se ne esce con un verso retroattivamente riabilitante come "Hattie Carroll killed poor Hattie Carroll"... chissà cosa gli passava per la mente? La cosa mi stupisce perchè in queste date italiane Bob mi era sembrato molto concentrato sui versi...
Dopo il concerto tutti noi magfarmiani ci riuniamo, spunta anche Matteo Squirrel che mi regala la bellissima compilation da lui confezionata con le covers dylaniane tempo fa pubblicizzata su MF (grazie!). Tutti noi circondiamo Nanda Pivano per autografi, saluti ed abbracci. Giulia Rabbit si fa firmare un Blues Ballate e Canzoni (se non ricordo male) che immagino diventerà il suo libro più prezioso. Salvatore Eagle riceve una dedica beneaugurante che al momento non ricordo benissimo ma che mi sembra equivalere ad un augurio per il Pulitzer (Sal me la puoi scannerizzare per la prossima Talkin'...? Sarebbe carino pubblicarla...) e che egli ha già incorniciato e messo sul suo letto accanto alle immagini di Neil Young, Bob Dylan e Franco Califano :o) . Chiacchieriamo un po' con la Pivano che naturalmente rende questa giornata indimenticabile al di là del concerto di Dylan (Bob non ce ne voglia). Ha particolarmente apprezzato Mr. tambourine man che all'inizio non aveva riconosciuto ma quando poi ha capito che si trattava di quella canzone è stata per lei una immensa gioia (la Pivano è particolarmente legata a questa canzone). Dopo aver salutato la Nanda il gruppo si scioglie ed io, Antonio, Leonardo e Sal ce ne andiamo un po' a zonzo a fare le famose foto proposte qualche giorno fa.
E domani ci aspetta Zurigo ed un indimenticabile viaggio attraverso la confederazione elvetica...


Michele "Napoleon in rags"
 
 
MAGGIE'S FARM

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